Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 138 del 12 marzo 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 138/VII - INTERVENTI A FAVORE DELLE POPOLAZIONI NELLE ZONE TERREMOTATE. - RELAZIONE CONCLUSIVA DEI LAVORI DELLA COMMISSIONE CONSILIARE SPECIALE - APPROVAZIONE DELLA MOZIONE: "INTERVENTI A FAVORE DELLE POPOLAZIONI TERREMOTATE DEI COMUNI DI PIGNOLA, CALVELLO E ABRIOLA".

PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Pedrini.

MOZIONE

Il Consiglio regionale,

preso atto della relazione della "Commissione Speciale" e delle richieste dei Sindaci dei Comuni di Pignola, Calvello ed Abriola, dà mandato al Presidente della Giunta affinché vengano presi quei provvedimenti sulle richieste dei Sindaci, quelle decisioni necessarie e consone allo sforzo finanziario fatto dal popolo valdostano verso i colpiti dell'immane tragedia del terremoto sbloccando così gli oltre trecento milioni ancora da destinare per gli aiuti di cui sopra.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Voyat per la relazione sui lavori della Commissione Speciale per gli aiuti alle zone terremotate.

VOYAT - (U.V.): Penso innanzitutto di dover esprimere la mia soddisfazione per aver avuto la possibilità di collaborare con i Consiglieri Maquignaz e Tonino che, contrariamente a quello che un po' temevano, non si sono lasciati prendere dalla strumentalizzazione che si stava facendo in quel momento su diversi giornali, alla radio e alla TV.

Abbiamo valutato tutti gli atti che erano qui alla Regione, abbiamo fatto un sopralluogo e, a mio avviso, è stato stilato un documento in tutta onestà e con una vera obiettività.

A nome della Commissione, penso che dovrei anche ringraziare per l'assistenza i due tecnici regionali - l'Architetto Lanzavecchia e il dott. Cerise - che ci hanno accompagnati per il sopralluogo nei tre Comuni di Abriola, Calvello e Pignola. In modo particolare ringraziamo il dott. Cerise che, a nostro avviso, ha fatto una relazione veramente completa con dati che poi ci hanno permesso di stilare un documento in modo abbastanza soddisfacente. Dobbiamo in tutti i casi ringraziare, e chiedere scusa anche, a tutte le persone che sono state convocate dalla Commissione e che con abnegazione ci hanno illustrato le difficoltà che hanno avuto nel prendere e nel sostenere la soluzione del Comitato per il Sud. Da parte di alcuni ci è stato rimproverato, con interpellanze o interrogazioni, il ritardo di circa un mese con cui questa relazione viene in Consiglio; ritengo però che sia doveroso da parte di tutti considerare il numero elevato di riunioni che abbiamo fatto durante questi tre mesi, circa 25, e il fatto che nel periodo dal 20 dicembre ai primi di gennaio c'è stato un naturale rallentamento dei lavori della Commissione dovuto ad impegni dei Commissari e anche alle festività natalizie.

Prima di fare una breve illustrazione del documento, vorrei precisare che abbiamo rifiutato di entrare sul piano polemico della questione, come da più parti ci veniva ispirato. La valutazione è stata fatta nel senso dell'intervento nella sua globalità, per quanto a volte sia stato necessario sottolineare alcuni piccoli particolari.

Prima ancora di iniziare i lavori abbiamo avuto anche qualche difficoltà, perché da parte di alcuni Consiglieri si chiedeva che la Commissione invitasse con lettera specifica anche un Consigliere che ne aveva fatto richiesta scritta; la Commissione ha ritenuto in quel momento di non dover accettare questa richiesta e di funzionare come una qualunque altra Commissione e non come una Commissione d'inchiesta; pertanto, la convocazione veniva inviata ai Commissari e alle persone convocate; in più, evidentemente come per le Commissioni normali, la convocazione veniva affissa all'Ufficio Gruppi e alla Presidenza del Consiglio.

Un'altra precisazione che dobbiamo fare è questa: da diverse parti ci è stato rimproverato il fatto che al momento del sopralluogo insieme alla Commissione e ai tecnici ci fosse anche il Consigliere Pedrini; noi dobbiamo far rilevare che la Commissione aveva deciso che la sua composizione ufficiale sarebbe stata di tre Commissari e di due tecnici; il Consigliere Pedrini è venuto con noi non su richiesta della Commissione, ma su autorizzazione della Presidenza del Consiglio.

Devo dire anche che all'inizio, prima di cominciare i lavori, la Commissione aveva deciso che tutti i Consiglieri regionali avrebbero potuto partecipare alle sedute della Commissione con diritto di parola, salvo nel caso che la Commissione avesse ritenuto necessario consultare persone esterne; in questo caso i Consiglieri partecipanti non avrebbero avuto la possibilità di intervenire.

Al documento c'è una introduzione abbastanza lunga che abbiamo voluto fare per mettere in evidenza le difficoltà che il Comitato ha avuto in quel periodo e nel fare le scelte, che come già è stato spiegato dall'Assessore Rollandin a suo tempo in questo Consiglio, consistevano in una prima fase di intervento con roulottes e con invio di materiali, e in una seconda fase più stabile e più duratura nel tempo.

Una cosa che ci preme ancora far rilevare è la fiducia che diversi clubs hanno dimostrato nel Comitato regionale affidando a questo fondi e materiali perché giungessero a destinazione.

Ma veniamo alla questione degli chalets: tutti sanno che questa soluzione è stata adottata soprattutto per la buona riuscita che aveva avuto nell'intervento fatto in precedenza nel Friuli, e anche perché come sistema antisismico è abbastanza duraturo nel tempo. Gli interventi prevedevano l'invio di 60 chalets: 29 a Calvello, 24 a Pignola, 7 ad Abriola; però, tenendo conto delle disponibilità del momento, il Comitato aveva deciso di inviarne in un primo tempo 40, cioè 20 a Calvello, 13 a Pignola e ad Abriola; si vede subito chiaramente che, a differenza di Calvello e Pignola, Abriola già con primo intervento aveva ottenuto tutto quello che era stato deciso di fare in quel Comune. Il Comitato, cioè la Regione Valle d'Aosta, forniva gli chalets e in accordo con i Comuni aveva trovato una soluzione per dare la possibilità alla gente del luogo di lavorare, distribuendo cioè il lavoro tra Comune e Regione: la Regione forniva i materiali e una certa assistenza mentre i Comuni, risarciti poi dal Commissariato speciale per il terremoto, avrebbero fatto i basamenti, quindi da parte dell'Amministrazione regionale non c'era altro da fare che consegnare il materiale "franco destino", cioè con tutte le spese a suo carico, ai Comuni e, come aveva deciso il Comitato, assicurare un'assistenza tecnica.

Per capire meglio le difficoltà dell'installazione, che era a carico dei Comuni, bisogna considerare il periodo invernale, il caos esistente in loco in quel momento e le condizioni meteorologiche proibitive, con neve e pioggia; è da considerare anche il fatto che, a detta dei tecnici della Regione presenti sul posto e dei Sindaci o di altre persone, lo scarico purtroppo veniva fatto in modo abbastanza avventato, per mancanza di personale o perché i camion arrivati la sera, con la premura di ripartire il giorno dopo al mattino, dovevano evidentemente scaricare durante la notte.

Ci sono poi stati dei casi di ammanco di materiali in certi Comuni: ad esempio, a Calvello c'è stata una denuncia in questo senso e anche nel Comune di Abriola, il cui Sindaco esplicitamente ha riferito che un camionista gli aveva detto che durante il trasporto parte del materiale era volato via e dei bidoni si erano rovesciati. Dall'altra parte bisogna far rilevare anche le dichiarazioni, fatte con lettera, della ditta "Il boscaiolo"; cito testualmente: "Resta inoltre da dire che l'abbandono del materiale alle intemperie non era solo soggetto al deperimento ma anche alla possibilità di furto"; questo noi lo abbiamo riportato integralmente nella relazione.

Un'altra cosa che bisogna sottolineare è il fatto che il montaggio, lasciato ai Comuni interessati per dare possibilità di lavoro alla gente del posto, era fatto in un modo evidentemente non adeguato, in quanto realizzato da gente inesperta e che - a suo stesso dire - non aveva mai visto materiali o costruzioni del genere.

La prima visita fu quella al Comune di Pignola, dove gentilmente il Sindaco e il Vicesindaco ci hanno ricevuti, hanno risposto alle nostre domande e hanno voluto sottolineare la loro soddisfazione pregandoci - come d'altronde anche gli altri Sindaci in seguito - di esprimere il loro ringraziamento per l'intervento della Valle d'Aosta.

Durante il sopralluogo, il personale ha detto che era estremamente soddisfatto della soluzione fornita dalla Regione Valle d'Aosta, e chiedeva ulteriori possibilità di scambio, soprattutto su esperienze turistiche, con la Valle d'Aosta.

La visita al Comune di Abriola è stato il punto più dolente di tutto il nostro viaggio: è cominciata con l'incontro con il Sindaco, il quale in modo formale, ma direi anche sostanziale, ha tenuto a farci capire che nessun addebito doveva esser fatto all'Amministrazione regionale, in quanto loro sapevano benissimo che il nostro intervento era una cosa valida, ma soprattutto in altri Comuni.

Nel loro Comune avrebbero preferito fin dall'inizio altre soluzioni; il Sindaco riusciva però a capire che questa era una decisione presa dal Consiglio regionale e pertanto doveva essere attuata. Dopo una lunga serie di rimproveri fatti soprattutto alla ditta fornitrice per la questione del materiale e per la mancanza di assistenza tecnica, ci ha accompagnati per farci vedere l'installazione dei 5 chalets nel capoluogo.

Questi 5 chalets, dei 40 che abbiamo visto prima e dopo, erano quelli che avevano più necessità di un intervento da parte di operai specializzati. Difatti erano montati malissimo, e già il tecnico sul posto ci disse che i basamenti erano inadeguati perché piuttosto arcuati cosicché l'acqua invece di uscire in tutti i casi entrava all'interno e portava dentro umidità; inoltre, erano screpolati e comunque veramente inadeguati.

Abbiamo visto che del materiale era stato sostituito, e infatti ci aveva detto il Sindaco che erano stati costretti a sostituirlo con materiale di fortuna, con assi trovate sul posto, perché - a loro dire - non tutto era arrivato.

C'era anche del materiale evidentemente scadente, come viene poi anche detto dalla ditta fornitrice, che si dichiara disponibile ad andare in loco e a sostituirlo.

Al Comune di Calvello, quando siamo arrivati noi, la situazione dal punto di vista dell'installazione e della costruzione era abbastanza soddisfacente se si esclude il fatto che abbiamo trovato degli chalets scoperchiati perché alcuni giorni prima c'era stato un forte vento che aveva provocato questo incidente.

Gli amministratori comunque anche qui dichiaravano la loro soddisfazione per l'intervento della nostra Regione, lamentando però la mancanza di una parte di assistenza e di lavoratori specializzati sul luogo per installare meglio questi chalets; gli amministratori locali ci facevano rilevare che in un primo momento l'installazione era stata fatta in modo estremamente inadeguata perché la ditta appaltatrice che eseguiva i lavori non era in grado di farlo bene; in un secondo tempo avevano affidato l'opera ad un'altra ditta e le cose erano andate meglio in quanto questa aveva rimediato anche i difetti di montaggio della prima.

Dopo questo sopralluogo abbiamo fatto una piccola relazione conclusiva dalla quale si rileva che dei 40 chalets visitati nei tre Comuni, 2 soli hanno necessità di interventi speciali, cosa che è riconosciuta dalla ditta che ha una parte di colpa, anche se la responsabilità è soprattutto delle persone che hanno montato questi chalets, e di quelli che hanno costruito i basamenti in modo inadeguato.

La ditta valdostana dichiarava dunque di essere disponibile a sostituire quei pochi elementi che erano sfuggiti alla linea di produzione, e appena possibile si sarebbe recata sul posto; non avrebbe però fatto altri lavori all'infuori di quella sostituzione, a suo dire di sua responsabilità, perché anche il comportamento degli amministratori locali, a suo parere, non era stato dei migliori.

In conclusione, nell'ultima pagina della relazione ci è parso corretto ricordare le richieste avanzate dai Comuni: Pignola chiede uno chalet da adibire ad uso pubblico; in precedenza ci era stato detto che Pignola avrebbe voluto altri chalets, ma quando siamo arrivati lì ci hanno detto che anche se in un primo tempo avevano intenzione di chiedere altri chalets, avrebbero preferito, visto che la ricostruzione era cominciata, avere uno chalet in legno da adibire ad uso pubblico.

Abriola chiede un ulteriore intervento finanziario per la copertura di interessi destinati a pagare un prestito che il Comune avrebbe intenzione di chiedere alla Cassa Depositi e Prestiti per la ristrutturazione di un edificio pubblico.

Ritengo però di far rilevare che Abriola, come ho già detto prima, aveva già avuto tutto quello che il Comitato e il Consiglio regionale avevano deciso di dare a ciascuno dei tre Comuni; infatti, i due Comuni che, se non ci sono modifiche da parte del Consiglio e del Comitato, potevano ancora chiedere qualcosa erano Pignola, che doveva avere un certo numero di chalets che ha chiesto di scambiare con un solo chalet in legno per struttura pubblica, e Calvello, che al momento in cui noi siamo andati a fare il sopralluogo aveva già mandato una lettera di richiesta degli altri 9 chalets che la Regione aveva promesso.

In conclusione, con animo sereno e senza alcuno spirito di polemica, ritengo di dover fare alcune precisazioni; quanto dirò comunque non è influenzato assolutamente dagli insulti e dalle accuse rivolti dal Consigliere Pedrini a me e ai miei colleghi di movimento. Con tutta franchezza, però, devo dire che il comportamento del Consigliere Pedrini, per quanto mi concerne, è stato estremamente scorretto; innanzitutto ha cercato in diversi casi, già nella prima riunione, di influenzare i componenti della Commissione su come doveva funzionare la stessa, dicendo quali cose si dovevano chiedere e sapere dato che a lui interessavano. Voglio far risaltare che la Commissione non aveva il dovere di dire se aveva ragione il Consigliere Pedrini a fare certe accuse o aveva ragione l'Assessore Rollandin a dire certe altre cose; la Commissione era stata incaricata di vedere i lavori, pertanto non aveva alcun interesse a sapere se era vero quanto avevano in precedenza detto i Sindaci al Consigliere Pedrini. Nel secondo giorno di visita - e ho dei buoni testimoni - già di primo mattino ci fu uno scontro frontale fra il Consigliere Pedrini e il sottoscritto, perché (...INTERRUZIONE...) No, no, al mattino appena alzati, quando sono arrivato io, tu hai portato i giornali e hai detto ai tecnici: "Leggete cosa dico io, voi direte se ho ragione o non ho ragione, però controllate questo, vedete quell'altro!". Quindi, a mio avviso, c'è anche un tentativo di influenzare i tecnici (...INTERRUZIONE...). Beh, per me è grave! Sinceramente è grave, perché la Commissione doveva avere la possibilità di lavorare e di valutare le cose come sono! Al momento poi del sopralluogo ad Abriola, prima ancora delle interviste fatte al Consigliere Pedrini e al sottoscritto, con mia sorpresa ho visto il Consigliere Pedrini che accompagnava i tecnici della RAI 3 e con la sua canna d'argento indicava che cosa gli operatori dovessero riprendere, quali fossero le disfunzioni che non avrebbero dovuto esserci, quali le cose che non andavano avanti, e rilevava evidenti responsabilità che si doveva poi giudicare di chi fossero.

Io dico che tutto questo è molto grave, perché il Consigliere Pedrini pur di dimostrare che aveva detto certe cose, giuste, che aveva visto, non si preoccupava di quanto la televisione poteva divulgare; a questo punto, vi prego di riflettere un pò quale può essere stata l'immagine della Valle d'Aosta, del Comitato e del Consiglio regionale nel potentino e qui in Valle! E' grave, cioè, che un Consigliere regionale della Valle d'Aosta accompagni i tecnici a riprendere gli errori, a far risaltare i difetti anziché soffermarsi a valutare l'opera nel suo insieme, cioè nei tre Comuni.

E poi c'è un'altra cosa: il giorno del ritorno, il Consigliere Pedrini aveva promesso formalmente che sarebbe stato corretto fino in fondo e per tanto non avrebbe detto una parola su quanto aveva notato prima di aver visto la relazione della Commissione; dopo di ché ognuno avrebbe fatto le proprie considerazioni. Qui devo rimproverare al Consigliere Pedrini la sua mancanza di parola; infatti, dieci o quindici giorni dopo il sopralluogo è uscito sul "Monitore Valdostano" un articolo intitolato: "Come volevasi dimostrare"!

A questo punto dico solo che purtroppo ci sono state delle piccole disfunzioni, ma su quanto dichiarato da parte dei Sindaci e sulle loro richieste devo dire che aveva ragione l'Assessore Rollandin.

PRESIDENTE: E' aperta la discussione. Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin. Ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): Sulla questione degli chalets e dell'attività del Comitato io non entro più nel merito. Voglio solo ricordare che le affermazioni e le dichiarazioni più o meno accese in Consiglio, riportate con un certo risalto sulla stampa, non possono continuare e comunque non debbono inficiare un lavoro che è stato fatto nell'interesse dei paesi terremotati.

Ho detto allora, e ripeto adesso, che non interessa a me personalmente, né deve interessare a tutti i componenti del Consiglio, una polemica che in quanto tale non sarebbe altro che sterile e anzi controproducente, perché può solo far perdere tempo ai Consiglieri. Ritengo che interesse del Consiglio e di tutta la popolazione sia veder attuato nel modo migliore l'intervento della nostra Regione, intervento anche difficoltoso in certi momenti nelle zone terremotate.

Ho detto allora - e l'ha ribadito il Consigliere Voyat - che non ritenevo che la discussione dovesse incentrarsi su chi ha ragione e chi ha torto, perché veramente allora si stravolgerebbe il senso di tutto l'intervento che abbiamo fatto per le popolazioni delle zone terremotate.

Per quanto mi concerne, giudicando valido quanto deciso e portato avanti dalla Commissione, ritengo chiusa la questione e non intendo dare spazio ad altre polemiche su un discorso che ha già portato troppi danni.

PRESIDENTE: Altri intendono prendere la parola? Ricordo al Consiglio che stiamo discutendo sulla relazione della Commissione Speciale e sulla mozione presentata dal Consigliere Pedrini.

Invito pertanto i colleghi a tener conto, nei loro interventi di entrambi gli oggetti; è chiaro che la votazione avrà luogo soltanto sulla mozione.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Pedrini. Ne ha facoltà.

PEDRINI - (Ind.P.L.I): Signor Presidente, avevo pensato di fare un intervento solo e avevo buttato giù qualcosa per iscritto, anche se non è mia abitudine, proprio per mantenere quell'obiettività che ho cercato sempre di avere; purtroppo le parole del Consigliere Voyat non mi consentono di seguire questo indirizzo e pertanto mi vedo costretto a scindere il mio discorso in tre, comunque brevissimi, interventi: uno che riguarda il Consigliere Voyat; uno che riguarda l'aspetto tecnico e che mi sono fatto preparare perché mi sono preso la briga, a spese mie, di mandare in loco dei tecnici i quali hanno fatto una relazione esclusivamente tecnica - e qui non metto in discussione i tecnici della Valle d'Aosta, ma mi interessa nel suo complesso la questione degli chalets per spiegare certe cose a chi forse non le aveva ben capite -; un'altra che è la risposta al tono pacato e direi intelligente dell'Assessore Rollandin.

Anch'io non sono qua per fare delle polemiche, né avrei avuto occasione di farne se all'inizio, per una incomprensione forse, non mi fossero state date certe risposte.

Cominciamo subito col Consigliere Voyat. Prima di tutto, qui sono presenti i due Commissari, che io tiro in ballo perché desidero che dichiarino se io mi sono mai permesso di dire loro che cosa dovevano fare, o di influenzarli.

Desidero ricordare ai signori membri della Commissione, compreso il Presidente della stessa, Voyat, che alla fine degli incontri con i Sindaci ogni volta il sottoscritto ha chiesto alla Commissione: "Avete finito l'interrogatorio, le domande?"; "Sì, abbiamo finito!"; "Allora posso porre la mia domanda?"; "Come no!"; "Signor Sindaco, è vero che Lei mi ha detto che non voleva più chalets e invece voleva, se possibile, i soldi per pagare debiti o mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti?". Si dà il caso che i Sindaci, tutti e tre, hanno risposto che era vero. Questo penso che nessuno, nemmeno il Presidente Voyat, parte in causa, possa negarlo; non potevamo nominare un avvocato difensore migliore per Rollandin! Bisogna dargliene atto, è stato veramente grande sotto tutti i profili. Chiarito questo, sentiremo poi dai due membri se io li ho influenzati a dire qualcosa del genere.

Si è detto poi che ho influenzato i tecnici: anche qua, io sono sceso al mattino, tranquillissimo, da una camera dove, tra parentesi, avevamo trovato le cimici e ho consegnato i due articoli che erano apparsi su "La Stampa" e sul "Monitore Valdostano" ai due tecnici dicendo loro, poiché non erano al corrente - e questa è la verità -, che leggessero almeno su che cosa erano chiamati a pronunciarsi. Non è che mi sono permesso di dire che quel che era scritto sul quotidiano "La Stampa" o sul settimanale "Monitore Valdostano" era Vangelo! Insomma, ho una certa età, e credo, senza presunzione, di avere una certa educazione sia personale che politica; non mi sarei mai permesso di chiedere una cosa o di influenzare in questa maniera i tecnici, che d'altronde si sono comportati benissimo e, checché ne dica il Signor Voyat, se si legge nelle pieghe delle loro relazioni si vede come in realtà stavano le cose. E siccome qua vogliamo dire le cose non "in camera caritatis" - visto che mi si dice che manco di parola, ed è l'unica cosa che mi manda in bestia perché se c'è uno che cerca sempre, da quando almeno è nell'età della ragione, di mantenere la sua parola, quello sono io! - io posso dire che qualche tecnico ha detto anche a voce alta, e ci sono i testimoni: "Queste sono cose da tribunale, sono cose penali!". A questo siamo arrivati! Probabilmente qualcuno non ha sentito queste parole, ma sono state dette, e ho i testimoni! Che poi io alla RAI abbia indicato... ma il destino ha voluto che questi della RAI interrogassero il Presidente della Commissione Voyat, poi interrogassero me; Voyat ha detto delle cose che non corrispondevano al vero, ha detto che tutto andava bene, e mentre rispondevo io c'era uno dei nostri tecnici che addirittura asportava un pezzo marcio di una tavola! Non gliel'ho mica detto io di farlo! Il destino ha voluto così! Il buon Dio ha voluto far vedere come in realtà stavano le cose! Quindi non entriamo in polemica, io non ne volevo assolutamente fare; ma mi fa veramente dispiacere quando mi si dice che manco di parola!

Io vorrei che il Signor Voyat mi producesse gli articoli in base ai quali mi si accusa di non aver mantenuto la mia parola, a meno che non voglia riferirsi alla pubblicazione nei giorni trascorsi tra la mia visita e la visita della Commissione di una fotografia che dimostrava che non 2, come dice l'architetto Lanzavecchia, ma ben 12 chalets - e questo l'hanno dichiarato tutti - erano privi del tetto! Questa fotografia io l'ho fatta pubblicare, a dimostrazione che effettivamente non tutto era stato fatto a dovere, altrimenti i tetti non si sarebbero scoperchiati!

E questa è l'unica cosa che mi dispiace - perché le altre sono soltanto infantilismi per camminare sui birilli, e i birilli hanno la testa rotonda e sono sempre lì per essere colpiti; in questo caso forse sono io il birillo, mi sta bene, tanto uno più uno meno! - e allora vorrei leggere velocissimo quattro appunti di un gruppo di tecnici, fra cui uno veramente illuminante, che dice: "Le strutture portanti" - non voglio fare la lezione a nessuno, ma direi che sono cose estremamente interessanti per il problema - "a blinde continue delle pareti in legno sono formate da tavole di legno generalmente delle dimensioni di cm.18x5x8, là erano di cm.7x6½x5; il legno se è stagionato tende a gonfiare per effetto dell'umidità: è il caso della parete esposta a nord; viceversa, se il legno non è stagionato ma di fresca segazione, come è avvenuto, tende a restringersi per effetto dell'evaporazione su tutte le pareti esposte al sole.

E' provato che tale restringimento o accrescimento oscilla fra 5 mm. e 1 cm. per ogni blinda.

Va da sé che su una parete di due metri di altezza possono succedere, per effetto del fenomeno segnalato, accorciamenti o allungamenti della parete fino a 10 o 15 cm., che provocano torsioni e fessurazioni": ed è quello che io avevo visto e che avevo denunciato; adesso cos'hanno fatto?

Hanno preso del cemento e l'hanno messo sotto, per cui le travi sono per traverso ... ma lasciamo stare! "Il tutto è riscontrabile sui vecchi rascard valdostani, dove tale fenomeno non creava problemi in quanto trattavasi di ricoveri per il fieno e non per le persone; comunque si osserva ancora, tutt'oggi, la classica torsione del fabbricato nell'arco solare.

Già un'inchiesta fatta in Friuli" - e qua veniamo al Friuli dove noi avevamo mandato degli chalets -"dopo la fornitura di case prefabbricate in legno aveva segnalato tale inconveniente", con la differenza che nessuno mi aveva invitato o mi aveva chiesto di andare a vedere se c'erano delle fessure, se no sarei andato anche là; "quindi, oltre l'impiego del legno va criticata la mancanza di tecnologie impiegate dalle ditte fornitrici e dai progettisti.

Esistono pertanto anche sul territorio valdostano tecnici di provata esperienza, conosciuti e stimati anche all'estero, che sono in grado di dimostrare ampiamente quanto sopra esposto". E con questi dati tecnici chiudo la seconda parte e velocissimo finisco con la terza.

Quello che sto per dire l'ho scritto un momento fa per rimanere nei binari da cui sono uscito prima, anche se non per colpa mia.

La relazione della Commissione che si è recata in meridione e, in modo ancora più completo, le singole relazioni dei tecnici che hanno accompagnato detta Commissione, sia pure in maniera sofferta sta a dimostrare come erano in verità le cose in quel di Abriola e Calvello; per quanto riguarda il Comune di Pignola, il sottoscritto aveva già nel suo esposto dichiarato che si trattava dell'unico centro ove tutto si era svolto in maniera assai soddisfacente e ciò in particolare per il montaggio, avvenuto con l'aiuto dei militari e sotto la direzione dei tecnici della nostra Regione.

Tra le pieghe di questa relazione che giunge con settimane di ritardo - e qua diciamo un'altra verità - proprio perché differenti erano le opinioni degli stessi Commissari, qualunque persona può trovare la risposta ai suoi interrogativi sulla realizzazione di questi chalets. A tale proposito, desidero solo aggiungere che non 2 soltanto dei tetti erano stati asportati dal vento qualche giorno prima della nostra visita, ma oltre 10 - la dichiarazione è stata di 12 - e ciò proprio per la mancanza totale di rifiniture: dicendo "rifiniture" sono buono, visto come si presentava certo legname e come era stato lavorato, non essendo pronto alla bisogna.

Mi risulta, e vorrei che la Commissione prima di mollare il tutto lo verificasse - e visto che il Signor Voyat ha voluto calcare la mano, allora lo faccio anch'io, ma leggermente perché potrei farlo di più! - che addirittura parte di questo legname sia venuto direttamente dalla Francia, tanto per essere chiari! Potremmo verificarlo perché dovrebbero esserci anche le prove!

Per quanto riguarda il fatto che avrei riportato il falso - e su questo ci tengo perciò l'Assessore Rollandin mi scuserà, perché qua fra la mancanza di parola e il falso io, che mi pecco di avere una parola sola, si vede che sono proprio tutto sbirolato e che non riesco veramente a dire le cose giuste, ma dico sempre cose sbagliate - dichiarando che i Sindaci dei tre Comuni terremotati mi avevano riferito e pregato di riferire che non volevano più altri chalets, ma avrebbero gradito un intervento finanziario per poter pagare gli interessi dei mutui fatti con la Cassa Depositi e Prestiti, mi soddisfa il fatto che i Sindaci da me interpellati davanti alla Commissione Speciale hanno riconfermato tutti che ciò rispondeva al vero; anche se non doveroso per la Commissione, e lo capisco, specie da parte del Presidente Voyat, almeno un accenno su questo argomento che era stato quello che aveva poi fatto scattare il tutto, poteva essere dato, per inciso, dando atto almeno a un Consigliere regionale di non essere un bugiardo; pensavo che la Commissione avesse almeno la morale e il pudore di dire questo, per salvare la faccia a un Consigliere regionale! Ma tant'è, il Presidente Voyat si trincera dietro il fatto che la Commissione aveva solo quel mandato, non la difesa della moralità di un'altra persona, foss'anche un membro di questo Consiglio! Questo non gli interessava! Anatemi, quelli sì, verità no!

Comunque mi spiace che non si sia capito che io desideravo solo che quanto veniva donato dai valdostani ai meridionali terremotati fosse fatto nel migliore dei modi, mentre si è cercato volutamente di fare polemica; non avendo nulla di personale, e lo ripeto per l'ennesima volta, con l'Assessore Rollandin, con il Comitato costituito ad hoc, con i tecnici a cui invece faccio giungere il mio plauso per il lavoro fatto nel Comune di Pignola, posso affermare che sono soddisfatto che si siano prese quelle misure - da parte dello stesso Assessore Rollandin, del Presidente della Giunta e di altri - atte a far sì che gli chalets diventassero abitabili.

I nove chalets inviati ultimamente nel Comune di Calvello sono sicuro che saranno a regola d'arte, e bene si è fatto a richiederli "chiavi in mano", lasciando alle imprese tutte le eventuali responsabilità; questo è il pensiero anche di Mauro Bordon che a questo proposito si era già espresso.

Penso che la mozione da me presentata possa essere accettata da tutti con la variazione concordata con il Segretario Tamone, lasciando al Presidente della Giunta, massimo organo della nostra Valle, l'ulteriore responsabilità per il controllo, che effettuerà come meglio ritiene, affinché gli interventi ultimi ed anche quelli precedenti vengano dichiarati eseguiti nel modo migliore.

Poniamo così la parola fine con enorme soddisfazione di tutti i valdostani e mia, su un argomento tanto doloroso e sofferto non solo per i terremotati ma anche per noi che a loro siamo stati vicini in quei tragici momenti.

PRESIDENTE: E' iscritto a parlare il Consigliere Tamone. Ne ha facoltà.

TAMONE - (U.V.): Come il Consigliere Pedrini ha annunciato testé, abbiamo concordato insieme un emendamento sostitutivo della mozione da lui presentata. Vi do lettura del nuovo testo.

MOZIONE

Il Consiglio regionale, preso atto della relazione della Commissione speciale e delle richieste dei Sindaci dei Comuni di Pignola, Calvello ed Abriola, dà mandato al Presidente della Giunta affinché vengano presi quei provvedimenti che, tenuto conto delle esigenze espresse dai rappresentanti dei tre Comuni, consentano di impegnare in modo sollecito i fondi ancora disponibili per interventi nelle zone terremotate.

PRESIDENTE: E' iscritto a parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Io voglio innanzitutto, a nome del mio Gruppo, esprimere la soddisfazione che si chiuda questo capitolo. Ho riguardato gli atti della discussione che avevamo avuto in Consiglio su questo tema nel recente passato, e ho notato che già in quell'occasione noi avevamo sollevato due grosse preoccupazioni: la prima era che l'intervento regionale non fosse impeccabile, scevro da imperfezioni, da difetti, da errori perché era in fondo in gioco anche l'immagine della nostra Regione; la seconda preoccupazione era che sugli errori commessi si potesse sollevare un polverone, una polemica inutile e sterile che però portava il rischio di danneggiare quel grosso slancio di solidarietà che c'era stato nella nostra Regione nei confronti di quelle popolazioni colpite dal terremoto; ed è inutile negarci che alcune tendenze di questa natura ci furono. Avevamo chiesto, infine, di conoscere come stavano i fatti, di illustrare al Consiglio la situazione, di fare in modo che a questo lavoro partecipassero tutti, senza esclusione di alcuno, alla luce del sole.

Io credo che rispetto alla prima preoccupazione, quella sulla qualità dell'intervento della nostra Regione, sia inutile negare che ci sono stati degli errori e dei difetti, e le conclusioni della Commissione lo dicono: errori e difetti soprattutto sulla qualità del legname, e che alcune parti di legname fossero marce sta scritto senza mezzi termini nella relazione dei tecnici che è allegata alla relazione della Commissione; difetti, naturalmente, non imputabili alla Regione, ci sono stati nella costruzione dei basamenti, i quali sono tutt'altro che perfetti; difetti, secondo me, ci sono anche sulla qualità delle coperture che io giudico abbastanza inadeguate per quelle zone, sia nella struttura, sia appunto nella qualità.

Rispetto alla seconda nostra preoccupazione, che è quella della polemica, noi non abbiamo approvato l'atteggiamento del Consigliere Pedrini, che abbiamo definito un po' interessato, e che ha sollevato sulla vicenda un clamore eccessivo. Però, allo stesso tempo, abbiamo detto che non ha certo aiutato l'atteggiamento dell'Assessore Rollandin, il quale ancora una volta in quell'occasione si era contraddistinto per essere in modo inopportuno testardo e per avere, tra l'altro, tratto in inganno tutto il Consiglio che non conoscendo la situazione ha preso - e anche noi lo avevamo fatto in quell'occasione - per vere le sue affermazioni che "assolutamente" - ce l'ho scritto - "il materiale è in ottimo stato; c'è solo un caso nel Comune di Calvello dove uno chalet è stato montato male: alcune travi accatastate per diverso tempo si sono svirgolate, ma il loro impiego sarà reso possibile.". Ecco, questa evidentemente è stata una posizione dell'Assessore Rollandin che sottostimava la situazione reale in quei luoghi, posizione estremamente grave perché egli era il responsabile di quella situazione e aveva il dovere di illustrare al Consiglio le cose come stavano realmente.

Questa polemica, dicevo, ha fatto del danno; era inutile insistere su quel tono, ma questo è avvenuto per interessi diversi; qui voglio sdrammatizzare un po' il diverbio tra il Consigliere Voyat e il Consigliere Pedrini: il Consigliere Pedrini è un grosso personaggio, e non solo fisicamente, che sa attirare su di sé l'attenzione; ricordo che a un incontro con una delegazione della Repubblica Popolare Cinese lo hanno subito scambiato per il Ministro, non riconoscendo come Ministro Chabod che era seduto vicino a lui.

Questo è significativo del fatto che in genere il Consigliere Pedrini è un personaggio che riesce a concentrare su di sé l'attenzione e che ha anche - mi permetta la battuta - una grossa capacità di provocare le altre persone e perciò di suscitare la polemica. Io credo che sia indispensabile che si chiuda questa vicenda con il ristabilimento, in Consiglio, della verità.

Voglio anche fare una considerazione che non è stata fatta dalla Commissione e che non è presente nella relazione conclusiva, ma che tuttavia può essere utile per il futuro: riguarda la scelta degli chalets; in sostanza è stata fatta la scelta di fornire il massimo numero possibile di prefabbricati con il minimo costo individuale, e cioè di privilegiare la quantità rispetto alla qualità.

E' stata una scelta legittima del Comitato che, ricordo, l'ha fatta in un periodo molto difficile, non voglio con questo condannare quel tipo di decisione, tuttavia credo che oggi riflettendo sulle cose fatte si riveli una scelta abbastanza discutibile perché i prefabbricati che noi abbiamo consegnato non hanno le caratteristiche di abitazioni precarie, cioè non sono abitazioni come i containers o altri tipi di prefabbricati che si usano per poco tempo e poi si demoliscono e si buttano.

C'è la pretesa da parte dei Comuni che li hanno ricevuti e degli stessi occupanti gli chalets - e noi l'abbiamo sentito - di trasformarli in abitazioni stabili; d'altronde, gli investimenti fatti per collocarli sul territorio si possono paragonare a quelli necessari per una abitazione stabile: opere di urbanizzazione, strade, fognature, acquedotto, pubblica illuminazione, interventi costosi che sono gli stessi che si fanno per le abitazioni stabili.

Ecco, l'interrogativo che pongo al Consiglio è se non sarebbe stato meglio fare meno chalets ma di una qualità migliore.

Questa credo sia una riflessione doverosa, vista l'esperienza; credo anche che una scelta di questo tipo non avrebbe inciso sui tempi, perché i tempi per costruire uno chalet di quella fattura rispetto ai tempi richiesti dalla costruzione di chalets migliori sono praticamente uguali, anzi, uno chalet di migliore qualità probabilmente si monta anche in tempi più brevi rispetto a chalets che avevano i difetti di cui abbiamo parlato prima.

Per quanto riguarda la relazione conclusiva, io credo che sia indubbio che i toni potrebbero essere diversi, che le cose potevano anche essere scritte in altro modo, ed è indubbio anche che una Commissione composta di tre Consiglieri abbia al suo interno opposizioni e giudizi che non sono sempre collimabili; tuttavia credo che il risultato finale ristabilisca la verità, nel senso che individua quali sono i difetti, quali sono i limiti.

Da questo punto di vista, credo sia da sottolineare il fatto che un'assistenza più consistente e continuativa da parte della Regione probabilmente avrebbe limitato alcuni dei difetti che si sono riscontrati, e considerando la situazione nei tre Comuni, si nota che le cose sono andate meglio nel Comune di Pignola, mentre ad Abriola e a Calvello il montaggio degli chalets presentava dei difetti vistosissimi; il Comune di Calvello ha rimediato con quell'aggiustamento: pensate che gli chalets sono stati sollevati di 5 e anche 10 cm., per quello che ho visto io, e questo assestamento ha fatto in modo che alcuni difetti fossero rimediati; il Comune di Abriola ha avuto un montaggio decisamente imperfetto e ha avuto anche la sfortuna di avere una partita di materiale decisamente scadente e da sostituire.

E' un risultato positivo che la Commissione abbia concluso i suoi lavori individuando la necessità di rimediare i difetti, che ci sia stata anche la disponibilità della ditta fornitrice ad una rapida sostituzione di questi elementi; tra l'altro, siccome noi nella zona non ci siamo più stati, ne approfitto per sapere dalla Giunta se la sostituzione delle travi c'è stata negli chalets di Abriola.

Un ultimo accenno riguarda la necessità di continuare questo rapporto di solidarietà con le popolazioni di quelle zone; credo che sia un compito che ci spetta e i Comuni, all'unanimità, hanno sollevato l'esigenza soprattutto di una solidarietà e di una cooperazione che non si limitino ormai alla ricostruzione ma anche alla rinascita di quei Comuni: soprattutto nel campo turistico hanno chiesto, se possibile, una nostra collaborazione, e credo sia doveroso da parte nostra continuare in questo slancio di solidarietà che era non solo del Consiglio ma di buona parte della popolazione valdostana.

PRESIDENTE: E' iscritto a parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Io speravo che fosse possibile tenersi ad un livello molto calmo, però sono obbligato a fare alcune precisazioni.

La prima è che il Comitato coordinatore per primo e poi il Ministro Zamberletti, allora Commissario Straordinario, hanno richiesto alle Regioni di fornire delle abitazioni provvisorie; fare adesso delle polemiche sostenendo che forse si sarebbe dovuto fornire altro è inutile e fuori luogo; è vero che nella provvisorietà siamo stati quelli che hanno fornito le cose migliori, per comune dizione, ivi compreso il Commissario Zamberletti.

La seconda puntualizzazione è questa: l'Assessore Rollandin non ha tratto in inganno nessuno, perché ha precisato che certe partite di legname e certi impianti sanitari sono stati rubati e che per quanto riguardava l'Amministrazione regionale non si riteneva opportuno sollevare la questione di fronte alla Procura della Repubblica di Potenza.

Detto questo, bisogna che dica che non approvo le piccole polemiche - e chiedo scusa al Consigliere Voyat - successive ai fatti, perché qui si tratta di stabilire una cosa sola, e cioè se c'è una responsabilità della Regione diretta nella questione.

Le altre polemiche non servono e quindi - mi perdoni l'importante personaggio, commendator Pedrini - non serve neanche venirci a dire che le binde, o le blinde come diavolo si chiamano, si deformano in una certa maniera quando abbiamo visto tutti che sono state montate molto male.

Mi sia ancora permesso - lei è gentile, me lo perdona, perché poi io accetto la mozione - di fare un rimprovero: se lo scopo della Commissione d'inchiesta era quello di appurare la verità su presunte colpe della Regione, eventuali e magari presenti in materia, avreste dovuto essere o solo i Commissari o le due parti in causa! Comunque di questo parleremo poi con più calma.. INTERRUZIONE...

Aspetti, Consigliere Pedrini, aspetti; forse io ho capito male; ma nel fuoco della prima discussione mi era sembrato così, evidentemente. Per quanto riguarda la mozione, che accetto, posso dire che con il Comune di Pignola è stata concordata - e devono mandarci gli elaborati - la costruzione non più di chalets ma, sempre nello stesso stile, di un centro culturale e sociale; aspettiamo di avere il progetto per farlo.

Per quanto riguarda Abriola e Calvello faremo, in base ai fondi che restano, quello che è stato richiesto dai Comuni, sentito evidentemente il Comitato per i Comuni terremotati e coordinando il più possibile le differenti richieste.

Una cosa che il Consigliere Tonino ha detto e che approviamo è quella di mantenere i contatti con questi Comuni; abbiamo rinviato, l'Assessore Rollandin ed io, perché troppo presi in altre questioni, di recarci sul posto, però penso che verso la metà di aprile vi andremo; se qualcun altro vuole venire, non abbiamo nessuna riserva o difficoltà: ci sarà l'inaugurazione ufficiale delle opere realizzate dalla Regione nei Comuni terremotati.

E' vero, come diceva il Consigliere Tonino, visto anche lo stato delle costruzioni colpite dal terremoto, che c'è la tendenza a rendere definitive queste abitazioni; è vero anche, però, che specie per nuclei familiari un po' consistenti, cosa frequente nel meridione, quegli chalets sono assolutamente troppo piccoli; di conseguenza, se il problema si porrà e altre forme di aiuto potranno essere date, noi vedremo di concordare e con il Ministro Zamberletti e con il Consiglio regionale quelle forme di assistenza compatibili con i legami che ormai abbiamo instaurato con questi tre Comuni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz. Ne ha facoltà.

MAQUIGNAZ - (D.P.): Brevemente. Innanzitutto vorrei rispondere al Consigliere Pedrini e al Consigliere Voyat e dire che la Commissione e i tecnici che hanno partecipato al sopralluogo certamente non si sono fatti influenzare dalla presenza del Consigliere Pedrini; però credo che una piccola considerazione a questo proposito debba essere fatta: la Commissione nei suoi lavori aveva deciso che gli interessati alla polemica che era nata non avrebbero dovuto partecipare al sopralluogo nelle zone terremotate, e bene avrebbe fatto forse - e lo dico senza polemica, evidentemente - il Presidente del Consiglio a non autorizzare il Consigliere Pedrini a partecipare al sopralluogo, per motivi di buon senso più che di regolamento, perché, tenendo conto del carattere simpatico ma anche un po' pungente del Consigliere Pedrini, e tenendo conto del carattere leonino del Presidente della Commissione, era prevedibile che degli scontri verbali si sarebbero verificati.

A parte questa considerazione, volevo ancora dire che la Commissione, nel corso del sopralluogo, ha valutato il complesso dell'intervento nella sua globalità e non si è limitata a rilevare i singoli inconvenienti o i singoli pregi dell'intervento stesso.

Qui, in effetti bisogna dire che se la polemica non ha senso, alcuni inconvenienti si sono però verificati, anche se essi non erano certamente tali da suscitare la polemica che poi è nata in questo Consiglio e in Valle d'Aosta.

Io vorrei fare alcune osservazioni, non per attribuire responsabilità o per sollevare ulteriori polemiche, ma per evitare che certi inconvenienti nel futuro abbiano a ripetersi.

La prima osservazione si ricollega a quanto ha detto il Consigliere Tonino e cioè che la scelta della fornitura di chalets in legno deve ritenersi valida, si tratta però di strutture destinate ad una sistemazione immediata e provvisoria delle persone e se questi chalets diventeranno strutture durature qualche inconveniente potrà verificarsi.

Giustamente, come ha detto il Presidente della Giunta, in quel momento non si poteva fare diversamente, ma io dico che in futuro dovremo cercare di tenere conto anche di questo fatto. Seconda cosa: alcuni inconvenienti si sono verificati nella fase di montaggio; bisognerà, in futuro, evitare che il montaggio venga affidato a persone non competenti, non specializzate; quindi bisognerà che il montaggio venga fatto da ditte specializzate; occorrerà per il futuro evitare anche che si verifichino quegli inconvenienti che si sono avuti nel Comune di Abriola: mi riferisco alle partite di materiale non stagionato o addirittura marcio.

Ma a parte queste cose, noi ci auguriamo che la polemica in questo Consiglio regionale si spenga, e siamo favorevoli all'approvazione della mozione, con la quale si dà incarico al Presidente della Giunta di adottare tutti quei provvedimenti necessari a risolvere i piccoli inconvenienti che si sono verificati e che d'altra parte sono pressochè inevitabili quando si devono fare interventi tempestivi in zone disastrate.

PRESIDENTE: E' iscritto a parlare il Consigliere Carlassarre. Ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Democrazia Proletaria Nuova Sinistra): Io vorrei sottolineare un aspetto della relazione finale, anche in seguito agli elementi che sono stati chiariti dalla discussione svolta sinora, che ha evidenziato il fatto che ci sono stati effettivamente dei grossi inconvenienti. Ecco, io non penso che sia il caso di fare grandi processi, però di puntualizzare sino in fondo la situazione, sì.

Mi pare di cogliere un aspetto poco simpatico dalla relazione finale: mi riferisco alla faziosità di una serie di affermazioni che tendono a scaricare su altri e a far uscire in modo sempre brillante chi in ultima analisi ha queste responsabilità.

Voglio sottolineare un paio di frasi: a pag. 3 della relazione tecnica del dott. Cerise, a proposito della visita effettuata a Calvello, c'è scritto ad un certo punto: "gli inconvenienti di cui sopra sono stati ovviati con maestria (questi lavori sono in fase di ultimazione) da parte della ditta esecutrice del montaggio, la quale ha provveduto..."; ora mi pare che questo apprezzamento sia tutto sommato fuori luogo dato il tono complessivo della relazione e le cose descritte dai Commissari; mi pare che sarebbe il caso di sorvolare su questa "maestria"!

Per quanto riguarda invece le responsabilità di altre persone, a pag. 4 della stessa relazione, al punto 1) è scritto: "Nel corso del sopralluogo, il sottoscritto ha interpellato un addetto, presente alla perizia, che aveva preso parte ai lavori di montaggio, il quale ammise che lui ed i suoi compagni di lavoro in sede di composizione degli chalets si erano resi perfettamente conto di impiegare fra quelli idonei dei profilati scadenti, che avrebbero recato pregiudizio alla buona riuscita dell'opera. L'addetto in questione si è dichiarato essere un falegname e nel corso della perizia ha segnalato al sottoscritto dove si trovavano questi ultimi elementi".

A me pare che scaricare responsabilità ad un falegname, di cui non sappiamo il grado di perizia e che si è trovato lì probabilmente per caso, sia un po' eccessivo, ed è ancor più grave in quanto questo punto 1) viene chiuso con quest'altra frase: "In altri termini l'utilizzo di profilati fortemente difettosi è stato fatto in piena consapevolezza".

Ora, parlare di piena consapevolezza a proposito degli addetti che si sono accorti che c'era del legname non troppo buono o addirittura marcio, come è stato detto, e l'hanno usato, mi sembra un po' eccessivo, tanto più che noi non conosciamo la reale capacità di queste persone; se responsabilità o difetto c'è stato, questo è semmai da attribuire - come già è stato sottolineato mi pare dal Consigliere Tonino - a chi doveva garantire in loco la presenza di tecnici esperti e in grado di assumersi la responsabilità di montare o meno questi chalets.

Un'ultima frase che mi pare tenda ad addossare tutta la responsabilità su queste persone è quella che sta scritta a pag.5, punto 2) ove è riportato: "Tale constatazione pone grossi limiti per precisi addebiti alle ditte fornitrici, in quanto alle stesse le contestazioni, essendo relative ad una parte del legname, dovevano essere fatte all'atto della presa visione del materiale".

Anche qui mi sembra che si voglia calcare la mano: ho già detto che di coloro che si trovavano lì a ricevere questo materiale non conosciamo nè la capacità tecnica nè la competenza reale; non so se si trattasse dei dipendenti di qualche impresa o se erano volontari, magari capitati lì per caso; il fatto è che non si può addossare al falegname la responsabilità di aver usato materiale scadente pur essendone consapevole.

Ritengo invece che vada sottolineato il fatto che c'è stata una mancanza sul posto di tecnici in grado di indirizzare l'operazione di montaggio e al limite di assumersi la responsabilità di non usare o di rimandare indietro il legname marcio.

Non si può pensare - e lo ripeto per l'ennesima volta - che quegli addetti, magari volontari tutt'altro che esperti, si assumessero questo compito e questa responsabilità. Mi pare che questo sia un aspetto della relazione senz'altro poco simpatico.

Colgo l'occasione per annunciare il mio voto favorevole all'approvazione della mozione presentata, sulla quale concordo pienamente.

PRESIDENTE: E' iscritto a parte il Consigliere Nebbia. Ne ha facoltà.

NEBBIA - (P.S.I.): Molto brevemente, per fare una raccomandazione: c'è stato il suggerimento, presente nella relazione e ripreso dal Consigliere Tonino e dal Presidente della Giunta, di continuare a inviare aiuti in queste zone.

Io sono assolutamente d'accordo, perché è un fatto che avevamo personalmente deciso con il collega Bajocco già nei primi giorni, a seguito del trasporto di roulottes nella zona; ma il suggerimento non è un'affermazione generica, anzi, si propone che il proseguimento degli aiuti avvenga in un modo diverso sul piano culturale, tenendo conto delle caratteristiche della zona e della cultura delle popolazioni, perché con il senno di poi - ma di questo non voglio assolutamente attribuire responsabilità ad alcuni perché ricordo bene quei particolari momenti - non so se la scelta degli chalets fosse adeguata, cioè la scelta di una tipologia di strutture adatte, e non sempre, alle nostre località, ma che trasferite altrove hanno comportato delle difficoltà da parte della popolazione locale, innanzitutto per essere edificate e successivamente anche per l'uso, almeno stando alla relazione che evidenzia la necessità di modifiche non di tipo strutturale ma di altro genere.

L'intenzione è quindi di proseguire con l'invio di aiuti in queste zone, con una maggiore aderenza ai problemi locali: quello che vorremmo fosse fatto sempre nei nostri confronti, facciamolo, oggi che capita a noi, anche nei confronti di altre popolazioni.

PRESIDENTE: Ci sono altri Consiglieri che intendono intervenire?

Non c'è più nessuno iscritto a parlare. La parola dunque all'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin.

ROLLANDIN - (U.V.): Io pensavo che nell'illustrazione di questo problema la Commissione si attenesse a quanto detto dal Presidente Voyat, e quindi ero intervenuto subito dopo dicendo chiaramente che non era mia intenzione riprendere le polemiche, né entrare nel merito di quanto la Commissione aveva svolto.

Gli interventi successivi e le affermazioni che sono state fatte, sono chiaramente di tendenza opposta; in particolare, quando si dà al Consigliere Pedrini del provocatore si fa esattamente la stessa cosa da parte del Consigliere Tonino; io non intendo raccogliere questa provocazione, ma voglio ricordare che si può provocare in tanti modi: si può provocare in modo sottile cercando di insinuare dei sospetti oppure si può sbraitare o usare toni accesi.

Io, ripeto, mi sono attenuto al comportamento della Commissione e non voglio entrare nel merito alle affermazioni, che ritengo gratuite e anche fuori luogo, che sono state fatte sulle considerazioni della Commissione; ritengo che se un lavoro deve essere svolto da una Commissione, che poi lo illustra, il discorso finisca lì; qui, invece mi sembra che si voglia riaprire la questione.

Non intendo rispondere a provocazioni di questa natura, perché se si può dire che si è fatta la scelta della quantità al posto della qualità, si può dire anche che questo è assolutamente falso: nessuno ha mai pensato di puntare sulla quantità a discapito della qualità! Ho detto allora che le scelte sono state fatte da tecnici competenti, da ingegneri e geometri, che si sono messi a discutere sulla struttura più consona. Non sono mai entrato nel merito, mai! Queste provocazioni mi sembrano veramente assurde, mi sembrano proprio tirate fuori per cercare quello che non c'è, per fare accuse e riprendere un discorso che potrebbe essere chiuso.

Tutto questo francamente mi lascia estremamente perplesso; come il discorso delle previsioni del futuro: io so che ci sono dei vulcanologi, dei geologi che si stanno scannando, si stanno disperando perché non riescono a prevedere eventi futuri; spero che non si verifichino più eventi come il terremoto e spero di non dover più affrontare queste situazioni; spero anche che l'organizzazione che si è data in base alla normativa statale e in base a quelle regole di protezione civile che auspico al più presto trovino attuazione, ponga rimedio a quegli interventi un po' a casaccio che abbiamo dovuto effettuare in questa occasione.

L'augurio che faccio - perché l'intervento della nostra Regione purtroppo è stato determinato dalla carenza di organizzazione - è che innanzitutto non succedano più fatti calamitosi e in secondo luogo che ci sia un intervento coordinato in altro modo, cosicché tutte le strutture improvvisate che sono state messe in piedi non abbiano più ragione di esistere.

Auspico quindi un'organizzazione tale che permetta di seguire una linea organica d'intervento.

Il discorso che è stato fatto a proposito della scelta degli chalets non è pertinente perché le difficoltà nel montaggio o in altre fasi sono dovute a fatti locali che purtroppo si sono verificati, ma che sono non imputabili a nessuno in particolare; così, quando si dice che il falegname ha fatto determinate affermazioni non si vuole trovare un capro espiatorio, si vuole solo dire che lì sul posto c'era gente che si era accorta che del legname era marcio e avrebbe dovuto segnalarlo. E il mantenere sul posto dei tecnici mi sembrava superfluo dopodiché i Comuni, giustamente, avevano detto che a quell'operazione pensavano loro; si trattava di un fatto di collaborazione, non di un discorso impositivo; se così fosse stato allora avremmo dovuto lasciare laggiù una squadra nostra, ma questo si è voluto evitare d'accordo con i Comuni.

Ripeto, non intendo rispondere alla provocazione che si vuole portare avanti cercando di riaprire ancora il dibattito; ritengo di aver avuto un'idea della situazione con le spiegazioni date dal Presidente della Commissione; della necessità di altri interventi si è già detto, quindi non intendo fare altre precisazioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, per il secondo intervento. Ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): E' anche una dichiarazione di voto sul nuovo testo della mozione, che condividiamo e che approveremo. Ne approfitto per dire all'Assessore Rollandin che ha una strana concezione del dibattito consiliare, quasi che quando c'è una relazione ci si debba mettere tutti il bavaglio e stare zitti! Inoltre, respingo l'affermazione che il mio sia stato un intervento polemico; non è vero, io ho fatto delle riflessioni, sulle quali ci possono essere consensi o dissensi, ma che non accetto siano bollate come affermazioni gratuite e come stupidaggini! Questa è proprio una concezione totalitaria, che ancora una volta viene espressa dall'Assessore Rollandin.

Sulla scelta fra qualità e quantità, certe riflessioni è opportuno farle oggi, dopodiché l'Assessore Rollandin è liberissimo evidentemente di sostenere che in un'altra occasione - perché io non credo che queste situazioni non si ripeteranno più - è pronto a rifare le stesse scelte. Partecipando ai lavori di questa Commissione mi sono convinto che questa è stata una esperienza utilissima, apprezzata da quelle popolazioni; noi dobbiamo trarne degli insegnamenti per eventuali interventi futuri.

La relazione della Commissione io l'ho condivisa, quello era il compito della Commissione. Detto questo, però, che non si possa neanche esprimere in Consiglio opinioni e pareri in merito a queste cose, credo che sia (...INTERRUZIONE...) No, no, tu hai detto proprio questo! Credo che sia proprio una affermazione che non sta in piedi!

PRESIDENTE: Ci sono altre dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere Voyat.

VOYAT - (U.V.): Ho detto prima, senza voler fare della polemica ma per la semplice constatazione dei fatti, quelle che erano le mie impressioni; ci tengo a dire al commendator Pedrini che qui c'è il verbale del 9 dicembre che riporta quanto avevo detto io. Se lo faccia consegnare e vedrà che non sono io che ho detto cose che non vanno! Al Consigliere Pedrini interessa solo che si vada giù a constatare che lui ha detto la verità (...INTERRUZIONE...). Non mi interessa! Ritengo anche di avere il diritto di prendere la parola come gli altri Consiglieri; mi prendo la responsabilità di tutte le affermazioni che faccio, senza che qualcuno mi dica se devo fermarmi o continuare!

Per quanto riguarda le osservazioni del Consigliere Carlassare sulla relazione fatta dal tecnico, ritengo che non si possa sostenere che si è voluto addossare la responsabilità a chi ha scaricato, perché qui si dice solo che, purtroppo, non si possono fare addebiti alle ditte in quanto al momento non è stato constatato il fatto.

Non è che si vuole dire che la responsabilità è di chi ha scaricato, si dice solo che purtroppo non si possono fare degli addebiti; la ditta ha fortunatamente riconosciuto gli errori e pertanto andrà sul posto a cambiare i pezzi.

Sulla questione della mozione, voglio solo dire una cosa a titolo personale: prima che certi interventi vengano decisi a favore dei tre Comuni chiedo che venga consultato il Consiglio regionale, perché in quella sede ritengo di avere qualcosa da dire; non posso anticipare niente adesso, ma ritengo che uno di questi Comuni, per espressa dichiarazione del Sindaco e per le disponibilità finanziarie di cui dispone, non abbia bisogno dei soldi della Valle d'Aosta!

PRESIDENTE: Ci sono altri interventi? La Presidenza ritiene di poter considerare chiuso il dibattito, e si augura che l'auspicio del Presidente della Commissione Voyat nei confronti della Giunta e dell'Assessore Rollandin possa realizzarsi, cosicché il Consiglio sia informato dello svolgimento dei fatti e dell'esito delle decisioni che verranno successivamente adottate. Io credo che un ringraziamento vada ai colleghi della Commissione e ai tecnici che hanno collaborato con loro, e per quanto ..... (INTERRUZIONE).....

PEDRINI - (Ind.P.L.I.): ... E a chi ha sollevato il problema ...(INTERRUZIONE)...

PRESIDENTE: Consigliere Pedrini, la Commissione è stata incaricata dal Consiglio, ma nessuno aveva incaricato il Consigliere Pedrini di sollevare il problema in Consiglio!

Comunque, per quanto riguarda l'oggetto iscritto al n.18 dell'ordine del giorno, il Consiglio prende atto della relazione della Commissione.

Per quanto riguarda l'oggetto iscritto al n.25 dell'ordine del giorno, ricordo al Consiglio che il nuovo testo, di cui ha dato lettura precedentemente il Consigliere Segretario, è stato concordato fra i Consiglieri Pedrini e Tamone e sostituisce integralmente la formulazione precedente.

Metto in approvazione la mozione nel testo concordato.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 27

Votanti: 27

Favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità.