Oggetto del Consiglio n. 1582 del 8 giugno 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1582/XVI - Dibattito in merito alle interlocuzioni in essere con l'azienda Cogne Acciai Speciali e al futuro dell'azienda.
Bertin (Presidente) - Apriamo il dibattito sulla questione. Chi vuole intervenire? Consigliere Rollandin. Ricordo cinque minuti a gruppo.
Rollandin (PA) - Due brevissime osservazioni. La prima: credo che sia stato evidente quello che negli ultimi anni risultava come punto di appoggio: la Regione, che in qualche modo ha sostenuto anche finanziariamente l'azienda. Non dimentichiamo che ci sono stati dei momenti difficili, che sono stati superati grazie all'intervento della Regione, cosa che forse a molti è sfuggito.
Oggi noi riteniamo che il passaggio abbia anche dei punti oscuri. Quando diciamo "Ci auguriamo tutti che aumentino gli operai di quest'azienda", per ottenere quel risultato bisogna che ci siano dei piani oggettivi che permettano di garantire che l'aspetto sia tenuto nella dovuta considerazione. Ad oggi non c'è. Quello che noi chiedevamo era - pur con la dovuta delicatezza del caso - di avere - prima ancora di chiudere il tutto - un minimo di collegamento con l'Amministrazione regionale, e poi anche con i sindacati, che permetta di capire che cosa sta succedendo e in che tempi, perché ad oggi questo non c'è.
Quindi per la garanzia degli operai, per la garanzia dell'intervento, per la garanzia dei possibili aumenti di produzione, credo che il rapporto con l'Amministrazione regionale sia indispensabile, come credo sia anche importante con le forze sindacali.
Presidente - Consigliere Ganis ne ha facoltà.
Ganis (LEGA VDA) - Mi associo all'iniziativa del collega Aggravi come esponente politico e appartenente al gruppo Lega Vallée d'Aoste.
Dopo il trasferimento di proprietà della Cogne Acciai Speciali a una multinazionale straniera, tra i lavoratori è iniziata a serpeggiare una certa preoccupazione sul futuro occupazionale dello stabilimento di Aosta, preoccupazioni più che condivisibili, viste le difficoltà che ogni giorno stiamo affrontando: pandemia, crisi economica, crisi energetica e guerra.
Appare evidente che l'Amministrazione regionale deve interloquire con l'azienda, cercando di garantire l'occupazione ai nostri lavoratori, rafforzandone il percorso di espansione globale dell'azienda e cercando di favorire la crescita economica e l'occupazione nella nostra regione.
La Cogne Acciai Speciali, e l'ha evidenziato il collega Aggravi, conta più di 1.000 dipendenti e un indotto che porta a 1.500 il numero delle persone interessate.
Ora i dipendenti chiedono alle istituzioni delle risposte in merito al futuro della Cogne. Credo che ne abbiano il diritto.
Presidente - Altri vogliono intervenire in discussione generale? Consigliera Minelli ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - È già stato detto che il passaggio della proprietà della Cogne dalla famiglia Marzorati alla grande società di Taiwan - di cui adesso ci sono stati anche ricordati i dati relativi al capitale e al numero di dipendenti - è un avvenimento che è sicuramente importante e che continua, nonostante alcune prime rassicurazioni dell'Assessore, a porre molti interrogativi, perché ci sono dei risvolti occupazionali di cui non siamo certi. É stato detto che s'intende addirittura ampliare, però è una cosa che è stata soltanto letta e interlocuzioni ci risulta non ci siano ancora state.
Dicevo che è importante questa questione anche per la storia; lo sappiamo tutti, la storia della Cogne s'intreccia strettamente con la storia della nostra regione, di tutta la regione, e della città di Aosta in particolare.
Io ricordo che da tutte le vallate gli operai venivano a lavorare alla Cogne e si stabilivano ad Aosta per dei periodi e questo ha comportato delle modificazioni nella situazione economica e sociale della Valle molto importanti.
La Cogne non era solo la fabbrica di acciaio, c'era tutta la rete fatta di miniere, fatta di centrali idroelettriche, di ferrovie eccetera eccetera.
Il passaggio alla famiglia Marzorati aveva visto un ruolo determinante, come è stato ricordato, della Regione autonoma Valle d'Aosta tra il 1993 e il 1994. Ricordo anche che in quell'operazione erano state in qualche modo gettate le basi per la successiva nascita della compagnia valdostana delle acque, per la CVA, perché si erano acquisite le centrali della ex Cogne.
A distanza adesso di trent'anni assistiamo a una nuova evoluzione della proprietà che, come ho detto, è ancora in gran parte da decifrare, però quello che è emerso, ed è un dato secondo me importante, è che la Giunta - lo avete detto - non è stata parte attiva di questa nuova operazione.
Il paragone con la Thermoplay secondo me non regge, ma proprio per la valenza della Cogne e anche per tutti gli edifici, gli immobili e i rapporti che la Regione ha con la Cogne. Ormai sappiamo che l'unica palazzina che loro hanno in proprietà è quella che è stata recentemente ristrutturata, ma penso anche a tutti gli altri accordi, pensiamo anche a quello che riguarda la bonifica che c'è nelle varie zone di Aosta e che è in capo, in gran parte, alla Regione.
In una situazione di difficoltà economica come quella che stiamo vivendo in questi anni, è evidente che ridurre il ruolo dei sindacati e anche delle istituzioni a dei semplici soggetti che vengono contattati a mezzo stampa - perché poi così sembra che sia stato - è un fatto, secondo noi, abbastanza grave.
La stessa questione che porterà più lontano da qui il luogo in cui si decideranno le politiche aziendali, rischia - questo sì - di rendere sempre più staccata la realtà della Cogne dalla città di Aosta e dalla regione.
È vero che quando è iniziata la storia della Cogne la nostra regione non era regione vera e propria, faceva parte della Provincia di Torino e aveva poco peso. Giunti al 2022 con una Regione autonoma come questa, governata dagli autonomisti, ci si chiede se è normale che si sia esclusi dall'accompagnare dei procedimenti economici e industriali che sono così rilevanti.
Presidente - Consigliere Marquis si è prenotato, ma è assente. Lo facciamo chiamare. Ne ha facoltà, Consigliere.
Marquis (FI) - Mi unisco anche io come gruppo ad alcune considerazioni su quest'argomento che riveste una priorità sicuramente assoluta; abbiamo tutti appreso di quanto avvenuto a livello di azionariato, del passaggio di mano delle azioni della famiglia Marzorati al nuovo gruppo.
Evidentemente non è la Regione che può intervenire in queste situazioni, perché sono dinamiche di mercato, viviamo un momento molto particolare a livello economico e sociale e quindi le aziende cercano di riorganizzarsi e di riorganizzare la loro mission per potere stare sul mercato, perché diversamente oggi stare fermi significa anche rischiare di sparire da un giorno all'altro, non è sicuramente, forse, questa la scelta migliore.
È del tutto ovvio che un intervento di questo genere può essere considerato un'opportunità, così come tutti speriamo, o potrebbe anche dar luogo a delle sorprese, magari meno soddisfacenti.
Credo che sia questo il problema vero.
Sicuramente un player globale che è interessato a un'azienda, evidentemente lo fa con l'intenzione di avviare un percorso di crescita. Credo che poi a livello politico sarà importante che ci siano adeguate interlocuzioni da qui in avanti per capire se sarà possibile valorizzare al meglio le nostre proprietà, la nostra area territoriale e la produzione nella località di Aosta, perché tutti sappiamo quanto è importante la Cogne, quanto lo è stata nel passato ma quanto lo è ancora oggi, a livello di soluzione di lavoro per tanti e tante Valdostani.
Stiamo parlando della più grossa azienda che abbiamo in Valle d'Aosta, quindi è del tutto ovvio che non possiamo che augurarci che da qui in avanti ci possa essere un adeguato coinvolgimento di tutte le parti interessate: coloro che devono difendere la posizione dei lavoratori, i sindacati, ma soprattutto che sia la Regione che possa avere un ruolo interlocutivo, attento e puntuale sulle prossime tappe di questo percorso, ovviamente, perché ci auguriamo tutti che si possa dare con questa scelta un nuovo slancio all'azienda, che essa si possa ricollocare sul mercato, un mercato che è in continua evoluzione e trasformazione.
Assistiamo tutti i giorni alla riorganizzazione in tutti i settori - dal credito alle più grosse aziende che fanno delle fusioni per poter stare sul mercato - evidentemente queste sono delle dinamiche che solo vent'anni fa non erano attuali o non ci si sarebbe aspettati.
Sicuramente il fatto che ci sia dinamismo significa anche volontà di fare qualcosa di positivo e di crescere.
Noi vogliamo leggerla in questo modo, vogliamo essere ottimisti e sicuramente invitiamo il Governo a continuare le interlocuzioni nel migliore dei modi per dare la garanzia che tutto possa andare per il meglio possibile nell'interesse della Valle d'Aosta.
Presidente - Consigliere Perron per i minuti restanti.
Perron (LEGA VDA) - Chiedo scusa anche al consigliere Marquis, non volevo fargli lo sgambetto, mi ero prenotato io, poi finivo l'intervento e quindi mi sono rimesso indietro.
Rapidamente una considerazione: è ovvio che noi come Valle d'Aosta non siamo al di fuori delle dinamiche mondiali, del tema della globalizzazione, dello spostamento dei grandi capitali eccetera, sappiamo che dalla fine degli anni '90 il mondo è cambiato, nel senso di una globalizzazione rapidissima, con soltanto un attore mondiale, gli Stati Uniti, mentre oggi ci troviamo, dopo trent'anni, a vedere un mondo che cambia sotto i nostri occhi: nuovi attori geopolitici, il ritorno della Russia con le dinamiche che tristemente conosciamo, attori giganteschi come la Cina.
Abbiamo di fronte un mondo che sta cambiando e la Valle d'Aosta non è certamente al di fuori queste dinamiche, ma è dentro e non può modificarle, ma può cercare una sua strategia per trarne il massimo.
Oggi certi processi si stanno modificando a livello mondiale e le dinamiche non sono nelle nostre mani ma, allo stesso tempo, abbiamo l'opportunità di trovare qualcosa che possa portare un vantaggio.
Quindi ulteriori investimenti, una maggiore capacità produttiva in questo caso per la Cogne sarà - speriamo - un qualcosa di positivo e voglio aggiungere un tassello, un elemento sul quale il nostro gruppo varie volte ha portato all'attenzione, che è quello dello sviluppo del settore dell'idrogeno, perché sappiamo che le acciaierie sono uno dei settori che vengono definiti hard to abate, cioè quelli in cui è difficile andare a tagliare le emissioni e nei quali lo sviluppo del vettore idrogeno può portare i maggiori benefici.
Questo è il tema che pongo sul tavolo oggi e spero che si potrà monitorare e lavorare in questa direzione, anche avvalendoci della nostra partecipata CVA, perché appunto un aumento della capacità produttiva della Cogne e un aumento d'investimenti e un aumento della sua importanza potrà portare noi, invece, a cercare di sviluppare un sistema produttivo collegato a questo che potrà portare indotto ai Valdostani e, allo stesso tempo, ad avere vantaggi di tipo ambientale.
Se le dinamiche di grande respiro del capitalismo mondiale, della geopolitica, non sono nelle nostre mani, certamente nelle nostre mani è muoverci su settori su cui invece possiamo avere dei vantaggi e sviluppare.
Questo è il mio auspicio e quindi il tema che pongo sul tavolo oggi. Questo settore delle Acciaierie potrebbe essere un modo collegato per noi di produrre, avere indotto, ricchezza, ricerca, sviluppo e anche contemporaneamente una questione positiva dal punto di vista ambientale.
Presidente - Consigliere Cretier ne ha facoltà.
Cretier (FP-PD) - La CAS ha una lunga e durevole storia in Valle d'Aosta e nella città di Aosta: un'industria siderurgica che ha dalla sua un percorso di qualità e di sostegno anche all'ambiente, conosciuta soprattutto per la qualità delle sue produzioni e che si è prodigata a mantenere i livelli occupazionali.
È vero che il Consiglio Valle è la sede opportuna per la disquisizione politica, ma qui siamo di fronte ad accordi tra due parti che, attraverso un accordo finale, permettono di proseguire nella produzione di acciaio e di derivati, mantenendo il livello occupazionale, che è il primo obiettivo per noi, e con l'acquisizione del 70% di quota di maggioranza ma con impianti, ricordo già ora, in Cina.
La famiglia Marzorati ha da sempre investito molto sulla gestione degli impianti: ha progettato - attraverso le sue condizioni di gestione - sulla formazione e sulla sicurezza; il percorso deve proseguire in questo senso, rispettando il livello occupazionale a noi tutti.
Presidente - Assessore Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (AV-VdA Unie) - Intanto volevo ringraziare tutti per il contributo.
Come abbiamo detto, come Governo abbiamo tutta l'intenzione di mantenere un'interlocuzione importante in questa fase, ma soprattutto nella fase successiva, perché, per quello che ci riguarda, ci ritroviamo in pieno negli interventi del collega Aggravi, del collega Perron ma anche del collega Marquis e credo che, se confondiamo i ruoli, diventa veramente difficile poi svolgere, nella pienezza del nostro incarico e nel ruolo dell'imprenditoria privata, un interessante lavoro nell'interesse della comunità.
Quello che possiamo fare è continuare a garantire la presenza politica, come è stato fatto in tutti questi anni, soprattutto la struttura e la rete politica per far sì che anche questo nuovo socio di CAS possa realizzare in Valle d'Aosta dei progetti di sviluppo per continuare la crescita che l'azienda ha avuto fino a questo momento.
Si presentano delle nuove e, a nostro avviso, importanti opportunità che dobbiamo saper cogliere, e soprattutto che deve saper cogliere il nuovo management della Cogne Acciai Speciali.
La presenza di un socio che in questi anni tanto ha dato all'azienda - sia pur con una partecipazione in minoranza, ma sicuramente con una partecipazione all'interno dei ruoli apicali dell'azienda - sarà fondamentale per dare continuità ai progetti, ma soprattutto sarà fondamentale creare le condizioni perché qui si possano sviluppare altre politiche.
Ho citato nel mio intervento la Thermoplay non per ricordare quell'evento -è l'ultimo di una serie di eventi che riguardano l'acquisizione di aziende che abbiamo avuto nella storia di questi ultimi anni nella Valle d'Aosta - ma più per dire che ci sono dei momenti in cui la politica è anche bene che stia fuori da certe trattative, perché non è il suo ruolo. Il nostro ruolo è cercare di creare le condizioni di sviluppo.
Poi riguardo a piccola o grande, personalmente fondamentale è la nostra presenza per dare concretezza e sicurezza ai lavoratori, ma fondamentale è anche la presenza di aziende come la Thermoplay per la Bassa Valle, perché mancherebbe solo che riduciamo al numero di dipendenti l'importanza dell'azienda, quindi lo lascio dire a voi. Per quello che riguarda noi, sono importante tutte, a volte però mi chiedo, collega Guichardaz, se lei ascolti le risposte, perché si alza sempre con un foglio in mano e legge, quindi nei pochi secondi del question time o è velocissima a scrivere o ha già la risposta pronta.
Presidente - Consigliera Erika Guichardaz.
Guichardaz E. (PCP) - Oltre a essere velocissima, sono anche una chiaroveggente, dal momento che di Thermoplay l'ha detto oggi e assolutamente forse è lei che non ha ascoltato, perché nessuno ha parlato del numero dei lavoratori ma della diversità fra un'azienda e l'altra.
Presidente - Altri? Non vedo altre richieste, pertanto chiudiamo questa discussione e torniamo all'ordine del giorno.
