Oggetto del Consiglio n. 1562 del 26 maggio 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1562/XVI - Interpellanza: "Prescrizione e somministrazione di farmaci antivirali per il trattamento precoce della malattia da COVID 19".
Bertin (Presidente) - Punto n. 42. Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - Abbiamo più volte sottolineato durante la pandemia che il domicilio deve essere il primo luogo di presa in carico dei pazienti quando non sussistano le condizioni di criticità e gravità tali da richiedere altre soluzioni. In questo senso le Unità Speciali di Continuità Assistenziali (le USCA) sono sicuramente gli attori principali da valorizzare e coinvolgere affinché possano effettivamente dare supporto importante alla medicina territoriale ospedaliera. Più volte però abbiamo rilevato criticità e mancanza di attenzione, anche solo attraverso azioni minimali ma importanti. In tal senso, durante una precedente interpellanza sulla programmazione e stato dell'arte sull'attività delle USCA sul territorio regionale del 24 marzo scorso avevamo accolto con favore l'impegno preso da lei, assessore Barmasse, per incrementare, anche con l'ecografo portatile, la dotazione delle USCA. A tal fine vorremmo capire, come prima domanda, se l'impegno preso sia stato onorato. Le altre due domande invece vogliono porre l'attenzione rispetto alla prescrizione e somministrazione dei farmaci antivirali. La decisione della Commissione tecnico-scientifica dell'AIFA semplifica la prescrizione dei farmaci antivirali contro il Covid-19. La prescrizione diretta da parte dei medici di famiglia degli antivirali rappresenta una decisione di grandissimo rilievo in questa fase della pandemia, anche se possono farlo solo con una tipologia di farmaco, peraltro non prescrivibile a molti pazienti affetti da malattie oncologiche, cardiovascolari, diabete e obesità, prescrizione che, oltre ai medici di medicina generale, può avvenire anche attraverso le USCA o centri individuati dalla Regione.
Rispetto a questa tematica, quindi vorremmo capire se, rispetto ai farmaci antivirali, l'USL ha previsto una formazione e una procedura chiara per la somministrazione o se sia intenzione della stessa provvedervi, poi vorremmo capire anche quante scatole di antivirali sono state prescritte finora esplicitando anche nel dettaglio da quali strutture queste sono state prescritte.
Presidente - Risponde l'assessore Barmasse.
Barmasse (UV) - La prima domanda è quella che riguarda l'impegno che mi ero preso per quanto riguarda l'ecografo, attualmente sono in corso delle valutazioni per l'acquisizione di ecografi portatili, sia nell'ambito dei fondi PNR sia in relazione a uno specifico finanziamento previsto da un decreto ministeriale, la cui approvazione è imminente che intende attrezzare la medicina del territorio con specifica strumentazione diagnostica di primo livello, per cui alla nostra Regione dovrebbe essere trasferita una somma pari a circa mezzo milione di euro e contavamo con questi fondi di riuscire a comprare gli ecografi. In quest'ambito, comunque, va poi considerata la necessità, cosa di cui avevamo già anche parlato, di svolgere un'adeguata e preliminare formazione per l'utilizzo delle apparecchiature perché è il presupposto essenziale e indispensabile per l'efficacia delle prestazioni, pur tenendo conto delle difficoltà che l'elevato turnover degli operatori comporta in quest'attività. Bisognerà acquistare questi ecografi, pensiamo di accedere a questi fondi per poterli acquistare e questi fondi serviranno anche per attrezzare gli studi degli ambulatori medici, i medici di medicina generale di ulteriore strumentazione, poi ovviamente bisognerà fare dei corsi a questi medici perché l'ecografia del torace non è così banale e quindi diciamo che una non corretta interpretazione delle immagini potrebbe creare più problemi a volte che benefici. Direi che, comunque, questa è la strada anche perché il Covid non ci abbandonerà domani e quindi bisognerà attrezzarsi in tal senso.
Rispetto agli antivirali, se è prevista una formazione della procedura chiara per la somministrazione, abbiamo interpellato l'Azienda USL che nel precisare che le informazioni AIFA sono chiare e disponibili anche sul web, ha informato che per la parte distrettuale sono state diffuse comunicazioni esplicative agli infermieri tramite una mail del 28 gennaio 2022 sul Molnupiravir e ai medici USCA, mail del 16 febbraio 2022, su Paxlovid. Per i criteri di selezione dei pazienti a cui somministrarlo e le modalità di registrazione, quattro medici USCA sono stati formati sul campo presso le Malattie infettive per poi farsi carico della formazione degli altri colleghi.
Per quanto riguarda, invece, le scatole, ne sono state somministratedalle USCA 270 di Molnupiravir e 72 di Paxlovid. Gli infettivologi ne hanno somministrate 121 di Molnupiravir e 19 di Paxlovid. I medici di medicina generale, invece, hanno somministrato solo tre scatole di Paxlovid, almeno questo è l'ultimo dato. In totale di Molnupiravir sono state somministrate 391 scatole di confezioni e di Paxlovid 94, per un totale di 485 somministrazioni di tali farmaci. Un dato che ha sorpreso un po' anche a me quando l'azienda me l'ha dato è quello dei medici di medicina generale, per cui ho chiesto anche delle spiegazioni. La determina dell'AIFA è del 21 aprile 2022, cioè da tale data i medici di medicina generale potevano somministrare direttamente, cioè prescrivere presso le farmacie il farmaco, farmaco che però non è stato disponibile, almeno così mi è stato riferito, fino alle prime settimane di maggio. Ai primi di maggio per cui potrebbe essere un'interpretazione questa, nel senso che probabilmente i medici di medicina generale sono partiti molto tardi e mi auguro che recupereranno.
La somministrazione del farmaco devo dire poi che è piuttosto semplice, fondamentalmente è tipo il Paxlovid, sono sei compresse, tre compresse per due, le indicazioni sono ai pazienti che non fanno ossigenoterapia, pazienti che hanno comunque delle condizioni di alto rischio di sviluppare una malattia più importante. Dal punto di vista della somministrazione, è abbastanza semplice, un po' come tutti i farmaci.
Non entro nel merito della composizione delle compresse che penso che non interessi a nessuno, anche se è interessante perché i due farmaci hanno due meccanismi d'azione completamente diversi. Questa è un po' la situazione allo stato dell'arte, mi sembra che ci sia stata una sufficiente... anche se devo dire che un po' in tutta Italia la somministrazione di questi farmaci è stata piuttosto carente, non solamente da noi, in fase iniziale; speriamo che il farmaco venga utilizzato di più. Questo è lo stato dell'arte in questo momento.
Presidente - Per replica, la parola alla consigliera Erika Guichardaz.
Guichardaz E. (PCP) - Grazie Assessore. Con rammarico quindi apprendiamo che ad oggi ancora questa formazione, che peraltro lei ci diceva che forse non era nemmeno necessaria visto che le USCA seguivano percorsi di medicina generale, nella scorsa interpellanza così ci aveva detto... con rammarico apprendiamo che ad oggi nella dotazione ancora non vi sono, tenendo conto che immagino che per la Valle d'Aosta si parli di uno o due ecografi, conoscendo i dati almeno delle USCA fino ad oggi.
Rispetto ai farmaci antivirali, lascia molto perplessa dato rispetto alle scatole somministrate dai medici di medicina generale, soprattutto perché sono quelli che conoscono, forse in maniera più approfondita i pazienti anche le questioni di fragilità dovrebbero conoscerle meglio rispetto agli altri.
Le segnalo che fra le difficoltà che noi abbiamo evidenziato o che ci sono state evidenziate rispetto alla somministrazione dei farmaci antivirali, a parte la necessità dell'utilizzo immediato, e quindi il fatto che debbano essere prescritti celermente come ci diceva... sappiamo, come ci ha detto anche lei, che non vi è stata una formazione specifica rispetto invece ai medici di medicina generale e vi è un'assenza di procedura dell'area territoriale ad hoc. Data la novità dell'argomento, la complessità e il coinvolgimento di varie figure sanitarie, sarebbe auspicabile invece una procedura proprio per evitare che l'altro o magari si dia per scontato che lo stia facendo un altro mentre dovrebbe occuparsene forse il medico di medicina generale.
Continuiamo a parlare di case di comunità, di interazione tra Ospedale e territorio e, quando ce n'è l'occasione, ci limitiamo a inoltrare le note tecniche di altre Regioni o quelle del nazionale come l'AIFA, il Ministero o la Regione Emilia Romagna.
Come dicevo, l'esiguo numero delle scatole di antivirali purtroppo evidenzia in modo chiaro questa carenza che ci avevano segnalato.
Continuo a sottolinearle la centralità l'importanza delle USCA e dei medici di famiglia proprio rispetto a questi pazienti più fragili e vulnerabili, soprattutto con l'obiettivo di abbattere i ricoveri, le terapie intensive e i decessi, anche grazie alla fornitura di un semplice ecografo o all'impegno immediato rispetto a una procedura chiara sulla prescrizione dei farmaci antivirali.
