Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1549 del 26 maggio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1549/XVI - Interrogazione: "Informazioni in merito allo screening del tumore alla mammella".

Bertin (Presidente) - Punto n. 29. Risponde l'assessore Barmasse.

Barmasse (UV) - La domanda è "Quali siano i risultati di adesione degli ultimi due anni rispetto all'età target dai 45 anni ai 49 anni e il raffronto tra platea delle donne potenzialmente interessate dalla prima mammografia rispetto all'età target dai 45 ai 49 anni e i controlli effettivamente effettuati".

La DGR 1879/2015, avente come oggetto "Approvazione delle linee guida relative al programma regionale di screening oncologico dei tumori femminili per la diagnosi precoce del carcinoma della mammella e della cervice uterina" riguarda lo screening mammografico delle donne di età compresa tra i 45 e i 49 anni e stabilisce quanto segue: pazienti di età compresa tra i 45 e i 49 anni, accesso alle prestazioni previo inserimento nel programma di screening mammografico regionale con adesione su base volontaria, mammografia annuale, eventuale ecografia, giudizio del radiologo sulla base della densità mammografica in ambito di screening. I risultati degli ultimi due anni sono i seguenti: popolazione bersaglio 45-49 anni 6.321, adesione mammografie 45-49 anni 2.392. Tali numeri devono ovviamente tener conto che si tratta attualmente di prestazioni su base volontaria e sono relativi al biennio 2020-2021 dove, a causa della pandemia Covid, si è prodotta una riduzione diffusa sul territorio regionale nazionale delle prestazioni di screening.

Nell'ambito della rimodulazione degli obiettivi per gli screening per la diagnosi precoce dei tumori della mammella, si intende ampliare l'offerta con invito attivo per la copertura delle donne della fascia di età dai 45 ai 49 anni, quindi far arrivare direttamente un invito a casa delle pazienti, indipendentemente queste aderiscano volontariamente al servizio.

Infatti, si intende prevedere nelle nuove linee guida - che saranno approvate nella prossima modifica della DGR 1889/2015 prevista a breve - che tale offerta attualmente su base volontaria diventi su chiamata attiva, mediante lettera di invito.

La seconda domanda: "Quali siano le azioni che si è previsto di mettere in atto per raggiungere gli obiettivi citati in premessa".

Sono previste nel PRP 2022-2025, cioè il Programma libero n. 11 screening oncologici, attività diverse per raggiungere l'azione declinata nel piano.

Modifica della DGR 1889/2015: verranno aggiornate e inserite le linee d'indirizzo dello screening del colon retto, rimodulati i target, ridefinite le flow-chart, le procedure diagnostiche specifiche e loro periodicità, queste attività saranno definite da gruppi di lavoro composti da specialisti operanti nei tre screening e dal coordinatore aziendale screening.

Promozione di campagne informative rivolte alla cittadinanza, agli operatori sanitari, agli enti del terzo settore.

Formazione periodica riguardante operatori sanitari; progetto territoriale per raggiungere fasce svantaggiate che non rispondono, per motivi diversi, all'invito a sottoporsi a test di screening; adozione di protocolli di screening cervicale differenziati per le donne vaccinate contro la HPV entro i 15 anni di età, per le (incomprensibile) delle 25enni che vengono inserite nel programma avvalendosi delle indicazioni contenute nella nota dell'Osservatorio nazionale screening del 26 aprile 2021.

Infine, per quanto concerne l'identificazione precoce dei soggetti a rischio eredo-familiare per il tumore della mammella, è già stata approvata in data 13 dicembre 2021 la DGR 1672/2021 che si occupa dettagliatamente della materia, modificando le precedenti DPR n. 62/2015, 1879/2015 e 1241/2019.

Presidente - Replica la consigliera Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Vediamo confermato un po' quello che temevamo, cioè che c'è stato un calo rispetto all'adesione della popolazione e sicuramente alcune delle ragioni - fra cui anche la pandemia, come lei ha citato - sono da considerare, ma, secondo noi, bisogna porre anche molta attenzione rispetto a un altro fattore che lei ha segnalato, ossia a quella fascia di popolazione che, ahimè, forse non ha culturalmente... o risiede in aree marginali che quindi non conosce anche la possibilità di effettuare questo screening all'interno di quella fascia.

Quindi accogliamo con favore il fatto che si pensi di attivare quest'invito attivo anche per la fascia 45-49 anni - come peraltro avviene già in altre regioni - che sicuramente può aumentare la campagna di screening. Questo perché, lo sappiamo, anche l'età si è notevolmente abbassata e sotto questo punto di vista non basta semplicemente lo screening ma, molto probabilmente, devono essere messe in campo altre azioni, e sotto questo punto di vista magari la collaborazione con la scuola può essere sicuramente interessante, perché nel breve termine e con poche risorse ad esempio si potrebbe pensare di attivare invece incontri per insegnare l'autopalpazione, che naturalmente porta a una diagnosi precoce rispetto alla malattia, anche perché sappiamo benissimo che le diagnosi tardive spesso comportano terapie più pesanti per le donne, oltre a dare risultati peggiori di sopravvivenza, anche se sotto questo punto di vista la medicina ha fatto dei passi notevoli. Purtroppo sono molte le donne che arrivano già con linfonodi ascellari positivi e quindi facilmente metastatiche.

Più a lungo termine invece ci potrebbe essere anche l'impegno di favorire le scelte professionali di chi voleva dedicarsi principalmente alla radiologia, quindi senologi più esperti in questo senso, che purtroppo negli anni sappiamo che se ne sono andati, provocando anche l'interruzione d'importanti esami. È pressoché inutile infatti avere strumentazione molto avanzata se poi nessuno è in grado di utilizzarla.

Lei ha parlato anche delle tre campagne di screening e sotto questo punto di vista siamo piuttosto preoccupati rispetto a quello che si legge, ossia che ad oggi trentamila Valdostani sono in attesa di questi screening e che spesso, quando si hanno anche test ed esami ad esempio rispetto alla presenza di sangue occulto, gli si dice: "Riprovate a ripetere l'esame prima di fare la colonscopia".

Sotto questo punto di vista secondo me dobbiamo un po' tenere alta l'attenzione e magari anche potenziare l'aspetto degli screening, perché sappiamo bene che la prevenzione è molto importante soprattutto nel caso di tumori di questo tipo.