Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1544 del 26 maggio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1544/XVI - Interrogazione: "Eventuale riproposizione dell'evento "Les Mots", Festival della parola in Valle d'Aosta, nel calendario delle manifestazioni culturali".

Bertin (Presidente) - Punto n. 24. Risponde l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Intanto voglio premettere che l'evento "Les Mots" è sempre piaciuto moltissimo anche a me; era una bella occasione anche per trascorrere del tempo in maniera diciamo culturalmente interessante.

Lei nella sua interrogazione fa una serie di premesse relativamente all'importanza di questo evento e di come questo attirasse comunque visitatori e circuitasse anche cultura. Diciamo che organizzare l'iniziativa "Les Mots" che, come lei sa, un tempo nelle sue prime edizioni era nota come "Babel", ha da sempre comportato, data la sua formula articolata, un elevato costo organizzativo, sia in termini economici, sia in termini di risorse umane coinvolte, e credo che il collega Carrel lo sappia bene essendo mi risulta essere stato un po' lui per diverso tempo il coordinatore, l'esecutore e l'ideatore un po' di quest'evento.

Dico anche che il capitolo, così come tutto ciò che riguarda "Les Mots", è stato, probabilmente per necessità altre, soppresso prima che arrivassi io, quindi il finanziamento dell'evento - e questo in qualche modo già aveva disegnato probabilmente il destino di quest'evento, per valutazioni che non conosco ma che immagino - era già stato in qualche modo indirizzato.

Pertanto, quando ci siamo insediati, per trovare una sorta di equilibrio tra ciò che non c'era e la necessità comunque di riproporre qualcosa che andasse nella direzione, stante il momento pandemico peraltro, che non avrebbe permesso in ogni caso negli anni precedenti di organizzare un evento come quello che abbiamo conosciuto precedentemente, si è optato, per l'annualità 2021-2022, di approntare, nell'ambito della "Saison Culturelle" la sezione "Littérature" sulla base anche proprio di un accordo di collaborazione stipulato con l'Associazione dei librai che, come lei sa, si è sostanziato in una serie di appuntamenti al teatro Splendor e uno al salone regionale, estremamente interessanti che hanno comunque riscosso un buon interesse.

Riguardo a questa sezione nuova della "Saison Littérature", è intenzione dell'Amministrazione, poi dipenderà sempre da chi ci sarà, però sarebbe cosa buona e giusta a mio parere, visto che la cosa è andata bene, riproporlo anche per la stagione 2022-2023, secondo me con una più ampia e articolata offerta di autori e di eventi. Ne abbiamo parlato anche con i librai, la cosa sarebbe interessante ampliarla e spazializzarla perché, come lei ha potuto verificare, stiamo cercando, anche nell'ambito per esempio della "Saison" di coinvolgere di più il territorio; è vero che Aosta come lei ha ben indicato in premessa si è candidata come capitale italiana della cultura 2025, però è anche vero che il territorio che noi in qualche modo dobbiamo rappresentare, è il territorio della regione, quindi bene che Aosta sia il centro culturale ma l'idea è di portare i libri e la cultura anche fuori da Aosta anche sul territorio, perché la cultura non può essere monopolio solo del capoluogo.

Per tornare alla questione organizzativa ed economica, le posso dire che ad oggi - e questo glielo devo dire proprio onestamente, anche stante la situazione proprio delle risorse e i numerosi pensionamenti di cui lei immagino abbia conoscenza - non ci sono più le condizioni strutturali proprio di risorse umane che consentivano l'organizzazione diretta delle "Mots" da parte degli uffici, quindi è sufficiente scorrere la pianta organica e verificare quante persone in blocco, ma è un problema peraltro di tutta l'Amministrazione, la biblioteca nostra probabilmente, a causa di un'assunzione fatta tutta nello stesso periodo e negli stessi anni, vedrà dei pensionamenti di decine di persone tutte in un colpo.

La pianta organica è in generale stato di sofferenza e lo è anche - non voglio dire soprattutto - per quanto riguarda la parte dei beni culturali del nostro Assessorato; peraltro se ci sommiamo - e credo che il collega Carrel lo sappia bene - la cosiddetta sburocratizzazione, che poi paradossalmente ha aumentato invece in modo quasi schizofrenico la burocrazia, è di tutta evidenza l'oggettiva impossibilità della Regione, secondo me, di perpetrare il suo ruolo di programmatore e organizzatore di eventi e di iniziative.

Credo che un nuovo approccio si deve imporre, la Regione, come lei avrà potuto leggere dalla delibera che qualche settimana fa abbiamo approvato sulla "Saison", deve trovare delle formule diverse, deve trovare delle formule di delega anche a terzi, a privati, rispetto anche agli aspetti proprio squisitamente organizzativi. É quello che stiamo cercando di fare anche per esempio con le fiere e nell'ambito più ampio del turismo.

Diventa difficile, soprattutto allo stato attuale e con queste strutture, immaginare una gestione diretta di eventi, perché ciò significa tra l'altro distrarre per settimane il personale da altre funzioni, quindi come le dicevo anche per esempio per la "Saison" ci stiamo proponendo e ci stiamo ponendo lo stesso problema: a fronte della necessità di conservare dei format che sono dei format di successo e che, secondo me, vanno assolutamente tutelati perché, oltre che oramai fidelizzati in qualche modo da parte della popolazione, sono necessari anche ad aumentare in una regione così confinaria come la nostra e così purtroppo distante dai centri più importanti... è necessario che ci sia. Un'opera di modernizzazione e decongestione dell'attività pubblica non è certo facile e immediata ma serve davvero a concentrare le risorse umane dell'ente nell'attività programmatoria, di sostegno, di controllo eccetera, e quest'approccio lo stiamo valutando anche in altri ambiti.

Riguardo comunque i libri, alla parte più squisitamente legata all'oggetto "libro" nelle sue varie forme, lei sa che quest'anno siamo di nuovo ritornati alla fiera del libro, credo che- insieme alle altre iniziative che le dicevo - sia anche un segnale di attenzione verso questo tipo di cultura, perché poi come lei sa la cultura è ampia e spazia dal bene alle arti espressive più o meno declinate ma il libro continua a rimanere uno strumento estremamente interessante.

Non escludo la possibilità che si possa riproporre, sicuramente non quest'anno, magari negli anni a venire; è evidente - ripeto - che tutta la valutazione di tipo organizzativo ma anche di risorse, perché il collega Carrel lo sa bene, credo che "Les Mots" costasse qualcosa come 220-300 mila euro più tutti i costi indiretti legati al personale, io ho messo dentro tutto ciò che è, anche il costo che spesso non viene valutato.

Presidente - Per la replica, consigliere Baccega.

Baccega (FI) - Grazie, Assessore, per la risposta sufficientemente esaustiva rispetto a quelli che erano i quesiti. Quando Carrel diventerà Assessore interrogherò lui, ma, a parte la battuta, qui non si tratta di dire "piaciuto" o "non piaciuto" perché "Les Mots" ha sempre avuto il 100% del gradimento in tutte le sue edizioni, quindi non era questo il motivo.

È vero, si è appena concluso il Salone del libro a Torino e proprio in quel contesto i quesiti arrivavano numerosi: "Ma perché Aosta non si pone più all'attenzione di questo avvenimento che era "Les Mots?" Ecco, le domande erano queste. "Perché non si è fatto anche quest'anno?".

È un'iniziativa post-pandemia questa, non è un'iniziativa che vuole mettere in difficoltà qualcuno perché siamo l'opposizione o che cosa. È un'iniziativa che va nella direzione di pensare - e la risposta c'è stata - che dobbiamo fare uno sforzo affinché nel 2023 si possa di nuovo calendarizzare la manifestazione "Les Mots". Il quesito era proprio: "Riusciremo a organizzare nei prossimi anni questo percorso?".

La cosa che mi fa particolarmente piacere è che ci sia un'apertura anche da parte vostra che, bene o male, avete sempre guardato con un certo riserbo il percorso di pubblico-privato, laddove in manifestazioni di questo spessore, di questa forza e di questa energia è fondamentale che ci possa essere questa sinergia tra pubblico e privato, nel quadro di un'organizzazione complessa e difficile, dove si richiedono risorse economiche importanti - 250 mila euro mi diceva poco fa il collega Carrel e lei più o meno ha sottolineato la stessa cifra - ma sono soprattutto le risorse umane che devono essere ricercate particolarmente in un contesto dove, dal punto di vista culturale, si ha un ritorno.

Va detto che nelle scorse manifestazioni abbiamo avuto ospiti di riguardo in tutti i settori della cultura, dal cinema, al giornalismo, alla poesia, e poi i libri sono stati ovviamente i protagonisti.

Ringrazio per la risposta, siamo lieti che si faccia uno sforzo affinché nel 2023 ci possa essere calendarizzata negli appuntamenti non nell'ambito della "Saison Culturelle" ma come manifestazione a sé, importante per la cultura. In una logica di Aosta che si candida a capitale della cultura direi che sarebbe cosa buona andare in quella direzione.