Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1541 del 25 maggio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1541/XVI - Interrogazione: "Notizie in merito al protocollo d'intesa siglato il 4 marzo tra il Presidente della Regione e il Ministro della giustizia sulla Casa circondariale di Brissogne".

Bertin (Presidente) - Punto n. 21. Risponde il presidente della Regione.

Lavevaz (UV) - Si chiedono con quest'interrogazione notizie in merito al Protocollo d'intesa, come dice il titolo, e in particolare per sapere: "se è a conoscenza delle problematiche evidenziate in premessa e se è stata sollecitata da parte della Regione una soluzione urgente per quanto riguarda le condizioni igienico-sanitarie del carcere, in particolare dell'impianto idraulico". Su questo a dire il vero no, la Regione non ne era a conoscenza ed è anche abbastanza normale che lo sia, perché la Casa circondariale, com'è noto, non è di proprietà della Regione e in nessun modo l'Amministrazione regionale interviene o partecipa nella manutenzione degli immobili dello Stato presenti in Valle d'Aosta. Peraltro la Direttrice del carcere, come si denota anche dalle dichiarazioni riportate anche nelle premesse dell'interrogazione, ha pienamente il controllo della situazione della struttura.

Si chiede poi: "quali sono nel dettaglio gli interventi previsti dal Protocollo siglato il 4 - è citato il 4 marzo ma in realtà è il 4 maggio la data giusta - e le tempistiche che sono state individuate per la loro realizzazione e applicazione". Il Protocollo siglato con la ministra Cartabia il 4 maggio è stato approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 891 del 19 luglio 2021, ha avuto poi una storia di revisioni ancora durante l'estate scorsa, in diversi momenti e in buona sostanza questo protocollo riguarda l'attuazione di principi costituzionali, di rieducazione e di reinserimento dei condannati, non ha nulla a che vedere con la prima parte dell'interrogazione, cioè con questioni strutturali o infrastrutturali della nostra Casa circondariale. Il Protocollo prevede interventi negli ambiti della territorializzazione della pena, in ambiti di assistenza sanitaria e socio-riabilitativa, di istruzione, attività ricreative, culturali e sportive, nella formazione professionale e orientamento al lavoro, attività lavorative all'interno e all'esterno dell'Istituto, alla programmazione e realizzazione di interventi a favore di soggetti detenuti e non, interventi assistenziali a favore dei detenuti che versano in situazioni di disagio economico, la formazione e l'aggiornamento dei congiunti degli operatori.

Il Protocollo d'intesa, che ricordo ha una durata decennale, prevede anche la riattivazione dell'Osservatorio - che si riunisce due volte all'anno - per la verifica dell'applicazione del protocollo, che è stato già riattivato e che si riunirà nei prossimi giorni. L'Osservatorio che monitora le attività realizzate e stimola eventualmente i soggetti competenti a promuovere dei miglioramenti amministrativi, piuttosto che normativi, programmi o comunque incontri utili alla realizzazione di quanto previsto dal Protocollo stesso. È un po' il momento propulsivo delle azioni presenti e previste all'interno del Protocollo stesso.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola la consigliera Minelli.

Minelli (PCP) - Grazie Presidente per la risposta, mi scuso anche per aver sbagliato la data, me ne ero accorta ma ormai l'iniziativa era consegnata.

Riguardo alla prima domanda, lei ci dice: "no, non ne siamo a conoscenza ma non abbiamo nemmeno il compito di occuparci di questo"; è vero ma la Casa circondariale ha sede nel nostro territorio e c'è una competenza legata a quello che riguarda la situazione carceraria che è una competenza della Regione, non direttamente sulla parte strutturale ma sul fatto che ci sia qui una Casa circondariale sicuramente sì.

Al di là di questo, lei ha detto anche: "quello che viene dopo nelle premesse non c'entra con la prima parte", ma erano due cose distinte, così come erano distinte le due domande.

Riguardo al protocollo, che poi io avevo chiesto anche dopo lo scorso Consiglio con un 116, nella speranza che arrivasse, questa volta è arrivato però, purtroppo, i tempi non sono sempre rispettati, c'era anche l'esigenza: 1) di avere delle informazioni, 2) che queste informazioni fossero date pubblicamente, non soltanto attraverso uno strumento che può avere il Consigliere... ho letto il testo, è sicuramente un documento pieno di obiettivi condivisibili e interessanti e anche di buoni propositi. Lei ha detto che è un protocollo generale, però non può rimanere soltanto una serie di intenzioni, quindi quello che ci siamo chiesti è in che tempi e con quali risorse si intenda mettere in pratica almeno alcuni di quegli obiettivi. Poi lei adesso ci ha detto che ci sarà la riunione dell'Osservatorio che è stato riattivato e si spera che quell'organismo sia più operativo, perché nel documento in realtà non si dice quasi nulla. Il protocollo è fatto di dieci articoli di cui quattro, e sono i primi che lei ha citato, sono molto corposi e definiscono delle linee di azione. Vorrei fare alcuni esempi: all'articolo 1, comma 7, la Regione si impegna, sostenendo il Comune di Brissogne, a promuovere la realizzazione di opere di urbanizzazione civile e attivazione di servizi utili per agevolare l'attività lavorativa degli operatori penitenziari. Bisognerebbe capire nel concreto che cosa significhi, perché a leggerlo così, sembra richiedere anche un impegno finanziario, quindi ci si chiede se sarà previsto anche qualche cosa nei documenti finanziari. All'articolo 2 al comma 2 si afferma che la Regione recepisce le indicazioni e le disposizioni centrali per l'assistenza sanitaria e impartisce le direttive all'Azienda USL e c'è scritto al comma 5, lettera b), che l'USL deve provvedere a garantire la copertura del servizio sanitario H24. Con la carenza di personale che spesso viene lamentata non si può fare a meno di chiedersi come si ha in mente di procedere, perché se si dichiara una cosa, almeno l'idea è che poi in qualche maniera si dia corso a quello che si dichiara. Faccio un ultimo esempio, all'articolo 3 al comma 2, lettera c) si parla di stipula di accordi tra la Casa circondariale e le istituzioni scolastiche per promuovere corsi di istruzione secondaria superiore e corsi di formazione professionale in base alle esigenze della popolazione carceraria. Perché questo sia possibile da qualche parte bisogna partire, ma se a questa, che mi sembra una delle cose "più semplici" tra quelle che sono elencate... se si vuole darvi corso a partire dal prossimo anno scolastico, è una cosa che bisogna fare fin da subito, bisogna prendere contatto fin da subito con le scuole, non si può aspettare il mese di settembre. Quindi più in generale un protocollo è un documento che spesso contiene appunto degli intenti e lei ci diceva recepisce anche delle finalità che sono più generali per quello che riguarda i rapporti tra le istituzioni e il problema della popolazione carceraria, però stabilire quali sono le prime azioni, da quali obiettivi partire e per questi almeno definire una tempistica di massima credo che sia una cosa importante, altrimenti abbiamo l'ennesimo libro dei sogni.

Monitoreremo la situazione, chiederemo conto delle varie cose che verranno fatte perché condividiamo quello che è stato scritto nelle premesse di questo documento, in particolare la volontà di perseguire con un nuovo slancio l'obiettivo primario, così c'è scritto, dell'attuazione dei principi di rieducazione e reinserimento nella società dei soggetti in esecuzione penale sul territorio regionale.

Lei ha detto che l'Osservatorio è stato ricostituito e si riunirà già nei prossimi giorni, quindi immagino che ci sarà poi dato conto di quello che questo Osservatorio deciderà.