Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 131 del 11 marzo 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 131/VII - PIANO DI RISTRUTTURAZIONE DELL'AZIENDA FORTUNA WEST DI ARNAD E PROPOSTE DI INTERVENTO REGIONALE-APPROVAZIONE DI MOZIONE.

PRESIDENTE: Do lettura della mozione in oggetto.

MOZIONE

CONSIDERATO CHE permane gravemente incerta la situazione della Fortuna West di Arnad, azienda che occupa manodopera prevalentemente femminile in una zona già particolarmente colpita dalla crisi industriale;

VISTE le richieste di agevolazioni finanziarie presentate dall'azienda alla Regione, in relazione ad un piano di ristrutturazione che prevede la riduzione di ben 50 posti di lavoro;

TENUTO CONTO del fatto che interventi finanziari della Regione possono essere previsti solo in presenza di adeguate garanzie sul piano produttivo ed occupazionale;

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale a presentare in Consiglio entro 30 giorni i risultati delle analisi tecniche del piano di ristrutturazione presentato dalla Fortuna West e le proposte di intervento che la Giunta intende fare in merito.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica per l'illustrazione della mozione.

MAFRICA - (PCI): Il 3 marzo c'è stata un'assemblea sulla Fortuna West a cui i Sindacati avevano invitato la Giunta e le forze politiche.

Devo dire che personalmente, non sono rimasto ben impressionato dall'andamento di quell'assemblea. Invece di essere infatti una discussione nel merito delle proposte e della situazione è stata una passerella delle forze politiche, con una polemica tra le forze di maggioranza e quelle di opposizione che non so quanto sia servita alle numerose lavoratrici presenti e quanta comprensione queste possano aver avuto nei confronti di questo modo di affrontare i problemi da parte delle forze politiche.

Secondo me, non conviene proseguire su questa strada.

Probabilmente, in Consiglio, si riesce, quando si vuole, a discutere in modo più pacato perché non c'è l'effetto "pubblico".

Devo dire al Presidente della Giunta che ho avuto l'impressione che anche su di lui quel giorno abbia giocato questo tipo di effetto che ha provocato poi reazioni nelle forze di opposizione.

La Fortuna West, secondo noi, merita molta attenzione perché è una delle poche aziende che ci consente, in qualche modo di intervenire in un settore che è possibile aiutare.

Il settore tessile, dicono i Sindacati, ha una sua dinamicità, richiede investimenti abbastanza limitati, per cui la regione è in grado di intervenire.

Le aziende tessili valdostane, dall'INTEVA, che ha licenziato, credo, 12 lavoratrici - e vorrei sapere dal Presidente della Giunta come è andata a finire la sua proposta di intervento - alla SIV, che è sempre in amministrazione controllata, alla Fortuna West, all'Appel, che già aveva avuto una vicenda molto tormentata, non sono certo in una situazione rosea.

I dati forniti dai Sindacati parlano di investimenti necessari per un miliardo e 900 milioni per rimettere in quadro la Fortuna West e di debiti che ammonterebbero a un miliardo e 300 milioni, comunque cifre rilevanti.

Il piano che contiene le indicazioni per gli investimenti prevede anche, cosa secondo noi molto discutibile - una riduzione del numero degli addetti, e quindi in questo caso, di manodopera femminile.

Per queste ragioni noi chiediamo, con questa mozione che i risultati degli esami tecnici affidati dalla Giunta a commercialisti e a istituti che si occupano di queste cose vengano portati in Consiglio per un dibattito pacato, serio anche nel merito delle proposte della Giunta stessa.

ANDRIONE - (UV): Non mi piacciono i ritardi: non patisco il pubblico, ma il fatto di essere in ritardo. Sabato mattina avremo una riunione e la questione dovrebbe essere risolta.

Questa mozione, così com'è formulata, cioè con l'impegno della Giunta, non è attuale in quanto, esaminato il piano presentato dalla Fortuna West, assunte le necessarie informazioni, abbiamo constatato che i tempi di lavorazione e i costi previsti da questo piano erano gli uni troppo rapidi, gli altri troppo bassi. Di conseguenza abbiamo detto ai responsabili di questa fabbrica che se quei tempi e quei costi erano le condizioni di equilibrio future della fabbrica non ci si poteva stare.

In questo momento, quindi, non esiste un piano, perché quello è in senso tecnico inaccettabile.

La Ditta è stata tenuta in cassa integrazione per sei mesi, vi è l'impegno a ricercare, nei sei mesi futuri, un nuovo partner e, evidentemente a formulare un piano differentemente costruito.

Non voglio fare processi a nessuno, però è un dato di fatto che per essere competitivi sul mercato tessile bisogna riuscire a conciliare i tempi di lavorazione e i costi con i prezzi.

La Fortuna West, dopo un periodo in cui più o meno questo pareggio era stato ottenuto è, in pratica, uscita dal mercato.

Questa uscita dal mercato deriva soprattutto dagli enormi oneri finanziari che tutte le imprese, in particolare in questo ramo, devono sostenere in carenza di un minimo di liquidità. L'altro ieri è stato messo in liquidazione in Gruppo Carminati - non riguarda in maniera specifica la SIV - che ha perso sei miliardi di lire in un anno, e le fabbriche della Lombardia saranno chiuse.

Si è giunti al punto che il cotone deve essere pagato con un mese di anticipo, dopo trenta giorni si riceve la materia prima, si iniziano le lavorazioni, si finiscono, si vende il prodotto finito e bisogna aspettare 180 giorni il pagamento. A questi livelli, con quello che costa il denaro, poche imprese possono resistere.

Ho cercato i responsabili della Fortuna West e la settimana successiva alla prossima dovremmo avere un incontro con l'Assessore Chabod e i tecnici per fissare definitivamente le linee di un possibile piano di sviluppo.

A questo punto, in relazione alle linee possibili del piano di sviluppo, accettiamo quello che penso sia lo spirito della mozione, - che qui però è espresso in maniera differente - cioè di presentare alla discussione del Consiglio un'ampia consultazione, (che, data la situazione, può anche non essere effettuata in aula alla presenza di tutto il Consiglio) sulle possibilità di salvataggio di questa industria.

Concordo con il fatto che certi tagli occupazionali possono essere dolorosi, però è necessario arrivare a un rapporto di produttività tale da garantire a quel tipo di industria una forte collocazione sul mercato in modo da non subire più, in maniera così sensibile, qualsiasi piccolo contraccolpo.

Chiederei quindi ai Consiglieri proponenti se è possibile modificare questa mozione in relazione o di presentarla modificata al prossimo Consiglio dove, probabilmente, saremo in grado di dare delle informazioni ben precise perché avremo contattato il responsabile della Fortuna West.

In ambedue i casi siamo a disposizione per discutere con i Consiglieri del futuro di questa fabbrica.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare. Ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol.-Nuova Sin.): Per quanto concerne la delibera io penso che sia più opportuna una modifica di questa onde dare maggiore ufficialità alle informazioni che nel prossimo Consiglio ci verranno date, se è possibile, naturalmente, avere delle informazioni più precise.

Vorrei, però, entrare un momento nel merito di come si può cercare di risolvere in modo diverso da come si è fatto sinora le questioni occupazionali nelle piccole e medie aziende, soprattutto della Bassa Valle.

Sono convinto che uno stabilimento che sia presente solo in Valle d'Aosta con 150 persone abbia più o meno gli stessi problemi di un gruppo che occupi complessivamente 300 persone con tutte le componenti. Varrebbe la pena di cercare di avviare una soluzione, forse anche alternativa. Non dico di dar vita ad un'autogestione provvisoria, ma di cercare di costruire una gestione cooperativa, impegnando tutti i soldi che finora sono stati regalati a padroncini biellesi o di altre regioni, per creare delle strutture non solo tecniche per quanto riguarda la capacità di cucire, ma anche per quanto riguarda una capacità di ricerca di mercato, creare delle strutture e degli operatori tecnicamente preparati per una gestione manageriale dell'azienda.

Non escluderei, a priori, una soluzione di questo genere, che, secondo me, avrebbe il grosso vantaggio di creare un gruppo radicato in toto in Valle, con un interessamento reale al mantenimento di questa attività e del lavoro conseguente.

Cercare padroncini che arrivano da fuori ci pone sempre di fronte al fatto che essi ragionano soltanto ed esclusivamente sulla base dei loro precisi e ben definiti interessi, per cui se questi li portano a chiudere, essi chiudono senza pensarci molto.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout. Ne ha facoltà.

COUT - (PCI): Non voglio riprendere il discorso della Fortuna West, ma parlare su una questione leggermente diversa, che è comunque collegata alla situazione della bassa Valle.

Dall'ultimo Consiglio in cui l'Assessore Chabod ci aveva illustrato la situazione delle fabbriche - ed è inutile che andiamo a ripetere le stesse cose - non è cambiato molto, la situazione rimane altrettanto tragica; forse è cambiato, solo che ormai, per quanto riguarda ad esempio la questione Follioley sta andando avanti quello che si diceva stamattina e per quanto riguarda la Fiat Engineering sono arrivate le lettere per cui gli operai hanno dovuto accettare di trasferirsi a Torino con i relativi problemi. C'è stata una riunione alla Fiat in cui gli operai hanno avanzato tutta una serie di richieste, di cui l'Assessorato dovrebbe venire a conoscenza. E' stato tra l'altro sollevato il problema che, ad esempio, la Fiat doveva avere un incontro con la Regione, richiesto dalla Regione stessa, circa alcune questioni, e la FIAT ha fatto sapere, in una lettera agli operai, che la Regione non ha richiesto alcuna riunione. Direi che c'è caso mai tutta una serie di impegni che la Regione deve tener presente.

Il problema, secondo me, è questo: non si può continuare a vedere in modo isolato le situazioni delle varie fabbriche, bisogna andare a discutere, ad analizzare questo problema che sta diventando sempre più importante.

Gli ex operai della ex IMVA che non sono stati riassunti all'Alluver, una volta che scadrà la Cassa integrazione, dove andranno?

Gli iscritti della bassa Valle stanno aumentando sempre più, aggravando la necessità di occupazione.

E' necessario, quindi, se la Giunta è d'accordo, discutere con tutti i Consiglieri, il problema della Fortuna West e anche la situazione occupazionale della bassa Valle con la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro.

Direi che, assieme alle proposte per una soluzione del problema delle Fortuna West si potrebbe discutere une proposta della Giunta sulla creazione di nuovi posti di lavoro in bassa Valle.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod. Ne ha facoltà.

CHABOD - (DC): Volevo solo dire a Cout che avremo un incontro mercoledì alle 4 per la questione della Fiat.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Vorrei specificare che non siamo contrari a nessun tipo di soluzione, come del resto dimostra la cooperativa dei menuisiers di Cogne; e vorrei ricordare che dei padroncini, come li ha chiamati Carlassare, non ce n'è uno che non ci abbia rimesso qualche centinaia di milioni, perché, esistendo una società per azioni è necessario sottoscrivere il capitale che deve essere versato, come fanno del resto anche le cooperative.

Ed è estremamente difficile, oggi, far funzionare un'industria, avere le scorte, perché ci vuole un minimo di liquidità. Questo è il punto grave della situazione industriale, comune a tutte le industrie dalle più grandi alle più piccole. Del resto il tentativo che farà la Giunta regionale, d'accordo con il Consiglio, sarà creare una struttura che possa sottoscrivere capitale azionario e pezzi obbligazionari. Ma non voglio anticipare una discussione che avremo tempo di fare in seguito. Tornando al problema della Fortuna West, non siamo in grado, per mancanza di piani, di sottoporre al Consiglio regionale, in questo momento, un'idea, un'ipotesi di salvataggio per questa industria. Con ogni probabilità, saremo in grado di avere delle risposte che possono anche essere negative, ma che sicuramente aprono la porta a qualsiasi altra soluzione per il prossimo Consiglio.

Se ho capito bene il Collega Carlassare sarebbe dell'opinione che il Consiglio regionale, oggi, prendesse un impegno, magari generico, sulla Fortuna West.

Pregherei allora Carlassare di modificare il deliberato in modo da consentirci di giudicare.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica. Ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Poiché il deliberato era connesso alle premesse, si tratta di togliere il secondo comma delle premesse, dove si faceva riferimento al piano preciso presentato dall'azienda e di modificare il deliberato nel seguente modo:

"Delibera di impegnare la Giunta regionale a presentare in Consiglio entro trenta giorni le proposte di intervento che la Giunta intende fare in merito alla situazione della Fortuna West e alla situazione occupazionale della zona".

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Per quanto riguarda la zona, discuteremo di questo argomento in sede di bilancio e di legge sulla finanziaria, perché abbiamo predisposto un certo numero di operazioni che verranno discusse e su cui il Consiglio dovrà votare.

Suggerirei questa dizione: "di impegnare la Giunta regionale a presentare in Consiglio entro trenta giorni i risultati delle analisi che la Giunta regionale ha fatto al fine di ristrutturare la Fortuna West".

Se i libri sono depositati in tribunale le proposte della Giunta sono di andare a parlare col giudice in persona, non è difficile.

La seduta è sospesa alle ore 18,07

La seduta riprende alle ore 18,17

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, sembra che sia stato raggiunto un accordo su un testo concordato tra l'Assessore Chabod e i presentatori della mozione, pertanto chiedo che ne sia data lettura.

La parola al Consigliere Mafrica.

MAFRICA - (PCI): Do lettura della mozione modificata:

MOZIONE

CONSIDERATO che permane gravemente incerta la situazione della Fortuna West di Arnad, azienda che occupa manodopera prevalentemente femminile in una zona già particolarmente colpita dalla crisi industriale;

TENUTO CONTO del fatto che interventi finanziari della Regione possono essere previsti solo in presenza di adeguate garanzie sul piano produttivo ed occupazionale; il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale a presentare in Consiglio entro trenta giorni le analisi e le valutazioni della Giunta stessa in merito a possibili soluzioni dei problemi della Fortuna West.

PRESIDENTE: Su questo testo c'è qualcuno che intende prendere la parola? Ci sono dichiarazioni di voto?

Metto in approvazione la mozione di cui all'oggetto n. 131 nel suo testo modificato.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: ventiquattro.

IL CONSIGLIO APPROVA