Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1526 del 25 maggio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1526/XVI - Discussione generale congiunta sulle relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti e sul D.L. n. 60: "Approvazione del rendiconto generale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e del rendiconto consolidato dell'esercizio finanziario 2021".

Bertin (Presidente) - Passiamo ora ai punti n. 6, n. 7 e n. 12 che vengono analizzati congiuntamente. Il rendiconto del disegno di legge n. 60 è composto da quattro articoli. È pervenuta la relazione dei Consiglieri regionali nominati revisori dei Conti e, come convenuto, viene data come letta. Il relatore del disegno di legge in questione è il presidente della II Commissione Malacrinò a cui passo la parola.

Malacrinò (FP-PD) - Il disegno di legge che andremo a discutere si compone di quattro articoli e due allegati e reca l'approvazione di due documenti contabili che espongono i risultati della gestione relativamente all'esercizio finanziario 2021. Si tratta dell'approvazione del rendiconto generale della Regione e del rendiconto consolidato.

Il rendiconto presenta un risultato di amministrazione pari a circa 326 milioni, che, al netto delle quote vincolate accantonate per legge, definisce un avanzo disponibile di circa 113 milioni che potranno essere utilizzati in assestamento solo per il finanziamento di spese d'investimento.

Nel corso dell'esercizio 2021 sono state approvate diverse leggi di variazione con lo scopo di contrastare gli effetti negativi della pandemia da Covid-19.

Con questi provvedimenti la Regione ha destinato complessivamente 162 milioni di euro.

Con l'articolo 1 si approva il rendiconto generale della Regione e vengono riassunte le principali risultanze contabili.

L'articolo 2 approva il rendiconto consolidato della Regione con il Consiglio regionale.

L'articolo 3 stabilisce le modalità relative alla necessaria pubblicazione e comunicazione istituzionale.

L'articolo 4 reca la dichiarazione d'urgenza.

La II Commissione consiliare, riunitasi in data 16 maggio, ha preso in esame il disegno di legge n. 60 e ha espresso a maggioranza il proprio parere favorevole.

Presidente - Con l'illustrazione della relazione possiamo aprire la discussione generale. Si è prenotato il consigliere Aggravi a cui passo la parola.

Aggravi (LEGA VDA) - Per fare alcune considerazioni rispetto a questo disegno di legge e più in generale ai numeri che vengono rappresentati all'interno della relazione.

Per fare un commento a un rendiconto, quindi sostanzialmente alla chiusura di un anno economico dell'Amministrazione, io penso che si debbano tenere in considerazione due aspetti principali: quello della programmazione dell'Amministrazione e quello della sua efficienza, dico questo perché tante cose si possono dire, c'è anche chi si entusiasma sugli avanzi disponibili, chi si entusiasmerà forse sul numero degli avanzi disponibili come spesso fa, ma in realtà bisogna tirare le fila su una prima considerazione: un avanzo in realtà non è mai un segno completamente positivo per un'Amministrazione, perché vuol dire che quello che si è programmato non si è riusciti per "n" motivazioni a portare a termine.

Questi 113 milioni rappresentano in qualche maniera qualche cosa che non è stato fatto, perché sappiamo che così è e così è anche stato. Se uno vuole considerare una serie storica che di solito si fa quando si commentano degli esercizi di bilancio, perché non lo si può fare soltanto legati a sé, si dovrebbe considerare quello che è stato il passato. Noi abbiamo una serie storica un po' strana perché fino al 2018 ovviamente il bilancio regionale ha dovuto far fronte a un disavanzo e quindi abbiamo dei valori che non permettono a pieno di comprendere quello che è stato il peso della programmazione.

Sul 2019 c'era un avanzo di 176 milioni, eravamo nell'ante-Covid. Diciamo che il 2020 e il 2021 sono figli soprattutto dello sconquasso che ha portato il Covid, quindi in tante situazioni - lo sappiamo - le risorse che sono poi state stanziate con il beneficio della possibilità di andare in spesa corrente sono state stanziate proprio perché altre attività non si erano potute condurre. Ecco che quindi questi 113 milioni - e parlo al netto perché ovviamente c'è una parte di fondi che sono necessariamente vincolati, ma questo è quello che poi interesserà il futuro provvedimento di stanziamento - ci danno una visione di quello che è stato quest'anno e possono portarci a dire che forse una programmazione, che sappiamo non è mai un esercizio perfetto, diversa poteva essere pensata. Perché questo? Perché - e qui poi lo collego all'efficienza della macchina ben rappresentata da una delle tabelle della relazione del rendiconto - è bene considerare che ci si poteva forse aspettare, e bisognerebbe interrogarsi sul perché si è generato quest'avanzo considerato il fatto che comunque, quando si è programmato, si era ancora in una fase di incertezza, c'erano ancora delle preoccupazioni e delle incertezze legate all'evento pandemico che ci stava interessando. Forse uno degli aspetti che ci deve preoccupare di più, e queste sono tutte considerazioni non tanto di natura politica, anzi, per nulla di natura politica, ma cerco di commentare questo dato, ci devono magari far anche pensare che non è soltanto un problema di programmazione amministrativa dal lato politico, perché poi qualcuno questo bilancio lo aveva votato e quindi aveva creduto in quella programmazione, ma forse anche di un'elasticità delle scelte che la stessa macchina, negli ultimi anni, non riesce più a generare, cioè anche delle indicazioni laddove ci sono probabilmente delle voci di spesa che vengono portate avanti e non si riesce a far tesoro di quello che è stato il passato.

Ripeto: fare un discorso di questo tipo, considerando quello che è successo nell'ultimo biennio, sicuramente può sembrare a qualcuno un esercizio di stile, ma non è così, perché bisogna interrogarsi perché magari ci sono delle voci che generano un avanzo su tutti gli anni, quindi vuol dire che non si sta programmando bene e soprattutto non si stanno facendo delle scelte corrette per utilizzare al meglio queste risorse. Poi, per carità, qualcuno mi potrà dire: "non vanno perse" perché possono essere ricollocate in investimenti e ben vengano perché ne abbiamo bisogno, però forse - ripeto - bisogna tornare a interrogarci del perché quelle risorse sono state stanziate e magari in capitoli che non vengono poi spesi completamente.

Qui mi collego poi alla parte di efficienza. Se noi guardiamo la tabella che rapporta l'incidenza degli impegni rispetto alle previsioni definitive, lasciando e tralasciando il risultato del rimborso del BOR nei Twenty Twenty-one, che pesa sui 565 milioni, noi abbiamo un'incidenza che è grosso modo del 68,6 percento, cioè la previsione si è trasformata in impegno per circa il 68,6 percento. C'è una parte di inefficienza rispetto a un utilizzo pieno, ma questo numero a sua volta io credo non sia particolarmente significativo ma sia meglio e più rappresentativo andare a vedere nelle singole missioni di bilancio che cos'è avvenuto su quest'indice, perché, ripeto, i grandi numeri spesso sono molto più attrattivi o danno molto più da discutere, però poi alla fine poco dicono rispetto alla vera natura del problema.

Se noi andiamo a vedere l'incidenza degli impegni sulle previsioni per missioni - e qui mi sono dato un criterio di un rapporto al di sotto del 50 percento - troviamo che le previsioni si sono trasformate in impegno per il 26 percento riguardo alle missioni sulle politiche giovanili, sport e tempo libero, riguardo all'assetto al territorio, edilizia abitativa del 17,8 percento, lo sviluppo sostenibile al 47 percento, i trasporti al 47 percento, lo sviluppo economico 48 percento (tronco le cifre dopo la virgola), le politiche per il lavoro il 37 percento, l'energia e la diversificazione delle fonti energetiche il 28 percento e le relazioni internazionali il 36 percento.

Magari poco vuol dire, però sono dei punti di partenza, e io penso che questa sia un'attività che andrebbe fatta sicuramente in corso d'anno ma ben venga anche al termine di un periodo e di un esercizio di bilancio, per comprendere che cosa non si è trasformato in impegno e perché e, ripeto, anche per capire se effettivamente quelle situazioni sono croniche oppure si ripresentano, oppure magari è capitato in corso d'anno che ci fossero delle situazioni impreviste che hanno impedito la trasformazione e la concretizzazione dell'impegno, perché sappiamo che la vita è incerta e anche di più lo è per un'Amministrazione, tra l'altro, in periodo di pandemia.

È bene quindi fare, secondo me, un ragionamento, ma sono sicuro che l'Assessore alle finanze questi ragionamenti li ha già fatti e si è dato già delle risposte che magari metterà a disposizione dell'Aula, sennò lo invito comunque a farlo e a tener conto di alcuni discreti elementi che ho messo in luce, soprattutto cercare di capire quelli che possono essere degli elementi di cronicità che si rappresentano, perché forse sulla prossima programmazione bisognerà fare qualche modifica e qualche elaborazione in più, ovviamente con tutte le variabili degli imprevisti che ci sono, sia di natura politica ma anche di natura tecnica, perché l'ho chiamata elasticità nelle scelte discrezionali del bilancio, che, spesso e volentieri, in realtà riguardano forse quasi più le strutture che la volontà politica, perché in alcuni casi, diciamocelo, forse c'è anche questa problematica.

In termini di programmazione - se n'è parlato prima con l'importante legge sul sistema idrico integrato, ma in realtà in quest'aula il termine "programmazione" viene usato tantissimo - dobbiamo anche tener conto di due aspetti: che la programmazione è buona se avviene per tempo e non fa perdere del tempo, la programmazione è buona se prende delle scelte che sono libere da dei condizionamenti, perché ieri si diceva: "ce lo chiede l'Europa", oggi diciamo: "ce lo chiede il PNRR" e la sostanza non cambia. Quella in realtà non è programmazione, stiamo correndo dietro a una mancata programmazione.

Per il futuro sperando, e io ne sono convinto che quello che abbiamo vissuto fino ad oggi stia finendo e deve finire... l'uscita dalla situazione pandemica ci deve permettere di pensare a una programmazione diversa perché comunque gli effetti della pandemia, gli effetti della guerra, gli effetti soprattutto dell'inflazione che nessuno cita perché quella è venuta addirittura prima della guerra e soprattutto anche l'impazzimento delle materie prime portato anche avanti da alcune politiche io penso abbastanza poco programmatorie ma di contingenza e anche scellerate che l'Europa, e non soltanto, sta facendo... ci devono portare a fare delle considerazioni in termini programmatori molto forti. Forse in alcuni casi, ma ne abbiamo già dibattuto, si potrà anche pensare magari a diminuire, laddove possibile, il carico fiscale nei confronti dei cittadini o imprese. Certo, spesso e volentieri si è detto: "ma è inutile prevedere degli sgravi che poi hanno un'utilità marginale bassa per le imprese o per gli stessi cittadini", ma io credo che ci possano essere gli strumenti per identificare quella spesa infruttuosa che può essere un meno chiesto alla collettività perché comunque le manovre, anche le possibilità a livello regionale ci sono, a maggior ragione se poi abbiamo tutta una serie di considerazioni e degli elementi in più che ci devono portare a fare dei ragionamenti in tal senso. Tempo fa abbiamo parlato dello spopolamento di certe aree della nostra Regione, della minor natalità, dell'allarme natalità; ecco, forse in questo senso è bene pensare che si possa riprogrammare parte della spesa che si è dimostrata negli anni non fruttuosa per poter andare a correggere o a cercare almeno di invertire il tiro che sta inviluppando questa Regione.

Ovviamente ci sono due elementi principali non di poca importanza: 1) la volontà politica; 2) i numeri per farlo. Io penso che siano due elementi che alcune coscienze in quest'aula, e anche al di fuori, perché ci sono tanti maîtres à penser che si sono dimenticati del fatto che siamo in crisi e che parlano moltissimo, sto facendo un elenco di questi maîtres à penser che stanno dando più importanza a presunte questioni ideologiche proprie rispetto che alla pancia, perché spesso e volentieri è bello fare dei grandi voli pindarici di tipo ideologico, però poi i fatti... e lo dimostra, ad esempio, il tema del sistema idrico integrato... si sono persi quasi dieci anni in quel termine, pensare oggi di dire che all'epoca c'è stata una programmazione è una cosa diversa. C'è stata una gestione, in alcuni casi anche pionieristica e quant'altro, ma programmazione è qualcos'altro. Tutti questi maîtres à penser quindi sono probabilmente disposti a sobbarcarsi il costo di una crisi, e non gli do un aggettivo, parlo di crisi in generale, e quindi sono contento per loro, perché io penso che tutta la comunità valdostana un giorno gli dovrà chiedere conto di quello che stanno dicendo, perché è facile parlare e pontificare, cosa ben difficile e diversa è andare a fare le scelte, a spaccare il numero, come spesso si dice, per capire quali sono i problemi e soprattutto fare delle scelte coraggiose che sono necessarie, perché altrimenti certe percentuali rimangono tali e nel tempo diventano qualcosa di incontrollabile.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (FI) - La discussione di quest'importante documento contabile avviene in un clima e in un contesto socio-economico difficile e anche in un contesto politico del tutto particolare. Il contesto socio-economico è un contesto particolarmente provato dalla pandemia dalla quale si cerca di uscire tra mille difficoltà, alla quale si è inserita e innestata poi la guerra in Ucraina, una guerra che ha portato dei riverberi su tutto il mondo e anche alla Valle d'Aosta.

L'aumento dei costi della vita, delle materie prime, dell'energia mette in difficoltà la nostra economia già debole a livello di tessuto economico; tutto questo sicuramente non aiuta.

Sotto il profilo politico, direi che il clima è abbastanza surreale. Fuori i Valdostani fanno la fila al banco dei tabaccai da molte settimane a giocare il numero magico: il 22, e dal 7 aprile, nonostante tutte le estrazioni ANSA che avvengono al mattino e al pomeriggio, il numero è tra i ritardatari, non riesce a uscire.

Io credo che nel frattempo gli investitori, che sono i nostri cittadini, stanno perdendo il capitale a forza di insistere nel gioco; ritengo che sia più responsabile da parte di tutti far uscire questo numero, sennò cambiare numero o perlomeno cessare temporaneamente le estrazioni quotidiane.

Detto questo, tornando al documento che stiamo discutendo, il rendiconto del 2021, è il documento contabile che dopo il DEFR e il bilancio di previsione è il più importante all'attenzione di quest'Aula. È il momento in cui si controllano i risultati della gestione, l'attuazione del bilancio che è stato affidato al Governo regionale. È un documento che dimostra come sono stati spesi i soldi e in che misura sono stati spesi.

In questa circostanza, dopo aver letto con attenzione il documento che è stato reso disponibile con tutti gli allegati, mi sono chiesto quale fosse il migliore intervento che si potesse fare che andasse nell'interesse della comunità valdostana. Credo che la risposta che mi sono dato sia quella di fare un intervento responsabile, un intervento che dica come stanno le cose sotto il profilo politico, ma una critica che non vuole essere una critica polemica ma una critica costruttiva, perché ritengo di essere molto preoccupato per il futuro della nostra Valle, una Valle che ha mille difficoltà, e mi sono chiesto cosa abbiamo fatto per la nostra Valle quest'anno, se potevamo eventualmente fare di più.

Pertanto ho fatto un'analisi il più possibile schietta e costruttiva, ma con l'intento soprattutto di creare un momento di riflessione in aula, non di polemica, per stimolare un superamento e un approccio che ritengo sia troppo poco programmatorio, un approccio che è troppo poco permeato da una visione di Valle d'Aosta che sia progettuale per garantire un futuro all'altezza della situazione, un futuro all'altezza di quello che si aspettano i Valdostani. Sicuramente la situazione politica attuale amministrativa non è una situazione che è determinata da questo Governo: è il frutto di un percorso che c'è stato nel tempo in cui tanti hanno partecipato, ognuno attribuendosi le proprie responsabilità, ma credo che il problema oggi non sia quello di attribuire delle responsabilità sui mancati funzionamenti, ma sia di cercare di capire come si debba uscire da una situazione di oggettiva difficoltà. Per far questo, occorre partire da una lettura della situazione attuale, occorre leggere in modo nitido la realtà. Se non ci si accorge che c'è un problema, non si può neanche provare a trovare la soluzione, per quanto possa essere difficile poterla trovare.

In questo contesto è chiaro che il bilancio è stato portato dall'assessore Marzi, ma questa non vuole essere una critica all'assessore perché l'assessore al massimo ha un settimo di responsabilità, un quindicesimo, come le altre le abbiamo noi all'interno dell'aula.

La valutazione che occorre fare, a mio avviso, è sulla strategia complessiva della gestione del bilancio e sul modus operandi. È del tutto evidente che dalla lettura del documento viene messo in luce in modo chiaro il deterioramento della capacità politico-amministrativa di gestione, tutte le difficoltà si trovano nella lettura del bilancio che stiamo vivendo ma che sono state anche in parte ereditate dal passato. È del tutto evidente che una progettualità approssimativa, con un continuo rimodulamento delle iniziative, si scontra con le basi della programmazione, che dovrebbe essere fondata sulla chiarezza e sulla linearità di comportamento per cercare di ottimizzare la gestione delle risorse.

Il DEFR, purtroppo per mille ragioni, è stato un documento che è partito in ritardo, dopodiché è arrivato il bilancio previsionale, c'è stato il primo assestamento il 16 giugno per mettere a disposizione 140 milioni di aiuti per l'emergenza Covid, ha seguito un secondo assestamento al 5 agosto. Anche avere un doppio assestamento di fatto da una parte ha consentito di dare una priorità all'emergenza Covid, ma dall'altra parte ha messo in crisi gli uffici, bisogna dirsele queste cose, uffici che alla fine dell'anno probabilmente hanno impiegato il tempo a far tornare la coerenza tra un foglio e l'altro, mettere insieme i pezzi, senza potersi dedicare, per quel che dovevano, alla progettazione delle iniziative che erano contenute nel bilancio. È anche vero che il bilancio di previsione ha avuto un incremento di risorse del 29 percento rispetto allo stanziamento iniziale, quindi questo dà anche conto della difficoltà che si può avere in corso anno di rimodulazione delle poste.

I grandi avanzi di amministrazione, come diceva il collega Aggravi, sotto un certo profilo, quando è il momento di distribuire delle risorse, sembra che possano essere letti con beneficio per chi governa, ma di fatto vuol dire trascinare da un anno all'altro delle risorse, immobilizzarle, mettendo in difficoltà la macchina amministrativa che alla fine gira il motore ma presenta del grosso attrito e poi alla fine non riesce a fare della grossa strada. L'avanzo di amministrazione è di 335 milioni quest'anno con 113 milioni che saranno a disposizione dell'assestamento.

Senza essermi parlato con il collega Aggravi, nelle duemila pagine che compongono il bilancio mi è venuta in mano la stessa tabella e credo sia la tabella più significativa di tutto il bilancio, la pagina 36 della relazione di gestione. Innanzitutto, quando prima mi riferivo alla correttezza della lettura dei dati, a pagina 35 c'è scritto sostanzialmente: "quest'anno siamo stati un po' più bravi dell'anno scorso negli impegni di spesa perché l'anno scorso avevamo il 74,24 percento di impegni, quest'anno abbiamo incrementato di 1,5 punti e siamo al 76 percento degli impegni".

Peccato che quest'anno la missione 50 del pagamento del Bond di CVA, che pesa 500 milioni e vale il 30 percento del bilancio, è l'equivalente di pagare una grossa bolletta ma è una pratica, ha falciato la lettura di tutti i dati.

Per dare una lettura corretta, bisogna togliere quella voce. Togliendo quella voce, come ha detto il collega Aggravi, andiamo al 68 percento di efficienza. Il quadro però non può essere solo fatto su un anno, andando a vedere una serie storica, dal 2016 in avanti, il bilancio della Regione non è mai sceso sotto il 76 percento nel rapporto di impegni di spesa e disponibilità finanziarie. Adesso 8 punti percentuali possono essere pochi a livello di sensibilità come valore, ma ogni punto percentuale vale 20 milioni, 8 punti percentuali sono 160 milioni di soldi non investiti, non impegnati, in meno rispetto a quello che era lo standard della nostra Regione. Dopodiché è del tutto evidente che se vogliamo fare un'analisi anche sui dati di non impegno delle singole missioni, fa anche un po' specie che si siano spese tante energie sulla seconda legge di assestamento dove, ricordo, si è passati un mesetto che ci si tirava per la giacca per prendere magari 5 milioni uno, 10 milioni l'altro, 8 milioni l'altro. Con l'assestamento non c'era neanche bisogno di farlo, perché ciascuno di quelli che chiedeva i 5 milioni ne aveva 50 che non sapeva dove mettere nel suo bilancio. Questi sono i dati che non sono stati impegnati. Il problema è il monitoraggio della gestione del bilancio.

A mio avviso, sotto questo profilo, occorre fare uno sforzo grandissimo, anche perché se è vero che non sono stati impegnati 573 milioni, vengono anche da porsi delle domande: ma perché in un contesto che non riusciamo a impegnare i soldi, preleviamo fiscalmente alle famiglie valdostane i soldi che gli rimangono in fondo alla tasca?

L'altro giorno in Consiglio regionale proponevo di non far pagare la tassa di occupazione di suolo pubblico; mi è stato detto: "non ci sono i soldi, non abbiamo risorse. L'avanzo di amministrazione si può solo investire in investimento". Peccato che l'avanzo di amministrazione deriva per qualche 100 milioni di euro da mancanza di spese correnti, quindi con una semplice variazione di bilancio potremmo mettere a disposizione delle risorse a favore dei Valdostani.

Faccio un altro esempio banale: avevamo un'iniziativa che era il conto interessi per sviluppare l'edilizia, non è stato applicato sulla seconda casa perché non c'erano risorse è stato fatto solo sulla prima. Se si mettevano 50 milioni lì facendo una pulizia del bilancio sulle cifre non impegnate, non sarebbe stata una buona cosa per rivitalizzare l'economia della Valle d'Aosta? Io credo che questo significa cercare di fare dello sviluppo economico, purtroppo avere 500 milioni di bilancio bloccati equivale a dire 10 punti di PIL della Valle d'Aosta, perché il PIL è 5 miliardi di euro-4 miliardi e mezzo. Si risolverebbero tante cose in un momento in cui i Valdostani sono particolarmente provati da mille difficoltà che non se ne riesce a uscire.

Si poteva intervenire sui tributi però si poteva anche intervenire abbassando o azzerando addirittura la tassa di circolazione dei veicoli che vale 25 milioni a bilancio, ma facevamo qualcosa. È inutile andare a prendere i soldi per tenerli dentro una cassaforte quando la gente ha difficoltà ad arrivare a fine del mese. Questo è il ragionamento che ritengo che sia importante.

Faccio un altro esempio: com'è possibile, in un momento che manca il lavoro, che non si investano 28 milioni sulla missione dedicata al lavoro? Ne abbiamo investito 26 e ce n'erano altri 28 a disposizione.

Queste sono delle cose, secondo me, su cui vale la pena interrogarsi, bisogna capire perché non si riesce purtroppo ad andare oltre, bisogna fare un grosso sforzo per dare maggiore soddisfazione alle esigenze dei Valdostani perché un'economia fortemente interessata dalla componente pubblica credo che sarebbe un grosso stimolo per cercare di rivitalizzare un po' tutti i nostri settori.

È chiaro che poi del bilancio ci possono essere tanti indicatori, ci sono anche delle cose positive: ad esempio, i pagamenti che hanno un tasso del 94 percento sulla competenza, che sono garantiti nei limiti previsti dai regolamenti e dalla legge. Per quanto riguarda i residui di quest'anno, c'è da registrare che sono scalati di 18 milioni i residui attivi, invece sono cresciuti di 34 i passivi. Questa è sicuramente una cosa positiva.

Ho letto con attenzione anche la relazione della Corte dei conti sul bilancio che ci è stata consegnata ieri l'altro, sotto questo profilo, va evidenziato che anche loro dicono: "su certe situazioni siete addirittura troppo prudenti", sul fondo accantonamenti per i contenziosi ci sono 10 milioni in più vincolati e che sono stati immobilizzati rispetto a quella che ce ne sarebbe stata la necessità nel rispetto delle regole. Così come il discorso del personale; la Corte dei conti fa tutta una serie di considerazioni dove evidenzia l'alto costo della gestione del personale per la Valle d'Aosta, che va in trend completamente contrario di quello che stanno andando le altre Regioni. Ci sono state 410 assunzioni nel 2021 tra tempo determinato e tempo indeterminato. In tutto questo contesto - non per tornare al tema dell'altro giorno - se se ne fosse trovato uno per la Motorizzazione su 410, avremmo reso un servizio alla Valle d'Aosta. L'altro giorno c'erano gli esami, l'unico esaminatore che c'era non stava bene, quindi sono saltati gli esami e probabilmente c'è solo una sessione e poi dovranno andarsene tutti fuori Valle. Queste sono delle difficoltà alle quali occorrerebbe uno sforzo collettivo, uno sforzo di cercare tra tutti di portare delle soluzioni, ma delle soluzioni che devono portare a delle vere riforme.

In diverse occasioni ho detto - e ho avuto modo anche di dirlo quando eravamo nell'ambito della discussione del bilancio - che non basta parlare di riforme, perché dal momento di approvazione previsionale sono passati di nuovo sette mesi ma di riforme non ne sono ancora partite. Purtroppo ci si rende conto, dalla lettura di questo bilancio, che probabilmente le risorse che siamo in grado di gestire sono queste, se noi avessimo anche due miliardi di euro in più, non saremmo in grado di gestirli, andrebbero tutti in avanzo di amministrazione, è questo il problema! Bisogna cercare di adattare il modello di gestione alle risorse, diversamente dobbiamo calare il numero delle risorse, quindi prelevarne meno sulla fiscalità ai cittadini perché i soldi che noi non prendiamo ai cittadini, gli rimangono in tasca e li mettono subito in economia, lì non c'è bisogno di burocrazia o semplificazione per ottenere il beneficio, vanno immediatamente nel sistema, invece noi raccogliamo e poi in qualche modo vediamo di distribuirli con il tempo.

Credo che, sotto questo profilo, occorra un grosso sforzo, uno sforzo che debba portare a dei risultati migliori e spero che soprattutto, anche alla luce di queste considerazioni, ci sia un monitoraggio attento sul bilancio che stiamo vivendo, il 2022, per evitare di ritornare su queste situazioni, perché avanzare 40-50 milioni di euro non impegnati in ogni Assessorato mi pare che sia una cosa pesante e inaccettabile per i Valdostani. Non fa onore a nessuno di noi trentacinque che stiamo in quest'aula.

Soprattutto ci tengo a rimarcare che con mille fatiche, con mille combattimenti si è portata a casa l'autonomia finanziaria con lo Stato, i dieci decimi, ma voi credete che lo Stato non legge questi bilanci? Se continua così, dicono: "avete troppi soldi", rischieranno di dire: "passiamo da 10 decimi a 9 decimi". Siamo tutti autonomisti qui dentro ma significa essere responsabili nei confronti della propria Regione ed essere più bravi degli altri a gestire le risorse. Andate a vedere, io sono andato a vedere i dati dei rendiconti delle altre Regioni del nord Italia, sono sopra l'80 percento le ordinarie e noi che siamo una Regione speciale dobbiamo prendere lezioni fuori Valle da come si gestisce il proprio territorio. Questa vuole essere una riflessione critica, come ho detto prima, ma costruttiva, che deve buttare un seme per cercare di costruire qualcosa per un futuro migliore.

Presidente - A questo punto sospendiamo brevemente per arieggiare i locali. Il Consiglio regionale è sospeso.

La seduta è sospesa dalle ore 17:10 alle ore 17:30.

Bertin (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori dopo la sospensione. Siamo ancora in discussione generale, invito i colleghi a prendere posto. Nel frattempo si è prenotata la consigliera Guichardaz, aspettiamo soltanto che tutti prendano posto. La parola alla consigliera Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Il rendiconto è il documento contabile che definisce i risultati della gestione finanziaria, economica e patrimoniale nell'anno e dall'analisi di questi dati si può evincere come ha lavorato l'Amministrazione, se ha ben programmato, realizzato investimenti, oppure si è limitata alla gestione dell'ordinario. Certo, questa percezione tutti i cittadini ce l'hanno nel vivere quotidiano, vedendo se i servizi funzionano, se le opere tanto attese prendono forma o se la pressione fiscale diminuisce.

Proprio alla luce di questo, vorrei fare due considerazioni, peraltro che condivido rispetto ai colleghi che mi hanno preceduto. Come ci è stato detto, il rendiconto presenta un risultato di amministrazione pari a 325.962.000 euro, le previsioni definitive di competenza pareggiano sui 2.639.379 mila e via dicendo; gli impegni effettuati in competenza si attestano su 1.977 milioni di euro.

Il rapporto tra impegni e stanziamenti definitivi di bilancio è del 76,02 percento, dato in crescita rispetto all'anno precedente, com'è stato evidenziato in relazione, ma anche su questo dato, come hanno evidenziato precedentemente i miei colleghi, se togliamo la missione 50 di oltre 565 milioni, ossia quella del rimborso del prestito obbligazionario CVA, questo dato è di gran lunga peggiore. Insomma, per essere più chiari, questo primo dato dimostra che l'attività effettivamente svolta dall'Amministrazione è peggiorata e, vista l'instabilità del 2020 e la pandemia, direi che questo dato è ancora più significativo.

Entrando poi nel dettaglio del rapporto tra impegni e previsioni delle varie missioni, vediamo che vi sono alcune missioni che sono abbondantemente sotto il 40 percento: quella dell'assetto del territorio, edilizia abitativa, politiche giovani, energia e politiche del lavoro. Proprio la programmazione in settori strategici manca e quindi, rispetto a quanto era stato previsto, è stato realizzato poco.

Altro dato interessante da analizzare è l'avanzo vincolato che ricomprende le quote attinenti a finanziamenti dello Stato, dell'Unione europea e da altri fondi riferiti a cofinanziamenti. Anche in questo caso è piuttosto evidente, dall'analisi di questi dati, che vi sono molti fondi ma l'Amministrazione ne spende pochi. Infine, se analizziamo il fondo pluriennale vincolato, vediamo che era di 168 milioni nel 2019, 214 nel 2020 e 329 nel 2021. Grazie all'analisi di questo dato, che misura il tempo tra impegno e realizzazione della spesa, possiamo pertanto dire che la capacità di programmare correttamente e realizzare investimenti è notevolmente diminuita.

Credo che ci sia ben poco da rallegrarsi di questi 113 milioni di avanzi ma piuttosto da rimboccarsi le maniche e forse smetterla di fare proclami ma iniziare a dare risposte alle persone. Capisco anche che l'instabilità politica, collegata a una mancanza di visione programmatica che ormai denunciamo da oltre un anno, non renda questo lavoro facile. Naturalmente la nostra idea rispetto a questo rendiconto non è assolutamente positiva.

Presidente - Altri in discussione generale? Se non vi sono altre prenotazioni, chiudo la discussione generale. La discussione generale è chiusa. Per il Governo replica l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - A mio modesto avviso, com'è stato richiamato, una prima necessaria "legenda" di un atto come il rendiconto deve essere sicuramente legata ad alcuni aspetti di matrice tecnica perché il rendiconto, come ricordato, è stato sicuramente un'espressione di matrice politica nel momento in cui si è partiti con una "finanziaria regionale" e una previsione, lo è stata sicuramente in corso d'opera nella capacità di dare gambe a quanto espresso politicamente: del resto lo diciamo sempre che chiunque faccia politica, nel momento in cui parla di bilancio, soprattutto di bilancio di previsione, sta trattando l'atto più politico che esista, quindi, di conseguenza, sicuramente chi mette giù i numeri per dire che vuol fare una cosa piuttosto che un'altra esprime appieno le sue facoltà politiche.

La prima cosa che sicuramente va fatta pertanto è quella di connotare politicamente la fotografia di un anno che è passato. Nessuno ha mai preteso e pretende, ma è corretto l'intervento che è stato fatto dai colleghi, di dare connotazioni positive a un avanzo di amministrazione disponibile: l'avanzo di amministrazione disponibile, nel caso specifico oltre di 113 milioni di euro, è il risultato di tutta quanta una serie di passaggi che si sono succeduti durante tutto quanto il 2021, però sicuramente nella lettura degli avanzi degli ultimi anni, quindi nella lettura anche di un passaggio storico e amministrativo che c'è stato negli ultimi anni, noi andiamo invece a dare delle connotazioni rispetto al risultato dei 113 milioni di euro che noi abbiamo richiamato e che viene richiamato in premessa.

Noi abbiamo conosciuto tutti nel 2020 l'avanzo di amministrazione disponibile, richiamato dal collega Aggravi, perché di fatto, per dargli una connotazione massiva, è stato l'oggetto del contendere di una legge, la n. 8, che sicuramente connotava un periodo politico molto, molto particolare, perché, di fatto, veniva fuori a sua volta da un momento nel quale la politica valdostana aveva dimostrato appieno la sua debolezza addirittura mandandosi a casa da sola, senza naturalmente sapere che sarebbe arrivata una pandemia, però la pandemia non ha aiutato a vivere un momento come quello.

C'è stato poi un avanzo d'amministrazione, quello del 2020, applicato nel 2021, da 210 milioni di euro, che, di fatto, è stato applicato con due grandi leggi: la n. 15 e la n. 22. La legge n. 15 mette in disponibilità, soprattutto per una serie di interventi espressamente dedicati al Covid, circa 162 milioni di euro, e invece poi arriva a circa 132 milioni di euro e dopo arriva la 22, che, di fatto, applica la restante parte dell'avanzo disponibile del 2021. Arriviamo quindi all'avanzo disponibile del 2021, che cala, anche per la capacità rispetto all'anno precedente, nonostante le estreme difficoltà che ci sono state, ma la politica c'era e, quando dico la politica, dico tutto quanto il Consiglio in prima istanza; di conseguenza, c'è una differenza, e qui rispondo anche a quando c'è la politica, quando non c'è la politica; ebbene evidentemente sì, e nel caso specifico, numeri omologhi alla mano, pesa 100 milioni di euro, tanto per essere chiari, senza dare connotazioni di parte, ma a tutti gli effetti l'impossibilità da parte di tutti - perché la politica aveva fallito - di governare nel 2020, con tutte le conseguenze del caso, ha fatto sì che ci siano delle conseguenze. L'avanzo pertanto è sì una fotografia di quanto non è stato speso, però può anche essere una maniera per leggere il fatto che la politica c'è e ci deve essere e, di conseguenza, che, quando la politica c'è, può fare delle scelte.

Veniamo al fatto però che se si è partiti da quel momento è anche perché, ahimè, negli anni precedenti, nel passaggio dal precedente sistema contabile all'attuale, come richiamato dal collega Aggravi - nel 2017 si è passati all'attuale sistema di bilancio che è fondamentale anche per leggere alcuni dei dati delle percentuali che sono state rappresentate... - sicuramente nel passaggio dal vecchio sistema contabile al nuovo - vado a memoria - per i primi anni l'avanzo di amministrazione si è dovuto utilizzare per coprire un disavanzo tecnico, così viene richiamato, in capo al primo riaccertamento straordinario dei residui, pari a quasi 279 milioni di euro. Contemporaneamente si legge quindi un dato negativo, il pregresso, gli anni precedenti, ma anche un dato positivo per la capacità dell'ente di riuscire a recuperare questo "buco tecnico", chiamiamolo così, in così pochi anni. L'avanzo di amministrazione pertanto è contemporaneamente un dato che può essere letto positivamente o negativamente ma è sicuramente un dato che invece connota un'annualità, punto e basta. Quando io dico questo, dico anche che è errato connotare politicamente però la lettura delle leggi che sono state fatte l'anno scorso. Perché è errato farlo? Perché, in realtà, sia con la n. 15 che con la n. 22 si è data pienezza politica a un'annualità e il fatto che a connotarlo politicamente siano dei colleghi, che di fatto quelle leggi a maggior ragione le hanno votate perché facevano parte della maggioranza di allora, è politicamente recepibile ma allo stesso tempo tecnicamente difficile da accettare, e spiego perché. Noi ci siamo trovati per la prima volta a fare delle elezioni regionali, assieme alle elezioni comunali nell'autunno del 2020 e, di fatto, se non erro, il Governo Lavevaz, votato da ventuno Consiglieri regionali, nasce a fine ottobre del 2020, con l'obbligo, entro la fine di ottobre di quel mese stesso, in poche parole sette-otto giorni, di presentare una finanziaria regionale in Giunta e quindi poi, di conseguenza, di discuterla in Consiglio regionale. Motivo per il quale da subito la connotazione di quella finanziaria regionale fu una connotazione di matrice tecnica, cioè tutti quanti riconoscemmo i conti... e per fortuna che il Governo precedente che qui è in parte rappresentato aveva fatto la scelta nell'estate del 2020 a cavallo delle elezioni, di avviare questo percorso, perché sennò l'unico risultato che ci sarebbe stato sarebbe stato quello di replicare l'esercizio provvisorio, esercizio provvisorio che nel 2020 invece si era vissuto.

Il dibattito di oggi è particolare da un punto di vista politico per due motivi: 1) perché viene richiamato il passaggio all'esercizio provvisorio come se alcuni dei colleghi che lo hanno richiamato non avessero delle responsabilità politiche rispetto al fatto che a dicembre del 2019 non si riuscì ad approvare il bilancio. Alcuni dei colleghi che oggi hanno parlato hanno avuto delle responsabilità politiche nel far sì che quello avvenisse. Di conseguenza probabilmente, anche perché tutto avveniva nello stesso anno, la scelta di cercare di evitare il più possibile questo fece sì che nell'estate del 2020 partisse un processo che poi di fatto ha permesso di arrivare a presentare una finanziaria regionale con un bilancio e questo bilancio già in fase di presentazione del bilancio stesso anche politico venne poi fortemente connotato dal fatto che con interventi successivi si sarebbero connotate politicamente le spese utilizzando l'assestamento attraverso due passaggi fondamentali, perché da subito ci si rese conto che il Covid c'era e avrebbe continuato a esserci. Il Consiglio e il Governo quindi fecero la scelta, a differenza di quanto non è stato richiamato oggi in aula, di non fare variazioni di bilancio ma di correre verso l'assestamento 1. Basta che vedete la differenza di date tra la n. 15/2021 e la n. 8/2020 e vedrete che in realtà questa scelta è stata fatta, eccome! Venne fatta in sincrono a tutto il Consiglio, tant'è che la n. 15, di fatto, è stata l'espressione sia politica che amministrativa del Consiglio tutto.

Quando poi si arrivò alla n. 22, le scelte che vennero fatto sulla n. 22 furono contemporaneamente due: la prima dare delle connotazioni politiche, la seconda cercare anche di dare delle connotazioni politico-amministrative a un bilancio, che, di fatto, nel frattempo aveva vissuto una pandemia e che aveva bisogno di alcuni tipi di connotazioni. Se voi andate a vedere la principale spesa di quella legge è e resta un intervento a favore degli Enti locali in conto capitale per la programmazione e la progettazione. Stiamo parlando pertanto comunque di leggi che eccome hanno dato la possibilità di dare delle connotazioni politiche e di intervenire in un anno assolutamente delicato.

Aggiungo un altro aspetto perché vengono continuamente richiamate leggi e quant'altro: l'anno scorso, sempre votata all'unanimità, è stata finalmente approvata la legge sul contributo conto interessi. La prima cosa che ha dovuto fare la legge per essere applicata come legge di contributi in conto interessi è stata abrogare l'articolo 25 della legge n. 1/2020, cioè la famosa finanziaria regionale, perché di fatto tecnicamente non applicabile. Questo non l'abbiamo deciso noi ma ce l'hanno detto le associazioni di categorie tant'è che la scelta che abbiamo dovuto fare è stata una scelta completamente diversa, però, di fatto, a fronte di una roba che era stata scritta e non si poteva fare, approvare all'unanimità una legge che invece di fatto si sta applicando e sta dando risposte ai Valdostani è stata, secondo me, una scelta corretta.

Ora veniamo alle percentuali che vengono richiamate. Il 118/2011 tecnicamente si chiama "bilancio armonizzato": il termine "armonizzato" vuol dire che per tutti gli Enti locali italiani, fatta eccezione per lo Stato, se si va a vedere la missione "X" piuttosto che la missione "Y", si ha lo stesso numero e anche lo stesso significato. La missione 50 in tutti i bilanci degli Enti locali italiani, per fare un esempio, visto che oggi è stato più volte richiamato, è debito pubblico: di conseguenza, che tu sia nel Comune più piccolo d'Italia o che tu sia nella Regione Lombardia, quando vai a leggere quella missione, cioè come si declina la spesa, a tutti gli effetti troverai che quello è debito pubblico. Questa maniera di ragionare, quindi di connotare il bilancio... è di fatto il motivo per il quale il bilancio è fatto così per tutta Italia, perché in questa maniera naturalmente se tu a cascata, quindi risalendo dal basso verso l'alto, dal più piccolo degli enti fino al ragioniere generale dello Stato, clicchi su quel tasto, tu hai la posizione di tutte quante le voci di spesa di tutti gli Enti locali inseriti in quella benedetta casella. Questo quindi era il motivo per il quale il bilancio armonizzato è stato creato ma allo stesso tempo permette di fare una serie di analisi che sono delle analisi corrette e che consentono anche, nel momento in cui si arriva a pagina 35 della relazione piuttosto che più avanti, di fare tutta una serie di valutazioni rispetto alle tre fasi più importanti della capacità di spesa di un bilancio di previsione. Tanto per essere chiaro, quanto viene dato con il previsionale, quanto viene impegnato, quindi quanto si trasforma in un'obbligazione... l'obbligazione in poche parole vuol dire quando devo pagare, come devo pagare, chi devo pagare e la terza cosa naturalmente quando pago.

Le tre fasi di riferimento che permettono di leggere il rendiconto pertanto sono delle fasi importanti.

È corretto il dato che è stato richiamato sia dal collega Aggravi che dal collega Marquis, però è un dato che va connotato da una serie di aspetti, che invece sono tecnicamente fortemente collegati alla capacità che il 118 permette, perché il 118 non va soltanto interpretato nella percentuale che si esprime tra quello che viene messo a previsione e quello che viene impegnato, ma anche per la capacità e per la percentuale di fatto di spostare una serie di impegni naturalmente differiti agli anni successivi. Il vero dato che va letto per capire quanto la politica, chiunque essa sia, sia stata capace di dar corso agli impegni presi in fase di previsionale è la percentuale di impegnato differito sull'assestato, che, nel caso della Regione autonoma Valle d'Aosta, è superiore all'88 percento. Quest'aspetto è fondamentale non soltanto perché qualcuno potrebbe pensare: "il simpatico collega Marzi, un po' malato di file excel e di elucubrazione psico-linguistica del numero come simbolo a sé stante, è capace di muoversi nonostante la mole come un simpatico slalomista speciale", ma perché - e qui arriviamo al nesso politico fondamentale - noi non siamo una Regione ordinaria, noi non siamo una Regione ordinaria! Se voi andate a vedere la percentuale di spesa della stragrande maggioranza delle Regioni ordinarie qual è? La sanità. Quindi questa famosa percentuale di impegno che oggi è stata richiamata da chi si professa autonomista qualsiasi passaggio politico decide di fare fondamentalmente non è assolutamente applicabile a chi invece in termini amministrativi e quindi di spesa fa tutta una serie di robe che nel resto delle Regioni non viene assolutamente fatta. Se io all'inizio dell'anno stanzio dei denari e poi li trasferisco alla mia azienda sanitaria locale, non dico che sia facile, tutt'altro, è una delle cose più difficili del mondo, ma sicuramente è dal diverso dimostrare la capacità di dar corso a un impegno finanziario politico rispetto a chi fa quasi tutto: dalle strade, alle scuole, ai paravalanghe e possiamo andare avanti.

Addirittura sono state citate tra le percentuali di missioni che non vengono spese leggi fondamentali, come quella di primo stanziamento nei confronti degli impianti a fune come un esempio negativo, quando in sostanza quello a fine novembre è stato fatto, sono stati dati - vado a memoria - 38,3 milioni di euro, che, di fatto, sono stati inizialmente versati verso la fine dell'anno: se io faccio la fotografia dal 1° di gennaio al 31 di dicembre e a tutti gli effetti faccio una legge a fine novembre, è normale che vedrò soltanto una parte dello stanziamento, ma quando poi questo stanziamento viene differito all'anno dopo, io vedrò che sono andato in spesa, eccome.

La domanda da fare è: tantissime gestioni ordinarie gestiscono direttamente impegni di questo tipo? Tantissime gestioni hanno un territorio che per il 51 percento è al di sopra dei 2 mila metri quadri e quindi richiedono una serie di passaggi come quelli che noi di fatto dobbiamo rappresentare? Ecco perché dico che se è giusto fare analisi politiche, grazie alla documentazione che tutti quanti noi dobbiamo avere, è anche giusto però fare politica, secondo me, in maniera corretta, quindi non paragonare cose che non possono essere paragonate. Secondo me, pertanto alcuni degli interventi che sono stati fatti oggi sono degli interventi politici, degli interventi di parte, che prima o poi in questo bouleversement "rappresenteranno" e "accoglieranno" tutti, quindi anche io magari un domani mi troverò a dover leggere la stessa documentazione non da Assessore alle finanze ma da Consigliere di maggioranza o minoranza e anche io mi metterò, come ho sempre fatto, a cercare di capire le cose, quindi anche con piena onestà intellettuale e politica a dire la mia. Quello che non farò, perché non fa parte di me, è sicuramente raccontare che gli asinelli volano e poi andarli a cercare con gli occhi, e lo stesso pretendere che le persone che mi ascoltano, nel momento in cui io faccio politica e presento degli atti politici... possa essere rappresentato.

Faccio un esempio: se uno legge la relazione di riferimento, non soltanto nelle tabelle, ma la legge nella parte di espressione delle entrate proprie, scopre invece di parlare, ad esempio, di bolli, che sono cresciuti perché stiamo ponendo in essere delle azioni di recupero forti. Quello fa un'Amministrazione, non certo può andare a esprimere delle volontà politiche, come oggi tuttora richiamato, rispetto a entrate non proprie.

Prima, quando ho parlato del DL 59, parlando di cap, ho parlato di cappelli che nulla c'entrano, e un collega qui in aula se n'è accorto immediatamente. I cap sono i tetti che si mettono a dei parametri finanziari, così come il floor è il pavimento di riferimento.

Rispetto alla maniera di saper porre dei cap, di saper porre dei limiti nella maniera di esprimersi politicamente... anche quando si fanno giochi di parte, secondo me, è corretto porseli, perché altrimenti il vero risultato che si corre è quello di trasformarsi in "Sandra e Raimondo" per il piacere di tutti coloro i quali ci guardano discutere come se nulla fosse. A mio modesto avviso, ciò rischia di connotare in maniera negativa la discussione di un atto che è invece la fotografia di un Governo che ha governato in un periodo delicatissimo della storia della Valle d'Aosta, durante l'unico inverno che è stato chiuso... che è arrivato dopo un periodo drammatico della storia della Valle d'Aosta stesso e che in alcuni casi, ad esempio, nell'esplicitazione delle leggi che sono state richiamate (la 15 e la 22 che sono) ha preso atto e ha cercato addirittura di trovare dei coinvolgimenti politici e amministrativi che erano a favore dei Valdostani. A mio modesto avviso, quei quattro gatti che ci guardano, e li capisco, devono avere almeno la possibilità di sentirsi raccontare le cose come stanno.

La prossima legge di assestamento, nel momento in cui ci sarà chiunque la porterà, dovrà nuovamente prendere conto di impegni politici che abbiamo già rappresentato in aula. Sarà una legge di assestamento dove verranno finanziate le risorse che si possono spendere, le risorse che sono già inserite nel DEFR e magari le risorse d'investimento per quelle strutture che hanno dovuto lasciare spazio alle spese di parte corrente per la sanità perché, di fatto, quest'anno abbiamo aumentato di 27 milioni di euro lo stanziamento in fase di previsionale.