Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1249 del 9 febbraio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1249/XVI - Interpellanza: "Ipotesi di recepimento nel nostro ordinamento dei principi definiti dalla legge regionale 21/2021 della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia in materia di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni d'acqua a uso idroelettrico".

Bertin (Presidente) - Punto n. 25. Illustra l'interpellanza il consigliere Aggravi.

Aggravi (LEGA VDA) - L'interpellanza fa riferimento alla legge n. 21/2021 della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia che è rubricata: "Disciplina dell'assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni d'acqua a uso idroelettrico" e fa anche riferimento al dibattito che, a seguito della legge, e in particolare della relativa deliberazione, c'è stato in seno agli organi regionali deputati della Regione Friuli. All'interno della norma ci sono dei passaggi all'articolo 25, nella parte transitoria, che sono di particolare interesse per la finalità dell'interpellanza e sono in particolare tre: il primo prevede che il concessionario di grandi derivazioni d'acqua a uso idroelettrico, laddove ci siano concessioni già scadute alla data di entrata in vigore della legge o in scadenza in data anteriore al 31 luglio 2024, prosegua per conto della Regione all'esercizio delle derivazioni delle opere e degli impianti oltre la scadenza della concessione per il tempo necessario al completamento delle procedure di assegnazione - è un principio che, tra l'altro, avevamo già sottolineato quando abbiamo fatto altri interventi sulla materia idroelettrica per quelle situazioni in particolare legate a casa nostra in cui ci sono già delle concessioni scadute o in scadenza - l'altro l'aspetto di interesse è il fatto che i concessionari, fino al completamento delle procedure di assegnazione delle concessioni, sono tenuti a versare oltre al canone determinato dal provvedimento di concessione, anche un canone aggiuntivo pari a 40 euro/kW per l'esercizio degli impianti; in ultimo il fatto che questo canone sia destinato nella misura del 100 percento alle Comunità di montagna e ai Comuni i cui territori sono interessati dalle grandi derivazioni. L'interpellanza come primo punto prevede quali sono gli aggiornamenti degni di nota in merito alle interlocuzioni con l'Amministrazione centrale sull'elaborazione del testo finale della norma di attuazione, una materia che, come lei diceva, ha avuto in parte risposta con l'iniziativa del collega Rollandin e a questo punto io una considerazione che mi sento di fare a fronte della risposta ricevuta è che - probabilmente è una conferma ulteriore ma repetita a volte iuvant - il principio comunque della concorrenza e della gara viene mantenuto all'interno della bozza di norma di attuazione: questo lo dico perché in passato ci sono state delle affermazioni diverse in quest'aula e non solo. Questo è importante capirlo anche in prospettiva di quello che bisognerà o si dovrà fare. A fronte di questo, visto che lei l'ha citato, ne approfitto se può dircelo, ha parlato anche dell'interlocuzione che ha avuto anche riguardo alla Madia, volevo capire, sempre se può dircelo, se queste interlocuzioni hanno riguardato quelle parti della Madia utili e propedeutiche alle società idroelettriche: dico società al plurale in modo tale che rispettiamo i requisiti europei di concorrenza e di pari trattamento delle società operanti in un mercato che è regolamentato ma concorrenziale.

Seconda domanda è: "se i principi che ho citato precedentemente della legge del Friuli possano essere recepiti anche nell'ambito della futura legge regionale valdostana in argomento". La Valle non ha legiferato sulla materia delle concessioni perché si è ritenuto - questo ci è già stato detto in più occasioni - che il passaggio dovesse essere per il tramite della norma di attuazione, io personalmente - così mi prendo le responsabilità personali e non coinvolgo anche il mio gruppo o altri gruppi - l'ho già detto alla scorsa legislatura, forse era il caso che una legge si facesse perché è uno strumento flessibile, la norma di attuazione è rigida, dove ci sta il più ci sta il meno, forse poteva essere il caso di fare una legge che ci permettesse comunque di tenere aperte tutte le strade, poi forse questo è un modus operandi che io ho per deformazione ma questa è una mia opinione.

Capire quindi se questi principi possono essere contenuti all'interno della futura legge e se, sulla scorta del caso friulano, sia intenzione definire nell'ambito della gestione delle future gare di assegnazione delle concessioni idroelettriche, misure di gratuità o vantaggio per interesse pubblico a favore degli Enti locali su cui insistono impianti di produzione di energia idroelettrica. Questo è un principio che si ispira alle norme transitorie della legge del Friuli laddove si riconosce quel canone aggiuntivo alle realtà su cui insistono gli impianti. Dico questo perché, al di là della ricchezza che portano questi impianti - e a noi ancora di più perché siamo nello stesso momento azionisti del principale operatore idroelettrico valdostano -, dobbiamo ricordare che ci sono comunque anche delle ricadute e degli effetti sulle comunità locali, in particolare sugli Enti locali di riferimento, per la realizzazione di impianti che comunque hanno un impatto significativo sulla morfologia e sul territorio dell'Ente locale di riferimento, questo lo direi in senso lato riguardo a tutte le fonti di energia, non soltanto quelle idroelettriche. Qui lo dico perché sembra che a volte gli impianti solari ed eolici questo non lo generino, invece sappiamo benissimo che se ci sono impianti che hanno o che devono avere una significativa produzione, ovviamente tutte queste realtà hanno un impatto sul territorio e quindi in una sorta di restituzione... anzi non uso "restituzione" perché è già stato usato in quest'aula con la restitution ma diciamo una sorta di risarcimento alle comunità per gli effetti di questi impianti, può essere, secondo me, un elemento importante non soltanto per quello che riguarda la realizzazione dei bandi ma anche in prospettiva a quella che può essere già a livello di legge regionale di riferimento. Dico anche questo perché potrebbe essere una fonte di entrata per l'Ente locale che ci può permettere di fare delle considerazioni laddove andremo poi anche a valutare - lo spero prima o poi in maniera organica - anche una revisione della finanza derivata che dalla Regione va agli Enti locali, perché comunque sono delle risorse che vengono date a Comuni o Comunità montane.

Presidente - Risponde il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Lavevaz (UV) - Torniamo sul tema, come anticipato prima, e di fatto la prima domanda dell'interpellanza si rifà - quindi mi rifaccio anche nella risposta - a quanto già precedentemente detto relativamente alla risposta dell'interpellanza o interrogazione - adesso non ricordo più - del collega Rollandin.

Per quanto riguarda invece la seconda domanda, intanto va precisato che la legge è del 2020 e non del 2021, almeno così mi risulta, è la n. 21/2020, che è una legge in buona sostanza in attuazione alla norma di attuazione del proprio Statuto speciale del Friuli che loro già hanno. Nel merito ho approfondito un po' la questione, e ringrazio anche dell'iniziativa che ha permesso di fare quest'approfondimento, ci sono comunque delle differenze abbastanza importanti della legge friulana rispetto alla norma di attuazione nostra, che ovviamente dovrà poi far nascere una legge specifica. In particolare la norma friulana non prevede l'affidamento in house a società pubblica, che è una cosa invece prevista dalla nostra norma di attuazione e che è un passaggio fondamentale. Nella parte invece dove si recano le norme transitorie la legge friulana in sostanza sembra ripercorrere in buona parte il decreto legislativo n. 79/1999, che è quello che sta a monte a tutto e che regola tutta la materia; tra l'altro, sulla questione io, rispetto a lei, ho una visione diversa per quanto riguarda le legge, il fatto che non sia stata fatta, perché nel mio pensiero - e condivido le scelte fatte dai miei predecessori, dai Governi che hanno preceduto questo - il fatto di approvare una legge in Consiglio regionale avrebbe in qualche modo voluto significare il fatto che la norma di attuazione in qualche modo diventava quasi inutile perché si diceva che deriviamo direttamente dalla norma nazionale e facciamo una legge regionale senza andare ad attuare una norma di attuazione del nostro Statuto. Questo è il mio pensiero ma adesso i passi sono andati avanti, c'è una norma di attuazione che spero venga approvata quanto prima e che possa dare avvio alle procedure di discussione in Consiglio regionale che ne deriveranno.

L'ha già richiamato lei per quanto riguarda le modalità di prosecuzione delle concessioni, la norma friulana, anche lì, fa riferimento e ripercorre esattamente e fedelmente il decreto legislativo n. 79 senza fare ulteriori modifiche, quindi anche sulla parte del canone aggiuntivo che giustamente lei ha ricordato. La nostra norma di attuazione, al di là della modifica che richiamavo prima, cioè del fatto di permettere l'affidamento a società in house, rispettando anche l'ordinamento europeo, gli accordi internazionali, nonché gli studi e i principi fondamentali dell'ordinamento statale e in attuazione anche di quanto previsto dal nostro Statuto... la legge regionale che faremo subito dopo dovrà andare a definire in maniera specifica le modalità di assegnazione delle sub-concessioni, delle concessioni, eccetera. In quella fase, così come ha fatto il Friuli, nelle cosiddette "norme transitorie" potremo anche noi eventualmente prevedere, conformemente al decreto n. 79, delle forme di contributo agli Enti locali. Sarà quella la fase in cui questo potrà essere in qualche modo valutato e non nella fase a livello più alto della norma di attuazione, che ha una finalità più di indirizzo, invece poi il momento legislativo andrà più nel dettaglio.

Per quanto riguarda le interlocuzioni avute in particolare con il ministro Gelmini, erano - e sono relative perché sono interlocuzioni che abbiamo ancora in corso in questi giorni - all'opportunità di prevedere un emendamento al "Mille proroghe" per venire incontro o superare, se possibile, le limitazioni che la legge Madia impone alle società come CVA e, di conseguenza, anche ad altri tipi di società: ad esempio, quelle di impianti a fune, ma questo è un altro discorso. È una questione che è aperta, speriamo di avere delle buone notizie in tal senso, perché questo permetterebbe di evitare delle imbrigliature che rendono questi passaggi molto complicati nel momento in cui essere sul mercato in maniera più libera è assolutamente fondamentale.

C'è poi tutto un altro tema legato a CVA che è à la une in questi periodi: quello degli extra profitti, un tema molto complesso per il quale stiamo facendo dei ragionamenti insieme a CVA e anche questo probabilmente richiederà degli interventi o delle richieste di modifiche delle norme così come sono presentate prima che vengano convertite in legge perché se venisse portato avanti l'impianto così com'è previsto, per CVA sarebbe un danno, quindi, di conseguenza, per la Regione sarebbe un danno economico molto, molto importante.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Aggravi.

Aggravi (LEGA VDA) - Presidente, non interpreti male la mia replica. Sull'ultimo punto, lo abbiamo già detto, gli extra profitti rischiano di essere molto cari alle società di produzione di energia idroelettrica, questa effettivamente è una preoccupazione che dovremo considerare, soprattutto se quella modalità verrà adottata come elemento standard per rispondere al caro energia, anche perché limiterà sicuramente la forza di investimento delle società. Io però non capisco una cosa e non vorrei che probabilmente ci sia anche, per carità, una volontà di aspettare di capire un po' qual è l'evoluzione e la risposta dei Ministeri, però se è vero che si mantiene il principio della gara, è vero altresì che non ci può essere un'assegnazione diretta alle società in house e soprattutto sul discorso della società in house io vorrei avere una valutazione ulteriore da parte dell'organo tecnico, e mi spiego. La società in house deve rispondere - e questo è assodato e definito nella definizione in house - alle necessità dell'ente a cui fa riferimento, cioè è in house di qualcuno, quindi una produzione finalizzata all'ente, e non tutta la parte di mercato da cui commercializzazione e soprattutto produzione finalizzata alla vendita, una vendita che può anche essere non gestita direttamente dalla stessa società o da un altro ente, perché poi è lì il nodo e il problema della Madia che ha generato tutta una serie di problematiche. Al di là di quello - probabilmente è un mio limite -, io la inviterei davvero a sollecitare i suoi organismi tecnici a chiarirle e a chiarire quest'aspetto. Come posso io assegnare una concessione ancorché con un bando, con una preferenzialità, una società in house per finalità produttive di vendita e quindi di generazione di fatturato? È un problema, perché altrimenti tutti i principi dell'Atto unico europeo li prendiamo e li mettiamo via, quello poi è un altro tipo di discussione, però c'è questa problematica. Se siamo nel mercato, ci deve essere una gara, ci deve essere un bando, ci potranno probabilmente essere delle preferenzialità, le chiamo così, per società semi pubbliche o no nella valutazione del bando ma la trovo molto difficile questa cosa, l'ho sempre detto e ripeto questo principio.

Sull'altro aspetto sicuramente sì, il Friuli ha fatto una legge in derivazione della normativa e tenendo anche conto delle proprie norme di riferimento ma loro hanno legiferato. Concordo con il ragionamento che lei ha fatto sulla sua visione sulla legge, quella poi è una discussione che si può aprire in un modo o nell'altro, io forse prudentemente mi dicevo che, nelle more dell'attesa della norma di attuazione, si poteva... soprattutto per dare copertura a concessioni scadute, soltanto quello, più che altro è quello che mi preoccupa, però sicuramente anche la norma nazionale dà una salvaguardia alle Regioni, quindi diciamo che può essere dibattuto.

Io mi sono segnato quello che ha detto: "potremo eventualmente prevedere norme per dare dei ristori - chiamiamoli così visto che va di moda - alle comunità locali", di questo prendo positivamente la risposta, lo vedremo poi a conti fatti e vedremo soprattutto come si potrà fare. Questo penso che sia molto importante come principio anche, ripeto, in un'ottica di revisione generale della finanza derivata per gli Enti locali.

Sulla parte iniziale che riguarda norme di attuazione e principi di mercato è una preoccupazione che sto ripetendo da tempo, non si possono mettere insieme due cose che sono antitetiche e soprattutto la società in house, ripeto, che non è la società a controllo o a partecipazione pubblica, sono due cose ben diverse, ha una funzionalità differente. Temo che il principio della gara, al di là di tutto, governi e comandi, perché questa è l'Europa, anche perché io mi trovo in difficoltà, e lo dico per essere realista e pratico e non vendere fumo come altri hanno fatto, la norma di attuazione non ci può derogare e dare dei benefici che sono contro la direttiva europea, perché altrimenti qualsiasi Regione, qualsiasi Stato europeo avrebbe un potere immenso. Questa è una preoccupazione che c'è e io mi auguro che questo percorso possa terminare in modo tale che si possa finalmente lavorare non soltanto per il bene della nostra società idroelettrica ma direi di tutte le comunità che vivono e beneficiano dell'energia idroelettrica.