Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 928 del 7 ottobre 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 928/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito alla creazione di un centro unificato di ricerca scientifica".

Bertin (Presidente) - Punto n. 33 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione dell'interpellanza il consigliere Sammaritani, ne ha facoltà.

Sammaritani (LEGA VDA) - Con questa iniziativa si fa riferimento a ciò che è previsto nel Documento di economia e finanza 2021-2023, approvato nel mese di aprile di quest'anno, nel quale appunto, correttamente io ritengo e noi riteniamo, si è stabilito che, considerato che nel contesto regionale sono presenti, qui cito testualmente il DEFR, diverse fondazioni ed enti dediti alla ricerca scientifica di base, è intendimento del Governo regionale di creare un centro unificato di ricerca scientifica, possiamo usare l'acronimo CURS, che potrebbe rappresentare vantaggi, dice il DEFR, sia in ordine a un maggiore sviluppo dei campi applicativi compresi nella S3, quindi strategia regionale di specializzazione intelligente, sia riguardo all'opportunità di declinazione dei progetti di trasferimento tecnologico. Quindi, c'è l'ipotesi di realizzare un unico polo di innovazione, che chiaramente comporterebbe delle economie di scala rispetto ai costi, naturalmente, ma anche probabilmente a un concetto di organizzazione molto più omogeneo che porterebbe sicuramente a dei risultati positivi.

Ricordando l'importanza e l'urgenza di questo tema, anche alla luce, come diciamo nella nostra interpellanza, dei non sempre brillanti purtroppo risultati della nostra regione nell'usufruire delle risorse messe a disposizione dall'Unione europea, che è uno dei temi connessi fortemente a questa ipotesi di centro unificato di ricerca scientifica, interpelliamo il Presidente della Regione o l'assessore per sapere se siano state già messe in atto azioni concrete per dare attuazione all'intendimento previsto nel DEFR 2021-2023 sopracitato; in caso positivo, quali siano queste iniziative o, in caso negativo, quali sono i tempi e gli intendimenti della Giunta regionale per darvi attuazione.

Presidente - Risponde l'assessore Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (AV-SA) - Rispondo a nome anche degli altri colleghi di Giunta che hanno in qualche maniera una delega riferita a enti di ricerca, ringraziandola per l'iniziativa che tiene alta l'attenzione su un tema e su un obiettivo politico che nel DEFR 2021-2023 intendiamo perseguire per raggiungerlo, perché è evidentemente un progetto e un obiettivo sfidante che ci mette nella condizione di fare un salto in avanti in termini di organizzazione sul territorio delle nostre attività, ma anche della competitività del sistema Valle d'Aosta. Gli enti di ricerca attuali stanno sviluppando la loro attività tutti con la massima attenzione e collaborazione con l'Amministrazione regionale e il territorio, ma un po' come per altri settori è necessario fare quello che abbiamo individuato nel DEFR e che giustamente lei ha sottolineato, indicando anche le ricadute positive e i limiti dell'attuale organizzazione.

Che cosa stiamo facendo? Stiamo preparando in termini politici un percorso che ci porti nei prossimi mesi a condividere, insieme agli attuali enti, un documento e un progetto di lavoro, che tra l'altro sicuramente condivideremo con voi, perché le tappe per arrivare a un progetto così ambizioso e così importante vanno bene individuate e organizzate. Gli enti stanno sviluppando la loro attività, hanno i loro progetti, hanno i loro contratti e sotto questo profilo non va creata un'azione confusa, ma va creata un'azione ordinata e un percorso chiaro che ci porti in quella direzione.

Di concreto c'è l'obiettivo politico, rimane concreto, e di concreto sul campo c'è il lavoro che stiamo facendo di preparazione e di condivisione, per arrivare a un primo atto, chiamiamolo così, di indirizzo in Giunta regionale, che definisca in maniera chiara quello che vogliamo andare a raggiungere e che sia un atto di indirizzo che ci permetta anche di aprire un confronto politico con i gruppi in Consiglio regionale, perché il limite della nostra regione a volte è che quando si sfidano i progetti ambiziosi, poi nascono quelle resistenze che non è detto che siano resistenze contro il progetto, ma sono resistenze a volte un po' di sistema e un po' di territorio. Noi, se vogliamo cambiare passo, qui come in altri settori, dobbiamo avere il coraggio di non perdere per strada le tante competenze delle quali anche la Regione Valle d'Aosta dispone in termini di risorse umane, di capacità amministrative e di visione anche politica, e di creare le migliori condizioni perché queste risorse si ritrovino insieme a lavorare in un progetto che, se saremo capaci di perseguire l'obiettivo, potrebbe anche diventare un unicum: siamo comunque in una zona territoriale che ci mette in condizioni di lavorare con enti di ricerca molto importanti vicino a noi in maniera ambiziosa e con la possibilità di condividere delle strategie che ci mettano in condizione di dare ai nostri giovani dei percorsi fuori e dentro la Valle d'Aosta maggiormente governati; soprattutto potremmo dedicare la ricerca, la crescita del tessuto economico, sociale e culturale della Valle d'Aosta, ma con una visione chiara e strategica.

Forse la deludiamo un po' non trovando ancora l'elemento concreto nella risposta, ma vorrei dall'altra parte farle vedere il bicchiere molto più pieno del mezzo, con l'obiettivo che di qui a fine anno ci deve portare a questo atto di indirizzo che dia anche il via a un lavoro politico che credo un po' tutti dovremmo fare per lanciare questa sfida. Un obiettivo che avrà anche delle ricadute in termini di bilancio, perché dovremo dedicare più soldi ai progetti e meno alla dispersione dei centri di costo a livello amministrativo. Ripeto, questa è una visione che vale per questo progetto a livello strategico in questa direzione, ma vale in generale come visione dell'organizzazione della Regione e di tutti gli enti che collaborano con la Regione alla crescita economica e sociale. Ho fatto tutto in un'unica risposta, mi permetta.

Presidente - Per la replica, il vicepresidente del Consiglio Sammaritani.

Sammaritani (LEGA VDA) - In realtà, contrariamente a quello che poteva essere il suo timore, non sono affatto deluso, nel senso che comprendo che per fare questo tipo di azioni non si possa pretendere di farlo in pochi mesi. Quello manifestato nel DEFR è un intento importante e, secondo noi, strategicamente rilevante, peraltro debbo dire anche che, nello stesso quadro strategico regionale di sviluppo sostenibile approvato ieri, il tema è di nuovo trattato ed è trattato appunto in linea con questo intendimento, nel senso che uno degli obiettivi prioritari, degli obiettivi di policy, è proprio quello di una Valle d'Aosta più intelligente, si dice come termine generale. Come primi punti si parla proprio di questa strategia che si vuole porre in essere, nel cercare di trasformare quella che è una debolezza non solo nel settore della ricerca, ma anche, per esempio, dell'imprenditoria, il fatto di avere tanti micro centri, così come micro imprese o piccole imprese, che lavorano singolarmente, ma non hanno a volte la forza necessaria per svilupparsi e per avere una visione di lungo periodo e magari più ampia; lo stesso vale per i centri di ricerca. Questa economia di scala va ricercata ed è evidente che all'inizio di questi percorsi molto spesso si trova una certa resistenza, quella a cui ha fatto riferimento lei, perché ognuno magari cura un po' il suo orto, o orticello addirittura nel caso specifico, e magari sente minacciata questa sua capacità, questa sua magari crescita che ha fatto nel tempo, dal fatto di rischiare di far finire tutto in un calderone. Il rischio che bisogna evitare è questo: evitare che, anche nella mentalità delle persone che saranno coinvolte, si abbia questa sensazione, ma al contrario si abbia invece l'idea di un elemento di indirizzo forte, che possa appunto creare economie di scala migliori, organizzazioni migliori e meno dispersione di energie anche economiche.

Se questo intendimento è chiaro, come dicevamo, non può essere soddisfatto nel giro di pochi mesi. Peraltro, se un DEFR parla di tre anni, un quadro strategico parla addirittura di sette anni, perché è commisurato un po' alle linee europee, dove i piani appunto si sviluppano in questo periodo; chiaramente non è detto che si debba fare necessariamente in sette anni o in tre, se si riesce a farlo prima sarà un beneficio per tutti.

L'importante è avere l'attenzione su questo tema: attualmente c'è, spero che da quello che lei mi dice il tema sia veramente seguito con attenzione e con solerzia. Quindi, voi operate, noi vigiliamo, ognuno svolga il proprio ruolo e speriamo che in questa direzione si riesca davvero a far sì che in Valle d'Aosta, anche in questo settore, con questo coordinamento fra le realtà dell'università e dei vari centri di ricerca, si possa fare dei passi avanti che ci consentano di essere all'avanguardia su questo fronte, che credo sia uno di quelli principali per lo sviluppo della nostra regione.