Oggetto del Consiglio n. 45 del 27 gennaio 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 45/VII - NECESSITA' DI ORGANIZZARE UN EFFICIENTE SERVIZIO DELLA PROTEZIONE CIVILE - (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dai Consiglieri Péaquin e Tonino:
"Le calamità naturali che negli ultimi anni hanno colpito la nostra Regione rendono indispensabile un serio intervento dei pubblici poteri nel settore della cosiddetta protezione civile.
Di fronte alle alluvioni, agli incendi, alle frane e alle valanghe, troppo spesso la tempestività degli interventi di soccorso lascia a desiderare ed evidente è la necessità di una organizzazione di soccorsi ben coordinata da una macchina pubblica efficiente, pronta ad ogni evenienza con idonee attrezzature.
Tutto ciò premesso, e visti gli adempimenti affidati alla Regione dalla legge 996 del 1970 e dal Regolamento di attuazione del 16.3.1981, i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
la Giunta regionale per conoscere:
1) che cosa è stato fatto finora per meglio coordinare tutti gli organismi pubblici e privati che possono concorrere all'opera di protezione civile;
2) se è stato costituito il Comitato regionale per la protezione civile previsto dall'art. 7 della legge 996/70;
3) se la Giunta ha intenzione di proporre una legislazione regionale in materia e secondo quali indirizzi di fondo".
PRESIDENTE: Qui si interpella la Giunta regionale, vorrei sapere quali si ritiene che siano gli Assessori competenti. Dobbiamo rinviare l'oggetto a quando saranno presenti l'Assessore Borbey ed il Presidente della Giunta?
Intanto, illustra l'interpellanza il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.
TONINO (P.C.I.): Finalmente si riesce a trattare un'interpellanza! Noi abbiamo presentato questa interpellanza che riguarda il servizio di protezione civile perchè non abbiamo più saputo nulla delle iniziative della Giunta dopo il dibattito che è avvenuto in questo Consiglio regionale ormai sei mesi fa. E sulla necessità di un efficace servizio di protezione civile credo che non sia il caso di ritornarci: le calamità che hanno colpito la nostra Regione anche in questi ultimi tempi, le valanghe soprattutto, impongono e rendono indispensabile un intervento serio da parte della Regione, e cioè impongono una tempestività di intervento che non sempre è riscontrabile nella nostra Regione.
Inoltre, credo debba essere affrontato anche il problema dell'applicazione della legge 996 del 1970 e del suo regolamento di attuazione che è del marzo 1981; tale legge riconosce il principio che alla Regione spetta il compito di svolgere una funzione direzionale e di coordinamento, e in tal senso prevede la formazione di un Comitato regionale per la protezione civile che deve essere presieduto dal Presidente della Giunta regionale oppure da un suo delegato. Noi non abbiamo più avuto notizie in merito a questo Comitato: esiste? Non esiste? Se esiste, che cosa ha fatto finora? Che cosa ha prodotto? Quali piani sono stati elaborati?
Ma evidentemente il problema non è solo lì: noi chiediamo nell'interpellanza se la Giunta non ritiene opportuno anche legiferare in materia, perchè la protezione civile non può essere ridotta al momento dell'intervento a seguito di una calamità naturale! Quella è una parte delle cose che debbono essere fatte! Ma la protezione civile è anche la predisposizione di una serie di interventi e di politiche che coinvolgano tutti i livelli istituzionali della nostra Regione per la prevenzione delle calamità e perciò per una nuova attenzione ai problemi dell'utilizzo del territorio. Questa componente di una politica per la protezione civile, secondo noi, è fondamentale; ciò significa che nella nostra Regione bisogna sostituire a una prassi consolidata di rapina del territorio una seria politica di programmazione territoriale. E in questa direzione non ci sono dei segnali positivi da parte di questa Giunta regionale. Ma una legislazione in materia dovrebbe anche avere certi obiettivi: elaborare dei piani pluriennali di intervento in quel settore; costruire una strumentazione organizzata su tutto il territorio regionale - tecnica, amministrativa, operativa - in grado di fornire le informazioni necessarie per l'intervento e in grado di coordinare inoltre interventi efficaci e rapidi anche nel momento dei disastri; predisporre una serie di macchine e attrezzature speciali, di operatori, che dislocati sul territorio regionale siano in grado di essere facilmente mobilitabili in casi di calamità; coordinare le diverse autorità statali, regionali, militari presenti nella Regione; naturalmente, poi, i problemi più concreti: quello del salvataggio delle persone; quello della salvaguardia dei beni regionali, dei beni pubblici; quello del ripristino delle vie di comunicazione; quello della conservazione del nostro patrimonio produttivo; quello della ricostruzione dell'eventuale patrimonio edilizio ed urbanistico danneggiato.
Ecco, noi crediamo che una serie di temi così importanti sia necessario affrontarli anche con una legislazione di principio, una legislazione che serva come orientamento non solo per l'intervento della Regione, ma anche per l'intervento nell' ambito regionale degli Enti locali, dei privati e degli altri organismi che possono essere mobilitati in queste occasioni.
Ecco, questo è il senso della richiesta che noi facciamo con questa interpellanza
PRESIDENTE: Risponde l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin. Ne ha facoltà.
ROLLLANDIN (U.V.): Condivido l'impostazione che è stata data su questo problema e soprattutto l'importanza del tema. In effetti, su un coordinamento a questo livello e per questo tipo di necessità si era già parlato in altre occasioni, e a livello regionale l'impegno era volto all'attuazione della legge 996, poi regolamentata nel marzo 1981. A questo proposito va detto che il Comitato previsto dalla normativa è stato istituito, si è già riunito, e potrei anche dare il numero di riunioni che sono state fatte: ad alcune ho partecipato, ad altre invece come delegato del Presidente della Giunta c'era il Capo Gabinetto, secondo quanto è previsto dal regolamento; sempre, erano presenti i rappresentanti dei vari Assessorati interessati, i rappresentanti degli Enti locali e i rappresentanti di tutte le istituzioni che sono previste come facenti parte di questo Comitato; lo scopo del Comitato è l'attuazione della normativa e dei vari punti del regolamento. Il Comitato sta lavorando per un funzionamento adeguato e un'organizzazione tempestiva, precisa e meticolosa,. tenendo conto della realtà regionale e di quelli che sono gli strumenti già in possesso, come carte, ecc., che possano consentire la previsione di eventuali calamità; è su questi strumenti che il Comitato può lavorare per prevenire eventualmente le calamità e organizzarsi in questa direzione.
Per quanto concerne il terzo problema che si pone, e precisamente quello di una legislazione regionale che si inserisce a questo livello, va detto che il fine ultimo, come è stato riconosciuto anche nell'interpellanza, è di arrivare alla elaborazione di un piano che tenga conto di questo coordinamento. Lo studio che era già stato predisposto e su cui si sta lavorando per attuarlo, di fatto sulla protezione civile già comprende una integrazione dei vari settori - agricoltura, lavori pubblici e sanità - e tiene conto delle necessità di intervento in tutti e tre i campi, naturalmente coordinati da questo Comitato: ma il piano che è stato fatto è già attuativo e si sta lavorando per renderlo efficace, cioè per attivare quei dispositivi di strumenti, di uomini e di strutture organizzativo-amministrative necessari per rendere efficace un sistema di tale portata, che come è già stato precisato è estremamente lungo nell'attuazione pratica e estremamente complesso, in quanto deve prevedere un coordinamento non solo a livello centrale delle varie autorità che sono previste nel regolamento, ma anche a livello locale e con punti di riferimento nelle Amministrazioni locali. Tanto è vero, che nel Comitato sono presenti i Sindaci in rappresentanza delle Amministrazioni locali, le quali sono parte integrante di tutta questa organizzazione.
Ora, quindi, ritengo che ci si debba impegnare al massimo sulla realizzazione di questo progetto; si tenga conto che la prima fase attuativa di questo programma si è già iniziata: è già stata fatta una gara di appalto per le attrezzature necessarie a tenere i collegamenti di tutta la Valle; questo faceva parte di quel progetto iniziale. L'oggetto della gara di appalto è già stato esaminato da una apposita Commissione e si è già fatto il primo passo per la previsione delle apparecchiature necessarie per questa prima impostazione: esse sono richieste per assicurare il collegamento, che è essenziale, indispensabile, sia in fase preventiva, sia per l'organizzazione del primo intervento, del primo soccorso. Teniamo conto che per queste cose sono necessarie le autorizzazioni ministeriali, che sono già state richieste, oltre alla collaborazione con i vari ponti-radio della RAI, la quale pure ha dichiarato la piena disponibilità.
E' cominciato, quindi, il processo di attuazione di questo piano, che potrà essere eventualmente integrato ma che ritengo sufficientemente completo e adeguato alla nostra realtà, perchè tiene conto della possibilità, sia in fase preventiva sia in caso di calamità, di un efficace collegamento, quindi di un intervento effettivo nelle zone interessate.
PRESIDENTE: L'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey vuole aggiungere qualche cosa su questo problema? Ne ha facoltà.
BORBEY (D.C.): Certamente l'esposizione che ha fatto l'Assessore Rollandin è completa al cento per cento; ci tengo però a dire che l'amministrazione regionale è rimasta in attesa anche di disposizioni legislative a livello nazionale quando, dopo il terremoto, si è saputo che il Governo stava predisponendo una legge per la protezione civile. Il Comitato regionale che è stato costituito non è che abbia rallentato i lavori, ma ha aspettato che fosse uscito questo dispositivo di legge per uniformarsi alla nuova legislazione.
Io vorrei però che in quest'Aula ci si calasse un po' nella realtà valdostana, e cioè io pregherei il Consigliere Tonino, quando parla di protezione civile, di tener conto che la protezione civile deve essere sì organizzata in Valle d'Aosta, ma noi sappiamo che la persona che ha per legge il coordinamento è il Presidente della Giunta regionale in qualità di Prefetto; questi, logicamente, nello studio che il Comitato regionale predisporrà dovrà per determinate cose delegare, ma l'importante è avere persone che hanno non solo, certamente, la capacità ma soprattutto la possibilità di poter coordinare, di poter comandare e prendere decisioni importanti in quei momenti che possono essere drammatici; perchè è lì il punto, il nodo della situazione. Vi racconto un fatterello che senz'altro la stampa regionale non ha messo in rilievo, perchè era anche giusto non farlo: mi riferisco all'ultimo fatto, quello della frana di Antey. In quel momento è stato decisivo che qualcuno - amministratori regionali, funzionari regionali, funzionari dell'ANAS - con tutte le precauzioni e alla luce dei fari accesi, alle 7.30 di sera si sia presa la grossa responsabilità di far passare circa 8000 persone che altrimenti rimanevano all'addiaccio tutta la notte.
Io dico una cosa: è valido in Valle d'Aosta preparare - come diceva l'Assessore Rollandin - tutta una rete di apparecchiature costituenti le radio-tele-comunicazioni, perchè sono indispensabili, ma noi sappiamo che la Valle d'Aosta non è zona sismica e abbiamo invece grossi pericoli di alluvioni e valanghe in modo particolare; qual'è allora il tipo di intervento che dobbiamo predisporre? Immediatamente, in caso di valanga, occorre impedire che la gente vada sulla valanga, altrimenti i cani non possono più sentire niente: i cani da valanga non servono se la gente non è messa al corrente che se soltanto dieci persone calpestano la neve, si vanifica il lavoro di questi cani! Quindi, è necessario anche un lavoro di informazione della popolazione. In particolare, però, secondo il mio punto di vista, è necessario snellire le procedure e quindi, ad esempio, disporre, a livello di Presidenza di Giunta, di concerto con la Questura, di permessi in bianco per gli esplosivi; nel caso di Antey, il sottoscritto ha dovuto trasportare con macchine private 100 Kg. di esplosivo, roba che se i Carabinieri lo fermavano, andava in galera! Dobbiamo quindi preventivamente, disporre di autorizzazioni in bianco per poter intervenire prontamente in caso di calamità; queste autorizzazioni devono essere in mano al Prefetto. Ecco, sono tutte piccole cose che bisognerà risolvere nel tempo e questo Comitato dovrà non soltanto curare un'organizzazione grandiosa, ma pensare anche a questi particolari affinchè in caso di calamità chi ha il compito di operare e di prendersi la responsabilità possa farlo sulla base di precise garanzie di legge.
PRESIDENTE: Replica il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.
TONINO (P.C.I.): Noi non siamo soddisfatti del lavoro fatto dalla Giunta in questo settore. Innanzitutto, sul piano completo come lo chiamava l'Assessore Rollandin, non possiamo esprimere giudizi, perchè questo piano non l'abbiamo mai visto, non sapevamo neanche che esistesse un lavoro in tal senso, così come del resto non sapevamo che fosse già stato istituito il Comitato. Però anche le ultime parole dell'Assessore Borbey evidenziano, secondo me, la necessità di prendere in Consiglio delle decisioni complessive; quelle piccole cose a cui accennava l'Assessore Borbey e che sono fondamentali, o si decidono o non ci saranno mai! Così, ad esempio, per la disponibilità continua, tempestiva, di persone che si prendono la responsabilità della situazione; Vermicino ha insegnato qualcosa da questo punto di vista: nel momento della calamità c'è probabilmente, sempre, uno slancio di entusiamo, ma molte volte questo porta alla confusione anziché all'organizzazione del soccorso; perciò effettivamente individuare chi deve prendere il coordinamento e decidere è una questione fondamentale per qualsiasi intervento.
Per quanto riguarda la necessità di legiferare in materia, la nostra opinione deriva soprattutto dal fatto che qui si tratta di far penetrare nella Regione la mentalità che la calamità deve essere affrontata con la prevenzione, prima, ma al momento in cui si verifica, con una efficiente struttura organizzata; e noi abbiamo le energie nella nostra Regione - a parte i dipendenti di Enti Pubblici, della Forestale, i cantonieri delle strade regionali - vi sono persone che hanno esperienza e che coordinate possono dare un contributo fondamentale, a parte naturalmente l'intervento dei Vigili del Fuoco e di tutta la struttura dei Vigili del Fuoco Volontari che è così diffusa nella nostra Regione. Se non si predispone un modello di coordinamento e di organizzazione di questa grande disponibilità di persone e di mezzi, credo che ancora una volta si continuerà ad andare avanti con confusione. Alcuni piccoli passi avanti, diceva l'Assessore Rollandin, si sono fatti: la gara di appalto per un sistema, se ho capito bene, di radiotelefoni che permetta di coordinare interventi di soccorso con le strutture sanitarie e con i diversi organi preposti all'intervento; quello è un elemento credo importante, tuttavia qui aspettiamo di vedere quali sono le indicazioni contenute in quel piano per esprimerci in merito ai contenuti delle prime proposte che ha fatto la Giunta. Resta il fatto che, secondo noi, è importante arrivare al più presto ad una proposta del Consiglio in merito a tutta questa organizzazione, perchè credo che le stesse parole pronunciate dagli Assessori abbiano dimostrato l'urgenza di arrivare ad una conclusione su questo argomento.
PRESIDENTE: La presenza dell'Assessore Chabod ci permette di affrontare gli argomenti sui quali è interpellato e che prima abbiamo accantonato. Propongo perciò al Consiglio di trattare l'oggetto iscritto al n. 8 dell'ordine del giorno.
