Oggetto del Consiglio n. 802 del 21 luglio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 802/XVI - P.L. n. 16: "Disposizioni in materia di tutela delle libere professioni e di equo compenso. Modificazione alla legge regionale 6 agosto 2007, n. 19".
Bertin (Presidente) - Passiamo al punto n. 8 dell'ordine del giorno. Il consigliere Chatrian ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Chatrian (AV-SA) - Chiederei solo qualche minuto di sospensione insieme al primo firmatario, per predisporre un piccolo emendamento.
Presidente - Sospensione accordata.
La seduta è sospesa dalle ore 09:55 alle ore 10:04.
Bertin (Presidente) - La breve sospensione è terminata. È servita per un emendamento all'articolo 2 della proposta di legge n. 16. Consigliere Chatrian ne ha facoltà.
Chatrian (AV-SA) - Questa breve sospensione ci ha permesso di presentare a nome di tutti i gruppi consiliari una piccola modifica, di intesa con il CPEL: c'era stato il parere positivo sulla proposta di legge con una osservazione, quindi con questo emendamento andiamo a dare corso alla richiesta del CPEL.
Presidente - Alla proposta di legge, oltre a questo emendamento introdotto in ultimo, è stato depositato un emendamento della III Commissione. Il relatore della proposta di legge è il consigliere Sammaritani a cui passo la parola.
Sammaritani (LEGA VDA) - Questa legge, che reca come titolo "Disposizioni in materia di tutela e sviluppo delle libere professioni e di equo compenso", ha avuto un iter un po' laborioso, nel senso che fu presentata già nella scorsa legislatura, ma finalmente oggi vede l'aula per la sua votazione.
Gentili colleghi, mi preme innanzitutto porgere i ringraziamenti a tutti i colleghi firmatari della presente proposta di legge, ai componenti della III Commissione che ha proceduto alle audizioni, all'attento esame del testo e alla sua votazione all'unanimità e all'ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio, i cui componenti hanno collaborato alla verifica del testo originariamente proposto, fornendo preziosi suggerimenti per rendere il medesimo efficace e coordinato con le disposizioni vigenti e in particolare con le norme che vengono modificate con questo intervento normativo. Ringrazio altresì in modo particolare i presidenti degli ordini professionali che hanno portato un contributo fattivo e competente alla formulazione di alcuni degli articoli della legge, in modo da renderli più efficaci anche alla luce dell'esperienza sul campo maturata dai professionisti, allo svolgimento delle cui attività questa legge vuole fornire maggiori tutele e riconoscimento.
È doveroso fare un breve excursus storico, che pur riguardando una materia complessa cercherò di sintetizzare al massimo, per comprendere dove trova origine e necessità questa legge, così come quelle che sono oggi allo studio anche a livello nazionale. Come tristemente è noto in tutto l'universo delle libere professioni il cosiddetto decreto Bersani, la legge 248 del 2006, di conversione del decreto legge n. 223 del 2006, ha abrogato le disposizioni legislative e regolamentari che prevedevano l'obbligatorietà dei minimi tariffari, che erano garanzia civile e costituzionale della congruità dei compensi rispetto al lavoro.
Il definitivo sgretolamento del sistema tariffario è avvenuto successivamente sotto la spinta del governo iper liberista Monti che, con l'articolo 9 del decreto legge n. 1 del 2012, ha prodotto l'aberrazione massima, e cioè l'abrogazione definitiva delle tariffe delle professioni regolamentate - oltre ai minimi vennero infatti abrogati anche i massimi tariffari - introducendo una nuova non disciplina del compenso professionale, che divenne di fatto legato e soggetto alle sole leggi di mercato, con l'effetto che i contraenti forti, grandi aziende, banche, assicurazioni finanziarie e purtroppo anche le pubbliche amministrazioni, andarono ad imporre ai professionisti tariffe sempre più basse e sempre meno remunerative, scatenando una gara al ribasso che fecero diventare spesso antieconomico le aggiudicazioni degli incarichi professionali, proprio perché non c'era più il sistema tariffario che si basava proprio sulla proporzionalità tra il costo del lavoro e l'importanza dell'opera.
Questa totale deregolamentazione ha portato alla situazione iniqua per cui i professionisti forti e strutturati, molto pochi, che godevano di posizione di privilegio sul mercato hanno potuto aumentare i prezzi ben oltre il limite dettato dalle precedenti tariffe massime, mentre la stragrande maggioranza dei professionisti, direi quasi la totalità, e molto spesso i giovani, è stata costretta a ridurre sempre più le richieste di compensi fino ad arrivare a situazioni grottesche, vedi i casi in cui - e sono fatti realmente accaduti - si è redatto un intero piano regolatore per il compenso figurativo di un euro, quando non addirittura a prezzo zero, mentre si diffondevano in rete improbabili compensi per la redazione, ad esempio, degli attestati di prestazione energetica o dei collaudi di interi edifici, nemmeno sufficienti a pagare le spese vive ove si svolga l'incarico secondo i crismi di legge.
Qui mi si permetta un inciso dettato dalla mia deformazione professionale, il tutto con buona pace di alcuni giudici, che sono giunti anche di recente ad avallare e ritenere legittimo questo abominio affermando, fra le altre cose pittoresche, che per il professionista è un vantaggio lavorare gratis perché fa curriculum.
È chiaro che compensi così al di sotto degli ex tariffari minimi portano l'assoluta mancanza di qualità delle prestazioni e di conseguenza la mancata tutela del consumatore e dei cittadini in generale, oltre che a una violazione del principio costituzionale di cui all'articolo 36 che afferma che il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro. Non si comprende ancora oggi cosa abbia spinto il legislatore ad abrogare le tariffe delle professioni ordinistiche, ma probabilmente si è trattato di un frettoloso capriccio di matrice meramente ideologica, pertanto non supportato da alcun dato o studio specifico sulla condizione del momento degli interessati o sulle logiche che articolano il lavoro delle professioni intellettuali del paese, un dato che il legislatore avrebbe dovuto approfondire prima di articolare un sistema così penalizzante e pericoloso per i professionisti e per l'intera sfera sociale.
Dopo il 2006 è così iniziato un complesso e tormentato percorso che ha visto molti ordini professionali impegnarsi sul fronte della tutela del diritto dei professionisti a un equo compenso e fra questi, fra i primi, gli avvocati con il Consiglio nazionale forense che ha avviato tavoli di lavoro per affrontare il tema e sensibilizzare sia i professionisti che le forze politiche e poi il legislatore a livello nazionale. Io stesso, quando ero presidente dell'Ordine degli avvocati di Aosta, ho fatto parte di un tavolo di lavoro a Roma con il quale si iniziò questo percorso.
Grazie a tali interventi, prima la nuova legge professionale forense e poi altri interventi normativi fondamentali, l'articolo 19 quaterdecies del decreto legge n. 148 del 2017, il cosiddetto decreto fiscale, e l'articolo 1 commi 487 e 488 della legge 205 del 2017, legge di bilancio del 2018, hanno disciplinato l'equo compenso per le prestazioni professionali, dove all'articolo 13 bis si considera equo il compenso determinato nelle convenzioni quando risulti proporzionato alla qualità e alla quantità del lavoro svolto, tenuto conto del decreto parametri definito dai decreti ministeriali di attuazione del decreto legge 1 del 2012.
Questa spinta alla revisione di quegli sciagurati interventi normativi di Bersani e Monti ha trovato sensibilità e seppur parziale realizzazione in interventi normativi più e meno incisivi in ambito regionale, mentre a livello statale il tema è più che mai all'ordine del giorno, basti pensare che attualmente vi sono ben tre proposte di legge che hanno iniziato il loro iter legislativo in Parlamento. Era quindi tempo che anche la nostra Regione si dotasse di uno strumento normativo che riconosca il diritto dei professionisti all'equo compenso nei confronti della pubblica amministrazione, unico ambito in cui noi legislatori regionali possiamo intervenire, ma è comunque un primo passo importante e fondamentale. Unico piccolo rammarico, come dicevo in esordio, è che l'iter di questo intervento normativo, iniziato nella scorsa consiliatura nel luglio del 2019, due anni e due giorni fa, è praticamente completato, ma ha trovato lo stop cagionato dalla prematura fine di quella legislatura nel 2020.
Fatte queste due doverose premesse, ritenuto che il valore sociale e economico delle prestazioni professionali debba essere pienamente riconosciuto, la presente proposta di legge si propone di tutelare e sviluppare lo svolgimento delle attività professionali, sia attraverso procedure amministrative che garantiscano il pagamento dei loro compensi da parte di committenti pubblici e privati, sia mediante la previsione di una forma generale di applicazione di compensi equi nei rapporti tra professionisti e pubblica amministrazione, contrastando nel contempo ogni forma di evasione fiscale.
La proposta di legge, infatti, risponde alla esigenza di dare attuazione al riconoscimento del diritto dei professionisti e dei soggetti che svolgono professioni non organizzate e disciplinate dalla legge n. 4 del 14 gennaio 2013, disposizioni in materia di professioni non organizzate e successive modifiche, all'equo compenso per le prestazioni rese a favore dei committenti pubblici, alla luce delle disposizioni dell'articolo 24 del decreto legislativo 18 aprile 2016, codice dei contratti pubblici, come integrato dal decreto legislativo 56 del 2017, che nel disciplinare i servizi di progettazione dei lavori pubblici stabilisce che il compenso è determinato in maniera proporzionale alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto delle caratteristiche della prestazione e vieta alle pubbliche amministrazioni di condizionare la corresponsione dei compensi al finanziamento dell'opera progettata, nonché di prevedere quale corrispettivo forme di sponsorizzazione o di rimborso.
Preso atto altresì che il decreto legge n. 148 del 16 ottobre 2017, convertito nella legge n. 172 del 4 dicembre 2017, con l'articolo 19 quaterdecies ha esteso il principio definito dell'equo compenso alle prestazioni rese da tutti i professionisti, prevedendo che la pubblica amministrazione, in attuazione dei principi di trasparenza, buon andamento ed efficacia delle proprie attività, garantisce il principio dell'equo compenso in relazione alle prestazioni rese dai professionisti e ha definito vessatorie tra le altre le clausole del contratto di affidamento che consentono al committente di pretendere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito.
La presente proposta di legge quindi si compone di sei articoli. L'articolo 1 illustra l'oggetto e le finalità che consistono nella tutela attraverso il riconoscimento del diritto all'equo compenso delle prestazioni dei liberi professionisti, compresi i soggetti che svolgono professioni non organizzate. La proposta di legge si pone altresì l'obiettivo di contribuire a contrastare l'evasione fiscale.
L'articolo 2 comma 1 prevede che la Regione, i relativi enti strumentali e le società controllate direttamente o indirettamente dalla stessa, garantiscano nell'affidamento e nell'esecuzione degli incarichi conferiti ai professionisti il diritto all'equo compenso e contrastino l'inserimento di clausole vessatorie. Il comma 2 prevede che la Giunta regionale, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, emani e adotti gli atti di indirizzo che rendano effettivi il riconoscimento dell'equo compenso e l'esclusione di clausole vessatorie. Il comma 3 dispone che la Regione, d'intesa con il CPEL, promuova l'applicazione degli atti di indirizzo di cui al comma 2 da parte degli enti locali.
L'articolo 3 modifica l'articolo 4bis della legge regionale n. 19 del 6 agosto 2007, disponendo che l'amministrazione procedente, al momento del rilascio dell'atto autorizzativo o di consenso comunque denominato, dal ricevimento dell'istanza sostitutiva acquisisca la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante o l'avvenuto pagamento del compenso professionale, e questa norma già esiste, o l'esistenza di diversi accordi fra le parti in ordine alle modalità e ai tempi di pagamento spesso. Questa è la parte che viene introdotta con la legge di oggi, in ossequio anche, direi, alla libera disponibilità delle parti private in ordine alla gestione dei loro rapporti privati.
L'articolo 4 prevede che, entro un anno dall'entrata in vigore della legge e successivamente con cadenza annuale, la Giunta regionale riferisca alle competenti Commissioni consiliari sullo stato di attuazione e sugli effetti delle disposizioni dettate dalla legge medesima.
L'articolo 5 dispone che la conferenza valdostana delle professioni, insediata presso la Camera valdostana delle imprese e delle professioni, monitori lo stato di attuazione della legge e formuli eventuali proposte e indirizzi operativi volti a promuoverne l'applicazione e al fine di garantire la tutela e la valorizzazione delle professioni. Anche questo credo sia un articolo molto importante per creare una sorta di sinergia fra la Regione, il legislatore e anche gli organi esterni che sono sul campo e possono monitorare le situazioni in tempo praticamente reale.
L'articolo 6 infine prevede la clausola di invarianza finanziaria.
Concludo rinnovando i ringraziamenti fatti all'inizio di questa mia relazione, confidando che con l'approvazione di questa legge anche la nostra Regione possa essere annoverata fra quelle che tutelano il lavoro e i lavoratori in tutte le loro espressioni pubbliche e private, nel rispetto dei principi dettati dalla nostra carta costituzionale e senza irrazionali pruriti ideologici.
Presidente - La discussione generale è aperta. Si è iscritto il consigliere Chatrian che ne ha facoltà.
Chatrian (AV-SA) - Abbiamo avuto modo, come Commissione, di entrare nel merito e confrontarci parecchio su questa proposta, soprattutto con i professionisti, quindi con tutti gli ordini professionali che sono stati auditi. Al loro interno, avendo una conferenza valdostana delle professioni, hanno fatto comunque da riferimento e inoltre hanno fatto avere anche una relazione in merito alla proposta fatta dai colleghi. Abbiamo avuto modo di audire anche il nostro legislativo, in modo da arricchire, integrare o chiarire meglio certe posizioni, tanto è vero che c'è un emendamento che è stato proposto dalla Commissione stessa. Ma oltre all'iter interessante di confronto in Commissione, approvando questa proposta l'obiettivo qual è? L'obiettivo è di tutelare le attività professionali, ma soprattutto di riconoscere il diritto dei professionisti all'equo compenso. Tutto questo va anche nella direzione di contrastare quella che è ogni forma di evasione fiscale. Quindi i pilastri principali di questa legge sono questi tre.
Vorrei aggiungere ancora un ulteriore passaggio che è quello di dare attuazione al riconoscimento del diritto dei professionisti all'equo compenso, che ha esteso il principio alle prestazioni rese da tutti i professionisti, prevedendo che la pubblica amministrazione, in attuazione dei principi di trasparenza, buon andamento ed efficacia della propria attività, garantisca il principio dell'equo compenso in relazione alle prestazioni rese dai professionisti. Cosa vuol dire? Vuol dire il giusto rapporto tra quelle che sono le professioni, i professionisti e la pubblica amministrazione.
In ultimo, non come importanza, quello comunque che ci vedrà, proprio come Commissione competente, fra un anno fare il punto della situazione, perché lo prevede proprio la legge, in modo che la Giunta riferisca alla Commissione competente quello che è lo stato di attuazione degli effetti della disposizione, in modo da poter eventualmente correggere, integrare, modificare o perfezionare quello che è l'atto che oggi andremo a sostenere.
Per quanto ci compete noi sosterremo questa proposta, oltretutto emendata, anche adesso nell'ultimo momento per dare corso alle richieste del CPEL, e con la modifica apportata da tutti i gruppi fatta proprio per chiarire un passaggio importante all'interno dell'atto, che è quello proprio dove si va a formulare e a chiarire quelli che sono i rapporti tra la pubblica amministrazione e i nostri professionisti.
Presidente - Siamo in discussione generale, consigliere Rollandin ne ha facoltà.
Rollandin (PA) - È già stato chiarito quali sono la funzione e l'obiettivo di questo disegno di legge. Le discussioni sono state produttive, in quanto si è capito dove erano i punti deboli. Penso che ci sia ancora un punto che va sicuramente chiarito: l'equo compenso per quanto riguarda i privati e l'equo compenso per quanto riguarda il pubblico. Se per il pubblico l'aspetto principale è sostenibile ed è in qualche modo facilmente registrabile, per i privati il discorso diventa più difficile, perché i controlli obiettivamente sono più difficili. È l'aspetto che permetterà di seguire e di avere successivamente fra un anno una valutazione delle situazioni che saranno emerse in questo periodo, per riuscire a capire anche se ci saranno delle difficoltà e dei discrimini tra gli uni e gli altri, che faranno capire che cosa potrà essere successo. Lo dico perché sicuramente queste misure sono utili, importanti. Si tratterà di vedere fino a dove c'è un delta che fa capire la differenza tra il pubblico e il privato in modo eccessivo. Questo è e mi fermo qui, non voglio andare oltre. Fra un anno la valutazione di questa tematica ci potrà dire se ci sono degli aspetti che vanno meglio codificati, proprio per evitare quello che potrà succedere e che succede già adesso, e credo che durante le audizioni anche con gli esperti regionali si è capito che questo è il punto debole. Quindi mi auguro che la sollecitazione che è stata fatta venga recepita in modo da non avere delle sorprese troppo ampie.
Presidente - Altri? Consigliere Baccega ne ha facoltà.
Baccega (PA) - A supporto di quanto ha appena detto il collega Rollandin, condividendo ovviamente l'impostazione del progetto di legge che ha tutta una sua forza e una sua importanza, io vengo da un'attività professionale che riguardava ideazione e creazione di campagne di comunicazione, quindi era sempre aleatorio il compenso da mettere in campo ma soprattutto, guardando a quello che è il livello di tutela dei cittadini che è stato evidenziato poco fa, credo che gli ordini debbano avere una loro responsabilità anche in questo senso. Mi spiego meglio. Molto spesso lavoratori e cittadini si appoggiano a strutture quali per esempio può essere un sindacato, il sindacato sostiene il lavoratore nel contesto di una vertenza e a volte succede che ovviamente il legale incaricato o comunque il professionista incaricato dal sindacato emetta fattura direttamente al lavoratore e non al sindacato stesso. Questo è successo, è successo in Valle d'Aosta, è successo per diverse persone. Io credo che gli ordini da questo punto di vista debbano prendere delle decisioni e debbano tutelare non solo i loro professionisti, ma anche e soprattutto i privati cittadini che si trovano ad affrontare ulteriori vertenze, cause che vanno a generare ulteriori costi e anche pesantissimi costi. Grazie. Comunque voterò con convinzione questo percorso, perché è l'inizio di un approfondimento che riteniamo opportuno fare.
Presidente - Consigliere Sammaritani ne ha facoltà.
Sammaritani (LEGA VDA) - Rispondo in qualche modo in sostanza, anche se in questo momento il mio ruolo non è quello di difensore degli ordini o dei professionisti, naturalmente. Ma questa è una legge che riguarda strettamente loro e la loro attività e che ha una funzione direi anche moralizzatrice, per certi versi, che deve essere correttamente, come è stato detto dai colleghi Rollandin e Baccega, esteso possibilmente anche ai rapporti fra i professionisti e i privati, i quali appunto hanno un minore peso contrattuale, una minore forza contrattuale.
Quindi questo nostro intervento naturalmente non potrebbe che essere così, riguarda solo le pubbliche amministrazioni, quelle su cui noi possiamo incidere, che per loro natura molto spesso sono un contraente forte, nel senso che hanno capacità di fornire, chiedere prestazioni, fornire compensi e quindi sono al pari delle banche, assicurazioni, eccetera (quelle che sono state citate anche nella mia relazione), poteri forti e che quindi devono essere i primi a essere moralizzati nella loro azione. Cioè non imporre delle condizioni vessatorie, siano i compensi ma anche nel resto, perché le clausole vessatorie sono molto importanti e sono per esempio quelle che prevedono che eventuali varianti nei progetti e ulteriori attività, cose anche non previste nella gara iniziale, nella richiesta iniziale di prestazione, poi debbano essere fornite gratuitamente, così come tante altre clausole che sono più particolari, ma tutte sempre connotate da questa vessatorietà. Questo non è corretto.
Certamente il problema nei rapporti invece con i privati è di competenza statale, evidentemente, perché non abbiamo noi questa competenza, questa possibilità di incidere nei rapporti fra i professionisti e i privati cittadini. Però già molto importante naturalmente è questa azione indiretta, che è quella che abbiamo visto nell'articolo che prevede il rilascio di concessioni solo dietro verifica dell'esistenza di un contratto. Ed è qui proprio il nocciolo della questione, cioè moralizzare il sistema, nel senso che quello che il legislatore regionale può fare è quello di incentivare la sottoscrizione dei contratti. Anche negli episodi che conosco bene e che citava il collega Baccega, che sono molto importanti, se il sistema generale prevede e prevederà, o meglio si creerà questa cultura del rapporto fra privato e professionista che gli ordini stanno promuovendo naturalmente: la stipula di contratti fra gli avvocati c'è già. Ci sarebbe già l'obbligo in effetti di stipulare il contratto con il proprio cliente: si eviterebbero tanti contenziosi e tante stranezze che poi capitano, perché tu ti rivolgi - io parlo in prima persona - agli avvocati che magari, come succedeva un tempo, non ti fanno né un preventivo né nulla e poi dopo ci possono essere delle sorprese. Ma molto spesso anche giustificate, perché magari la prestazione iniziale è diventata molto più complessa di quella che sembrava essere all'inizio. Io ho fatto tanto diritto di famiglia e mi succede ancora oggi tutti i giorni: arriva qualcuno per separarsi, facciamo un esempio, e poi la trattativa diventa terribile, lunghissima, controversa, e magari il cliente dice: "Sì, ma lei mi aveva detto che costava più o meno X", "Sì, certo, ma ci ho lavorato tre volte tanto, porti pazienza". Quindi, senza voler a tutti i costi fare il difensore d'ufficio dei professionisti, ognuno ha le proprie esigenze, però se le parti, quindi i professionisti da un lato e dall'altra i privati, avranno questa buona pratica di sottoscrivere dei contratti in cui ci siano dei preventivi, certo, non tutto è preventivabile ma molto spesso la gran parte sì, queste storture del sistema e del mercato si potranno evitare.
Certo che prima, con le tariffe, questo era un discorso diverso. Ci siamo sentiti dire ai tempi di Monti, come citavo prima, che ce lo chiedeva l'Europa. Abbiamo scoperto per l'ennesima volta che era una fake news anche questa, perché in realtà non ce lo chiedeva l'Europa, ma come spesso dice anche il mio collega Aggravi il legislatore nazionale è stato più realista del re, il legislatore nazionale italiano. Questa naturalmente non è una buona cosa, perché ha creato dei grossi scompensi a livello dei professionisti italiani e veramente abbiamo avuto dei momenti davvero difficili, per poi cercare di ricostruire questo sistema fondato su principi diversi dell'equo compenso che però appunto trova fondamento nel dettato costituzionale, nell'articolo 36. Quindi sotto certi livelli non si può andare, anche perché quegli interventi normativi ci erano stati spacciati come interventi che dovevano servire ad aiutare i professionisti deboli, cioè i giovani, inserirli nel mercato del lavoro eccetera, però è esattamente l'effetto contrario.
Noi nel nostro piccolo, se vogliamo, ma è comunque un importante passo, facciamo questo intervento normativo in cui moralizziamo il sistema per quello che ci compete a noi naturalmente, cioè nei rapporti fra la pubblica amministrazione e i professionisti. Speriamo poi che con questo intervento di sensibilizzazione il mercato si stabilizzi e chiunque si rivolga a un avvocato, a un architetto, a un ingegnere o un geometra, pretenda un contratto che chiarisca i rapporti fra le parti e sicuramente eviti tante sorprese e tanti contenziosi anche nel proseguimento poi del rapporto.
Presidente - Il consigliere segretario Distort ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Distort (LEGA VDA) - Intervenire dopo la spiegazione assolutamente esaustiva del collega Samaritani, sia nella presentazione della proposta di legge sia in questo suo ultimo intervento, sembra essere un'operazione quasi ridondante. E allora mi limito soltanto ad alcune precisazioni che ritengo opportuno che vengano espresse in quest'aula e che spero vengano riportate all'esterno, perché sono buone notizie, non solo le buone notizie relative al contenuto di questa legge ma le buone notizie relative allo spirito che sta dietro a questo contenuto. Io penso che dal punto di vista sociologico la maggior parte delle persone normali che ascoltano un telegiornale, che leggono notizie, si aspettano buone notizie, non la lista degli orrori, penso che ci sia una normalità che va in questo senso. Quindi quando queste buone notizie ci sono, è estremamente necessario che vengano diffuse, perché queste alimentano un senso di positività a livello sociale di quello che in chiave cristiana noi possiamo definire speranza, ma lo possiamo definire anche in chiave estremamente laica o assolutamente, se piace a qualcuno, perfino laicista, perché questa è la dimensione dell'essere umano: abbiamo bisogno di positività.
Da dove viene questa positività? Viene dal fatto che ricordo che in questa aula, nell'esame collegato al bilancio del 2018-2019, si era già proposto un articolo che allora ho giudicato frettoloso, ma senza voler sminuire lo sforzo che era stato fatto. Però in quest'aula io mi ricordo che a nome mio e del gruppo Lega ero intervenuto dicendo: "Questo particolare articolo, questo dettaglio, noi riteniamo che sia uno sforzo troppo esiguo per l'entità di riconoscimento del lavoro e della dignità del lavoro dei professionisti". Quindi avevamo fatto la promessa che avremmo lavorato, stavamo già lavorando, a una proposta di legge e che, nel completamento dell'elaborazione, sarebbe stata depositata. Prima buona notizia: questo è stato detto, questo è stato fatto. L'abbiamo promesso, promessa mantenuta: dalle parole ai fatti.
Altra buona notizia: Questa è una proposta di legge che proviene dalla opposizione, allora l'opposizione vuol mettere una bandierina? Assolutamente no, sarebbe troppo banale e non entra nelle buone notizie, perché le buone notizie sono ancora migliori. Le buone notizie sono che se è proposta dall'opposizione, significa che si è redatto tutto il testo della proposta di legge con risorse scarse, perché è del tutto evidente ed è bene che venga comunicato all'esterno, che l'opposizione non ha gli strumenti della maggioranza. La maggioranza può disporre degli uffici messi a disposizione dal Governo, l'opposizione no. L'opposizione ha gli uffici del Consiglio che curano la correttezza formale, che danno un prezioso aiuto. Tra l'altro, colgo l'occasione per ringraziare gli uffici che si sono operati aiutando Sammaritani, me e gli altri componenti della Lega nella redazione e nell'iter di questa legge, però noi abbiamo risorse scarse, in opposizione ci sono risorse scarse. Allora la bella notizia è che se con risorse scarse viene fuori un testo di questo tipo, vuol dire che c'è qualcuno che crede veramente. Nulla tolgo ad altri, nulla tolgo ad altre forze politiche, nulla tolgo ad altri ruoli, ma è del tutto evidente che se un'opposizione lavora per la redazione di un testo di questo tipo che è entrato in Commissione e ha subìto esigue modifiche e con esigue modifiche... Di nuovo non limito, non voglio minimamente sminuire il ruolo, anzi, è andato benissimo il lavoro, e personalmente ringrazio anche la modalità con cui il presidente Chatrian ha svolto il suo ruolo all'interno della III Commissione. Tuttavia, è opportuno segnalare per chiarimento, per adeguamento alla verità, che questo testo è stato limitatamente emendato. Gli ordini professionali nei loro interventi e nelle loro audizioni hanno accolto in massima parte, hanno dato i loro suggerimenti su una struttura che aveva un valore già assolutamente ben definito e ben chiaro...
Presidente - Invito i consiglieri ad abbassare il volume.
Distort (LEGA VDA) - Questo vociare di sottofondo lo voglio leggere come dinamismo intellettuale del Consiglio. E questa non è una sviolinata, ma diventa una sorta di indirizzo alle azioni e allo spirito con cui lavoriamo in questo Consiglio.
Altra bella notizia è che in queste risorse scarse cosa è successo? Che noi abbiamo dato fondo alle nostre capacità. Chiaro è: abbiamo un gruppo consiliare che è costituito in buona parte da liberi professionisti e quindi diventa abbastanza semplice. Però non è stata la dinamica del Cicero pro domo sua, è stata la dinamica di dire: se abbiamo delle doti noi le usiamo, se abbiamo dei talenti noi li mettiamo a disposizione. Questa è una notizia importante, un'altra notizia importante da diffondere, perché questo rappresenta lo spirito con cui si deve lavorare in questo Consiglio.
Concludo dicendo che la naturale tendenza a spremere le nostre capacità, a dedicarci, a profondere il nostro lavoro e le nostre doti per dei lavori in cui si crede, è sicuramente sostenuto anche dall'ideologia di appartenenza. Un'ideologia di appartenenza che ci spinge a dare massimo interesse alle categorie più deboli, le quali di volta in volta, giorno dopo giorno, possono assumere volti diversi. In questo caso una categoria debole era esattamente quella dei liberi professionisti, soprattutto maltrattati, come ha detto il collega Sammaritani, dal decreto Bersani e che quindi si sono trovati assolutamente in una condizione di inferiorità rispetto alla propria committenza.
Questo riporta gli equilibri e questa è la normalità, diciamo che è il modo sano di operare una lettura della società e operare le adeguate iniziative legislative per correggere. Quindi con tutto questo voglio ribadire innanzitutto la soddisfazione per un lavoro che ci ha visti impegnati e la soddisfazione per la condivisione individuata nel percorso di Commissione e mi attendo la condivisione nella votazione dell'aula.
Presidente - Altri vogliono intervenire? Vedo che il dinamismo intellettuale richiamato dal collega Distort...! Non ci sono altre richieste? Chiudiamo la discussione generale. Vi sono delle repliche? Assessore Bertschy per il Governo, ne ha facoltà.
Bertschy (AV-SA) - Grazie per la disponibilità a farci replicare, Presidente, e per confermare con piacere che il dinamismo, che giustamente ha citato il consigliere Distort e che effettivamente per quello che ci riguarda ritroviamo in Consiglio, è utile ad approvare con continuità norme di legge che vanno a migliorare la qualità della vita dei cittadini, al di là che siano lavoratori o che siano servizi. Io credo che questo sia un punto di merito che osserviamo con piacere, al di là del fatto che ogni tanto le proposte sono della maggioranza, ogni tanto dell'opposizione, ma saper discutere è positivo e credo che sia l'evoluzione di questa legislatura.
Rispetto alla legge che stiamo discutendo, tutto avete detto ed è bene che si renda sempre più equo il rapporto soprattutto con l'amministrazione pubblica. Io direi che questa è una prima tappa di un percorso molto lungo. Il mondo delle professioni va preso in carico dall'Amministrazione regionale da parte della politica, abbiamo leggi molto datate, c'è un'evoluzione da parte della Comunità europea al riguardo del sistema imprese e professioni, che è andata oltre a questa divisione così statica e c'è necessità di andare a lavorare su una legge che dia effettivamente una risposta definitiva al mondo delle professioni e all'esercizio delle professioni. In questo senso noi stiamo facendo delle prime valutazioni, in una fase molto critica dell'attività amministrativa, visto il carico di lavoro che c'è, perché oltre l'aspetto legislativo c'è da costruire un'organizzazione all'interno dell'Amministrazione regionale che possa dare risposta al mondo delle professioni.
Lo abbiamo visto con la legge 8, lo abbiamo visto con la legge 15, si parla molto di imprese. Si tende invece in questo senso poi a escludere dal nostro lavoro tutto un mondo che esiste e che va tutelato, anche perché abbiamo tanti giovani che si stanno inserendo in questo mondo e che hanno bisogno di essere aiutati e valorizzati.
Quindi un appuntamento importante per il Consiglio regionale, per il Governo ovviamente, per la maggioranza e il Governo che hanno una loro responsabilità, ma per il Consiglio tutto, sarà quello di capire come arrivare a far evolvere la nostra legislazione, passare da una fase nella quale non abbiamo nemmeno una struttura all'interno dell'Amministrazione regionale oggi organizzata in termini dirigenziali per dare una risposta a tutto il mondo delle professioni e non solo ad alcuni ordini professionali. Sotto questo aspetto, è molto positiva questa prima norma e, ripeto, c'è un lavoro importante da fare che spero possa coinvolgere anche in questo senso, vista la trasversalità del settore, il Consiglio regionale verso la valutazione di una norma ben più importante che possa dare una risposta complessiva nei prossimi anni.
Presidente - Altri in fase di replica? Non vedo altre richieste. Passiamo all'analisi e al voto dell'articolato. Mettiamo in votazione l'articolo 1. La votazione è aperta.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 34
Il Consiglio approva all'unanimità.
L'articolo 1 è approvato. All'articolo 2 c'è l'emendamento appena presentato. Mettiamo in votazione l'emendamento di Chatrian e altri. La votazione è aperta.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 34
Il Consiglio approva all'unanimità.
L'emendamento è approvato.
Posso dare lo stesso risultato per l'articolo 2? Stesso risultato.
All'articolo 3 vi è l'emendamento della III Commissione: stesso risultato.
Articolo 3. Stesso risultato.
Articolo 4. Stesso risultato.
Articolo 5. Stesso risultato.
Articolo 6. Stesso risultato.
Possiamo votare la legge nel suo complesso. Se non vi sono dichiarazioni di voto passiamo alla votazione finale. La votazione è aperta.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 35
Il Consiglio approva all'unanimità la proposta di legge.
