Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 562 del 13 maggio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 562/XVI - DL n. 11 e PL n. 9: "Misure di prevenzione e di intervento concernenti la specie lupo. Attuazione dell'articolo 16 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche".

Bertin (Presidente) - Alla presenza di 35 Consiglieri possiamo riprendere l'analisi dei punti all'ordine del giorno. Siamo al punto n. 14, che verrà affrontato congiuntamente con il punto n. 18. Come detto in precedenza, analizziamo i due punti all'ordine del giorno. Si esamina il nuovo testo della III Commissione risultante dal coordinamento del DL n. 11 e della PL n. 9. I relatori sono il consigliere Chatrian per il DL n. 11 e il consigliere Rollandin per la PL n. 9. Si è prenotato il consigliere Chatrian per la relazione, ne ha facoltà.

Chatrian (AV-SA) - In questi mesi abbiamo avuto modo di concludere il percorso iniziato a fine 2019, poi, nel momento in cui l'Amministrazione è entrata in ordinaria amministrazione perché non c'era più una maggioranza, il testo già approvato in Commissione è rimasto diciamo congelato.

Detto questo, dopo aver fatto diverse audizioni e esserci confrontati in III Commissione, ringrazierei tutti i Commissari sia di maggioranza che di opposizione e con il primo firmatario dell'altra PL, il collega Rollandin, abbiamo trovato una bella sintesi di Commissione, una bella sintesi nel senso che il testo su cui oggi andiamo e andremo a confrontarci e a discutere è il risultato del coordinamento delle due proposte. È un testo, come dicevo, condiviso frutto di un serio e proficuo confronto e dialogo all'interno di tutta la III Commissione consiliare.

Importanti e di notevole interesse sono state le audizioni di soggetti che sono intervenuti in Commissione, le loro esposizioni sono state un valido supporto all'elaborazione del testo; sin da subito la volontà della Commissione, nel rispetto delle specificità e dei limiti previsti dalla normativa europea e statale a salvaguardia del lupo, è stata quella di pervenire a un testo che garantisse la conservazione della specie lupo compatibile con le attività di allevamento e agricole, che in alcune circostanze sono state minacciate e anche lese dagli attacchi del predatore incrementando così la paura e l'ostilità verso il lupo. I frequenti avvistamenti di esemplari vicino ai centri abitati hanno contribuito ad alimentare le insicurezze e le preoccupazioni degli abitanti e degli operatori turistici.

Il progressivo abbandono della montagna, la presenza di ampie zone boscate e l'aumento della fauna selvatica hanno contribuito a incrementare gli habitat del lupo che dalla dorsale appenninica si sono distribuiti su tutto l'arco alpino.

Il presente intervento normativo è necessario anche alla fine di prevenire riprovevoli pericolosi e illegali condotte, che peraltro già si sono verificate in altre regioni d'Italia da parte di persone senza scrupoli, che per più disparati interessi hanno messo a repentaglio la vita di animali selvatici e domestici, nonché quella umana rilasciando in natura esche avvelenate. Un intervento normativo in materia si è rilevato quindi necessario e non più procrastinabile vista in particolare la difficile convivenza della specie canis lupus con l'allevamento tradizionale di montagna, che potrebbe anche condurre l'uomo ad azioni di bracconaggio, ovvero al posizionamento sul territorio di bocconi avvelenati a danno non solo della popolazione lupo ma anche dell'individuo e degli animali domestici.

Con il testo in oggetto emerge chiaramente la volontà politica di adottare misure concrete per la gestione della specie lupo sul territorio valdostano volte alla tutela dell'ambiente, delle attività economiche, agricole e turistiche e della popolazione tutta. Il presente testo pone in capo al Presidente della Regione, di concerto con l'Assessore competente in materia di agricoltura e risorse naturali, previo parere dell'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (l'ISPRA), la competenza di adottare misure di gestione concernenti la specie lupo consistenti nel mettere in campo azioni volte alla dissuasione del lupo ad avvicinarsi ai centri abitati e all'uomo, nella cattura e nell'eventuale abbattimento di esemplari problematici monitorati.

Fondamentali quindi, per la concreta attuazione delle misure di cui al progetto di legge, saranno il dialogo e il confronto con l'ISPRA attraverso l'adozione di linee guida chiare e condivise che regolamentino l'attivazione delle misure stesse. Questo regolamento consentirebbe al Presidente della Regione di intervenire con delle iniziative ancora più tempestive ed efficaci finalizzate alla risoluzione del problema.

Una volta approvata questa proposta, la sfida sarà proprio su questo tema essere pronti, avere uno strumento e soprattutto avere la possibilità poi di agire. Per l'attuazione delle suddette misure di prevenzione e di intervento, il progetto di legge dispone che la Regione si avvalga in via esclusiva del Corpo forestale della Valle d'Aosta. Il Corpo forestale della Valle d'Aosta e la struttura Flora e fauna effettuano il monitoraggio della specie lupo sul territorio, oltre a essere il punto di riferimento per la popolazione, soprattutto negli ambiti rurali per il ricevimento di segnalazioni di avvistamenti o di predazioni. Sono inoltre di competenza del Corpo forestale le operazioni di consulenza agli allevatori per quanto attiene le misure di prevenzione e di risarcimento dei danni in casi di predazione. Il Corpo forestale della Valle d'Aosta, che già si occupa di tutta l'articolata attività che va dal monitoraggio ai sopralluoghi per predazioni, alla verifica delle segnalazioni è anche il soggetto più titolato alla gestione e alla messa in atto ove necessario delle azioni di disturbo attivo di cattura e in casi estremi di rimozione del predatore. Affinché l'intervento attivo abbia successo, deve essere ponderato e realizzato da personale competente e in possesso di un alto grado di professionalità al fine di non compromettere la complessa struttura del branco che produrrebbe più danni che benefici.

Da segnalare altresì l'attività informativa e formativa di conoscenza della specie lupo prevista dal progetto di legge e rivolta a tutta la popolazione, in particolare ai gestori delle imprese del settore zootecnico, ai conduttori di alpeggi, ai fruitori della montagna affinché tutti possano essere parte attiva nella gestione della specie. Tale attività sarà svolta dal Dipartimento risorse naturali e Corpo forestale in collaborazione con il Parco nazionale del Gran Paradiso, il Parco del Monte Avic e con gli altri soggetti coinvolti in progetti specifici europei e statali.

Le misure previste da questo progetto di legge sono comunque accompagnate dalla possibilità di prevedere l'utilizzo anche di strumenti e sistemi tecnologicamente avanzati per la protezione degli animali da allevamento peraltro previsti dalla legge.

Si è poi altresì consapevoli che i danni cagionati dal lupo agli allevamenti devono essere risarciti al titolare dell'attività economica con adeguati e tempestivi contributi economici regionali oggetto di rivisitazione e aggiornamenti del 2019 con apposita delibera di Giunta e che le spese sostenute dal titolare dell'attività per tutelare i propri animali dal predatore devono essere allo stesso modo oggetto di aiuto economico.

Nel 2019 approvammo due grosse modifiche, due delibere di Giunta, dove si andò ad aggiornare i criteri e le modalità finalizzati a indennizzi e alla prevenzione dei danni provocati dagli animali predatori del patrimonio zootecnico. Queste modifiche furono fatte insieme alle associazioni, furono approfonditi i punti di forza e i punti di criticità e si trovò sui punti di criticità delle nuove soluzioni e soprattutto si evidenziò la necessità di incentivare comunque le ulteriori azioni atte a diminuire l'impatto della specie sulla realtà socio-economica regionale, in particolare sul settore zootecnico, al fine di tutelare meglio l'agricoltura tradizionale di montagna in rapporto alla presenza del predatore. Tutte misure sicuramente non facili e che non raggiungono il 100 percento della criticità, ma che vanno ad attutire le pericolosità di questa specie. Si sottolineò le azioni possibili, individuate cercando di semplificare la procedura - probabilmente c'è ancora spazio per migliorare tale procedura -, si specificò meglio le azioni e le misure di protezione, quali le recinzioni, la dissuasione, i cani da guardiania, la presenza stabile in alpeggio di un pastore addetto alla gestione con aiuto mirato nelle singole voci, cercando proprio di andare nella direzione di mettere in campo tutte quelle misure per accompagnare tale percorso.

C'è sicuramente spazio per migliorare ancora ma le due delibere approvate dal Governo nel 2019 hanno dato già delle buone risposte alle criticità. Quando dico "buone", vuol dire che si è iniziato un percorso, perché poi i dati sono quelli che ci hanno permesso di valutare attentamente qual è stato il percorso. Questo per quanto riguarda la prevenzione e per quanto riguarda quello che è stato fatto negli ultimi anni.

Con questa proposta che oggi andremo ad approvare facciamo un passo in più, l'approvazione in questo testo da parte dell'Assemblea legislativa è un ulteriore strumento, quindi è un passo in più che va nella direzione proprio per consentire la convivenza del predatore con le attività legate all'allevamento e all'agricoltura, all'escursionismo, che concorrono a rendere la regione un territorio curato e turisticamente attrattivo.

Su questo dossier si è fatto negli ultimi mesi e negli ultimi due anni e mezzo un confronto serrato con le altre Regioni alpine, dalla Liguria al Friuli, la criticità non è uguale, è simile proprio per trovare delle soluzioni, anche se non c'è stato poi "l'atterraggio" più importante: quello del piano lupo nazionale, perché su quello non c'è stata la possibilità, o la forza da un punto di vista politico, o la stessa visione da un punto di vista politico di poter approvare un piano che permettesse di andare nella direzione... Oggi invece il nostro Consiglio regionale, una volta approvato questo disegno di legge, avrà modo di poter dare corso e gambe a quanto è stato stilato e soprattutto raggiunto con un unico testo di legge, un unico testo di Commissione, ma, come dicevo, è un tassello in più, un passo in più.

L'altro passo fondamentale sarà sicuramente quello dello strumento che dicevo prima, per dare uno strumento al Presidente della Regione in modo che all'evenienza noi dobbiamo essere pronti, dobbiamo avere gli strumenti corretti e soprattutto dobbiamo essere rapidi.

Penso che sia questa poi la sfida del dopo, dopo aver approvato questo disegno di legge, che comunque ci fa fare un passo in più, mettere in campo un tassello in più, non ancora sufficiente, in modo da poter dare delle risposte al nostro territorio, ai nostri allevatori e anche al comparto comunque generale, a chi vive... perché comunque in questi mesi anche in audizione abbiamo avuto modo di audire e toccare con mano quali sono le criticità.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (PA) - Il problema della presenza del lupo nella nostra regione fin dall'inizio della legislatura è stato oggetto di attenzione. Su questo tema sono state presentate interpellanze e interrogazioni da parte del nostro gruppo Pour l'Autonomie e del gruppo della Lega. Tali iniziative erano mirate a capire le intenzioni sul tema, con l'obiettivo di eliminare i rischi del lupo sia per le persone che per gli animali molto spesso presi d'assalto anche in pascoli vicino alle frazioni e agli alpeggi. La presenza del lupo in pieno giorno avvistato sia in città ad Aosta che nei comuni ha destato stupore e paura, con l'allerta degli agenti del Corpo forestale che, con grande competenza e impegno, hanno cercato di tranquillizzare le persone coinvolte negli avvistamenti di turno.

Tutte queste situazioni ci hanno spinto a predisporre una proposta di legge che si rifà alle leggi in vigore nelle province autonome di Trento e Bolzano. Si è quindi aperta una valutazione sul tema delle varie forze politiche e la maggioranza, a sua volta, ha poi predisposto un disegno di legge sul lupo.

Dopo un dibattito tra i vari gruppi consiliari e, in particolare, tra i promotori della proposta di legge e del disegno di legge della maggioranza, abbiamo elaborato un testo condiviso che oggi presentiamo all'Aula. Ci teniamo a sottolineare che questo testo non deve essere interpretato come una caccia al lupo, ma come una giusta difesa delle persone e degli animali presi d'assalto dal lupo. La collaborazione fra Corpo forestale e i proprietari di pecore, capre e giovani vitelli deve poter evitare che ci siano degli assalti del lupo agli animali soprattutto nel periodo della monticazione.

È già stato detto, non sto a ripeterlo, ma credo che durante questi anni proprio l'assalto del lupo in diverse situazioni ha obbligato a creare, attraverso delle delibere, dei rimborsi o comunque degli interventi che in qualche modo andassero a supplire al danno che è conseguente all'uccisione degli animali che ho appena ricordato. Questo è un fatto da non dimenticare perché, anche con tutte le previsioni che si possono fare, con tutti gli accorgimenti che si possono prendere negli alpeggi, sicuramente è importante che non succeda quello che è successo durante l'estate passata da parte di presenze nella nostra regione di gruppi, soprattutto di capre e pecore, che venivano abbandonati a sé stessi. Ora, logicamente questo fatto tendeva a facilitare l'assalto del lupo perché non c'era nessuna guardiania, non c'era nessuno sforzo per evitare che questo succedesse. Credo che questo sia un punto importante, per non dire determinante, per evitare che ci siano degli abusi perché logicamente i greggi di varia natura devono essere tutelati e deve esserci chi segue questi greggi, cosa che non succedeva, e l'abbiamo visto l'anno scorso. Ora, per tutte queste ragioni è evidente che ci sia l'esigenza di poter contare su... le premesse che abbiamo detto, soprattutto che con l'ausilio delle guardie forestali e delle altre forze che in qualche modo tutelano la nostra presenza soprattutto durante l'estate... credo sia un'azione importante che può essere portata avanti con grande perizia.

Sarà necessario comunque creare ed effettuare un censimento aggiornato della presenza del lupo della nostra Regione per poter organizzare le azioni preventive che evitino perdite per gli allevatori e tranquillizzino quanti frequentano i nostri boschi e i nostri monti in serenità e tranquillità.

Ancora in questi giorni credo che molti abbiano visto che, ad esempio, nel vicino Canavese ci sono più lupi nelle vallate in Piemonte, sono quattrocento, quindi credo che la presenza massiva del lupo obiettivamente possa creare dei disagi e delle difficoltà nelle zone che sono interessate e di cui abbiamo detto.

Noi non vogliamo arrivare a dover risarcire i titolari, i proprietari di capre, pecore o di giovenche: noi vogliamo che non ci sia il pericolo dell'assalto del lupo a questi animali. Questo è il senso anche del modo con cui si è giunti a una presentazione unica di questa legge, naturalmente va seguita, dovrà essere vista con molta attenzione proprio perché non dimentichiamo che noi, come Valle d'Aosta, come Regione e con le dimensioni che sappiamo, abbiamo molti parchi e in questi parchi chiaramente anche il lupo la fa da padrone. Ora, noi riteniamo che se dobbiamo tutelare nei parchi anche gli animali selvatici, non sarebbe così scandaloso di dover tutelare anche il fatto di prevenire anche l'assalto del lupo all'interno dei parchi, tenendo conto di attivare dei meccanismi che evitino giustamente questo scandaloso intervento del lupo nelle zone protette da parte nostra e con tutto quello che ne consegue.

Riteniamo quindi che con questo progetto di legge ci siano gli strumenti per poter intervenire e intervenire nel modo più corretto possibile, ma di arrivare a evitare che succeda quello che è successo negli ultimi anni e che quindi non ci sia solo una preoccupazione di interventi per rimediare ai danni del lupo ma evitare che il lupo intervenga nel modo che noi abbiamo visto in questi anni.

Presidente - Possiamo aprire la discussione generale sulla legge. La discussione generale è aperta. Si è iscritto il consigliere Planaz, ne ha facoltà.

Planaz (LEGA VDA) - Abbiamo lavorato da quando praticamente ci siamo insediati in questa nuova legislatura e, come già si sapeva prima, uno dei temi più toccanti per tutti era quello del lupo, che parte già da molto lontano, infatti vorrei fare un passo indietro e capire come mai oggi siamo dovuti arrivare a depositare un testo triste come questo, perché forse qualche passaggio si è sbagliato. Forse era meglio fermarsi prima di arrivare a produrre un documento di questo tipo per il semplice fatto che, come tutti ben sappiamo, la nostra Regione e tutti gli abitanti erano stati abituati a non convivere più con la presenza di questo predatore nella nostra regione. Si è parlato molto di allevamento ma anche il resto degli abitanti, quelli che amano la montagna, che amano fare le passeggiate e quant'altro si sono trovati dall'oggi al domani con una presenza non sempre piacevole, con incontri sgradevoli con questo animale fino al punto che siamo arrivati - il che era palesemente prevedibile - al fatto che questo animale si è avvicinato sempre di più ai centri abitati, alle aziende proprio per l'alto grado di protezione che esso ha.

Il lupo, come tanti animali, è ancora nella fascia degli animali particolarmente protetti che sono tutelati da una normativa europea a causa del rischio di estinzione degli stessi. Era stata ai tempi un'ottima idea per salvare questo animale dal rischio di estinzione, poi, come tutti sappiamo, si applicano leggi che dopo un po' di tempo si dovrebbero rivedere, soprattutto in questo caso quando questa classificazione per questo animale, secondo me, è eccessiva, perché dal momento che un animale rischia l'estinzione e si devono attuare delle leggi per la protezione dello stesso e quant'altro per poi arrivare con l'obiettivo che... siamo nella fase di valutazione in questo momento che questo animale non è più a rischio di estinzione. Questa classificazione fa sì che diamo una classe di protezione a questo animale che va a scapito di molti altri e non solo gli animali d'allevamento, ma prendiamo anche tutta la fauna selvatica che giustamente in tutti questi anni, abituandosi a vivere senza la presenza del predatore, si trova dall'oggi al domani con la presenza dello stesso e va a creare degli squilibri di natura molto incisiva, vediamo i censimenti dei caprioli, che a distanza di due-tre anni sono quasi estinti, del cervo, non si vede tanto per il camoscio però capiterà anche per quest'ultimo. Logicamente, come abbiamo sentito da tutte le relazioni delle Commissioni e quant'altro, il lupo si abitua a cacciare un animale, poi finisce questo ciclo dato che esso non trova più a sufficienza alimenti su questa bestia e allora si sposta su altre categorie di animali ed è normale, com'è successo in questi anni, che il lupo, dei branchi o degli esemplari di lupi si incentrino più a cacciare animali di facile preda tipo quelli dell'allevamento e così facendo si sono sempre più abituati a venire vicino alle case senza avere grandi paure dell'uomo. Il lupo con la classe di protezione che ha, come abbiamo anche sentito in vari discorsi di persone che devono tutelare questo animale, non si può scacciare neanche lanciando una pietra; di conseguenza, lui lo sa che nessuno gli fa nulla e così si abitua sempre di più ad avvicinarsi alle case e dove trova più facilmente del cibo per nutrirsi. Tutto questo per chi ha allevato animali o che ha una minima conoscenza di animali è abbastanza normale.

Secondo me, già negli anni passati, perché adesso sono passati dieci anni dalla presenza del lupo nella nostra regione... è aumentata esponenzialmente, si è arrivati a stilare un documento che forse era già richiesto da parte di allevatori, ma non solo, perché io sento anche molte persone che non hanno animali domestici, ma alle quali piace passeggiare anche solo con un cagnolino e che oggi si trovano in difficoltà nello scegliere certi sentieri perché c'è il rischio di incontrare o un branco, o un lupo, o due lupi e magari solo per il rischio di vedersi attaccare il proprio animaletto si trovano costrette a rinunciare a questo tipo di attività. Io penso che ognuno abbia diritto di aver paura, di dire: "io ho paura del lupo", credo sia una cosa democratica. Può succedere che un allevatore dica: "io ho paura del lupo" e che dall'altra parte ci sentiamo dire: "ah, ma tanto il lupo non attaccherà mai una persona", comunque ci sono delle persone in tutte le parti del mondo che del lupo avranno sempre paura, come delle persone che diranno che non c'è da temere questo animale. Lo abbiamo visto anche quest'inverno quando i Sindaci, preoccupati per i loro cittadini, hanno avviato delle iniziative e dei confronti per capire meglio come affrontare questa problematica e i risultati alla fine sono quelli che non riusciamo a dare delle risposte quando questi animali si avvicinano troppo sia agli allevamenti che alle abitazioni e quant'altro. Quando si tratta di andare a prelevare e abbattere degli animali - lo dico anche un po' tristemente perché parlo prima da allevatore che da Consigliere regionale, da allevatore e amando gli animali -, fa sempre male, che piaccia o no comunque è così. Poi qualcuno dirà anche: "voi li allevate per macellarli", ma è una procedura, un ciclo di vita che io vedo che nella maggior parte dei casi, soprattutto nella nostra realtà, è quasi come non lasciare soffrire degli animali che hai curato e allevato per tutta la vita, poi arriva un certo ciclo della loro vita che piuttosto di vederli soffrire e morire... perché oggi non è più tanto un fattore economico quando un animale è a fine carriera, soprattutto se parliamo di animali di alta affezione come le reines o un cane, per far capire un po' il concetto di cosa vuol dire affezionarsi e allevare degli animali... ci siamo trovati in questi anni a vedere più volte gli animali da noi curati, da noi allevati con tanta passione sbranati e non poter far niente, a volte li abbiamo ancora trovati vivi, a volte li abbiamo trovati a pezzi, a volte non li abbiamo proprio più trovati.

C'è poi un problema: forse nel tempo l'allevamento, come in tutto il resto del mondo, ha cambiato un po' il metodo; se noi torniamo indietro nel tempo, noi avevamo una storia, una cultura di allevamenti piccolissimi: tutte le famiglie avevano i due-tre capi che avevano la possibilità di poter far rientrare in stalla o nei ricoveri tutte le sere o due volte al giorno, quasi il più delle volte due volte il giorno, oggi a causa di determinati fattori, sia dal punto di vista economico, dal punto di vista della manodopera ma anche da un altro punto di vista, ossia che non sempre ci sono delle strutture vicino ai pascoli in cui si portano gli animali, l'allevamento si è organizzato anche a lasciare, soprattutto gli animali più improduttivi o con meno latte, all'aperto giorno e notte, soprattutto nel periodo estivo per andare a sfruttare dei pascoli più lontani dall'abitazione per recuperare sulla manodopera e questo fa sì che con l'introduzione del lupo non si può più esercitare questa professione di lasciare gli animali lontano dall'abitazione perché da un momento all'altro non si sa se possono venire attaccati da questo animale, a volte non succede niente, a volte ne sbranano un paio, a volte, come abbiamo visto, ne hanno sbranati tanti e mangiati pochi. Questo, secondo me, non è corretto ma non tanto dal punto di vista dell'allevatore, della quantificazione dei danni, ma proprio dal punto di vista di una gestione di un territorio perché è bella la presenza del lupo, è un animale affascinante, per una parte di turisti: "ah, che bello, mi piacerebbe vedere e incontrare il lupo", dall'altra parte abbiamo una parte di turismo che dice: "no, a me mi fa paura, se so che c'è il lupo, non vado a passeggiare".

Noi dobbiamo dimostrare che il lupo è sotto controllo, che non c'è il rischio che attacchi animali domestici e, a volte, come adesso, se a certe istituzioni sono arrivate le preoccupazioni di Sindaci di montagna, forse non sono solo rivolte verso gli animali di allevamento. Penso che se siamo arrivati a produrre un documento come questo, è per evitare che un giorno si debba intervenire d'urgenza - io spero che non accada mai - perché c'è un animale che ci dà delle problematiche e non possiamo far nulla, o dobbiamo avviare delle procedure che non ci consentono di andare a intervenire. Prima ho citato la classificazione di tutti gli animali, il lupo è particolarmente protetto, ma c'è una serie di animali, tipo gli ungulati, che sono classificati come non particolarmente protetti, ma solo protetti, che necessitano di un prelievo per mantenere l'equilibrio tra l'agricoltura, l'allevamento e questi animali, facendo in modo che tutto questo riesca a convivere e a dare meno problematiche possibili per tutti. Per questo abbiamo prodotto questo documento, è un inizio, io, come ho detto prima, spero che non ci sia mai bisogno di intervenire con questa tipologia di prelievo. Dal 2015 in poi, in questi anni abbiamo visto crescere esponenzialmente il predatore nella nostra regione, se un giorno dovremo intervenire, ci sarà la possibilità di intervenire grazie a questo documento, sul quale c'è scritto chiaramente che ci vuole sempre la competenza degli agenti forestali, ci vanno le autorizzazioni dal Ministero e dall'ISPRA, non è che da un giorno all'altro ci mettiamo e spariamo a tutti i lupi, servirà solamente nei casi più gravi. In questi anni di casi gravi ne sono accaduti molti, ne abbiamo visti più volte: branchi o animali in dispersione continuavano indistintamente ad attaccare animali domestici; in questi casi con questo documento avremo la possibilità di andare a educare questo animale a non attaccare gli animali domestici e non avvicinarsi tanto alle case. Se andiamo a vedere, la Svizzera e la Francia hanno già attuato delle leggi che non sempre sono efficienti, però che danno delle risposte immediate quando ci sono delle problematiche da portare avanti.

Io penso di aver trattato un po' tutti gli argomenti principali e il motivo che ci ha spinto a produrre un documento di questo tipo, non vorrei che fosse solo etichettato per dare delle risposte agli allevatori, ma oggi, con le problematiche che ci sono state in questi anni, specialmente negli ultimi due-tre anni, serve anche per dare una risposta a tutte quelle comunità di montagna che vivono la montagna, dove ci sono non solo attività di allevamento, come abbiamo visto, la convivenza con questo animale vicino a scuole e asili ha destato molta preoccupazione. Come ha detto prima il collega Chatrian, c'è stato il progressivo abbandono della montagna; non voglio essere cinico ma se noi andiamo a liberare un branco o più branchi nel nostro territorio, non può solo che far bene a questo abbandono della montagna... Bisogna tutelare tutti gli abitanti della montagna e non tutelare solo una specie particolarmente protetta come quella di cui stiamo discutendo adesso, occorre tutelare allo stesso modo tutti gli abitanti e gli animali della montagna.

Presidente - Si è iscritto il consigliere segretario Jordan, ne ha facoltà.

Jordan (VdA Unie) - I movimenti politici rappresentati in Consiglio, come già detto dai relatori, hanno fatto bene a presentare e a portare in approvazione questa legge, infatti il tema della gestione del lupo, pur essendo molto controversa, deve essere affrontato con attenzione e occorre definire quanto prima gli indirizzi e le linee di azione che in qualche modo possano gestire, nel rispetto delle direttive comunitarie citate, la problematica del lupo e controllarne la numerosità in funzione e in rapporto delle capacità del nostro territorio.

Riteniamo che sia fondamentale salvaguardare l'attività agricola, soprattutto nelle zone più marginali, prima che anche quest'attività venga considerata anch'essa a rischio di estinzione. Tuteliamo infatti il lupo - ed è già stato bene detto da che mi ha preceduto -, ma prima ancora tuteliamo gli agricoltori e le loro attività.

Abbiamo assistito pochi anni fa ai primi sporadici avvistamenti, poi attacchi sempre più frequenti a mandria e greggi, infine ultimamente riscontriamo numerosi avvistamenti al fondovalle; di conseguenza, siamo obbligati a gestire e a condizionare questo veloce incremento. È chiaro che bisogna prendere atto che la difesa passiva dei contributi che l'Amministrazione ha erogato per attuarla hanno permesso di ridurre gli attacchi e quindi è corretto agire anche su questo fronte. Credo sia importante ribadire anche che essere ambientalista e difendere una natura intatta e incontaminata sia facile, soprattutto quando la montagna è solo un luogo di villeggiatura e svago, ma ancor di più quando questa non è determinante per il proprio lavoro e per il proprio sostentamento. Anche gli agricoltori sono ambientalisti, anzi, sono i primi difensori dello spazio naturale, sono ambientalisti praticanti che traggono le loro risorse proprio dalla natura e con il lavoro fanno sì che il territorio naturale possa essere salvaguardato e reso disponibile per le generazioni future. Senza delle tutele inevitabilmente sarà sempre più difficile gestire i nostri alpeggi e, com'è già stato detto, forse non saranno sufficienti gli indennizzi. La questione quindi credo che non sia tra chi è a favore e chi è contro il lupo, la questione è determinare una coesistenza con un'attività fondamentale per la salvaguardia del territorio, una coesistenza tra quest'attività e la gestione della fauna selvatica. Come già detto prima, immaginiamo - e quest'azione ci permetterà di farlo - di stabilire per il lupo un limite di coesistenza in funzione delle capacità del nostro territorio e cerchiamo e continuiamo a sostenere metodi di difesa passiva.

Concludo citando la sindrome NIMBY, che non è altro che l'acronimo tradotto in italiano del "Non nel mio giardino". Questa modalità tutt'altro che altruistica si ritrova anche sulla questione del lupo, infatti - e lo porto a esempio - il referendum svizzero relativo al controllo del lupo di due anni fa è stato respinto non perché gli abitanti delle valli fossero contrari ma solo perché gli abitanti dei grandi centri, e quindi lontani dal problema del lupo, erano più numerosi. Per loro - e potrei estendere il riferimento - va tutto bene fino a che il problema non interessi il loro giardino.

Presidente - Consigliere Ganis a lei la parola.

Ganis (LEGA VDA) - Bisogna evidenziare che in questi ultimi anni la situazione pare essere sfuggita di mano e tutte queste segnalazioni della presenza del lupo oramai sono all'ordine del giorno. Infatti ne hanno alzato la soglia di attenzione e ne hanno evidenziato una preoccupante paura palpabile tra la popolazione valdostana, oltre a essere la causa di moltissimi problemi nel mondo agropastorale: ecco perché si ritiene opportuno trovare delle possibili soluzioni al fine di porre un rimedio a questa convivenza, che di giorno in giorno crea sempre più attrito tra la popolazione valdostana.

Come hanno evidenziato i miei colleghi, riteniamo sia importante e vitale conoscere a fondo la questione del lupo, farne delle valutazioni oggettive e prendere le decisioni più appropriate al fine di mettere in totale sicurezza il cittadino valdostano, tutto l'ambiente e l'habitat circostante con un occhio di riguardo alla parola "prevenzione". Crediamo che questa proposta di legge possa portare nella giusta direzione.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Testolin, ne ha facoltà.

Testolin (UV) - Anche da parte del mio gruppo e da parte mia a livello personale alcune sottolineature relative a questo disegno di legge che ci accingiamo a votare.

Quella del lupo è una tematica che da sempre, o comunque da molti anni, è stata all'attenzione di chi ha governato la Regione, così come delle Regioni alpine in generale, e ha sempre coinvolto una pluralità di soggetti interessati a vario titolo alla tematica stessa. Nel tempo - e lo ha sottolineato nella sua relazione il collega Chatrian - ci si è approcciati alla problematica con delle iniziative che hanno cercato di attenuare le conseguenze di una presenza sempre più importante del lupo sul nostro territorio tenendo ben presente le normative a livello europeo e nazionale, che impongono determinati tipi di comportamento e cercando di andare incontro alle lecite necessità di un comparto soprattutto agricolo e dell'allevamento, che in una prima fase è quello che ha subito le negatività più importanti rispetto a questa crescita della presenza del lupo sul nostro territorio. Nel tempo sono dunque stati emanati dei provvedimenti amministrativi che hanno cercato di andare incontro a queste necessità e di far sì che si potesse comunque equilibrare le giuste necessità di biodiversità sul nostro territorio con le esigenze di un allevamento che caratterizza in particolare il nostro territorio montano. A queste criticità se ne sono aggiunte in questi ultimi periodi, nell'ultimo anno in particolare, delle nuove già sottolineate dai colleghi che mi hanno preceduto e che hanno portato a una presa di coscienza da parte dell'opinione pubblica più ampia. Come diceva il collega Jordan, quando il problema tocca il nostro giardinetto, allora ci accorgiamo che questa diventa una tematica da affrontare in maniera più importante e anche la popolazione del fondovalle in questi ultimi mesi ha potuto toccare con mano, purtroppo, una presenza del lupo che minaccia i nostri villaggi, le nostre comunità e questo ha, se vogliamo, accelerato anche in questa legislatura un percorso che era già iniziato nel 2019.

È già stato detto, era stata presentata una proposta di legge sostanzialmente in linea con quella che oggi ci accingiamo a votare, una proposta di legge che aveva preso coscienza dopo un percorso di analisi della situazione e aveva intuito quali potevano e dovevano essere i provvedimenti da mettere in atto. Ecco, oggi non sarà sicuramente un punto di arrivo ma un punto di partenza, un tassello importante in quella che dovrà essere la gestione futura del lupo, un tassello che metterà nelle mani di chi ha seguito fino ad oggi, quindi l'Assessorato e l'Assessore competente, che comunque ha dimostrato la presenza dell'Amministrazione nell'affrontare la problematica in questi mesi perché, tramite le strutture competenti e soprattutto tramite il Corpo forestale, si è reso sempre disponibile e attento a questo tipo di situazioni. Questo disegno di legge, questa nuova norma però potrà essere qualcosa di più incisivo nelle mani del Presidente della Regione, di concerto con l'Assessore all'agricoltura, che potrà emanare dei decreti che, una volta approvati con il benestare dell'ISPRA, potranno trasformarsi in un'azione incisiva e di controllo anche della specie, con la possibile cattura fino anche all'abbattimento di alcuni capi in maniera evidentemente congrua alle necessità e alle regole che entità superiori a quella regionale impongono in merito a questo tipo di problematica.

Credo che a questo proposito non sfugga il lavoro importante che è stato portato avanti in questi anni dal Corpo forestale e dalle strutture competenti dell'Assessorato: un lavoro di monitoraggio, di censimento che, oggi come oggi, accresce la validità di questa norma e mette nelle condizioni anche il decisore politico e anche chi dovrà poi attuare questa norma nei confronti di altre istituzioni e di altri istituti di avere i numeri e non soltanto le sensazioni per sostenere determinati percorsi. Questa sembra una banalità ma ogni scelta, com'è stato riportato anche da dei colleghi in altri contesti, deve sempre essere supportata da dei dati numerici, dai dati scientifici che possano supportare e giustificare un certo tipo di decisione, a maggior ragione quando si tratta di equilibri molto delicati tra la conservazione di una specie e la sicurezza sia ambientale che della nostra popolazione, deve trovare dei percorsi che siano supportati da basi assolutamente certe.

La norma poi prevede anche un altro aspetto importante in questo caso come in ogni frangente: la necessità di informare adeguatamente e puntualmente la popolazione in merito sia alla presenza del lupo, sia in merito alle perplessità, le tematiche o gli atteggiamenti e le consuetudini che devono essere prese in considerazione per un approccio corretto verso questo tipo di tematica. Questo penso che non possa che portarci a concludere con un voto convinto di questa norma, una norma che è cresciuta e si è affinata un po', come dicevo, negli anni e che oggi trova la sua concretezza in una sintesi, che vede credo trasversalmente favorevoli tutti i gruppi perché queste sono tematiche che vanno affrontate per migliorare la situazione comune e non per trovare dei motivi di scontro nel merito.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Cretier, ne ha facoltà.

Cretier (PCP) - Buongiorno all'Aula, ai colleghi Consiglieri e alla Giunta compresa. Vorrei esprimere un parere sul testo coordinato, sulle misure di prevenzione e di intervento concernenti la specie lupo, un tema importante e serio. Spesso viene affrontato in modo indecoroso, non è una favola e mi spiace che troppo spesso venga affrontato in modo superficiale.

Da una parte, il settore zootecnico, e molti colleghi hanno già espresso... conoscitori precisi del settore, il settore zootecnico ha dovuto limare notevolmente la gestione del patrimonio animale e non sempre si può permettere una custodia continua in quota dove, purtroppo, sempre più spesso le strutture sono fatiscenti e pericolose, soprattutto nelle zone marginali dove pascola il bestiame improduttivo. Poi abbiamo anche optato per il benessere animale, il pascolamento diretto delle superfici in libertà senza il rientro notturno non bloccati da una catena; poi ancora la parcellizzazione delle superfici rende difficile recintare le aree di pascolo che poi devono essere spostate costantemente. Il passaggio dalle famiglie patriarcali a una gestione imprenditoriale ha dovuto quanto meno tagliare alcuni costi, oltre che al fatto di trovare personale disponibile seppur per brevi periodi ma per una dura vita di alpeggio. Inoltre è risaputo che, oltre al valore economico del singolo capo, dietro c'è tutta una genealogia che ha portato risultati importanti nel settore lattiero-caseario e al momento unica fonte di reddito dell'allevatore, anche se ultimamente si stanno facendo molti sforzi con la promozione della carne valdostana.

Dall'altra parte ci sono coloro che difendono la biodiversità, ricordo che il 22 maggio è la Giornata mondiale della biodiversità, la salvaguardia delle specie animali e vegetali. Queste persone vorrebbero la reintroduzione dei carnivori, una visione diversa, più naturale e più protetta, forse equilibrata dal loro punto di vista etologico e ambientale. Non entro nel merito ma questi sono dei semplici fruitori del territorio.

Da uno scontro di settori si è passati a uno scontro sociale tra le parti, quindi è indispensabile trovare una soluzione normativa. Bene ha detto il collega relatore Chatrian che ha citato la direttiva n. 43/1992, che vincola non da poco le scelte. Il territorio valdostano ha una conformazione e un clima per cui durante il lungo inverno sia le prede che il predatore scendono a quote inferiori e quindi aumentano le occasioni di incontro in un territorio fortemente antropizzato su ridotte superfici disponibili. La letteratura storica riporta molte azioni illegali messe in atto dall'uomo per limitare la popolazione del lupo e le morti da presunti attacchi in altre Nazioni non sono molto datate e non parlo dell'Alaska o della Siberia.

Tornando al testo di legge, si è cercato di bilanciare le due visioni sul tema lupo, che non diventi la legge della foresta, ognuno abbia il suo peso e si possa convivere perché è questo che si tratta di fare: di convivere utilizzando ciò che la tecnica propone con il sostegno del pubblico e facendo conoscere con atti comunicativi a tutti cos'è possibile attuare e adottare perché se si chiede un maggiore sforzo economico e pratico, questo va sostenuto correttamente.

L'argomento condiviso in Commissione ha permesso di approfondire il tema e avere una visione complessiva attraverso l'acquisizione di pareri di esperti. Interessante è stato l'intervento del dottor Barbiero, un etologo piemontese, e la sua proposta della capacità di carico, che esprime il numero di lupi che un territorio può sostenere sulla base del consumo di carne fresca e quindi è riferita alle prede che non sono cacciate dagli stessi e non saranno cacciate dai cacciatori, per cui altro conflitto settoriale. La corretta informazione è anche segnalare che l'Unione europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti della Francia dove i Prefetti hanno autorizzato l'abbattimento. La Svizzera non è nel contesto europeo e quindi non possiamo farci riferimento legislativo e normativo. Certo una buona comunicazione a tutti sarebbe importante, come auspicato in Commissione, corretta e coordinata, come anche le norme di comportamento e le buone prassi da utilizzare. Lo dissi nel 2017 quando ero qui e lo ripeto: gli esperti dicono che il lupo non attaccherà mai l'uomo in quanto essere vivente. A me preoccupa la reazione dell'uomo, che sia una reazione legittima di fuga o la sua iniziativa illegale. Questa legge intende muoversi con la comunicazione, il sostegno e la legalità.

Infine al termine "abbattimento" avrei preferito il termine "detenzione", come espresso dalla direttiva n. 43/1992 all'articolo 16 lettera e), tant'è che il parere poi passa obbligatoriamente attraverso l'ISPRA. Un voto personale e un passo avanti in questo senso.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere segretario Distort, ne ha facoltà.

Distort (LEGA VDA) - Oggi esaminiamo e voteremo un testo di sintesi, ritengo però opportuno anche portare all'attenzione dell'Aula e di chi ci segue la genesi di questo percorso di sintesi e la genesi avviene attraverso la sintesi tra due proposte di legge: una proposta dall'opposizione e l'altra curiosamente proposta una settimana dopo dalla maggioranza, dal Governo e, tra l'altro, due leggi con due testi con incredibile somiglianza. Questo va detto per onor del vero, non per polemica, ritengo che mi conosciate abbastanza per sapere che la polemica non appartiene al mio modus operandi, però la verità va detta, perché la verità vi farà liberi e permette di capire diverse cose. Così come la verità impone che si precisi che c'era una differenza sostanziale tra i due testi di legge: il testo proposto dall'opposizione faceva rimando espresso a un piano di gestione del lupo, piano regionale di gestione del lupo, poi in sede di Commissione si sono fatti gli approfondimenti individuando tutta una serie di difficoltà, ma è comunque opportuno precisare che quello è il percorso, non si può pensare di mettere in atto delle misure così delicate che riguardano un'interferenza storica, ma anche culturale tra la dimensione del mondo selvatico e la dimensione antropica senza avere uno strumento pianificatorio, tant'è che il testo di sintesi, così nella dinamica della sintesi, ha tenuto buone le somiglianze e ha abbandonato le divergenze e così il rimando al piano di gestione del lupo o di uno strumento simile, perché di questo si può parlare: di uno strumento simile, non si è preso minimamente in considerazione.

Noi quindi oggi andiamo a votare una legge il cui testo è se non altro la prima puntata, qualcosa di simile l'ha detto - devo, per onor del vero, ammetterlo - nella presentazione il presidente Chatrian così come tra le righe è quanto ha detto il proponente del testo dell'opposizione il consigliere Rollandin. Ribadisco che questa sarà una prima puntata di un'azione che l'Amministrazione regionale metterà in campo, ma sarà estremamente importante poter pensare a quella successiva, a quella di un piano in attesa del piano nazionale, ma soprattutto la capacità di poter esprimerci con una pianificazione che riguarda il nostro preciso territorio. Il piano - l'ha definito molto bene in audizione il professor Barbiero - è uno strumento fondamentale che permette all'ISPRA di avere una possibilità di giudizio, perché, così com'è impostato su questo testo di legge, tutto viene messo nelle mani dell'ISPRA, la quale si trova a gestire in proprio tutta una situazione che comunque ha per forza una diversità territorio per territorio. Altra cosa è pensare alla gestione del tema in un territorio ampio, in un territorio dolce dal punto di vista dell'acclività e dell'assetto montuoso, altra cosa è la gestione del tema e delle interferenze in un territorio come il nostro. In ogni caso ISPRA quindi si troverà sempre nella condizione di dover adottare la soluzione più conservativa, ma la soluzione più conservativa non è detto assolutamente che sia la soluzione risolutiva, non è detto che sia una soluzione. Certe situazioni che non sono condotte nella completezza finiscono per essere dei problemi rinviati e quindi è estremamente necessario pensare a un'azione che vada in questi termini nella definizione quanto prima di un'attività pianificatoria.

Preciso che nei temi relativi all'attività pianificatoria si esprime una sorta di casistica che è estremamente importante, che ci permette di capire sia a livello informativo per la popolazione quali sono i livelli di rischio in funzione di certi atteggiamenti del predatore, sia situazioni di prevenzione di misure da mettere in atto, misure protettive, misure preventive e poi da ultimo misure di azioni relative al prelievo o forme simili. Queste sono situazioni e sono precisazioni che vanno assolutamente fatte anche perché la dinamica del rapporto tra il mondo selvatico, in particolare relativo alla specie del lupo, che oltretutto ha un valore non solo di natura animalistica ma ha un valore iconico... quindi è una situazione estremamente delicata. Quando prima accennavo e parlavo di cultura, è proprio questo il territorio su cui si gioca anche questa conflittualità, quindi è estremamente importante che ci sia condivisione e ci sia la massima informazione a tutti i livelli, anche a quei livelli che hanno in cuor loro il senso della missione di protezione della fauna selvatica. Dico certe forme di animalismo perché tra un attimo spiego alcuni concetti anche su questo aspetto.

La necessità del piano... le varie articolazioni del piano di gestione del lupo o di linee guida terranno conto anche di aspetti scientifici. Il collega Cretier ha citato il concetto della capacità di carico, sicuramente è un criterio che deve essere affrontato, però è chiaro che in un territorio piccolo come il nostro parlare di definizione di capacità di carico è qualcosa che ha bisogno di una contestualizzazione, perché, siccome il lupo solitario o anche un branco di lupi può percorrere nelle 24 ore 80 chilometri, quando noi definiamo la capacità di carico di un territorio piccolo come il nostro, ci rendiamo conto che, nel momento in cui diminuiamo la densità di popolazione di lupi sul nostro territorio, viene automaticamente compensata per meccanismi naturali da popolazione proveniente dal Piemonte e da altre parti del territorio, anche parti confinanti: Savoia e Svizzera. È estremamente importante quindi che tutto si delinei nella concretezza e nella contestualizzazione con il nostro territorio. Riflessioni che ritengo assolutamente doverose perché, proprio perché noi parliamo di rapporto culturale, è estremamente importante che il tema di questa legge, di questo testo che noi stiamo per votare sia trasmesso all'esterno di quest'aula in tutta la sua portata, vale a dire: primo pensiero, mi riferisco a fraintendimenti, a pregiudizi, perché, siccome io ho esordito facendo riferimento alla verità, è la verità il punto di riferimento e il pregiudizio è tutt'altro che verità, a volte il pregiudizio è peggiore della falsità. Allora questa legge potrebbe essere definita una legge ammazza lupi; in Trentino Alto Adige, nella Provincia di Trento e nella Provincia di Bolzano hanno adottato già nel 2018 un testo di legge praticamente identico a quello che stiamo per approvare oggi. Io ho preso contatti con gli uffici, con i dirigenti degli uffici responsabili, i quali mi hanno riferito che sia nel caso che nell'altro ad oggi non si è mai dato corso all'applicazione di misure drastiche. Questa potrebbe essere una buona notizia per gli animalisti. Pare invece che questo individui il fatto che si sono resi conto di quello di cui stiamo discutendo in questo momento, che ho appena detto: la necessità di un piano, perché sennò questa legge manca di applicabilità, di tutta la sua portata di applicabilità, pertanto hanno provveduto a redigere non un piano regionale ma linee guida che, di fatto, ricalcano lo spirito, i contenuti e la struttura di questo piano del lupo. Queste linee guida sono in approvazione all'ISPRA dopodiché diventeranno operative e questo permetterà questo passaggio successivo per una posizione, una dinamica che sarà risolutiva di quel confine sottile delle interferenze tra il mondo selvatico e il mondo antropico, anche perché il problema non risolto non vuol dire che è una vittoria per il lupo 1 a 0 lupo e società antropica, perché il problema non risolto genera un problema di secondo ordine alla stessa fauna. L'abbiamo detto e l'ha espresso il presidente Chatrian quando ha fatto riferimento ad azioni illecite di bracconaggio, di bocconi avvelenati, di trappole, perché questo è l'ambito in cui vuole porsi questa posizione, questo testo di legge: è esattamente nel confine dell'interferenza e, se non è risolta, l'interferenza genera reazioni incontrollate sia da una parte che dall'altra, quindi è un atto di maturità, è un atto di responsabilità che la nostra società deve assumersi.

Seconda riflessione: entriamo proprio nello specifico della posizione animalista ed è una posizione che io percorro con una discreta facilità perché mi sento particolarmente incline all'attenzione verso il mondo animale, è un'attenzione che viene dalla mia cultura, dalla mia educazione, dall'educazione ricevuta, dalla sensibilità personale che mi spinge sempre a essere amante della vita. Sono animalista quindi nel senso che amo la vita e, proprio perché amo la vita, non mi schiero a difendere una sola specie, per me la morte di un animale selvatico si pone sullo stesso piano della morte di un animale domestico pur comprendendo che nella lotta per la sopravvivenza esiste il concetto di mors tua vita mea, quindi tengo a difendere sia la sopravvivenza del predatore che della preda, ovviamente nelle dinamiche della realtà dei fatti. Il predatore è predatore, i tempi in cui il leone e l'agnello pascoleranno insieme come definisce la Sacra Scrittura non sono ancora questi. Inoltre non mi nascondo dietro alla considerazione: è la natura e quindi mi disinteresso. Come ha ben spiegato il dottor Orusa, qual è il tipo di lupo problematico? Perché è esattamente questo il tema. È il lupo confidente che non è quello che a un certo punto nel branco dice: "io ho già capito tutto, a me non fanno niente, quindi posso permettermi tranquillamente di avvicinarmi agli insediamenti umani e posso mettermi ad attaccare tutta l'abbondanza di cibo che c'è a disposizione con agnelli, con vitelli e con animali lì al pascolo". Il lupo confidente è il lupo che per ragioni, per dinamiche interne alla vita del branco, è estromesso dal branco, esce dal branco, perde il legame con il branco e questo lupo confidente, dal punto di vista etologico, questo è un lupo disperato e ribadisco quanto ha detto il dottor Orusa: nel 75 percento dei casi questo lupo è condannato a morte di fame, di malattia, di ferite, a seguito di investimento, è condannato. Di che cosa stiamo parlando quindi? È la natura che spinge il lupo... sì, certo, c'è tutto questo ma, tra l'altro, non è il branco il grosso problema perché il branco attacca le prede che servono per la propria alimentazione e si nutre di questo. Il vero problema è il lupo confidente, che appunto è il fuoriuscito dal branco, è un lupo in sofferenza. Allora dico che animalismo c'è dietro il disinteresse di una situazione del genere? Perché questa legge apre la possibilità di intervenire esattamente lì, tra l'altro, dove si genera l'interferenza tra il mondo naturale di questa specie e il mondo antropico è esattamente lì, è generata lì, il grosso elemento critico, il momento critico si pone lì. Questo è estremamente importante perché ci fa capire che a monte, tra le righe di questa legge, c'è tutt'altro che una visione ammazza lupi, c'è una visione - permettetemi di dire - di carità nei confronti di un esemplare della specie.

La terza e ultima considerazione è una considerazione scientifica basata su una lucida visione del rapporto zooantropologico, lasciare fare alla natura ha senso solo in un territorio naturale ma il nostro territorio, che lo si voglia o no, non è più naturale, è antropizzato e questo equilibrio naturale si è rotto, non esiste! Se noi avessimo chilometri, chilometri e chilometri quadrati di aree completamente escluse dalla presenza umana, noi potremmo pensare che lì ci sia un equilibrio naturale che va tutelato, che va rispettato, che funziona da sé, che non ha nessun bisogno dell'intervento umano, ma, nel momento in cui noi abbiamo un territorio che è antropizzato dove gli spazi residuali sono, soprattutto per una specie come il lupo che batte un territorio estremamente ampio, assolutamente irrisori, vuol dire che è uno spazio ormai antropizzato, così è. Allora abbiamo due possibilità: o ci autoestinguiamo come razza umana, oppure assumiamo la responsabilità di gestire questo equilibrio che si è compromesso, si è alterato - non voglio usare delle categorie negative - attraverso l'attività antropica. Questo quindi impone una volta di più il dovere di assumersi la responsabilità di mettere in atto misure a 360 gradi per la risoluzione di questo tema e di questa conflittualità, anche perché è indispensabile che si risolva questa conflittualità, come dicevo prima, prima che diventi cancerogena, prima che si acuisca, prima che diventi incontenibile, prima che diventi condizione di disagio e di rabbia.

Oltretutto la visione scientifica, la visione di approfondimento, la visione pianificatoria che sono comunque in nuce, la prosecuzione, il completamento di questo percorso che parte oggi, sono le condizioni anche per far sì che il nostro progetto di società abbia un senso. Qual è la nostra visione di società? Se la nostra visione di società è una società interamente ed esclusivamente basata e ripiegata sulla società urbana, è chiaro che a noi può disinteressarci completamente cosa succede nel mondo rurale, ma io con la mia forza politica e in condivisione con altre forze politiche che siedono in quest'aula abbiamo a cuore un disegno di società che sia una società rurale, che sia una società che tenga conto della dimensione rurale, che faccia coesistere sia la società urbana, sia la società rurale; noi lotteremo sempre perché il mondo di questa dimensione rurale possa vivere, non sopravvivere, vivere! Di conseguenza, affinché tutte le dinamiche associate al mondo della ruralità siano spinte al massimo dal punto di vista imprenditoriale. Il pensare che gli strumenti pianificatori, gli strumenti di informazione, gli strumenti di approfondimento quindi possano servire a costruire sempre di più un alto livello di professionalità nelle nostre aziende rurali, quelle che vanno ad abitare nelle zone più alte, nelle zone più remote, quelle che, tra l'altro, sono alla fine l'orgoglio della nostra offerta turistica.

Concludo quindi dicendo che la tutela della specie selvatica passa attraverso la capacità di gestione, la tutela di un mondo antropico che sia virtuoso, che sia fiero di sé stesso, passa attraverso la capacità di gestione e solo la conoscenza dei temi permette questa visione ed è proprio qui il nocciolo e la conclusione del mio discorso, come ho già detto altrove, laddove manca la conoscenza, si formano le opinioni e, finché sarò in questo Consiglio regionale, le opinioni non mi sedurranno mai quanto la conoscenza delle cose.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Sapinet, ne ha facoltà.

Sapinet (UV) - Alors, quelques brèves réflexions sur un sujet, celui du loup que nous avons abordé à plusieurs reprises dans cette salle lors des nombreuses initiatives proposées par l'opposition. Des initiatives qui ont ainsi permis de garder l'attention sur cette question. Comme j'ai déjà pu souligner à l'occasion de mes interventions pendant les dernières séances du Conseil, le fait d'avoir observé la présence du loup dans les villages, dans les environs de la ville nous amène, de plus en plus, à nous exprimer en terme de gestion et non seulement de protection du loup. Le travail que les techniciens du Département des ressources naturelles, le personnel du Corps forestier de la Vallée d'Aoste, les Syndics, les Administrateurs sont en train d'accomplir rentre pleinement dans cette optique, mais il s'agit là d'une question très délicate pour le secteur de l'élevage aussi, c'est la raison pour laquelle nous y travaillons à stricte contact, en collaboration avec les autres Régions, en particulier avec celles de l'arc alpin, dans le but d'aboutir à l'élaboration du prochain plan national du loup.

La loi que nous allons approuver découle d'un travail remarquable et fructueux réalisé par la IIIe Commission que je remercie, comme je remercie les rapporteurs. J'ai d'ailleurs apprécié et partagé le contenu des interventions que nous venons d'entendre. J'adresse mes remerciements également à tous les professionnels et les techniciens de l'Administration, qui ont donné leur contribution, ainsi qu'aux Commissaires de la dernière législature, législature dans laquelle on a entamé le processus législatif que nous achevons aujourd'hui. Une loi qui représente une étape importante pour atteindre rapidement l'objectif que nous nous sommes fixé, à savoir une coexistence correcte entre le loup, les hommes et en particulier avec le milieu de l'élevage. Une loi qui va s'ajouter à d'autres initiatives en cours qui œuvrent dans la même direction, comme la campagne d'information réalisée en collaboration avec le CELVA, les activités de prévention du Bureau pour la Gestion de la faune du Département des Ressources naturelles et, bien sûr, le travail du Corps forestier de la Vallée d'Aoste. Rappelons à ce propos qu'il sera nécessaire dans un bref délai de programmer un concours afin de mettre fin au manque de personnel au sein du Corps. Ce faisant, il sera possible d'intensifier les activités de prévention au profit aussi des exploitations agricoles, surtout pendant le période en alpage, et d'assurer des recensements plus ponctuels. Le soutien à la montagne, à ceux qui y vivent, aux exploitations agricoles - c'est grâce à leur travail qu'on assure le maintien - doit se concrétiser par des actions efficaces que la politique a le devoir de réaliser, qui représentent aussi des réponses aux besoins et aux problèmes des citoyens et des collectivités locales.

Due considerazioni in più in seguito agli interventi dei colleghi che ringrazio, un primo passo, un ulteriore tassello verso questo percorso che va nella direzione di tutelare e di supportare l'allevamento e l'agricoltura soprattutto e la coesistenza come ho detto poco fa. A questo proposito stiamo in questi giorni definendo e concretizzando un progetto che vede l'Institut Agricole Régional, AREV e Assessorato, a supporto delle nostre aziende, dei nostri alpeggi, dei loro conduttori, un progetto che vede la tecnologia a servizio dell'agricoltura.

Ringrazio il collega Jordan che ha ricordato l'esempio svizzero, emblematico, questo cambio di approccio che abbiamo percepito, che tocchiamo con mano anche nella nostra Regione e, quando abbiamo iniziato ad avvistare il lupo in contesti urbani, ecco che questo non è più stato un problema solo del mondo dell'allevamento, del mondo della montagna, del mondo dell'agricoltura ma c'è stato un cambio anche di mentalità nelle persone forse più cittadine, un cambio di mentalità che ho percepito e che vediamo anche all'interno delle riunioni degli Assessori competenti, soprattutto coloro che rappresentano le Regioni dell'arco alpino, con i quali si sta lavorando per la definizione del piano lupo nazionale, un piano lupo che sembrerebbe avere un approccio diverso rispetto al passato.

Concludo ringraziando ancora i colleghi della III Commissione all'interno della quale vedo diverse professionalità, diverse esperienze, che rappresentano quotidianamente un valore aggiunto che emerge durante un confronto che ritengo molto importante per la mia attività e per quella del mio Assessorato.

Presidente - Se non vi sono altre richieste di intervento, chiudo la discussione generale. La discussione generale è chiusa. Da parte del Governo immagino che non ci saranno repliche poiché l'Assessore è già intervenuto. Dichiarazioni di voto? Se non ci sono dichiarazioni di voto, passiamo all'analisi del testo e all'articolato della legge. Ricordo che votiamo il nuovo testo della III Commissione che nasce dal coordinamento del DL e della proposta di legge. In quanto siamo in modalità mista, procediamo come sempre in questo caso con il voto elettronico in aula e per appello nominale in remoto con i Consiglieri che ci seguono in videoconferenza. Articolo 1. La votazione è aperta. Invito il collega Segretario a collegarsi con i Consiglieri presenti via zoom.

Appello nominale dei Consigliere presenti in remoto sulla piattaforma zoom.

Manfrin (LEGA VDA) - Favorevole.

Minelli (PCP) - Favorevole.

Perron (LEGA VDA) - Favorevole.

La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 34

L'articolo 1 è approvato all'unanimità.

Posso stare lo stesso risultato per l'articolo 2? Stesso risultato. Articolo 3? Stesso risultato. Votiamo la legge nel suo insieme. La votazione è aperta. Invito il collega Segretario a collegarsi con i Consiglieri presenti via zoom.

Appello nominale dei Consigliere presenti in remoto sulla piattaforma zoom.

Manfrin (LEGA VDA) - Favorevole.

Minelli (PCP) - Favorevole.

Perron (LEGA VDA) - Favorevole.

La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 34

La legge è approvata all'unanimità.