Oggetto del Consiglio n. 552 del 12 maggio 2021 - Resoconto
OBJET N° 552/XVI - Communications du Président de la Région.
Bertin (Presidente) - Punto n. 2 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il presidente della Regione Lavevaz, ne ha facoltà.
Lavevaz (UV) - Buongiorno a tutti, un saluto in particolare ai colleghi che sono collegati da casa con un augurio che possano ritornare presto in aula.
In queste ultime due settimane si sono svolte diverse interlocuzioni e diversi incontri della Conferenza delle Regioni e della Conferenza Stato-Regioni. Le principali discussioni, al di là degli argomenti ovviamente ordinari all'ordine del giorno delle riunioni, sono state relative ancora alle osservazioni che la Conferenza ha espresso sull'ultimo decreto-legge approvato il 22 aprile. Com'è noto, prima della discussione in Consiglio dei ministri ci sono state diverse interlocuzioni dei rappresentanti del Governo con la Conferenza delle Regioni dalla quale era uscito un documento condiviso unanimemente da tutti i Presidenti. In seguito la discussione è ritornata nel tavolo della Conferenza delle Regioni in vista dell'iter parlamentare del decreto-legge per la sua conversione in legge. Siamo consapevoli che con tutta probabilità il decreto non verrà convertito ma verrà superato dall'approvazione di un nuovo decreto, com'è avvenuto negli ultimi mesi. In quella sede però, oltre alla necessità di spostare o di eliminare il coprifuoco, che era stato uno dei punti fondamentali delle osservazioni che avevamo fatto nella prima fase, abbiamo sottolineato la necessità di revisione in particolare - questo lo abbiamo sollevato anche noi con una nota anche scritta - dell'obbligo di consumazione all'aperto per le attività di ristorazione, perché questo ovviamente se è un problema nelle altre regioni, è ovviamente un problema particolare nelle regioni alpine, che crea oggettivamente delle situazioni di iniquità proprio di trattamento da un territorio all'altro nell'ambito dello stesso Stato.
Abbiamo poi proposto alcune modifiche sullo sci estivo, ma in particolare abbiamo sollevato la necessità di una revisione dei parametri per i passaggi di scenario, questo è un argomento che è in analisi in questi giorni, è una richiesta che viene anche questa unanimemente da tutte le Regioni, quindi una richiesta di rivedere i parametri di incidenza ma anche una revisione dei parametri chiamiamoli storici, l'RT che ormai conosciamo tutti ma anche i ventuno parametri. È abbastanza chiaro che lo scenario generale della pandemia sia cambiato, perché, da un lato, rispetto a cinque mesi fa abbiamo fatto degli importanti passi avanti sulle vaccinazioni, in particolare delle persone più fragili, e questo ha portato con uno stesso numero di positivi, ad esempio, rispetto a cinque mesi fa, un'incidenza molto minore sulle ospedalizzazioni e in particolare sui ricoveri. Questo quindi richiede oggettivamente una presa di coscienza da parte del Governo per una gestione che, seppur debba essere ovviamente sempre prudente, possa permettere in qualche modo delle aperture più importanti che permettano una reale ripartenza della nostra economia soprattutto ovviamente in prospettiva della stagione estiva.
Je vous communique ensuite que lundi 3 mai nous avons reçu la visite de l'ambassadeur de France, son excellence Christian Masset, qui pour la première fois a été en Vallée d'Aoste pour une visite officielle. La rencontre a vu participer également le président du Conseil Bertin, les assesseurs Caveri et Guichardaz. Au cours de la réunion très cordiale et intéressante nous avons abordé avec l'Ambassadeur plusieurs thèmes de grand intérêt pour notre Région à partir des transports internationaux, de la retransmission des chaînes de télévision francophone, en arrivant aux opportunités portées par la francophonie pour le futur des jeunes valdôtains.
Presidente - Il consigliere Manfrin ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Intervengo in merito alle comunicazioni del presidente Lavevaz innanzitutto perché il Presidente ha parlato di quanto è accaduto nelle due settimane precedenti e allora non possiamo non parlare ovviamente di quanto è avvenuto anche a seguito delle ordinanze nelle settimane precedenti.
Innanzitutto su un tema che avevamo già trattato, cioè quello relativo allo sport, con un'iniziativa in questo Consiglio dove avevamo chiesto di tener conto della specificità del nostro territorio e di osservare questa specificità non limitando l'attività sportiva al comune di residenza, ma permettendo, così come chiarito anche dalle FAQ nazionali, di spostarsi da un comune di partenza, di residenza, fare sport a piedi, in bicicletta o quant'altro, di spostarsi in altri comuni per poi ritornare al punto di partenza. Ci pareva, e così lei aveva dichiarato, Presidente, che avesse recepito questa indicazione, tranne che con l'ordinanza n. 189 che lei ha emanato troviamo di nuovo scritto che l'attività sportiva è svolta esclusivamente nel comune di residenza, domicilio o abitazione. Ora, Presidente, io non ho capito se questo è un refuso che voi continuate a portare avanti o se è una precisa scelta politica, perché una persona che legge che "l'attività sportiva è svolta esclusivamente nel comune di residenza", e che lei possa dirne che l'interpretazione è diversa, ma se è esclusivamente nel comune di residenza, l'attività sportiva ovviamente si intende che si possa fare soltanto in quel comune. Le chiederei per le prossime ordinanze - mi auguro che non ci siano altre ordinanze di zona rossa, ma nel caso ci siano - finalmente di tenere conto di questo.
Visto che ha parlato di Conferenza delle Regioni, Presidente, ho appreso con interesse e stupore anche la notizia che, a seguito della proclamazione dell'incasellamento della nostra regione in zona rossa, lei ha inviato, così scrive la nota riportata dall'Ansa, alla Cabina di regia una nota nella quale è stato chiesto di tenere in considerazione l'andamento generale dell'epidemia in Valle d'Aosta, oltre all'incidenza che è rimasta sotto la soglia di 250 fino alla scorsa settimana. Ora, Presidente, io sono felicissimo che lei abbia interloquito con la Cabina di regia ma le ricordo che, a mia precisa iniziativa consiliare, lei, Presidente, ci aveva detto che la Cabina di regia era un organo che non aveva un titolo di rappresentanza ma semplicemente - e cito le sue parole - "il compito della Cabina di regia è quello di riunirsi almeno settimanalmente per realizzare la classificazione del rischio di diffusione sulla base dei dati che le Regioni forniscono, e poi, tenendo conto dei famosi ventuno parametri, i dati vengono elaborati e si compone la classificazione settimanale". Il rapporto fra le Regioni e la Cabina di regia - dice sempre lei - è di natura assolutamente tecnica basata sui dati e quindi oggettivo senza interlocuzioni specifiche tra Conferenza o singole Regioni. Guardando i verbali, si capisce che la Cabina di regia non esprime posizioni individuali dei suoi componenti ma assume deliberazioni sulla base della classificazione dei dati".
Ora, Presidente, io sono felice che lei abbia smentito sé stesso dicendo che invece si può comunicare con la Cabina di regia e si deve ovviamente comunicare nel momento in cui non si condividono le deliberazioni prese, però, Presidente, dovrebbe anche avere una posizione univoca, non è che in Consiglio ci può dire che la Cabina di regia è un ente intangibile e non si può scrivere e non si può parlare nonostante la Conferenza delle Regioni abbia tre rappresentanti alla Cabina di regia e poi lei scrive una letterina alla Cabina di regia. Sia coerente, a questo punto visto che, come le ho ricordato, ci sono tre rappresentanti della Conferenza all'interno della Cabina di regia, parli con i tre rappresentanti e spieghi loro qual è la realtà della Valle d'Aosta, che non è una realtà paragonabile a nessun'altra Regione, che si compone di una serie di Comuni piccoli sotto i 5 mila abitanti e che evidentemente i parametri che vengono adottati a livello nazionale non possono essere applicati a questi piccoli Comuni.
Chiudo dicendo una cosa, Presidente: abbiamo apprezzato, ho apprezzato adesso la sua posizione sul nuovo coprifuoco, che è la posizione che in realtà è stata espressa dal Presidente della Conferenza delle Regioni Fedriga, ma quello che ho apprezzato è stato il fatto che lei, quando ci fu la zona rossa, la classificazione in zona rossa, fece un'ordinanza per dire che le attività rimanevano aperte come se fossero in zona arancione. Bene, ma allora ogni volta che le abbiamo detto di farlo e lei ci diceva che non si poteva fare, aveva torto lei, quindi le auguro, sempre sperando che non ci sia di nuovo la classificazione in zona rossa, di reiterare ovviamente eventualmente queste disposizioni perché evidentemente si può e si deve fare.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Distort, ne ha facoltà.
Distort (LEGA VDA) - Solo per mettere a fattor comune una situazione in riferimento agli inconvenienti matematici che ci hanno recentemente posto in zona rossa, tanto che si è portato automaticamente all'attenzione il concetto di elaborazione dei dati che definiscono il fattore RT e i fattori a esso associati.
Io vorrei soltanto ricordare quanto è stato detto nel Consiglio del 4 novembre scorso, nel mio intervento, esattamente rivolto a lei, presidente Lavevaz, dicevo a un certo punto: "il fattore RT è l'elemento fondamentale e lei, proprio per la sua formazione accademica, ha perfettamente dimestichezza con il campo matematico, quindi si renderà perfettamente conto dell'incidenza. È estremamente importante che per il nostro territorio questo si declini in modo diverso, in base ai principi matematici, perché se questo si fonda sulla statistica e a sua volta la statistica si fonda su operazioni matematiche, la dimensione del campione di riferimento è fondamentale. Il fatto di avere un Presidente della Regione laureato in fisica dovrebbe rallegrare e rasserenare, quindi le dico: faccia ricorso, faccia sentire la sua voce nell'ottica dell'autonomia, ma anche nell'ottica della logica matematica. è estremamente importante per il nostro territorio". Questo è stato evidenziato il 4 novembre, da allora sono passati dei mesi e noi ci siamo trovati spesso vittima di questo increscioso inconveniente statistico e l'ultimo evento dove l'unica Regione in zona rossa era la Valle d'Aosta in tutta Italia, salvo alcune parti del Sud, che avevano altre colorazioni, veramente ha sollevato in maniera esemplare questo problema già evidenziato a novembre.
Io questo ci tenevo a farlo presente perché questo è il ruolo dei Consiglieri, questo è il ruolo della nostra attività in Consiglio: esprimere dei consigli che vadano nell'ottica del bene comune. Questo è stato fatto, questo voglio evidenziare a titolo di informazione e non a titolo di polemica, lei sa perfettamente che non è nel mio stile, però per poter eseguire le riflessioni necessarie. Non è nell'ottica "ve l'avevo detto", perché non intendo fare né la parte di Cassandra, né quella del grillo parlante, anche perché entrambi hanno fatto una brutta fine.
Presidente - Ha chiesto la parola il presidente della Regione Lavevaz, ne ha facoltà.
Lavevaz (UV) - Soltanto per rispondere alle questioni poste in particolare dal collega Manfrin. Per quanto riguarda l'attività sportiva, e solo per chiarezza torniamo alla settimana scorsa quando eravamo in zona rossa, perché oggi ricordo che siamo in zona arancione e con la nostra ordinanza abbiamo dato la possibilità in deroga alle norme nazionali, di muoversi su tutto il territorio regionale, che sia per attività sportiva o che sia per altro.
Per quanto riguarda l'ordinanza invece della settimana scorsa, come avevo già avuto modo di spiegare in un'iniziativa del collega Manfrin sulla questione specifica dello sport all'interno del comune, proprio perché c'erano già delle FAQ e proprio perché la questione era comunque chiara, nel caso in cui per attività sportiva, quindi di corsa o in bicicletta, piuttosto che con gli skiroll, si dovevano varcare i limiti, i confini del proprio comune, era possibile farlo a patto che non si prendesse l'auto per spostarsi in un comune vicino per poi fare attività sportiva. Questo quindi era già possibile farlo prima, credevo di averlo spiegato in maniera chiara, quindi è rimasta la stessa formulazione sull'ordinanza della settimana scorsa perché questo rimane possibile farlo, cioè la possibilità di muoversi in bicicletta o a piedi oltre il confine del proprio comune.
Per quanto riguarda le altre due questioni che sono in parte legate, cioè quella della lettera alla Cabina di regia e l'ordinanza sempre della zona rossa della settimana scorsa, le cose sono in parte collegate, perché è vero assolutamente... poi il collega Manfrin ha riportato testualmente le mie dichiarazioni, che però erano in riferimento a una richiesta di un'iniziativa in cui si chiedeva di interloquire con la Cabina di regia per le indicazioni più di tipo prospettico sulle aperture, sulle chiusure, eccetera.
La lettera che abbiamo fatto alla Cabina di regia, ma l'abbiamo fatta anche al Ministro competente e al Presidente dell'Istituto superiore di sanità, era di natura assolutamente tecnica perché abbiamo scritto chiedendo una valutazione in maniera oggettiva dei nostri dati su quella settimana per il fatto che in un giorno c'era un dato che ci pareva essere in qualche modo anomalo perché avevamo un andamento discendente dei positivi giorno per giorno e l'ultimo giorno, che peraltro era l'ultimo giorno di riferimento per calcolare l'incidenza settimanale, avevamo avuto 61 casi, quando invece nei giorni precedenti ne avevamo avuti 40-35-25. Abbiamo quindi detto: questo dato è da considerarsi anomalo e quindi abbiamo chiesto di rivedere il quadro complessivo in maniera più oggettiva, quindi abbiamo chiesto una valutazione di tipo assolutamente tecnico, valutazione che poi, com'è noto, non è stata presa in considerazione nonostante anche le due interlocuzioni che ho avuto con il Ministro nella mattinata di venerdì e quindi, cosa nota, siamo ritornati in zona rossa la settimana scorsa.
Se d'accordo con l'Unità di supporto nella nostra ordinanza, invece, abbiamo deciso di forzare un pochino la mano, come abbiamo fatto peraltro in altre ordinanze, è perché ci siamo comunque affidati sempre ai dati scientifici e i dati scientifici della settimana scorsa erano che, proprio legandoci all'anomalia di questo dato di una giornata in particolare, avevamo comunque un'incidenza che era in discesa e avevamo soprattutto tutti gli altri indici, l'RT, piuttosto che i 21 parametri, ormai da due settimane in una situazione decisamente più positiva rispetto alle settimane precedenti. D'accordo con l'Unità di supporto quindi si è deciso, anche perché la prospettiva comunque era di rimanere solo una settimana in zona rossa, di poter forzare con la nostra ordinanza e mantenere aperte le attività che erano appena state aperte peraltro.
Sulla richiesta invece del collega Distort di una valutazione matematica che condivido assolutamente... è una valutazione che naturalmente abbiamo fatto, in realtà sull'RT le questioni sono un pochettino più oggettive, nel senso che l'RT si sviluppa rispetto all'andamento della pandemia, quindi, quando la pandemia aumenta, l'RT sale sopra a 1 e, quando scende, scende sotto l'1, RT uguale a 1 vuol dire che l'incidenza rimane la stessa. Quello che invece abbiamo sollevato - e qua vengo esattamente su quanto diceva lei - ancora la settimana scorsa invece che il solo indice dell'incidenza sia per noi dannoso, la famosa incidenza dei 250 casi a settimana ogni 100 mila abitanti, perché sui numeri piccoli, soprattutto se si fanno i tamponi in modo corretto per cercare di limitare l'avanzamento della pandemia soprattutto rispetto ai contatti, questo rischia ovviamente di far saltare l'incidenza, quindi questo lo abbiamo sollevato come punto problematico con i piccoli numeri. Questa è una questione che è in discussione in queste ore e vedremo lo sviluppo, perché dalle altre Regioni c'è una richiesta, come dicevo prima, di revisione anche degli altri parametri e c'è anche chi dice: "usiamo solo i parametri dell'incidenza", quindi bisognerà trovare il giusto equilibrio tra le necessità.
Presidente - Il consigliere Manfrin da remoto ha chiesto di intervenire, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Vengo a quanto appena risposto dal presidente Lavevaz per fare alcune puntualizzazioni. In primis, questione dello sport. Ora, Presidente, io sono certo che lei, visto che firma ordinanze, delibere e quant'altro, conosce benissimo quale sia il valore dei mezzi e degli strumenti che vengono utilizzati, quindi il fatto che lei, Presidente, ci dica: "ma io in Consiglio ero convinto di aver chiarito che in realtà è già così", dovrebbe sapere che tendenzialmente le sue dichiarazioni in Consiglio non costituiscono fonte di legge o fonte di norma per quanto riguarda la popolazione, mentre invece le sue ordinanze costituiscono obbligazioni.
Ora, lei deve partire dal presupposto che ci sono le FAQ nazionali, ma lei sa benissimo che le Regioni possono disporre ulteriori chiusure, quindi disposizioni più restrittive relativamente appunto alle limitazioni, e io mi immedesimo in un cittadino che legge la sua ordinanza. Se nella sua ordinanza lei scrive: "l'attività sportiva è svolta esclusivamente nel comune di residenza, domicilio o abitazione", evidentemente lei scrive che una persona può rimanere solo e soltanto nel suo comune di residenza. Il cittadino che legge l'ordinanza e non ascolta la sua interlocuzione in Consiglio o in ogni caso anche se l'ascolta però vede che sull'ordinanza c'è scritto che può svolgere attività sportiva esclusivamente nel suo comune di residenza, evidentemente si atterrà alle norme, si atterrà alle ordinanze, si atterrà alle disposizioni che il Governo regionale dà, quindi il problema è che lei deve scrivere specificamente sull'ordinanza che è possibile fare sport anche in altri comuni a patto che il comune di residenza sia il punto di partenza e il punto di arrivo. Punto primo.
Punto secondo: io ho citato le sue parole, Presidente, lei dice che la Cabina di regia interloquisce solo sulla base dei dati e voi avete fornito dei dati differenti. In realtà, voi non avete fornito delle spiegazioni, dei dati o quant'altro, perché lei nella sua risposta che l'ho citata e ce l'ho qui davanti scritta lei dice semplicemente che la Cabina di regia prende i dati, li guarda e sulla base di quei dati, dei famosi 21 parametri diceva lei e dei dati che vengono comunicati dalle Regioni, prende le sue decisioni. È quindi evidente che se la risposta è quella che lei ha fornito in aula, non c'è interlocuzione di sorta se ovviamente la natura della Cabina di regia è quella di burocraticamente prendere dei dati e trasporli in un'espressione che poi dà il colore della regione, se invece la Cabina di regia è un organo che tiene conto anche delle necessità, piuttosto che delle differenze o quant'altro, è evidente che a questo punto ha senso un'interlocuzione, ha senso che si comunichi e soprattutto ha senso, Presidente, e glielo ripeto per la terza volta, che lei interloquisca con i nostri rappresentanti della Conferenza delle Regioni della Provincia autonoma e dei nostri tre rappresentanti all'interno della Cabina di regia, perché i nostri rappresentanti all'interno della Cabina di regia possono spiegare qual è la natura della Valle d'Aosta, non la Cabina di regia nel suo complesso, abbiamo tre rappresentanti che devono rappresentare le nostre posizioni, perché se non fossero rappresentanti delle nostre posizioni, a questo punto potrebbero andare bene rappresentanti qualsiasi, semplici funzionari del Ministero o non ci sarebbe nemmeno bisogno di una Cabina di regia se fosse automatico, io prendo i dati che arrivano dalle Regioni, li inserisco in un'equazione e mi restituisce il colore delle regioni, invece così non è.
Sulla zona arancione, bene, io sono felice, Presidente, come le ho detto, benissimo che si sia voluto forzare la mano, il problema, Presidente, è che questa situazione in realtà si replica sempre, cioè non è solo questa volta che si replica e lei ci ha sempre detto che non era possibile aprire le attività con la zona rossa, non sulla base dei dati, lei ci ha detto: "queste sono le disposizioni nazionali e così da qui non si esce". Sono felice che lei abbia smentito sé stesso, però, Presidente, io mi auguro che la zona rossa in Valle d'Aosta non torni mai più, ma lei ha preso un impegno preciso quando ha fatto questa scelta e questo impegno lei sarà chiamato a reiterare ogni volta che - Dio ci scampi e liberi che non accada più - dovesse reiterarsi la collocazione che ben conosciamo.
Presidente - Si è prenotato il consigliere Carrel, ne ha facoltà.
Carrel (PA) - Sempre in merito all'ultima ordinanza, come sapete, noi, come gruppo Pour l'Autonomie, abbiamo svolto diverse iniziative con il consigliere Rollandin in merito alla riapertura delle rassegne della "Bataille des Reines" e avevamo capito che ci fosse stato un accordo tra l'Associazione e il Governo o il Presidente per andare a stilare un protocollo che poi nell'ultima ordinanza è stato complicato dalla richiesta di una specie di green pass esclusivamente per le "Batailles des Reines", che ovviamente ha complicato. Non vogliamo poi entrare sicuramente nel merito della scelta quasi obbligata di sospendere questa rassegna, cosa di cui ci dispiacciamo, anche perché la nostra attività e le nostre iniziative andavano a cercare di trovare delle soluzioni che credevamo di avere trovato ma, ahimè, non abbiamo trovato. Credo quindi che questa sia stata al contrario una complicazione voluta e ordinata da noi, anche perché le attività, sia sportive che produttive, riaprono soprattutto se svolte all'interno della regione, pertanto, di fatto, abbiamo tutti lo stesso colore, quindi non andiamo all'esterno di alcune regioni, perché mi pare di capire che il green pass possa funziona da una regione gialla a una regione rossa o arancione e opposto, ma non sicuramente tra giallo e giallo e spero proprio non all'interno della stessa regione.
Questa dicitura, questa ordinanza, che, ahimè, ci priverà per questa primavera delle "Batailles des Reines" e di un'importante tradizione, ma soprattutto di un'importante attività per i nostri agricoltori quindi credo sia un elemento che, al contrario di quanto ci ha detto il Presidente, non vada assolutamente a semplificare la normativa nazionale, ma vada bensì a complicarla e di questo ce ne dispiacciamo molto perché, come abbiamo detto, abbiamo già discusso ampiamente e ci siamo spesi per riuscire ad arrivare all'accordo su un protocollo che rispetti sia la tradizione e l'attività dell'agricoltore, dell'allevatore, sia ovviamente la sicurezza a cui facciamo attenzione ma non vogliamo complicare la vita a nessuno e questa ordinanza ci sembra complicare la vita dei nostri allevatori e degli appassionati del settore.
Presidente - Non vi sono altri interventi? Ha chiesto la parola il presidente Lavevaz.
Lavevaz (UV) - Molto brevemente visto che si è concesso comunque nelle discussioni di andare un pochettino fuori tema, mi sembra anche di poter rispondere a quanto il collega Carrel ha appena osservato, anche per cercare di fare chiarezza, perché credo che la volontà delle ordinanze non sia quella di complicare la vita a nessuno ma semplicemente, anche nell'ambito delle poche possibilità che abbiamo, perché non voglio continuare la diatriba uno a uno con il collega Manfrin perché non è il caso, credo che le cose siano abbastanza chiare e sia chiaro a tutti quanto le ordinanze regionali possano fare, siamo sempre a cercare di combattere con le armi spuntate che abbiamo, che sono quelle di queste ordinanze che chiamiamo interpretative, perché, com'è noto, non possiamo fare delle ordinanze che siano ampliative delle possibilità. Anche la riapertura dei negozi in quella fase lì, non è che tutte le zone rosse hanno gli stessi dati, eccetera, quindi dobbiamo fare i ragionamenti rispetto alla situazione di quel momento, in quel momento la settimana scorsa ci siamo sentiti di fare una forzatura, di poterla fare con i sanitari.
Per quanto riguarda le "Batailles", molto brevemente, è stato un percorso condiviso con il Comité al quale devo riconoscere una serietà nell'affrontare l'argomento, nel predisporre un protocollo fatto bene, ma siamo sempre stati molto chiari con il Comité, abbiamo una riunione fatta, tra l'altro, anche con il Questore l'11 marzo, in cui si è parlato di una ripartenza in zona gialla, mai in zona arancione. Poi ovviamente i tempi iniziavano a stringere, sappiamo benissimo tutti che le battaglie devono svolgersi prima di giugno, perché poi c'è la salita in alpeggio delle mandrie, quindi è impossibile proseguire con l'attività primaverile delle battaglie, quindi abbiamo provato a fare un ragionamento con l'Unità di supporto per valutare l'opportunità di anticipare le battaglie in zona arancione, quindi questo è stato l'argomento. All'interno dell'Unità di supporto la parte sanitaria ha ritenuto di non dare l'okay tout court all'attività delle battaglie in zona arancione visto che ancora l'incidenza era comunque alta, eravamo ancora al limite della zona rossa e quindi è stata richiesta quest'attività di tampone che sapevamo benissimo, l'abbiamo posta ovviamente anche noi all'interno dell'Unità di supporto essere una complicazione che probabilmente avrebbe impedito alle Batailles di partire, ma voglio specificare, di partire questa settimana perché la prossima se saremo gialli, potranno partire ovviamente. Questa limitazione dei tamponi quindi era relativa solo ed esclusivamente a questa settimana in cui siamo arancioni.
Questa lo sappiamo benissimo essere una complicazione ma ovviamente è una condizione per potere fare la manifestazione che sapevamo anche noi essere probabilmente una entrave tale per cui in questa settimana le battaglie non si sarebbero fatte, ma questa era la condizione, altrimenti era un no tout court.
Presidente - Ricordo ancora una volta di non trasformare le comunicazioni in question time, per questo ci sono degli strumenti codificati dal Regolamento.
