Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 633 del 15 dicembre 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 633/81 - RATIFICA DI DELIBERAZIONI ADOTTATE DALLA GIUNTA REGIONALE IN VIA D'URGENZA.

Oggetto n. 5259 in data 6 novembre 1981: Lavori di ampliamento del cimitero di Saint-Rhémy 3° lotto. Approvazione perizia suppletiva - Approvazione ed impegno di spesa - Approvazione di nuovi prezzi - Concessione di proroga al tempo utile.

Presidente - C'è qualcuno che chiede la parola? Ci sono dichiarazioni di voto? Metto in approvazione.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 21

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 5273 in data 6 novembre 1981: Approvazione ed impegno della spesa di lire 80.000.000 per l'esecuzione dei lavori di una seconda campagna di scavi archeologici all'interno della Cattedrale di Aosta - Esecuzione dei lavori in economia diretta.

Presidente - Qualcuno chiede la parola? Ci sono dichiarazioni di voto? Metto in approvazione.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 23

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 5302 in data 6 novembre 1981: Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la nomina ad un posto di coadiutore appartenente ai ruoli del personale scolastico non docente - Sostituzione di un componente la Commissione giudicatrice.

Presidente - Colleghi Consiglieri, la votazione per la ratifica di questa deliberazione avviene per scrutinio segreto.

Ci sono dichiarazioni di voto? Si passa alla votazione segreta.

Résultat du vote secret:

Présents, votants et favorables: 23

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 5337 in data 13 novembre 1981: Concessione e liquidazione all'Union Valdôtaine di Parigi di un sussidio straordinario di lire 2.100.000 per assistenza a favore degli emigrati valdostani in Francia, in occasione dell'Arbre de Noël 1981 - Approvazione e finanziamento di spesa.

Presidente - Qualcuno chiede la parola? Dichiarazioni di voto? Metto in approvazione.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 21

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 5354 in data 13 novembre 1981: Concessione di un contributo straordinario a favore della "Caves Coopératives", con sede in Donnas, per l'acquisto di attrezzature enologiche - Approvazione e finanziamento di spesa.

Presidente - Qualcuno chiede la parola? Ci sono dichiarazioni di voto? Metto in approvazione.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 20

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 5379 in data 13 novembre 1981: Lavori di costruzione di uno stabilimento industriale in località Champagne del Comune di Verrayes - Liquidazione alla Impresa Marcora & C. S.p.a. di Milano, di un 2° acconto per revisione prezzi contrattuali - Approvazione di spesa.

Presidente - Chi chiede la parola? Dichiarazione di voto?

Metto in approvazione.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 20

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 5380 in data 13 novembre 1981: Lavori di costruzione di uno stabilimento industriale in Comune di Cogne - 1° lotto - Liquidazione all'Impresa appaltatrice Mattioda F.lli di Castellamonte (To) di un 7° acconto per revisione dei prezzi contrattuali - Approvazione e finanziamento di spesa.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Come già in occasioni precedenti, trattandosi di delibere relative alla contabilità degli insediamenti industriali a Cogne, ci asterremo. Ugualmente per una delibera successiva, perché ci sembra che la contabilità non sia stata complessivamente condotta in modo da essere comprensibile e verificabile da parte del Consiglio.

Presidente - Altri chiedono la parola? Dichiarazioni di voto? Metto in approvazione.

Esito della votazione:

Presenti: 21

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 7 (Bajocco, Carlassare, Cout, Dolchi, Mafrica, Péaquin e Tonino)

Il Consiglio approva.

Oggetto n. 5400 in data 13 novembre 1981: Signor Federico Montesanti - Inquadramento nelle qualifiche vice-dirigenziali in applicazione della legge regionale 11 agosto 1981, n. 61 - Approvazione e finanziamento di spesa.

Presidente - C'è qualcuno che chiede la parola? Ci sono dichiarazioni di voto? Anche la ratifica di questa deliberazione avviene per votazione segreta.

Résultat du vote secret:

Présents: 22

Votants: 22

Avis favorables: 21

Avis contraires: 1

Il Consiglio approva.

Oggetto n. 5432 in data 13 novembre 1981: Approvazione e finanziamento dei programmi di intervento relativi ai consultori familiari per l'anno 1981, presentati dalle Comunità Montane e dal Comune di Aosta.

Presidente - Qualcuno chiede la parola? Dichiarazioni di voto?

Metto in approvazione.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 24

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 5480 in data 13 novembre 1981: Concessione di un contributo straordinario al C.R.E.R. per garantire fino al 31/12/81, il funzionamento del servizio mensa per i dipendenti regionali - Approvazione e finanziamento di spesa.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

Cout (PCI) - Sul problema della mensa per i dipendenti regionali avevamo rivolto al Presidente della Giunta una interrogazione con risposta scritta. Dalla risposta avuta a questa interrogazione ci è sembrato che questo appalto sia stato condotto, secondo il nostro parere, non in modo del tutto regolare o comunque con delle grosse carenze ed estrema leggerezza. Per la gara sono state invitate 16 ditte, all'appalto hanno partecipato 3 ditte, una di queste 3 ditte è stata esclusa perché la domanda non era in carta legale, non c'era il deposito cauzionale, i certificati di iscrizione all'albo, ecc.; le due ditte che hanno partecipato hanno offerto due prezzi.

Un prezzo era 5.600 lire, e un prezzo 4.800 lire. Logicamente si potrebbe pensare che l'appalto lo vince chi ha fatto il prezzo minore, cioè 4.800 lire. Invece questo non è successo: è successo che c'era una scheda segreta della Regione che fissava da 5.500 lire più IVA a 6.000 più IVA il prezzo entro il quale le ditte potevano variare per aggiudicarsi l'appalto. E quindi questo appalto è stato assegnato alla ditta che si è avvicinata di più, cioè 5.600 lire. Cos'è successo? È successo che i dipendenti si sono trovati 1.000 lire in più da pagare, anche se la ditta che si è aggiudicata l'appalto aveva fatto trapelare che avrebbe addirittura abbassato da 4.800 a 4.700 il prezzo.

Molti dipendenti regionali non si sono più presentati alla mensa dopo un certo periodo in cui l'affluenza si era estremamente ridotta, la ditta ha rinunciato all'appalto.

È stata fatta nuovamente una trattativa privata e la ditta che prima aveva perso l'appalto, pur avendo fatto un prezzo inferiore, anche questa volta è stata esclusa perché l'assegnazione è andata alla solita ditta che questa volta ha esitato, stranamente, 4.600 lire.

Ora io mi chiedo se questo è un modo normale di procedere negli appalti e se in tutto questo non c'è stato, quanto meno, leggerezza da parte di qualcuno, uno sbaglio o che cos'altro.

Ed è quello che noi gradiremmo sapere, visto che dall'interrogazione con risposta scritta non abbiamo potuto conoscerlo.

E ci interesserebbe anche sapere se per questo errore che secondo noi è stato commesso sono stati presi dei provvedimenti o se, perlomeno, per gli appalti futuri ne verranno presi affinché questo fatto molto increscioso non si verifichi più.

Presidente - Altri che intendono prendere la parola? Ci sono dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere Cout.

Cout (PCI) - Noi siamo d'accordo di ratificare questa deliberazione di Giunta, come era già nelle nostre intenzioni, visto che si tratta di coprire la differenza che è tra la quota che spetta alla ditta e la quota a carico dei dipendenti.

Purtroppo, ancora una volta, a una nostra domanda molto precisa e su un problema molto importante per il Consiglio regionale, non ci è data risposta.

Nel votare a favore lamento che si verifichino questi fatti.

Presidente - Se non ci sono altre dichiarazioni di voto, metto in approvazione.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 23

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 5483 in data 13 novembre 1981: Lavori di ristrutturazione del fabbricato già destinato ad Ospedale geriatrico in regione Beauregard, in Comune di Aosta - Esecuzione dei lavori in economia diretta - Approvazione di spesa.

Presidente - Qualcuno chiede la parola? Ci sono dichiarazioni di voto? Metto in approvazione.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 23

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 5485 in data 13 novembre 1981: Lavori urgenti di sistemazione idraulica di un tratto del torrente Lys compreso tra il serbatoio della Soc. Cravetto e le nuove case popolari, in Comune di Pont-Saint-Martin - Approvazione ed impegno di spesa - Aggiudicazione mediante trattativa privata alla impresa Follioley Giuliano, con sede in Comune di Pont-Saint-Martin.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Questa delibera di Giunta prevede un intervento urgente per ripristinare un tratto degli argini del torrente Lys che sono stati danneggiati dalle alluvioni del settembre dell'81.

Non è scritto nella delibera di Giunta che si tratta di un tratto di arginatura appena ultimato. Con un'interpellanza noi avevamo chiesto all'Assessore al Lavori Pubblici di informare il Consiglio sulla qualità dell'opera danneggiata nel settembre '81. In particolare avevamo criticato la scelta di iniziare un'arginatura dal basso verso l'alto, di non averla completata in modo da favorire così lo scardinamento della stessa alla prima alluvione, e, in secondo luogo, avevamo sollevato delle perplessità sull'effettivo rispetto del capitolato, soprattutto per quanto concerne l'ancoraggio di questa sponda del Lys.

Le domande sono perciò rivolte di nuovo all'Assessore Borbey per conoscere quali sono le risultanze delle indagini fatte dall'Assessorato, e a che cosa si è arrivati.

Presidente - È iscritto a parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

Carlassare (DPROL) - Come ha già chiarito il Consigliere Tonino, si tratta di un argine appena costruito che è stato spazzato via dalla piena del torrente Lys. Nella delibera è indicato il completamento del tratto portato via, sempre che non abbia interpretato male i disegni in oggetto, cioè circa la metà del terzo stralcio di tutta l'arginatura prevista dal progetto complessivo.

Anch'io desidero conoscere le risposte alle domande fatte dal Consigliere Tonino, però alcune riflessioni le voglio fare.

La prima riguarda i prezzi. Mi pare che rispetto al progetto originale ci sia stata una lievitazione notevolissima dei costi, e diventa difficile appurare, se non attraverso un'indagine molto approfondita, se sono giustificati o meno i nuovi prezzi. Si può fare un paragone con una delibera di Giunta dello stesso giorno, 13 novembre, che appalta alla stessa Ditta Follioley dei lavori sullo stesso torrente, il Lys, in un paese diverso, Fontainemore, quindi un pochino più lontano rispetto a Pont-Saint-Martin. In questa delibera ci sono delle grosse incongruenze di una certa rilevanza per quanto riguarda i costi.

Io leggo nella delibera n. 5484 che riguarda l'arginatura a Fontainemore: scavo di sbancamento prezzo £. 2.200 al mc.; lavoro a Pont-Saint-Martin, dalla stessa ditta; sbancamento £. 3.200 al mc., quindi una differenza notevolissima. Calcestruzzo per cemento armato, sempre a Fontainemore, £. 50.000 al mc.; a Pont-Saint-Martin £. 52.000 al mc. Si potrebbe dire che è più difficile scavare a Pont-Saint-Martin che non a Fontainemore, mentre per quanto riguarda il costo del cemento armato mi pare che dovrebbe, al limite, costare di più a Fontainemore, visto che dovrebbe, teoricamente, incidere di più il trasporto.

Altra voce: casseri, costo £. 10.500 a Fontainemore; costo £. 15 mila a Pont-Saint-Martin.

Vorrei che mi si spiegasse come mai nella delibera votata nello stesso giorno viene appaltato alla stessa Ditta il lavoro per lo stesso torrente. Non so le difficoltà a Fontainemore e a Pont-Saint-Martin, però qualche tecnico può essere in grado di darmi un giudizio in merito.

Ci sono delle differenze, per esempio per quanto riguarda il costo del cemento armato, che mi pare siano assolutamente non giustificabili.

Questo è il rilievo per quanto riguarda i costi: però vorrei farne un altro di carattere tecnico che secondo me è importantissimo, per cui pregherei il Consiglio di porre la massima attenzione.

Uno degli elementi che a giudizio ufficioso di tecnici ha determinato lo scardinamento dell'argine a Pont-Saint-Martin è stato, con ogni probabilità, il non rispetto di quello che era il progetto. Si trattava di costruire un argine con caratteristiche particolari, cioè un argine a secco. E la cosa non stupisca: l'argine a secco può essere una struttura solidissima, e lo dimostrano i Romani, tanto per rimanere in argomento come prima, che hanno costruito centinaia di chilometri di strade, di arginature, con delle costruzioni fatte di muri a secco che hanno durato e durano migliaia di anni. L'elemento fondamentale per cui questa costruzione sia solida deriva da due elementi essenzialmente. Il primo: il peso di questi massi che devono reggere una sollecitazione dinamica che deriva dalla corrente, non può essere sotto una certa misura, perché sennò la corrente può portarli via; e l'altro è derivato da come questi massi si appoggiano l'uno sull'altro impedendo, da una parte il fatto che l'acqua riesca a entrare tra un masso e l'altro con una certa dinamica e fare una forzatura tra un masso e l'altro; e l'altro dell'attrito che questi massi fanno uno sull'altro.

Mi pare che molto schematicamente questi siano gli elementi fondamentali che consentono a questi muri di reggere tutte le sollecitazioni e di essere anche più solidi dei muraglioni di cemento armato, perché consentono, ad esempio, il defluire di masse d'acqua nelle piccole fessure create tra un masso e l'altro, e di poter fruire della stagnazione dell'acqua che potrebbe essere messa dietro. Uno degli elementi che ha consentito alla corrente del Lys di portare via l'argine è che la Ditta Follioley non ha costruito come richiesto dal progetto e come logica vuole questa arginatura; pare che abbia messo solo i massi esterni, non abbia adoperato i massi interni, ma abbia costruito praticamente un terrapieno su cui poi ha appoggiato i massi esterni. Inoltre, che questi massi non avessero le dimensioni volute dal progetto, che non fossero squadrati a perfezione, o perlomeno nella misura tale per consentire al muro di avere la necessaria solidità.

Ci sono forse altri elementi che varrebbe la pena di discutere, che riguardano il fatto che le arginature a valle bisognerebbe costruirle dopo aver studiato in un modo approfondito tutta la sistemazione del bacino idrico, però rimaniamo limitati a questo discorso. Al Punto 42 della delibera, che è stato ricopiato quasi integralmente dal progetto, si legge così: "Scogliera in pietrame formata da massi accostati di volume non inferiore a mc. 1, nelle parti a contatto dell'acqua, e non inferiori a mc. 0,500 nelle parti retrostanti, da effettuarsi con profilo regolare e previa eliminazione, per quanto possibile, delle superfici arrotondate, al mc. di £. 28.000....". Nel progetto questo paragrafo non comprendeva la precisazione "per quanto possibile" e quel "quanto possibile" consente di stravolgere tutto, perché mentre il progetto prevede che questi massi siano squadrati per garantire quanto dicevo prima, con l'aggiunta del "per quanto possibile" noi diamo la possibilità all'impresa costruttrice di dire: "Per noi non è stato possibile squadrare questi massi, li abbiamo piazzati rotondi". Secondo me diamo anche la possibilità che ad una prossima piena del Lys che si verifichi in modo particolarmente violento, di spazzare via anche questo tratto di argine.

Per cui desidero sia messo a verbale tutto questo e che per il "quanto possibile" che non corrisponde al progetto, si apre effettivamente la strada ad un altro disastro. Chiedo che venga cancellato da questa delibera questo termine e preannuncio chiaramente il voto contrario, non derivato dal fatto che non sia corretto costruire questo argine, ma per tutte le motivazioni che ho detto prima.

Presidente - Altri che chiedono la parola? La parola all'Assessore ai Lavori Pubblici, Borbey.

Borbey (DC) - Chiarisco subito una cosa in cui ha ragione il Consigliere Carlassare e il Consigliere Tonino forse si confonde.

In questa alluvione abbiamo avuto danni anche a Fontainemore, e la parte di arginatura eseguita e scalzata dall'alluvione era già stata fatta con quella delibera venuta in Consiglio regionale come ratifica, che era di un importo molto inferiore.

Io avevo fatto un sopralluogo a Pont-Saint-Martin, presenti il direttore dei lavori, l'ingegnere capo, l'assistente, i responsabili dell'impresa, il Sindaco e delle delegazioni di proprietari delle case vicine, sia in sinistra orografica che in destra orografica. Gli abitanti della destra orografica erano preoccupati che tutte le opere venissero fatte in sinistra e quindi un domani venisse messa a repentaglio la loro proprietà sulla destra.

In quella riunione avevo dichiarato che la causa maggiore della asportazione di questa scogliera era stata perché non avevamo completato il lavoro. Il lavoro era stato fatto bene, cioè iniziando dal basso, ma si pensava di poter avere i finanziamenti e completarlo. Invece siamo stati presi alla sprovvista per carenza di finanziamenti, abbiamo fatto soltanto circa metà del lavoro di sinistra orografica. Dovevano arrivare i fondi statali, infatti sono arrivati due miliardi e mezzo dallo Stato, di cui 600-700 milioni sono andati all'agricoltura e foreste e il restante all'Assessorato per i Lavori pubblici per questo tipo di lavori. Ho proposto alla Giunta Regionale di stanziare i 200 milioni circa che mancavano per completare il progetto fatto dall'ing. Luboz in sinistra orografica, mentre l'ing. Luboz sta ora progettando anche i tratti che dovremo fare in destra orografica.

Quindi io ribadisco il concetto che secondo il mio punto di vista, e secondo il punto di vista dei tecnici della Regione, quindi l'ing. Grosjacques, dal geom. Haudemand direttore dei lavori, al geom. Stevenin il quale è assistente dei lavori, e secondo l'indagine che abbiamo fatto, il danno è stato provocato per non aver ultimato i lavori, l'acqua ha scalzato inizialmente questa scogliera che non era ultimata, è penetrata dal retro e..... È vero che con questa dizione particolare del "per quanto possibile", come ci ha detto il Consigliere Carlassare, si dà la possibilità che forse le scogliere non vengano fatte con massi squadrati alla perfezione, e che quindi vengano usati anche dei massi che sono in loco nell'alveo. Questi massi sono in parte arrotondati, mentre la scogliera perfetta si dovrebbe fare con massi squadrati che combacino perfettamente. È altrettanto vero che se noi pretendiamo che queste scogliere vengano fatte con massi squadrati, questo non si paga 28.000 al mc., ma si dovrà pagare 50-60.000 al mc., anche perché non ci sono più operai che squadrano i massi.

Ma contesto la precisa accusa del Consigliere Carlassare che l'impresa non ha eseguito come da capitolato. Invito il Consigliere Carlassare a formalizzare la richiesta; nominiamo una commissione di inchiesta di tecnici; facciamo le rilevazioni che ci sono da fare, però sia ben chiaro che se un domani, essendo il lavoro già collaudato, risulta vero quello che dice il Consigliere Carlassare, senz'altro l'impresa avrà a suo carico questi assaggi ulteriori; ma in caso contrario saranno a carico di chi li richiede.

Noi, come Giunta regionale e come esecutivo, abbiamo piena fiducia nei nostri tecnici perché li riteniamo le persone idonee.

È vero che una volta si facevano i muri a secco che sono ancora oggi lì, e avevano una consistenza molto maggiore dei muri che oggigiorno si fanno in malta di cemento, ma perché una volta, prima di tutto, si sapeva lavorare la pietra, e adesso purtroppo non c'è più nessuno che sa lavorare la pietra, perché non c'è più un muratore specializzato. L'opera d'arte in pietra era ritenuta quell'opera d'arte che tutti vediamo ancora oggi: delle pietre squadrate una contro l'altra. Oggigiorno - insisto nel dire, e parlo anche da tecnico - quando in capitolato si dice: "muratura in pietrame con malta di calce eseguita a regola d'arte", per "regola d'arte" si intendono i muri che attualmente si fanno e che tutti possono vedere.

Presidente - Dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere Carlassare.

Carlassare (DPROL) - Non sono soddisfatto di quest'ultima parte della spiegazione data dall'Assessore Borbey. Vorrei chiedere alcune delucidazioni per quanto riguarda la discordanza dei prezzi tra Fontainemore e Pont-Saint-Martin.

Borbey (DC) - Per prima cosa dobbiamo mettere al corrente il Consiglio regionale che la Giunta ha ritenuto di fare una trattativa privata con impresa in loco per ultimare celermente questo tratto di sinistra orografica affinché non si ripetesse un'altra alluvione allo scioglimento delle nevi nel mese di marzo e trovarci di nuovo impreparati di fronte allo scalzamento di nodi di quel tratto già finito.

I prezzi non sono discordanti rispetto al lavoro che l'impresa Follioley ha in appalto a Pont-Saint-Martin. Rispetto al lavoro di Fontainemore vi è una perizia suppletiva perché l'appalto di Fontainemore è stato fatto già nell'autunno scorso, quindi i prezzi dell'appalto precedente hanno avuto la revisione di circa un anno. Però ci tengo ancora a precisare che a Fontainemore di cemento armato non abbiamo quasi niente. Abbiamo soltanto una briglia dove lo spessore è di un metro di larghezza; invece a Pont-Saint-Martin, proprio in corrispondenza di tutte le vasche dell'impresa Cravetto, dobbiamo fare - sempre in base al progetto Luboz - prima una scogliera a massi naturali per circa 4 metri di altezza con questa inclinazione, sopra poi dobbiamo fare un muro in cemento armato dello spessore di 30 cm. Sappiamo perfettamente che quando il cemento armato ha uno spessore inferiore viene a costare di più, perché le armature in ferro costano di più e inoltre cuba meno.

Anche per altri prezzi, per esempio lo scavo, ritengo che ci sia proprio questa discordanza, perché a Fontainemore abbiamo i prezzi vecchi e in questa delibera per Pont-Saint-Martin si è avuta una perizia suppletiva.

Presidente - Altri chiedono la parola? Dichiarazioni di voto? Metto in approvazione la delibera.

Esito della votazione:

Presenti: 22

Votanti: 22

Favorevoli: 21

Contrari: 1

Il Consiglio approva.

Presidente - Colleghi, l'ora tarda ci consiglia di sospendere i lavori. Ricordo ai Capigruppo che, in modo informale, sono invitati a riunirsi prima della ripresa dei lavori, per l'o.d.g. sulla Polonia.

La ripresa dei lavori avverrà alle ore 16 precise.

La seduta è sospesa.

La seduta termina alle ore 13,09.