Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 270 del 27 gennaio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 270/XVI - Interpellanza: "Interventi dell'Amministrazione regionale per l'adozione da parte di tutti i Comuni della prima variante sostanziale al PRG".

Bertin (Presidente) - Punto n. 30 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Lavy, ne ha facoltà.

Lavy (LEGA VDA) - In queste settimane ho avuto modo di leggere una tesi di laurea fatta benissimo proprio sull'adeguamento dei piani regolatori generali comunali al PTP, piano territoriale paesistico e credevo di leggere una tesi che avesse diciamo essenzialmente un carattere storico, invece aveva un carattere essenzialmente di cronaca proprio perché ci sono ancora alcuni Comuni ad oggi che non hanno ancora adottato la variante sostanziale del piano regolatore e non si sono ancora dunque adeguati alla legge n. 11/1998 e al PTP, che è la legge n. 13/1998.

Sappiamo benissimo dell'importanza che ha per tutti i Comuni il piano regolatore, un piano che comunque gestisce il programma, il territorio e sappiamo anche l'importanza che ha il PTP, questa sorta di cappello che disegna e suddivide il territorio regionale in sistemi ambientali e in unità locali che derivano dalle unità di paesaggio, quindi è fondamentale avere veramente una grande concertazione fra ciò che c'è nei piani regolatori e ciò che c'è nel piano territoriale paesistico.

Io so che ovviamente ci sono stati diversi problemi, potremmo dire che quello principale è stata l'alluvione del 2001, che ha rallentato di molto l'iter di attuazione proprio delle varianti sostanziali e poi so anche che, bene o male, l'iter stesso è molto complesso per cui il Comune deve elaborare una bozza che deve essere passata alla struttura competente urbanistica, poi alla struttura valutazione ambientale, c'è poi una fase di pubblicazione in cui possono essere prese le osservazioni da parte del "pubblico", dai cittadini, queste osservazioni devono poi avere un parere di VAS, deve poi questa bozza ripassare nella struttura urbanistica, deve poi essere chiamata in causa la Conferenza di pianificazione che è questa conferenza di servizi che racchiude in sé i dirigenti e il Sindaco del Comune e finalmente solo ad allora poi la Giunta regionale potrebbe poi approvare il piano.

Le scadenze per l'attuazione e comunque per l'adeguamento alla legge n. 11/1998 e al PTP erano chiare ed erano individuate nella data del 2005, quindi oggi siamo a un sacco di anni dopo e ci ritroviamo ancora dei Comuni che non hanno ancora approvato la variante sostanziale. Questo ovviamente porta a delle conseguenze, ci sono, per fortuna, delle norme di salvaguardia per cui i comuni che non l'hanno ancora adottata non possono portare avanti delle varianti che modifichino... che portino avanti delle attività trasformative del territorio.

Chiedo quindi con questa interpellanza quale sia effettivamente lo stato ad oggi dell'adozione delle varianti sostanziali, quali siano le motivazioni dei ritardi eventuali da parte dei Comuni e cosa si intenda fare tramite poi le varie strutture regionali per far sì che questi Comuni adottino la variante sostanziale e dunque rispettino la legge.

Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Marzi.

Marzi (AV-SA) - Leggo la domanda n. 1: "se ci siano Comuni che non hanno ancora adottato la prima variante sostanziale al PRG in base alle prescrizioni e agli indirizzi del PTP, quanti e quali siano". Ad oggi sono 64 i Comuni valdostani che hanno in vigore il proprio piano regolatore adeguato al piano territoriale paesaggistico, ossia che hanno concluso l'iter di ricevimento del piano stesso, il piano strategico di riferimento per la pianificazione del territorio della nostra Regione approvato appunto con legge n. 13 del 10 aprile 1998 contestualmente alla normativa urbanistica e di pianificazione territoriale approvata con legge il 6 aprile dello stesso anno. Dei 74 Comuni valdostani 64 hanno quindi il proprio piano regolatore in vigore. Mancano all'appello 10 Comuni di cui 2 Comuni, Doues e Oyace, non hanno ancora presentato all'Amministrazione regionale alcun documento di variante al proprio PRG, 8 Comuni che elenco in seguito che hanno iniziato l'iter della valutazione da parte dell'Amministrazione regionale della propria variante sostanziale del PRG in adeguamento al PTP avendo presentato e già discusso con gli uffici regionali la bozza di variante oppure avendo in corso di pubblicazione e di redazione il testo di piano da trasmettere agli uffici regionali per la valutazione conclusiva da parte della Regione.

Domanda n. 2: "quali siano eventualmente le motivazioni di questi ritardi". Il Comune di Gaby ha presentato all'Amministrazione regionale la bozza di piano, il procedimento di valutazione è stato sospeso a causa di un problema di definizione dei confini comunali, problema che è stato risolto recentissimamente con la DGR n. 21 del 18 gennaio 2021, rettifica ai sensi dell'articolo 17bis della legge regionale n. 54/1998 dei confini tra i comuni di Gaby e Issime per cui il procedimento può essere riattivato. I Comuni di Bionaz, La Magdeleine, Ollomont, Pontboset, Pré-Saint-Didier hanno già terminato l'iter di valutazione della bozza di variante sostanziale generale al PRG e stanno predisponendo il testo definitivo da sottoporre all'esame degli uffici regionali e quindi all'approvazione da parte della Giunta regionale. I Comuni di Challand-Saint-Anselme ed Emarèse hanno presentato il testo definitivo adottato dal Consiglio comunale all'Amministrazione regionale per l'avvio dell'iter di valutazione e approvazione dello stesso. Il procedimento è stato sospeso dagli uffici regionali competenti per richiesta di documentazione adeguata: per Challand-Saint-Anselme perché le cartografie degli ambiti sono ancora in una fase di revisione, per Emarèse a causa di un disguido procedurale che ha richiesto una riadozione del testo definitivo.

Domanda n. 3: "cosa si intende fare tramite la struttura regionale competente in urbanistica per far adottare a tutti i Comuni la prima variante sostanziale al PRG in modo da rispettare la legge n. 11 del 1998". Con riferimento al terzo quesito ricordo che, nel corso degli anni, constatato il notevole ritardo del recepimento del PTP di cui comunque dobbiamo considerare l'iter assolutamente complesso come tra l'altro richiamato, l'Amministrazione regionale ha man mano inserito nella propria normativa una serie di sollecitazioni volte ad accelerare il processo di adeguamento e cioè: l'impossibilità di adottare altre varianti sostanziali del PRG prima dell'avvenuto adeguamento al PTP, se non per le procedure speciali o per le varianti necessarie per la realizzazione di opere pubbliche e per la classificazione degli edifici, la possibilità di adottare le varianti non sostanziali alle modifiche non costituenti varianti, le varianti ai PUD, le varianti alle normative di attuazione ai centri storici solo ad avvenuta presentazione della bozza di variante ed adeguamento al PTP e solo se coerenti con la bozza stessa, l'impossibilità per i Comuni che non hanno depositato la bozza entro il 31 dicembre 2012 di adottare le varianti non sostanziali per le proprie opere pubbliche sino ad avvenuta trasmissione delle stesse nel chiedere finanziamenti per la realizzazione di opere pubbliche afferenti a fondi per speciali programmi di investimenti di cui all'articolo 17 della legge n. 48/1995. Inoltre, per i procedimenti di adeguamento al PTP, l'Amministrazione comunale è tenuta ad adottare il testo preliminare della variante sostanziale entro 180 giorni dalla ricezione dell'esito; se i termini non sono rispettati, il Comune sino all'azione della medesima non è legittimato a rilasciare titoli abilitativi riguardanti gli interventi relativi ai bonus volumetrici previsti per le strutture ricettive, nonché quelli della legge Casa.

Sono stati però anche previsti provvedimenti agevolativi volti a semplificare le procedure quali: l'integrazione in modo esplicito della VAS (Valutazione Ambientale Strategica) nel processo di valutazione delle varianti di piano, la forma semplificata di variante sostanziale per quelle modifiche che non attengono a una revisione complessiva del piano stesso. Possiamo quindi affermare che l'Amministrazione ha già assunto le azioni necessarie nel rispetto della piena autonomia degli Enti locali, ad incentivare la conclusione del processo di adeguamento al piano regolatore al PTP in una logica di sussidiarietà orizzontale che deve vedere gli Enti locali e la Regione confrontarsi e aiutarsi su obiettivi comuni per il bene della propria popolazione. In tal senso il processo risulta sostanzialmente concluso in quanto 64 Comuni hanno il proprio piano regolatore in vigore ed essi rappresentano il 97 percento della popolazione residente.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Lavy, ne ha facoltà.

Lavy (LEGA VDA) - Non mi aspettavo sinceramente da lei una risposta così "abbottonata", ma ne prendo atto e comunque la ringrazio per ciò che mi ha detto, so benissimo che erano già state fatte delle pressioni da parte dell'Amministrazione regionale per invogliare comunque i Comuni a portare avanti questo iter e anche comunque gli enti regionali, sta di fatto però che, dopo comunque anche queste sollecitazioni, ci sono ancora dei Comuni che la variante non l'hanno ancora adeguata. Sicuramente quindi queste pressioni dovranno magari ancora essere ricordate.

Ho comunque portato questa interpellanza perché credo sia importante fare un ragionamento forse più generale anche sul PTP, perché, a distanza ormai di 23 anni dalla sua promulgazione, dalla sua attuazione, si deve fare qualche tipo di riflessione perché forse gli intenti che erano descritti in esso non sempre sono stati rispettati al 100 percento. Ci sono alcuni esempi, per esempio, le linee programmatiche, che sono un valore importante per quanto riguarda proprio la programmazione delle modificazioni del territorio e del paesaggio, che, a parte in un caso, non sono mai state applicate. Poi più che altro a livello generale il PTP si basava proprio su un equilibrio, sul mantenimento di un equilibrio, che era quello fra il sistema dell'agricoltura, dell'urbanizzazione e della natura, individuando anche vari sistemi insediativi rurali, urbanistici, sistema di pascolo, del bosco e della montagna, e questo però si potrebbe dire che a distanza ormai come ho detto di 23 anni sia qualcosa che era già nato in parte vecchio, anche perché lo si vede, ormai abbiamo tantissime non congruenze fra ciò che è il rispetto del paesaggio, fra ciò che è la pianificazione territoriale in diversi comuni che alcuni sono stati veramente depredati da una cementificazione eccessiva, basta pensare ai comuni della plaine che si sono sviluppati veramente in senso orizzontale dando spazio a case ovunque e negando il principio che era alla base proprio della comunità valdostana: quello del villaggio. Mentre si vede dall'altro lato una sorta di spopolamento da una concezione verticale dei comuni in montagna, dei territori in montagna, che hanno dovuto per forza rivolgersi alla plaine per quanto riguarda i servizi.

Questo era alla base del PTP e quindi, a distanza di così comunque tanti anni, una riflessione sul senso del PTP deve essere fatta, anche perché si è garantito forse un troppo importante sviluppo turistico in alcune zone, un turismo che non è per forza positivo, magari fatto di seconde case che portano una ricchezza abbastanza relativa sul territorio e che però hanno, come ho detto, lasciato segni visibili sul territorio non in maniera così positiva.

Io quindi mi auguro che questo iter di adeguamento dei piani regolatori arrivi a termine al più presto, perché poi comunque una riflessione sul PTP deve essere fatta.