Oggetto del Consiglio n. 240 del 27 gennaio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 240/XVI - Interrogazione a risposta immediata: "Garanzia della somministrazione della seconda dose del vaccino anti Covid-19 a coloro che hanno già effettuato la prima dose".
Bertin (Presidente) - Punto 3.02 all'ordine del giorno. Ricordo la tempistica del question time: due minuti per l'illustrazione, tre per la risposta e uno per la replica. Consigliere Manfrin ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - In un comunicato stampa del 20 gennaio l'Assessore alla sanità diceva che, a seguito della riduzione delle dosi in arrivo nella nostra regione, sarebbe rimasta confermata la pianificazione delle seconde somministrazioni a coloro che si erano visti inoculare la prima dose. Però qui sorge un problema: come sapete, o se non lo sapete ve ne metto a conoscenza, è stata inoculata la prima dose di vaccino a 3600 persone e, da quello che sappiamo e abbiamo informazioni piuttosto certe, quelle che sono le scorte rimaste per il richiamo sono 870 dosi. Evidentemente questo secondo vaccino, quindi questo richiamo, deve essere effettuato fra il ventunesimo e il quarantunesimo giorno dopo che sia stata somministrata la prima dose. È quindi chiaro che le indicazioni ministeriali, che dicevano di mettere da parte il 33 percento delle scorte, non sono state seguite e quello che ci preoccupa è che lei Assessore ha fatto queste dichiarazioni perché è stato supportato in questa sua certezza da chi appunto collabora con lei.
Noi però i dati li abbiamo recuperati, abbiamo anche i dati che il Ministero aveva comunicato rispetto alle dosi, non giungeranno altre consegne di vaccini dopo il 20 gennaio, parlo del vaccino Pfizer che ha visto le consegne dal 27 dicembre al 7 gennaio, dall'11 al 13 gennaio e dal 18 al 20 gennaio di 1970 dosi, 1950 e 975. Quindi siamo preoccupati ovviamente che non si riesca ad addivenire alla seconda dose rendendo a questo punto di fatto inutile l'inoculazione della prima, perché evidentemente se non si arriva alla somministrazione della seconda dose, la prima dose diventa inutile. Le chiediamo con questa interrogazione di spiegarci se effettivamente si riuscirà o meno ad arrivare a questa seconda somministrazione.
Presidente - L'assessore Barmasse ne ha facoltà.
Barmasse (UV) - Grazie consigliere Manfrin per la domanda, anche perché così facciamo un po' di chiarezza. Qui è una questione quasi matematica, più che altro. Intanto ritengo che le raccomandazioni del commissario Arcuri, di mantenere il 30 percento di riserve, siano arrivate come sempre in ritardo, è stata chiusa la porta della stalla quando i buoi erano scappati. Se c'erano delle problematiche di questo tipo, prima di dare indicazioni di utilizzare tutti i vaccini disponibili e anche di essere piuttosto rapidi, bisognava essere un po' più cauti, anche perché il Ministero e il commissario Arcuri hanno avuto parecchio tempo per vedere dalle statistiche che alcune regioni, tra cui la nostra, per cercare di dare una risposta vaccinale più precoce e più rapida possibile, hanno vaccinato tante persone.
Al di là di questa piccola polemica, diciamo che poi alla fine questo 30 percento siamo riusciti a metterlo da parte. Le dosi attualmente disponibili - questa è la risposta comunque dell'azienda - quelle stoccate prudenzialmente su richiesta del commissario nazionale straordinario per l'emergenza Arcuri, in riferimento alla recenti criticità sulle forniture dei vaccini disponibili, a cui si sommano quelle pervenute in data 26 gennaio, perché poi il 26 gennaio sono arrivate 1170 dosi, cioè ieri, e quelle che arriveranno, sempre su indicazione di Arcuri all'inizio del mese di febbraio, consentono di garantire - per fortuna - a tutti i soggetti che hanno già ricevuto la prima dose i richiami nei tempi raccomandati dalle case farmaceutiche. L'Azienda USL ha comunicato inoltre che verosimilmente sarà anche in grado di riprendere le somministrazioni delle prime dosi secondo la programmazione temporaneamente sospesa a metà gennaio.
Concluderei dicendo che il fatto che siano state fornite queste 1170 dosi e non sia stata fatta la famosa riduzione del 20 percento, perché la Valle d'Aosta è una delle quattro regioni a cui non sono state ridotte le forniture, ci permetterà di fare tutti i richiami. Ieri sono state fatte anche delle vaccinazioni di prime dosi, proprio alla luce di questi ultimi dati, ovviamente nei grandi anziani, e programmeremo a breve anche la vaccinazione domiciliare. Ovviamente non le posso dire di aver fatto io i conti con la calcolatrice, però questi sono i dati comunicati dall'Azienda USL.
Presidente - Per la replica il consigliere Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Io la ringrazio Assessore per la sua spiegazione, però le evidenzio nuovamente il dato, perché è abbastanza lampante: se i vaccinati sono 3600 e le dosi di scorta sono 870, al di là che non ci troviamo chiaramente nella percentuale del 33 percento che il Ministero chiede di mettere da parte ma siamo circa al 25 percento, ma anche aggiungendo le 1170 dosi che sono arrivate con la consegna del 26 gennaio, evidentemente non riusciremo a coprire tutti i 3600, coloro che hanno ricevuto la prima dose.
La prima vaccinazione a cui lei fa riferimento che è stata fatta in questi giorni per i grandi anziani, rientra nelle 140 vaccinazioni nelle RSA che sono state effettuate con i vaccini Moderna, che differiscono ovviamente dai vaccini Pfizer. Sappiamo che con le consegne di Moderna sono arrivate 200 dosi per il 13 di gennaio e 100 per il 25 e 27 gennaio, quindi c'erano 300 dosi a disposizione, 140 dosi di vaccino sono state effettuate, ne rimane circa la metà e quindi il richiamo si può fare. Quello che ci preoccupa è invece la questione Pfizer, quindi le chiedo ovviamente di fare luce soprattutto con chi le fornisce i dati che probabilmente non le dice la verità, per evitare di arrivare a magari dare delle sicurezze che sicurezze non sono.
