Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 142 del 3 dicembre 2020 - Resoconto

OGGETTO N. 142/XVI - Interpellanza: "Misure di sostegno per i dipendenti stagionali delle stazioni sciistiche".

Marguerettaz (Presidente) - Passiamo al punto n. 28 all'ordine del giorno. La parola al collega Carrel, ne ha facoltà.

Carrel (PA) - Questa interpellanza di fatto si abbina bene con quella appena esposta dal collega Brunod perché lo diciamo spesso: la montagna non è solo sci, è anche tanto altro, quindi ringrazio anche il collega Brunod e l'assessore Guichardaz per aver parlato anche di questo aspetto, però ovviamente lo sci ha un peso soprattutto economico e sociale importante.

Con questa interpellanza ovviamente scritta ormai più di dieci giorni fa - e quindi anche un po' passata su certi temi, tra i quali appunto anche il protocollo su cui magari possiamo dire solamente due parole per spiegare quali siano gli accordi - mi preme però concentrarmi principalmente su quale sia l'intenzione del Governo, anche in vista dell'emendamento che ieri abbiamo approvato tutti assieme per andare a dare delle risorse ai comprensori sciistici per permettere l'apertura, il quale ovviamente dà soprattutto la possibilità ai comprensori sciistici di occupare delle persone, perché ricordiamoci che dietro alla sciata che vedono spesso e volentieri anche i Ministri a Roma c'è del lavoro e c'è gente che vive grazie a questo.

L'interpellanza quindi ha il fine di capire quali siano le intenzioni del Governo e quali siano le direttive date dal nostro Governo regionale alle società di impianti di risalita per capire se corrisponde al vero ciò che abbiamo letto su alcuni giornali, cioè che vi è l'intenzione a livello nazionale di aprire solamente alcune stazioni, magari le stazioni più grandi e non quelle più piccole, e se ad oggi abbiamo come Governo e come Regione dato il via di preparare l'innevamento su tutti i comprensori presenti appunto in regione.

In caso in cui ci sia la possibilità... e lo capiremo forse questo pomeriggio nel dibattito quando avremo qualche informazione in più sul nuovo DPCM, però temo che questa sia un'ipotesi quasi plausibile ormai di chiudere alcuni impianti a fune o tutti gli impianti a fune, vorremmo capire se il Governo ha già pensato e ipotizzato delle misure di sostegno per tutti i dipendenti stagionali delle stazioni sciistiche ma anche tutti i dipendenti stagionali che vivono grazie agli alberghi, alle attività commerciali e ovviamente a tutti gli aiuti che, come Regione, dobbiamo alle società e alle imprese che agiscono nel territorio valdostano.

Presidente - La parola all'assessore Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (AV-SA) - Grazie per l'iniziativa. Se permette, anch'io magari non seguo lo schema della risposta, anche perché era legata a una situazione precedente, direi che i fatti anche di questi ultimi giorni ci hanno messo ovviamente tutti di fronte a una situazione nuova.

Credo sia anche l'occasione per chiarire che la legge che abbiamo approvato ieri permetterà dalla prossima settimana, ovviamente verifiche politiche permettendo, di regolamentare l'attività socio-economica e culturale della nostra comunità anche attraverso queste disposizioni, che non vuol dire che la Valle d'Aosta, com'è stato scritto ed è stato ben ricordato da qualche collega del Governo in questi minuti, ha avviato una deregulation generale contro tutto e contro tutti senza porre l'attenzione necessaria alla situazione sanitaria, ma vuol dire che abbiamo ben presente che cosa dobbiamo fare per migliorare ancora la nostra situazione di contagio, ma ci siamo dotati di un impianto legislativo e normativo per meglio regolamentare l'attività e la vita sociale dei Valdostani e soprattutto declinarla su un territorio che è completamente differente da quello dei grandi centri, piuttosto che delle grandi regioni. Rispetto a questo, quindi ci sarà un elemento in più che però sarà sempre guidato ovviamente dalla cabina di regia, dall'unità di crisi, dall'unità di coordinamento, che, sotto il profilo sanitario, ci dovrà dare le indicazioni necessarie per regolamentare l'azione politica.

Rispetto alla situazione generale degli impianti a sci, purtroppo, abbiamo dovuto adattare nell'ultimo mese più volte la nostra condizione di lavoro, si era partiti con la speranza di poter avviare un dialogo costruttivo con il Governo nazionale, facendo anche nascere un fronte importante di collaborazione con tutte le Regioni dell'arco alpino e proponendo in questo mese una serie di attività: la prima su tutte quella del protocollo per la sicurezza, protocollo per la sicurezza che ha declinato in maniera precisa e reso uniforme per quello che ci riguarda l'utilizzo degli impianti da sci, ad oggi non abbiamo ancora una risposta da parte del CTS al riguardo di questo protocollo. Anche su questo ovviamente si potrebbero fare tante sottolineature. Questo protocollo è quello che ci deve guidare per dare le indicazioni alle società per organizzare definitivamente l'apertura degli impianti. Noi avevamo un protocollo di sicurezza a livello regionale che oggi è stato superato e appunto aspettiamo queste indicazioni per andare oltre.

In questi ultimi giorni un po' tutti abbiamo letto, c'è una proposta anche che è nata dall'Union Valdôtaine qui in Regione ma anche in altre Regioni se n'è parlato di implementare il protocollo, con la possibilità di inserire il tampone negativo per gli sciatori in arrivo nella nostra comunità. Ovviamente tutto questo si sposa anche con un disegno più generale che è legato alla rilevazione anche della situazione del contagio sulla popolazione, quindi ci sono una serie di questioni che vanno viste in termini di programmazione del lavoro nell'insieme per evitare di fare delle fughe in avanti e di dare troppi impedimenti o da un lato o dall'altro alle società che già sono in crisi.

L'indirizzo che noi abbiamo dato all'inizio, però è stato quello di aprire ovviamente i comprensori nella misura in cui il flusso in entrata del nostro territorio ne permette l'utilizzo, perché siamo dotati di comprensori che possono accogliere circa 30 milioni di passaggi l'anno, se non ci sono questi passaggi, come per qualsiasi azienda, non ha senso creare tutti questi spazi di divertimento, perché poi questi spazi di divertimento hanno dei costi fissi, che sono i costi generali di gestione degli impianti, dei costi fissi che sono generali delle persone occupate: circa 350 a tempo indeterminato e poi ci sono i costi supplementari - che poi per noi sono degli investimenti perché sono dei posti di lavoro e degli stipendi - dei lavoratori stagionali.

Alla luce delle indicazioni che avevamo a inizio mese questa era la volontà, alla luce di quello che è successo questa notte - perché il DPCM è stato inviato ai Presidenti delle Regioni alle ore 03:00 del mattino -, questa volontà viene un po' meno perché, se non ci sarà mobilità fra le regioni o questa mobilità non sarà garantita, ovviamente dovremo tarare diversamente la nostra organizzazione.

Aggiungo che in questo mese abbiamo anche cercato di dare continuità all'attività in un comprensorio, che è Cervinia, e ieri, grazie alla sensibilità che c'è in Consiglio regionale sul tema, abbiamo costruito un emendamento che ci permetterà di fare, rispetto allo sci agonistico e allo sci agonistico per i nostri ragazzi degli sci club, delle valutazioni per implementare il servizio che attualmente dà una stazione sciistica con forse l'apertura di altre stazioni. Anche qui siamo in attesa di capire però se la nuova dicitura che compare al punto oo) del nuovo DPCM risponde a quella interpretazione che poi la FISI ha dato negli ultimi dieci giorni, perché ci pare che sia stato scritto qualche cosa nuovamente di diverso.

Dico tutto questo non per stare sulla difensiva ma perché è come se noi dovessimo in una grande azienda che fa 80 milioni di fatturato, che ha 1000 dipendenti, che crea un indotto di 500-600 milioni, stare tutti i giorni a capire se possiamo aprire o chiudere. Il Governo cioè ha messo in condizioni il comparto sci di lavorare in questa maniera e queste, come viene sottolineato tante volte, sono giustamente delle industrie, industrie che non possono pianificare un'attività di queste dimensioni con tutte queste incertezze.

Noi in queste ore stiamo analizzando gli ultimi documenti, domani io incontrerò i Presidenti delle società di impianti a fune per fare una valutazione definitiva insieme sui dati, sulle normative e anche sull'emendamento che abbiamo presentato per capire come pianificare un'apertura intanto per i nostri ragazzi, sempre che le disposizioni della FISI andranno in quella direzione, e per ragionare insieme su come organizzare ovviamente qualche cosa che potrà riguardare il periodo che ci troveremo ad affrontare.

Oggi il DPCM, che non è la nostra legge, prevede l'apertura dei comprensori sciistici al 7 gennaio con una limitazione della movimentazione delle persone nel periodo, come abbiamo visto, delle due settimane delle vacanze. Non si capisce bene - e come Regioni lo avevamo proposto - come verranno trattati i residenti delle seconde case, i residenti alberghieri, quindi, a seconda anche di cosa succederà in questa direzione, assumeremo delle decisioni.

Per venire invece alla parte più legata ai danni che subiremo e ai danni che subiranno i lavoratori, noi nella prima parte di crisi, quella di questa primavera, abbiamo lavorato sempre dopo l'organizzazione dei ristori da parte del Governo, nel senso che abbiamo cercato sempre di o implementare, o integrare quello che veniva a mancare.

In questa fase siamo in collaborazione con i Parlamentari della nostra Regione ma con le Regioni e i Parlamentari delle altre Regioni per cercare di emendare i DPCM che sono già stati presentati e anche la legge finanziaria, anche perché alcuni emendamenti vanno a ristorare per la stagione precedente le società e stiamo aspettando di capire cosa succederà dopo il DPCM di ieri sera, che disciplina l'attività dal 4 dicembre in avanti, DPCM quater o quinter, non mi ricordo più quale dovrà ad uscire, che andrà a lavorare sulle chiusure che sono state date e sugli impedimenti che vengono dati all'attività, di modo poi da poter ragionare insieme, come ci siamo detti, su una legge che ovviamente dovremo costruire con i tempi che avrà l'applicazione dell'avanzo di amministrazione, che dovrà cercare di colmare le lacune degli eventuali ristori o integrare, dove decideremo di fare, le perdite che hanno avuto le società.

Mi rendo conto di aver dato una risposta non diretta su alcuni temi, però mi scuso, anche perché ci sono alcune condizioni di elementi che vengono a mancare anche a noi per fare delle valutazioni definitive.

Presidente - La parola al collega Carrel.

Carrel (PA) - Grazie Assessore per la risposta. Ovviamente se le direttive soprattutto da Roma non arrivano e, come ha detto, non hanno ancora approvato nel CTS il protocollo, diventa poi difficile capire quali sono le linee che noi possiamo prendere, soprattutto se nel nuovo DPCM ci sarà il divieto di muoversi da una regione all'altra, capisco bene che questo è un problema.

Rispetto a quanto ha citato lei nella sua risposta, ci tengo a sottolineare che c'è una differenza sostanziale tra l'emergenza della primavera e questa in quanto l'emergenza in primavera è arrivata verso i primi giorni di marzo a stagione invernale non finita sicuramente, non per il Breuil, che va ancora verso fine maggio, per le altre stazioni mancava un mese-un mese e mezzo e avevano già tutti i dipendenti dei contratti che andavano fino a fine stagione. La situazione adesso ovviamente è che questi dipendenti non hanno dei contratti e quindi non hanno la certezza di avere nemmeno la cassa integrazione, quindi abbiamo una serie di problemi in più.

Oltre ai dipendenti degli impianti sciistici, chi abita nelle vallate, soprattutto nelle vallate che vivono di sci, sa bene che c'è un mondo di camerieri, di lavapiatti, di chef, di persone che si muovono solo per la stagione, vivono nei vari Comuni e stanno aspettando delle risposte, idem vale per i maestri di sci. Abbiamo quindi sicuramente una serie di professioni, una serie di persone che stanno aspettando le risposte, pertanto credo sia opportuno, come ha sottolineato lei, Assessore, andare a capire quali sono i limiti entro i quali dobbiamo e possiamo muoverci, andare ad attuare la legge che abbiamo approvato ieri nei limiti anche della situazione sanitaria regionale, perché dobbiamo sempre tenerla in considerazione, per poi andare a dare delle risposte, perché la gente in questo momento credo sia abbastanza disponibile a sentire tutto ma noi dobbiamo semplicemente dare delle risposte con chiarezza e dire quale sarà e quali potranno essere le attività che possono svolgere adesso e quelle che possono svolgere dal 7 di gennaio in poi, se ho capito bene dalle indiscrezioni del DPCM.

Capisco quindi la situazione molto difficile ma chiedo semplicemente all'Assessore di tenerci informati su questi aspetti che sono, secondo noi, molto importanti.