Oggetto del Consiglio n. 594 del 26 novembre 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 594/81 - LOCALIZZAZIONE IN COMUNE DI POLLEIN DI UN'AREA PER LA COSTRUZIONE DI UNA CASERMA. (Interrogazioni ed interpellanza)
Presidente - Do lettura delle interrogazioni presentate dal Consigliere Minuzzo e dai Consiglieri Mafrica, Tonino, Carral e Péaquin e dell'interpellanza presentata dal Consigliere Carlassare:
INTERROGAZIONE
LETTO l'ordine del giorno votato dal Consiglio Comunale di Pollein, in data 6 ottobre 1981;
VISTA la delibera di Giunta richiamata dal citato ordine del giorno con la quale si dà "incarico del rilievo catastale aggiornato di aree interessate alla costruzione di una caserma in Comune di Pollein";
CONSIDERATO che ancora una volta il comportamento della Giunta regionale si è dimostrato prevaricatore delle autonomie locali;
Interroga
il Presidente della Giunta per conoscere:
1) per quali motivi si è dato il citato incarico senza portare a conoscenza il Consiglio Comunale di Pollein;
2) se vi sono già stati accordi con il Ministero della Difesa per la eventuale costruzione della caserma in oggetto;
3) i motivi per i quali è stata scelta, in modo arbitrario, la area sita nel Comune di Pollein;
4) i motivi per i quali non ha ritenuto opportuno investire il Consiglio regionale sulle questioni delle "permute e delle servitù militari" in Valle.
F.to: P. Minuzzo
INTERROGAZIONE
VENUTI A CONOSCENZA della ferma protesta del Comune di Pollein contro i metodi dell'Amministrazione regionale, in merito alla possibile installazione di una caserma nel territorio di tale Comune, i sottoscritti Consiglieri
Interrogano
il Presidente della Giunta e l'Assessore regionale ai Lavori Pubblici per sapere:
1) quali valutazioni hanno portato alla scelta di Pollein per l'insediamento di una nuova caserma;
2) perché non è stata interpellata in proposito l'Amministrazione comunale;
3) se la Giunta regionale intende passare ancora una volta sopra la testa di un Comune e della popolazione residente, occupando terreni oggi destinati ad importanti attività sportive.
F.to: D. Mafrica, Tonino A., F. Carral, Péaquin
INTERPELLANZA
VENUTO A CONOSCENZA che il Comune di Pollein ha approvato in data 6 ottobre 1981 un ordine del giorno in merito all'eventuale costruzione di una caserma che occuperebbe ben 20.000 mq. di superficie coperta;
CONSIDERATO che né il Comune di Pollein, né i suoi abitanti, né tantomeno il Consiglio regionale sono stati consultati circa questa eventualità;
RITENENDO che una caserma predisposta per alloggiare 1000 soldati, con i relativi mezzi meccanici, logistici ecc., situata in un Comune con circa 800 abitanti può comportare oltre allo spreco di terreno ed altre difficoltà di carattere territoriale anche gravi problemi tanto per gli abitanti che per i militari;
Interpella
la Giunta regionale per conoscere:
1) se quanto affermato dalla delibera n. 87 del 6.10.1981 del Comune di Pollein corrisponde a verità;
2) in caso affermativo quali necessità e criteri guidano le scelte di questa ubicazione;
3) per quale motivo non c'è stata una preventiva consultazione degli Enti territoriali e delle persone interessate;
4) se la scelta di questa ubicazione può già considerarsi definitiva o se vi siano alternative possibili e già previste;
5) se l'Amministrazione regionale sarà gravata di altri oneri oltre a quelli derivanti dalla delibera n. 2907 del 5.6.1981.
F.to: N. Carlassare
Presidente - In questo caso, secondo prassi, la procedura è la seguente: trattandosi di un'interpellanza, l'interpellante Consigliere Carlassare ha facoltà di illustrarla; ci sarà poi la risposta dell'Assessore che servirà anche per le interrogazioni poste agli oggetti n. 6 e n. 8. Successivamente darò la parola all'interrogante dell'oggetto n. 6, all'interrogante dell'oggetto n. 8 ed all'interpellante dell'oggetto n. 14, per le repliche.
Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.
Carlassare (DPROL) - Il giorno 6 ottobre il Consiglio Comunale di Pollein ha fatto una deliberazione, che penso sia stata inviata a tutti i Capigruppo, alla Giunta ed ai Consiglieri regionali, dove il Comune di Pollein solleva un problema molto grave. Il 5.6.1981 la Giunta con delibera n. 2907 ha dato incarico al geometra Maurizio Lucianaz di provvedere alla redazione di un rilievo catastale aggiornato delle aree interessate alla costruzione di una nuova Caserma, che si comporrà di diversi fabbricati destinati all'alloggiamento di mille soldati ed all'installazione di officine, magazzini, tettoie, per complessivi mq. 20.000 di superficie coperta, che dovrà essere ubicata sulla riva destra del fiume Dora Baltea nel Comune di Pollein. L'Amministrazione comunale di Pollein denuncia il fatto di non essere stata interpellata per questa possibile localizzazione della caserma nel suo territorio, già oberato dall'eliporto militare che copre una fetta cospicua di terreno comunale e fa rilevare che l'aggiungere un'altra struttura militare di queste dimensioni che comporterebbe delle difficoltà di ordine urbanistico e - aggiungo io - anche di ordine sociale. Se in un paese come Pollein di 800 abitanti si costruisce una caserma che può ospitare 1000 soldati, sorgeranno problemi sia per gli abitanti che per i militari distaccati in una zona che ha scarsi servizi di collegamento con la città. Leggendo la deliberazione di Giunta si viene a sapere che sono in corso delle trattative fra il Genio militare di Torino e la Giunta stessa per lo spostamento della Caserma, ma di questa iniziativa non si è dibattuto minimamente; c'è da tenere presente inoltre che sempre nella stessa zona - anche se non nello stesso Comune - sta sorgendo il Carcere, e non so fino a che punto sia logico e conveniente abbinare queste due strutture. Sta emergendo anche il problema inverso, positivo se vogliamo, ma da affrontare molto correttamente perché potrebbe far sorgere una nuova serie di grossi problemi, perché si renderebbe libera in questo caso l'area della caserma Testafochi e di questa operazione dovrebbe essere informato il Comune di Aosta che per verso contrario ne è interessato.
Nell'interpellanza che ho presentato, la prima domanda dove chiedo se quanto affermato dalla delibera corrisponde a verità, è stata fatta forse affrettatamente, perché era sufficiente che andassi a cercare per prima cosa la delibera di Giunta (qui pago lo scotto dell'inesperienza); il secondo obiettivo che mi pongo è quali sono i criteri che guidano la Giunta nell'ipotizzare questa localizzazione e perché non si informano i Comuni e gli Enti interessati; al 4° punto chiedo se non ci sono soluzioni diverse da questa prospettata, ed in ultimo quali gravami, incombenze ulteriori, toccheranno alla Regione per soddisfare una esigenza posta dall'Amministrazione militare con un piano di decentramento di una decina di anni fa, che riguarda non solo le strutture militari della Vale d'Aosta, ma di tutto il paese.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Non mi ricordo esattamente se nel '77 o nel '78, in seguito ad una discussione avvenuta in Consiglio, avevo iniziato cauti contatti con le Forze Armate per vedere di recuperare la Caserma Testafochi, dato che questa è una struttura enorme che spacca Aosta in due e costituisce sotto ogni profilo un grosso problema. D'altra parte il piano regolatore di Aosta prevede in maniera espressa il recupero dell'area della caserma Testafochi. Le Forze Armate in un primo tempo decisamente contrarie, si sono dichiarate poi disponibili ad una permuta, cioè da un lato la caserma Testafochi che verrebbe retroceduta alla Amministrazione regionale con possibilità di demolizione ed intese con il Comune di Aosta, dall'altra costruzione a spese della Regione della nuova scuola Allievi Ufficiali, quindi non una Caserma, con un organico che non dovrebbe superare i 500 uomini presenti.
Dopo questa prima fase nella quale tutto era sospeso per così dire a mezz'aria, ve n'è stata una seconda, nella quale i militari si sono dichiarati interessati, qualora fosse possibile, ad avere l'area contigua all'eliporto per motivi di addestramento degli allievi ufficiali. La trattativa è ancora ferma a questo punto il Generale comandante la scuola militare di Aosta, prima di dare una risposta, ha richiesto all'Amministrazione regionale di poter vedere quei documenti di cui alla delibera citata dalle varie interrogazioni e dall'o.d.g. del Consiglio comunale di Pollein. Non vi sono stati contatti formali perché i "pourparles" sono ad uno stato talmente embrionale che non possiamo dare ancora delle notizie ufficiali, però sia con l'Amministrazione comunale di Pollein - in particolare attraverso il Consigliere Martin qui presente e Sindaco - sia con l'Amministrazione comunale di Aosta, abbiamo fatto cenno al fatto che stavamo studiando il problema della Testafochi. Tenendo conto che quella piana di Pollein dovrebbe essere divisa in due dalla circonvallazione sud, chiamiamola così per intenderci, e che la zona dell'eliporto ne verrebbe tagliata fuori, l'Amministrazione regionale ha continuato cauti sondaggi per vedere a che punto si può arrivare. Non crediamo, agendo così, di passare sopra la testa di nessuno, poiché ci sembra che tra i vari compiti di questo Consiglio, preminente sia quello di studiare certe soluzioni territoriali che riguardano la città di Aosta ed il suo circondario urbano come ormai sta diventando anche Pollein.
In conclusione; non rispondo specificatamente a tutti i punti ma mi sia permesso dire che se sono rose fioriranno, e dato che le rose militari fioriscono con molta lentezza è improbabile che sia questo Consiglio a discuterne. È evidente però che un'operazione di questa complessità presuppone che - mi ha fatto piacere l'accenno del Consigliere Carlassare a quel piano di decentramento che riguarda tutto il paese - in molte città d'Italia si cerchino altre soluzioni perché ci sono delle storture urbanistiche inaccettabili; insomma i militari - non faccio nomi - definiscono la Testafochi una casermaccia, costa di manutenzione quello che costa ed è praticamente ormai una specie di rudere, e d'altra parte la città di Aosta non può rinunciare ad un'area di quel genere per vari motivi, fra i quali quelli urbanistici. Per adesso la situazione è ancora molto fluida, se ci dovessero essere delle risposte o dei segnali positivi, i primi ad esserne informati saranno i Consiglieri regionali, perché dovranno esserci evidentemente degli stanziamenti attraverso il Consiglio comunali e, contemporaneamente, il Consiglio comunale di Pollein.
Se alcune critiche fatte dal Consigliere Carlassare sono accettabili, mi sembra tuttavia che siano da valutare attentamente; non vorrei anticipare oggi quella che dovrà essere una discussione futura ma il Consiglio regionale dovrà valutare a livelli regionali, e non più comunali, qual è l'utile effettivo di questa operazione, ma questo il Consiglio regionale lo farà quando una trattativa del genere si concretizzerà.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo per la replica, ne ha facoltà.
Minuzzo (PSDI) - Per dichiararmi soddisfatto per la parte concernente l'iter burocratico e la spiegazione dei motivi per i quali si è arrivati a questa delibera; non posso dichiararmi soddisfatto invece per quanto concerne il discorso del rapporto con la Amministrazione comunale di Pollein. Ritengo che effettivamente non ci siano stati collegamenti fra la Giunta ed i rappresentanti dell'Amministrazione municipale di Pollein, diversamente da quanto ha dichiarato il Presidente Andrione, altrimenti il comportamento di un Sindaco che sottoscrive un verbale, che si preoccupa poi di inviare a tutti i Capigruppo ed alla Giunta, dopo aver avuto anche se in via informale contatti con la Giunta, non è corretto. Penso invece che proprio per la mancanza di contatti, il Consiglio comunale di Pollein in seguito alla delibera di Giunta del 5.6.1981 n. 2907, ha presentato questa deliberazione.
Posso comprendere ed anche concordare con il Presidente Andrione quando dice che le Forze Armate per motivi di addestramento hanno chiesto in permuta l'area di Pollein in quanto vicina all'Eliporto, ma a questo punto mi chiedo se non era opportuno che ufficialmente la Giunta regionale mettesse a conoscenza la Municipalità di Pollein dei "pourparlers" con le Forze Armate, di tutto quel problema delle servitù militari che si sta discutendo, e del fatto che le Forze Armate avrebbero indicato come permuta un'area nel Comune di Pollein. La Giunta avrebbe potuto sapere dal Comune di Pollein quali erano le sue disponibilità e quali potevano essere le indicazioni del Comune per lo eventuale utilizzo di un'area di sua proprietà. Comunque tengo a far rilevare al Presidente della Giunta Andrione che anche nel Comune di Saint-Marcel ci sono delle servitù militari e data la distanza così poco rilevante fra Saint-Marcel e Pollein, si vanno a creare delle difficoltà alla scuola Allievi Ufficiali. Mi risulta che a Saint-Marcel c'è già una polveriera, per cui anche quell'area potrebbe essere idonea a creare una scuola come ci ha illustrato il Presidente.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica per la replica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Mi dichiaro insoddisfatto della risposta per due motivi, uno relativo al metodo della Giunta, l'altro relativo alla sostanza. Il motivo di sostanza è quello relativo al problema delle servitù militari in Valle d'Aosta, già complesso sotto diversi aspetti e che non credo possa essere risolto a pezzi e bocconi con incontri più o meno ufficiosi fra la Giunta e le autorità militari. Credo che la Valle d'Aosta abbia il dovere anche in questo campo di esercitare le sue competenze almeno nella scelta delle aree. Ho spesso occasione di vedere alla TV l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni culturali Pollicini ma non mi è ancora capitato di sentirlo parlare del piano urbanistico regionale; so che la sua forza in passato, nelle questioni dell'assetto territoriale, aveva numerose proposte da fare ma in questi due anni per quel che riguarda il piano urbanistico regionale e quindi anche le aree destinate a servitù militari, non è stato fatto nessun passo in avanti. Per noi il problema di sostanza è di avere delle scelte da parte della Regione e non delle scelte provenienti dai militari, in questo campo.
Il motivo di metodo riguarda la mancata consultazione da parte della Giunta, del Comune di Pollein, non potendo dire certo che le cose erano ad un livello tale che ancora non era necessario informare ufficialmente il Comune e soprattutto trattandosi di un insediamento di queste dimensioni. Sono stati nominati dei tecnici che hanno cominciato a fare delle misurazioni sulle aree comunali; il Consiglio comunale dice di non essere stato informato e dal momento che questa è una dichiarazione ufficiale, per noi è valida; non sappiamo di contatti ufficiosi, ci atteniamo a quello che ci viene detto.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare per la replica, ne ha facoltà.
Carlassare (DPROL) - Sono anch'io insoddisfatto delle risposte date dal Presidente della Giunta non tanto per la ricchezza di particolari su come si è svolta questa vicenda, ma per le motivazioni quali quelle che sono state illustrate anche dai Consiglieri Minuzzo e Mafrica. In effetti penso che non solo il Comune debba essere consultato, ma il Comune a sua volta debba informare la popolazione fin dall'inizio, per fare sì che soluzioni del genere non vengano subite da una parte, e che dall'altra non insorgano discriminazioni di vario genere. Il problema anche da parte mia è quello di avere un piano regolatore regionale, che stabilisca le aree disponibili e che tenga conto di tutte le esigenze della popolazione dei singoli Comuni, all'interno del quale sia possibile poi fare scelte amministrative da parte della Regione e dei Comuni interpellati.
Ritengo inoltre che un'operazione di questo genere debba essere vagliata molto attentamente, perché è vero che si tratta di una scuola; però spostare un nucleo piuttosto consistente di militari significa portarsi appresso tutta una serie di altre strutture che possono sorgere intorno, compreso l'utilizzo delle sabbie che sono lì vicino, come tutti sappiamo. Ad ogni modo non mi riferivo a questo tipo di strutture, ma a tutta una serie di altre strutture che possono essere spazi di vario genere, per cui se è vero che è previsto un organismo di sole 500 persone, ci si può ritrovare ad avere fino a 1500 militari magari in particolari condizioni e altri 3000 pendolari che potrebbero essere i parenti in visita.
Ma quello che mi lascia più perplesso è che non si informino sino dall'inizio tutti gli organismi interessati a questo problema.
