Oggetto del Consiglio n. 568 del 11 novembre 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 568/81 - SITUAZIONE OCCUPAZIONALE E GESTIONALE DELLA MONTEFIBRE DI CHÂTILLON. (Interpellanza)
Presidente - Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Mafrica, Cout, Péaquin:
INTERPELLANZA
CONSIDERATO che in questi mesi sono stati spesso richiesti periodi di cassa integrazione alla Montefibre di Châtillon, soprattutto nei reparti in cui si effettua la lavorazione dell'acetato;
VENUTI a conoscenza di indirizzi che mirano alla modifica della strutta azionaria della società (che oggi occupa circa 500 addetti) e di possibili riduzioni di personale (circa 50 posti di lavoro in meno);
i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
l'Assessore all'Industria per sapere:
1) quali sono oggi le condizioni economiche, produttive e societarie dell'azienda e quali sono le sue prospettive per il futuro;
2) se la Regione Valle d'Aosta è stata interpellata in merito al piano di settore per la chimica, la cui discussione tra Governo e Regioni è iniziata in questi giorni;
3) quali sono le proposte della Giunta in merito al risanamento produttivo e alla salvaguardia dei posti di lavoro presso la Montefibre di Châtillon.
Presidente - Il Consigliere Mafrica ha facoltà di illustrare l'interpellanza.
Mafrica (PCI) - Nel lungo elenco delle aziende industriali in difficoltà, dopo la COGNE, dopo la SADEA, dopo l'ILSSA mentre continuano difficoltà alla ALLUVER, alla MAXEL, alla SIV, è venuta fuori anche la questione della MONTEFIBRE. Ora, è noto che il mercato delle fibre ha delle difficoltà dovute al costo crescente del petrolio e ad una certa ripresa delle fibre naturali rispetto a quelle sintetiche. Nella situazione italiana è comunque possibile qualche tipo di intervento per ciò che riguarda le fibre proprio perché sono tre le aziende che da sole garantiscono il 90% della produzione: l'ANIC, la MONTEFIBRE e la SNIA.
Per ciò che riguarda la MONTEFIBRE, i programmi di questa prevedevano, per quanto è a nostra conoscenza, una riduzione del personale da 9 mila a 5700 addetti, la chiusura di stabilimenti a Casoria ed a Vercelli e il dimezzamento degli addetti negli stabilimenti di Ivrea, di Pallanza e di Porto Marghera, ma non c'era, almeno fino a questo autunno, nessuna previsione negativa per ciò che riguarda lo stabilimento di Châtillon.
Questo stabilimento produce filo acetato e filo viscosa; secondo i programmi della MONTEFIBRE dovevano rimanere circa 500 addetti costanti fino al 1983, mentre l'altro stabilimento che produce acetato, quello di Vercelli, avrebbe dovuto ridurre il personale da 1000 a 50 addetti, anche perché Vercelli oltre all'acetato produce del fiocco poliestere che dovrà andare ad Acerra, in Campania.
Lo stabilimento di Châtillon ha una capacità produttiva di circa 6000 tonnellate all'anno che non può essere aumentata date le condizioni complessive degli impianti, ma che comunque può restare sul mercato perché è una produzione che occupa una parte di mercato che continuerà a permanere. Si dice un segmento residuale del mercato, che è scarsamente sostituibile.
Alla MONTEFIBRE avrebbero dovuto essere già cominciati degli interventi per la sostituzione e la manutenzione dei macchinari, del costo di circa 1 miliardo l'anno dall'81 all'83; invece proprio in questo mese si sono avute notizie che destano in noi preoccupazione e sulle quali vorremmo avere informazioni da parte dell'Assessore. È stata chiesta a ripetizione la Cassa Integrazione e si è parlato di una nuova società che dovrebbe coinvolgere anche lo stabilimento di Châtillon; a noi interessa sapere qual è la situazione produttiva occupazionale e societaria di questa azienda in questo momento, e quali sono le prospettive per il futuro, questa è la prima domanda.
La seconda domanda: se la Regione è stata interpellata in merito al piano di settore per la chimica e quali posizioni ha assunto rispetto a questo, e cosa la Giunta ritiene di proporre per evitare che anche a Châtillon e alla MONTEFIBRE si corrano quei pericoli già così diffusi per tutto il settore industriale Valdostano.
Presidente - Risponde l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Chabod; ne ha facoltà.
Chabod (DC) - La MONTEFIBRE ha sostanzialmente mantenuto negli ultimi anni la sua collocazione sul mercato europeo con una buona posizione per quanto riguarda l'acetato e una posizione marginale per quanto riguarda la viscosa. Purtroppo la situazione generale vede un lento declino delle fibre artificiali a favore delle fibre sintetiche, il cui costo di acquisto le rende competitivamente più valide. Esistono inoltre sul mercato aziende leader nel settore sia dell'acetato che della viscosa, con le quali la MONTEFIBRE deve confrontarsi sul piano della competitività.
Alla luce di questi due fattori, il punto di forza su cui è necessario incidere maggiormente è il costo di produzione, in cui la posizione della MONTEFIBRE è quanto mai debole. A tale scopo la MONTEFIBRE, finiti i tempi dell'amministrazione controllata che è cessata nel febbraio scorso, sta realizzando un programma per verificare l'effettiva possibilità di ridurre sensibilmente i costi di produzione, migliorare la produzione sia a livello di processi produttivi che di caratteristiche del prodotto, ed agitare sul rapporto produzione-addetti, cercando nuovi spazi per la esportazione sia nei paesi ad economia pianificata che nei paesi del Terzo Mondo.
Per quanto riguarda specificatamente l'impianto di Châtillon esso, pur rappresentando per l'azienda un punto di crisi nel panorama degli stabilimenti MONTEFIBRE, non sembra essere considerato un ramo secco di cui si impone la potatura. Le cause principali della continua perdita di competitività dello stabilimento sono da imputarsi al rapido processo di obsolescenza economica verso il quale si stanno avviando i processi produttivi, le tecnologie e gli impianti utilizzati per le lavorazioni. Le prospettive future dello stabilimento sono quindi legate ad un processo di risanamento strutturale che dovrà incidere sul livello di produttività e rinnovare i processi e le tecnologie produttive.
Su queste basi è già stato avviato da parte dell'azienda un programma di investimenti, in parte realizzato e in parte in fase di realizzazione, che sta comportando un notevole impegno finanziario da parte dell'azienda.
Per quanto riguarda il secondo punto dell'interpellanza, suppongo che il P.C.I. si riferisca all'ultimo piano di settore per la chimica elaborato dal Governo, visto che ne esiste uno precedente. Chiarisco che non è stato chiesto ancora nessun parere in merito alla Regione, in quanto tale piano, essendo in fase di stampa, non è stato ancora presentato al CIPI e quindi non sono state avviate le procedure previste della legge 675 sulla formulazione da parte della Regione di eventuali osservazioni e proposte. È comunque opportuno chiarire che il piano attribuisce una generica egemonia ai produttori privati - MONTEFIBRE, SNIA ed altre 7-8 aziende - sui fili, mentre in prospettiva le aziende pubbliche dovrebbero specializzarsi sui fiocchi.
In merito al riassetto produttivo tra polo pubblico e polo privato, il piano di settore nulla dice a proposito delle fibre cellulosiche in quanto solo il polo privato gestisce questo tipo di attività. Esiste invece - suppongo che il P.C.I. ne sia a conoscenza - per il settore della chimica un programma finalizzato, elaborato in base alle indicazioni dell'articolo 2, 4° comma, della legge 675 del 1977 e della delibera del CIPI del 24 febbraio '78. Tale programma pervenne alla Presidenza della Giunta regionale in data 21 luglio '78 insieme ad altri che formarono l'oggetto di un esame congiunto da parte dell'Amministrazione regionale. Con lettera in data 16 agosto '78 la Regione rilevò che tali programmi non contenevano articolazioni territoriali e potevano essere condivisi solo se svolti al mantenimento dei livelli occupazionali ed alla creazione di nuovi posti di lavoro nella nostra regione.
Il programma per la chimica venne approvato dal CIPI in data 21 settembre '78 con la seguente puntualizzazione riguardante le fibre cellulosiche: "Per le cellulosiche è da proseguire la linea finora seguita e già prevista da accordi sindacali, di riduzione del numero delle unità produttive e specializzazione del prodotto, per consolidare la posizione competitiva italiana nei segmenti più pregiati del mercato".
La posizione della Giunta regionale è pertanto favorevole al programma impostato dalla MONTEFIBRE concernente il processo di risanamento economico dello stabilimento e che riguarda sia il rinnovamento delle tecnologie e degli impianti con la realizzazione degli investimenti, sia il miglioramento della produttività con una nuova organizzazione del lavoro all'interno dei reparti di produzione e dei servizi ausiliari e generali.
La salvaguardia dei posti di lavoro non è neppure in discussione in quanto l'azienda ha assicurato che la riduzione occupazionale di cui si parla, e che si aggira sulle 45 unità circa, verrà assorbita dalle procedure di prepensionamento che interessano appunto 46 unità.
Presidente - La parola al Consigliere Mafrica per la replica; ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Prendo atto della parte della risposta relativa al piano di settore per la chimica, con la raccomandazione alla Regione di non essere assente e di seguire questo programma.
Non penso che si possa continuare ad accettare così tranquillamente il fatto che le riduzioni del personale avvengano senza licenziamenti; adesso è diventato molto di moda, e lo stanno attuando un po' in tutte le industrie, il metodo del prepensionamento, del mancato rinnovo del turnover. Una volta si licenziava, si creava il caso e c'erano anche delle risposte; adesso, attraverso questo sistema, si cerca di attenuare i fenomeni di tensione sociale, ma nella sostanza va avanti un restringimento della base produttiva; credo pertanto che si debba fare molta attenzione perché il numero degli addetti all'industria continua a diminuire.
Non mi sembra che l'Assessore abbia risposto alla parte che più interessa la situazione dello stabilimento di Châtillon, e cioè il rapporto tra la produzione di acetato che viene fatta a Châtillon, la produzione che deve essere fatta a Vercelli e la possibile costituzione di una nuova società, con una distribuzione delle fasce produttive tra questi stabilimenti.
Su questo l'Assessore non mi ha dato nessuna informazione; probabilmente non ne dispone neanche lui, ma è una situazione da seguire perché altrimenti, se si dovesse mettere in pericolo la produzione di acetato alla MONTEFIBRE di Châtillon, si correrebbero rischi ben più grossi della riduzione dei 50 addetti di cui si parla.
