Oggetto del Consiglio n. 557 del 11 novembre 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 557/81 - GIURAMENTO DEL NEO-CONSIGLIERE REGIONALE CARLASSARE ANNUNZIATO.
Presidente - Il Signor Carlassare pertanto, all'unanimità dei Consiglieri presenti e votanti viene convalidato Consigliere regionale del Consiglio regionale della Valle d'Aosta e se è presente può prendere parte ai lavori del Consiglio. Essendo presente il Consigliere Carlassare e avendo preso posto, riconfermando che egli è stato convalidato Consigliere regionale della Valle d'Aosta, ricordo che ai sensi dell'art. 23 dello Statuto speciale per la Regione autonoma e dell'art. 6 del Regolamento interno del Consiglio, prima di potere svolgere le sue attività di Consigliere il neo Consigliere Carlassare è tenuto a prestare giuramento. Solamente dopo l'effettuazione del giuramento, infatti, il Consigliere assume in pieno l'esercizio delle sue funzioni.
Pertanto, se il Consiglio è d'accordo, la Presidenza propone di procedere immediatamente alla formulazione del giuramento, dopo di che il Consigliere Carlassare sarà Consigliere a pieno titolo.
Leggerò la formula del giuramento; il neo Consigliere dovrà rispondere con voce alta e intelleggibile: "Lo giuro".
"Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione autonoma della Valle d'Aosta".
Carlassare (DPROL) - Lo giuro.
Presidente - Ringrazio. Durante l'ultima seduta abbiamo rivolto il saluto e l'augurio al Consigliere Viberti che ci lasciava; con lo stesso spirito di collaborazione che regna all'interno di questa aula la Presidenza, facendosi interprete dei sentimenti dei Consiglieri, rivolge al neo convalidato Consigliere Nunzio Carlassare il benvenuto e i migliori auguri di buon lavoro, assieme ai colleghi di cui credo di avere interpretato il pensiero.
La parola al Consigliere Carlassare.
Carlassare (DPROL) - Nel ringraziare per l'accoglienza ricevuta il Presidente e i colleghi Consiglieri, vorrei, nel prendere per la prima volta la parola in questa assemblea, che mi sai consentito innanzitutto far rimarcare l'estrema correttezza dei compagni che i hanno preceduto in questo incarico: si sono dimessi dopo 20 mesi senza alcuna contropartita, onorando un impegno assunto all'atto della presentazione della lista. Non sono finiti al Casinò, sono ritornati alle loro abituali occupazioni di insegnante e di artigiano. Hanno dato una dimostrazione di correttezza che penso debba essere riconosciuta da tutti.
Rimarchevole anche l'impegno di lavoro svolto da questi miei compagni che cercherò di imitare, pur nella differenza di carattere e di esperienza politica. Se ci riuscirò sarà per me motivo di orgoglio.
Ciò che mi riprometto di svolgere in quest'aula nell'adempimento delle funzioni di Consigliere, è una dura e inflessibile opposizione; opposizione non tanto verso le persone e non solo contro la coalizione Union-D.C. che peraltro considero responsabile della pessima conduzione dell'Amministrazione regionale e più in generale della cosa pubblica in Valle, ma soprattutto contro la linea di tendenza socio-economica che sta trasformando la nostra Regione da zona agricola e industriale in un territorio terziario e speculativo. Corruttela e clientelismo imperano, mentre vengono via via chiuse o ridimensionate, tanto come numero di occupati che per importanza, le fabbriche che avevano fatto della nostra Regione la zona più industrializzata d'Italia.
Penso che il nuovo riparto fiscale sia l'ultima grande occasione per cambiare strada. Questa enorme massa di denaro pubblico può e deve essere utilizzata per capovolgere l'attuale linea di tendenza. Si può e si deve programmare un corretto ed equilibrato sviluppo del territorio e dei servizi. La vera ricchezza per la popolazione viene quando una comunità produce e via via modernizza i sistemi di produzione; povero culturalmente, socialmente ed anche economicamente è quel popolo che vive solo di sovvenzioni ed è soggetto ad una monocultura, anche se è sfavillante come può essere il turismo. Certamente in questo caso circola molto denaro, ma finisce sempre nelle tasche di pochi.
Uno dei tempi caratterizzanti da sempre il dibattito politico in Valle è l'autonomia. Autonomia significa rispetto da parte del centro della volontà espressa dalla periferia. Questo concetto non può essere inteso solo in un senso. Se è giusto che noi rivendichiamo da Roma la possibilità di effettuare scelte politiche, sociali, culturali autonome, e chiediamo che ci siano dati mezzi economici per dare gambe a questi progetti, altrettanto giusto è avviare un piano di decentramento verso gli enti periferici della Regione: i Comuni e le Comunità montane.
Decentramento di funzioni amministrative ed operative, fornendo a questi Enti i fondi necessari per operare.
In questa aula si può e si deve programmare, legiferare, indirizzare le scelte economiche e l'attuazione dei servizi, e creare gli strumenti atti a controllare che la volontà espressa sia rispettata; ma deve finire la politica delle sovvenzioni a pioggia e degli interventi ad hoc, fuori da ogni previsione e programmazione. Deve finire la deprimente processione di amministratori comunali costretti a chiedere favori per poter svolgere il loro compito.
Un ultimo concetto. Io non credo all'unanimismo; ogni forza politica ed ogni Consigliere di questo Consiglio non rappresenta solo se stesso, ma rappresenta o almeno dovrebbe rappresentare Gruppi, settori, classi sociali, oltre che una visione ideale delle vita e della società, in molti casi profondamente diversa. È inevitabile che sorgano conflitti di opinione e di interesse; conflitti che sono l'essenza stessa della lotta politica.
In questa sede io intendo rappresentare, con tutti i limiti derivati dalle mie scarse capacità, solo ed esclusivamente gli interessi dei settori sociali più deboli e sfruttati. Il mio punto di riferimento costante saranno le istanze del movimento operaio, e sarò sempre disponibile a farmi interprete delle esigenze di un pensionato o di un contadino.
Cercherò, per quanto mi è possibile, di combattere gli speculatori, i parassiti, e di oppormi a tutti quei provvedimenti che sono in funzione degli interessi privati di questo o quel gruppo di potere o di potenti, opponendomi sempre alla pratica clientelare tanto in uso.
Molte volte l'apparente interesse di tutti è in realtà l'interesse di pochi, quei pochi che contano. In Valle non ci sono solo Valdostani, ma ci sono valdostani ricchi e valdostani poveri, valdostani sfruttati e valdostani sfruttatori. Da questo banco sono tenuto ad agire in favore dei poveri e degli sfruttati, combattendo ricchi e sfruttatori. Questa è la linea di tendenza che dovrà guidare il mio operato da Consigliere, augurandomi di essere sempre coerente con questi principi.
