Oggetto del Consiglio n. 1035 del 24 ottobre 2019 - Resoconto
OGGETTO N. 1035/XV - Interpellanza: "Interventi per la risoluzione delle problematiche inerenti la realizzazione del parcheggio della nuova Università".
Rini (Presidente) - Alla presenza di 29 colleghi possiamo riprendere i lavori passando subito al punto n. 50 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il collega Bertin.
Bertin (RC-AC) - Soltanto per la richiesta di una veloce Conferenza dei Capigruppo in ordine ai lavori del Consiglio per l'iscrizione di una risoluzione.
Presidente - Grazie, collega Bertin. Se siete d'accordo facciamo velocemente il punto n. 50, dato che ormai lo abbiamo letto e poi sospendiamo per una Conferenza dei Capigruppo. Collega Ferrero, ha lei la parola per l'illustrazione.
Ferrero (MOUV') - Mi ritrovo di nuovo con l'Assessore Borrello per una questione che ormai si trascina da quattro anni. La prima interpellanza risale addirittura al 24 maggio 2016, quando giustamente l'Assessore Borrello non mi ha risposto, non c'era, però è per dire che è una questione ormai veramente rimasta lì ad ammuffire.
Che cosa è successo? Parliamo del famigerato parcheggio della Nuova Università Valdostana, parcheggio che doveva essere attivato in tempi brevissimi e che è stato successivamente rinviato nel tempo, questa decisione è stata rinviata senza che si capisse bene che cosa stava succedendo. È di poche ore la notizia che il Comune di Aosta avrebbe avanzato alcune proposte che adesso poi vedremo. Di fatto che cosa è successo? È successo che nel frattempo in questi quattro anni la situazione è peggiorata in maniera sorprendente: è peggiorata per i commercianti della zona, per gli artigiani e anche per i cittadini. Alcune attività commerciali sono veramente - io l'ho constatato di persona - sull'orlo del fallimento e non è esagerato dirlo, perché qui si è unita la maestria dell'Amministrazione regionale a quella del Comune di Aosta. Mentre già c'erano disagi e mancavano i parcheggi, il Comune di Aosta ha autorizzato la sottrazione di ulteriori parcheggi per un cantiere in via Monte Vodice e, cosa ancora più assurda, negli stessi periodi della Telcha (che, è bene ricordarlo, è partecipata regionale): Questo è quindi per dire che coordinamento perfetto c'è stato, tipo la pubblicità "La prima lama rade il primo pelo, la seconda lo rade ancora più a fondo". È perfetto, perché c'è stata una sinergia che è veramente stupefacente nel far coincidere tutti i lavori e sottrarre di fatto tutti i parcheggi. Giustamente un esercente mi diceva: "La persona che arriva in macchina e non trova il parcheggio per prendersi il caffè o l'aperitivo da me, il giorno dopo non prende due aperitivi o due caffè, è perso". La stessa cosa per chi ha un negozio o comunque vende altri prodotti. Si è riusciti alla fine a capire che c'era un provvedimento che doveva essere firmato dalla Presidenza del Consiglio, a Roma, che si chiama "provvedimento di espunzione", con cui il demanio statale si alleggerisce dall'autorizzazione di lasciare il terreno del parcheggio in maniera tale che questo passi alla Regione e la Regione può passarlo al Comune. E quanto lo si è aspettato questo provvedimento? Tanto, tanto tempo.
Allora io mi chiedo... chi ci guarda non sa che vicino ai banchi della Giunta ci sono due belle poltrone riservate ai Parlamentari valdostani... Ecco, io suggerirei - ma è un mio suggerimento personale - di sostituire le due poltrone con un tavolino di quelli a tre piedi, in maniera tale che, oltre alle sedute segrete e pubbliche, ci siano anche le sedute spiritiche, dato che di questi Parlamentari ormai non si ha più traccia. Sarebbe bello allora che ogni tanto magari alcuni componenti della Giunta si riunissero intorno al tavolino ed evocassero gli spiriti dell'Elisa e dell'Alberto, che ci dicano qualcosa, perché avere qualcuno a Roma che non si capisce bene che cosa è impegnato a fare, è un interrogativo che tutti i valdostani si pongono, soprattutto quando poi si rivendica la possibilità di avere anche un Parlamentare europeo... così ne avremo tre da evocare invece che due? Non lo so, fatemi capire! Già all'epoca io avevo detto: ma quali sono i problemi? Il Comune sembrerebbe che abbia scaricato sulla NUV, vale a dire la Nuova Università Valdostana S.r.l. capitanata dall'archistar Bruno Milanesio, la responsabilità di tutto quello che è successo.
Con l'iniziativa che ho presentato sarebbe anche interessante sapere (l'ho chiesto all'Assessore): ma quanto abbiamo speso noi per questa NUV? Io sono particolarmente arrabbiato perché abito in quella zona per avere un cantiere che è durato quattro anni, per avere sostanzialmente un edificio mezzo fatto e mezzo da finire e, di fronte a questo edificio - dato che sappiamo benissimo che non c'è più un euro per andare avanti -, rimangono gli scheletri delle due vecchie ali delle caserme. Ora, un domani, anche se fosse messa in funzione l'unica ala, il primo lotto, ma come facciamo a tenere due edifici fatiscenti di fronte a quella che è la Nuova Università Valdostana? Bisognerebbe allora riuscire a capire. Un Magistrato - di cui non faccio il nome e neanche il cognome - che è venuto in audizione dice: "State attenti quando ci sono i movimenti terra" e di movimenti terra in quel cantiere ne hanno fatti tanti, perché sono state portate via decine di migliaia di metri cubi, quando si potevano utilizzare tranquillamente per ristrutturare gli edifici esistenti che avevano - ci ho fatto il servizio militare, quindi lo posso dire con cognizione di causa - già delle strutture compatibili con un utilizzo. Comunque queste sono le scelte che sono state fatte.
A questo punto però giustamente l'Assessore mi dirà: "Se ne è parlato in Comune". Ho trovato anche una dichiarazione molto sibillina: "Sì, ma ci sono ancora dei problemi"... no, adesso non ci sono più dei problemi, adesso bisogna prendere per le orecchiette qualcuno che è stato pagato in questi anni per fare un lavoro che sostanzialmente - l'abbiamo visto - ha portato fino adesso solo grandissimi disagi ai cittadini, che sono stati presi in mezzo, schiacciati come uno schiaccianoci dal Comune di Aosta e dall'Amministrazione regionale.
Assessore Borrello, con lei abbiamo un rapporto abbastanza schietto, però adesso io voglio una scadenza, perché sennò veramente mi incateno... anzi, la incateno, perché mi devo incatenare io?... la incateno da qualche parte finché non mi dice qualcosa, perché veramente i cittadini, i commercianti, gli artigiani, i semplici cittadini della zona vogliono avere una risposta su quando sarà aperto questo parcheggio. Io direi che ormai dopo quattro anni dovete avere un'idea. Sì, ci sarà questo passaggio dall'Amministrazione regionale a quella comunale... ma guardi, facciamo una cosa Assessore Borrello: ci facciamo garanti io e lei del fatto di aprire il parcheggio prima che avvenga la consegna al Comune, perché sappiamo bene il Comune come è messo. Il Comune è messo a quota Centoz, quindi non possiamo farci affidamento e allora noi dobbiamo fidarci assolutamente solo delle nostre energie. Mi dia per cortesia qualche parola, soprattutto la dia a chi veramente ha rimesso un sacco di soldi, perché sarebbe anche il caso di pensare ad un risarcimento a queste persone, soprattutto lo dico al Comune di Aosta che, già falcidiati i parcheggi, continua a dare una proroga ad una ditta che sta facendo dei lavori e che porta via altri quindici parcheggi. C'è una specie di pellegrinaggio e la zona di via Monte Vodice, via Monte Solarolo e piazza della Repubblica è diventata il Triangolo delle Bermude valdostano, nel senso che spariscono le attività, la gente se ne va e nessuno fa nulla.
Presidente - La parola all'Assessore Borrello per la risposta.
Borrello (SA) - Tutto inizia quasi dieci anni fa. Guardi, io farei incatenare con me anche tutti i miei predecessori e magari anche i successori. Le sue preoccupazioni sono le mie, di questa Giunta, di quest'Aula e di tutti, perché di dichiarazioni sui giornali con "Apriremo, faremo" non ci sono mai state da parte mia in tal senso, veramente non ho mai fatto una previsione.
Ovviamente il tutto è legato - e lo ripeto sempre per l'ennesima volta, ma c'è un motivo se lo ripeto - alla competenza e alla responsabilità in capo alla società di scopo che è stata all'uopo costituita; lo ripeterò ogni volta, ne abbiamo già parlato delle perizie di variante, degli errori progettuali e quant'altro. Pertanto, ogni qualvolta io vedo una sorta di previsione, sappia che non l'ho mai né codificata, né accertata, tant'è che ho ripreso la risposta da me formulata alla sua interpellanza del 2017. Devo riconoscere che lei ha un "filo logico" e le spiegherò poi successivamente perché in quella interpellanza, laddove lei mi chiedeva "quando" e io le dicevo "tra virgolette", dato che prendevo le informazioni che mi venivano fornite da colui o dalla società che doveva dare le indicazioni; quelle virgolette non sono state "confermate" e quindi anche in questa sede io non le potrò fornire una data certa. So già che lei non sarà contento, e la sua arrabbiatura sarà anche la mia, glielo dico veramente in maniera molto diretta.
Le dico però quello che abbiamo fatto. Faccio un passo indietro nel riprendere la sua interpellanza del 2017. Lei in quella sede ci chiedeva - e rispondo al punto n. 2, lascio poi in fondo il primo e il quarto punto, per un filo logico - quando finiscono questi lavori, quindi giustamente lei stava ragionando in termini di realizzazione dei lavori. I lavori sono finiti, dopodiché quel sedime è inserito all'interno di territori strategici del Ministero della difesa, in poche parole: area militare. Da qui la necessità, a seguito della conclusione dei lavori - quindi l'orizzonte temporale 2017 che lei ha citato è quello -, che bisogna far finire i lavori, dopodiché occorre fare quel decreto di espunzione. Cos'è il decreto di espunzione? Il decreto di espunzione stabilisce che quell'aera lì non ha più rilevanza militare, non è più strategica dal punto di vista della difesa dello Stato e può essere identificata a livello di demanio come territorio normale. Il decreto di espunzione è arrivato, lo ha citato anche il collega Malacrinò del Comune di Aosta, ma il collega Malacrinò sa e ha queste informazioni - tant'è che sono già state riportate all'interno di organi di stampa - per il semplice motivo che è il rappresentante del Comune all'interno del Collegio di vigilanza, che è l'organo costituito nell'accordo tra Regione, Comune, Ministero della difesa ed Agenzia del demanio. In questa riunione del 18 settembre, di cui ho il verbale, vengono esplicitati tutti questi passaggi. Pertanto la risposta alla sua interpellanza del 2017 in merito alla realizzazione dei lavori è sì, come ad oggi quella sul decreto di espunzione è sì.
La domanda allora è questa: ma cosa manca ancora per arrivare alla consegna dei lavori? Proprio all'interno dell'accordo di programma - per questo era stato recentemente convocato anche il Collegio di vigilanza - sottoscritto tra il Ministero della difesa, l'Agenzia del demanio, la Regione Valle d'Aosta e il Comune di Aosta in data 30 luglio 2008, si dispone che gli atti di trasferimento definitivo della proprietà degli immobili militari avranno luogo solo alla realizzazione, collaudo e consegna delle opere che la Regione Autonoma Valle d'Aosta realizzerà sulle caserme Battisti, Ramires e sull'eliporto di Pollein. Questo collaudo è in fase di realizzazione. Nonostante tutto questo abbiamo all'interno del Collegio di vigilanza gli organi deputati - non ero presente, non sono io il delegato all'interno di quel collegio - che hanno chiesto all'Agenzia del demanio se si potesse andare con una sorta di deroga, deroga codificata dalla normativa, quindi non è uno strappo alla regola: c'è la possibilità della cosiddetta "consegna anticipata nelle more dei collaudi". Questo è successo il 18 settembre e stiamo aspettando una risposta da parte del demanio.
Per onestà intellettuale dico - perché io cerco sempre di avere una linearità nei miei interventi - che ho letto un articolo di giornale di qualche giorno fa il cui titolo è un po' fuorviante: "Parcheggio NUV, il demanio tiene in scacco la città". Non è così, ci sono degli accordi di programma, il demanio è stato contattato per andare in deroga nel rispetto della normativa per la consegna anticipata e, per onestà intellettuale, dico che non è un'azione "di ricatto" del demanio, ma è una procedura per cui stanno valutando se si può fare nelle more dei collaudi delle caserme e quant'altro.
Detto questo, passo ad un'altra domanda, quella concernente il ragionamento rispetto all'indennità, ad un indennizzo. Sappiamo che i cittadini hanno fatto questa richiesta al Comune di Aosta. Ci adopereremo per chiedere com'è andata a finire questa richiesta di contributo, questa sorta di detassazione, perché fondamentalmente non lo so, in quanto le imposte sono di competenza dei Comuni. Chiederemo delucidazioni in merito e mi prendo anche l'impegno, una volta avute le informazioni, di inoltrarle - ritorno a quello che ho detto all'inizio del mio intervento - alla società di scopo, eventualmente per vedere se vi è la possibilità che rientrino nelle casistiche delle assicurazioni stipulate dalla società stessa.
Sulle altre due domande che lei mi ha posto, la prima e la quarta, che hanno una valenza più politica, le fornisco i dati che sono agli atti.
Per quanto riguarda il primo punto, quello sui costi, le spese di istituzione della società NUV sono state autorizzate con DGR n. 2499 del 2009 che prevedeva 50 mila euro per la sottoscrizione del capitale sociale e 450 mila euro per la copertura degli oneri relativi all'approntamento dei fattori produttivi della costituenda società. Le spese di finanziamento dal 2010 al 2019 sono di circa 5 milioni, più o meno una media di 500 mila euro all'anno; non sto a darle il dettaglio di tutti gli anni, ma siamo intorno ai 450-550 mila euro per ogni anno. Questi sono i costi che lei mi ha chiesto.
Sul quarto punto le devo citare il percorso che stiamo attuando come Governo, che però è in attuazione di una delibera di Consiglio regionale approvata in cui avevamo anche condiviso con il precedente Governo il discorso della razionalizzazione per quanto riguarda le società partecipate. La delibera del Consiglio regionale è la n. 234 del 19 dicembre 2018 e ha per titolo "Razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche. Individuazione delle partecipazioni da mantenere e da razionalizzare e fissazione degli obiettivi specifici sul complesso delle spese di funzionamento". Questa prevedeva il mandato a Finaosta - mandato che è confermato - di procedere, entro un anno dalla stipula della votazione di quell'atto consiliare del 19 dicembre 2018, alla fusione tra la società COUP e la NUV. Pertanto il mandato a Finaosta entro il 19 dicembre 2018 era in tal senso. Ci sono già "delle operazioni", ma non ne ho il dettaglio, perché sono azioni legate al CdA; in ogni caso avremo modo penso di parlarne successivamente.
Presidente - La parola al collega Ferrero per la replica.
Ferrero (MOUV') - Grazie Presidente, sono sempre un po' fumose queste risposte. Resta il fatto che quattro anni fa se ne parlava e qualcuno, in questa fatidica NUV, poteva anche preoccuparsi di avviare già le procedure per questa sdemanializzazione delle cose, perché sennò noi che cosa l'abbiamo pagato a fare? Allora io suggerisco anche, come un gesto di benevolenza nei confronti di alcuni commercianti che possono documentare le perdite di incassi, di tagliare gli stipendi ai signori che hanno condotto in maniera non così ineccepibile l'attività e di darli come risarcimento danni. Questo è quello che potremmo fare noi come Regione.
Le anticipo che a nome del comitato che si è presentato è stata inoltrata una petizione al Consiglio regionale sulla questione. Assessore, ci rivedremo quindi ancora, io non le darò tregua. Adesso voglio beccare anche qualcuno di questi membri di questo fantomatico "Collegio di vigilanza", perché allora vediamo un attimino di parlare pure con loro, magari in audizione sentiremo che cosa hanno da dire, perché bisogna venire a capo di questo in maniera assoluta. Io conto sul suo impegno anche perché noi abbiamo già predisposto un dahu d'oro, che non le sarà consegnato, lascerò ai cittadini la metodologia di consegna verso di lei di questo dahu d'oro. È molto pesante, le dico solo questo, quindi poi si regoli lei.
Presidente - Possiamo sospendere per una breve Conferenza dei Capigruppo.
La seduta è sospesa dalle ore 16:06 alle ore 16:17.
