Oggetto del Consiglio n. 1026 del 24 ottobre 2019 - Resoconto
OGGETTO N. 1026/XV - Interpellanza: "Eventuale riorganizzazione della struttura complessa Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro dell'Azienda USL".
Rini (Presidente) - Colleghi, torniamo al punto n. 33 all'ordine del giorno. La parola al collega Restano per l'illustrazione.
Restano (GM) - Dall'inizio dell'anno 2020 andrà in pensione il direttore della struttura complessa Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro dell'USL della Valle d'Aosta. Con questa interpellanza vogliamo chiedere all'Assessore se l'Azienda intenda sostituire il direttore in questione, se vi è un profilo professionale già individuato, ma soprattutto quali siano gli intendimenti e gli indirizzi politici in merito alla possibile ed eventuale riorganizzazione della struttura di cui abbiamo appena parlato, perché da anni si parla della riorganizzazione del dipartimento, cosa ad oggi non ancora avvenuta malgrado la revoca della legge istitutiva del dipartimento, la n. 41, e l'inserimento all'interno della legge n. 5 del dipartimento stesso. A tale proposito mi permetto di sottolineare e di ringraziare per il suo impegno l'ingegnere che ha svolto in maniera egregia le funzioni di direttore e che era diventato un elemento quasi insostituibile all'interno del dipartimento della struttura stessa.
Presidente - La parola all'Assessore Baccega per la risposta.
Baccega (UV) - Collega Restano, certo, abbiamo avuto un confronto proprio mentre si andava a lavorare sul documento di economia e finanza regionale che poi dà il la a quello che sarà il bilancio, ma soprattutto a quello che sarà il futuro atto aziendale che potrà andare a modificare dal punto organizzativo diversi processi. In questa direzione le comunico che sarà certamente intenzione, in accordo con l'USL, la sostituzione del direttore della struttura complessa Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro garantendo così la continuità del servizio.
Per quanto riguarda il profilo del posto, non è ancora stato definito. La definizione del profilo si determinerà appunto in un percorso che potrà avere uno sviluppo interno all'Azienda nell'ipotesi di un profilo tecnico oppure di avviso pubblico nell'ipotesi di un profilo sanitario, ma è un confronto che ancora non si è determinato e quindi in questa direzione capiremo se la riorganizzazione va in un senso piuttosto che in un altro. Queste sono le informazioni che le posso dare, è un lavoro in itinere. Mi rendo conto che ci sono ancora due mesi davanti e quindi diciamo che nei prossimi 15 o 20 giorni si potrà in qualche modo definire un percorso piuttosto che l'altro.
Presidente - La parola al collega Restano per la replica.
Restano (GM) - Grazie Assessore per la risposta. Come credo lei ben sappia, la figura attualmente al vertice della struttura è una figura tecnica e si pone in maniera anomala rispetto al quadro normativo, perché la riforma sanitaria, la n. 502, parla di profili sanitari e di medici richiamando un successivo DPR del 1997 poi aggiornato mi sembra fino al 2009, che va a definire proprio quali sono le categorie professionali di medici che possono occuparsi del settore specifico. Non si ferma lì, ma con un decreto ministeriale vengono enucleati quelli che sono, per la medicina del lavoro e la sicurezza nei luoghi di lavoro, i servizi equipollenti.
Attualmente l'ingegnere che si occupa di questo lavora in deroga. All'interno della struttura si è sviluppata un'altra professionalità tecnica, un ingegnere, che a nostro modo di vedere sarebbe l'ideale sostituto dell'attuale direttore - qualora ne abbia la volontà di farlo - e quindi si potrebbe proseguire in questo senso. Qualora invece non si voglia valorizzare chi è cresciuto all'interno della struttura ed è in grado di dare il suo apporto all'interno della struttura stessa, sarebbe forse il caso di fornire degli indirizzi e di riallinearsi alla normativa nazionale affinché non ci si trovi con altri profili professionali, magari cresciuti all'interno dell'Azienda sanitaria, ma che nulla hanno a che vedere con il servizio che si va a derogare. Vale a dire: se si deve fare una deroga si fa la deroga per chi è realmente nato, cresciuto e vissuto all'interno di questa struttura nel rispetto di tutte le normative, ma non di chi proviene, sì, dall'Azienda, però dall'esterno, e che poco ha da aggiungere all'elevatissimo valore professionale di chi già lavora all'interno di questa struttura complessa.
Inoltre abbiamo chiesto l'indirizzo politico riguardo ad una riorganizzazione eventuale che potrebbe portare dei risparmi di scala o meno; però, per quanto riguarda la prevenzione, noi privilegiamo l'investimento e quindi anche la disponibilità a mantenere le stesse strutture definite per legge. Ci auguriamo che mettiate mano alla legge n. 5 per definire veramente come viene strutturato il dipartimento, perché nelle ultime riorganizzazioni con la cancellazione della legge n. 41 ci siamo un pochino limitati per quanto riguarda gli articoli del dipartimento e soprattutto - mi permetta di allargarmi - anche per le professioni sanitarie che lavorano all'interno del dipartimento, che hanno una loro importanza strategica e non devono disperdersi in tanti rivoli, poiché una delle caratteristiche della nostra Regione è proprio che il personale sanitario rimanga vincolato in due strutture al servizio di tutto il dipartimento. Questa deve essere la valutazione politica che va fatta oltre a quella della scelta del direttore. Non mancheremo di dare sollecitazioni in tal senso. Daremo la nostra disponibilità al confronto diretto con lei, Assessore, per dare i dovuti indirizzi che noi riteniamo in senso corretto, ricordando che i soldi spesi in prevenzione hanno un effetto moltiplicativo mi sembra di 5-6 volte in risparmio nella spesa sanitaria. In tal senso auspichiamo che vengano fatti tutti i concorsi previsti in questo settore.
