Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1018 del 23 ottobre 2019 - Resoconto

OGGETTO N. 1018/XV - Interpellanza: "Promozione di un'attività di verifica e valutazione dell'attività peritale svolta da Finaosta S.p.a.".

Farcoz (Président) - Point n° 28 de l'ordre du jour. La parole au collègue Ferrero pour l'illustration.

Ferrero (MOUV') - Sinceramente io non so se nel momento in cui è stata costituita Finaosta qualcuno abbia pronunciato le parole già dette da un famoso politico nazionale: "ma abbiamo una banca", perché se avesse pronunciato quelle parole, forse sarebbe stato anche opportuno proseguire con qualche gesto propiziatorio di scongiuro visti i risultati che alla fine Finaosta ci ha portato in questi anni. Io mi soffermo con questa iniziativa sulla questione delle perizie che Finaosta fa alle volte direttamente, alle volte per conto diciamo di enti partecipati della Regione e che sono perizie diciamo così un po' ballerine, non si deve offendere nessuno: ballerine nel senso che poi a posteriori, quando alcuni fatti come non so il fallimento di una società oppure la vendita di beni... tanto per non fare riferimenti, parlo della Cioccolato Valle d'Aosta S.p.a., vi ricordate la famosa valutazione dell'immobile di Finaosta quando ha dato il mutuo? Vi ricordate invece al momento del fallimento che cos'è successo e quanto è risultato il valore dell'immobile? Vi ricordate che di recente una collega, la collega Spelgatti, ha parlato della valutazione di un immobile della Cervino S.p.a., che venduto a circa 1.500.000-1.400.000, successivamente è stato rivenduto dall'acquirente nel giro di pochi mesi a circa 4 milioni e rotti. Allora, certo non bisogna pensar male, ma proprio per non alimentare diciamo poi delle voci per cui effettivamente si potrebbe anche pensare che - una volta si parlava della manina - ci sia addirittura una vocina che da Palazzo regionale interviene in alcuni casi a, diciamo così, fuorviare le valutazioni: ecco, proprio per evitare questo, bisogna riuscire a capire qual è la criticità che caratterizza queste valutazioni fatte da Finaosta, anche perché, purtroppo, io non ho avuto i documenti, perché mi è stata, come al solito, sollevata una questione di privacy: "loro agiscono come istituto bancario". A me interessava sapere anche a quanto ammontano le sofferenze e quali sono le pratiche in cui i finanziamenti sono stati dati e adesso non vengono restituiti dalle società; questo perché? Sempre per sgombrare il campo da un altro... potrebbe essere un pregiudizio, quello per cui si dice: ma guarda che se vai a vedere negli assetti societari, amministratori, proprietà, ti accorgi che in alcuni casi hanno rifinanziato delle aziende che sotto mentite spoglie avevano fatto precedentemente... e avevano già avuto problemi con i finanziamenti, ma si sono ripresentate. Ecco, avere questi documenti a me sarebbe servito anche per avere, diciamo, cognizione dei fatti e sgombrare ogni dubbio da queste questioni; perché? Perché ormai i problemi sono evidenti, si sono manifestati. Non sono io che gli ho sollevati solamente, ci sono anche altri enti esterni di controllo contabile che li hanno sollevati e allora bisogna capire qua: c'è qualcuno... o l'ufficio che è demandato a fare gli accertamenti ha dei problemi nel fare le valutazioni? Perché a questo punto io suggerirei un corso di formazione professionale. Per carità, potrebbe essere utile, potrebbe risolvere questa situazione. Chi fa queste valutazioni è sufficientemente preparato? Ha le competenze per farle? Perché potrebbe avere il massimo della buona volontà, ma non essere in grado di fare correttamente il proprio mestiere. Perché qui alla fine, Signori, si parla di milioni. Se uno di noi o se un cittadino, un valdostano va in banca e chiede un mutuo, minimo gli chiedono a garanzia il doppio del valore del mutuo e quindi tu devi avere dei beni, devi avere l'avallo di qualcuno, la garanzia di qualcuno. Qui invece si va a un pochettino a ruota libera, adesso io non so se mi verrà di nuovo detto che le partecipate agiscono in maniera autonoma e quindi possono fare quello che vogliono. Può anche darsi, però se allora noi abbiamo 50 partecipate che sono come 50 zattere che vengono lasciate in mare aperto ad andare alla deriva, direi che il famoso problema della governance, della gestione di queste partecipate effettivamente c'è ancora. Aggiungerei poi: attenzione, perché queste zattere che poi vanno alla deriva alla fine abbiamo visto che, al di là delle responsabilità di chi gestiva il timone della zattera, poi hanno trascinato giù anche qualche collega delle Giunte passate; perché? Perché le rotte erano molto pericolose. Ecco, allora per evitare queste rotte pericolose, qui nell'iniziativa intanto cerchiamo di capire quanti sono i crediti inesigibili, crediti ce ne saranno tanti, io noto, ad esempio, che alcuni assessorati, l'assessorato che si occupa del commercio adesso sta passando molto del tempo a fare centinaia di provvedimenti di revoca di contributi che erano stati dati tempo addietro e anche sulla questione dei vecchi contributi io penso che Finaosta avesse qualcosa da dire. Allora come mai non ci sono state le garanzie? Perché adesso uffici che erogavano i contributi devono fare centinaia di provvedimenti di revoca con provvedimenti dirigenziali? Ecco, riuscire a capire quanti soggetti compongono questo fantomatico Ufficio di valutazione dei rischi, dov'è collocato non lo so. Quali sono i titoli di studio delle persone che danno queste valutazioni e soprattutto effettivamente se come Governo regionale in via amichevole abbiate l'intenzione di porre un rimedio a questa emorragia di soldi, di milioni di euro, certamente in qualsiasi attività bancaria c'è una parte di rischio, però, accidenti, qui negli ultimi tempi il rischio è stato elevatissimo e gli errori sono stati veramente degli errori madornali, delle grosse cantonate. Allora bisognerebbe riuscire a capire se c'è un minimo di volontà di esaminare questa questione o se voi la riteniate semplicemente una questione che rientra nell'aleatorietà delle cose per cui c'è il rischio, ce lo dobbiamo prendere, perdiamo i milioni e stiamo zitti.

Président - La parole à l'assesseur Testolin pour la réponse.

Testolin (UV) - Ringrazio anche il collega Ferrero per questa interpellanza che ci dà modo, almeno per quanto riguarda la risposta sul primo quesito, di esplicitare alcuni numeri che ci sono stati forniti dalla finanziaria, che, a mio avviso, sono assolutamente interessanti, così come interessanti sono le domande, anche se poste probabilmente in maniera inavvertita all'Assessore agli affari europei, perché forse è un refuso dell'interpellanza, ma poco conta, l'importante è riuscire a trasmettere alcuni concetti che nelle illustrazioni vengono qualche volta un po' travisati, così come quando si parlava della perizia della Cervino, che ha venduto una certa cosa, mentre la perizia Finaosta era leggermente diversa e quindi si confondono qualche volta gli aspetti anche delle dinamiche che avvengono all'interno di determinati processi. Sarebbe quindi opportuno diciamo dare delle illustrazioni almeno per quanto possibile puntuali e corrette, così come cercano di essere corrette e puntuali le risposte che si danno ai quesiti che vengono posti.

Seguendo l'ordine dei quattro quesiti, con il primo quesito l'interpellante chiede di conoscere: "a quanto ammontano complessivamente i crediti inesigibili - noi li definiremo perdite, cose che non sono più state rimborsate a Finaosta - riferiti all'ultimo decennio - quindi dal 2008 al 2018, tanto per avere un periodo temporale - a seguito di fallimenti delle persone fisiche e giuridiche che avevano ottenuto rispettivamente contributi - e sottolineo "contributi" - in conto capitale o mutui. Questo è solo per poi fare alcune osservazioni anche in merito a questo tipo di quesiti. Infatti a tal proposito e ai fini della maggior chiarezza nella trattazione, si premette che il riferimento effettuato nell'interpellanza ai crediti inesigibili riferiti all'ultimo decennio è stato appunto inteso come perdite registrate da Finaosta. A fronte di garanzie quindi, evidentemente si vanno a riscuotere le garanzie, quando non ci sono le garanzie, quando queste non sono sufficienti, si concretizza effettivamente una perdita da parte della finanziaria. Si vuole far notare anche come il riferimento ai contributi in conto capitale è stato inteso quale refuso o imprecisione nella richiesta, perché i contributi non sono evidentemente crediti oggetto di rimborso, ma sono contributi che vengono erogati e non necessitano di un rimborso da parte del beneficiario, almeno per quanto riguarda l'attività di Finaosta. È opportuno inoltre rilevare come le persone fisiche, fatti salvi i casi relativi a soci di società di persone titolari di imprese individuali, non siano assoggettabili a fallimento, quindi non fanno parte di quelli contemplati in questo tipo di casistica. Ai fini della risposta, come da quanto appunto sottolineato e comunicatoci da Finaosta, sono dunque state considerate le sole perdite conseguenti a fallimenti e ad altre procedure concorsuali a carico di imprese, registrate nel periodo temporale in questione e quindi 31 dicembre 2008-31 dicembre 2018 e relative ai finanziamenti non rimborsati e non più esigibili. Tali perdite ammontano complessivamente a euro 9.635.866, che di per sé è un numero estremamente importante, anche se poi, visto su un decennio, vorrebbe dire diciamo perdite all'incirca di 960.000 euro medie annue. A mio avviso, è interessante sapere, per contestualizzare in maniera corretta un certo tipo di fenomeno, quanto sono le erogazioni che sono state messe in campo da Finaosta a partire dal 1992, cioè a quando alcuni dei crediti, come poi andrò a esplicitare, risalgono e non sono stati più esigibili... quanto, dicevo, Finaosta ha emesso a livello di mutui. I mutui, al netto dei mutui prima casa, perché non vengono contestualizzati in questo meccanismo, anche perché sono dati a famiglie o a privati in base alle leggi sulla ristrutturazione o sulla prima e seconda casa. Al netto di questi mutui prima casa, Finaosta ha emesso dal 1992 ad oggi mutui per 2.457.123.000 euro circa, che, rapportato ai 9.000.000, vuol dire che il tasso di questi 10 anni di non pagamento, di perdita rispetto all'erogato è di circa lo 0,39. Questo è un dato che, secondo me, va analizzato perlomeno e diciamo ma è un po' controcorrente rispetto a quello che il collega Ferrero sostiene o enfatizza. Si segnala altresì che i 9 milioni di perdita sono riferiti a 30 finanziamenti, per un totale di 16 controparti. Di tali 30 finanziamenti 12 sono chirografari, quindi dati senza una garanzia specifica, ma solo con garanzia dell'interlocutore e 12 assistiti invece da ipoteca, quindi quelli che potevano essere parzialmente recuperati dalla vendita dell'immobile o della struttura e la parte invece rimanente poi poteva non essere soddisfatta perché probabilmente l'ipoteca non era capiente per estinguere il residuo mutuo: 23 di questi 30 sono stati erogati negli anni tra il 1980 e il 1990, solo per dare anche un posizionamento temporale di queste iniziative, peraltro 6.300.000 euro circa sono riferiti al medesimo gruppo societario finanziato in gestione speciale, quindi senza un'analisi da parte di Finaosta, negli anni 1991, 1992 e 1994.

Venendo al secondo quesito: "da quanti soggetti è composto l'Ufficio di valutazione dei rischi e di quello che si occupa dell'attività peritale", si evidenzia, sempre per chiarezza di esposizione, che il riferimento all'Ufficio valutazione dei rischi è stato inteso come riferito alle strutture aziendali che si occupano dell'istruttoria sul merito creditizio dei clienti, quindi quelli che fanno l'analisi diciamo dei bilanci, del business plan e quant'altro e tale ufficio si compone di 14 persone. Nello specifico l'ufficio che invece si occupa delle valutazioni immobiliari, che è quello al quale probabilmente il collega si riferiva più nello specifico, denominato Servizio tecnico, si compone di quattro persone.

Per quanto concerne la terza domanda: "quali sono i titoli di studio e la specifica esperienza professionale di coloro che hanno sottoscritto le perizie", si precisa che, come comunicato dalla Finaosta, i responsabili del servizio, così come gli altri tre addetti, posseggono il titolo di studio di geometra e il responsabile può contare su 35 anni di servizio, mentre gli altri dipendenti rispettivamente di 15, 16 e 1 anno di esperienza.

Infine, per giungere all'ultimo quesito posto dall'interrogazione in esame, riguardante: "se sia intenzione della Giunta regionale promuovere un'attività di verifica e valutazione dell'attività peritale svolta da Finaosta S.p.a. convocando i responsabili della società partecipata al fine di attuare un'adeguata formazione professionale del personale deputato alla valutazione dei rischi e all'attività peritale", si evidenzia che, come confermato dalla stessa Finaosta, il personale del servizio tecnico è periodicamente impegnato in corsi di aggiornamento, interni ed esterni, e attualmente sta seguendo un percorso formativo specifico per l'applicazione di nuovi standard di valutazione immobiliare internazionali e nazionali. A tal proposito pare quasi superfluo evidenziare come sia compito della società, come d'altronde sta effettuando, quello di individuare i percorsi formativi ritenuti più adeguati e consoni alle attività svolte. Peraltro si rileva come l'Amministrazione non abbia nessun titolo per intervenire direttamente in dinamiche che competono squisitamente alla società e alla sua organizzazione del lavoro.

In conclusione pare opportuno specificare che le perizie immobiliari relative ai mutui prima casa di cui la legge regionale n. 3 sono redatte dalle strutture regionali competenti e non direttamente da Finaosta, ma questo esula anche da quelli che erano i dati forniti in precedenza.

Président - La parole au collègue Ferrero pour la réplique.

Ferrero (MOUV') - Sì, ovviamente per quanto riguarda i contributi in conto capitale, il discorso era riferito a quei contributi che erano stati erogati e poi erano venuti a mancare i requisiti di legge per consentirne ancora il mantenimento, quindi lì c'è un buco che dovrà poi essere quantificato. Certo, lo 0,39 percento parrebbe un qualcosa che è accettabile, ma se facciamo un discorso puramente numerico, sarebbe anche interessante ed è quello su cui io non ho ottenuto neanche da Finaosta i dati, qual è poi la percentuale delle imprese che hanno ottenuto il finanziamento che sopravvivono dopo due o tre o quattro anni, perché poi alla fine c'è un riscontro che è un riscontro obiettivo. Tutti questi soldi che la Regione mette in circolo tramite Finaosta che cosa creano effettivamente? Creano ricchezza? Creano sviluppo? Creano un tamponamento momentaneo? Questo non è effettivamente chiaro. Sì, è vero lo 0,39 ma se andiamo a vedere comunque anche poi gli effetti di tutta quest'attività peritale e le perdite che ci sono state su alcuni finanziamenti di recente, secondo me, lo 0,39 si alza, quanto meno rapportato all'ultimo periodo si alza di molto.

Io sinceramente non sarei così tranquillo come siete voi, continuerò l'attività di monitoraggio sicuramente su questi finanziamenti, perché rimane ancora il lato oscuro che non è stato affrontato e che non sono stato in grado di affrontare per mancanza dei documenti, degli eventuali rifinanziamenti ad aziende che avevano già dato chiari segni di problemi o a personaggi che si sono riciclati in nuove aziende, questo non me lo avete consentito, quindi non ho potuto fare la verifica. La litania ormai è sempre la stessa: le partecipate fanno quello che vogliono e noi stiamo a guardare. Non bisogna però dimenticare che spesso i vertici incrostati di alcune partecipate regionali, ivi compresa la Finaosta, rimangono incrostati e certi tipi di pulizia anticalcare non viene fatta se non con il pensionamento di alcuni personaggi.