Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 904 del 18 settembre 2019 - Resoconto

OGGETTO N. 904/XV - Interrogazione: "Realizzazione di nuove strutture ricettive in attuazione dei piani urbanistici di dettaglio dal 2000 ad oggi".

Rini (Presidente) - Punto n. 13 all'ordine del giorno. La parola all'Assessore Borrello per la risposta.

Borrello (SA) - Ho già avuto modo di confrontarmi con il proponente in merito a un'interrogazione sicuramente giusta dal punto di vista dei dettami all'interno della legge n. 11 del 1998 che, proprio per la sua complessità e articolazione, comporterebbe una lettura di un documento di 7 pagine; di conseguenza, se il proponente è d'accordo, o gli fornisco la copia della documentazione oppure la trasformiamo in un'interrogazione a risposta scritta. Ripeto solo che è veramente opportuna, perché già all'interno della legge 11/1998 è previsto - alla fine del compimento di tutte le azioni di definizione della programmazione territoriale, quindi dell'approvazione dei piani regolatori - un monitoraggio rispetto alla tematica in oggetto. Parallelamente abbiamo anche fatto richiesta a tutti i Comuni che hanno delle aree interessate dalla questione da lei posta e abbiamo anche avuto copia della risposta, per cui le fornisco anche questa copia. Se lei è d'accordo, io procederei in questa direzione.

Presidente - La parola al collega Mossa per la replica.

Mossa (M5S) - Grazie, Assessore, ovviamente va bene per la copia dei dati che mi sta fornendo, però permettetemi di dire due parole.

Premetto che il nostro Statuto ci attribuisce competenza primaria sull'urbanistica e sull'industria del turismo e che tutte le scelte fatte in futuro e nel presente non sono state imposte dallo Stato, ma sono scelte solo ed esclusivamente nostre. Nelle valutazioni urbanistiche dell'epoca in cui è stato approvato il piano territoriale paesaggistico con legge regionale n. 13 del 1998, il cui paradosso è che ancora diversi Comuni non hanno adeguato i propri piani regolatori dopo ben 21 anni, gli equilibri funzionali premiano lo sviluppo delle seconde case con il doppio o il triplo dei metri cubi in rapporto a quelli alberghieri a seconda. Mai è stato tenuto conto di aspetti economici, andamenti turistici, valutazione del mercato immobiliare. Appellandosi al piano territoriale paesaggistico è sempre possibile fare un albergo o strutture ricettive affini come escamotage per costruire seconde case; case che poi finiscono spesso a fare concorrenza agli alberghi stessi in quanto prive di regole, semplicemente perché non sono ancora state normate. Come indicato, l'unica vera ratio è stata lo sviluppo funiviario. Sintetizzando potremmo dire che servono maggiori posti letto per alimentare impianti sempre più grandi che si tratti di vecchi o da progettare. Questo a prescindere anche dai bilanci regionali. Ancora oggi, settembre 2019, come Regione, come ufficio del turismo non conosciamo il tasso di occupazione netto alberghiero e meno che mai la redditività degli alberghi, in quanto non chiediamo agli operatori i giorni effettivi di apertura. Ragioniamo dunque su un dato falsato, quello lordo, che non tiene conto se le strutture sono aperte 120, 150 o 365 giorni l'anno. Tuttavia, come esempio, nell'adeguamento del piano regolatore del Comune di Valtournenche a Cervinia sono stati autorizzati ulteriori 6.000 posti letto nuovi oltre a quelli già esistenti; di questi, circa 800 posti letto in un solo piano urbanistico di dettaglio sui terreni di proprietà della Cervino S.p.A., società agli onori delle cronache investigative.

Questa interrogazione, che mi rendo conto sia complessa e chiedo venia a chi sta lavorando per mettere insieme i dati - e devo dire anche in maniera efficiente, visto il tempo ridotto e la mole -, è necessaria, a mio avviso personale, per avere la base dati in modo da ripensare la visione di insieme, sia per quanto concerne i posti letto ricettivi turistici, sia per le seconde case, piuttosto che per valutare meglio l'esigenza di prime case per persone che lavorano, vivono in località ad alto valore immobiliare e non possono permettersi affitti faraonici. Grazie per la documentazione, Assessore.