Oggetto del Consiglio n. 755 del 3 luglio 2019 - Resoconto
OGGETTO N. 755/XV - Interrogazione: "Notizie sul funzionamento e l'utilizzo di impianti di riscaldamento negli alloggi di edilizia residenziale pubblica del quartiere Cogne di Aosta".
Distort (Presidente) - Punto 29 all'ordine del giorno. La parola all'assessore Borrello.
Borrello (SA) - Vista l'ora, vista anche la quantità di temi che lei mi ha posto all'attenzione, anche delle iniziative ispettive, mi permetterà sicuramente una battuta: anche in virtù delle tematiche che abbiamo trattato in questi giorni, la posso considerare a tutti gli effetti un mio tutor, perché abbiamo un rapporto continuativo rispetto alle iniziative ma posso dire che ben vengano le iniziative se sono nell'ottica di pungolare e stimolare l'attività amministrativa. Come lei ben sa, perché ne abbiamo già parlato più volte, a seguito dell'accordo di programma con il Comune di Aosta, recentemente abbiamo assunto, come Arer, quindi come ente strumentale della regione, la gestione degli alloggi di proprietà anche comunale, quindi con un'uniformità dal punto di vista gestionale. Poi sono susseguite le modifiche dal punto di vista normativo per quanto riguarda la gestione dei bandi e l'uniformità all'interno del territorio regionale. Di conseguenza ho chiesto all'Arer, al nostro ente strumentale, di fornirmi le risposte per quanto di competenza. Immagino che le interrogazioni si riferiscano agli impianti a gas a metano centralizzati siti nell'interrato del quarto lotto e nel cortile delle case Giacchetti. Ho cercato di ricostruire rispetto alle sue argomentazioni. Sarò molto preciso e puntuale. Rispetto alla prima domanda: attualmente gli impianti non sono funzionanti rispetto a questi due interventi che lei ha citato. "Quanti siano gli impianti di riscaldamento realizzati all'interno del quartiere", per quanto riguarda l'impianto situato nell'interrato del fabbricato di via Darbelley realizzato dall'Amministrazione comunale nell'ambito dei lavori del quarto lotto non è mai entrato in funzione in quanto sostituito da allacciamento a Telcha nel 2014; per quanto riguarda invece l'impianto situato nel cortile delle case Giacchetti, realizzato temporaneamente dall'Amministrazione comunale, doveva sostituire gli impianti autonomi esistenti, le caldaiette a gas - vi ricordate l'annosa problematica delle caldaiette a gas? - con impianto centralizzato a gas in previsione di un futuro allaccio dell'intero comparto al teleriscaldamento. Sono stati in seguito allacciati 47 alloggi. I restanti 93 hanno espresso l'intenzione di mantenere l'impianto autonomo.
"Quali siano i costi sostenuti per la realizzazione dei suddetti impianti", ricordo quello che ho detto prima: noi ci siamo riferiti all'Arer e quindi premetto che magari non c'è completezza d'informazioni, ma ovviamente, se c'è necessità, cercheremo di entrare un po' più nel dettaglio. Essendo stati realizzati dall'Amministrazione comunale di Aosta, Arer non è a conoscenza dei costi sostenuti. Tuttavia, con riferimento all'impianto situato nell'interrato del fabbricato di via Darbelley, realizzato nell'ambito dei lavori del quarto lotto, dalla documentazione trasmessa all'Arer dal Comune di Aosta risulta che i costi sostenuti dall'Amministrazione comunale ammontino a 45.000 euro circa. Per quanto riguarda l'ultimo punto, "a quale prezzo sono stati ceduti gli impianti oggetto della presente iniziativa", è stato oggetto di vendita l'impianto situato nell'interrato del fabbricato di via Darbelley, sempre realizzato dall'Amministrazione comunale nell'ambito dei lavori del quarto lotto. La delibera è la numero 5 del gennaio 2019 del Consiglio di amministrazione dell'Arer, la quale, sentita l'Amministrazione comunale, ha ceduto a Telcha i generatori di calore e altra componentistica di detto impianto per un importo complessivo di 15.000 euro; quindi c'è una delibera del Consiglio di Amministrazione dell'Arer del gennaio 2019 in accordo con l'Amministrazione comunale per quanto riguarda l'importo di cessione di tali impianti.
Presidente - Per la replica, la parola al proponente collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Grazie Assessore per le informazioni che mi ha fornito. Non posso però limitarmi chiaramente a ricevere informazioni o non sarei un buon tutor se non facessi giustamente anche un po' da pungolo nella mia azione. Quindi innanzitutto chiarisco la motivazione per la quale ho presentato quest'iniziativa, perché il punto è questo: diversi abitanti del quartiere mi hanno chiamato per indicarmi questi impianti non funzionanti. Mi pare peraltro di essermi dimenticato uno, ma effettivamente chiedevo appunto se si aveva contezza di altri impianti realizzati, perché dovrebbe essercene uno forse in Viale Monte Bianco, se non sbaglio, oppure nella traversa di fronte, perché questi impianti sono molto appariscenti. Ci sono questi tubi grigi brillanti, argentati, che si vedono salire e gli abitanti chiedono: "A cosa mi serve questo tubo qui? Perché l'hanno fatto? Qual è l'utilizzo?". La risposta me l'ha fornita: "A nulla perché gli impianti non sono funzionanti". Quindi è giusto ribadire che, chiaramente, non è responsabilità della Regione Autonoma Valle d'Aosta nella realizzazione, ma a oggi la Regione Autonoma Valle d'Aosta, essendo venuta in possesso di questo patrimonio, può darci una fotografia dell'esistente e la fotografia dell'esistente era chiaramente importante averla con i costi di realizzazione, perché qualcuno negli anni la briga di recuperare qualche documento che si riferiva a queste realizzazioni se l'è presa. Però avrei voluto avere i dati più precisi ma effettivamente se l'Amministrazione comunale non li fornisce è abbastanza difficile. Basti sapere però che - da alcune sommarie informazioni che ho recuperato - l'impianto delle case Giacchetti, quello sito in via Lexert 8 11, tanto per intenderci, dovrebbe essere costato ben 1,8 milioni di euro. Questo è l'importo che da alcuni documenti ho potuto desumere. C'è voluto un lavoro di diversi anni, peraltro le tracce dei lavori sono ancora presenti all'interno di quel cortile: ci sono dei blocchetti che sono completamente divelti, ci sono delle opere in muratura che presentano numerose crepe e ci sono, per esempio, delle opere che sono state rimosse e mai reinstallate. Appunto tutto questo, una spesa di 1,8 milioni, per non mettere mai in funzione l'impianto. E perché? Perché già allora i residenti dissero: "Guardate che noi con gli impianti a metano ci troviamo bene. Non c'è bisogno di fare quest'impianto". Quell'impianto però è stato fatto lo stesso. 1,8 milioni di euro sono stati sborsati dalla pubblica amministrazione e il risultato oggi è che è arrivata Telcha nel 2014 e quegli impianti sono diventati obsoleti. Anzi addirittura, come giustamente ci ha detto, quegli impianti sono stati ceduti a Telcha. Quindi ben venga che l'Amministrazione regionale decida di liberarsi di quegli impianti che ovviamente a oggi non hanno alcuna utilità, perché è subentrata un'azienda che sicuramente può fornire un servizio complessivo, però risulta evidente che chi ha fatto dei lavori... e se noi parliamo del 2014, con l'arrivo di Telcha era, come dire, prevedibile che questo teleriscaldamento poi arrivasse in qualsiasi zona, in tutto il quartiere. E quindi perché l'impianto per esempio, quello delle case Giachetti, è stato terminato soltanto un anno fa, se già si sapeva che Telcha sarebbe subentrata? E perché si sono spesi tutti questi soldi pubblici? Queste mi pare che siano domande da porre, domande alle quali evidentemente l'Amministrazione regionale non può rispondere, ma domande che è bene che vengano esplicitate in quest'aula ed è bene che poi a queste domande qualcuno dia una risposta.
