Oggetto del Consiglio n. 745 del 3 luglio 2019 - Resoconto
OGGETTO N. 745/XV - Interrogazione: "Interventi normativi per evitare la chiusura perpetua di strade o sentieri a causa di episodi di dissesti idrogeologici".
Rini (Presidente) - Punto 18 all'ordine del giorno. Chi risponde del Governo? La parola all'assessore Borrello.
Borrello (SA) - Ringrazio il collega perché la tematica è sicuramente importante per quanto riguarda questo settore dell'amministrazione. Partendo dal presupposto che già in altri interventi all'interno dell'aula consiliare ho sempre cercato di porre l'attenzione sul discorso rispetto alla valutazione del rischio, dello scenario di rischio all'interno di un territorio montano come quello della Valle d'Aosta, con la consapevolezza delle non possibilità dal punto di vista economico, quindi delle non risorse infinite per poter mettere in sicurezza l'intero territorio regionale.
In prima battuta mi permetto con questa iniziativa di dire una cosa: la Regione si è dotata di strumenti all'avanguardia per la gestione di problematiche che discendono dall'essere in un territorio totalmente montano; per quanto riguarda il sistema Valle d'Aosta, il sistema di allertamento dei rischi idrogeologici, anche a seguito dell'evento alluvionale del 2000, la mappatura dell'intero territorio regionale della pericolosità idrogeologica e le limitazioni dell'utilizzo dei territori in relazione ai livelli di pericolosità sono un'eccellenza riconosciutaci anche a livello nazionale per quanto riguarda questo tipo d'impostazioni di prevenzione e previsione.
Chiedo al Presidente della commissione consiliare... sarebbe opportuno fare un sopralluogo nel nostro sistema di monitoraggio degli elementi di carattere parossistico che ci sono a livello del territorio montano. Un altro elemento sicuramente importante è la tempestività con la quale s'interviene in caso di dissesto, cercando di ripristinare le condizioni di sicurezza dell'utilizzo delle strade o dei territori in tempi brevissimi, per cercare di limitare il più possibile i disagi per la popolazione e per la collettività. A questo va sicuramente aggiunta una considerazione di carattere generale che è quella variazione delle cosiddette condizioni climatiche che sono totalmente cambiate rispetto alle abitudini e alla capacità ricettiva del nostro territorio montano rispetto a eventi meteorici di elevata intensità e magnitudo, che vanno a cambiare la percezione di ricettività dal punto di vista delle acque meteoriche con conseguenti attività franose sul nostro territorio. Quindi tutta una serie di condizioni a monte delle valutazioni che lei ci ha fatto. Dal punto di vista tecnico, non è mai stata una caratteristica dei sindaci e delle strutture regionali quella - questo bisogna riconoscerlo sia ai sindaci che hanno una grande responsabilità sia anche agli assessori regionali, le strutture regionali hanno competenza in materia - di seguire la soluzione più comoda, cioè chiudere una strada o chiudere un sentiero. Tutti, nel rispetto della normativa vigente e delle disponibilità finanziarie, hanno sempre operato per riaprire il prima possibile le strade e i sentieri, assumendosi ovviamente le responsabilità del caso. Dico solo - è uscito anche sugli organi di stampa - che sono state avviate delle indagini rispetto alle strutture regionali per quanto riguarda l'evento incidentale dell'albero caduto sulla strada regionale, albero in una proprietà privata caduto sulla strada regionale provocando, ahimè, delle vittime; ovviamente questo fa capire qual è l'elevato livello di responsabilità che c'è nell'avere degli incarichi gestionali sia a livello di sindaco, di incarichi politici a livello regionale ma anche di strutture dirigenziali.
Con riferimento al primo quesito - tecnicamente per rispondere alle sue questioni - non esiste alcuna strada regionale oggi chiusa per un qualche dissesto di natura idrogeologica. Le pochissime strade comunali interrotte non creano pesanti disagi, perché o sono in aree non frequentate o frequentate in maniera ridotta oppure perché esistono delle alternative di transito. Vi sono invece dei sentieri e delle piste bloccati per fenomeni di caduta massi. Qui io introduco la risposta per quanto riguarda il collega Chatrian, dell'assessorato all'ambiente, per quanto riguarda il dipartimento risorse naturali, ai quali non pervengono comunicazioni ufficiali in merito a ordinanze sindacali di chiusura e soprattutto nell'ambito di strade poderali e interpoderali. La conoscenza di situazioni di criticità sulla fruibilità della rete viabile minore emerge nel momento di richiesta da parte dei soggetti territoriali - amministrazioni comunali e CMF (Consorzi di miglioramento fondiario) - di interventi di ripristino o di mitigazione del rischio. Per quanto di conoscenza della struttura sistemazioni montane, le situazioni recenti di chiusura e viabilità, a seguito di ordinanze sindacali in ambito rurale agricolo e derivanti dalle problematiche di dissesto, riguardano CMF Ru de Ponton, CMF Ru Chandianaz, CMF Ru Bréan e CMF Ru Pompillard.
Per quanto riguarda invece il settore sentieristico, la gestione della rete è di competenza comunale per quanto riguarda gli itinerari definiti locali dalla legge 21 del '93, mentre è regionale per quanto concerne quelli definiti d'interesse regionale. Quali sono quelli d'interesse regionale? Sono le Alte vie numero 1 e numero 2, il Tour du Mont-Blanc, Tour du Mont-Rose e Tour des Combins e gli intervallivi 101-105. Su tali percorsi a oggi non si è a conoscenza di ordinanze di chiusura da parte dei sindaci. Approfitto per dire che nel sito della Regione, esiste il portale del geonavigatore, dove c'è l'aggiornamento in tempo reale delle ordinanze sindacali di cui si è a conoscenza per dare informazioni sia agli utenti turistici ma anche a coloro che devono" fruire della zona" per tanti motivi.
"Come si può ovviare alle responsabilità di questi amministratori che molte volte in prima battuta si devono interfacciare con dei fenomeni parossistici, fenomeni franosi, e devono fare le ordinanze sindacali e chiudere questi percorsi", riguardo all'elemento sicuramente più importante su cui lei ha posto l'attenzione, che è il secondo quesito, la sensibilità in tal senso c'è tutta. Bisogna essere molto chiari: ahimé, anche in virtù di quello che le ho detto prima per quanto riguarda l'albero di Lillianes e la strada regionale, non è nei poteri della Regione assumere alcun provvedimento che possa tutelare amministratori o funzionari in queste situazioni. Le regole sono dettate dal Codice Penale. Amministratori e funzionari devono sempre attivarsi per assumere tutti i provvedimenti utili a monitorare e a controllare le situazioni di rischio con le tecniche disponibili e le risorse finanziarie all'interno dei bilanci. Il divieto di transito è una misura necessaria, ma si chiede che essa sia ben ponderata e siano soprattutto assunte tutte le iniziative utili a ridurre gli impatti sulle attività e sulle popolazioni. Quindi da una parte c'è un'attività continuativa di amministratori e funzionari per cercare di ridurre il maggior numero di potenziali scenari di disagio, ma parallelamente vi è anche la consapevolezza delle responsabilità.
Colgo questo sua iniziativa per fare un ulteriore rilancio rispetto a questo argomento, che è la sensibilizzazione e la percezione del rischio dei fruitori: gli amministratori devono gestire il territorio, ma bisogna anche dare e far crescere la consapevolezza dei cittadini del fatto che viviamo in un territorio montano, bellissimo, ma che comporta delle insite problematiche dal punto di vista delle evoluzioni naturalistiche. Bisogna trovare l'equilibrio tra le azioni da mettere in campo e le responsabilità che a volte, lo ammetto, sono eccessive soprattutto per amministratori locali, regionali e funzionari.
Presidente - La parola, per la replica, al collega Luboz.
Luboz (LEGA VDA) - Grazie assessore Borrello. Sì, effettivamente ho sottomano la cartografia della Valle d'Aosta fornita dal geonavigatore; zona rossa, zona frane, una buona percentuale del territorio della Valle d'Aosta è sottoposta a vincoli inedificabili per zona di frane. Laddove ci sia un sentiero, una strada, un canale irriguo, una strada fiancheggiante il canale irriguo fino all' opera di presa che attraversi queste zone, se ci sono problemi d'instabilità di versante è possibile che i sindaci di tali territori abbiano chiuso il traffico, come giustamente ha ripetuto lei, 4, 5, 6 consorzi di miglioramento fondiario più altre strade comunali. So di alcuni di questi consorzi di miglioramento fondiario che sarebbero entrati in un finanziamento per lavori da realizzare all'opera di presa, purtroppo quando c'è stata una conferenza di servizi per la valutazione dell'impatto ambientale la guardia forestale locale ha alzato il dito e ha detto: "Ma io lì non vado neanche a fare il sopralluogo, c'è il divieto di transito da parte del Sindaco"; quindi la potenziale decadenza da parte del consorzio di poter beneficiare di questo finanziamento. Mi chiedo: siamo nel 2019, XXI° secolo, ci sono parti del territorio che, ricordiamolo, si situano a un'altezza media di 2100 metri in questi 3263 chilometri quadrati della nostra regione. A un certo punto, l'ha detto giustamente lei, non possiamo farci carico di responsabilità che dipendono dal Codice Penale, però in territorio montuoso l'imponderabilità, l'accidentalità dovrebbero essere prese in considerazione. Faremo di tutto per cercare in qualche modo di portare avanti queste nostre istanze, perché altrimenti, come le ripeto, guardiamo la cartografia della Valle d'Aosta: in zona rossa una buona percentuale del territorio, se sito in zona rossa rischiamo di chiudere a Pont-Saint-Martin. Certi disgaggi non si possono fare. Certe opere di protezione e di mitigazione magari sono eccessivamente costose. In certi punti, a mio giudizio, potrebbe essere valida la fruizione a rischio e pericolo dell'utente. Le parlo anche a nome di un consorzio di miglioramento fondiario. Faccio parte dei volontari che lo gestiscono e vi andiamo a nostro rischio e pericolo, perché in palese violazione di un'ordinanza e neanche un'assicurazione ci potrebbe venire incontro qualora ci succedesse qualcosa. A mio giudizio l'attenzione della politica e dell'Amministrazione su questo punto deve essere ben vigile.
Presidente - Per l'integrazione di replica, la parola al vicepresidente Distort.
Distort (LEGA VDA) - Rimango nel tempo che gentilmente mi ha lasciato il collega. Giusto per ricordare, è un discorso di cui abbiamo già parlato più volte, però sull'aspetto geomorfologico non insegno niente a lei che è dottore in geologia. Comunque l'aspetto della rete sentieristica è un elemento fondamentale della nostra economia e della nostra attività e il concetto di responsabilità, come si è detto, si apre al discorso del codice civile. Il codice civile non è di competenza della Regione ma dello Stato. Ma il dialogo della Regione nei confronti dello Stato non è escluso: un governo della Regione che si assuma la responsabilità di tutto un indotto, di tutta un'attività deve prendere in considerazione anche questo. Prendetelo come suggerimento. Prendetelo come necessità. Questo è assolutamente importante. Non possiamo trincerarci dietro al fatto: "Non è di nostra competenza".
