Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 741 del 3 luglio 2019 - Resoconto

OGGETTO N. 741/XV - Interrogazione: "Mancata evasione di richieste di accesso agli atti da parte dell'Ufficio responsabile della tutela dei minori".

Rini (Presidente) - Passiamo al punto 14 all'ordine del giorno. Per la risposta, la parola all'assessore Baccega.

Baccega (UV) - Pervengono all'ufficio minori istanze di accesso da una pluralità di soggetti e sono riferite a documentazione formata anche da diverse amministrazioni. Mi sono confrontato con l'avvocatura regionale, la quale mi ha sottolineato che su questo tema ci sono stati incontri con associazioni. È un tema che è stato più volte approfondito e chiarito nel corso di diversi incontri. Posso dire, evidentemente, senza successo visto che siamo ancora qua a parlarne. Peraltro direi che è un tema che negli ultimi mesi ha avuto una certa attenzione sui media e, tenuto conto della genericità dell'interrogazione, con il riferimento ad alcuni casi e non a casi specifici in cui l'accesso è stato negato, è complicato dare una risposta univoca alle motivazioni alla base di questi dinieghi. Tuttavia, in un'ottica di trasparenza, posso dire al collega che si sono verificati alcuni casi in cui l'istanza di accesso verteva su relazioni predisposte dai servizi socio-sanitari su richiesta di organi giudiziari riguardanti nuclei familiari allargati comprendenti minori con coniugi diversi, con figli con coniugi diversi e questo ovviamente creava tutta una serie di preoccupazioni. In questo caso sulla scorta di alcune pronunce giurisprudenziali, l'avvocatura regionale ha valutato che i documenti predisposti dagli operatori sociali al fine di adempiere al mandato del giudice sono assimilabili ad atti giudiziari e/o processuali e non sono espressione di un'attività amministrativa e come tali sottratti all'accesso, salvo autorizzazione, proprio da parte dell'autorità giudiziaria. Va anche detto che l'accesso agli atti del processo civile è comunque garantito alle parti processuali e ai legali che rappresentano le due situazioni. Quindi le stesse possono esercitare questa facoltà nella sede competente. In ogni caso, vista la delicatezza e visto il momento oltre al gran vociare su questo argomento, che riguarda ovviamente la tutela dei diritti di tutti i soggetti coinvolti ma soprattutto quello dei minori e non ultimo quello alla riservatezza, si è effettuato un incontro il 20 giugno scorso per esaminare ulteriormente le questioni sollevate proprio su mia richiesta. All'incontro erano presenti l'avvocatura regionale, l'ufficio minori, l'ufficio legale dell'azienda U.S.L. e la facente funzioni del responsabile della struttura complessa di psicologia. In termini sostanziali, in ragione del fatto che la richiesta di accesso per la quasi totalità dei casi è rivolta agli operatori dell'area minori di entrambi gli enti - dunque Regione e Azienda U.S.L. - si è concordato che sarà predisposta una circolare a cura dell'avvocatura e dell'ufficio legale dell'U.S.L. a doppia firma sull'accesso agli atti, la quale garantisca una risposta omogenea e ovviamente rispettosa della normativa. I soggetti coinvolti sono appunto l'avvocatura, l'ufficio minori, l'ufficio legale e la struttura complessa di psicologia. L'atto non è ancora pronto. Appena ricevo l'atto mi impegno a fargliene avere copia ed eventualmente ad aprire poi un confronto.

Presidente - Per la replica, la parola al collega Cognetta.

Cognetta (MOUV') - Assessore, non ho messo i casi perché mi sembrava inopportuno. Questo, voglio dire, è normale. Però c'era una piccola traccia al punto 2 della mia interrogazione. Letto altresì l'articolo 13, comma 2, che recita: "L'accesso ai documenti di cui al comma 1, la cui conoscenza sia necessaria per curare o difendere i propri diretti interessi giuridici deve essere comunque garantita agli interessati". Quindi mi riferivo comunque sia a dei legali che, per un diritto alla difesa o comunque per un dibattimento, superano le limitazioni della privacy, perché sempre più spesso viene detto da questi uffici che per problemi di privacy non possono essere dati determinati documenti quando non siamo ancora in una fase dibattimentale rispetto al procedimento giudiziario in corso e quindi si viene meno a quello che invece è un diritto di legge. Capisce, Assessore? Ci si fa uno scrupolo talmente grande che poi anche chi dovrebbe operare, ovviamente con scienza e coscienza, rispetto a certi documenti, viene bloccato dall'Amministrazione, cosa che paradossalmente in altri settori dell'Amministrazione regionale non succede. La legge 19, che è poi la nostra che regola l'accesso agli atti, in altri settori viene tranquillamente, come dire, rispettata, nel caso degli assistenti sociali, di questo settore in particolare, invece c'è un'interpretazione del tutto personale di cosa si può o non si può dare come diritto di accesso agli atti. Da lì viene il discorso del regolamento, perché è su questo il dilemma grosso. Non si può interpretare la legge dell'accesso agli atti in maniera differente a seconda dell'argomento. L'argomento è sempre lo stesso: l'accesso agli atti. In questo caso specifico parlo di professionisti che svolgono il ruolo di avvocati rispetto a cause di separazioni, divorzi e quant'altro a cui viene dato diniego. Anzi, ancora peggio, a cui spesso non viene data risposta, che è la cosa peggiore. Cioè non ti dico neanche di no, non ti dico né sì né no. Perché non viene dato un diniego? Ma perché non si può dare, rispetto alla legge. Invece non rispondendo risolvono il problema, che è una cosa veramente assurda. Allora ben venga che facciate una circolare, però se permette dobbiamo fare di più perché anche su questo è un problema... la circolare di per sé è una cosa buona, ma non è un indirizzo, né di regolamento né di legge. È vero che c'è già una legge, ma già non viene rispettata, vuol dire che bisogna fare un regolamento che esplichi la legge, perché se no qualsiasi operatore può decidere in maniera arbitraria: "Eh ma tanto questa cosa qui non te la devo dare". È questo il problema, che non viene risolto, ancora.