Oggetto del Consiglio n. 501 del 28 ottobre 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 501/81 - CONTATTI CON LA FEDERAZIONE SVIZZERA PER SCAMBI DI ESPERIENZE IN MATERIA DI SPERIMENTAZIONE AGRICOLA. (Interpellanza)
Presidente - Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Viberti:
INTERPELLANZA
AVENDO VISITATO la Scuola cantonale d'agricoltura di Friburgo, nonché una stazione federale di ricerca (zootecnia e foraggi);
IN CONSIDERAZIONE del livello organizzativo e qualitativo di tali centri e della loro relativa vicinanza alla nostra Regione;
VISTE inoltre le affinità storico-culturali che ci permettono di considerare gli svizzeri romandi quasi dei cugini;
SI INTERPELLA
l'Assessore all'Agricoltura e Foreste per conoscere quali contatti ufficiali si intrattengono in questo particolare settore con i nostri vicini.
Si chiede inoltre se esistono scambi di esperienze in campo agricolo con la Federazione svizzera.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti, ne ha facoltà.
Viberti (DPROL) - Le Président du Conseil nous a rappelé ce matin qu'une délégation s'est rendue au Canton de Fribourg pour visiter l'école cantonale d'agriculture. La délégation dont je faisais partie, était représentée par le Vice-Président Faval, le Secrétaire du Conseil Minuzzo, le Conseiller Cout, le Chanoine du Grand St. Bernard Claude Duvernay, per un fonctionnaire de la Région et par moi-même.
Le Directeur de l'école, du fait que nous étions en retard, nous a fait visiter en toute vitesse les bâtiments de Grange Neuve et nous avons été surpris par ce que l'on a vu. Le canton de Fribourg - les Fribourgeois sont à peu près 450 000 - ce sert pour instruire les jeunes agriculteurs de cette école, qui a une structure très bien organisée. Les étudiants qui suivent les cours chaque année, sont à peu près mille. Je ne veux pas faire de l'arithmétique inutile, mais je veux quand même souligner que chaque étudiant paie lui-même le cours et cela c'est déjà très intéressant. Encore plus intéressant est l'affinité du territoire de Fribourg avec le territoire du Val d'Aoste, même si la Vallée a une disposition moins favorable pour l'agriculture. De toute façon, on doit remarquer que les Fribourgeois par rapport aux Valdôtains son de très bons paysans et de très bons éleveurs de bétail. Il y a une population de 950 000 vaches adultes, qui favorisent une production de fromage de qualité.
Les paysans dans ce canton vivent dan l'aisance et le niveau de vie et de culture augmente grâce à l'école d'agriculture de Grange Neuve.
Certo, a Friburgo non c'è il problema della parcellizzazione della proprietà - causa prima di tanti disagi della nostra agricoltura - perché qui la legge federale viene in aiuto ai contadini permettendo ad uno solo dei suoi figli, e non per linea diretta, di ereditare il terreno e di diventare a sua volta contadino. Infatti per entrare in possesso della terra pagherà al padre o agli altri eredi il valore di produzione del terreno, e non quello di mercato. Questo permette che con una sana conduzione dell'azienda il contadino riesca a pagare il terreno ai propri fratelli, o al padre che non ha più l'età o la possibilità di fare questo lavoro. Non voglio sostenere che noi pure dobbiamo seguire questa strada in quanto abitudini e costumi simili, ma non identici, possono portarci a trovare soluzioni idonee, simili ma non identiche. Certo però non si può continuare a lasciare immiserire così la nostra agricoltura né, soprattutto, il territorio della nostra Regione.
Che dire poi della precisione e dell'organizzazione di questa scuola: fino dai primi corsi i ragazzi acquistano non solo cognizioni teoriche e pratiche in agricoltura, ma vengono messi in grado, dopo aver seguito dei corsi specifici all'interno di questa scuola, di costruirsi un mobile, un muro, di sostituire una finestra, di fare ogni tipo di piccola riparazione che si richiede da chi è proprietario di un'azienda a conduzione familiare, dai propri mezzi agricoli alla tegola del tetto o al camino, oltre a sapere fare bene i propri conti, ed in questo gli svizzeri sono secondi sono agli ebrei.
Per non farla lunga, mi limiterò solo a riferire, per quello che riguarda la seconda parte della nostra visita, quanto ci è stato detto sulla "semi-semaine du bétail" nel pomeriggio sempre a Grange Neuve, presso il suo centro di ricerca, che è uno dei sette centri di ricerca che la Federazione dedica al problema dell'agricoltura. Uno Stato come la Svizzera ha sette centri che si occupano esclusivamente di agricoltura. Certo in questo senso a noi resta ancora molto da fare prima che il nostro Paese disponga di sette centri collegati fra di loro e con l'Università. Forse in Italia abbiamo dei centri allo stesso livello ma sicuramente dal punto di vista del coordinamento e dell'organizzazione abbiamo molto da imparare e siamo molto indietro.
In questo centro ci si occupa in particolare d'allevamento del bestiame e di afforaggiamento e devo dire che ero quasi rapito quando siamo entrati nel laboratorio, dove viene analizzato il fieno, a vedere tutti i barattoli con i campioni di fieno che al massimo entro due giorni arrivano in laboratorio e che - penso - nel giro di una quindicina di giorni tornino all'interessato con la risposta alle domande circa le caratteristiche nutrizionali dei pascoli, ed in più, con i consigli che il contadino richiede.
In particolare voglio ricordare che in quell'occasione il Capogruppo dell'Union Valdôtaine Voyat pose delle domande che ritengo molto interessanti, riguardanti il risanamento del bestiame. Questi nostri cugini usano un metodo che potrebbe essere definito drastico, ma che d'altra parte dà dei risultati meravigliosi nei casi sospetti di tubercolosi. Ad un primo esame eseguito sulla bestia in questione dal veterinario cantonale, ne segue un secondo dopo un mese e se anche questo risulta positivo, si passa all'eliminazione totale del bestiame che è stato in contatto con la bestia malata. Ho rischiato di fare una gaffe quando ci è stato comunicato che ormai le bestie malate non esistono più e che è l'uomo il più soggetto a contrarre la malattia ed a trasmetterla poi direttamente alle bestie. Per un attimo ho avuto la tentazione di chiedere se per caso passano anche all'eliminazione dell'individuo che ha contagiato il bestiame, ma poi ho pensato che non siamo ancora a questo punto ed ho preferito evitare un incidente diplomatico. Certo che il sistema usato ha portato dei frutti su una popolazione di quasi un milione di bovine adulte, senza contare poi i torelli. In un anno si ha l'eliminazione di mille capi di bestiame, se non sbaglio, ed i colleghi che appartengono ai diversi Gruppi possono confermarlo. Credo che abbiamo molto da imparare dalla serietà di queste persone.
Chiedo all'Assessore all'Agricoltura e Foreste, oltre ad una risposta bilingue, una risposta a grandi linee sugli indirizzi e programmi che ci sono rispetto a questo problema che è stato dibattuto per molto tempo, per cui le mie domande non dovrebbero cogliere del tutto impreparato l'Assessore.
Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Marcoz, ne ha facoltà.
Marcoz (UV) - In occasione del viaggio a Friburgo eravamo assenti sia il Consigliere Bajocco che io, per un impegno contratto in precedenza al quale non potevamo sottrarci.
Alle domande che il Consigliere Viberti mi ha posto vorrei rispondere in due parti: una, riguardante l'attività di ricerca e l'altra, la sperimentazione pratica o dimostrativa che l'Assessorato svolge. Il Consigliere Viberti, come gli altri Consiglieri, saprà che il servizio di assistenza tecnica, che lavora presso l'Assessorato all'Agricoltura e Foreste e si occupa dell'attività di ricerca, è un settore molto delicato e difficile perché in Italia come anche a Friburgo, la ricerca in questo settore viene effettuata addirittura a livello universitario, mentre purtroppo in Valle d'Aosta questo manca completamente, sia per l'esiguità della Valle che per il numero di teste. Non intendo dire che si debba rinunciare ad arrivare anche in Valle d'Aosta ad un tipo di ricerca del genere.
Per quanto è ricerca pura, come Assessorato, abbiamo già svolto studi negli anni scorsi e per esempio per quanto riguarda le acque, abbiamo elementi in mano, già forniti a tutti i nostri allevatori, sulla bontà delle acque canale per canale, torrente per torrente, di modo che l'allevatore o l'agricoltore sa con che tipo di acque è a contatto e come può essere modificata l'irrigazione. Per questi studi noi ci siamo avvalsi di ottimi tecnici locali in collaborazione con l'Università Cattolica di Piacenza, con la quale abbiamo avuto le maggiori soddisfazioni; per quanto riguarda ad esempio le ricerche sui vigneti, per il tipo di sostanze organiche ed inorganiche che si devono dare al vigneto nel momento del fabbisogno, le nostre soluzioni le abbiamo avute proprio dall'Università di Piacenza e purtroppo non dalla vicina Svizzera, dalla quale però abbiamo avuto ottimi risultati l'anno 1977-78 quando avevamo come Regione il danno annoso della famosa "Fontina rossa" senza che si riuscisse a capirne la causa. Allora dall'Istituto di Berna "Recherche Fédéral" e sempre in collaborazione con Piacenza, siamo riusciti a scoprire il virus che dava alla Fontina quel colore né bello né buono, ed abbiamo risolto il problema. Quindi per quello che riguarda la ricerca, possiamo dire che il nostro Assessorato si avvale degli Istituti specifici competenti in materia proprio caso per caso in quanto - ripeto - in Valle d'Aosta, vista l'esiguità della Regione, non abbiamo la possibilità di fare questo tipo di esperienze.
Per quanto riguarda invece la sperimentazione siamo già a livelli migliori. Il servizio di assistenza tecnica lavora già da parecchi anni, il laboratorio è in fase di ultimazione e penso che entrerà in funzione senz'altro prima dell'inverno di quest'anno, quindi pregherei il Consigliere Viberti - anche se non è più Consigliere - di visitarlo. Nel laboratorio potremo svolgere oltre alle solite analisi che facciamo per il latte, anche tutte le ricerche batteriologiche sul fieno, sulla bontà e sul tipo di mangimi che bisogna fornire agli allevamenti, per cui saremo in grado anche noi con il nostro piccolo servizio di aiutare i nostri allevatori. Oggi per questo ci avvaliamo di colleghi di altre Regioni, per esempio siamo in ottimo contatto con S. Michele d'Adige per quanto riguarda la frutticoltura, perché la zona del Trentino Alto Adige è quella che più si avvicina alle esigenze della Valle d'Aosta. Abbiamo contatti per le ricerche sui frutti con la "Fédération des Recherches économiques" presso Nyon, con l'"Association de Pont de la Morge" a Sion, con l'"Association de Bagne" in Svizzera. C'è da tenere presente degli ottimi risultati raggiunti in collaborazione cogli Svizzeri e validi soprattutto tenuto contro della loro esperienza, incontrano poi grossi inconvenienti quando vengono adattati alla nostra realtà locale e a certe nostre esigenze. Inoltre, come Assessorato, dallo scorso anno facciamo frequentare dei corsi speciali ad alcuni dipendenti regionali che lavorano presso questo servizio, ho qui un elenco di corsi frequentati nei diversi cantoni svizzeri, alcuni dei quali sono: "Les nouvelles variétés et les nouveaux produits phyto-sanitaires", "Organisation générale de la valorisation", "Prescritpion sur la protection des eaux", "Technique et échantillonage", "Mini-informatique". Quindi, per quanto ci riguarda in questa piccola esperienza di sperimentazione, abbiamo il filo diretto con la Svizzera. Certamente dobbiamo migliorare e penso che con l'avviamento del nuovo laboratorio che è situato presso l'Istituto di Mont Ferret potremo dare ai nostri allevatori quello che si augurava il Consigliere Viberti.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti, ne ha facoltà.
Viberti (DPROL) - C'era da aspettarsi che non avrei potuto essere soddisfatto, non perché l'Assessore all'Agricoltura e Foreste non vi abbia messo tutta la sua buona volontà, ma perché a qualche domanda forse non era in grado di rispondere. Quanto avevo chiesto, si divideva praticamente in due parti, da una c'era il problema della ricerca, dell'acquisizione di nuove nozioni, dell'assistenza di un certo livello nei confronti dell'agricoltore o allevatore; dall'altra c'era il problema scuola, tipo di strutture. Naturalmente tutte e due le parti devono essere coordinate dall'Assessorato regionale all'Agricoltura ed è un po' questa la carenza grossa che mi è parso di individuare dalle risposte dell'Assessore, il quale è forse stato colto impreparato dall'interpellanza che non era così esplicita.
Certo che rispetto al problema del risanamento, ci si sarebbe aspettati almeno di sentirsi dire che "fanno bene o fanno male gli Svizzeri a comportarsi così"; oppure "oggi, dopo due anni da quando si fanno le marchiature a fuoco sulla testa delle bestie, abbiamo cominciato a riscontrare qualche miglioramento", oppure "ci preme far sapere che vorremmo durante le gare di qualificazione e le stesse finali delle "Batailles des Reines" - che sono alcune delle più famigerate trasmettitrici di tubercolosi nella nostra Regione - provvedere (d'accordo, questa è una mia opinione) al controllo di alcuni campioni di queste combattenti". Invece né a livello di coordinazione, né a livello di risanamento, né a livello di scuola ho ricevuto delle risposte che possono darmi soddisfazione. In più c'era la questione di una domanda posta in francese in parte, e per questo non posso che dire che "à question bilingue, réponse bilingue".
