Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 492 del 28 ottobre 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 492/81 - NECESSITÀ DI UN PIANO PLURIENNALE DI SISTEMAZIONE IDROGEOLOGICA DELL'INTERO TERRITORIO REGIONALE. DANNI PROVOCATI DALLE RECENTI ALLUVIONI IN BASSA VALLE. NECESSITÀ DI INTERVENTI PER LA DIFESA IDROGEOLOGICA. (Interpellanze)

Presidente - Do lettura delle interpellanze presentate rispettivamente dal Consigliere Berti e dai Consiglieri Tonino, Mafrica e Cout:

INTERPELLANZA

VISTO che pochi giorni di pioggia hanno cagionato danni per alcuni miliardi di lire in località di fondovalle;

CONSIDERATO che all'origine dei fatti alluvionali è il dissesto idrogeologico del territorio, dissesto accentuatosi con il dissennato criterio di costruire ovunque strade e stradine più di significato elettoralistico che pratico e con la mancanza di un piano articolato per la manutenzione di sentieri, mulattiere e alveo di torrenti;

RILEVATO che ad ogni episodio di carattere alluvionale l'Amministrazione regionale provvede in genere alla riparazione dei danni, seguendo la politica del "giorno per giorno", senza preoccuparsi di risolvere drasticamente i problemi;

INTERPELLA

il Presidente della Giunta e l'Assessore ai Lavori Pubblici per sapere se non ritengono di proporre al Consiglio un piano pluriennale di sistemazione idrogeologica dell'intero territorio regionale.

F.to V. Berti

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INTERPELLANZA

PREMESSO che sono bastati pochi giorni di pioggie intense per provocare, soprattutto in Bassa Valle, straripamenti di fiumi e torrenti, alluvioni, frane e smottamenti del suolo, con ingenti danni alla popolazione ed alle attività economiche;

VISTO che a Fontainemore ed a Pont-St.-Martin due tratti di arginatura appena ultimati sono stati travolti e distrutti perché incompleti o perché realizzati male;

TENUTO CONTO che, per la particolare conformazione orografica della Regione, questi fenomeni calamitosi si ripetono con frequenza e che, anche a causa del progressivo spopolamento della montagna, i danni che ne derivano assumono di volta in volta proporzioni sempre più allarmanti;

CONSIDERATO che gli interventi della Regione nella difesa dell'ambiente e per prevenire il "rischio geologico" sono stati finora insufficienti, disorganici ed episodici, mentre è pressante l'esigenza di una "carta del rischio" e di interventi programmati per intervenire nei punti di maggior pericolo;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

la Giunta regionale per conoscere:

1) a quanto ammontano i danni provocati dalle recenti alluvioni in Bassa Valle, quali sono le responsabilità che hanno portato alla distruzione di arginature costruite di recente, quali interventi immediati sono stati iniziati;

2) quali sono le intenzioni della Giunta regionale in merito alla necessità di un piano di intervento regionale per la difesa idrogeologica, da finanziare in modo adeguato.

F.to Tonino, Mafrica, Cout

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Berti, ne ha facoltà.

Berti (ACV) - Come avevo già evidenziato nell'interpellanza, pur dando atto all'Assessore ai Lavori Pubblici, Borbey, ed al Presidente della Giunta ed al personale competente per la premura che hanno dimostrato ogni qualvolta succedono queste alluvioni frane ed allagamenti, mi sembra però che qui ci sia una politica del giorno dopo giorno, quando viene fuori la catastrofe si corre tutti al rimedio, ma senza un programma idrogeologico per la Valle d'Aosta, cioè un piano pluriennale o triennale o comunque programmatico che dia una maggiore garanzia senza poi arrivare a sanare i danni che alla fine vengono a costare molto di più all'Amministrazione regionale di quanto non costerebbero in un'analisi più ampia di programmazione.

Vorrei sapere dal Presidente della Giunta o comunque dall'Assessore Borbey, se è allo studio un programma del genere per cercare di arginare questo sistema causato dal maltempo che si ripete ogni qualvolta viene giù una pioggerella di due o tre giorni.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - La nostra interpellanza consiste di due parti, la prima riguardante la necessità di conoscere un po' meglio quali sono i danni provocati dall'alluvione in Bassa Valle, ma anche quali sono le responsabilità che hanno portato alla distruzione di alcune arginature che erano state recentemente costruite e parlo di Pont-St.-Martin, Fontainemore, in modo particolare, perché ci risulta che queste arginature in realtà non sono state ultimate per poche decine di milioni. A causa di questa, chiamiamola, inadempienza, non hanno retto alla prima alluvione che è stata quella di cui si parla nell'interpellanza, per cui evidentemente c'è anche un modo discutibile di intervenire e di costruire i sistemi di protezione. Lo diceva anche il Consigliere Berti, ce ne rallegriamo, in questo settore, che oggi va avanti in modo molto disorganico, bisogna che ci sia un piano e degli interventi programmati. Questa è la ragione per cui chiediamo cosa sta facendo la Giunta, abbiamo fatto riferimento nell'interpellanza alla necessità di prevenire il rischio geologico con una carta del rischio che sia degna di questo nome.

Sappiamo che la Giunta continua a spendere fior di milioni in consulenze, indagini, in carte che servono per la lettura delle caratteristiche del suolo, ma non ci risulta che si sia approdato oggi ad una carta del rischio in grado di individuare quali sono i punti di maggior pericolo. Non è più concepibile che i rischi di dissenso idrogeologico cui va incontro una Regione con la conformazione della Valle d'Aosta debbano essere così trascurati dall'attività della Giunta regionale.

A questo proposito vorrei fare anche una richiesta che non è contenuta nell'interpellanza. La Regione Piemonte oltre ad avere normato con una legge, che un'opportuna indagine di carattere geologico deve essere fatta prima della redazione di strumenti urbanistici e prima della predisposizione di progetti consistenti in intervento sul territorio, si è anche dotata di un servizio geologico regionale, in sostanza un servizio che funziona come supporto e consulenza all'attività della Giunta regionale ma anche all'attività degli Enti locali. Probabilmente noi siamo l'unica Regione d'Italia a non avere un geologo dipendente dalla Regione. Per cui chiedo anche alla Giunta se c'è intenzione di colmare questo vuoto.

Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici, Borbey, ne ha facoltà.

Borbey (DC) - Sulle premesse dell'interpellanza tengo a precisare il discorso dei "pochi giorni di pioggia" perché allora i Consiglieri che hanno fatto quest'interpellanza non si sono informati bene, anche se abitano nella zona, che questo è stato un evento eccezionale. Le dichiarazioni dei Sindaci di Lillianes, Pont St. Martin e Fontainemore lo possono dimostrare ed hanno fatto dichiarazioni ufficiali. Dicono gli anziani di Fontainemore che nel '48 il Lys non era pericoloso come lo è stato in quei giorni; in questo paese il Lys ha portato per una lunghezza di 400 mtr. un masso di 70 m.3. Quindi immaginatevi la potenza che aveva in quel momento. Questo masso è andato a cozzare in pieno contro l'arginatura appena finita a Fontainemore da tre mesi e per la quale proprio per richiesta delle Amministrazioni comunali, non avevamo fatto tutto il riempimento perché i Comuni erano in trattative con l'Enel per portare il materiale poiché si ha intenzione di fare un campo giochi. Forse è difetto nostro che non avevamo fatto il riempimento totale dietro questa arginatura. Questo enorme masso è esploso contro il muro, ci ha fatto una breccia, e con questa ha portato via 40 m. di muratura. Invece a Pont St. Martin - lo ammetto - può essere un errore non tecnico ma di valutazione e quindi amministrativo, e me lo prendo completamente a carico. Dietro pressioni dell'Amministrazione di Pont St. Martin, abbiamo stanziato ca. £ 170 milioni anni or sono ed abbiamo eseguito un primo tratto di arginatura dietro progetto fatto eseguire dall'Amministrazione comunale di Pont. St. Martin. Non avevamo fondi sufficienti ed abbiamo fatto solo metà arginatura, il Consigliere Tonino la conosce bene, è al riparo delle case popolari, e poiché purtroppo si danno concessioni edilizie a case e condomini, subito dopo bisogna fare le arginature. L'arginatura doveva essere già fatta precedentemente per salvare almeno i terreni circostanti, ma è successo che con le nuove costruzioni è stato riportato per un'altezza di due, tre metri il terreno e quindi l'arginatura che una volta era sufficiente farla di due metri di altezza, adesso è stato necessario portarla a 6-7 m. di altezza. Inoltre se in quelle zone sono idonee anche arginature rigide, quindi murature con fondazioni in calce struzzo, quando arriviamo ad altezze del genere, non si possono più eseguire con muratura rigida, e quindi dobbiamo fare delle scogliere.

Vengo al punto che è abbastanza critico in cui si dice che forse sono fatte male le arginature. Queste opere sono ancora da collaudare e garantisco a tutti i colleghi che nomineremo uno dei collaudatori più pignoli. Premetto che secondo me è stato l'evento eccezionale e forse un mio errore di amministratore perché abbiamo finanziato non opere complete, ma opere finite solo a metà. Quello che ci preme dire è se dobbiamo fare delle opere a livello di scogliera, perché i muri sono troppo alti; la scogliera fatta anche bene, in Dora Baltea può essere la scelta migliore, ma non - tecnicamente - nel Lys; infatti in quel tratto - e proprio ieri ho avuto una riunione con i tecnici dell'Amministrazione regionale ed i progettisti, per vedere di fare alcuni accorgimenti - si resta nel dubbio se eseguire i muri o la scogliera. Siamo venuti alla determinazione della scogliera, purtroppo il lavoro non è ultimato, si è scalzato un primo masso proprio perché ci sono sette metri di altezza ed il lavoro è stato fatto solo per tre metri a scogliera, ripiano perché purtroppo c'è ancora qualcuno che dice che bisogna fare le passeggiate. Ho una mia tesi per il discorso della salvaguardia degli argini e della sistemazione idrogeologica in Valle d'Aosta, cioè cerchiamo di salvare gli abitanti ed i terreni, ma non cerchiamo di fare poesia ed intendo dire la passeggiata. Invito tutti voi Amministratori a considerare questo problema così importante e delicato e dò ragione al Consigliere Tonino nel dire che occorre a monte uno studio da parte di un geologo, cosa che abbiamo fatto fare nelle zone che ritenevamo franose. Devo dire onestamente che per la Valle del Lys non c'è, anche se sappiamo qual'è la natura del fondo del torrente Lys e c'è uno studio a livello di tecnici su quale sistema di arginatura dobbiamo adottare.

Chiedo scusa se ho prolungato questo intervento, ma volevo proprio sottolineare - e non so se mi sono spiegato bene - che per questi eventi calamitosi eccezionali alcune volte non c'è arginatura che tenga; l'errore che ne è derivato è perché abbiamo fatto due opere e non le abbiamo ultimate. Quindi è un insegnamento per me in particolare, cioè è inutile se non abbiamo gli stanziamenti completi per fare un tratto di arginatura, appaltarne solo la metà, perché se dovesse risuccedere quello che è successo, abbiamo speso dei soldi inutilmente.

Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Marcoz, ne ha facoltà.

Marcoz (UV) - Tanto per concludere quanto già detto dal collega Assessore Borbey. Sarebbe bene premettere alcune considerazioni generali perché è vero che l'alluvione si verifica purtroppo sempre quando cadono alcuni giorni di pioggia d'intensità più elevata. Se le pioggie venissero a tempi anche più lunghi ma con minore violenza, si potrebbero evitare certi disastri. Il Lys è veramente un torrente difficilissimo, abbiamo fatto degli accertamenti e risulta che da 50 anni non si è più visto un'alluvione come quella successa nei giorni scorsi. Addirittura se non avessimo fatto a monte dell'abitato di Lillianes l'arginatura sulla sinistra orografica alta 5 mtr. con una larghezza di ca. 80 mtr. - quindi con una portata di acqua veramente eccezionale, al di fuori di tutti i coefficienti di sicurezza che ci danno i manuali tecnici, l'acqua sarebbe passata addirittura al di sopra di questa arginatura; se veramente non si fossero terminati i lavori in tempo, tutto il villaggio di Lillianes avrebbe subito a quest'ora dei notevoli danni. Quindi è vero che bisogna rivedere tutta la politica delle arginature e il nostro studio sulle aste torrentizie laterali è già a buon punto e stiamo ormai ultimando. Fino ad oggi, più che mancanza di dati tecnici per sapere come progettare, mancava - come diceva l'Assessore ai Lavori Pubblici, Borbey - la parte finanziaria che è quella più importante in quanto è inutile iniziare un'opera senza fondi. Succede allora come succede ogni anno che se l'opera non è finita alla minima alluvione non regge e quindi va a monte tutto il lavoro fatto.

Abbiamo fatto a Roma le richieste tra Assessorato dei Lavori Pubblici e Assessorato Agricoltura e Foreste per ca. £ 6 miliardi e qualcosa come richiesta di danno, faremo semmai avere ai Consiglieri Tonino e Berti una relazione di quanto detto.

Da parte nostra c'è l'impegno di fare un piano pluriennale, finalmente il riparto è arrivato e quindi vediamo di spendere questi soldi nella maniera giusta.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Berti, ne ha facoltà.

Berti (ACV) - Il problema è delicato ed investe più Assessorati. Mi fa piacere la risposta sia dell'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Marcoz, che dell'Assessore ai Lavori Pubblici, Borbey, in quanto dalla loro relazione emerge la sensibilità per i fatti accaduti e l'impossibilità economica di poter adempiere completamente all'opera. Mi auguro e faccio una raccomandazione alla Giunta che in tempi brevi e con l'aiuto del nuovo riparto fiscale si possa arrivare ad avere a disposizione un geologo che possa portarci ad un piano pluriennale.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Le risposte dell'Assessore ai Lavori Pubblici, Borbey, non fanno che confermare una nostra insoddisfazione di come si interviene in questo settore. La prima precisazione credo debba essere data sulla premessa della nostra interpellanza, perché in effetti, Assessore Borbey, sono bastati pochi giorni di pioggia intensa e inoltre non credo che nella valle di Gressoney non abbia mai piovuto così, forse ha piovuto anche di più. Il problema è che il Lys non è mai stato così grosso e adesso non è tanto un problema di pioggia caduta ma del fatto che - in parte lo avete detto anche voi - con l'abbandono della montagna, è cambiata la situazione a monte e questi pochi giorni di pioggia intensa hanno rischiato di provocare delle catastrofi. Il problema che abbiamo di fronte oggi è di prevedere un piano complessivo per ognuno di questi torrenti laterali, sarò interessato a conoscere questi studi che sta facendo l'Assessorato Agricoltura e Foreste dei quali non sapevo neanche l'esistenza ed insieme a me forse anche altri Amministratori locali. Lì effettivamente il ragionamento da fare è se è opportuno e giusto fare solo delle arginature o se non è invece prioritario fare solo degli interventi immediati come diceva l'Assessore ai Lavori Pubblici, Borbey, per proteggere alcuni abitati, e poi prevedere momenti in cui il torrente avrà piene tali per cui è necessario uno sfogo in alcune zone. Non credo sia possibile oggi proprio per il discorso dell'imbuto, prevedere delle arginatura che aumentano la velocità dell'acqua e che man mano che scendono a valle possono provocare dei danni incalcolabili, per cui anche è un discorso di prevenzione, in modo che non si facciano gli insediamenti in quelle zone in cui sarà inevitabile che il torrente debordi, cioè quelli che prima ho definito punti di sfogo.

Per quanto riguarda gli errori, apprezzo la capacità di auto critica dell'Assessore Borbey, perché è uno dei pochi a farne da quei banchi. Probabilmente ci sono stati anche degli errori politici, quello che vorrei sapere e su cui mi piacerebbe che l'Assessore Borbey facesse delle analisi approfondite, è se queste opere sono poi state fatte seguendo bene il capitolato ed il progetto. A noi risulta che non è sempre così ed è un dato negativo. Nel caso dell'arginatura di Pont St. Martin si è detto che questa arginatura non era ancorata al terreno in modo sufficiente per cui ci sono problemi ed errori che non debbono essere lasciati passare. Se è intenzione verificare da parte della Giunta fino in fondo, questo ci fa piacere e da questo punto di vista ci dichiariamo soddisfatti.

Presidente - Sono le ore 12,35, facciamo ancora un'interpellanza e poi sospendiamo? Allora passiamo all'oggetto n. 14.