Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 607 del 17 aprile 2019 - Resoconto

OGGETTO N. 607/XV - Interpellanza: "Procedure per il reclutamento di personale docente presso l'Università della Valle d'Aosta".

Rini (Presidente) - Punto 19 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola alla collega Spelgatti.

Spelgatti (LEGA VDA) - "Considerato che nel corso della seduta del Consiglio dell'Università della Valle d'Aosta del 19 novembre 2018 sono state approvate, tra l'altro, alcune procedure di reclutamento di personale docente di ruolo. In particolare:

- un concorso per un professore associato (II fascia), di storia contemporanea;

- un concorso per un professore associato per l'area psicologica.

Preso atto che sempre nella stessa seduta è stato inoltre richiesto ai competenti organi accademici di formulare proposte al Consiglio dell'Università entro il termine di sessanta giorni per la sostituzione di un professore ordinario (I fascia) passato ad altro ateneo.

Tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali interpellano il Governo regionale per sapere:

1) quale sia lo stato dell'arte del procedimento concernente le procedure di reclutamento dei due professori associati, atteso che sembrerebbe che i bandi siano rimasti fermi, alla firma del Rettore, per diversi giorni (in particolare per il concorso di storia contemporanea per oltre 30 giorni), nonostante l'Ateneo presenti alcune criticità in ordine ai requisiti di personale docente finalizzati all'accreditamento dei corsi;

2) in tale eventualità, per sapere se sia intenzione del Presidente di promuovere ogni azione necessaria ed utile al fine di accertare eventuali responsabilità per omissione d'atti d'ufficio in capo al Rettore per il notevole ritardo con cui sono stati da lui sottoscritti i bandi e se sia intenzione del Presidente di nominare un'apposita commissione finalizzata a tale accertamento;

3) per conoscere il motivo per il quale non si è svolta la seduta del Senato Accademico calendarizzata per il 22 gennaio 2019, facendo slittare la convocazione addirittura al 1° marzo (nonostante l'ultima seduta sia stata svolta in data 19 dicembre 2018);

4) per conoscere il motivo per il quale non è stato possibile rispettare il termine indicato dal Consiglio dell'Università per la sostituzione del Professore ordinario, atteso che il competente Dipartimento aveva adottato un'apposita deliberazione di proposta già nel mese di dicembre da sottoporre all'esame del Senato accademico."

Specifico, ovviamente, che questa era stata un'interpellanza proposta già vari Consigli fa. Nel frattempo avevo presentato altre iniziative, sempre in relazione all'Università, che si vanno ad accumulare, per cui sono molto contenta perché oggi, finalmente, riusciamo a trattarne ampiamente, visto e considerato che ci sono molte questioni di cui parlare. Avremmo dovuto parlarne nei vari Consigli, così non è stato.

Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Certan.

Certan (AV) - Grazie, collega Spelgatti, anche per la precisazione che ha fatto adesso in conclusione, perché effettivamente questa è una delle iniziative che lei aveva presentato, quindi anche nelle date e nelle richieste, giustamente, sono indicati dei tempi che adesso sono cambiati. So che lei ha seguito attentamente lo scorso Consiglio e alcune risposte le avevo date quando ho risposto all'iniziativa del collega Gerandin, quindi eventualmente poi, se avrà bisogno, ci ritorniamo, soprattutto per quanto riguarda nello specifico alcuni bandi di concorso.

Le procedure di reclutamento di personale docente a cui si fa riferimento nell'interpellanza riguardano in effetti due concorsi, i cui bandi effettivamente hanno avuto qualche ritardo nella firma da parte del rettore. In particolare uno, quello per un posto di professore associato di storia contemporanea, di oltre 30 giorni: 37 giorni, per l'esattezza.

I bandi sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 19 marzo 2019 e tutti auspichiamo che i concorsi possano concludersi al più presto, al fine di assicurare - lo ha ricordato lei - il numero necessario di professori di ruolo indispensabile all'accreditamento dei corsi di studio. Faccio presente che la pubblicazione, chiaramente, è avvenuta il 19 marzo e questa interpellanza lei l'aveva fatta precedentemente, quindi non poteva saperlo.

Lo slittamento della seduta del Senato accademico dal 22 gennaio 2019 al 1° marzo 2019 è da ricomprendersi nell'ambito del momento delicato che sta attraversando l'ateneo, fermo restando che la convocazione del Senato accademico è di competenza del rettore, in qualità di Presidente di quell'organo. Di certo questo ha contribuito ad alimentare il clima di disagio tra la maggioranza del corpo accademico e il rettore stesso ed è anche la ragione per la quale il Senato accademico, proprio in quanto non convocato, non ha rispettato il termine richiesto dal Consiglio dell'Università, per procedere alla sostituzione di un posto da professore ordinario. Infatti, se fosse stato rispettato il termine, il Consiglio dell'Università avrebbe già potuto esaminare la questione nella seduta del 28 febbraio.

In ogni caso, nella seduta del 25 marzo il Consiglio dell'Università ha approvato, a maggioranza, con un voto contrario, una procedura valutativa per un posto di professore universitario di ruolo di prima fascia, da coprire mediante chiamata, ai sensi dell'articolo 18 della legge n. 240 del 2010, per il settore concorsuale 13/B1 Economia aziendale.

Credo di aver risposto sinteticamente, ma ho ripreso i quattro quesiti.

Presidente - Per la replica, la parola alla collega Spelgatti.

Spelgatti (LEGA VDA) - Presidente Fosson, come prima cosa le domando: come mai...? Se anche mi risponderà alla prossima, ricordo che il presidente del Consiglio dell'Università è lei e non l'assessore Certan. Non ho capito perché, come al solito, deve delegare qualcun altro per rispondere. Come oggi l'assessore Baccega non è riuscito a rispondere a una sola delle domande che ho posto, come seconda cosa sull'università le domando: essendo lei il presidente del Consiglio dell'Università, è in grado di sostenere un dibattito in Consiglio? Le ripeto: è in grado di sostenere un dibattito in Consiglio sulle questioni dell'Università? Come non sta riuscendo a gestire, in qualità di presidente del Consiglio dell'Università, quanto sta accadendo nell'università, addirittura non è in grado neanche di rispondere e fa rispondere l'Assessore, che non è competente, visto e considerato che non è certamente il presidente del Consiglio dell'Università.

Adesso facciamo un pochino di ordine. È venuto fuori che tutte le procedure sono rimaste bloccate alla firma del rettore, ma facciamo un pochino di passi indietro e raccontiamo un attimino ai valdostani che cos'è che è successo all'università. Avrò poco tempo? Ma avrò tutto il tempo, perché oggi discuteremo ben tre iniziative sull'università, visto che si sono accumulate.

Quando ero presidente del Consiglio dell'Università, il primo lavoro che è stato fatto è stato quello di chiedere una quantità enorme di dati all'università, perché io volevo sapere esattamente i tipi di corsi, quanti studenti ci sono, l'andamento negli anni, quanto costano, per cominciare a fare un'analisi in previsione del fatto di fare il piano pluriennale e, di conseguenza, valutare quali corsi si sarebbero dovuti cancellare, quali invece si sarebbero dovuti mantenere, e che cosa avremmo potuto fare per eventualmente iniziare a cambiare l'andamento dell'Università della Valle d'Aosta e fare dei corsi più specifici e più attinenti alle esigenze della Valle d'Aosta. È stato un lavoro silenzioso, è stato un lavoro molto grosso, che ha portato via tantissimo tempo, ed è stato un lavoro concertato poi nel Consiglio e ampiamente dibattuto in tutti i Consigli dell'Università, che erano consigli fiume, in cui, con tutti gli organi competenti, abbiamo analizzato queste situazioni. Questo ha creato, chiaramente, tantissimo dibattito e si è studiato e programmato il lavoro per il prossimo triennio.

Questo lavoro non è assolutamente piaciuto al rettore, così come non è piaciuto assolutamente al rettore nel momento in cui ci siamo opposti alle solite nomine per chiamata diretta, che non si possono fare. Perché le nomine per chiamata diretta, quindi con procedure chiuse, non si possono fare! Di conseguenza, mi sono ampiamente opposta al fatto che venissero fatte delle nomine su chiamata, perché così non si può fare: non lo prevede la legge, non lo prevedono le direttive ANAC. Di conseguenza, abbiamo detto: fate delle procedure aperte, su concorso! Perché qui, in questa università, deve vigere il principio, come ovunque, della meritocrazia! Tutti devono poter partecipare e che vinca il migliore.

Da lì sono sorti tutti i contrasti con il rettore. Da qui, il rettore ha poi incominciato una guerra, una sua guerra personale. Nel momento in cui siamo caduti ha continuato questo suo atteggiamento e ha continuato successivamente. Tutto che era stato deliberato, ripeto, dopo consigli fiume che duravano moltissime ore, deliberazioni del Consiglio dell'Università, con il suo voto contrario e anche quello del Sindaco di Aosta - la cosa non ci stupisce - mentre tutti gli altri, all'unanimità, avevano deliberato tutte queste procedure. Il rettore, a quel punto, per non dare esecuzione a quello che era stato deliberato dal Consiglio dell'Università, ha incominciato a creare ostacoli su tutte le procedure, sui concorsi, sulle nomine. Addirittura non convocava più nemmeno il Senato accademico e da lì è successo tutto quello che è successo.

Mi risponderà poi ampiamente nelle iniziative successive, per vedere che cosa ha intenzione di fare e quali sono le sue iniziative, però vorrei che mi rispondesse lei, perché è lei il presidente del Consiglio dell'Università.

Presidente - Per fatto personale, l'assessore Baccega.

Baccega (UV) - Per fatto personale, perché sono stato tirato in ballo parlando di un'interpellanza nella quale non sono assolutamente coinvolto.

Consigliera Spelgatti, lei oggi ha la bava alla bocca, è molto nervosa. Suppongo che lei a casa, quando prepara cena, parla solo di ecografi. Quello che mi stupisce è che lei dica delle cose che non sono reali. Lo dico con tutta calma: io questa mattina le ho risposto ai suoi quattro quesiti. Lei, secondo il Regolamento, deve fare una cosa o l'altra: la prima, dichiararsi insoddisfatta, la seconda, dichiararsi soddisfatta. Si può dichiarare insoddisfatta, ma non può riprendere nel pomeriggio, parlando di un'altra cosa, un argomento rispetto al quale si era già andati oltre. Questo non è possibile farlo.

Presidente - Prego, collega Spelgatti, per fatto personale.

Spelgatti (LEGA VDA) - Sì, per fatto personale. Collega Baccega, le spiego: io non solo non ho la bava alla bocca; per fortuna non sono ancora arrivata a quell'età. C'è qualcun altro in quest'aula che probabilmente ha un'altra età e che, quindi, magari ha la bava alla bocca. Ma, al di là di questo, le ripeto: non sono neanche nervosa. Molto semplicemente, noi vi mettiamo davanti alle vostre responsabilità e per sapere se lei ha risposto o non ha risposto questa mattina a tutti i quesiti che le ho posto, basta guardare le registrazioni. Infatti io le ho riletto tutte le domande che avevo posto e c'è la prova provata, documentale, con un documento video, appunto, che dimostra che lei stamattina non è stato in grado di rispondere a nessuna delle domande che io ho posto. Ma il problema è a monte, perché lei non ha risposto in quanto l'USL non risponde, perché l'USL è in serie difficoltà, però prima o poi si arriverà a guardare l'argomento USL, perché altro che la questione casinò! Quando poi spero che un giorno la magistratura metterà il naso sull'USL, a quel punto faremo i conti.