Oggetto del Consiglio n. 475 del 5 ottobre 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 475/81 - DIRETTIVE PER LA CONCESSIONE DEI CONTRIBUTI PER L'INCREMENTO ED IL MIGLIORAMENTO DELLE ATTIVITÀ DELLE IMPRESE ARTIGIANE.
Presidente - Prima di dare la parola all'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Chabod, ricordo che la Commissione per lo Sviluppo Economico si è espressa circa la possibilità di formalizzare emendamenti soppressivi agli art. 5, 6 e 12; il Presidente Maquignaz si riservava di riferire eventualmente al Consiglio, almeno questo è quanto risulta alla Presidenza. Comunque sono presenti i Commissari, che eventualmente potranno pronunciarsi in merito.
La parola all'Assessore Chabod.
Chabod (DC) - Voi avete tutti la relazione; qui si tratta solo di approvare il testo delle direttive per la concessione dei contributi regionali per l'incremento ed il miglioramento delle attività delle imprese artigiane. Rispetto alla precedente normativa è cambiata soltanto l'entità dei contributi regionali da 10 a 20 milioni. Tutto il resto è rimasto immodificato.
Presidente - È aperta la discussione generale.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo; ne ha facoltà.
Minuzzo (PSDI) - Come ha annunciato il Presidente del Consiglio, la Commissione ha proposto un emendamento soppressivo degli artt. 5, 6 e 12; mi aspettavo che l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti desse una risposta a questo emendamento ... (voce fuori microfono) ... Va bene, grazie Signor Assessore. A questo punto, allora, dovrebbe intervenire il Presidente Maquignaz a spiegare i motivi per i quali la Commissione ha proposto questo emendamento.
Presidente - La parola al Consigliere Maquignaz nella sua qualità di Presidente della III Commissione consiliare permanente, per chiarire questa diversa interpretazione. Vorremmo l'interpretazione autentica del Presidente della Commissione.
Maquignaz (DP) - La Commissione per lo Sviluppo Economico non ha proposto degli emendamenti soppressivi; alcuni membri della Commissione avevano fatto delle proposte in tal senso, però non possiamo presentare emendamenti come Commissione per lo Sviluppo Economico quando alcuni componenti, a cominciare dal Presidente, si sono riservati su questa proposta. Perciò, non mi sono permesso di presentare ufficialmente, come Presidente della Commissione, l'emendamento, perché ritenevo che i singoli membri della Commissione avrebbero dovuto farlo poiché non c'era l'unanimità.
Presidente - Colleghi Consiglieri, ripeto quello che ho detto prima dell'illustrazione dell'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Turismo, Chabod: risulta, dall'allegato parere della Commissione, che è stata avanzata l'ipotesi di emendamenti soppressivi agli artt. 5, 6 e 12. Non ho detto che la Commissione li ha proposti, anzi queste ipotesi ovviamente devono essere formalizzate da quei Consiglieri che ritengono di portarle all'esame del Consiglio; la Commissione ha invece dato parere favorevole all'esame del provvedimento in Consiglio, e per questo è stato iscritto all'ordine del giorno.
Quindi, i Consiglieri che hanno delle proposte di emendamento da presentare possono farlo, anzi debbono farlo, nel corso della discussione generale, ma io ribadisco - e concordo con il Presidente della III Commissione Maquignaz, perché il verbale è scritto in questo senso - che alcuni Consiglieri hanno prospettato l'eventualità di emendamenti soppressivi.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo; ne ha facoltà.
Minuzzo (PSDI) - Il discorso che è emerso oggi si collega strettamente a quello del funzionamento delle Commissioni; il fatto che il Presidente del Consiglio abbia detto che da parte di alcuni componenti la Commissione per lo Sviluppo Economico siano state avanzate delle proposte di emendamento dimostra che la Commissione non funziona come dovrebbe: prova ne è che addirittura manca il Segretario della Commissione, il quale a mio avviso dovrebbe far fede sui verbali della Commissione stessa.
Per quanto mi concerne, in quella sede, la maggioranza dei componenti la Commissione e cioè il sottoscritto unitamente ai colleghi Tonino e De Grandis, unici presenti in quella seduta insieme al Presidente Maquignaz, - ma se non è stato messo a verbale lo formalizziamo adesso - con il quale chiediamo la soppressione degli artt. 5, 6 e 12, per i motivi che adesso tento di spiegare. In quella stessa sede, il Presidente della Commissione si era riservato di sentire l'opinione dell'Assessore Chabod in merito agli articoli in questione.
L'art. 5 dispone che possono essere concessi dei contributi "una tantum" alle imprese artigiane, che abbiano subito gravi danni per cause conseguenti a calamità naturali o altre gravi cause, nelle spese sostenute per l'acquisto di macchinario ecc.; i contributi possono essere concessi in misura non superiore a 5 milioni.
L'art. 6 dispone che possono essere concessi contributi regionali "una tantum" in misura da stabilirsi di volta in volta dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, sentito l'Assessore all'Agricoltura e Foreste, a favore dei coltivatori diretti residenti in Valle d'Aosta e non iscritti all'Albo delle imprese artigiane che svolgono anche attività artigianali, con carattere di saltuarietà, al fine di integrare il reddito derivante dalla conduzione delle aziende agricole. Ecco, per quanto riguarda l'art. 5, noi non vediamo perché in questo momento, quando si va alla ricerca di quattrini a destra e a manca, quando si stanno effettuando dei tagli a non finire e quando lo stesso Assessore ha proposto una legge con la quale non venivano aumentati, e giustamente, i contributi cosiddetti a fondo perso, possano essere concessi contributi "una tantum" sulla base di una legge regionale che prevede finanziamenti specifici alle attività delle imprese artigiane. Noi riteniamo che se la Giunta vuol concedere dei contributi "una tantum" può benissimo farlo con delibere di Giunta senza che questo sia inserito nel regolamento di applicazione di una legge regionale!
Per quanto poi riguarda l'art. 6, abbiamo proposto l'emendamento soppressivo per il fatto che già molte discussioni erano emerse al momento della stesura della legge-quadro sull'artigianato, quando si chiedeva l'istituzione di una sezione speciale dell'Albo per coloro i quali svolgevano in modo continuativo attività artigiana e per settori ben specificati: vedi la lavorazione del ferro, la lavorazione del legno, la lavorazione della pietra ollare, i draps e qualche cos'altro. Comunque, inserire, così, in questo regolamento di applicazione della legge il fatto che possono essere concessi dei contributi "una tantum" a chi svolge attività con carattere di saltuarietà, ritengo che non vada incontro all'esigenza di moralizzare la concessione di contributi nella nostra Regione. Perché noi riteniamo che se si vogliono dare questi contributi, allora dobbiamo specificare quali attività svolte con carattere di saltuarietà devono rientrare fra quelle beneficiate da questi contributi, perché a questo punto, dico, un gommista che ogni tanto si mette a riparare camere d'aria può benissimo chiedere un contributo alla Regione e non vedo perché la Giunta non possa concedergli una "una tantum". Ma il discorso è ben diverso se si intende tutelare un'attività che ha un carattere tradizionale e culturale nella nostra Regione o se si vogliono comprendere attività artigianali che però non hanno nulla a che vedere con la nostra tradizione, e hanno solo lo scopo di far arrotondare lo stipendio a fine mese.
Per questi motivi il Consigliere De Grandis, il collega Tonino e il sottoscritto hanno chiesto un emendamento soppressivo di questi articoli. Dell'art. 12 viene chiesta la soppressione perché fa un richiamo all'artt. 5 e 6; anche l'art. 12 dovrà quindi essere soppresso se viene accettata la soppressione dell'art. 5 e dell'art. 6.
Presidente - Allora, per l'ordinato svolgimento dei lavori, vorrei che su un pezzo di carta qualsiasi i Consiglieri regionali proponenti scrivessero cosa si intende emendare, e cioè quali articoli si intendono sopprimere e dell'art. 12 qual è il testo che rimarrebbe dopo la soppressione degli artt. 5 e 6.
Intanto prosegue la discussione generale.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.
Tonino (PCI) - Intanto dovrebbe essere allegato il parere della III Commissione Consiliare permanente dal quale risulta che in quella sede alcuni Consiglieri avevano espresso l'esigenza di sopprimere gli articoli 5, 6 e 12 interamente.
Comunque, all'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti volevo chiedere due cose in merito a questo problema. La prima è una questione di legittimità: questo è un regolamento che introduce erogazioni di contributi non previsti nella legge della quale si vuole dare la regolamentazione; in sostanza il regolamento, come dicono i giuristi, dovrebbe essere fatto se pronuncio bene il latino, secundum legem, e cioè deve essere un regolamento che attua le disposizioni previste nella legge; non risulta che questo tipo di interventi siano previsti nella legge, perciò è discutibile che si possano inserire in un regolamento. La prima è dunque una questione di legittimità del provvedimento.
La seconda invece riguarda il merito: noi possiamo anche essere d'accordo sulla opportunità di intervenire per favorire alcuna attività artigianali svolte soprattutto da addetti all'agricoltura, che in sostanza sono quelli che permettono una produzione di artigianato tipico; però questo deve essere contenuto nella legge che prevede gli interventi per le imprese artigiane, deve essere normato con una legge ad hoc, non può essere lasciato a una valutazione discrezionale. Io non ripeto la lettura degli articoli in questione, ma questa discrezionalità lasciata alla Giunta è una cosa che non ci trova consenzienti.
Questa è la ragione per la quale anche noi abbiamo in Commissione avanzato l'esigenza di sopprimere gli artt. 5, 6 e 12. Per il resto, il regolamento va, secondo noi, abbastanza bene, anche se mi è stato detto che è la prima volta che questo regolamento viene approvato dal Consiglio regionale: prima veniva usato come regolamento interno dell'Assessorato, e su esso non si era mai pronunciato il Consiglio.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti; ne ha facoltà.
Viberti (DPROL) - Oltre a sottoscrivere e a condividere quindi l'emendamento, vorrei fare una precisazione e spiegare al collega e amico Consigliere Minuzzo che questi tagli che tanto sono in vigore in questo periodo di austerità del nostro Consiglio si confanno molto al tipo di contributo che con l'art. 6 l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti fornisce a coloro che di taglio e confezione si occupano, avendolo appreso nei corsi che il nostro solerte Assessore promuove in tutta la nostra Regione. Mi riferisco ai tagli che le sartine fanno dopo aver bene appreso il loro mestiere sotto il patrocinio di tanto Assessore! Quindi è evidente che andare contro questa "una tantum" diviene impopolare.
Noi comprendiamo le ragioni dell'Assessore Chabod, però non le condividiamo assolutamente e quindi invitiamo a votare tutto il Consiglio, affinché venga eliminata questa discrezionalità della Giunta, che comunque può riservarsi altro tipo di provvedimenti: perché un conto è inserire e quindi far passare inosservata l'erogazione di questa "una tantum" in una delibera che interessa un elenco di artigiani, e un conto è invece presentare una delibera vera e propria riguardante uno specifico intervento. È chiaro che sarebbe molto più facile non solo per i Consiglieri, ma anche per chi all'Albo pretorio va a consultare le delibere, capire che si tratta di un aiuto forse non proprio disinteressato che viene da parte dell'Assessore.
Presidente - È stato formalizzato in questo momento l'emendamento, del quale do lettura: "I Consiglieri De Grandis, Tonino, Viberti, Nebbia e Minuzzo propongono quale emendamento soppressivo l'eliminazione degli artt. 5, 6 e 12".
La Presidenza ritiene che sia superfluo, visto che non c'è modificazione del testo, far fotocopiare la proposta di emendamento e distribuirla ai Consiglieri. Il Consiglio è d'accordo?
Continua la discussione generale.
Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Chabod; ne ha facoltà.
Chabod (DC) - Volevo rispondere al Consigliere Tonino: io non sono un avvocato, non mi intendo tanto di legge, lo sai, vengo dalla montagna, sai com'è! C'è stata una deliberazione del Consiglio regionale, la n. 434 del 28 novembre 1977, quando era in carica un Assessore socialista, con la quale si è approvato un regolamento come quello di oggi e in questa stessa sede. Dunque, io non ho fatto niente di nuovo, ho solo preso quello stesso regolamento e ho cambiato la cifra da 10 a 20 milioni. È tutto lì. Non c'è niente di vero in quello che diceva il Consigliere Tonino: io chiedo alla maggioranza e al Consiglio di votare questo regolamento così com'è e di non accettare gli emendamenti.
Presidente - Vi sono altri colleghi che intendono intervenire in sede di discussione generale?
La parola al Consigliere Viberti per il secondo intervento.
Viberti (DPROL) - Che le cose per l'Assessore Chabod stiano bene così come sono non ci sono dubbi! Il fatto è che se anche un Assessore, che oggi potrebbe sedere sui banchi della minoranza e quindi essere all'opposizione, ha a suo tempo presentato un regolamento che oggi non ci trova concordi, non vedo perché non dobbiamo tutti quanti, e anche l'Assessore Chabod, comprendere che si tratta in questo caso di un tipico provvedimento che favorisce un atteggiamento clientelare e che quindi va a danno della stessa figura dell'Assessore Chabod; sarebbe opportuno che anziché invitare la maggioranza a votare il regolamento così com'è si facesse egli stesso promotore di un'iniziativa nel senso di migliorare questo regolamento. E mi stupisco che il collega Maquignaz, Presidente della Commissione, non abbia operato più a fondo in questo senso, perché gli argomenti non gli mancano sicuramente per convincere l'Assessore! È chiaro che in quanto rappresentante della maggioranza all'interno della Commissione giustamente egli si era riservato, di fronte ad una proposta della minoranza, di sentire l'Assessore, ma d'altra parte - e non voglio qui strappargli dalla bocca parole che lui non ha detto - mi pareva che fosse anche lui abbastanza d'accordo su questo tipo di emendamento. È un vero peccato che non si sia adoperato un po' più nei confronti dell'Assessore, il quale dimostra di non aver prima di oggi sentito parlare di questa proposta di emendamento che pure in Commissione era stata discussa e in una successiva riunione dai presenti formalizzata, a parte appunto il Presidente Maquignaz che si era riservato di sentire l'Assessore.
Quindi, invito nuovamente il Consiglio alla votazione del regolamento con questa modifica innovativa e migliorativa che, lo ripeto, non toglie alla Giunta la facoltà, in caso di necessità, di intervenire sia a favore di chi abbia subito gravi danni per calamità naturali o altre gravi cause sia a favore di coltivatori diretti che saltuariamente esercitano attività artigiane: sappiamo tutti quali sono gli esempi perché ne abbiamo discusso molto ampiamente in occasione del dibattito in quest'aula sulla legge per l'artigianato, sappiamo benissimo di quali casi si tratta, oltre a quelli delle sartine che forse più direttamente interessano l'Assessore! Il Consiglio dovrebbe far sentire il proprio peso e sopprimere questi articoli del regolamento; tanto, la Giunta, se ne ha intenzione, può sempre prendere un provvedimento in quel senso: e in questo caso, sarebbe discusso da tutta la Giunta perché l'Assessore non può presentarsi con un elenco di 40 o 50 artigiani che ricevono tutti il loro contributo a norma della legge, ma deve presentarsi con un provvedimento ad hoc per una determinata persona; ed è quindi più facile, nel caso non ci fosse buona fede da parte dell'Assessore, fermarlo già a livello di Giunta. Se invece il provvedimento fosse giusto, e la Giunta se ne assumesse la responsabilità, non credo che il Consiglio negherebbe la ratifica quando, messo di fronte all'evidenza, dovesse condividere quello che viene proposto dalla Giunta.
Presidente - È iscritto a parlare il Consigliere De Grandis; ne ha facoltà.
De Grandis (PRI) - Io vorrei richiamare un momentino le osservazioni che ha fatto il Consigliere Tonino. Perché non mi sembra molto pertinente il fatto che l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod viene dalle montagne e perciò non può afferrare determinati concetti!
Una norma di questo genere, può trovare spazio nella legge, non del regolamento: il regolamento non è altro che l'indicazione dei modi di applicazione della legge, e non può né sostituirsi ad essa né modificarla. Quindi è una questione di legittimità che va tenuta presente, e se si vuole effettivamente modificare la normativa in questo senso, bisogna farlo intervenendo sulla legge e non attraverso il regolamento. Su questo punto mi piacerebbe sentire anche il parere del Presidente della III Commissione, visto che è un uomo di legge. Ma c'è di più: una normativa di questo genere, che demanda all'Assessore ampi poteri discrezionali, va a mio avviso adottata con estrema cautela, come sempre quando una legge attribuisce un potere discrezionale perché questo da parte di chi lo deve gestire richiede una particolare sensibilità e una particolare responsabilità.
Non vedo perché si debba introdurre una norma di questo genere, che è estremamente delicata, addirittura nel regolamento, il che non è legittimo, e per di più accollare all'Assessore delle responsabilità di cui io al suo posto farei molto volentieri a meno. Tanto più che i casi eccezionali che richiedono interventi di questo tipo possono trovare soluzione in altri modi.
Allora perché insistere, tanto più con un regolamento che oltretutto non può essere fatto in questi termini, nel delegare all'Assessore poteri discrezionali che, come ripeto, se si ha il senso dell'Amministrazione debbono essere guardati sempre con estremo sospetto, quando si può eventualmente, se si crede nella necessità di operare in questi termini, modificare la legge? Questo vorrei sapere.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo; ne ha facoltà.
Minuzzo (PSDI) - Come ha detto qualcuno giustamente, mi sembra il collega Viberti, non è che perché in passato è stato fatto un regolamento oggi non si possa migliorare! A parte il fatto che dal '77 ad oggi modifiche alla legge di finanziamento per interventi per imprese artigiane ce ne sono state, e non è mai stato portato un regolamento di applicazione delle modifiche di questa legge, il che è avvenuto solo in questa occasione, voglio ricordare che qui in Consiglio regionale abbiamo ratificato delibere di Giunta con le quali si concedevano dei contributi straordinari a operatori che avevano subito danni per calamità naturali e non: vedi ad esempio il furto di apparecchiature elettroniche. Quindi, la concessione di contributi straordinari rientra già nella prassi del Consiglio, che approva certe delibere di Giunta.
Per quanto poi riguarda il solenne appello fatto dall'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti alla maggioranza perché voti contro gli emendamenti da noi proposti, sia chiaro che questi emendamenti non hanno niente contro l'Assessore Chabod, ma vogliono soltanto cercare di mettere un po' d'ordine nella concessione di questi contributi regionali; questo riguarda soprattutto l'art. 6: io chiedo alla maggioranza di tenere conto del fatto che qui vengono concessi contributi straordinari senza specificare per quale attività. Io ritengo che i contributi straordinari, se se ne devono dare, si devono concedere ai contadini - e questo penso fosse nelle intenzioni dell'Assessore Chabod - che d'inverno si mettono a scolpire il legno o a fare qualche altra attività; ma il fatto che un operaio della Cogne o un dipendente dell'Amministrazione regionale o un agricoltore si metta a fare il gommista - faccio un esempio - o l'elettrotecnico per hobby o il pasticciere, e pretendere che il Consiglio regionale approvando questo regolamento autorizzi automaticamente l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti a concedere contributi "una tantum" a queste persone mi sembra assolutamente inaccettabile. Quindi, prego la maggioranza di capire il senso di questi emendamenti. Se poi la Giunta vuol dare dei contributi "una tantum" a tutti coloro i quali svolgono una seconda attività, benissimo, ma va stabilito con una legge ad hoc, e non nel regolamento di attuazione di una legge che nulla ha a che vedere con questi contributi "una tantum"!
Perciò, respingere l'emendamento soppressivo dell'art. 6, mi sembra proprio andare contro quelli che sono gli attuali indirizzi della Giunta, e vorrei sentire dall'Assessore alle Finanze se effettivamente, lasciando da parte lo spirito di solidarietà alla maggioranza, non darebbe ragione all'opposizione che ha formulato questi emendamenti.
Presidente - Non c'è più nessuno iscritto a parlare sull'argomento in sede di discussione generale. L'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Chabod, intende concludere?
La parola all'Assessore Chabod.
Chabod (DC) - Concludo rispondendo al Consigliere Minuzzo.
Non c'entra l'operaio della Cogne o il gommista; l'articolo 6 parla chiaro: "su proposta dell'Assessorato all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti sentito l'Assessore all'Agricoltura e Foreste, a favore di coltivatori diretti ...". Penso che questo dia un po' noia a tutti, ma cosa volete, è così, ma ad ogni modo io chiedo alla maggioranza ancora una volta che si mantengono questi tre articoli.
Presidente - Colleghi Consiglieri, dato che ci sono degli emendamenti, la Presidenza propone la votazione separata degli articoli, anche se non è un vero regolamento - formalmente lo chiamiamo "direttive" - però, siccome è diviso in articoli, la Presidenza ritiene utile la votazione articolo per articolo, anche perché, come ho detto, ci sono degli emendamenti.
Do lettura dell'art. 1:
Articolo 1
I contributi in conto capitale previsti dall'art. 1 della L.R. 6 giugno 1977, n. 41, modificata con L.R. 9 giugno 1981, n. 30, sono concessi alle imprese artigiane, individuali e societarie, quale concorso nel pagamento delle spese per l'impianto, l'ammodernamento, l'ampliamento e l'acquisto di laboratori, di macchinario ed attrezzi nella misura del 30% per investimenti sino a Lire 5.000.000.
Alle Società cooperative i contributi sono concessi nella misura del 40% per investimenti sino a L. 10.000.000.
La spesa ammissibile per le scorte non potrà superare il 10% della spesa totale e quella ammissibile per gli attrezzi non potrà essere inferiore a L. 50.000.
I contributi possono essere concessi anche quale concorso per gli allacciamenti elettrici dei laboratori artigiani nella misura massima del 50% della spesa. In ogni caso i singoli contributi non potranno eccedere l'ammontare di L. 1.500.000.
Presidente - Nessuno chiede la parola? Vi sono dichiarazioni di voto?
Metto in approvazione l'art. 1.
Esito della votazione:
Presenti: 27
Votanti: 27
Maggioranza: 14
Favorevoli: 27
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 2.
Articolo 2
I contributi in conto interessi previsti dall'art. 2 della L.R. 6.6.1977 n. 41, modificata con L.R. 9.6.1981 n. 30, non potranno superare la misura corrispondente al tasso dell'8%, restando a carico delle imprese artigiane l'eventuale differenza e le spese accessorie.
I contributi sono concessi su finanziamenti aventi la durata massima di 5 anni e sino all'ammontare massimo di L. 20.000.000 per l'impianto, l'ammodernamento, l'ampliamento e l'acquisto di laboratori, macchinario, automezzi e attrezzature.
Le scorte non dovranno superare il 20% dell'ammontare del finanziamento.
Le convenzioni da stipulare con gli Istituti di credito bancario da parte della Giunta regionale devono prevedere la clausola di garanzia dei finanziamenti a carico della Regione.
Presidente - Nessuno chiede la parola? Ci sono dichiarazioni di voto?
Metto in approvazione l'art. 2.
Esito della votazione:
Presenti: 27
Votanti: 27
Maggioranza: 14
Favorevoli: 27
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 3.
Articolo 3
Le imprese artigiane possono chiedere di usufruire contemporaneamente delle provvidenze di cui all'art. 1 - in relazione ad una parte dell'importo complessivo della spesa ammissibile - e delle provvidenze di cui all'art. 2 - in relazione alla rimanente parte della spesa - nel rispetto degli importi massimi di intervento previsti e osservando le formalità contenute negli artt. 9, 10, 11.
Presidente - Nessuno chiede la parola? Vi sono dichiarazioni di voto?
Metto in approvazione l'art. 3.
Esito della votazione:
Presenti: 27
Votanti: 27
Maggioranza: 14
Favorevoli: 27
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 4.
Articolo 4
I contributi per l'acquisto di automezzi e motomezzi e di parti dei medesimi possono essere concessi alle imprese artigiane che non esercitano attività di autotrasporto solo se tali mezzi vengono destinati al trasporto delle macchine e degli attrezzi necessari all'esercizio dell'attività artigiana, avvero al trasporto dei beni prodotti.
Presidente - Nessuno chiede la parola? Vi sono dichiarazioni di voto?
Metto in approvazione l'art. 4.
Esito della votazione:
Presenti: 27
Votanti: 27
Maggioranza: 14
Favorevoli: 27
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 5.
Articolo 5
Possono essere concessi contributi "una tantum" alle imprese artigiane, che abbiano subito gravi danni per cause conseguenti a calamità naturali o per altre gravi cause, nelle spese sostenute per l'acquisto di macchinari ed attrezzi per la ricostruzione dei laboratori ai fini della ripresa dell'attività.
I contributi saranno concessi in misura non superiore a L. 5.000.000.
Presidente - Nessuno chiede la parola?
La parola al Consigliere Viberti.
Viberti (DPROL) - Certo che chiedo la parola, perché certe dichiarazioni non fanno onore né a questo Consiglio né al concetto dell'intelligenza di per sé. Noi chiediamo di abolire l'articolo 5 che parla chiaramente di "una tantum" alle imprese artigiane: a noi, se l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Chabod intende attraverso una legge dare 10 milioni ad ogni coltivatore diretto può importare o meno, ma ne andremmo a discutere in quella sede. Quello che non va giù è che l'Assessore Chabod possa permettersi di concedere delle "una tantum" da stabilirsi di volta in volta, a seconda dei suoi capricci o delle amicizie che fanno su di lui pressione: è inutile che l'Assessore Chabod scuota la testa, perché se andiamo a spulciare le delibere con cui vengono attribuiti fondi agli artigiani, troviamo regolarmente delle "una tantum" e, combinazione, la maggior parte di questi nomi sono proprio femminili! E se si va a controllare nei corsi di taglio e confezione si viene a scoprire che la maggior parte di queste persone hanno frequentato questi corsi! Allora, Assessore Chabod, se qui si vuol fare dell'amministrazione ... (interruzione fuori microfono) ... in questo Consiglio di bubbole se c'è qualcuno che ne racconta è quello che sta seduto dall'altra parte, e questo è dimostrabile sempre, sempre! Quindi, io invito l'Assessore Chabod a mettere le cose che ha detto per iscritto e a farle pubblicare magari su "Famiglia Cristiana", come ha fatto con certe cose concernenti la nazionale COGNE, che poi ha smentito. Comunque, dico, non dà dimostrazione di intelligenza dicendo che noi abbiamo fastidio perché esistono certe cose! Chiediamo di togliere i contributi "una tantum" anche alle imprese artigiane, perché secondo noi è il concetto di "una tantum" che non va bene in questo modo. C'è la possibilità da parte della Giunta, attraverso delle apposite delibere, di dare un contributo a chi effettivamente ha subito gravi danni o a chi ha particolari meriti artistici magari nella lavorazione del legno, o chi effettivamente merita un aiuto; la Giunta può fare questo, ma non si capisce perché deve nascondere interventi di questo genere, Assessore Chabod, in un mare di altri interventi che sfuggono all'osservazione della gran parte delle persone! Non sfuggono a chi magari ha tutto il giorno a disposizione per andare a spulciare le cose che fa l'Assessore Chabod, ma il resto dei cittadini valdostani purtroppo non lo può fare! È un peccato che l'Assessore Chabod perda questa occasione, perché lui i suoi contributi potrebbe darli lo stesso alla luce del sole, soltanto che forse qualche comitato che si fa derubare non potrebbe più ottenere il risarcimento.
Allora, sono soltanto i suoi amici che hanno diritto a ricevere i regali da parte dell'Amministrazione? È questo che lei intende fare? Glielo ripeto, noi non chiediamo di andare contro i coltivatori diretti, noi chiediamo di togliere la "una tantum" anche alle imprese artigiane! Penso che sia chiaro questo! Non è che dà fastidio la possibilità di dare contributi a quella categoria di lavoratori perché anche quell'altra categoria è rappresentata in questi due articoli. Se poi lei non ha ancora capito perché chiediamo di abolire anche l'art. 12, glielo ripeto: questo articolo semplicemente norma in quale modo devono essere presentate le domande riguardanti i contributi previsti dagli artt. 5 e 6. Se lei adesso fa un piccolo sforzo, potrebbe anche capire il motivo per cui abbiamo proposto questi emendamenti.
Presidente - Per dichiarazione di voto sull'art. 5 ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.
Tonino (PCI) - Io non ero, caro Assessore Chabod, in Consiglio nel 1977, per cui non rispondo evidentemente dell'operato di quel Consiglio; era invece presente l'Assessore Chabod, che probabilmente già allora votò per una cosa che ritengo essere un errore, uno sbaglio anche se abbastanza funzionale al metodo di lavoro di questa Giunta regionale e cioè al metodo di evitare per una serie di interventi, di contributi dispersi, la massima trasparenza e la massima democraticità nella scelta. È questo il concetto che noi anche in questo caso contestiamo! Bisogna fare in modo che gli interventi, soprattutto se si tratta di interventi cosiddetti "una tantum", siano fatti con delle procedure che garantiscano il massimo controllo su quello che avviene. E se dobbiamo intervenire rispetto ad alcune categorie - e ho detto prima che noi non abbiamo nessuna preclusione per interventi destinati a quei coltivatori diretti che hanno una produzione artigiana - bisogna fare delle norme che si riferiscano a quegli interventi e non considerare questo tipo di intervento regionale ancora una volta come elargizione "una tantum", a discrezione della Giunta, anzi dell'Assessorato. Questi sono metodi che assolutamente non ci sentiamo di condividere, ma credo che su una cosa di questo tipo non sia questione di maggioranza o di minoranza: si tratta di buon senso, si tratta anche di un metodo di governo che evidentemente a voi non va molto a genio.
Presidente - Sempre sull'art. 5 è iscritto a parlare il Consigliere Minuzzo. Ne ha facoltà.
Minuzzo (PSDI) - A nome dei colleghi Viberti, Tonino, Nebbia e De Grandis, presentatori e firmatari dell'emendamento, insieme al sottoscritto chiediamo la votazione segreta sugli artt. 5, 6 e 12.
Presidente - Colleghi, essendo l'emendamento soppressivo, votiamo l'emendamento non gli articoli. Chiedete, ai sensi dell'articolo del Regolamento che ve ne dà facoltà, la votazione segreta sull'emendamento.
Vi sono altri che chiedono la parola per dichiarazioni di voto?
Allora, la votazione sull'emendamento soppressivo dell'art. 5 avviene per scrutinio segreto. Ricordo al Consiglio che la pallina bianca significa voto favorevole all'emendamento, e quindi soppressione dell'art. 5, mentre la pallina nera significa voto contrario all'emendamento, e quindi mantenimento dell'art. 5. La Presidenza ha voluto fare questa precisazione proprio perché è in votazione l'emendamento e non l'articolo.
Si proceda dunque alla votazione segreta.
Votazione segreta
Esito della votazione:
Presenti: 31
Votanti: 31
Maggioranza: 16
Favorevoli: 14
Contrari: 17
Il Consiglio non approva
Presidente - Come ho detto subito prima della votazione, questo risultato indica implicitamente l'approvazione dell'art. 5.
Do lettura dell'art. 6:
Articolo 6
Possono essere concessi contributi regionali "una tantum" in misura da stabilirsi di volta in volta dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, sentito l'Assessore all'Agricoltura e Foreste, a favore di coltivatori diretti residenti in Valle d'Aosta e non iscritti all'Albo delle Imprese Artigiane che svolgono anche attività artigianali, con carattere di saltuarietà, al fine di integrare il reddito derivante dalla conduzione delle aziende agricole.
Presidente - Nessuno chiede la parola? Vi sono dichiarazioni di voto? Possiamo procedere alla votazione segreta?
Viberti (DPROL) - Chiedo scusa al Signor Presidente, ma all'art. 6 avrei giusto due parole da dire. È quello più importante! Io posso capire che in un regolamento riguardante provvidenze per l' artigianato non si vogliano cancellare i contributi "una tantum" a favore delle imprese artigiane; forse, la maggioranza ha saputo fare una scelta giusta, perché qui si tratta delle imprese artigiane! Ma l'art. 6 dispone invece a favore di altri che non sono artigiani; perciò in questo caso assolutamente non bisogna commettere l'errore che, a mio avviso, è stato commesso prima! Questa volta bisogna votare a favore dell'emendamento per sopprimere la possibilità di nascondere - e non di dare - la concessione di contributi "una tantum" a favore di alcuni; e non sto a ripetere quanto ho detto sulle amicizie dell'Assessore Chabod! È qui che bisogna intervenire, perché nell'art. 5 almeno erano definiti i casi di danni da calamità naturali o altre gravi cause, ma nell'art. 6 la discrezionalità dell'Assessore è totale e oltretutto i contributi non sono destinati a quella categoria prevista nella legge per la cui attuazione è stato fatto questo regolamento. A maggior ragione quindi bisogna votare a favore dell'emendamento soppressivo.
Presidente - È iscritto a parlare, per dichiarazione di voto sull'art. 6, il Consigliere Minuzzo; ne ha facoltà.
Minuzzo (PSDI) - È chiaro che voterò a favore di questo emendamento. Volevo solo far rilevare che questo articolo è oltretutto un incentivo al lavoro nero!
Presidente - Altri che intendono prendere la parola per dichiarazione di voto? Nessuno?
Allora si passa alla votazione segreta sull'emendamento che chiede la soppressione dell'art. 6.
Votazione segreta
Esito della votazione:
Presenti: 32
Votanti: 32
Maggioranza: 17
Favorevoli: 15
Contrari: 17
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pertanto, l'art. 6 si ritiene approvato.
Do lettura dell'art. 7.
Articolo 7
Trascorsi cinque anni dalla concessione dei contributi, i titolari delle imprese artigiane, o quelli che siano subentrati nella gestione delle imprese medesime per atto tra vivi e per causa di morte, possono essere ammessi ad usufruire nuovamente dei benefici di cui agli artt. 1 e 2.
Presidente - Nessuno chiede la parola? Vi sono dichiarazioni di voto?
Metto in approvazione l'art. 7.
Esito della votazione:
Presenti: 26
Votanti: 26
Maggioranza: 14
Favorevoli: 26
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 8.
Articolo 8
La concessione dei contributi è condizionata alla iscrizione delle imprese artigiane nell'Albo previsto dalla legge regionale 10 maggio 1957, n. 2.
Le stesse imprese devono operare in Valle d'Aosta ed i loro titolari e soci devono avere la residenza in un Comune della Regione da almeno cinque anni e come tali risultare iscritti nei registri anagrafici della popolazione residente. Per gli artigiani rimpatriati dall'estero detta residenza potrà avere anche carattere non continuativo.
Presidente - Nessuno chiede la parola? Vi sono dichiarazioni di voto?
Metto in approvazione l'art. 8.
Esito della votazione:
Presenti: 28
Votanti: 28
Maggioranza: 15
Favorevoli: 28
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 9.
Articolo 9
Le domande per la concessione dei contributi in conto capitale di cui all'art. 1 e quelle per la concessione dei contributi in conto interessi di cui all'art. 2 devono essere redatte in competente bollo su appositi moduli predisposti dall'Assessorato regionale all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti e a questo presentate.
Presidente - Nessuno chiede la parola? Vi sono dichiarazioni di voto?
Metto in approvazione l'art. 9.
Esito della votazione:
Presenti: 28
Votanti: 28
Maggioranza: 15
Favorevoli: 28
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 10
Articolo 10
Le domande riguardanti i contributi in conto capitale devono essere corredate di dati e notizie sulle imprese artigiane e delle fatture quietanzate, recanti data non anteriore di più di un anno a quella della presentazione.
Le fatture potranno essere quietanzate per la somma corrispondente all'ammontare massimo dell'investimento sussidiabile, nel caso che il macchinario superi tale ammontare.
L'Assessorato regionale all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, accertata l'idoneità dei macchinari in relazione alle esigenze dell'impresa artigiana e dell'impiego cui sono destinati, proporrà alla Giunta la concessione e la liquidazione dei contributi spettanti.
Presidente - Nessuno chiede la parola? Vi sono dichiarazioni di voto?
Metto in approvazione l'art. 10.
Esito della votazione:
Presenti: 28
Votanti: 28
Maggioranza: 15
Favorevoli: 28
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 11.
Articolo 11
Le domande riguardanti i contributi in conto interessi devono essere prodotte in duplice copia, di cui la seconda in carta semplice e devono essere corredate di dati e notizie sulle imprese artigiane e di relazioni, progetti e documenti atti a comprovare la necessità per le aziende di ottenere il finanziamento richiesto nonché essere munite dell'impegno di produrre le relative fatture debitamente quietanzate al completamento dei previsti lavori e ad avvenuto acquisto dei macchinari, attrezzi, automezzi e scorte.
L'Assessorato regionale all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti provvede all'istruttoria delle domande medesime, valutando la corrispondenza delle richieste di finanziamento alle esigenze delle imprese, ne trasmette una copia agli Istituti di credito convenzionati e, sulla base delle decisioni da questi adottate, provvede a sottoporle all'esame della Giunta regionale per i conseguenti provvedimenti deliberativi di concessione e liquidazione dei contributi.
Presidente - Nessuno chiede la parola? Vi sono dichiarazioni di voto?
Metto in approvazione l'art. 11.
Esito della votazione:
Presenti: 28
Votanti: 28
Maggioranza. 15
Favorevoli: 28
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 12.
Articolo 12
Le domande riguardanti i contributi "una tantum" previsti dagli artt. 5 e 6, devono essere redatte in competente bollo e presentate all'Assessorato regionale dell'Industria, del Commercio, dell'Artigianato e dei Trasporti che provvederà all'istruttoria.
Le domande di cui all'art. 5 dovranno essere munite di una relazione illustrante l'entità dei danni subiti e di conveniente documentazione e quelle di cui all'art. 6 di una relazione illustrante l'attività agricola ed artigiana del richiedente e delle fatture di acquisto dei macchinari ed attrezzi attinenti all'attività artigiana.
Presidente - Nessuno chiede la parola? Vi sono dichiarazioni di voto?
La parola al Consigliere Minuzzo.
Minuzzo (PSDI) - A nome dei proponenti l'emendamento, annuncio il ritiro dello stesso in quanto non vorremmo che la maggioranza questa volta si adeguasse alle richieste dell'opposizione per ottenere maggiori discrezionalità alla Giunta e all'Assessore competente nell'elargire contributi.
Presidente - Allora, è ritirato l'emendamento soppressivo dell'art. 12.
Metto in approvazione l'art. 12.
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 17
Astenuti: 12 (Consiglieri Bajocco, Carral, Dolchi, Cout, Péaquin, Mafrica, Tonino, Minuzzo, Nebbia, De Grandis, Tripodi, Viberti).
Maggioranza: 15
Favorevoli: 17
Il Consiglio approva.
Presidente - Do lettura dell'art. 13.
Articolo 13
I macchinari acquistati con il contributo in conto capitale di cui all'art. 1 saranno muniti, a cura dell'Assessorato regionale all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, di appositi contrassegni o punzonature ai fini degli eventuali controlli.
Presidente - Nessuno chiede la parola? Ci sono dichiarazioni di voto?
Metto in approvazione l'art. 13.
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 30
Maggioranza: 16
Favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 14.
Articolo 14
Le domande devono contenere l'impegno da parte delle imprese a mantenere la destinazione dichiarata e a non alienare o cedere il materiale per il quale vengono richiesti i contributi prima che siano decorsi cinque anni dalla data di concessione degli stessi sotto pena di restituzione dell'Amministrazione regionale dell'ammontare dei contributi percepiti.
Presidente - Nessuno chiede la parola? Ci sono dichiarazioni di voto?
Metto in approvazione l'art. 14.
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 30
Maggioranza: 16
Favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 15.
Articolo 15
Le imprese che non osservano le norme di cui all'art. 14 e presenteranno fatture o documentazioni non conformi alla realtà saranno escluse dalla concessione dei contributi previsti dalla L.R. 6.6.1977, n. 41, modificata con L.R. 9.6.1981, N. 30, e dalla presente deliberazione, salva in ogni caso la revoca dei contributi già concessi.
Presidente - Nessuno chiede la parola? Ci sono dichiarazioni di voto?
Metto in approvazione l'art. 15.
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 30
Maggioranza: 16
Favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 16.
Articolo 16
Sono abrogate tutte le disposizioni, contenute in deliberazioni consiliari, che concernono la concessione di contributi a favore delle imprese artigiane.
Presidente - Nessuno chiede la parola? Ci sono dichiarazioni di voto?
Metto in approvazione l'art. 16.
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 30
Favorevoli: 30
Maggioranza: 16
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - È terminata la votazione dell'articolato. Vi sono dichiarazioni di voto?
La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (PCI) - Il nostro Gruppo si astiene dalla votazione sul complesso del regolamento e osserva che forse il Consiglio ha perso un'occasione per migliorare un provvedimento che aveva notevoli aspetti positivi, ma che in alcuni articoli presentava degli inconvenienti abbastanza gravi. Noi, come Gruppo, avevamo sollevato due questioni: quella della legittimità, perché attraverso questo regolamento si introducono delle norme non presenti nel testo della legge; e quella della trasparenza. Io credo che la maggioranza possa fare appello alla disciplina su questioni di rilievo politico, ma in questo caso si sarebbe potuta avere una votazione del Consiglio ai soli fini del miglioramento della normativa; siccome questo non è avvenuto, e condividendo gli aspetti positivi del regolamento ma criticando quelli di cui dicevo prima, il nostro Gruppo si astiene.
Presidente - È iscritto a parlare il Consigliere De Grandis; ne ha facoltà.
De Grandis (PRI) - Anch'io in considerazione delle motivazioni adottate nell'esprimere le ragioni dell'emendamento soppressivo, mi asterrò dalla votazione. Vorrei solo rivolgere una domanda, un'ultima domandina facile facile all'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod; anche se non gradisce il latino, come ha detto al Consigliere Tonino, io gli ricorderò una massima latina, ma gliela cito in italiano: "Errare è umano, perseverare è diabolico!" Vorrei sapere come si accorda questo diabolico, che viene dal diavolo, rappresentante del male, con l'anima cristiana del Democristiano Chabod.
Presidente - Altri chiedono di intervenire per dichiarazione di voto?
La parola al Consigliere Minuzzo.
Minuzzo (PSDI) - Per annunciare l'astensione, logicamente, dal voto su questo regolamento e denunciare ancora una volta il sistema di gestione clientelare della cosa pubblica che si è dimostrato in un fatto spicciolo: l'Assessore sarebbe stato al riparo da qualsiasi attacco, in quanto gli emendamenti sarebbero stati votati dal Consiglio regionale e nessuna colpa avrebbe potuto essere imputata all'Assessore, se il timore era quello di perdere eventuali voti elettorali. Questa è una cosa che veramente amareggia.
Presidente - Altri per dichiarazioni di voto? Nessun altro?
Passiamo quindi alla votazione dell'oggetto n. 40 nel suo complesso.
Metto in approvazione per alzata di mano la delibera concernente l'approvazione delle direttive per la concessione dei contributi regionali per l'incremento e il miglioramento dell'attività delle imprese artigiane.
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 18
Astenuti: 12 (Consiglieri Bajocco, Carral, Cout, Dolchi, Mafrica, Péaquin, Tonino, Minuzzo, De Grandis, Nebbia, Tripodi, Viberti)
Maggioranza: 16
Favorevoli: 18
Il Consiglio approva.
Presidente - Passiamo adesso alla trattazione dell'oggetto n. 26; si tratta di una mozione presentata dal Consigliere Viberti.
