Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 228 del 19 dicembre 2018 - Resoconto

OGGETTO N. 228/XV - DL n. 14: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste (Legge di stabilità regionale per il triennio 2019/21). Modificazioni di leggi regionali".

Rini (Presidente) - Alla presenza di 31 consiglieri, possiamo iniziare i lavori di questo pomeriggio.

Punto all'ordine del giorno 37.04. Siamo all'esame dell'emendamento 1 del consigliere Manfrin che introduce l'articolo 15-bis. La parola al consigliere Manfrin per l'illustrazione.

Manfrin (LEGA VDA) - Questo emendamento nasce a seguito di una visita e di un confronto con gli operatori del carcere valdostano che ci hanno fatto rilevare come esistesse un unicum tutto valdostano ? abbiamo fatto una ricerca e questo provvedimento, queste disponibilità in altre regioni non esistono ? vi è un capitolo con il quale viene data una provvidenza economica ai carcerati; ci facevano notare come questa provvidenza economica, corrisposta tre volte all'anno ai detenuti, venisse spesa innanzitutto per utilizzi limitati a sigarette e quant'altro, quindi non certo per beni di primaria necessità e, in secondo luogo, ci facevano notare come questo intervento economico provocasse innanzitutto dei problemi interni, perché si va a creare un vantaggio economico tra detenuti che determina delle tensioni interne e, in secondo luogo, ci è stato fatto notare che questo tipo d'intervento ha decisamente poco senso nel momento in cui dovrebbe essere in teoria dato ai detenuti che versano in condizioni di difficoltà, ma che in realtà è una condizione di difficoltà artatamente costruita perché i detenuti, sapendo che tre volte all'anno arriva questa provvidenza, svuotano in precedenza il conto corrente per poter risultare con fondi zero e quindi ricevere questa provvigione.

Con questo emendamento desideriamo girare questi soldi su un fondo ? che ci tengo ad evidenziare come sia a zero ? che prevede interventi a favore dei famigliari delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Un capitolo di spesa sicuramente importante, la prevenzione degli infortuni sul lavoro è sicuramente qualcosa su cui puntare: sappiamo e siamo a conoscenza purtroppo delle tante tragedie che accadono quotidianamente nel nostro Paese, vogliamo che la nostra regione sia virtuosa da questo punto di vista e vogliamo soprattutto che, se dovesse mai accadere una tragedia, ci siano dei fondi che possano aiutare le famiglie.

Con questo emendamento quindi chiediamo di finanziare questo capitolo specifico.

Presidente - La parola all'assessore Testolin.

Testolin (UV) - Ringrazio il collega Manfrin per la spiegazione, perché dall'emendamento tout court non si capiva l'artifizio del disquisire. Andiamo a finanziare un capitolo che per scelta operativa, non per altre motivazioni, generalmente, anche per non andare contro la cabala, si tende a utilizzare nel momento in cui dovessero esserci le dovute necessità, ed è sempre stato finanziato per i bisogni di andare incontro a delle situazioni poco simpatiche.

A questo proposito io proporrei, considerando che prendiamo atto in questa sede di questa necessità, di valutare questo spostamento su un altro capitolo in sede di variazione di bilancio prendendo buona nota delle segnalazioni ora esplicitate, di fare una valutazione più complessiva nel momento di questa nuova variazione di bilancio, che peraltro avrà inizio tra pochi giorni e quindi potrà dirottare questi fondi in una situazione dove potranno essere spesi durante l'anno e non essere messi in un capitolo che è assolutamente degno di riceverli, ma che speriamo non abbia mai necessità di essere utilizzato.

Presidente - La parola alla consigliera Pulz.

Pulz (IC) - Mi scuso per i toni, ma trovo questo emendamento davvero indegno. Il mio voto sarà non solo contrario ma contrarissimo. Trovo che non abbia alcun senso togliere gli interventi a favore dei famigliari dei detenuti o dei detenuti stessi, per quanto siano scarni, per darli alle vittime degli incidenti sul lavoro o per la prevenzione. Dopo la mia esperienza, molto forte, ma durata purtroppo solo due anni, di volontariato carcerario, posso dire con sicurezza che anche 50 euro, che per lei forse sono stupide briciole, per un detenuto possono essere un sostegno. Anche se fosse speso in sigarette, non importa, comunque un sostegno anche di tipo morale.

Penso, al contrario, che si debba semmai fare stanziamenti per sostenere entrambe le difficilissime situazioni: quelle dei detenuti e quelle delle vittime sul lavoro e dei loro famigliari, anche perché, consigliere Manfrin, ci risulta, dagli organi di informazione nazionali, che il governo di Roma abbia appena tagliato le risorse per i piani di prevenzione sulle morti sul lavoro. Nel grande caos della legge di bilancio a Roma il cosiddetto "Governo del cambiamento" ha ridotto le risorse destinate all'INAIL per il finanziamento dei progetti in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; questa è un'autentica vergogna che conferma che il Governo nazionale è interessato solo alla propaganda e ci viene spesso il dubbio che anche qui ci siano troppi cattivi imitatori.

Presidente - La parola al consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Ringrazio la collega Pulz che è sempre illuminante e che ci chiarisce sempre quali siano le priorità del movimento che rappresenta ? sempre che lo rappresenti ancora ? però mi trovo a ribadire la volontà che è propria di questa parte del nostro gruppo e credo condivisa anche con i colleghi del MOUV', che finanziare e dare una piccola provvidenza non sono briciole, collega Pulz: parla con una persona che si è battuta e si batterà ancora perché il Bon de chauffage venga lasciato, si è battuta e si batterà perché gli sgravi fiscali dell'IRPEF vengano applicati. Ma quello che riteniamo ingiusto è che si vadano a dare delle provvidenze economiche a persone che sono già mantenute dallo Stato, che hanno sbagliato e stanno scontando una pena e non certo per degli interventi di basilare importanza.

Se lei ritiene che pagare le sigarette ai detenuti sia prioritario rispetto a fare della prevenzione, e qui mi rivolgo all'assessore Testolin: lei giustamente dice "per scaramanzia non utilizziamo il fondo", per carità! Però il fondo in realtà prevede anche la prevenzione degli infortuni sul lavoro e non soltanto gli interventi a favore dei famigliari. Quindi, essendo un fondo onnicomprensivo, riteniamo che sia prioritario fare della prevenzione per gli infortuni sul lavoro ed eventualmente intervenire - ci auguriamo di non farlo mai - in caso di disgrazie, piuttosto che offrire delle sigarette a delle persone che direi sono abbondantemente assistite dallo Stato. Il costo per detenuto è molto alto per lo Stato.

Presidente - La parola all'assessore Bertschy.

Bertschy (UVP) - La demagogia allo stato puro del collega Manfrin. Voi avete fatto un bilancio, avete discusso, avevate la possibilità di azzerarlo quel fondo, non l'avete fatto e lei oggi viene in aula cercando di agganciarlo a qualche cosa per dire che non bisogna mettere più soldi. Ma faccia le cose per bene! Non confonda il dibattito in Aula con il suo bisogno di fare comunicazione. Io vorrei che convincesse anche il gruppo della Lega e del MOUV' che tutto questo è giusto, ma non faccia sempre su ogni cosa il suo gioco per raccontare fuori le cose come vuole. Il fondo attuale per le vittime è quello che in tutti gli anni è stato proposto dal bilancio; la prevenzione bisogna farla, ma la prevenzione sugli incidenti non si fa con quel fondo, la si fa attraverso altre attività. Quindi lei ha dovuto cercare due capitoli di bilancio per venire a raccontare... Ma non è così! Cerchiamo di essere un po' più seri nella discussione del bilancio. L'Assessore al bilancio era lì con voi, era del vostro gruppo, credo che avrete discusso di queste cose; raccontarla in questa maniera veramente squalifica anche il dibattito in aula. È meglio dire: "io non voglio più mettere soldi per quelle provvidenze", ci sta, ognuno fa le proprie scelte, ma costruire un emendamento per fare uno spot è proprio un modo di fare politica che assolutamente non ci appartiene.

Presidente - La parola alla consigliera Spelgatti.

Spelgatti (LEGA VDA) - Vorrei aggiungere ? rispetto a quello che ha detto il collega Manfrin, in risposta all'assessore Bertschy ? che ho ricevuto, in qualità di Presidente, la nuova direttrice del carcere (successivamente alla redazione del bilancio) ed è stata la stessa a parlare dell'assurdità di questi soldi che venivano dati in questa maniera ai detenuti, dicendo che fosse uno spreco fuori dal normale, che non aveva mai visto in altre realtà una cosa del genere, che questo non era comunque educativo nei confronti dei carcerati, anche perché il problema nasce dal fatto che: uno diventa difficile capire a quali detenuti darlo e a quali no e due soprattutto perché molto spesso questi soldi che vengono destinati anche ai detenuti poi non vengono effettivamente erogati, perché nel frattempo i detenuti non sono più tali o comunque sono stati trasferiti. È stata la stessa direttrice del carcere a sollevare questo problema e a dire che queste risorse si sarebbero dovute spendere diversamente.

Presidente - La parola all'assessore Bertschy.

Bertschy (UVP) - Come mai non l'avete previsto in bilancio? Le visite al carcere sono state fatte nel mese di settembre, se non ricordo male. Ma il problema non è quello: usare un emendamento per fare un'attività... si fa e stop, non è un problema. Non usate la questione delle vittime sul lavoro per mettere in contraddizione due azioni politiche distinte, che non hanno nulla a che vedere e che fanno parte delle scelte. Io credo che i soldi non vadano sprecati né per i cittadini né per i carcerati, quindi, se ci sono soldi che avanzano, bisognerà intervenire su questo capitolo, vanno tolti e non vanno messi per fare degli sprechi. Mettere in contrapposizione le famiglie delle vittime sul lavoro con questo capitolo di bilancio lo trovo squallido.

Presidente - La parola al consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Collega Bertschy, qui nessuno fa demagogia, qui cerchiamo tutti quanti, nell'interesse di tutti, almeno così è stato detto, di fare il bene comune. Io credo che sia invece, non so come definirlo, profondamente scorretto, dire che si fa della demagogia chiedendo di togliere dei fondi di cui ovviamente non c'è necessità - ed è stato evidenziato più volte - per cercare di destinarli in un capitolo in cui invece c'è necessità. Credo che sia nelle disponibilità, anzi credo che sia quanto è richiesto tanto alle forze di maggioranza quanto a quelle di opposizione e noi questo abbiamo fatto. È un intervento molto semplice, un intervento che riteniamo molto netto. Ovviamente per chi si schiererà contro questo intervento, è evidente che ne pagherà le conseguenze pubblicamente e avremo benissimo l'idea di chi si schiera in favore delle persone e chi invece si schiererà a favore dei detenuti.

Presidente - La parola al Presidente della Giunta.

Fosson (GM) - Quando ero Assessore alla sanità ho avuto diverse occasioni per incontrare il direttore del carcere e verificare tutte le problematiche, soprattutto in merito alla reintroduzione nel mondo del lavoro. Sarà nostro compito, soprattutto in questo nostro ruolo, d'incontrare la direttrice a breve termine e di verificare anche noi la situazione.

Presidente - La parola alla consigliera Morelli.

Morelli (ALPE) - Mi sembra che ci si stia allontanando un po' dal nocciolo della questione, perché è giusta tutta l'attenzione nei confronti della direttrice del carcere e giustamente il nuovo Governo dovrà incontrarla e sentire le sue istanze, ma questo emendamento fa un'operazione per la quale io non posso che condividere l'intervento della collega Pulz e la reazione del collega Bertschy.

Qui si vogliono contrapporre in modo strumentale due leggi. Se non è demagogia pura questa, io non so cos'altro sia la demagogia. Un politico normale e corretto fa due proposte e dice: "constata che non c'è finanziamento sulla legge a sostegno delle famiglie delle vittime del lavoro e decide che vada finanziata". Allo stesso modo ? tra l'altro non sono riuscita a capire dove se ne parli e in che termini, per cui approfondirò questa questione ? affronta nel merito l'altra legge, se ritiene che vada modificata. Ma mettere su due piatti della bilancia queste due leggi trovo che sia un'operazione scorrettissima e strumentale.

Presidente - La parola alla consigliera Spelgatti.

Spelgatti (LEGA VDA) - Sono due cose completamente differenti. Il carcere ha delle problematiche serissime che vanno assolutamente affrontate: sono problematiche relative all'assistenza sanitaria in primis, alla mancanza di operatori del SERT, alla mancanza di fondi per fare gli interventi strutturali per mantenere le celle; sono problematiche che conosciamo molto bene: le problematiche relative al carcere vanno affrontate in maniera seria e compiuta.

Non è facendo dei regali a dei detenuti senza una cernita, senza sapere perché, senza sapere come vengono spesi, senza sapere a chi vanno, che si aiutano sia i detenuti sia tutta la struttura carceraria. Quindi i soldi non buttiamoli via, cerchiamo invece di affrontare seriamente tutte le problematiche relative al carcere.

Presidente - La parola alla consigliera Minelli.

Minelli (IC) -. Secondo me non si può fare un discorso come quello che è stato fatto poc'anzi dal collega Manfrin. Lei ha concluso il suo intervento dicendo che qui si deve capire chi è a favore delle persone e chi è a favore dei detenuti: ma i detenuti sono persone, come me e come lei, e godono di diritti che noi non possiamo prenderci la briga di mettere in discussione! Su come destinare i soldi ci saranno dei controlli. Io non credo proprio che si portino gli assegni in carcere e non si sappia che cosa si fa. Mi sembra francamente assurdo e davvero scorretto.

Presidente - Non ci sono altre richieste d'intervento, metto in votazione l'emendamento. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 10

Contrari: 25

Il Consiglio non approva.

Passiamo ora all'esame dell'articolo 16. Non ci sono richieste d'intervento, pongo in votazione l'articolo 16. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 33

Votanti : 26

Favorevoli: 26

Astenuti: 7 (Bertin, Minelli, Mossa, Nasso, Pulz, Russo, Vesan)

Il Consiglio approva.

Articolo 17. Non ci sono richieste d'intervento, lo pongo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti : 28

Favorevoli: 28

Astenuti: 7 (Bertin, Minelli, Mossa, Nasso, Pulz, Russo, Vesan)

Articolo 18: stesso esito.

Articolo 19: stesso esito.

Articolo 20: stesso esito.

Dopo l'articolo 20 vi è l'emendamento 10 della II Commissione che introduce l'articolo 20-bis. La parola al consigliere Marquis per l'illustrazione.

Marquis (SA) - Questo è un emendamento che reca misure per favorire le attività professionali. Credo che sia un emendamento importante per un settore economico che ha vissuto e che vive tuttora una situazione di difficoltà: fare il professionista oggi è difficile, anche in Valle d'Aosta; in un momento in cui la globalizzazione premia il grande, chi è piccolo soffre. Con questo emendamento oggi di fatto si riconosce la dignità di impresa alle libere professioni e le si riconosce come soggetto che concorre allo sviluppo economico e che quindi è meritevole di sostegno economico. Sino a oggi le libere le libere professioni non hanno mai avuto accesso ad alcun sostegno regionale, questa iniziativa è incardinata su una previsione del regolamento europeo del 2013 che è stata poi recepita dallo Stato nella legge di stabilità del 2015 e che ha previsto sostanzialmente la possibilità di equiparare le libere professioni all'impresa, ovvero le piccole e medie imprese. Con questo si è dato il via alla possibilità di accedere ai piani operativi POR e PON del fondo sociale FSE e a quelli del fondo di sviluppo regionale (FESR), quindi è stata tracciata una strada.

Noi oggi proponiamo un emendamento importante, perché, nelle more della predisposizione di una legislazione organica che disciplini l'attività in Valle d'Aosta delle libere professioni e gli accessi alle misure della Regione, diamo la possibilità ? in virtù e in considerazione delle previsioni di natura europea della legge di stabilità ? di accedere ai benefici della legge regionale n. 6/2003.

La legge n. 6/2003 stabilisce quali sono i sostegni per gli artigiani e per l'industria in Valle d'Aosta: sono contemplate delle misure per il sostegno degli investimenti, per l'internazionalizzazione, per la formazione di consorzi e reti d'imprese. Io credo che, in questa fase di cambiamento, anche le libere professioni si stanno riorganizzando, si devono riposizionare sul mercato, devono cercare di aggregare gli uffici per poter acquisire una giusta competitività e anche guardare con attenzione all'internazionalizzazione, così come diversi professionisti stanno già operando nella vicina Svizzera. Credo che ci sia la necessità di dotarsi delle strutture, fare degli investimenti per esplorare delle nuove possibilità. Unitamente a questa iniziativa c'è anche un comma dell'emendamento che introduce delle innovazioni, procedurali che sono da rispettare, all'atto della presentazione delle istanze alla pubblica amministrazione per le autorizzazioni e per i permessi. Questo tra l'altro è un argomento di cui abbiamo avuto modo di parlare con le rappresentanze di categoria già durante i lavori della III Commissione, presieduta dal collega Distort, quindi credo che possa essere una prima risposta al mondo delle libere professioni.

Io ringrazio tutti i colleghi di maggioranza che hanno ritenuto utile intervenire con questo emendamento e ringrazio sin d'ora tutti i Consiglieri che contribuiranno a sostenere l'iniziativa.

Presidente - La parola al consigliere Distort.

Distort (LEGA VDA) - Non metto in dubbio la bontà che sottostà all'intenzione di questo emendamento, però, gentile collega Marquis ? collega sia nel ruolo all'interno di quest'aula sia nella libera professione di iscrizione all'ordine ? mi permetta di dire che ritengo che inserire un ambito, una disciplina, una problematica così ampia come la tutela delle libere professioni, proprio a fronte di quelle audizioni che noi abbiamo avuto in III Commissione con la presenza di tutti gli ordini professionali, inserire e trattare questo tema all'interno di un semplice emendamento che va a modificare l'articolo 4 del capo quinto del DL n. 14, sia un tentativo di basso profilo, perché il tema merita una trattazione decisamente più grande.

Io ritengo che questo emendamento, che tra l'altro si articola su due punti, uno è quello che riprende i provvedimenti legislativi già varati da altre Regioni (Calabria, Basilicata, Campania e Piemonte) che è preso, sintetizzato e incorporato in questo emendamento. Diventa a questo punto una riduzione frettolosa, mentre noi sappiamo che questo tema ha assolutamente bisogno di una trattazione più ampia.

Rendiamoci conto che, di fronte proprio alla presenza e alle richieste dei rappresentanti degli ordini professionali, ci è stata comunicata e trasmessa una panoramica estremamente ampia e questo rischia di essere il messaggio che noi diamo oggi come risposta del Consiglio. È vero che esiste il detto "meglio un uovo oggi che una gallina domani", però ribadisco che è opportuno che venga trattato in maniera più ampia. Ricordo che abbiamo trecentocinquanta architetti iscritti, quattrocento ingegneri, settanta geologi, cinquantatré agronomi e dottori forestali, quattrocento geometri, cento periti industriali, vuol dire circa 1.400 professionisti che si trovano a essere riconosciuti attraverso un emendamento. Pertanto io comunico in questa sede che, a seguito dell'audizione degli ordini professionali, mi ero già messo in moto per redigere un testo articolato per una legge, una vera e propria proposta di legge che vada a declinare gli interessi concreti di questa categoria e dico che questa è la dignità che meritano sia gli ordini professionali sia quest'aula. Pertanto formalizzo con questo intervento che la proposta di legge, che sto curando con l'aiuto di altri Consiglieri del mio gruppo e di altri gruppi consiliari, a partire dai suggerimenti dei vari ordini professionali, è in fase di conclusione e sarà depositata a breve, secondo l'iter di rito, e analogamente, come di rito seguirà tutta la procedura che merita: passaggio in Commissione competente, audizione dei rispettivi portatori di interesse, a cominciare dagli ordini professionali, relazione del disegno di legge in aula, discussione del Consiglio, votazione. Questo è quanto comunico a quest'aula come già comunicato in maniera indiretta ad altri partecipanti di questo Consiglio.

Ciò premesso, alla luce di quest'ottica esposta, di questa duplice dignità, nostra come organo che legifera e dignità degli ordini professionali che vanno trattati in maniera più ampia, più dignitosa con un vero e proprio disegno di legge che diventi legge, che diventi attività, che diventi disciplina di un'attività nei rapporti con la società, io esprimo il mio diniego o quantomeno il mio dubbio, forte, al valore di questo emendamento.

Président - A demandé la parole le conseiller Daudry.

Daudry (UVP) - Innanzitutto ringrazio il collega Distort per il suo intervento. Insieme ad altri ero in Commissione il giorno in cui lei ha organizzato l'audizione con gli ordini professionali e sappiamo con quale cura aveva affrontato il lavoro, proprio nella logica d'instaurare un tavolo di lavoro; oggi però la riflessione che si è posta e la volontà che questo gruppo intende portare avanti è sicuramente di seguire il cammino che lei ha tracciato, quindi nell'ottica di un lavoro ben fatto e di una revisione organica della legge n. 6. Però non possiamo nasconderci e voglio richiamare anche qui brevemente ? ma penso che nella disquisizione del bilancio avremo ancora modo di affrontare questo problema ? che nelle audizioni che abbiamo avuto in II Commissione, un po' tutte le categorie che hanno preso parte (da quelle economiche a quelle produttive, sindacali) hanno comunque sottolineato e ci hanno lanciato una sfida importante che è quella della semplificazione burocratica. Una sfida in cui ci hanno spronato a mettere in moto in pieno la nostra capacità legislativa, perché abbiamo delle prerogative in questo senso e ci hanno ricordato anche che questa lotta a volte, e lo dico in maniera asettica, è nei confronti dello Stato. Lo affermo senza voler dare giudizi di appartenenza, di sorta. Questa urgenza oggi secondo noi si traduce in questo emendamento, che è da un po' di tempo che stiamo elaborando, soprattutto per dare la sicurezza e la tranquillità ai professionisti per quanto riguarda il pagamento delle proprie prestazioni professionali e senza degli ulteriori aggravi burocratici, ma cercando di andare nella direzione della sburocratizzazione.

Président - La parole au conseiller Cognetta.

Cognetta (MOUV') - Per rimarcare quanto detto dal collega Distort e spiegare meglio la ratio per la quale non si è d'accordo con quanto propone la maggioranza. È vero che gli ordini e le aziende tutte chiedono sburocratizzazione, è anche vero che spesso si fanno leggi che di fatto non servono e non aiutano: creano soltanto un sistema che giustifica il burocrate, ma che non aiuta nessuno. Questa è una materia che va affrontata nel suo complesso, non vuol dire che se si fa una legge in più questa automaticamente burocratizza il sistema; magari può essere una legge che semplifica. Noi riteniamo che, studiando una legge nel suo complesso, anche se in questa assise è da parecchio tempo che ci sono dei professionisti che non hanno affrontato fino in fondo la questione, perché questo ce lo dobbiamo dire, è altrettanto vero che adesso che si cerca di affrontarla alla luce di chi lavora tutti i giorni e ha questi problemi, si potrebbe portare un approfondimento rispetto a quanto tentato di fare con questo emendamento. Quindi l'emendamento per noi non è corretto non nella sua forma generale che possiamo condividere ?, tant'è che ci stiamo lavorando e quindi, come dice il collega, faremo qualcosa in più ? è che non risolve, secondo noi. E non è un aggravio burocratico quello che noi pensiamo di mettere in campo. Noi pensiamo di mettere in campo una soluzione definitiva.

Presidente - La parola al consigliere Sammaritani.

Sammaritani (LEGA VDA) - Su questo tema mi piacerebbe fare un po' di sintesi e soprattutto un approfondimento tecnico che credo meriti, perché, per quanto riguarda l'emendamento nella sua ultima parte (quella dell'estensione dell'applicazione della legge n. 6 dei professionisti) siamo pienamente d'accordo: è evidente, è un dato positivo, otterrà dei risultati positivi, quindi nulla quaestio su questo punto.

Le criticità però emergono nell'esame degli altri due commi che riguardano questa procedura che si vorrebbe instaurare attraverso questo strumento normativo, che secondo me è già criticabile di per sé, perché non mi sono mai piaciuti gli interventi normativi a livello d'inserimento in legge finanziaria, perché è sempre meglio su temi come questi dare una connotazione un pochino più compiuta a questi interventi, seppur lodevoli nel loro intento. Lo ripeto e lo dico anche da professionista.

Per quanto riguarda questo tipo d'intervento, è evidente, come già diceva il collega Distort, che si tratta di una copiatura di ciò che è già stato fatto in altre regioni d'Italia, ma che è stato fatto secondo me comunque in modo non perfettamente coerente con quelli che dovevano essere invece gli scopi di questo tipo di norma. Innanzitutto è una copiatura fatta un po' male, perché in realtà per esempio al comma 2 non si dice nemmeno chi dovrebbe autocertificare questo tipo di dichiarazione nel momento in cui ci si serve di questo documento per poter acquisire il documento autorizzativo che possa essere una SCIA o una concessione o quello che sia. Questa è già una lacuna che potrebbe creare comunque qualche difficoltà. Abbiamo visto, purtroppo c'è un'esperienza recente ? che è meglio se si possono evitare queste autocertificazioni, e lo abbiamo visto poiché sono state alla ribalta delle cronache recentemente. Al di là di questo, secondo il mio modesto parere c'è un elemento ancora più critico, perché, il fatto che la pubblica amministrazione possa subordinare il rilascio di un atto amministrativo alla dichiarazione che si è pagato il proprio professionista con il quale si ha un rapporto privatistico ha addirittura dei profili di incostituzionalità, quindi difficilmente un tipo di norma di questo genere supererebbe il vaglio di una giurisprudenza; sarebbe facilmente impugnabile, darebbe probabilmente anche facilmente adito a un contenzioso che non si vuole sviluppare, perché pensate all'ipotesi in cui il professionista non venga pagato perché c'è un contenzioso in quanto il committente privato dica "non hai lavorato bene, quindi non ti pago": se non ti pago, non posso ottenere la concessione edilizia e quindi il procedimento si blocca. Ecco che quella semplificazione burocratica che volevamo attuare con questo provvedimento non si attua, anzi andiamo a complicare ulteriormente le cose. Quindi, comunque nel rispetto delle parti in gioco che sono, da un lato, i committenti privati o enti pubblici, dall'altro lato i professionisti che vogliamo tutelare, qui occorre mettere in campo un intervento legislativo molto più mirato, molto più organico che va studiato con maggiore attenzione per ottenere esattamente due risultati: tutelare da un lato i committenti e ? bisogna fare ancora una piccola parentesi: qui non avviene, naturalmente, ma nelle altre regioni in cui sono stati fatti questi provvedimenti è stata una delle motivazioni sostanziali ? evitare certe elusioni fiscali. Questo naturalmente è stato fatto perché dà un sostegno di qualche genere a una norma di questo tipo che, secondo me, ha dei dubbi di costituzionalità, se non è ben giustificato sotto questo profilo. Quindi abbiamo l'assoluta necessità di strutturare meglio questo tipo di norma ed è per questo che ci stiamo lavorando con delle idee già emerse dal confronto che abbiamo fatto al nostro interno per poter comunque consentire una maggiore trasparenza nei rapporti fra le parti (committente e professionista) e, dall'altro lato, dare la possibilità al professionista, perché questo è uno degli intenti fondamentali, di realizzare il proprio credito con delle forme diverse, che non siano quelle di una sorta di piccola estorsione che la pubblica amministrazione fa al committente dicendo "se non dimostri di aver già pagato la parcella, io non ti rilascio il documento autorizzativo". Questa secondo me è una grossissima criticità. Quindi a mio avviso sarebbe opportuno eliminare questa parte, perché tanto, se riusciremo ? come riusciremo e come ci impegniamo qui davanti a tutti e davanti soprattutto ai professionisti che stanno fuori e probabilmente ci ascoltano ? a fare un provvedimento normativo ampio, dall'altro lato manterrei l'ultima parte che è positiva. Quindi io, nel dichiarare che non voteremo sicuramente la prima parte, mentre ci piacerebbe votare la seconda, proporrei al governo di emendare questo emendamento, tanto non c'è tutta questa urgenza, quindi eliminare la prima parte e di lasciare l'ultima.

Presidente - La parola all'assessore Borrello.

Borrello (SA) - Su questo tema, per onestà intellettuale, bisogna dire che c'è un interesse trasversale. In maniera cristallina dico che c'è stata tutta una serie di valutazioni, di concertazioni e di confronti all'interno delle Commissioni consiliari competenti, ma è una problematica che non è incardinata solo all'interno della quindicesima legislatura, ma è una problematica che è analizzata - come ha anche anticipato il collega Marquis - rispetto alle politiche concernenti le imprese (edilizia privata, edilizia pubblica) e coloro che svolgono i servizi attinenti all'ingegneria architettonica, i cosiddetti professionisti dal punto di vista tecnico. In virtù di tutta una serie di problematiche che sono state manifestate in un momento di crisi estrema sia dell'edilizia, così come è certificata dai numeri, rispetto al settore dell'occupazione del settore edile, ma anche rispetto ai liberi professionisti, si vuole dare un segnale rispetto alla volontà da parte dell'amministrazione pubblica di tutelare dei servizi che risultano a tutti gli effetti garanzia di professionalità.

Detto questo, il discorso legato alla costituzionalità o meno, il nostro Ufficio legale ha prodotto tale articolazione in virtù anche del fatto che ? come anticipato sia dal collega Marquis, ma anche dal collega Distort ? tutta una serie di regioni ha già normato in tal senso in merito a questa volontà politica di tutelare la categoria dei liberi professionisti. Quindi accogliamo con favore la proposta e l'impegno del collega Distort, ma posso dire che c'è da parte del Governo lo stesso impegno di approfondire la tematica e di rendere più organica la risoluzione della problematica dal punto di vista normativo. Tant'è che da un punto di vista normativo in senso stretto bisogna definire la normativa legata all'equo compenso. Io adesso entro un po' più nel tecnico, ma coloro che conoscono la problematica sanno che bisogna affrontare la tematica in un senso più ampio. Le due cose che bisogna affrontare e bisogna chiarire rispetto ai servizi attinenti all'ingegneria e architettura, ma ai liberi professionisti in generale... è la volontà politica, che viene manifestata con un emendamento nell'immediato con l'impegno di fare un'analisi rispetto a un discorso normativo sull'equo compenso.

Detto questo, arrivo alla considerazione legittima del collega Sammaritani in merito alla necessità o meno di fare un'iniziativa adesso per poi successivamente andarla a modificare: un disposto normativo che verrà prodotto con i tempi della democrazia, con tutti i passaggi legati alle attività consiliari, con l'audizione degli organi competenti, degli ordini professionali, può assorbire e fare proprio l'emendamento che noi oggi facciamo. Questo è secondo me l'obiettivo che dobbiamo dare, un segnale politico di attenzione, anche in virtù di tutte le audizioni che abbiamo posto.

Un ulteriore considerazione rispetto al mondo dei liberi professionisti, e parlo nello specifico del settore più di carattere tecnico in quanto titolare della delega ai Lavori pubblici. C'è un rapporto continuativo con gli ordini professionali per definire le nuove regole di assegnazione dei servizi attinenti l'ingegneria e l'architettura (in termine più spicciolo: le progettazioni) per cercare di dare pari dignità anche ai liberi professionisti, per tutelare le nostre professionalità all'interno del territorio valdostano.

Président - La parole au conseiller Distort.

Distort (LEGA VDA) - Mi conforta l'ascolto degli interventi successivi, in particolare quello dell'assessore Borrello, perché mi fa capire che ci sia in quest'aula una condivisione sull'oggetto, sul contenuto. Questo mi fa ben pensare a una situazione che si definisce, che è quella di pensare che alla presentazione in Consiglio del progetto di legge possa esserci uno spirito di condivisione.

L'altro punto che voglio dire in questi venti secondi che mi rimangono è bonum ex integra causa: una cosa è buona, quando tutte le sue parti sono buone e noi le vogliamo sviluppare tutte queste parti. L'equo compenso disciplina non solo al momento dell'atto di ricezione del titolo abilitativo, ma anche della fase successiva che noi professionisti conosciamo benissimo, che è la fase di agibilità. Noi vogliamo andare a definire tutto questo, vogliamo definire anche i rapporti dei committenti, in modo tale che le associazioni dei consumatori non abbiano nulla da eccepire. Questo è lo spirito: un bene intero, oltre che a una forma dignitosa.

Presidente - La parola al consigliere Nogara.

Nogara (UVP) - Mi rivolgo al collega Distort, con cui ho lavorato in III Commissione e devo dire di aver lavorato molto bene, io proporrei in quest'aula che questa legge, che in III Commissione verrà sicuramente condivisa con tutti gli ordini, possa essere una legge di Commissione, dove tutti i movimenti diranno la loro su queste cose e si arriverà a una legge che sia equa per tutti.

Presidente - Non ci sono altre richieste d'intervento, metto pertanto in votazione l'emendamento 10 della II Commissione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti : 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 17 (Aggravi, Bertin, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Minelli, Mossa, Nasso, Pulz, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)

Il Consiglio approva.

Passiamo ora all'esame dell'emendamento 11, della II Commissione, che introduce l'articolo 20-ter.

La parola alla consigliera Morelli per l'illustrazione.

Morelli (ALPE) - Vorrei esordire anch'io con una citazione di Luigi Einaudi, grande economista, nonché Presidente della Repubblica, che dice "Prima conoscere, poi discutere, poi deliberare" e credo che sia un principio che noi decisori dobbiamo tenere ben presente. È proprio in questo senso che va questo emendamento, concepito in Commissione in seguito a un ragionamento che credo possa essere condiviso da tutti, che è dato dalla necessità di conoscere bene i dati e la realtà da parte di chi deve decidere, di chi deve legiferare, di chi deve amministrare. E per conoscere la realtà è importante condividere i percorsi legislativi con dei rappresentanti della realtà che si amministra, e quindi dei cittadini, e l'emendamento va nel senso d'istituire un tavolo di concertazione permanente che abbiamo chiamato "Patto per il rilancio economico e sociale della Valle d'Aosta", che metta intorno a un tavolo in modo costante, coordinato e soprattutto speriamo proficuo tutti i portatori di interessi, le organizzazioni sindacali, le associazioni rappresentative delle categorie economiche allo scopo di realizzare, mediante lo strumento della concertazione, la più ampia partecipazione al processo di definizione delle scelte fondamentali di politica economica e sociale della Regione. È un concetto questo che tra l'altro durante le audizioni in Commissione, prima del bilancio, è stato ripreso da più parti.

Demandiamo alla Giunta regionale la modalità di costituzione di questo tavolo, perché si possa, entro sessanta giorni, istituirlo e, in particolare per quanto riguarda la costituzione, che sia una rappresentanza congrua, sufficientemente ampia, ma non tanto da diventare dispersiva e magari poco proficua, poco utile. Lo spirito quindi è questo per questo emendamento.

Presidente - La parola al consigliere Aggravi.

Aggravi (LEGA VDA) - Per rispondere alla presentazione di questo emendamento, metto a fattor comune dell'Aula che nel corso della presentazione in Commissione il sottoscritto e altri colleghi si sono astenuti. Questa proposta è sicuramente importante e rispecchia anche una necessità sottolineata sia dalle organizzazioni e dagli stakeholder, incontrati durante questi giorni, e in parte riprende una sensibilità dell'aula che era stata rappresentata anche ieri con uno specifico ordine del giorno. La motivazione del voto di astensione in Commissione era principalmente legato a una duplice natura che cerco di ripresentare e poi la collega mi ha suggerito una battuta finale e una citazione di un collega di quest'aula. La giustificazione del voto era per dire che di fatto noi abbiamo già degli strumenti (le Commissioni consiliari) che possono organizzarsi e che possono operare in tal senso, da parte sua il Governo - e l'ho imparato un po' sulla mia pelle - poteva sicuramente, in un altro clima ovviamente, organizzare un percorso più condiviso, più ampio e meno a step o per comprendere tutti gli stakeholder e le necessità che ci sono in bilancio.

Dall'altro lato, visto che parliamo di tavoli, nell'emendamento del DEFR si parla di un tavolo del turismo, qui parliamo di un tavolo dello sviluppo economico, all'inizio di questa legislatura - e cito il collega Rollandin che parlava in modo dubbioso di tutti questi tavoli che si aprivano - vedo che anche nella nuova maggioranza continua il vizio di aperture di tavoli ? e non di scrivanie, grazie a Dio ? però un ennesimo tavolo mi chiedo cosa possa servire. Confermo il voto di astensione già espresso in Commissione.

Presidente - La parola al consigliere Cognetta.

Cognetta (MOUV') -. Solo per una breve citazione. Ormai siamo entrati nel tunnel delle citazioni, tanto vale farne una anch'io, che non so di chi è, magari non esiste neanche, però "quando in politica non vuoi fare qualcosa, crei un tavolo". Ti metti intorno al tavolo, cominci a discutere, discuti e discuti e alla fine non arrivi a capo di nulla.

Vede, collega Marquis, quando lei ci ha presentato questo emendamento, che nei principi molto alti sicuramente è condivisibile, perché poi i principi sono una cosa meravigliosa, poi, calato nella realtà, che cosa accade? Quello che è accaduto in tutti questi bilanci, perché non è la prima volta che facciamo un bilancio in fretta e furia e in una settimana scarsa vediamo tutti gli attori, che non ascoltiamo le parti sociali da parte dell'Assessore (in questi anni che ho passato qui dentro, le ho già sentite e viste queste cose). Quindi, se volete creare un altro tavolo, va bene. Cabina di regia per il Casinò? qualunque altra cosa possa venire in mente pur di non fare qualcosa di effettivamente utile e sano: ascoltare veramente i portatori di interesse e poi fare delle cose che non siano degli spot.

Presidente - Non ci sono altre richieste d'intervento, metto in votazione l'emendamento 11 della II Commissione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti : 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 16 (Aggravi, Bertin, Cognetta, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Minelli, Mossa, Nasso, Pulz, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)

Il Consiglio approva.

Passiamo all'articolo 21, sul quale insiste l'emendamento 2, a firma della collega Pulz.

La parola al consigliere Vesan.

Vesan (M5S) - Vorrei sollecitare un suo intervento per invitare i membri della Giunta a votare solamente sulla loro tastiera. È già la seconda volta che succede oggi. Non sto a insistere e a fare i nomi degli Assessori che si dedicano al suono del piano, però...

Presidente - Grazie, collega Vesan. Ho vigilato bene che chiunque votasse lo facesse con il collega in aula. Era in aula, stava arrivando, per agevolare e velocizzare la procedura di voto, credo che abbia segnalato al collega. Abbiamo sempre verificato che i colleghi fossero in aula al momento del voto e che votassero esattamente quello che il collega ha chiesto.

La parola alla Consigliera Pulz per l'illustrazione dell'emendamento 2 all'articolo 21.

Pulz (IC) - Con questo emendamento proponiamo l'interruzione del processo di quotazione della società CVA spa in quanto servizio pubblico d'interesse comune, nonché società a totale partecipazione pubblica. Riguardando il tutto questa notte alle 2,00 ho pensato che questa motivazione in effetti forse può sembrare un po' debole e aggiungerei un passaggio: che la partecipazione pubblica è volta a garantire, nell'ambito delle attività del gruppo CVA, un razionale utilizzo delle acque valdostane che sia funzionale allo sviluppo sociale ed economico della Regione Valle d'Aosta e anche compatibile con tutti gli usi alternativi della risorsa idrica quale bene comune per eccellenza, in un'ottica di tutela, di riqualificazione e anche di compatibilità ambientale e direi di benessere proprio per la collettività valdostana.

Per queste stesse caratteristiche le società del gruppo CVA possono essere escluse dall'applicazione del decreto Madia senza dover incorrere nella quotazione in borsa della società stessa. La quotazione in borsa porterebbe infatti all'estremo il processo di privatizzazione del bene comune più importante della nostra Regione e l'interesse pubblico sarebbe quindi subordinato al perseguimento dell'interesse degli azionisti al profitto. Aggiungo che la tutela dell'ecosistema, della qualità della risorsa acqua e del paesaggio sarebbero compromesse dalla ricerca di dividendi. Ne abbiamo già parlato ieri, ribadisco soltanto che la proprietà delle acque valdostane e la disciplina del loro uso devono restare, secondo noi, saldamente nelle mani dei cittadini valdostani.

Presidente - La parola al consigliere Nogara.

Nogara (UVP) - Non esageriamo, collega Pulz! Continuiamo a dare delle indicazioni sbagliate alla gente che ci ascolta. Guardi che la proprietà delle acque è una cosa, la CVA è un'altra. La CVA è un'azienda che opera nel settore idroelettrico, la proprietà delle acque è saldamente in mano alla Regione Valle d'Aosta. Non cerchiamo continuamente di confondere le due cose, perché non vanno assieme.

Vado ancora più avanti e le dico che abbiamo tanto discusso in questo periodo, abbiamo detto tante cose; io ho detto che non è che si mette in pericolo la proprietà delle acque, ma se nel 2029 le concessioni non andranno alla CVA, allora sì che perderemo un po' del valore che hanno queste acque per la Valle d'Aosta, perché saranno delle aziende da fuori Valle che verranno qui in Valle d'Aosta a sfruttare le nostre acque e non verseranno, come tasse e come benefici, soldi alla nostra Regione. Perciò discutiamo finché volete su "quotazione in borsa, non quotazione in borsa", poi anche quello che ha detto sulla "Madia" non mi sembra così veritiero: ora come ora ? dopo che è sparito l'articolo 6 del decreto legislativo che doveva essere presentato al Governo in questi giorni ? ci rimangono tre possibilità per non sottostare alla "Madia": un atto al Senato per toglierci dalla legge Madia, quotarci in borsa, oppure le norme di attuazione, che comunque è tutto da verificare, perché ci sono delle norme di attuazione che aspettiamo per esempio da sei anni, ma non si capisce dove sono andate a finire, altre invece sono arrivate più velocemente. Queste, adesso come adesso, sono le tre forme che ci possono escludere dalla legge Madia.

Però vi chiedo di non mischiare le cose: non cerchiamo di andare alla pancia della gente o di dare delle informazioni sbagliate, perché le acque sono una cosa, la gestione di CVA è tutta un'altra cosa.

Presidente - Non ci sono altre richieste d'intervento, metto in votazione l'emendamento 2, a firma della consigliera Pulz. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti : 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 18 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Certan, Chatrian, Daudry, Farcoz, Fosson, Marquis, Morelli, Nogara, Restano, Rini, Rollandin, Sorbara, Testolin, Viérin)

Il Consiglio non approva.

Vi sono ora gli emendamenti 2 e 3, a firma dei consiglieri Minelli e Bertin. La parola alla consigliera Minelli per l'illustrazione.

Minelli (IC) - Abbiamo votato l'emendamento della collega Pulz, perché riteniamo che la filosofia di fondo sia quella, non tanto la questione delle acque pubbliche che sappiamo essere tali, ma la questione del futuro di CVA, che deve restare pubblica.

Adesso proponiamo due emendamenti, che penso di poter illustrare in successione: all'articolo 21, in particolare proponiamo di aggiungere, dopo la lettera e), una lettera e-bis) in cui si va a esplicitare la definizione delle alternative possibili per confrontare la situazione della CVA con degli altri modelli d'impresa, per esempio un'impresa che dovrebbe essere interamente pubblica, perché ne esistono nel panorama economico internazionale. Quindi la proposta per l'aggiunta della lettera e-bis) è questa: tenere conto tra tutti gli elementi che sono già stati identificati dall'articolo e quindi i limiti, i vincoli, i costi, i benefici, eccetera, anche quello di valutare modelli ed esperienze di gestione completamente pubblica di imprese strategiche in essere in campo nazionale ed europeo, compatibili con le esigenze e le dimensioni di CVA e conseguenti profili giuridici e normativi, al fine di definire i successivi interventi legislativi amministrativi.

Con l'emendamento successivo proponiamo, al termine del comma 2 dell'articolo 21, di aggiungere un comma 2-bis che recita così: "Al termine dell'analisi dovrà essere prodotta una sintesi che evidenzi in modo semplice, esplicito e comprensibile a tutta la popolazione la differenza fra i due scenari ipotizzati: il ruolo e la mission di una CVA che rimane completamente pubblica in quanto non quotata in borsa e il ruolo e la mission di una CVA quotata in borsa". Questo perché, a nostro avviso, si tratta di una questione rilevante, che interessa tutta la popolazione, e non soltanto il Consiglio regionale o gli addetti ai lavori, ed è quindi, a nostro avviso, necessario che un lavoro di analisi venga reso noto, avvenga con la massima trasparenza e possa essere compreso e condiviso da tutta la popolazione. Quindi una relazione di sintesi chiara, semplice che possa avere una rapida divulgazione. Questo nell'ottica di contribuire al discorso che nei prossimi mesi dovremo affrontare riguardo alla CVA, e anche nell'ottica di fare delle proposte. Adesso si costituirà, secondo quanto previsto dal comma 3 che è stato sostituito, si costituirà immagino, perché verrà votato oggi questo articolo, una Commissione di lavoro; approfitto per dire che noi ritenevamo migliore la formulazione del comma precedente: quindi sei mesi e non tre per questo lavoro, l'istituzione di un gruppo di lavoro, e non di una Commissione consiliare, che fosse composto da dirigenti responsabili delle strutture regionali, anche con la possibilità di effettuare delle audizioni per comprendere tutte le possibilità che ci sono. È stato detto che non c'è soltanto l'opzione della quotazione in borsa, come diceva prima giustamente il collega Nogara, ma anche la possibilità di una norma di attuazione, l'applicazione di una norma di attuazione, e la revisione della legge n. 20. Queste sono le due proposte per l'articolo 21: lettera e-bis e comma 2-bis.

Presidente - La parola all'assessore Testolin.

Testolin (UV) - Nell'ottica di quanto già sottolineato durante questo dibattito pensiamo e ribadiamo che la necessità di dare tutti gli elementi necessari per fare una scelta oculata nell'interesse del futuro sviluppo della società CVA a beneficio del proprietario, che in questo momento è la Regione, debba esaurirsi all'interno del percorso di una Commissione speciale che abbiamo fortemente voluto e abbiamo fortemente indicato come l'organismo che deve assumersi al suo interno tutta una serie di valutazioni per poi esplicitare alla comunità e ai Consiglieri e a questa assise, che dovrà fare delle scelte importanti, quali saranno i pro, i contro di qualsiasi tipo di decisione che dovrà essere presa da CVA, in tempi assolutamente brevi. Questo lo ribadiamo perché ci sono delle scelte che diventano sempre più non prorogabili. Quindi è corretto, a nostro avviso, ribadire la necessità di lavorare a ranghi serrati. Sottolineiamo anche questa discrasia tra la visione dei tavoli e della loro costituzione ? quando li propone qualcun altro ?, e invece la necessità di lavorare all'interno di una Commissione, che vede anche l'aspetto politico coinvolto ? e secondo me a ragione ? perché ci sono ancora all'interno di quest'aula molte carenze (le sottolineava prima il collega Nogara) nello scindere come prima cosa le gestioni delle acque con il ruolo di CVA, che in questo momento ha la possibilità di usufruire delle acque in Valle d'Aosta, ma che un domani potrà gestire altre situazioni magari solamente fuori dal territorio regionale.

Quindi l'obiettivo verrà assolutamente ricompreso nel lavoro che dovrà svolgere questa Commissione speciale, che dovrà concludersi con una relazione molto chiara e molto efficace e dare delle indicazioni precise che questo Consiglio dovrà mettere in pratica nel più breve tempo possibile.

Presidente - Non ci sono altre richieste d'intervento, metto in votazione gli emendamenti 2 e 3, a firma dei colleghi Minelli e Bertin, in forma congiunta. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti : 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 18 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Certan, Chatrian, Daudry, Farcoz, Fosson, Marquis, Morelli, Nogara, Restano, Rini, Rollandin, Sorbara, Testolin, Viérin)

Il Consiglio non approva.

Vi è ora l'emendamento 12 della II Commissione che sostituisce il comma 3 e introduce il comma 3-bis. Se siete d'accordo, metto in votazione l'articolo come emendato dall'emendamento della Commissione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti : 35

Favorevoli: 18

Contrari: 17

Il Consiglio approva.

Vi è ora l'emendamento 3, a firma della collega Pulz. Lo ha già illustrato prima, vuole integrare? Si tratta dell'emendamento che introduce l'articolo 21-bis. Non ci sono richieste d'intervento, metto in votazione l'emendamento 3, a firma della consigliera Pulz. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti : 17

Favorevoli: 17

Astenuti18 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Certan, Chatrian, Daudry, Farcoz, Fosson, Marquis, Morelli, Nogara, Restano, Rini, Rollandin, Sorbara, Testolin, Viérin)

Il Consiglio non approva.

Passiamo ora all'esame dell'articolo 22. Non ci sono richieste di intervento, lo metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti : 28

Favorevoli: 28

Astenuti: 7 (Bertin, Minelli, Mossa, Nasso, Pulz, Russo, Vesan)

Il Consiglio approva.

Articolo 23: stesso esito.

Prima di passare all'articolo 24, c'è l'emendamento 13 della II Commissione. Se siete d'accordo, possiamo analizzare i tre emendamenti insieme: 13, 14 e 15 che rispettivamente introducono l'articolo 23-bis, l'articolo 23-ter e l'articolo 23-quater. Sono emendamenti di Commissione, quindi li diamo per illustrati. Pongo in votazione congiunta i tre emendamenti della Commissione.

La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti : 28

Favorevoli: 28

Astenuti: 7 (Bertin, Minelli, Mossa, Nasso, Pulz, Russo, Vesan)

Il Consiglio approva

Articolo 24: stesso esito.

Emendamento 16 che introduce l'articolo 24-bis, stesso esito.

Emendamento 17 che introduce l'articolo 24-ter, stesso esito.

Articolo 25, stesso esito.

Emendamento 18, della II Commissione, che introduce l'articolo 25-bis, stesso esito.

Articolo 26, come emendato dall'emendamento 19 della II Commissione, sostitutivo del comma 1, stesso esito.

Articolo 27, come emendato dagli emendamenti 20 e 21 della II Commissione, che prevedono l'istituzione del comma 3-bis e del comma 3-ter, e dal subemendamento, a firma dell'assessore Testolin, stesso esito.

Articolo 28: stesso esito.

Articolo 29: stesso esito.

Allegato 1: stesso esito.

Allegato 2: stesso esito.

Ora apro la fase delle dichiarazioni di voto valide per entrambi i disegni di legge n. 14 e n. 15.

La parola al consigliere Cognetta.

Cognetta (MOUV') -. Vorrei chiedere una breve interruzione.

Presidente - Sospensione concessa.

La seduta è sospesa alle ore 16:51 e riprende alle ore 17:03.

Rini (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte dei due disegni di legge, come detto in precedenza.

La parola al consigliere Bertin.

Bertin (IC) - Questi documenti contabili, come abbiamo ripetuto più volte, nascono in un contesto anomalo con un cambio di maggioranza durante l'iter legislativo. Condizionato da questo aspetto, il bilancio depositato ai primi di dicembre, non è di per sé particolarmente caratterizzato. Questo intervento successivo da parte della nuova maggioranza riguarda una parte estremamente limitata del bilancio depositato a inizio dicembre: in termini di volume finanziario poco meno dell'1 percento. Sostanzialmente i due bilanci sono in piena continuità tra le due giunte. Aggiungiamo il fatto che questa annunciata disponibilità al confronto prevista dall'intervento d'investitura del nuovo presidente Fosson in questo contesto di bilancio non ha avuto grande successo e mi auguro che in futuro ci sia un confronto un po' più serio e più aperto su altre tematiche. La chiusura riguardo a molti aspetti, tra cui CVA, l'ospedale, eccetera certo non depongono a favore di questo bilancio. Inoltre manca completamente una visione del futuro in questi documenti contabili. Emergenza sì, come più volte sottolineato, ma la mancanza di una prospettiva, di una visione che dovrebbero essere proprie di un documento che ha comunque degli effetti sui tre anni a venire, certamente è un elemento di estrema debolezza e negativo.

In ragione della nostra non presenza sia nella maggioranza Spelgatti che nella nuova maggioranza Fosson, siamo decisamente distanti da questi documenti contabili e pertanto il nostro voto non potrà che essere negativo.

Presidént - La parole au conseiller Vesan.

Vesan (M5S) - Il parere del nostro movimento relativamente a questo bilancio è già stato oggetto di trattazione in discussione generale, vorrei solo puntualizzare su quanto è successo dopo la discussione generale. Il Governo Fosson si è presentato fin dall'inizio come il governo del dialogo, immediatamente dopo l'Assessore alle finanze ha stigmatizzato la scarsa partecipazione da parte della minoranza alla disposizione dell'atto in maniera propositiva, ma ci siamo scontrati fin da ieri sera su un blocco compatto da parte della maggioranza a sostegno delle proprie proposte e alla scarsa disponibilità sia al dialogo che all'accoglimento delle proposte. Gli interventi della minoranza sono stati accolti in modo minoritario e sporadico e in alcune circostanze non siamo neanche riusciti a capire in che termini vertesse la discussione. Quello che abbiamo potuto verificare invece dalla discussione dei punti attuati oggi è che questa maggioranza ha come obiettivo sostanziale la quotazione in borsa di CVA, perché anche solo le proposte di discutere sull'argomento in maniera pubblica sono state compattamente respinte da questa maggioranza e, sulla scorta di queste ulteriori indicazioni avute in questo momento, il voto del Movimento 5 Stelle su questo bilancio non può che essere contrario.

Presidente - La parola al consigliere Gerandin.

Gerandin (MOUV') - MOUV' darà voto di astensione a questo bilancio per i motivi che forse già durante il dibattito sono emersi. Se tutta una parte di questo bilancio è stata scritta e, ci auguriamo, condivisa, ci sono altri aspetti che non ci convincono. Abbiamo il timore che probabilmente si voglia riprendere un percorso interrotto da vecchi sistemi, e mi riferisco soprattutto al percorso di CVA. L'ho detto già nel mio intervento, ma il fatto di voler subito intervenire con la non applicazione della legge n. 20 sulla CVA mi sa tanto di una decisione già presa, una decisione che va in una determinata direzione. Non ci meravigliamo se, a fronte di quello studio e per il bene di questa società, ci sia da escludere CVA da questo processo, però - e lo ha detto molto bene la collega Morelli quando è intervenuta - quando abbiamo approvato la legge n. 20 era un momento storico particolare ma per questa società ?, che è un gioiello per la Valle d'Aosta e va valorizzata, non c'è ombra di dubbio ? non è che questo percorso sia stato più trasparente. La legge n. 20 è nata per le problematiche legate alle partecipate, in particolare per quelle legate a CVA.

Leggevo pochi giorni fa che un noto politico ha detto che la lottizzazione e i metodi clientelari hanno affossato la Casa da gioco, non vorremmo che il prossimo gioiellino da affossare fosse CVA. Noi su questo manifestiamo tutte le perplessità del caso. La sospensione dell'applicazione della legge n. 20 avremmo gradito che fosse stato oggetto di un provvedimento successivo alla valutazione della quotazione in borsa o meno, o di qualunque sia la scelta: nessuna preclusione. Questo aspetto tuttavia ci ha davvero poco convinto. Ci sono altri aspetti che abbiamo già evidenziato e non stiamo a ripeterli, per cui il nostro voto sarà di astensione. Aspetteremo con interesse e valuteremo l'orientamento del nuovo governo per quanto riguarda il primo atto importante, che sarà la variazione di bilancio annunciata per gennaio.

Presidente - La parola alla consigliera Minelli.

Minelli (IC) - Ho già dichiarato ieri in discussione generale che ? sia pure da parte mia con qualche difficoltà che ho esplicitato ? c'era la volontà di lavorare e di apportare un contributo a questo lavoro del DEFR e poi del bilancio. Vorrei soltanto sottolineare che l'impegno, anche da parte delle forze di minoranza per quanto piccole possano essere, c'è stato, abbiamo presentato tredici emendamenti al DEFR e tre alla legge n. 14. Sono state accettate, con una modifica, tre delle iniziative proposte, altre erano non assolutamente in contrasto con quanto abbiamo potuto leggere nei documenti, ma erano delle integrazioni, tant'è vero che alcuni degli Assessori che hanno risposto hanno evidenziato che si trattava di elementi che potevano essere successivamente presi in considerazione. Proprio per questo motivo mi aspettavo che, alla luce del discorso fatto dal Presidente all'insediamento della maggioranza, ci fosse più attenzione nei confronti di una volontà di collaborare, sia pure da questi banchi.

Presidente - La parola al consigliere Aggravi.

Aggravi (LEGA VDA) - Semplicemente per una breve dichiarazione di voto a compendio di queste giornate di discussione. Vale quanto anticipato in parte il collega Gerandin, vale quello che già ieri, in qualità di relatore di minoranza, ho espresso: se da un lato i numeri sono stati prodotti dall'esecutivo precedente, di cui ho avuto l'onore di fare parte, dall'altro lato le nuove linee guida, le nuove indicazioni prese o, meglio, i primi provvedimenti indicati da questo nuovo governo, principalmente quello di non dare corso alle agevolazioni dell'IRPEF e di non presentare una proposta chiara e concreta su eventuali e ulteriori agevolazioni IRAP ? e a questo proposito noi saremo vigili e stimoleremo il Governo in tal senso ? il voto che esprimeremo sarà di astensione.

Presidente - La parola all'assessore Testolin.

Testolin (UVP) - Per esprimere la conclusione di un percorso che abbiamo ereditato in corsa, sul quale abbiamo cercato di segnalare le nostre intenzioni e le nostre visioni rispetto a un impianto di bilancio che non abbiamo potuto stravolgere, che in parte era stato scritto in continuità con quello che si era fatto negli ultimi anni e che ha cercato di dare le risposte più opportune in questo momento di transizione, risposte che noi abbiamo voluto sottolineare con forza in almeno due/tre emendamenti importanti che permettessero di garantire innanzitutto l'approvazione di questo bilancio per la sua applicazione dall'1 gennaio, in modo da non interferire con le necessità di una continuità operativa sia degli uffici che delle risposte che l'Amministrazione regionale deve dare alla popolazione valdostana tutta, agli enti locali e a tutti gli interlocutori che devono poter operare con questo bilancio fin dall'1 gennaio.

Credo che la diversa visione su alcuni temi sia, al di là delle critiche, delle polemiche e di quello che esce sui giornali, un momento di confronto assolutamente importante; credo che le istanze presentate siano frutto di ragionamenti che possono essere condivisi e che potranno contribuire a dare delle risposte di medio-lungo periodo che, affiancate ad altre istanze, ad altre valutazioni e a un lavoro che abbiamo intenzione di far crescere con il confronto, confronto che non vuol dire che per forza bisogna concepire le virgole che vengono proposte, ma vuole piuttosto riportare al centro le Commissioni che sono il momento vero di confronto e di valutazione delle idee che un Governo o una maggioranza vuole mettere a disposizione di tutti i Consiglieri, in modo che possano essere quelli i momenti che magari correggono o indirizzano in maniera più opportuna le scelte di questa assemblea.

Credo che non sia neanche troppo corretto sottolineare che non ci sia stato nessun tipo di volontà da parte di questo governo di condividere alcune scelte importanti con la popolazione. Questo non è stato assolutamente detto, ci tengo a ribadirlo. Ci sono dei temi che assolutamente vanno spiegati alla popolazione, CVA sicuramente è uno di quelli, però fatto nella maniera più semplice possibile. Io ho sinceramente dei dubbi che lo streaming, che è stato apprezzato, possa essere stato compreso dal 100 percento di coloro che l'hanno seguito, quando anche all'interno di quest'aula qualcuno continua a dimostrare delle carenze interpretative o magari delle difficoltà interpretative in merito a dei concetti che invece, per trasmettere in maniera chiara e corretta al prossimo, dovrebbero essere assolutamente in possesso di chi ha voglia di spiegare agli altri qualcosa che è abbastanza complesso. C'è la volontà da parte della maggioranza tutta di trasmettere le risultanze di un lavoro, di un percorso serio che vuole dare delle opzioni serie, e di prendere altrettanto seriamente delle decisioni per il futuro di questa Regione.

Presidente - La parola al Presidente della Giunta.

Fosson (GM) - Solo due parole per cercare di dare un giudizio a questi due giorni di confronto. Io dico che la differenziazione tra noi in questa discussione è avvenuta soprattutto su alcuni temi: detrazione IRAP o detrazione IRPEF, quale segnale dare. Sicuramente tutti volevamo dare un segnale a favore della popolazione valdostana, che però abbiamo pensato di dare in modo differente. Per noi è più importante significare l'importanza del lavoro, combattere la disoccupazione. Siamo convinti che questa detrazione con questi fondi non risolva il problema di tutte le imprese valdostane, però di fronte alla crisi delle stesse ci sembrava utile dare un segnale in questo senso. La detrazione IRPEF prevista sarebbe stata a vantaggio dei valdostani, avrebbe dato un significato ai singoli e alle persone, però anche questa modalità di attivazione di un procedimento di attenzione non avrebbe risolto il problema del singolo, non avrebbe risolto il problema della povertà, a parte il discorso delle cure mediche. Quindi due modi diversi di dare un segnale, però io penso che il confronto che c'è stato e la possibilità di discuterne avranno comunque lasciato in tutti il pensiero di affrontare in modo più completo la problematica.

Così sul Bon de Chauffage: noi l'abbiamo ritenuta una misura da verificare, soprattutto a seguito delle norme che entreranno in vigore in Italia, le irregolarità che la stessa ha comportato, la difficoltà nella sua esecuzione e applicazione.

Sull'ospedale posso dire che c'è un nostro impegno ad aprire la discussione in tempi rapidi, vedere l'ottimizzazione del progetto, portare avanti comunque un discorso di revisione di quanto era stato previsto. Questo con chiarezza, con verifiche, con confronti, come avevamo fatto nella precedente legislatura, ampiamente, in Commissione.

Bertin è molto bravo a vedere i paradossi degli altri, io le direi che sul referendum ? lei è un grande cultore della democrazia, dei compiti istituzionali ? quando definisce il referendum, perché il risultato è stato per lei negativo, "la notte buia della democrazia", mi sembra che sia un paradosso. Un paradosso anche perché i risultati, forse lei non si ricorda, furono, anche se undici anni fa, eclatanti: votò il 27 percento della popolazione. Lei sa benissimo che un referendum, per essere valido, deve raggiungere il quorum, invece votò solo il 27 percento della popolazione e, tra quelli che votarono, il 36 percento disse no all'ospedale nuovo. Comunque l'impegno nostro è di continuare un confronto chiaro e preciso su questo.

Ringrazio per la possibilità di dialogo, la non bocciatura completa che il collega Gerandin ci ha offerto. Io voglio qui garantire come su CVA ci sarà un confronto. Non è stato deciso ancora niente, non ci sono delle modalità sicure, ma crediamo nella possibilità che questa Commissione speciale vada a raggiungere dei risultati chiari e spendibili per tutti. Così anche ringrazio il gruppo della Lega e il consigliere Aggravi per questa non bocciatura completa, che ci permette comunque di continuare un dialogo, un discorso, una possibilità di verificare nel tempo quanto noi oggi abbiamo sostenuto.

Collega Minelli, io non credo che sia un problema se noi non abbiamo accolto alcuni emendamenti. Lei sa che in un bilancio è difficile cambiare certi capitoli, modificarli, perché gli stanziamenti sono precisi, quindi non pensi e non valuti la nostra apertura a un dialogo dal numero degli emendamenti accolti o meno. Io penso che questo sia solo l'inizio di un percorso. Così anche al collega Vesan. Certo, il confronto è stato svolto con toni molto diversi.

Mi scusi, collega Manfrin, vorrei dirle anch'io che certi toni, certi spot in aula e certe comunicazioni forti ? che sono nella sua baldanza giovanile e nel suo modo di esprimersi, nelle sue dichiarazioni ANSA ? non sono nella tradizione di questo Consiglio e creano comunque delle difficoltà nel continuare questo dialogo. Mi permetta, ma è ben diverso il confronto dei temi proposti per esempio dal collega Distort, che con le sue precisazioni e citazioni qualche volta si pone a un livello che noi non riusciamo a raggiungere, ma comunque si pone in una situazione molto diversa. Per non citare sempre e solo l'ex assessore Aggravi, con la sua onestà intellettuale.

Ringrazio infine i diciotto rappresentanti della maggioranza, il Governo, ma anche tutti i Consiglieri. Penso che sia una delle prime volte, da quando assisto a un bilancio, in cui tutti i Consiglieri si esprimono, hanno verificato i temi, hanno dimostrato una professionalità, una capacità e una volontà di entrare nel vivo delle situazioni. Quindi vorrei sottolineare come questa maggioranza non sia assolutamente traballante come si dice, ma attiva, con grande professionalità, con una voglia sì di confrontarsi, ma anche una voglia di portare avanti questo cammino che abbiamo intrapreso.

Presidente - La parola al consigliere Bertin per fatto personale.

Bertin (IC) - Mi è stata attribuita un'affermazione che non corrisponde, nel senso che, come ho detto, quella domenica di novembre del 2007 è stata una brutta pagina della democrazia valdostana non in relazione al risultato, ma alla vostra, alla sua campagna astensionistica con le matite spezzate, in quel clima intimidatorio che tutti abbiamo visto e che abbiamo condiviso con alcuni che fanno parte della sua maggioranza, che purtroppo vedo un po' marginali in questi giorni. Quello è stato lo scandalo di quel referendum, non il risultato. Peraltro ne ho anche vinti di referendum.

Presidente - Non ci sono altre richieste d'intervento, metto in votazione il disegno di legge n. 14. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti : 25

Favorevoli: 18

Contrari: 7

Astenuti: 10 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin Luboz, Lucianaz, Manfrin, Sammaritani, Spelgatti)

Il Consiglio approva.