Oggetto del Consiglio n. 151 del 4 ottobre 2018 - Resoconto
OGGETTO N. 151/XV - Inizio della discussione in merito al parere sul disegno di legge costituzionale n. 29 recante "Modifiche agli statuti delle regioni ad autonomia speciale, concernenti la procedura per la modificazione degli statuti medesimi".
Fosson (Presidente) - Punto 33 all'ordine del giorno, ha chiesto la parola il consigliere Luboz, presidente della I Commissione.
Luboz (LEGA VDA) - Chers collègues, avant d'entrer dans l'examen de l'argument, il est nécessaire de faire une prémisse. Dans l'actuel système des autonomies territoriales italiennes, à présent, les accords, les conventions ou les traités concernant les éventuelles modifications au statut, entre l'Etat et les Régions à statut spécial ou Provinces autonomes, peuvent être rédigés au même niveau d'importance uniquement que par la province autonome de Bolzano. Et cela en vertu de l'accord international De Gasperi-Gruber de 1946, qui exclut les modifications unilatérales du statut, sans le consentement de l'Autriche et des représentants des minorités linguistiques allemandes et ladines. Cela a été en plus solennellement assuré le 30 janvier 1992 dans la déclaration du Président du Conseil des Ministres Giulio Andreotti, déposée à l'ONU et remise à la République d'Autriche, condition fondamentale pour mettre fin à la controverse internationale. Malheureusement, il faut l'admettre, en 1946 la Vallée d'Aoste n'a pas su faire autant. Pour ce qui est d'aujourd'hui, depuis l'émanation de notre statut datant de 1948, il faut considérer que le cadre politique international et le contexte économique, social et politique de l'Italie ont beaucoup changés ; à niveau gouvernemental, suivant les indications des représentants des autonomies locales, en maintes reprises, ont été abordées différentes initiatives pour commencer le processus nécessaire aux modifications des statuts spéciaux en faveur des autonomies. Jusqu'à présent, cela n'a jamais abouti à rien, suite aussi aux referendums constitutionnels 2006 et 2016. Ce projet de loi ?, présenté par les sénateurs sud-tyroliens Durnwalder, Steger et Unterberger, communiqué à la Présidence du Senat le 23 mars 2018 et transmis à la 1ère Commission le 10 août passé ? va justement dans cette direction pour toutes les cinq Régions autonomes, établissant, donc, le principe de l'entente entre l'Etat, les Régions et les Provinces autonomes. Pour ce qui est de la 1ère Commission, étant donné que l'article 69 ter du règlement du Conseil établit que les projets de loi des modifications du statut ? préalablement à leur approbation par le Conseil régional ? doivent être examinés par les membres de la Commission, qui doivent donner leur avis, nous, les membres de la 1ère Commission, nous nous sommes rencontrés, le 20 septembre passé pour délibérer à ce sujet. La Commission s'est exprimée avec 9 voix à faveur de la modification et 1 contraire, celle du collègue Mossa. L'avis favorable a été donné à condition que soit ajoutée la phrase : "Determinando la cessazione della procedura legislativa di revisione statutaria" dans le corps de l'article que je vous lirai tout à l'heure, conformément au projet de loi rédigé par le sénateur Albert Lanièce sur le même argument, qui a été transmis hier par courrier électronique.
Je vous lis comment était le troisième alinéa de l'article 50 et comme il est maintenant : "I progetti di modificazione del presente statuto di iniziativa governativa o parlamentare sono comunicati dal Governo della Repubblica al Consiglio regionale che esprime il suo parere entro due mesi". La modification, que je vous lis, récite : "I progetti di modificazione del presente statuto, approvati dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica in prima deliberazione, sono trasmessi al Consiglio della Valle per l'espressione dell'intesa. Il diniego alla proposta d'intesa può essere manifestato entro tre mesi dalla trasmissione del testo, con deliberazione a maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio Valle" ? nous avons ajouté la phrase "determinando la cessazione della procedura legislativa di revisione statutaria" ?. Decorso tale termine, senza che sia stato deliberato il diniego, le Camere possono approvare la legge".
Voilà, ça c'est ce qui a été approuvé le 20 septembre par la 1ère Commission, j'en dirais pas plus, si quelqu'un d'autre de la 1ère Commission veut intervenir...
Presidente - La parola al consigliere Mossa.
Mossa (M5S) - Chiederei di sospendere l'assemblea per accordarci con i colleghi di Impegno Civico sulla proposta.
Presidente - Sospensione concessa.
La seduta è sospesa alle ore 16:00 e riprende alle ore 16:24.
Fosson (Presidente) - Riprendiamo i lavori. La parola al consigliere Mossa.
Mossa (M5S) - Il 20 settembre 2018 in I Commissione abbiamo discusso il disegno di legge costituzionale n. 29, proposto dai Senatori del gruppo per le autonomie, che prevede la modifica dell'articolo 50 del nostro Statuto, come riportava il nostro collega Luboz. Dopo un brevissimo confronto durante il quale nel bel mezzo della discussione qualcuno si è alzato e se ne è andato, forse perché non troppo interessato all'argomento, ? ma del resto stavamo solo discutendo del futuro della nostra autonomia e mica del Casinò ? qualcun altro invece, che oggi vediamo in prima linea per la difesa della Casa da gioco non ha neanche partecipato alla riunione. Non vi rovino la sorpresa, se siete interessati su chi ha fatto cosa o, meglio, su chi non ha fatto cosa troverete tutto sul verbale, quando questo verrà pubblicato sul sito del Consiglio.
Comunque dicevo che i colleghi presenti della I Commissione si sono espressi a favore di questo disegno di legge, ma a condizione che venga inserita la proposta di legge n. 559, presentata dal Senatore Lanièce. Mi auguro che questa scelta fatta in maniera così precipitosa, senza valutare a fondo gli aspetti negativi di questa modifica del nostro Statuto, sia dovuta al fatto che l'attenzione della maggior parte dei Consiglieri in questo periodo sia rivolta interamente al Casinò; quindi oggi in quest'aula vi chiedo di prestare attenzione, perché alcune scelte rischiano di compromettere la nostra autonomia in maniera irreversibile.
Il disegno di legge n. 559 di fatto comporterebbe la chiusura definitiva della procedura legislativa, precludendo la ricerca dell'intesa tra Stato e Regione. Il Consiglio, attraverso il diniego, farebbe cessare definitivamente la ricerca d'intesa tra Stato e Regione e verrebbe a mancare il dialogo, la mediazione che è la caratteristica principale della politica. Senza contare che in un braccio di ferro tra noi e lo Stato bisogna tenere conto della gerarchia delle fonti, e saremmo noi ad avere la peggio.
Ma vediamo in senso pratico cosa succederebbe, se questo disegno di legge venisse approvato. Ipotizziamo che domani Roma proponga di togliere alla Regione Valle d'Aosta la potestà di emanare norme legislative in materia di sanità, agricoltura o artigianato: 1. il Consiglio non potrà più esprimere un parere su questa proposta, perché il terzo comma dell'articolo 50 non lo prevedrebbe più; 2. basterà che solo dodici Consiglieri si astengano dall'espressione del diniego affinché la proposta prosegua il suo iter con il benestare del Consiglio Valle d'Aosta, perché per Roma la mancanza del diniego entro i tre mesi previsti equivarrà al raggiungimento dell'intesa Stato e Regione. Quindi basterà l'astensione di soli dodici Consiglieri per perdere ad esempio la potestà di legiferare in materia di sanità, di agricoltura o di artigianato. Capite bene quali siano i rischi nel far passare questa proposta di legge. Roma potrà effettuare liberamente incursioni riformatrici sul nostro Statuto, mentre noi cercheremo di volta in volta di raggiungere il numero di ventiquattro Consiglieri per cercare di difenderci bloccando questi processi, numero che in una stagione politica quale quella attuale, connotata da una forte frammentazione del consenso elettorale, sarà veramente difficile da raggiungere.
Io non sono contrario alle modifiche dello Statuto, dico solo che vanno fatte con buonsenso e in maniera più ponderata. Modifiche sì, ma che possano realmente portare dei benefici alla nostra autonomia e non precluderla in maniera definitiva. La mia proposta è quella di approvare il disegno di legge n. 29 del gruppo per le autonomie, ma a condizione di ridurre il numero dei Consiglieri previsto per l'espressione del diniego dai due terzi proposti alla maggioranza assoluta. Mentre boccerei, anche se a questo punto sarei anche aperto al dialogo, il disegno di legge n. 559, perché questo precluderebbe in maniera definitiva la ricerca dell'intesa tra Stato e Regione, ma mai aggraverebbe la situazione come la ricerca dei due terzi dei consensi.
Per quanto esposto, chiedo al Presidente una riunione dei capigruppo per valutare la situazione.
Presidente - Sospensione concessa.
La seduta è sospesa alle ore 16:29 e riprende alle ore 16:50.
Fosson (Presidente) - Riprendiamo i lavori. Nella riunione dei capigruppo si è deciso di sospendere il parere sul disegno di legge per approfondimenti e di discuterlo alla fine di questa seduta.
