Oggetto del Consiglio n. 106 del 3 ottobre 2018 - Resoconto
OGGETTO N. 106/XV - Interrogazione: "Sospensione da parte del Governo nazionale dei finanziamenti destinati alle Regioni previsti nel programma Italia Sicura".
Fosson (Presidente) - Punto 2.12 all'ordine del giorno. La parola all'assessore Borrello per la risposta.
Borrello (AC-SA-PNV) - Entro subito nel merito, l'interrogazione è molto tecnica. Nell'ambito del programma di "Italia sicura" a fine febbraio è stata comunicata alla Regione per le vie brevi una possibile attribuzione di fondi per complessivi 20 milioni di euro, suddivisa per aree tematiche (frane, valanghe, dissesto idrogeologico e quant'altro). A seguito di questa comunicazione, al fine di accelerare i tempi, la Giunta regionale, secondo me opportunamente, nel mese di aprile, con la deliberazione n. 439 del 2018, aveva individuato un elenco di interventi per i quali richiedere il finanziamento statale a valere sui fondi che erano stati preventivamente indicati dal Governo nazionale. A giugno tutte le funzioni, che prima erano attribuite al programma denominato Italia sicura e all'Unità di missione incardinata sotto la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono passate con il nuovo Governo al Ministro dell'ambiente (il ministro Costa del Movimento 5 Stelle). Quindi, per entrare nel merito, informo i colleghi che a inizio settembre, proprio in virtù degli atti approvati dalla Giunta regionale, gli uffici regionali sono andati presso il Ministero dell'ambiente a Roma per definire un incontro tecnico per acquisire informazioni rispetto all'evoluzione di questi 20 milioni di euro di Italia sicura. Al momento al Ministero dell'ambiente si sta ragionando su come assicurare la copertura finanziaria di un programma di interventi sul dissesto idrogeologico che riguarda tutto il territorio nazionale e non solo la Valle d'Aosta (la nostra regione ha una quota parte di 20 milioni), valutando, tra le diverse ipotesi, anche quella di un mutuo con oneri di ammortamento a carico del bilancio dello Stato. I tecnici interpellati a livello centrale non hanno fornito alcuna indicazione sulle possibili tempistiche e nemmeno su quali saranno le caratteristiche del programma.
Per il secondo quesito da lei posto, alla luce di queste indicazioni e con reale preoccupazione, stiamo valutando con i tecnici e con i colleghi della Giunta come poter soddisfare le esigenze più urgenti in termini di rischio idrogeologico e come assicurare il tempestivo utilizzo delle risorse finanziarie disponibili attualmente in bilancio attraverso una verifica della reale cantierabilità degli interventi, prendendo spunto dalla delibera n. 439 del 2018, già approvata, che prende in considerazione le reali esigenze in questo momento sul territorio regionale. Gli interventi della deliberazione n. 439 del 2018 che non trovassero immediato finanziamento all'interno dei finanziamenti statali e/o finanziamenti regionali saranno ovviamente tenuti presenti nel programma del Ministero dell'ambiente e per i fondi regionali che saranno resi disponibili all'interno del bilancio. Non posso non manifestare, dal punto di vista prettamente tecnico, reale preoccupazione per la mancanza di questi fondi, perché ovviamente sarebbero stati decisamente utili per intervenire sul territorio valdostano e per prevenire a trecentosessanta gradi il potenziale rischio idrogeologico.
Presidente - La parola al consigliere Rollandin per la replica.
Rollandin (UV) - L'unica cosa che condividiamo è la preoccupazione, che purtroppo condividono anche tutti i valdostani, e non solo. Lei gentilmente ci ha fatto la storia dei 20 milioni di euro che non ci sono, ma questo lo avevamo letto anche noi. Ora, è giusto che ci sia stata una delibera per dare un inquadramento generale su tutti i temi. Come quando c'è stato il terremoto e di colpo tutti si sono svegliati sul discorso antisismico, su cui si sta lavorando con una tempistica che lei conosce meglio di me (molto in ritardo, ma stiamo comunque lavorando).
Questo tema è due volte delicato perché, da una parte, c'è obiettivamente l'esigenza di fare i controlli per sapere se c'è da intervenire o meno, perché sui nostri tratti autostradali di SAV e RAV, che per fortuna non sono enormi, noi siamo soci e nel tratto verso Pré-Saint-Didier ci sono alcune situazioni che credo siano state già anche segnalate. Ora, non si vuole fare dell'allarmismo, però i tempi hanno un valore enorme, se si interviene. Tutto quello che sta succedendo dopo la tragedia del ponte Morandi ha insegnato: si va a vedere la lettera che ha mandato Tizio, la relazione fatta dall'altro che non è stata considerata nel modo giusto. Risultato: quando succede qualcosa bisogna andare giustamente a verificare anche queste cose. Ma il problema è di intervenire per tempo.
L'altra questione è sui soldi. Oltre a non avere la mappatura di che cosa c'è, non ci sono i soldi. Peggio di così! Io credo che sia il caso di fare una valutazione su come tranquillizzare su questa tematica, almeno per una parte: non dico sul dissesto idrogeologico in senso generale, dove non sarà mai finito, nel senso che la montagna la conosciamo, ma su queste tratte legate a questi problemi che abbiamo anche noi. Quanti soldi si sono spesi da Montjovet in giù per mettere - spero - in sicurezza definitiva quella parte? Altre situazioni analoghe ci sono e sono note, quindi io chiederei alla sua cortesia di valutare nel modo più attento la tempistica e i soldi per realizzare quello che dovrebbe essere fatto subito.
Presidente - La parola al consigliere Baccega.
Baccega (UV) - In realtà questa preoccupazione è dettata proprio dal fatto che il Governo nazionale, sia sul DEF che sul Decreto Milleproroghe, ha pulito i due capitoli che prevedevano il finanziamento di "Italia sicura" di 20 milioni di euro e il bando periferie al Comune di Aosta per altri 12,5 milioni di euro. Quindi sono 32,5 milioni di euro che vengono a mancare a questa Regione rispetto ad atteggiamenti e provvedimenti di un Governo nazionale che per quanto riguarda gli annunci va fortissimo, ma nelle concretezze ancora dobbiamo capire come si muoverà.
L'invito alla Presidente, quando va al tavolo delle trattative per verificare quali sono le risorse per la Valle d'Aosta, è di tenere conto che questi 32 milioni erano riservati agli investimenti, erano riservati alla protezione del territorio e riservati a questa piccola regione di montagna che ha l'82 percento del territorio a rischio frane e valanghe.
