Oggetto del Consiglio n. 2937 del 21 settembre 2017 - Resoconto
OGGETTO N. 2937/XIV - Discussione congiunta degli atti recanti "Revisione straordinaria delle partecipazioni ex articolo 24, del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, come modificato dal decreto legislativo 16 giugno 2017, n. 100. Esclusione dall'applicazione delle disposizioni dell'articolo 4 del medesimo decreto a singole società a partecipazione regionale e mantenimento delle stesse" e "Revisione straordinaria delle partecipazioni ex articolo 24 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, come modificato dal decreto legislativo 16 giugno 2017, n. 100. Ricognizione delle partecipazioni possedute. Individuazione delle partecipazioni da mantenere, da razionalizzare e da alienare. Fissazione degli obiettivi di contenimento delle spese di funzionamento delle società controllate, ex articolo 19 del medesimo decreto".
Rosset (Presidente) - Per i punti n. 22.01 e n. 22.02 dell'ordine del giorno farei un'unica relazione, li metterei insieme... perfetto. Ha chiesto la parola l'Assessore Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Innanzitutto grazie per la decisione di discutere in maniera congiunta i due atti, dovuta al fatto che sono correlati. Entrambe le deliberazioni recepiscono le disposizioni del decreto legislativo n. 175 del Testo unico delle società partecipate, modificato dal decreto legislativo 16 giugno 2017. Con questi due atti il Consiglio approva, ai sensi dell'articolo 24 del Decreto citato, la revisione straordinaria di tutte le partecipazioni societarie della Regione, individuando quelle da mantenere, da razionalizzare e da alienare e quelle che invece sono escluse dall'applicazione dell'articolo 4 del medesimo decreto.
Credo siate tutti al corrente che il Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, noto come "decreto Madia", stabilisce che le amministrazioni pubbliche non possono costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessari per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né acquisire o mantenere partecipazioni, anche di minoranza, in tali società. Il decreto legislativo, modificato a giugno, ha introdotto l'obbligo a carico di ciascuna amministrazione di effettuare una ricognizione delle partecipazioni societarie da portare a termine entro la data del 30 settembre 2017, al fine di verificarne la compatibilità con le nuove disposizioni di legge, che elencano le tipologie di società che si possono legittimamente detenere e individuare quelle che devono essere alienate o diversamente essere oggetto di razionalizzazione.
Vorrei ringraziare i membri della II Commissione, che hanno permesso di esaminare le proposte di atti venerdì scorso, dando modo al Consiglio di portare a termine questa ricognizione nei termini stabiliti.
La ricognizione, oltre a costituire un adempimento obbligatorio per legge, si inserisce nel quadro più ampio della revisione della spesa pubblica ed è volta a razionalizzare e valorizzare le partecipazioni pubbliche. L'attività di ricognizione ha visto coinvolte le strutture regionali di riferimento per ciascuna società, coordinate dall'Assessorato del bilancio e dalla Presidenza della Regione, in collaborazione con Finaosta. Il documento di ricognizione è stato predisposto seguendo le linee guida approvate dalla Corte dei conti, sezione Autonomie, con deliberazione del 19 luglio 2017, sulla base delle schede standard prodotte dalla stessa Corte dei conti.
Il provvedimento che la Giunta sottopone all'approvazione del Consiglio individua in sostanza le partecipazioni da mantenere, quelle da alienare e quelle da inserire in un piano di riassetto che porti alla loro razionalizzazione. A norma del citato articolo 24 del decreto Madia, possono essere mantenute le società partecipate che svolgono determinate attività specificate all'articolo 4 dello stesso decreto: "Attività di produzione di un servizio di interesse generale - rientrano in questa tipologia, ad esempio, le società che gestiscono i tratti autostradali e i trafori sulla base di concessioni, come AVDA che gestisce l'aeroporto, oppure le società che gestiscono lo smaltimento dei rifiuti, come il caso della società Valeco -; Attività di autoproduzione di beni o servizi strumentali all'ente - si tratta in particolare delle società in house della Regione, come Società servizi, Servizi previdenziali, nonché INVA per i servizi informatici -; Servizi di committenza - è il caso di INVA nel suo ruolo di centrale unica di committenza. Sempre in base all'articolo 4, sono mantenute le società aventi per oggetto sociale esclusivo la valorizzazione del patrimonio delle amministrazioni stesse - è il caso di due società: Vallée d'Aoste Structure e Autoporto -, così come le società aventi per oggetto sociale prevalente la realizzazione e la gestione di impianti di trasporto a fune per la mobilità turistico-sportiva in aree montane.
Il decreto correttivo ha inoltre introdotto all'articolo 26 la possibilità di mantenere partecipazioni in società che risultano già costituite e autorizzate alla gestione delle case da gioco ai sensi della legislazione vigente. Pertanto non si pongono problemi di mantenimento per la società Casino de la Vallée.
Le disposizioni del Testo unico non si applicano alle società che abbiano deliberato la quotazione delle proprie azioni e neanche alle loro partecipate. È il caso della società CVA avendo la stessa deliberato in tal senso nell'assemblea del 28 novembre 2016. Il Testo unico non condiziona il mantenimento da parte delle società solamente della tipologia di attività, ma richiede anche il soddisfacimento di una serie di criteri riferiti in particolare al numero di dipendenti, allo svolgimento di attività analoghe a quelle svolte da altre società partecipate, al fatturato medio e al risultato degli esercizi precedenti.
Il documento proposto alla vostra approvazione contiene l'esito della ricognizione e restituisce un numero significativo di società tra quelle partecipate direttamente e indirettamente, fatta eccezione per tre partecipazioni piccole, per le quali è proposta l'alienazione: SIT Vallée, Air Vallée e Regional Airport. SIT Vallée - oggetto sociale: gestione del sistema integrato di bigliettazione - è una partecipata diretta al 25 percento. La società non ha le caratteristiche richieste per essere inserita in una delle categorie di cui all'articolo 4 del Testo unico. Air Vallée è l'altra S.p.A. nata per perseguire l'oggetto sociale trasporto aereo, oltre a Regional Airport, sono entrambe partecipate indirettamente in gestione ordinaria allo 0,11 percento. Air Vallée era la società di capitali che gestiva l'aeroporto Corrado Gex di Saint-Christophe, nel 2004 la Regione autonoma Valle d'Aosta e il socio privato Air Vallée S.p.A. hanno costituito la società AVDA, alla quale è stata affidata la gestione dell'aeroporto regionale. In seguito, nel 2012, la società Air Vallée si è scissa nella Regional Airport, a cui sono state intestate le quote di AVDA. Essendo la gestione dell'aeroporto affidata ad AVDA, attualmente entrambe le partecipazioni (peraltro di modesta entità) non sono più rispondenti al perseguimento di finalità istituzionali della Regione autonoma Valle d'Aosta.
Con questa deliberazione, invece, si va a stabilire l'applicazione di misure di razionalizzazione per la società Vallée d'Aoste Structure, società deputata alla gestione del patrimonio produttivo regionale che, seppure considerata strategica, presenta esercizi in perdita negli ultimi anni. Il collega Roscio ieri ci ha relazionato sulla fotografia, sullo stato dell'arte del 2016 e parzialmente sull'andamento 2017. La società dovrà presentare a Finaosta un piano pluriennale di risanamento aziendale entro tre mesi dalla data di approvazione di questa deliberazione. Il piano, una volta valutato da Finaosta, verrà sottoposto all'approvazione del Consiglio regionale e sarà oggetto di monitoraggio annuale e di conseguente aggiornamento. Le misure adottate dovranno essere volte a migliorare l'efficienza e l'economicità della gestione. La società, nonostante l'equilibrio finanziario, registra perdite di esercizio derivanti dal cospicuo patrimonio conferito soprattutto in termini di ammortamento. Due sono i grossi conferimenti fatti alla società: uno è il patrimonio industriale negli anni 2006, 2007 e 2008 e l'altro grosso trasferimento 2015 e 2016. In considerazione della peculiare attività svolta dalla società, si ritiene che i maggiori margini di miglioramento siano da ricercare compatibilmente con le condizioni di mercato in azioni volte all'incremento dei ricavi, quali ad esempio: ricercare un incremento del tasso di occupazione degli immobili; perseverare nel processo di efficientamento delle diverse attività aziendali che consenta di aumentare l'attrattività; proseguire con gli interventi di monitoraggio del mercato e di adeguamento dei canoni di locazione applicati. Ulteriori margini di miglioramento potranno essere ricercati in azioni di contenimento dei costi, quali ad esempio: proseguire a potenziare l'attuazione del programma di dismissioni su approvazione del Consiglio - praticamente le proprietà di Vallée d'Aoste Structure inservibili, costose, non utilizzate e ritenute dal mercato non utili, quindi non da ristrutturare, sviluppare e investirci delle risorse della società. La società dovrà dunque proseguire sulla strada, oltre che della riduzione dei costi, anche del miglioramento delle politiche, delle strategie di collocazione e di attrattività verso l'esterno degli immobili conferiti.
Per quanto riguarda, infine, la Casa da gioco, esiste una specifica esclusione. Il decreto correttivo ha infatti introdotto la possibilità di mantenere le partecipazioni in società che, alla data di entrata in vigore del decreto correttivo, risultano già costituite e autorizzate alla gestione delle case da gioco ai sensi della legislazione vigente. In ogni caso, il piano rimanda alle scelte già fatte con le leggi regionali n. 2 e n. 7 del 2017. Qui l'altro passaggio rilevante, importante, ecco perché non è stato dettagliato all'interno delle due delibere in oggetto in discussione: perché a monte abbiamo le due leggi regionali del 2017 (la n. 2 e la n. 7), in particolare i contenuti del piano di ristrutturazione aziendale approvato da questo Consiglio. Sono quindi due passaggi importanti: il decreto correttivo che ci dà questa possibilità di mantenere le partecipazioni in questa società e le due leggi che questo Consiglio ha approvato (la n. 2 e la n. 7).
Da ultimo, relativamente alle società COUP e NUV, con questa deliberazione si richiede alla Giunta di verificare al più presto la fattibilità di una delle tre opzioni percorribili: razionalizzazione nelle forme della fusione per incorporazione, della creazione di una new company, o della internalizzazione regionale, cioè verificare se ci sono le condizioni per riportare all'interno dell'Amministrazione regionale le competenze, considerando però gli aspetti operativi, gestionali ed economici delle diverse soluzioni. Tale adempimento dovrà concludersi al più presto e comunque non oltre i tre mesi dalla data di approvazione da parte del Consiglio regionale del presente documento, e sostanziarsi in una relazione che contenga tutti gli elementi utili per procedere serenamente alla scelta più opportuna sul futuro delle due società.
Ulteriori riflessioni dovranno essere condotte per le società di gestione degli impianti a fune, per le quali già si è avviato un percorso in questi ultimi anni di razionalizzazione, di semplificazione e di efficientamento nelle gestioni.
L'atto proposto a monte della ricognizione delle partecipazioni, riguarda l'esclusione totale dell'applicazione delle disposizioni del Testo unico per le società Projet Formation e SIMA S.p.A., demandando al Presidente della Regione l'adozione di apposito decreto, in quanto entrambe le società non sono inquadrabili nell'ipotesi di cui all'articolo 4 del Testo unico.
Projet Formation ha per oggetto l'attività di formazione professionale attraverso l'erogazione di servizi destinati ad utenti privati e pubblici. Il capitale sociale ammonta a 1,5 milioni di euro e la partecipazione regionale per il tramite di Finaosta è pari al 91,77 percento. I restanti soci sono rappresentati da associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, istituti professionali e altri enti e associazioni non aventi scopo di lucro operanti sul territorio regionale. Tale compagine societaria conferma l'importanza strategica che riveste la società per il settore della formazione in Valle d'Aosta e conseguentemente sull'occupazione.
SIMA S.p.A., il cui capitale sociale è pari a 5 milioni di euro nominali, è partecipata indirettamente al 49 percento dalla Regione, per il tramite di Finaosta, e per il restante 51 percento da Heineken Italia S.p.A.. Ha per oggetto sociale la locazione di beni immobili e mobili, l'acquisto, la cessione, il conferimento e l'affitto di complessi aziendali o porzioni di esse. Si tratta della società veicolo per l'attuazione dell'accordo con Heineken e dà continuità operativa ad Heineken Italia nello stabilimento di Pollein con un organico di oltre 70 unità. Finaosta e Heineken hanno già pattuito che alla scadenza dell'accordo (31 dicembre 2026) provvederanno alla liquidazione della SIMA S.p.A.. Entrambi i provvedimenti verranno trasmessi alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti, al Ministero dell'economia e delle finanze, nonché alle commissioni parlamentari competenti come previsto dal Testo unico.
Vorrei solo far presente che la mancata approvazione del piano straordinario di revisione comporta per l'ente pubblico la cessazione e la sospensione dei diritti sociali nei confronti delle società.
In conclusione, al di là del fatto che si tratti di un adempimento che ci viene imposto dal decreto Madia, il lavoro di ricognizione ha permesso di condurre un'analisi generale delle nostre partecipazioni, che costituisce comunque un valido strumento da cui partire per ragionare in termini strategici in un'ottica di corretta e sana gestione delle risorse pubbliche, che coinvolgerà non solo la Giunta e il Consiglio, ma anche tutte le società partecipate direttamente e indirettamente, strumenti fondamentali per lo sviluppo e la crescita economica della nostra regione.
Presidente - Siamo in discussione generale. Qualcuno intende prendere la parola? Ha chiesto la parola il collega Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Je crois que les deux délibérations, les deux lois qui ont été présentées vont dans la direction souhaitée, dans le sens d'être claires sur l'intérêt général des sociétés avec lesquelles nous avons nos participations. Je crois que ce travail, en quelque sorte, avait déjà un préliminaire, dans le sens que du moment où il y avait l'intention de comprendre jusqu'où allait la Madia, on avait essayé de comprendre comment on pouvait gérer ce moment délicat de participation et cela vaut soit pour la moindre participation que pour la participation majoritaire. En effet, les sociétés principales, comme il est détaillé dans la liste en annexe, donnent un peu l'idée du panorama des participations, sur lesquelles sans doute il y a et il doit y être une attention particulière. Le fait d'avoir souligné l'aspect des sociétés avec lesquelles on doit prévoir une attitude particulière, la SIMA en particulier... je crois que soit lié à une intervention que tout le monde connaît, qui est importante: maintenir le rapport SIMA-Heineken, avec lesquelles jusqu'à présent on a géré d'une façon intéressante, voire utile pour l'Administration régionale... et surtout pour maintenir l'activité de Heineken en Vallée d'Aoste.
Credo che, sotto questo aspetto, sia importante anche sottolineare come la Madia abbia escluso la Casino, cosa che non era scontata, che è stata discussa nel momento in cui si è portata all'approvazione della Conferenza dei Presidenti e in questo caso naturalmente abbiamo cercato di tenere conto che, se per caso non ci fosse stato questo provvedimento... noi capiamo che cosa significava per la nostra realtà, ma non solo.
Detto questo, credo che ci sia un'attenzione specifica e particolare che credo debba essere tenuta in considerazione soprattutto per gli impianti di risalita più piccoli. Ci sono ancora delle realtà, che oggettivamente hanno delle partecipazioni regionali e comunali in piccoli ambienti, piccoli comprensori, laddove un ragionamento dovrà essere fatto. Come si sta correttamente intervenendo nelle società più grandi per in qualche modo coordinare al meglio i singoli raggruppamenti che già sono stati fatti (e che funzionano, per fortuna), si dovrà tenere conto anche delle piccole realtà con degli accorgimenti che non facciano scattare dei meccanismi da mettere in difficoltà la partecipazione nel suo complesso. Noi quindi crediamo che, sotto questo aspetto, la ricognizione sia un atto che doveva essere fatto nei termini previsti (il 30 settembre come dice la norma), quindi questo deve essere fatto.
Per il resto, per quanto riguarda Vallée d'Aoste Structure, credo sia importante che nel mentre si aspetta che vengano fatti questi atti, l'attività continui come prima: senza avere delle difficoltà nei confronti dei rapporti, soprattutto quelli intrapresi che hanno scadenze che rischierebbero di mettere in difficoltà degli accordi che in qualche modo vanno nella direzione di privilegiare, di portare comunque in Valle un aumento delle capacità produttive, con le conseguenze che noi sappiamo da un punto di vista di dare posti di lavoro alle società, che possono mantenere questa postazione in Valle d'Aosta.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Fabbri, ne ha facoltà.
Fabbri (UVP) - Innanzitutto vorrei ringraziare le strutture che hanno in modo così celere reso possibile la stesura di questi atti che - come diceva giustamente l'Assessore - hanno coinvolto un lavoro enorme, un lavoro di screening, un lavoro anche di sintesi non indifferente, con un'accelerazione, visti anche i tempi estivi, non indifferente. Grazie quindi a chi si è impegnato in quest'opera, che se è vero che è un po' una conclusione dovuta, imposta dalla legge, è altrettanto vero - riprendo quello che è stato detto - che poi ha un aspetto politico fondamentale: quello di analizzare a fondo e rivedere, dare delle impronte politiche a quelle che saranno poi le scelte da esternare nel futuro, rivedere queste nostre partecipate per veramente fare una cernita di quello che è utile alla Regione, di quello che invece può essere un peso, che magari nel tessuto privato potrebbe avere un efficientamento maggiore.
Un primo risultato politico è stato ottenuto nella volontà di mantenere queste strutture - mi riferisco a Vallée d'Aoste Structure, SIMA e Projet Formation -, soprattutto la prima, anche se ha dei bilanci pesanti, come abbiamo visto ieri, in realtà, svolge anche una funzione di sviluppo economico per la nostra Regione, per cui noi ci auguriamo, anche se i tempi sono ristretti, che riesca a risanare i suoi bilanci e ad essere mantenuta nella sua funzione. L'esclusione delle altre due è un'esclusione anche qui dettata dalla loro funzionalità, che è importante per il funzionamento della Regione, per cui - ripeto - è stato un lavoro lungo e faticoso, ma che ha già prodotto, a nostro avviso, dei risultati in queste scelte, in queste cernite e che ci auguriamo potrà avere dei risultati maggiori nel futuro.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Anch'io come il collega Fabbri volevo ringraziare le strutture che comunque hanno fatto un lavoro non facile, anche perché comunque sono dei lavori che non sono di routine, sono dei lavori che a volte fai anche per la prima volta, per cui non è neanche facile. Nel massimo rispetto delle conclusioni a cui le strutture sono arrivate, mi limiterò a tre riflessioni su questi due documenti: la prima riflessione è legata al discorso di Vallée d'Aoste Structure. È chiaro che questi tre mesi... dopodiché Vallée d'Aoste Structure dovrà comunque predisporre un piano di ristrutturazione, un piano di sostenibilità aziendale... impone qualche preoccupazione proprio per quell'aspetto sicuramente importante per quello che riguarda il mondo industriale.
Abbiamo sentito con interesse ieri la relazione dell'Assessore Roscio, è una relazione che negli anni si ripete e non è che vediamo dei grossi miglioramenti all'orizzonte, anzi è una situazione che negli anni si ripete più o meno con gli stessi risultati per quello che riguarda la gestione delle priorità industriali immobiliari. A questo ci aggiungiamo comunque il valore altamente importante che abbiamo riservato a Vallée d'Aoste Structure per quel che concerne il discorso del sostegno dell'attività per quel che riguarda le cooperative e quant'altro sugli affitti degli immobili. È chiaro che una rivoluzione in questo campo deve essere una rivoluzione gestita con il massimo della cautela e con il massimo - io dico - di quella che può essere una pianificazione che non porti danni, o comunque crei eventualmente dei disagi anche al mondo delle cooperative, dei consorzi e quant'altro, per cui occorre molta attenzione a questi tre mesi, a questo avvio, a questa predisposizione di quello che può essere un piano di sostenibilità futura.
Il secondo aspetto, per quel che mi riguarda, è legato al punto n. 5 dell'allegato n. 22.02, che dice: "invitare la Giunta a promuovere, relativamente alle società COUP e NUV...". Per quel che mi riguarda, non è "invitare", ma impegnare la Giunta perché penso che avere una verifica di fattibilità per un'operazione di razionalizzazione di queste due società sia un obbligo da avere prima dell'approvazione del bilancio proprio perché semmai in un'ottica di questo genere dovesse essere intrapresa la strada dell'internalizzazione regionale, dovrebbe essere uno anche dei punti, dei capisaldi per quel che riguarda la riorganizzazione delle strutture e quant'altro relative penso ai Lavori pubblici, perché a questo punto non vedrei altre strade, se non l'Assessorato dei lavori pubblici. Anche per un altro motivo, se mi permettete, sul discorso di COUP e NUV, su quella valenza legata al principio con cui erano state istituite queste società: dato che ormai vi è un discorso del non più obbligo del rispetto del Patto di stabilità, è caduto un po' il fine di queste società di scopo che facevano transitare comunque risorse parallelamente al bilancio regionale e gestite in gestione speciale Finaosta.
C'è un terzo aspetto che, a mio parere, è assolutamente importante: c'è comunque un sollecito, un invito da parte della Corte dei conti stessa a rivedere il fatto delle due società.
Terza riflessione che faccio: sono assolutamente in linea con le preoccupazioni del collega Rollandin in merito alle piccole società degli impianti a fune, perché su questo la mia convinzione è che dovremmo avere un po' più di coraggio e andare verso quella società unica che ci permetta magari, a fronte di una società veramente forte, di poter mantenere anche quelle piccole realtà, che altrimenti non potrebbero vivere né di luce propria, né eventualmente di autosostentamento. Pertanto magari accelerare quel processo di costituzione di una società unica per quel che riguarda gli impianti a fune potrebbe magari dare una sorta di tranquillità in più per quelle piccole realtà, che comunque - ricordiamoci - vivono. Ci sono delle piccole realtà che vivono sul discorso degli impianti a fune. Sono delle realtà che hanno visto investimenti importanti anche di privati, sarebbe di certo poco spiegabile in questo momento andar loro a dire che magari il futuro non è assicurato, per cui razionalizzare tutto quello che si può per la parte delle spese, ma una società forte magari ti permette anche di mantenere in vita quelle piccole realtà.
Io con queste tre riflessioni a titolo personale, per quel che mi riguarda, monitorerò che, soprattutto per quello che riguarda il discorso della NUV e della COUP, si vada in tempi brevi e prima del bilancio verso la verifica della fattibilità di un'operazione di razionalizzazione di queste due società.
Presidente - Non ci sono altre richieste di intervento, dichiaro chiusa la discussione generale. Per la replica, ha chiesto la parola l'Assessore Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Ringrazio i colleghi che sono intervenuti su queste due importanti delibere non solo per la ricognizione in sé, ma anche per il lavoro che è stato fatto a monte dalle strutture.
Due considerazioni, invece, di natura politica. Per quanto riguarda le società degli impianti a fune, in cui una parte magari è comunale, o in mano all'azionariato diffuso e magari una piccola parte di Finaosta, credo sarebbe opportuno che la Regione si doti di un'apposita legge, perché sappiamo perfettamente quanto incide dal punto di vista economico, il venir meno di questo tipo di realtà nei piccoli paesi.
La seconda considerazione invece è quella legata a Vallée d'Aoste Structure, perché come avete colto nel segno la criticità maggiore è quella della gestione, che comunque deve dare delle risposte immediate, giornaliere e, dall'altra, un piano che però deve essere non solo credibile, ma che deve dare delle soddisfazioni al nostro territorio e deve stare in piedi.
