Oggetto del Consiglio n. 2929 del 20 settembre 2017 - Resoconto
OGGETTO N. 2929/XIV - Interpellanza: "Mancata condivisione delle notizie riguardanti il dossier Casinò con le commissioni consiliari competenti".
Rosset (Presidente) - Punto n. 18 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Torniamo al metodo, parliamo di condivisione, di trasparenza, di messa a disposizione delle informazioni. Usando un brutto termine, parliamo di "socializzazione" delle informazioni, delle procedure, degli iter e dei dati. Voi, colleghi della nuova maggioranza, del "nuovo che avanza" - come ho scritto nella premessa all'interpellanza e come vi piace rappresentarvi al di fuori di questo Consiglio - non più tardi di sei mesi fa usaste, a pretesto del cambio di maggioranza, il Casinò. Sembrava che su quel dossier si dovessero giocare i destini del mondo. Non solo quelli della Valle d'Aosta. Ci avete tenuti incollati per mesi in Commissione, anche durante le vacanze di Natale. Avete portato decine d'iniziative in Consiglio, soprattutto il collega Chatrian, sempre molto ben appoggiato dall'ineffabile Leonardo La Torre, sempre molto operativo nelle retrovie, quando c'era da innescare non solo il dibattito, ma tensioni e contrasti, anche tra alleati. Sulla crisi del Casinò di Saint-Vincent sono state dette un'infinità di parole, e ogni volta (soprattutto il collega Chatrian) non perdeva occasione di rimproverare, di bacchettare i vari Governi che si sono succeduti nel corso di questa legislatura, accusandoli d'incapacità gestionale, di scarsa trasparenza, di trattare il Casinò come fosse roba loro, roba nostra, una sorta di porto franco, di proprietà personale di qualche assessore e presidente. Questo era un po' il refrain di ogni intervento che soprattutto il collega Chatrian faceva con il suo solito piglio da mattatore. Il rimprovero più smaccato riguardava la mancanza di adeguate informazioni sul prosieguo delle trattative sindacali, sulle modalità gestionali, sui dati d'accesso, sugli introiti, sulle spese. Devo dire che l'argomento Casinò fu molto ben usato dal collega Chatrian, in ticket poi con l'ex Presidente della II Commissione, e ultimamente con il redivivo Marquis, per creare scompiglio dentro le maggioranze e alimentare la tensione tra alleati. Diciamo che il dossier Casinò fu usato spessissimo come pretesto per scombinare i fragili equilibri interni delle varie maggioranze che si sono succedute in questa legislatura, per rimanere in questa legislatura.
Si ricorderanno i colleghi i "pipponi" che ci facevano sui bilanci, gli piaceva raccontare i numeri, far vedere che avevate ben chiare in testa le criticità della Casa da gioco, che studiavate come dei matti il dossier. Sin dall'inizio della legislatura sembrava che si preparasse (soprattutto il collega Chatrian) a prendere in mano, presto o tardi, il "Titanic Casinò", talmente dava consigli ed evocava il "se ci fossimo noi". Si atteggiava già il collega a "grande timoniere", quello che avrebbe portato il Casinò fuori dalle secche. Vi ricordate, colleghi, quando concludeva ogni intervento: "quando ci saremo noi, alzeremo l'asticella della trasparenza. Questa diventerà una casa di vetro, la gente saprà ogni verità". Un vero e proprio inno alla condivisione, alla democrazia partecipata, alla ricerca, anzi meglio, alla promessa della verità.
Bene, collega Chatrian, parlo a lei perché oggi ci occupiamo di Casinò, ma pare che il metodo nuovo sia prerogativa un po' di tutta la maggioranza, il collega Gerandin ce lo ha ricordato ancora qualche volta alcuni giorni fa, ha parlato di mancanza di condivisione, addirittura di nomine, diceva nell'ultimo Consiglio, fatte in camera caritatis, come amava dire il collega Chatrian "fra quattro amici al bar".
Questa iniziativa, quindi, si propone d'interpellare la sua coscienza soprattutto, collega Chatrian. Non ci interessano oggi i dati sul Casinò. Avremo modo di parlarne successivamente. Qui vogliamo cogliere noi il pretesto del Casinò per interrogare la sua coscienza, la vostra coscienza, colleghi della maggioranza, affinché capiate voi per primi che la politica degli annunci, del "noi siamo ciò che non siete voi", deve trovare seguito nelle azioni, nei comportamenti, anche quelli individuali, altrimenti è (e rimane) solo politica degli annunci. Chi nella maggioranza - e lo chiedo ai colleghi della maggioranza - può dire che diavolo sta succedendo dentro quel Casinò? Nelle chiacchierate che faccio con i suoi compagni di maggioranza, collega Chatrian, (pare che non siamo solo noi ad avere le informazioni dai giornali o da qualche cortese sindacalista, che ogni tanto ci tiene aggiornati come può) anche qualcuno dei vostri lamenta di non essere informato. Non dico consultato, non voglio esagerare, ma anche solo informato. L'altro giorno leggevo le dichiarazioni di Nogara, di un Nogara piuttosto scocciato per come state conducendo la "partita Casinò". Mi fa piacere rilevare che l'avarizia d'informazioni e la sensazione che la situazione del Casino de la Vallée sia ancora grave e complessa - queste sono le parole riportate dall'ANSA - non riguarda solo la minoranza.
Collega Chatrian, avete fatto in questi sei mesi uno o due passaggi in Commissione sul Casinò. Giusto per presentarci quella stola di consulenti di Di Matteo, e di raccontarci un sogno. Mai un dato, un'informazione sul prosieguo del piano di sviluppo. Qualcosa è arrivato con la relazione sulla gestione annessa al bilancio dell'esercizio al 31 dicembre 2016, e solo ieri ci è stata buttata sul tavolo la prima relazione trimestrale di attuazione del piano di ristrutturazione aziendale, che ho avuto modo di sfogliare rapidamente, ma che lascia il tempo che trova, perché dipinge in modo molto sintetico una situazione di fatto, senza che vi sia mai stata una reale condivisione con l'istituzione consiliare per spiegare almeno ciò che stava avvenendo dentro il Casinò, e come si stavano sviluppando gli indicatori, che a breve, tra l'altro, dovrebbero giustificare l'eventuale erogazione di un'altra tranche di 6 milioni entro fine settembre, e l'emissione di un'ulteriore fideiussione bancaria di 5,7 milioni. Ora l'interpellanza chiede semplicemente, colleghi, se pensate di aver adempiuto ai vostri propositi di trasparenza e di condivisione, se credete di aver effettuato i previsti e auspicati passaggi nelle Commissioni competenti e in Consiglio. Se cioè quel cambio di passo, che voi avevate innalzato a vessillo del cambiamento, è effettivamente avvenuto o se, con la scusa del "lasciateci lavorare, non abbiamo tempo da perdere in liturgie e spiegoni" (che tra l'altro chiedevate a gran voce, quando eravate dall'altra parte), avete invece optato per una gestione opaca e per nulla condivisa.
Dalle ore 17:00 assume la presidenza il Vicepresidente Fosson.
Fosson (Presidente) - Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Questa interpellanza mi dà la possibilità di fare qualche considerazione sulla situazione, sia sulla forma che sulla sostanza. Per quanto riguarda la forma, sempre in questi sei mesi ho cercato di mettere in evidenza (quanto fatto per il Casinò) e ho cercato comunque di portarne a conoscenza il Consiglio, anche in Commissione; il dibattito è avvenuto principalmente il 24 maggio 2017, quando questo Consiglio ha approvato il piano industriale e ha approvato il disegno di legge, sempre seguendo quel percorso, quella via, quella voglia di spiegare, di dimostrare cosa si sta facendo, ai sensi della legge n. 2/2017. Legge n. 2/2017 che, votata quasi all'unanimità, obbligava l'Amministrazione regionale ad approvare un piano di ristrutturazione aziendale, ma soprattutto nell'articolo 4 obbligava il pubblico, l'Amministrazione regionale, vista la situazione brutta, pesante della Casa da gioco, a ? comunque successivamente a un'approvazione del piano di ristrutturazione aziendale ? eventualmente sostenere il Casinò dal punto di vista finanziario. Oltre a questo passaggio, che è fondamentale, codificato e approvato da questo Consiglio, eravamo comunque sotto quella campana, sotto quella procedura lanciata il 20 febbraio 2017: una procedura che avrebbe potuto licenziare 264 dipendenti.
Detto questo, insediatosi il nuovo Governo regionale in carica, nominato il nuovo amministratore unico, all'interno dell'Assemblea è stato dato all'amministratore unico un unico obiettivo: redigere, ai sensi della legge n. 2, un piano sostenibile, un piano credibile, un piano che avrebbe permesso di non licenziare neanche una persona, ma che avrebbe creato le condizioni per ridurre i costi che questa società, così come è messa, non poteva più sostenere.
Durante i mesi di aprile e di maggio, tre sono stati gli incontri in Commissione, e soprattutto si è svolto un incontro plenario con le forze sindacali, il sottoscritto e il Presidente della Regione, insieme a chi era interessato del Consiglio regionale, prima di approvare a fine maggio il piano e soprattutto, a sostegno del piano, il disegno di legge, con oltretutto tre grosse novità. La grossa novità per poter rilanciare l'azienda consiste negli aiuti, suddivisi in tre tranche a condizione che siano raggiunti degli obiettivi e seguito un piano approvato, in questo caso dal Consiglio regionale, e successivamente mettendo nero su bianco, a seguito dell'approvazione della legge n. 2/2017 (a febbraio), l'obbligo da parte dell'azienda di redigere una relazione trimestrale che deve certificare lo stato dell'arte, la fotografia, i risultati raggiunti, le criticità ancora in essere, ma soprattutto quello fatto all'interno dell'azienda.
Devo dire che questa iniziativa mi dà la possibilità di fare qualche considerazione in più. Solo ieri è arrivata la relazione trimestrale, riferita ad un periodo certo (giugno, luglio, agosto 2017). Prima del 15 settembre era praticamente impossibile redigere, una relazione puntuale, attenta, che illustra cosa sta capitando dal punto di vista gestionale e quali sono i risultati che nei tre mesi vengono raggiunti o meno e quali le misure che sono state messe in campo e le criticità che ci sono ancora da risolvere. Sicuramente la situazione dell'azienda è ancora molto complessa, molto difficile, ma dei primi segnali, dal punto di vista gestionale, sono inseriti all'interno di questa relazione che ieri tutti i Consiglieri regionali ?, dopo tre mesi dal giorno che è stato approvato il piano industriale (a fine maggio 2017) ? hanno avuto modo di leggere e di avere contezza di quello che si è fatto e di quello che c'è ancora da fare.
Un altro punto importante è sicuramente legato alla procedura di non licenziamento collettivo, superato con la sottoscrizione di un accordo il 10 luglio 2017 ? declinato puntualmente all'interno della relazione ? che ha permesso di revocare e avviare così, come prevede il piano, una operazione di ristrutturazione dei costi del personale, non licenziare nessuno e introdurre meccanismi di flessibilità che dovrebbero consentire un recupero di produttività. Nel dettaglio, l'accordo sottoscritto tra le parti crea le condizioni e prevede un aumento delle giornate lavorative attraverso: la riduzione in parte delle ferie e delle festività, una penalizzazione nelle prime tre giornate di malattia, un orario effettivo di lavoro, intervalli differenti nelle rotazioni ai tavoli, oltre alla definizione, entro il 31 dicembre 2018, di un nuovo assetto organizzativo e di un nuovo salario d'ingresso a costi ridotti e a rinegoziazione dei super minimi e degli assegni individuali. Per la rinegoziazione dei super minimi è già stata avviata la verifica con i singoli dipendenti, e l'azienda conta di calcolare gli esiti in termini di risparmio economico che questa iniziativa produrrà, entro il 31 ottobre 2017. La relazione oltretutto dà conto della necessità di strutturare l'azienda nelle due posizioni apicali, che erano destrutturate: la parte alberghiera e la parte del personale.
Per quanto riguarda invece i ricavi, la relazione evidenzia come si sia registrata una chiara inversione di tendenza nei primi tre mesi del 2017 (giugno/agosto 2017). Questo ha consentito di ridurre il bisogno di liquidità, segnale che la società ritiene molto importante dal punto di vista del sistema bancario, comunque ancora in una grossa tensione. L'approvazione del piano e le sue prime positive risultanze hanno avuto dei riflessi anche sul bilancio dell'esercizio 2016, che discuteremo tra poco, approvato in assemblea il 25 luglio 2017.
Nella sua relazione, la società di revisione KPMG ha certificato la presenza dei requisiti di continuità aziendale. Fatto questo tutt'altro che scontato, visto e considerato che ad oggi il pubblico ha erogato esclusivamente 8 milioni di euro. In base ai dati gestionali, l'andamento del Saint-Vincent Resort ha visto un netto miglioramento della situazione economica nell'ultimo periodo, in particolare nel trimestre giugno/agosto, rispetto allo stesso periodo dell'anno 2016. Questo risultato è frutto sicuramente di certe azioni che sono state fatte, è frutto di azioni che sono state fatte nel hôtellerie, ed è frutto comunque anche di una serie di misure messe in campo.
Analizzando il principale indicatore della Casa da gioco, possiamo rilevare che a giugno il denaro cambiato è cresciuto rispetto al precedente del 12 percento. A luglio lo stesso dato segna comunque un più 3,4 e ad agosto un più 3. Ne deriva, quindi, un aumento del circolante che, per la legge dei grandi numeri, sul lungo periodo favorisce la Casa da gioco, rispecchiandosi in maggiori introiti. Tornando, invece, al dato principale gestionale, che è il dato del conto economico legato al margine operativo lordo, perché - lo sappiamo - l'azienda è carica di ammortamenti, è carica oltretutto anche di scelte fatte per il discorso "Fornero" e, per quanto riguarda il trimestre in relazione (giugno/agosto) dopo il piano approvato da questo Consiglio, è da notare che il margine operativo lordo si attesta a 1,2 milioni di euro, rispetto al meno 1,4 milioni dello stesso trimestre del 2016.
Concludo con un cenno all'attività su cui si concentrerà l'azienda prossimamente. L'ultimo quadrimestre 2017 vedrà necessariamente la prosecuzione delle attività d'implementazione del piano e la riorganizzazione delle due strutture sulla base direttive del piano in attuazione dell'accordo. L'albergo sarà oggetto di una riorganizzazione che dovrà favorire il rilancio della struttura e dell'area congressuale e, per quanto riguarda la Casa da gioco, sono previsti interventi legati a una revisione degli uffici amministrativi e del reparto giochi, legati agli esodi "Fornero" previsti per il 2017 e tutto il 2018. Le trasformazioni previste saranno esaminate in appositi incontri con le organizzazioni sindacali che saranno convocate tra breve (la prima settimana di ottobre), per affrontare un percorso destinato a concludersi con un nuovo assetto. E per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda, siamo a disposizione, nel più breve tempo possibile, per venire in Commissione nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, non solo con l'amministratore unico e il suo staff, a illustrare, entrare nel dettaglio della relazione che vi è stata data, ma soprattutto per poter affrontare le misure e le azioni del prossimo futuro.
Dalle ore 17:07 riassume la presidenza il Presidente Rosset.
Rosset (Presidente) - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Assessore, lei si è portato avanti, ha anticipato la discussione che faremo subito dopo. Io le ho fatto una domanda molto più semplice, molto più elementare: le chiedevo i motivi della mancata condivisione in itinere, se il Governo ritiene di aver cambiato metodo e passo rispetto alle modalità in uso dai Governi precedenti.
L'ho spiegato nell'introduzione, questa interpellanza era un pretesto per capire "se lo fate o se lo siete", se siete convinti di quello che fate o se lo fate volutamente, e lei non mi ha risposto. Mi ha detto tutta una serie di belle cose, tra l'altro cose scritte, rappresentate su documenti. Invece il colloquio, il dialogo, l'interlocuzione è quella che in politica approfondisce i temi, perché a me interessa poco leggere il sogno di Di Matteo o le conclusioni di questo piano triennale di ristrutturazione. Poi se voi volete, sulla base di quello, sganciare 8 milioni di euro, fate pure. Quando questa roba qua parla che bisogna potenziare le iniziative di marketing, parlando della boxe o di quelle due cosette che sono state fatte, e voi sulla base di queste indicazioni ritenete che sia possibile sbloccare 8 milioni di euro più le fideiussioni, auguri! Fate pure! Ma non venite poi a raccontare post, che noi eravamo dei cattivoni, che non davamo dati e non avevamo strategie. Se questa è la strategia, benissimo. Ma io non mi baso sulla strategia, a me non interessa perché il tema verrà poi dibattuto successivamente. Io vi chiedevo, se siete contenti di questo passo, di questo metodo!
Sul bilancio, la variazione di bilancio, avete chiuso in un giorno e mezzo un processo che generalmente, quando c'erano i cattivoni, durava un mese, un mese e mezzo. Su moltissimi argomenti non venite in Commissione. Stamattina ho parlato dell'atto aziendale, può essere stato un travisamento perché si pensa che ci siano dei livelli diversi di consultazione, ma è una vostra abitudine quella di credervi superiori agli altri, sufficienti, di non dover perdere tempo in liturgie. Ma non sono liturgie, non è una roba solo formale questa!
La presenza in Commissione, che è più faticosa, collega Chatrian! Perché non ci sono le telecamere che la riprendono a dire al popolo quanto siete stati bravi a risanare i conti del Casinò; in Commissione si arriva con i dati, si ascolta le opposizioni, si ascolta anche i colleghi di maggioranza, dopo di che si cerca di approfondire. Non si approfondisce mica in dieci minuti di dibattito consiliare, dove lei non si è rivolto a me, lei si è rivolto alle persone fuori, perché non ha risposto a me. Ha decantato per l'ennesima volta quello che per lei è un'immagine di crescita, di sviluppo e un risultato. Per me non lo è, per esempio. Però mi sarebbe piaciuto dirlo in Commissione. Mi sarebbe piaciuto chiedere dei dati, mi sarebbe piaciuto interloquire con Di Matteo, prima di vedere la relazione trimestrale, firmata tra l'altro nelle prime due pagine proprio da Di Matteo. Cosa volete, che si firmi una roba dove dice che ha fatto schifo, che ha fallito? È evidente che ti dirà che la cosa è bellissima e che ci sono delle prospettive di miglioramento.
Il collega Cognetta prima lo diceva, ci sono delle questioni interne, che sono state il pretesto e il motivo per far cadere la vecchia maggioranza. Se ci sono questi motivi, se l'idea era quella del cambiamento, se non vi andava bene il metodo vecchio, che era un metodo, secondo voi, di scarsa condivisione, ma il metodo nuovo pensate che sia migliore? Era solo quella la domanda. Non arrivare mai in Commissione con dei dati, non portarci mai l'amministratore unico, quando prima di fare il cosiddetto "ribaltone" ce l'avete fatta a fette per dei mesi, e ci siamo ritrovati anche di notte in Commissione con tutti gli anziani direttori, uno più incavolato dell'altro, perché ognuno aveva da togliersi i sassolini dalle scarpe! Ci avete fatto fare questi passaggi che, per quanto mi riguarda, sono stati dei passaggi utili che hanno imposto anche poi una retromarcia rispetto per esempio a delle questioni che ci avrebbero in quel caso responsabilizzato in una maniera che per alcuni non andava bene. Ma voi cosa state facendo? Ma chi vi vede in Commissione! Ma quando mai venite in Commissione? Io non so se voi Di Matteo lo vedete tutti i giorni, io l'ho visto una volta questo benedetto uomo. Ma avessimo fatto noi queste cose in sei mesi, ci avreste fatto un mazzo tanto! Siete soddisfatti di questo cambio di passo? La risposta semplice è: "sì o no"!
