Oggetto del Consiglio n. 283 del 29 maggio 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 283/81 - ATTIVITÀ DEL COMITATO REGIONALE CONTRO L'INQUINAMENTO ATMOSFERICO DELLA VALLE D'AOSTA. (Interpellanza)
Presidente - Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Viberti.
INTERPELLANZA
Il Consigliere regionale di Nuova Sinistra;
INTERPELLA
il Presidente della Giunta per conoscere:
a) quante volte si è riunito il precedente Comitato e quali iniziative ha preso;
b) cosa intende fare il Presidente della Giunta, in qualità di Presidente del Comitato di cui in premessa, affinchè sia meglio tutelata, insieme all'ambiente, la salute di tutti i cittadini che respirano giorno dopo giorno un'aria sempre più inquinata.
Presidente - Il Consigliere Viberti ha facoltà di illustrare l'interpellanza.
Viberti (DPROL) - La parte illustrativa di questa interpellanza è piuttosto breve, ma credo sia nello stesso tempo piuttosto chiara. Il 6 maggio 1981 sul quotidiano "La Gazzetta del Popolo" è comparso un articolo che in modo preoccupante denunciava il livello di inquinamento raggiunto nella nostra Regione, facendo cenno tra l'altro alla mancanza delle rondini nel territorio della città di Aosta. Per questo, per il fatto che sempre più spesso si vedono fumate strane comparire - e questo problema è presente non da oggi, - per la notizia che abbiamo avuto della moria di animali insettivori nelle campagne circostanti, e considerato che nella nostra Regione esiste un Comitato contro l'inquinamento atmosferico che è stato recentemente ricostituito, perché scaduto, con decreto del Presidente della Giunta, si è colta l'occasione per conoscere quale tipo di attività questo Comitato abbia svolto, quante volte si sia riunito e quali iniziative abbia preso, ovvero avere una breve cronistoria con l'evidenziazione delle iniziative più importanti che questo Comitato ha preso.
Poi, constatato che il Presidente della Giunta è anche Presidente di questo Comitato, sapere da lui che cosa intende fare rispetto alla situazione in cui ci troviamo a vivere, e quali sono appunto le iniziative che, quale Presidente di questo Comitato contro l'inquinamento, è sua intenzione di prendere.
Presidente - Risponde l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Rispondo io perché la delega in questo Comitato è sempre stata data, anche precedentemente, all'Assessore alla Sanità, quindi i problemi che sono stati trattati sono sempre stati portati avanti da questo Assessorato.
Per quanto riguarda le osservazioni che sono state fatte in merito a questo Comitato, c'è da dire che la legge 615 fissava delle tabelle entro le quali dovevano essere previste e annoverate le città che dovevano osservare quanto prevedevano queste norme. Nella Regione Valle d'Aosta nessuna città avrebbe avuto a quel momento i requisiti per essere eventualmente inclusa in questa tabella.
Nell'ultima riunione che si era fatta alla fine del '79, il 3 dicembre tenendo conto dei nuovi punti di osservazione attualmente esistenti, in particolare quello al Tribunale e quello mobile sul Piazzale della Cogne, delle analisi che erano state fatte e quindi dei grafici relativi dell'andamento dell'inquinamento, si era posto il problema se inserire o meno Aosta in questi elenchi. Il problema di fondo era che l'inserimento comportava un adeguamento di tutti gli impianti di riscaldamento; ora, è giusto naturalmente valutare la cosa sotto il profilo ecologico, cioè che cosa vuol dire l'inserimento negli elenchi e quindi l'adeguamento di certe strutture, ma anche sotto il profilo economico, perché dopo questo inserimento sarebbe diventato un obbligo immediato attenersi a quanto prevede la legge. Era stata inviata una lettera al Comune di Aosta - perché è il Comune che deve valutare questo inserimento - e la risposta non è mai pervenuta, perché già in quella sede le valutazioni di massima erano che era preferibile non inserire Aosta in queste tabelle. Come punto di riferimento c'è da dire che a livello nazionale ci sono due proposte di legge di modifica a questa 615, proposte che dovrebbero prevedere un'eliminazione delle tabelle per fare un po' quello che si è fatto per la 319, la legge Merli, cioè inserire dei limiti a cui ci si deve attenere indipendentemente dall'inclusione o meno di una città in queste famose tabelle. Questo per richiamare l'attività svolta da questo Comitato, che di fatto veniva resa quasi nulla in quanto doveva essere di controllo sull'osservanza delle norme da parte delle città che erano incluse in queste tabelle. Non essendoci nessuna città inclusa, praticamente il Comitato si riuniva a vuoto.
Si sono comunque presi in considerazione gli eventuali sistemi di rilevazione-dati nella regione, perché di fatto - si richiamava prima - le fumate della Cogne le vediamo tutti. Questo problema è stato affrontato in due modi; il primo dei quali riguarda l'adeguamento delle apparecchiature per le rilevazioni. C'è da dire che gli attuali sistemi di rilevazione sono diciamo annuali, non sono cioè dei sistemi che permettono rilevazioni sistematiche, la rilevazione dell'anidride solforosa vicino alla Cogne, per esempio, viene fatta attraverso un sistema di gorgogliamento che permette la rilevazione mensile ma non dà il dato attuale ora per ora, cioè sistematico; dà un dato che, diluito nel tempo, chiaramente rientra nei limiti della norma, ma non permette il rilevamento del dato effettivo delle ore di punta, al di là dell'osservazione generica e risaputa che nel periodo invernale, aumentando la condensazione atmosferica, anche l'inquinamento aumenta.
Al di là di questa osservazione di massima, dicevo che le possibilità di intervento sono di due tipi: adeguamento delle strutture di rilevazione - e questo vorremmo farlo su punti fissi nelle zone industriali - e previsione in base a questo di norme di adeguamento per industrie interessate. Per la Cogne in particolare si era fatto un incontro con i responsabili per verificare che fossero rispettati i programmi che già avevano presentato, con delle scadenze, per adeguare i sistemi di disinquinamento atmosferico come hanno fatto per quello delle acque. I programmi a quanto è stato detto a quel momento erano rispettati; si prevedeva che gli ultimi fra gli impianti previsti avrebbero dovuto essere terminati entro quest'anno; comunque dalle riunioni che si erano fatte e dall'analisi dei dati - analisi però, come dicevo, diluita nel tempo, e non dei dati dei periodi di punta - sembrava che la situazione rientrasse nella norma. Quello che manca è l'osservazione in altri punti della Valle, per esempio a Châtillon, a Pont-Saint-Martin, eventualmente a Morgex e Verrès, cioè nelle zone di maggiore concentrazione industriale. Quindi quello che intendiamo fare, ripeto, è attrezzare i laboratori per utilizzare questi strumenti ed adeguare la strumentazione di rilievo attualmente esistente, che è essenzialmente carente rispetto ai sistemi di lavorazione delle fabbriche, in modo che al rilievo si possa intervenire direttamente sulle fabbriche per svolgere quell'azione di prevenzione che è poi lo scopo di questo Comitato anti-inquinamento.
Presidente - Il Consigliere Viberti ha la parola.
Viberti (DPROL) - È importante che questo Comitato abbia lavorato nonostante non fosse costretto a farlo dalla legge. Questo è un merito che gli va riconosciuto, però ho l'impressione che anche se si è lavorato non ci siano ancora dei risultati apprezzabili, a parte l'impegno che evidentemente è stato profuso. Mi auguro che in un futuro non molto distante si veda l'installazione di queste apparecchiature, e che queste siano scelte con maggior cognizione di causa, cognizione che evidentemente, per l'esperienza che si è fatta comunque questo Comitato, dovrebbe essere aumentata.
Una cosa però mi pare sia stata dimenticata dall'Assessore, probabilmente perché capita sempre che si debba rispondere a domande aggiunte in seguito e non a quelle originarie, ed era quella riguardante la moria degli insettivori a seguito della disinfestazione che viene fatta nelle campagne circostanti la regione. Mi auguro che anche in questo settore siano state fatte delle ricerche da parte di questo Comitato, perché credo che ormai non sia più ignoto a nessuno quanto sia pericoloso l'inserimento nella catena alimentare di tutta una serie di prodotti. Credo che anche la nostra Regione debba adeguarsi affinchè, con i limiti naturalmente dei mezzi che le sono messi a disposizione o di cui si può dotare - purtroppo con i mezzi che restano evidentemente non possono essere granché - si intervenga anche in questo settore, innanzitutto per difendere chi per primo fa uso di queste sostanze per mantenere il più possibile buona la sua campagna, e nello stesso tempo per impedire che sostanze nocive o particolarmente pericolose entrino nel ciclo alimentare che poi vede l'uomo, come ultimo consumatore, come quello che naturalmente fa le spese di tutti gli errori che commette a monte:
