Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2867 del 13 luglio 2017 - Resoconto

OGGETTO N. 2867/XIV - Interpellanza: "Progetto di attuazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti".

Rosset (Presidente) - Punto n. 26 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta per l'illustrazione; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Con questa interpellanza vorrei qualche ragguaglio rispetto alla delibera n. 849 del 26 giugno, con la quale si prendono alcune importanti decisioni rispetto al tema dei rifiuti. Vorrei ricordare che nel corso del Consiglio del 6 e 7 giugno scorso abbiamo già trattato questo argomento con l'Assessore Roscio e, in quell'occasione, non ebbi risposte; risposte che poi ho scoperto essere invece presenti all'interno di questa delibera che l'Assessore aveva presentato in Giunta proprio quel giorno in cui discutemmo in aula. Cosa dice tra le altre cose questa delibera? Questa delibera prevede che un "munifico benefattore" di questa regione ha lasciato in eredità, in regalo alla Regione stessa, un piano per la gestione dei rifiuti di 300 mila euro circa. Grazie a questo regalo, noi riusciamo ad avere la progettazione e poi a fare ovviamente tutte le fasi successive di realizzazione della modalità di gestione dei rifiuti stessi. È molto bello questo fatto che qualcuno doni qualcosa all'Amministrazione, mi fa piacere, così come mi fa piacere il fatto che l'Assessore ritenga opportuno allungare la modalità di gestione della società che attualmente gestisce la discarica! Questo in barba a tutto quello che ci eravamo detti fino adesso!

In sostanza, con questa interpellanza chiedo di sapere chi ci regala questo piano. Vorrei sapere poi anche in base a quali dati di raccolta differenziata è stata sviluppata la proposta in delibera. Poi vorrei capire esattamente se la scelta l'ha fatta lei, Assessore, o se l'ha ereditata tout court dall'Assessore precedente, perché se l'ha ereditata dall'Assessore precedente, allora probabilmente deve rivedere le sue posizioni politiche. Infine un'ultima domanda, che non è una domanda ma è più una provocazione: se non era meglio fare un qualcosa di pubblico, senza trincerarsi dietro il fatto che non ci sono le risorse a disposizione, in quanto si potevano usare ad esempio quelle che le cito io nell'interpellanza, cioè o il mutuo che la Regione ha attualmente utilizzato solo in parte con la Cassa Depositi e Prestiti o, per esempio, i proventi della quotazione di CVA, sulla quale anche voi siete d'accordo. Chiedo pertanto lumi, Assessore Roscio, tenendo presente che la volta scorsa non mi ha risposto pur avendo già una delibera. Adesso invece ha ripreso pari pari la politica della precedente Amministrazione e vediamo a questo punto come mi risponde.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Roscio per la risposta; ne ha facoltà.

Roscio (ALPE) - Cercherò di dare, per quanto possibile e di mia competenza, lumi al collega Cognetta, facendo una premessa: il tema della gestione dei rifiuti non è una questione semplice, per cui tante volte anche le parole hanno un significato e un'accezione che varia a seconda di come vengono utilizzate. Ad ogni modo, il 6 giugno non ha avuto risposta alla sua interpellanza perché la delibera di Giunta è diventata definitiva il 26 giugno. Lei conosce molto bene l'iter di adozione, erano state fatte delle scelte dalla Giunta, ma occorreva un passaggio in III Commissione, dopodiché la delibera sarebbe diventata poi definitiva. Pertanto anticipare delle decisioni che ancora non c'erano era quasi una mancanza di rispetto nei confronti di un'istituzione come la Commissione, che ovviamente andava evitato.

Rispondo alle diverse questioni poste. Intanto il soggetto ha presentato semplicemente la proposta e un piano di fattibilità, non un piano di gestione, perché il piano di gestione è regionale, ed è ben diverso. Il nominativo del soggetto, stante le norme esistenti, può essere reso pubblico solo successivamente alla pubblicazione del bando di concessione, sennò si rischia di commettere un reato. Penso che lei conosca queste cose. Nel momento in cui sarà posta a base di gara la proposta di finanza del progetto, comprensivo del progetto di fattibilità, a quel punto sarà possibile conoscere tutti i dettagli del caso. Il risparmio è poi relativo esclusivamente al progetto di fattibilità allegato alla proposta, e questo è previsto dall'ormai noto decreto n. 50/2016, il Codice dei contratti pubblici, il quale tra l'altro prevede che il vincitore del bando - ovviamente sarà un bando europeo, ma di questo diremo poi dopo - qualora sarà diverso in fase finale, dovrà poi rimborsare al proponente le spese di progettazione. Pertanto ad oggi noi non sappiamo se chi ha proposto sarà effettivamente colui che vincerà, né è dato sapere, e nemmeno vogliamo saperlo, perché, per quanto ci riguarda, noi vorremmo che vincesse la proposta migliore. Per cui non si parla di "benefattore", ma di impresa che fa giustamente i propri legittimi interessi. Compito della Regione, invece, è poi monitorare che tutto avvenga nel rispetto delle norme e del piano stesso che la Regione si è data. Una piccola precisazione: trattandosi di un bando europeo, sembrano abbastanza evidenti, a livello di garanzia, i vantaggi in termini di pubblicità, trasparenza e concorrenza che questo bando potrà dare.

Riguardo alla seconda domanda: "in base a quali dati relativi alla raccolta differenziata", la delibera fa una scelta di modello gestionale, non si interessa dei livelli di raccolta differenziata e neanche delle caratteristiche che emergeranno, le caratteristiche dell'impianto emergeranno solo al termine dell'esito della gara. Se forse si intendeva chiedere nel quesito in base a che cosa è stata fatta la proposta, questo si può dire, perché è stata predisposta assumendo come riferimento i dati del piano regionale aggiornati secondo i dati ad oggi a disposizione.

Sulle motivazioni della scelta, in estrema sintesi le vado a fare un elenco.

La prima motivazione per cui si è andati in questa direzione, dopo aver analizzato tutte le possibilità previste dal piano, e quindi non ereditando qualcosa ma facendo un'analisi punto per punto, è stata quella di evitare una fase di gestione emergenziale dei rifiuti urbani indifferenziati che avrebbe comportato inevitabilmente il commissariamento della Regione da parte dello Stato. La motivazione mi sembra piuttosto rilevante, ovviamente a nostro parere.

La seconda motivazione è stata il consentire l'attivazione immediata delle procedure per l'individuazione di un nuovo soggetto a cui conferire l'incarico della gestione del Centro regionale di trattamento dei rifiuti di Brissogne, eliminando così le tempistiche per la predisposizione del progetto di fattibilità, che - come ho già detto prima - è già stato evitato. Questo perché solo a livello tecnico sarebbe stato necessario spendere tredici mesi per fare un'altra scelta.

In terzo luogo - e non mi sembra banale neanche questo - vi era la necessità di consentire l'avvio di una fase transitoria tra il vecchio e il nuovo gestore, che si concluderà con la sottoscrizione del contratto del nuovo soggetto. Questo sarà possibile solo se sarà avviata la procedura di gara per una nuova gestione prima della scadenza del contratto in essere, cioè il 31 dicembre 2017, come detto più volte. L'Amministrazione regionale ha inteso agire per evitare dei vuoti gestionali che avrebbero potuto configurarsi come interruzione di pubblico servizio. È impensabile -per quanto lo ritenga invece il Consigliere Cognetta - che la Regione possa rimanere senza il gestore di una discarica, anche se il contratto è scaduto; qualcuno doveva farlo e quel "qualcuno" deve essere individuato in base alle norme vigenti, non si può andare al di fuori. Inoltre vi è anche il rispetto delle indicazioni dell'Autorità garante per la concorrenza, che prevedono che le Amministrazioni pubbliche non si sostituiscano all'iniziativa privata laddove esista un'offerta di mercato. Queste sono in sintesi le motivazioni per cui è stata fatta questa scelta da parte della Giunta.

L'ultima domanda, che lei dice essere una provocazione, noi l'abbiamo analizzata attentamente, perché vi era un concreto interesse sulla fattibilità o meno di una società a capitale interamente pubblico. Dalle analisi fatte, volendo costituire una società interamente a capitale pubblico e successivamente affidare in house il servizio - e per fare ciò bisogna realizzare le opere di adeguamento del centro e gli impianti - al di là di tutte le questioni economiche a cui la Regione poteva fare fronte con una scelta, vi erano alcune problematiche. La prima: la costituzione di una società con i diversi organismi, quindi tutte le nomine del Cda, i revisori dei conti; poi il cronoprogramma; poi la ricerca dei fondi per la progettazione e la realizzazione degli impianti necessari nel caso si volesse gestire solo il centro. Se si volesse fare invece una gestione complessiva dei rifiuti, quindi la "gestione integrata" come spesso si dice, comprensiva quindi delle raccolte, oltre alle tempistiche sopra indicate, occorreva cercare il consenso da parte di tutte le Amministrazioni locali, quindi tutti i Comuni avrebbero dovuto dare l'assenso. Avrebbero dovuto essere rispettati i contratti in essere che oggi sono esistenti sulle raccolte, il che ci faceva andare inevitabilmente lunghi con i tempi. Si sarebbe dovuto prevedere l'acquisto di tutti i mezzi necessari, tutte le infrastrutture: i depositi, i magazzini, tutta la progressiva acquisizione del personale ad oggi, senza tenere in considerazione il fatto che i termini di scadenza non erano gli stessi, quindi bisogna trovare un momento per allineare. Per cui, oltre a queste motivazioni, è bene sottolineare che la soluzione di una società a partecipazione totalmente pubblica non è ad oggi pienamente in linea con quanto indicato dalle normative comunitarie in materia di concorrenza. Questo aspetto è ancora più evidente qualora la società fosse risultata affidataria nelle fasi di raccolta e di trasporto, e non solo della fase finale di smaltimento. A tal proposito riportiamo le conclusioni relative all'indagine conoscitiva del Garante della concorrenza, che dice: "è preferibile che gli Enti locali affidino separatamente le fasi del servizio e scelgano la gestione integrata nei soli casi in cui questa è indispensabile in relazione alle fasi a valle della raccolta differenziata. L'Antitrust considera auspicabile lo sviluppo della concorrenza tra le forme di gestione".

A conclusione - scusi Presidente, chiedo ancora un minuto - la proposta di finanza di progetto scelta dalla Giunta non comporta oneri diretti a carico dell'Amministrazione regionale, quindi non è previsto nessun ricorso a risorse economiche regionali, né mutui, né alchimie contabili varie. La finanza di progetto trasferisce l'intero rischio d'impresa al soggetto che si aggiudicherà la gara. A ciò va aggiunto che, considerate le condizioni di partenza, che penso ormai stranote, unite ai tempi estremamente ristretti dell'autonomia della discarica, la scelta fatta dalla Giunta - spero di aver dato abbastanza motivazioni - appariva l'unica praticabile in grado di garantire l'attuazione del piano regionale, quindi quegli impianti e quel modello previsti dal piano, per scongiurare al contempo un'emergenza, cosa che noi abbiamo cercato in tutti i modi di evitare.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta per la replica; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - In estrema sintesi, Assessore, ha cambiato completamente idea rispetto a quello che diceva prima. D'altronde è chiaro che è molto più facile stare seduti qui che lì, soprattutto quando poi si devono affrontare problemi che lei definisce "non semplici". In effetti, se fossero semplici, che ci staremmo a fare? Giustamente mi dicono.

Alla fine cosa abbiamo ottenuto? Il fatto che verrà una società privata, che i cittadini pagheranno quanto dovranno pagare. Per questo non ci sono oneri a carico della Regione, perché tutto il costo viene ribaltato direttamente sui cittadini, come succede adesso! Lei ha fatto un'ottima prosecuzione del lavoro iniziato dal precedente Assessore. È successo quello che è successo sul famoso pirogassificatore, siamo arrivati in emergenza perché abbiamo perso un po' di tempo e a questo punto abbiamo trovato la soluzione che ci serviva: una "magnifica società" che ci dà un piano di fattibilità, noi lo prendiamo tout court e lo facciamo diventare la soluzione. Se poi vince bene, sennò le verrà rimborsato da chi vince. Il succo, alla fine, è che tutto quello che si era detto e si era discusso è andato a farsi benedire!

Se non sbaglio, bisognava valutare insieme in Commissione le varie possibilità, cosa che non è stata fatta, ma d'altronde c'era l'emergenza! Se non sbaglio, rispetto alla concorrenza è vero, ma mi deve spiegare su 130 mila abitanti come si fa a fare concorrenza sui rifiuti. Noi siamo questi: 130 mila abitanti, e dobbiamo farci concorrenza sui rifiuti! Parliamone, visto che ci sono impianti che, al minimo della quantità, sono molto più grandi della quantità che potremmo mai conferire! Quindi ci sarà un costo che comunque verrà scaricato sulle spalle dei cittadini e che - sappiamo - non sarà ammortizzato dalla quantità di rifiuti che verrà loro conferita. Io capisco che bisogna rispettare tutte le leggi, ma anche le leggi - come ha detto lei giustamente - prevedono delle deroghe e questa poteva essere una possibile deroga.

Lei ha sicuramente valutato tutto, ma sarei curioso di sapere con quali risultati, perché le valutazioni le ha fatte lei con i suoi uffici, con i dirigenti che sono quelli che c'erano prima. Era ovvio che la soluzione a cui si arrivava sarebbe stata questa, perché è cambiato solo lei, alla fine, all'interno degli uffici. Capisce, Assessore? Cosa dire allora? Sostanzialmente che è un suo fallimento politico, dal punto di vista politico deve ammettere che su questo argomento non ha centrato per nulla l'obiettivo. Magari bisognava darsi degli obiettivi più fattibili, anche importanti. Il nostro, quello del Movimento Cinque Stelle, quando siamo entrati qui, era enorme all'inizio, però ci siamo riusciti lo stesso. Se non era in grado, forse non doveva prendersi la delega, perché non penso che faccia un'ottima figura rispetto al suo elettorato e a chi ha gestito le cose nel modo in cui le ha gestite, d'altronde lo stiamo vedendo sui giornali.

Il vero danno, però, sarà per i cittadini, perché alla fine pagheranno di più un servizio che poteva costare meno se fosse stato fornito da una società pubblica, e si poteva fare! Per non parlare poi della questione della discarica e di tutta quanta la parte transitoria, che lei giustamente dice che deve essere gestita come dice lei. Anche su questo ho dei grossi dubbi, ma d'altronde è lei che fa l'Assessore, è lei che ha sposato in pieno la linea precedente. A me tutto sommato fa anche piacere, abbiamo chiarito perlomeno chi sta di qua e chi sta al di là fino in fondo, una volta per tutte.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Nogara per mozione d'ordine; ne ha facoltà.

Nogara (UVP) - Volevo solo chiedere una riunione dei Capigruppo per il proseguimento dei lavori.

Presidente - Direi di finire prima le interpellanze e poi facciamo la riunione dei Capigruppo, visto che siamo all'ultima interpellanza.