Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2858 del 13 luglio 2017 - Resoconto

OGGETTO N. 2858/XIV - Interpellanza: "Esame della problematica dell'emergenza abitativa della città di Aosta".

Rosset (Presidente) - Punto n. 17 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere Baccega per l'illustrazione; ne ha facoltà.

Baccega (EPAV) - Qui ci occupiamo di settantasei famiglie, argomento che avevamo già trattato con un question time nel Consiglio scorso, ma che per ragioni di tempo non siamo riusciti ad approfondire.

Mi auguro che l'Assessore, vista l'interpellanza, ci possa dare delle informazioni in più, che non siano semplicemente le assegnazioni che fa il Comune - le graduatorie sono del Comune di Aosta - perché qui la tematica coinvolge un po' tutta la questione edilizia residenziale pubblica. Anche il Comune di Aosta lo ha già trattato: c'è stata un'interrogazione del Movimento Cinque Stelle che ha chiesto di convocare l'universo mondo in una Commissione comunale e in tale Commissione siamo invitati anche io e l'Assessore. Se poi si vuole cercare un capro espiatorio rispetto ad un percorso datato, percorso che vede il primo contratto realizzato nel 1999 e gli altri nel 2007, qui siamo a tempi in cui noi facevamo ben altro che la politica!

Come abbiamo già risposto, i contratti vengono predisposti dall'Ufficio Contratti del Comune piuttosto che dell'APS attraverso i loro dirigenti e funzionari, ovviamente nel rispetto delle leggi vigenti. Le leggi che coinvolgono questi nuclei familiari sono la n. 39/1995, la n. 28/2007 e la legge n. 3/2013. Credo siano da ritenere ampiamente valide le assegnazioni fatte a suo tempo attraverso la stipula di contratti di emergenza abitativa, che allora consentivano anche periodi più lunghi rispetto a quanto previsto adesso: i contratti transitori a diciotto mesi. Va anche detto, quando io ero all'Assessorato dell'edilizia residenziale pubblica, che noi avevamo sollecitato il Comune di Aosta e annunciato che vi erano dei contratti in scadenza (all'epoca ne erano scaduti soltanto due); in molte riunioni avevamo più volte sottolineato la necessità di provvedere e di intervenire subito. Avevamo inoltre sollecitato il Comune affinché si adoperasse per comunicare a questi nuclei familiari che premeva fare la domanda di bando poiché l'emergenza abitativa poteva scadere. Adesso, dopo due anni, ci troviamo con sessantacinque contratti scaduti da anni, con alloggi abitati, e si chiede la verifica dei requisiti attraverso una lettera datata 31 maggio, quando il bando scadeva il 30 giugno, quindi si dà un mese di tempo a questi nuclei familiari per poter eventualmente valutare l'opportunità di mettersi a posto.

Io sono molto preoccupato, lo sono un po' tutti coloro che hanno affrontato questo tema, e so che è preoccupato anche lei. Il dramma è che qui abbiamo a che fare con nuclei familiari composti soprattutto da persone anziane; ci sono anche persone con importanti patologie e disabilità.

Assessore, noi le chiediamo cosa succederà a queste famiglie e se intendiamo valutare tutti insieme l'opportunità di trovare una via d'uscita coerente, che possa dar loro respiro, poiché altrimenti si potrebbero trovare in situazioni paradossali. Un caso lo conosco molto bene: per 8 euro di ISEE in più esce dall'emergenza abitativa; significa che, secondo le norme, deve lasciare l'alloggio per soli 8 euro. Questo ci preoccupa, ma non solo questo caso, ce ne sono altri.

Sarebbe auspicabile trovare tutti insieme una quadra. Noi l'avevamo anche suggerito in una delle varie riunioni, ma questo, se lei vuole, potremmo farlo probabilmente nell'ambito di una convocazione in III Commissione, per capire quali possono essere i margini, anche legislativi, per poter dare un po' di respiro a questo percorso.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Borrello per la risposta; ne ha facoltà.

Borrello (SA) - Apprezzo molto i toni dell'interpellanza. Penso che la tematica abbia la necessità di essere affrontata in maniera seria, perché qua si sta parlando di un problema che si è verificato e che è incardinato all'interno della gestione amministrativa del Comune di Aosta, ma che però non possiamo sottovalutare come Amministrazione regionale.

Ritengo sia opportuno fare un'analisi del contesto in cui ci stiamo muovendo: già questa mattina ho avuto modo di definire cos'è l'emergenza abitativa. L'emergenza abitativa è uno strumento che serve per aiutare le famiglie in difficoltà dal punto di vista abitativo, per affrontare l'urgenza e per accompagnarle poi in un contesto di ordinarietà. Queste settantasei famiglie avevano stipulato nel tempo dei contratti con il Comune di Aosta o con la sua società di scopo, con la sua partecipata.

Faccio un riassunto, ma so che il collega Baccega conosce molto bene queste cose, perché le ha vissute anche lui direttamente. Quando c'è stato il passaggio della gestione dell'emergenza abitativa dall'Amministrazione comunale all'Amministrazione regionale, una delle clausole affinché l'Amministrazione regionale prendesse in carico le pratiche dei contratti stipulati dall'Amministrazione comunale era che questi fossero a posto dal punto di vista normativo. Questi contratti non sono stati trasferiti all'Amministrazione regionale proprio perché presentavano delle anomalie rispetto all'ordinarietà della gestione dell'attività contrattuale di locazione. Più volte l'Amministrazione regionale - di questo gliene do atto, collega Baccega - ha fatto notare all'Amministrazione comunale di non poter affrontare e gestire direttamente il problema proprio perché la responsabilità era totalmente incardinata nell'Amministrazione comunale.

Detto questo, lei ha già anticipato che il 18 luglio prossimo l'Amministrazione comunale ha convocato una Commissione consiliare specifica sul tema, alla quale ha invitato sia il sottoscritto sia il collega Baccega, per affrontare la tematica in maniera coordinata. Questo testimonia il fatto che, ad oggi, la problematica è totalmente incardinata sulle responsabilità dell'Amministrazione comunale. Un ulteriore elemento che avvalora questa posizione è il fatto che la lettera, trasmessa forse tardivamente dall'Amministrazione comunale ai settantasei nuclei in emergenza abitativa con contratto "anomalo" - è stata inviata solo il 30 o 31 maggio - invitava coloro che si trovavano in questa situazione di potenziale criticità ad andare in Comune e a fare la domanda per accedere alla graduatoria del bando per l'assegnazione delle case popolari.

Lei, nel precedente question time dello scorso Consiglio, ha detto che dobbiamo evitare uno scempio sociale. Sono totalmente d'accordo con lei. Ancor prima di aumentare il battage mediatico, che già è tanto su questo tema, ritengo che occorra cercare di trovare delle convergenze, delle sintesi nel rispetto della normativa vigente - che lei conosce molto bene - e degli atti deliberativi conseguenti, cercando di capire, di concerto con l'Amministrazione comunale, i margini di manovra per affrontare questa problematica. Dico questo perché fare tout court una sanatoria dei settantasei casi è praticamente impossibile, non c'è il rispetto della normativa di riferimento della legge regionale. Si può però fare un'analisi puntuale e dettagliata dei casi inseriti all'interno di questo elenco per cercare di capire quali sono i margini di manovra incardinati prima nell'Amministrazione comunale - ricordo che sono i Comuni a proporre le istanze alla Commissione regionale per le politiche abitative, che è presieduta da un giudice - e poi anche nell'Amministrazione regionale.

Noi dobbiamo aspettare che il Comune ci trasferisca tutti i contratti stipulati, in modo da poterli analizzare. La cosa che più ci preoccupa, dalle prime analisi fatte, la principale criticità che sembrerebbe riguardare questi nuclei è la pluriennale mancanza di verifiche circa il permanere dei requisiti che danno titolo ad occupare l'alloggio di emergenza abitativa. Tenendo conto che avremo modo di poter colloquiare con l'Amministrazione comunale il giorno 18, in cui probabilmente affronteremo in maniera allargata la problematica, chiederemo all'Amministrazione comunale di fornirci tutti i contratti che non ha potuto consegnarci perché non in ordine.

Per quanto riguarda l'Amministrazione regionale, manifesto sin da subito la disponibilità - ho già avuto modo di parlarne anche con il collega Bertschy che è stato citato all'interno dell'interpellanza - ad aprire un tavolo all'interno della III Commissione consiliare, di concerto con il Presidente Nogara - che si è già reso disponibile - in modo da poter parlare a trecentosessanta gradi di queste problematiche serie, problematiche che denotano le situazioni di criticità di alcuni nuclei familiari e per cercare, anche attraverso una concertazione e un dialogo con l'Amministrazione comunale, soprattutto nel momento in cui ci fornirà tutti i documenti necessari, di affrontare seriamente tale questione.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Baccega per la replica; ne ha facoltà.

Baccega (EPAV) - Assessore, apprezzo molto la volontà di trovare una soluzione, in realtà è quello che noi chiediamo da questo percorso.

Noi però chiediamo uno sforzo in più. Lei, nella sua nota, ci dice che il Comune di Aosta non ci ha ancora trasmesso tutti i contratti; è vero, abbiamo penato mesi e mesi, anni. Dal 1 luglio 2015 i contratti di emergenza abitativa dovevano essere tutti in capo all'Assessorato regionale delle opere pubbliche, ma ancora oggi il Comune manca in questo. In realtà i settantasei contratti potevano essere trasmessi, perché soltanto due erano scaduti, gli altri settantacinque dovevano e potevano essere trasmessi perché erano in essere. Ora, non è questa la sede per tirare le orecchie al Comune di Aosta, ma la prossima settimana cosa andremo a fare? Creiamo uno scempio all'interno dell'Amministrazione comunale? È questo il percorso che ci spetta? Qui le responsabilità vanno in questa direzione: dovremmo andare a dire alla Commissione comunale come stanno le cose.

Noi avevamo suggerito una soluzione intermedia che avrebbe dovuto essere valutata dagli uffici legali: la proroga di un certo numero di anni per consentire a questi nuclei di potersi reinserire nel meccanismo dell'edilizia residenziale pubblica. Faccio l'esempio del singolo: con 7 mila euro di ISEE rientra nell'emergenza abitativa, ma per stare nell'ERP il limite è di 8.500 euro, quindi bisogna trovare una soluzione che consenta, o in un modo o nell'altro, di poter stare dentro. Si può fare, basta avere un po' di buon senso e un po' di valutazione da parte dei dirigenti e di chi gestisce le norme.

Su questo tema io ringrazio anche il Presidente della Commissione, che vorrà convocare la stessa per un eventuale approfondimento, come anche l'Assessore alla sanità che sarà sicuramente coinvolto. Ringrazio inoltre le assistenti sociali per il lavoro che stanno facendo rispetto alla verifica dei nuclei familiari. Ogni contratto di emergenza abitativa ha sicuramente un grande apporto da parte della Struttura competente dei servizi sociali, perché permette sicuramente di avere un quadro chiaro e preciso della famiglia che andiamo a trattare e di fare delle valutazioni all'interno della Commissione per l'ammissione o meno dei nuclei familiari presenti in graduatoria.