Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 268 del 14 maggio 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 268/81 - AUMENTO DEL CAPITALE SOCIALE DELLA CENTRALE LAITIÈRE D'AOSTE. (Reiezione di mozione)

(Omissis) testo illeggibile

... dalla Giunta e credo che sarà discussa nella Commissione, tuttavia, anche considerato il fatto che questa ristrutturazione ha bisogno di un po' di tempo per essere messa a punto, noi crediamo sia necessario aumentare il capitale sociale della Centrale del Latte.

Abbiamo scritto nella mozione che l'aumento del capitale sociale permette una maggiore libertà di manovra per la Centrale del Latte che, in sostanza, si traduce praticamente, nella possibilità di aumentare il fido in banca e, di conseguenza, una più elevata disponibilità di liquidità per pagare i conferitori.

La mozione fa riferimento a ritardi nel pagamento dei compensi per il latte conferito, si parla di alcuni mesi, mi risulta che in questi giorni è stato pagato il latte di febbraio, e restano in sospeso i mesi di marzo e aprile.

Crediamo che, evidentemente, il problema non sia solo quello di ricapitalizzare la società, ma di migliorare la gestione della Centrale del Latte che, per altro, ha ridotto notevolmente, in questi ultimi anni, le perdite, e quindi si tratta di fare alcuni interventi che permettano una migliore gestione. Questo aumento di capitale ci sembra, tuttavia, necessario per le ragioni che ho prima elencate e in questo senso chiediamo al Consiglio e alla Giunta di provvedere con un disegno di legge che aumenti questo capitale sociale.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat. Ne ha facoltà.

Voyat (UV) - Se in futuro ci saranno delle disponibilità non avremo niente in contrario all'aumento del capitale. Bisogna, però, ricordare che in questo stesso Consiglio si è votato per la diminuzione del capitale e ci sono state delle dichiarazioni di Consiglieri circa la inopportunità di una decisione presa in modo affrettato comunque - non mi ricordo se all'unanimità o in maggioranza - la decisione è stata presa.

A questa mancanza si potrebbe tuttavia supplire con integrazioni, fatte in tempo, del capitale cioè senza aspettare troppo, senza che gli interessi passivi pesino troppo sul bilancio della Centrale del Latte, oppure pur aumentando il capitale sociale, facendo in futuro una fidejussione alla Centrale del Latte, in modo che quando gli impegni finanziari sono impellenti, la Centrale del Latte possa usufruire di fondi bancari con una certa garanzia da parte della Regione, e di integrazione degli interessi da parte della Regione stessa. Riconosciamo che, evidentemente la mancanza di fondi porti degli scompensi, degli oneri anche e soprattutto ai conferitori del latte, però la cosa che non accettiamo da parte del Partito Comunista è il riferimento nella premessa al forte carico di interessi passivi e ad un continuo deficit di gestione. Bisogna ricordare, intanto, che il deficit di gestione, in questi ultimi anni, è sempre in diminuzione. Quest'anno sembra che i responsabili della Centrale del Latte parlino di non più 35/40 milioni di deficit. A questo punto, sarebbe bene che il Partito Comunista si ricordasse delle gestioni fallimentari che ci sono state alla Centrale del Latte, quando il Partito Comunista era responsabile, cioè quando i deficit superavano i 200 milioni, non i 30 milioni. Non si deve, quindi, adesso in tutti i casi rimproverare questo Assessorato, questa maggioranza o questa amministrazione della Centrale del Latte perché, bilancio alla mano, si può vedere che la collaborazione, anche se ancora perfettibile, tra Amministrazione regionale e Consiglio di Amministrazione della Centrale del Latte ha portato a una diminuzione del deficit. Qui mi permetto, evidentemente a titolo personale, di fare un piccolo riconoscimento all'opera dell'attuale Presidente della Centrale del Latte, che con la collaborazione del Consiglio di Amministrazione ha reso possibile la diminuzione di questo deficit e in collaborazione con l'Assessorato, la previsione di una ristrutturazione, almeno iniziale, tecnica, che verrà presentata dall'Assessore alla Commissione per lo Sviluppo Economico.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo. Ne ha facoltà.

Minuzzo (PSDI) - Ritengo che il problema della Centrale del Latte sia di imminente soluzione, anche perché il Presidente della III Commissione ha inviato una convocazione ai Commissari in cui all'ordine del giorno vi è il problema della ristrutturazione della Centrale del Latte.

Per evitare possibile polemiche che, certamente, non contribuiscono alla risoluzione di questo annoso problema - ed è per questo che non rispondono al collega Voyat in merito ai deficit subiti dalla Centrale del Latte nella sua gestione - chiedo ai proponenti e al Consiglio regionale di soprassedere alla votazione di questa mozione rinviandola al primo o al secondo Consiglio di giugno, in modo che la Commissione Sviluppo Economico avrà già potuto esaminare il problema della ristrutturazione della Centrale del Latte, per cui l'eventuale aumento del capitale sociale potrà rientrare in un discorso organico di ristrutturazione della Centrale stessa, invece di prendere delle decisioni estemporanee, senza una verifica di quelle che effettivamente sono le volontà della Regione, della Giunta e del Consiglio regionale per la risoluzione di questo problema. Io chiedo quindi ai proponenti se non ritengono utile soprassedere alla discussione e alla conseguente votazione di questa mozione per portarla nella prima o nella seconda adunanza del Consiglio Regionale del mese di giugno.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout. Ne ha facoltà.

Cout (PCI) - Intervengo solo perché, in qualche modo, siamo stati tirati in causa dal Consigliere Voyat.

Rifiuto questo modo di porre il problema della Centrale del Latte perché dopo discussioni su discussioni, dopo che sono stati presentati piani su piani per la ristrutturazione del latte, penso che non si possa arrivare in Consiglio e fare quasi una contrapposizione fra posizioni del PCI e Assessorato.

Penso che questo sia un problema ben più vasto che implichi un'analisi delle effettive esigenze di modificazione nella struttura, nell'organizzazione della Centrale del Latte e sulla base di questa fare in Consiglio delle scelte, possibilmente unitarie per una soluzione che deve cercare di andare a ridurre sempre di più le perdite come giustamente Tonino aveva prima fatto rilevare. Il problema è, secondo me, di arrivare quanto più possibile vicino ad un bilancio che sia, anche se non in attivo, almeno pari.

La Centrale del Latte, diverse volte in Commissione, è stata posta nella luce di un servizio sociale; tant'è vero che si è parlato di latte nelle scuole, di un servizio che garantisca un certo tipo di prodotto e che implica, quindi, la necessità di aiutarla attraverso contributi.

C'è inoltre il grosso problema del prezzo al produttore per il conferimento del latte che sappiamo potrebbe prendere fuori ad un prezzo inferiore.

Si è visto in Commissione che altre questioni possono essere discusse e approfondite: si possono razionalizzare l'organizzazione ed il conferimento - e qui alcune scelte sono già indicate nel progresso che verrà indicato dall'Assessore Marcoz, - si può pensare a migliorare il commercio dei prodotti; si può pensare ad eliminare il surplus del latte facendo della Centrale del Latte una centrale di trasformazione, invece di mantenere il caseificio annesso, che è una della maggiori cause di deficit.

La nostra proposta è di individuare le cause che producono delle perdite fin dall'inizio, quali gli interessi passivi, l'impossibilità di contrarre le operazioni bancarie. Questo aumento di capitale va proprio quindi nel senso di eliminare all'origine le cause del passivo. Il problema non è di coprire il deficit, ma di prevenire il più possibile.

Ritengo che soprassedere su questa decisione significhi rimandare ancora la discussione - anche se è vero che si discuterà di questo piano di ristrutturazione - e che ci debba essere su questo un impegno dell'Assessorato, per cui sarebbe bene sentire che cosa pensa l'Assessore e quali sono le sue eventuali proposte.

Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Marcoz. Ne ha facoltà.

Marcoz (UV) - Per evitare le polemiche il più possibile mi assocerei alla richiesta fatta dal Consigliere Minuzzo.

I vari disegni, le varie proposte a conoscenza dei Commissari sono cinque o sei, e penso che la settimana prossima il Presidente Maquignaz convocherà la III Commissione per discutere di tutto l'andamento della Centrale del Latte. Sarei d'accordo, come dice Minuzzo, che nella prima quindicina del mese di giugno venisse in Consiglio la ristrutturazione definitiva della Centrale del Latte.

Il collega Voyat ha sollevato alcune obiezioni a cui io volevo far cenno, soprattutto in Commissione; si parla tanto di interessi passivi che sono una spina nella Centrale del Latte. A parte il fatto che siamo scesi sui 35 milioni di deficit, - cosa sopportabilissima, vista la funzione sociale, come dice Cout, della Centrale del Latte - certamente, mi sono trovato in una situazione diversa da quella attuale perché, secondo il Codice Civile il capitale sociale non può essere utilizzato per spese di esercizio, ma solamente per far fronte alle azioni dei sottoscritti. Ufficialmente non si dovrebbe mai intaccare il Capitale sociale, quindi che siano 220 o 440 milioni non ha nessuna importanza. Il minimo di capitale come società per azioni sono 200 milioni quindi una volta che c'è questo è più che sufficiente. Ecco; mi rifiuto quindi di votare una mozione di questo tipo, mentre sono d'accordo nel discutere per trovare la soluzione cosicché la Centrale del Latte abbia questo fondo disponibile per far fronte a quei due o tre mesi di spesa per il pagamento del latte.

In questo senso, accetterei la raccomandazione di Cout di portare in Commissione questi problemi della Centrale del Latte ma non posso accettare questa mozione del PCI.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat. Ne ha facoltà.

Voyat (UV) - Non voglio addentrarmi, evidentemente, nelle questioni tecniche della Centrale del Latte. Voglio solo ribadire a Cout che non è questione di polemica, ma di dire la verità così com'è. Non si può, infatti direttamente o indirettamente, come forza politica, aver portato la Centrale del Latte sul baratro del fallimento, con dei deficit di 200/250 milioni e poi presentarsi in Consiglio e dire tutti insieme: dobbiamo trovare una soluzione. Ritengo che bisognerebbe avere la correttezza morale di dire: fino adesso le cose non sono andate adesso stanno andando un po' meglio mettiamoci insieme a lavorare per questo, riconoscere quindi che qualcosa di buono è stato fatto e si sta andando a soluzione.

Non si può venire qui ad accusare o almeno far sottintendere che la responsabilità è o dell'Assessore perché ha ridotto il capitale sociale o dell'Amministrazione della Centrale del Latte, e chiedere la collaborazione di tutti, quando si è responsabili, a monte, del disastro che c'é.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz. Ne ha facoltà.

Maquignaz (DP) - Voglio fare una comunicazione: avrei provveduto a convocare la Commissione Sviluppo Economico per il giorno 18 maggio alle ore 15, purtroppo molti Commissari hanno già comunicato che non potranno partecipare alla riunione, per cui la Commissione dovrà essere convocata in data da destinarsi. Probabilmente, poiché alcuni Commissari staranno via per dieci o quindici giorni, questa dovrà essere prorogata a dopo il prossimo Consiglio, cioè dopo il 29.

Presidente - Colleghi Consiglieri, è stata formalizzata una proposta di soprassedere all'esame, discussione e votazione di questa mozione fino a che la terza Commissione non avrà affrontato il problema e formulato delle proposte. I presentatori della mozione ritengono che sia una proposta accettabile?

Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Per quanto concerne il contenuto della mozione, nella proposta che la Giunta ha fatto e ha portato in Commissione non si conosce il riferimento al miglioramento della situazione e della disponibilità finanziaria della Centrale, per cui questa parte mancante del discorso perché è essenzialmente un discorso di ristrutturazione tecnica del funzionamento, è importante, secondo noi, che sia affermata in questa sede.

Noi restiamo convinti che una strada sia quella dell'aumento del capitale sociale, possono esserci anche altre strade e possiamo elencarle nella mozione se l'Assessore ci tiene, perché crediamo che sia la fidejussione, sia un fondo di rotazione siano anch'esse strade da seguire.

Quello che ci sembra importante riaffermare oggi è che c'è la necessità di fornire alla Centrale del Latte un capitale di esercizio che permetta una gestione, da un punto di vista finanziario, migliore. Questa è l'esigenza che vorremmo riaffermare oggi, se possibile, con questa mozione. Siamo, perciò, disponibili ad eventuali correzioni, ma non disponibili ad un rinvio perché, ci sembra, questa, una parte essenziale che manca nelle proposte fatte finora.

Per quanto riguarda le polemiche da caffè che fa Voyat, io credo che abbia già risposto Cout. In ogni caso, ho riconosciuto all'inizio, che la Centrale del Latte ha oggi una situazione finanziaria migliore e non ho difficoltà a riconoscere che questo è merito sia dell'attuale Presidente che del Vice Presidente. È il Consiglio di Amministrazione della Centrale del Latte che è riuscito a sanare una situazione diventata difficile per mancati interventi della Regione e per cattive scelte di carattere aziendale. Ma in questo Consiglio di Amministrazione ci siamo anche noi, caro Voyat, per cui questa migliore situazione non è merito di una sola forza politica, ma di coloro che al suo interno hanno lavorato seriamente. Un intervento di ristrutturazione è urgente, questo Consiglio di Amministrazione lo sta chiedendo da anni, mentre la Giunta regionale arriva oggi, con anni di ritardo, su questa esigenza improcrastinabile.

Tutti, ormai, siamo d'accordo che deve essere fatto nel più breve tempo possibile, è oggettivo quindi che siamo in presenza di un ritardo clamoroso.

Questa è la verità dei fatti, il resto è, credimi, veramente soltanto della propaganda spicciola che non vale neanche la pena discutere.

Insistiamo sulla mozione. La nostra convinzione è che oggi sia necessario riaffermare quell'aspetto che non è contenuto nelle proposte fatte oggi.

Presidente - Altri che chiedono la parola?

Allora, mi sembra che i proponenti non accolgano l'invito del Consigliere Minuzzo e che chiedono la votazione della mozione.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Faval, ne ha facoltà.

Faval (UV) - Dal punto di vista politico mi pare che non vi sia alcuna difficoltà ad accettare la richiesta fatta dal Consigliere Minuzzo, nel senso che voi qui proponete una soluzione ben precisa: la Commissione, della quale fate parte anche voi, potrebbe, come è stato anche detto dall'Assessore, da un punto di vista tecnico, prevedere una soluzione di tipo diverso. È prematuro per il Consiglio chiedere alla Giunta di impegnarsi unicamente in quella direzione proprio perché sappiamo tutti che la Commissione competente è stata convocata per discutere questo argomento, quindi potrebbe anche sortirne una soluzione diversa voluta da tutti.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Ho detto che ero disposto ad aggiungere anche soluzioni diverse. Potremmo mettere una formulazione più generica e cioè presentare un disegno di legge che possa risolvere i problemi finanziari della Centrale del Latte. Proporrei un emendamento: sostituire la frase "per l'aumento del capitale sociale" con "che possa risolvere i problemi finanziari della Centrale Laitière d'Aoste".

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo. Ne ha facoltà.

Minuzzo (PSDI) - Premetto che l'emendamento proposto dal collega Tonino, comunque, non serve a farmi cambiare opinione e votare questa mozione. Votare questa mozione, in effetti, con gli emendamenti proposti dal collega Tonino servirebbe unicamente a prendere e a perdere ulteriore tempo, perché la Commissione - lo ha annunciato anche il Consigliere Maquignaz - è stata convocate per studiare e risolvere il problema della ristrutturazione su documentazioni, dossier, studi già in possesso di tutti i Commissari, a questo punto la Giunta Regionale, secondo la proposta fatta dal collega Tonino, dovrebbe fare un elaborato suo, presentarlo alla Presidenza del Consiglio, da lì far ripartire tutto l'iter. A me sembra che sia un ulteriore perdita di tempo e non riesco a capire il perché non si voglia soprassedere alla votazione di questa mozione che, in fondo non risolve assolutamente niente. Dico sinceramente: non accetto questa mozione; rinviamola alla seconda quindicina di giugno, dopo di che, se la Commissione non ha lavorato per motivi diversi il Gruppo Comunista potrà prendere delle posizione: come giustamente ha detto il collega Faval, della Commissione Sviluppo Economico, competente in materia, fa parte anche il rappresentante del Gruppo Comunista che, in quella sede potrà portare tutte le proposte di ristrutturazione, di ripianamento del problema economico della Centrale del Latte che ritiene necessarie.

Il problema finanziario della Centrale del Latte si risolve solo ed unicamente con una ristrutturazione se non vogliamo solo porre una pezza. Diamo un miliardo -come diceva il collega Viberti - alla Centrale del Latte e risolviamo il problema finanziario, però rimane comunque il problema di fondo nella gestione per gli anni a venire, per cui ci deve essere un discorso globale.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti. Ne ha facoltà.

Viberti (DPROL) - Solo per una precisazione, perché in futuro resterà scritto che il Consigliere Viberti ha detto di dare un miliardo alla Centrale del Latte.

Questa era una battuta che io facevo all'indirizzo dell'Assessore ai Lavori Pubblici, il quale dimostrava di non capire quali altri metodi ci fossero, oltre a un rifinanziamento nel capitale sociale della Centrale del Latte per risolvere i problemi, io gliene ho indicato uno al quale, per altro, questa Giunta fa ricorso molto spesso ed in molte occasioni. Era, però, lo ripeto, a livello di battuta, non penso assolutamente che si possono risolvere i problemi regalando un miliardo alla Centrale; faccio parte della Commissione dello Sviluppo Economico e a più riprese ci siamo trovati di fronte ad una serie di elaborati che sembravano dare una soluzione, o per lo meno, presentare quali erano i problemi che costituivano, per la Centrale del Latte, impedimento ad arrivare almeno al pareggio e mi auguro che questa volta si possa arrivare ad una soluzione definitiva, tramite la discussione in Commissione.

Sinceramente, per quello che riguarda questa mozione, non so che tipo di posizione prendere, capisco che il Partito Comunista intenda fare delle pressioni, e in questo senso, per una scelta politica, voterò questa mozione, ma effettivamente non riesco a capire quale tipo di soluzione prospetti questo deliberato. Direi, piuttosto, se si vuole fare una scelta politica e dare un impegno più preciso alla Giunta: togliamo addirittura "nel più breve tempo possibile", mettiamo un impegno fisso "entro due mesi", così troverei più comprensibile questo tipo di intervento.

Me ne scuso con i compagni del Partito Comunista, ma mi pare che il loro atteggiamento sia troppo spesso quello di picchiare con la mano sinistra, ma con la mano destra, poi, attenuare il colpo, per cui o si picchia o non si picchia nei confronti di questa Giunta.

Personalmente, lo ripeto, è una scelta politica, voto a favore di questo deliberato così modificato, però se si vogliono ottenere delle cose bisogna anche avere la serietà ed il coraggio di chiederle come si ritiene che sia opportuno.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Marcoz. Ne ha facoltà.

Marcoz (UV) - Noi, onestamente, non possiamo votare questo deliberato, quindi diciamo al Partito Comunista; o si chiede il rinvio di questa mozione o altrimenti voteremo contro come maggioranza.

Presidente - Giunti a questo punto mi sembra che la soluzione migliore sia quella di chiedere al Consiglio di pronunciarsi. Ora, siccome non è stata formalizzata la proposta di rinvio e i proponenti chiedono che sia votata la mozione...

Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.

Minuzzo (PSDI) - Io ho formalizzato la sospensione. Formalizzo; l'ho ribadito due volte, ho fatto l'invito, ripetuto nel secondo intervento.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Io credo sia opportuno mettere ai voti la richiesta di rinvio che non accettiamo e spiego il perché.

La proposta avanzata dalla Giunta è una proposta di ristrutturazione di carattere tecnico e non prevede alcun intervento di carattere finanziario.

Ora, è opportuno che in Commissione noi discutiamo di questo aspetto, ma è altrettanto chiaro che un disegno di legge al proposito debba presentarlo la Giunta. Che poi questo disegno di legge preveda un contributo a fondo perso, il fondo di rotazione, la fidejussione o l'aumento del capitale, questo è un elemento che discuteremo nella Commissione e su cui è giusto che la Giunta cominci a pensare.

Queste sono le ragioni per cui, secondo noi, l'impegno della Giunta di predisporre il disegno di legge per migliorare la situazione finanziaria deve essere un impegno che il Consiglio deve dare alla Giunta, Viberti, non so se questo vuol dire picchiare forte o no, credo sia un compito che spetta alla Giunta.

Presidente - Allora, il Consigliere Minuzzo formalizza la proposta di rinvio della votazione ai sensi dell'articolo 51.

Sulla proposta di rinvio ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat. Ne ha facoltà.

Voyat (UV) - Come ha già detto l'Assessore noi chiediamo di rinviare. Questa mozione infatti parla di aumentare il capitale sociale mentre nel futuro può darsi che l'Assessore si possa presentare con altre soluzioni, visto che ha già detto che l'aumento del capitale sociale non ha, adesso, possibilità di farlo.

Presidente - Voglio precisare, perché non ci siano equivoci, che la proposta di rinvio si riferisce al testo originale della mozione, non al testo emendato, in quanto il testo emendato ora, mi sembra, la proposta subordinata per trovare una soluzione al problema. La formalizzazione è per l'iscrizione della mozione all'ordine del giorno nella seconda quindicina di giugno.

Metto in votazione la proposta di rinvio.

Esito della votazione:

Presenti: 28

Votanti: 12

Astenuti: 16

Maggioranza: 15

Favorevoli: 2

Contrari: 10

Il Consiglio non approva.

Presidente - Metto in votazione la mozione nel testo emendato dai proponenti la mozione.

Esito della votazione:

Presenti: 28

Votanti: 27

Astenuti: 1 (De Grandis)

Maggioranza richiesta: 15

Favorevoli: 10

Contrari: 17 (DC+UV+DP+UVP+PSDI)

Il Consiglio non approva.