Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2808 del 20 giugno 2017 - Resoconto

OGGETTO N. 2808/XIV - Interpellanza: "Stabilizzazione del personale addetto all'assistenza dei malati di Alzheimer".

Rosset (Presidente) - Punto n. 13 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta per l'illustrazione; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Questa interpellanza tratta sostanzialmente due argomenti correlati.

Il primo problema riguarda la stabilizzazione del personale all'interno del "G.B. Festaz" relativamente alla cura dei malati di Alzheimer, perché c'è un continuo turnover. Nonostante sia presente una graduatoria aperta già dal 2012 rispetto alle figure di OSS, si continua comunque a fare ricorso a chiamate pubbliche, che il più delle volte vanno deserte, o ad assunzioni d'urgenza per sopperire in qualche modo alle mancanze, ma non si stabilizza chi invece è all'interno della graduatoria stessa. Questa situazione risulta abbastanza particolare, in quanto si sa benissimo che un malato con questo tipo di patologia soffre nel non avere sempre le stesse persone che si prendono cura di lui, perché ha problemi di tipo cognitivo, è difficile per lui avere rapporti con persone che cambiano (cosa che, invece, succede normalmente all'interno della Casa di riposo).

L'altro problema riguarda quell'attività di animazione chiamata "Caffè Alzheimer" fatta da alcuni volontari, parenti di degenti, che in qualche modo cercavano di alleviare, attraverso stimoli di tipo collaborativo, le patologie più importanti, cercando quindi di aiutare i propri congiunti ad avere una vita migliore e più sana all'interno della Casa di riposo. Anche su questo aspetto il "Festaz" ha preso una posizione molto dura bloccando, di fatto, questa attività. C'è un carteggio molto grande - l'Assessore lo conoscerà sicuramente, perché in alcuni casi è in copia - che di fatto indica l'interruzione di questa attività.

Ora, sia il primo che il secondo problema sono collegati alla qualità delle cure che si danno all'interno della struttura. Mi sembra ormai da tempo che la deriva che ha preso quella struttura tende in qualche modo a minimizzare i problemi ad una parte delle persone che vi operano, senza occuparsi in maniera adeguata della qualità della vita di chi, invece, è paziente all'interno di quella struttura.

Assessore, vorrei sapere da lei se si ha intenzione di stabilizzare quel personale e che decisioni si vogliono prendere rispetto al "Caffè Alzheimer", tenendo presente che noi rispondiamo per solo un terzo della struttura, non siamo in una struttura completamente regionale. Lei, in passato, mi rispose dicendomi che possiamo fare solo quello che ci è possibile; però, visto che qualcosa la possiamo fare, vorrei chiedere di trovare una soluzione a questi due problemi che sia i parenti che alcune persone all'interno continuano a sollecitare, credo siano importanti. Non sono cose da prendere sottogamba, sono problemi che stanno lì da tempo e che dovrebbero essere in qualche modo risolti in maniera definitiva.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Bertschy per la risposta; ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Noi siamo un terzo, ma noi investiamo le risorse, quindi questa non vuole assolutamente essere una non assunzione di responsabilità. Come sa, ne abbiamo parlato in una precedente interpellanza, abbiamo promosso insieme agli altri attori del "G.B. Festaz" una riunione con le rappresentanze sindacali, con il Direttore e con il Presidente del Consiglio d'amministrazione per fare intanto il punto della situazione rispetto alla conflittualità nelle relazioni di lavoro all'interno della struttura per anziani. La riunione è comunque servita per mettere in luce l'intenzione politica da parte nostra di occuparci della struttura, proprio perché gli investimenti sono importanti e c'è la necessità di far sì che si verifichi il risultato migliore.

Intanto l'impegno è quello di organizzare presto con la V Commissione una visita al "G.B. Festaz". Credo sia utile per parlare di tanti aspetti, compreso quello da lei segnalato, anche in relazione al fatto che è necessario far vedere da parte nostra la presenza politica delle varie componenti politiche rispetto a questi servizi. L'altro giorno siamo stati alla Clinica di Brusson, stessa cosa può essere fatta qua.

Rispetto all'intenzione di stabilizzare preciso che il Consiglio d'amministrazione ha la sua autonomia, ma la necessità è quella di seguire un indirizzo politico che ci siamo dati. Non parlo neanche di maggioranza, mi pare che tutto il Consiglio regionale lavori sulla necessità di garantire alle persone una sicurezza nel proprio lavoro per far sì di poter costruire un progetto di vita. Tutta questa precarizzazione di questi anni va combattuta, vanno fatte delle azioni. Non sempre con i contratti interinali a tempo determinato si danno dei risparmi in termini economici ai bilanci, ma soprattutto non sempre si garantisce la qualità del servizio. È vero però che nelle strutture così complesse come quelle per gli anziani la rotazione del personale non dipende esclusivamente dal fattore del tempo indeterminato, perché ci sono poi complessità date da difficoltà anche relative ai carichi di lavoro e a tutte le cose che conosciamo.

Rispetto al "G.B. Festaz", la segnalazione che mi arriva dall'azienda è che sui quindici operatori che lavorano nel nucleo in questione ("nucleo Alzheimer"), quattordici sono a tempo indeterminato, uno a tempo determinato ad integrazione di un part time. Per il "nucleo Alzheimer" è quindi garantita una certa continuità. Vero è che anche a me giungono segnalazioni di movimentazioni di personale all'interno della struttura. Se da un lato è comprensibile perché la struttura è unica con tre livelli di servizio differenti, dall'altro deve essere fatta con la massima attenzione, soprattutto perché il "nucleo Alzheimer" prevede un inserimento e poi, una volta che è stata data la prima risposta di tipo sanitario, un successivo spostamento dell'anziano nelle strutture. Rispetto a questo chiederò a breve un programma legato alle assunzioni in modo da poterne essere messi a conoscenza, noi e la V Commissione.

Riguardo invece al "Caffè Alzheimer", ho letto il carteggio e ho anche incontrato la Presidente dell'associazione. Credo che qui probabilmente sia necessario un incontro a più componenti, perché la risposta è differente a seconda di chi si pone la domanda. Io penso che non solo l'associazione abbia una sua utilità, ma nel tempo - ho partecipato il mese scorso ad un'importante serata, purtroppo l'Alzheimer è una malattia in crescente presenza - nelle nostre strutture avremo sempre di più necessità di lavorare in questa direzione. Le associazioni che accompagnano i servizi pubblici non sono solo utili, ma vanno considerate per tutta la loro importanza. La segnalazione che mi viene fatta da parte dell'azienda è che l'organizzazione del "Caffè Alzheimer", per come si stava sviluppando negli ultimi tempi, non permetteva più di ottenere una buona qualità del servizio e neanche una presenza di tutti gli utenti ospiti del "nucleo Alzheimer". Sono state fatte delle proposte da parte dell'azienda, che l'associazione poi non ha ritenuto utili portare avanti, quindi è un peccato che comunque tra le due componenti non si sia trovata una soluzione.

Al di là del "Caffè Alzheimer", penso che quello che le associazioni possono portare all'interno delle aziende non solo vada valorizzato, ma anche portato avanti e sostenuto. Devo però dire che, rispetto alle cose che mi vengono scritte e che non ho problemi a fornirle come risposta, forse è opportuna una riunione. In quell'occasione potremmo incontrare come V Commissione anche la Presidente dell'Associazione "Alzheimer" e farci dire in maniera chiara come si può riprendere un discorso e rendere nuovamente operosa un'attività che per l'associazione era utile, mentre per l'azienda - dalle osservazioni fatte - era molto più complessa da gestire, soprattutto non dava più le risposte per le quali era stata organizzata.

Direi quindi che a breve è necessario un incontro e sarà mia cura organizzarlo nel più breve tempo possibile. Incontrerò comunque nuovamente e personalmente la Presidente dell'associazione, in modo da avere anche il suo punto di vista rispetto a questo argomento.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta per la replica; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Alla luce di quanto lei ha detto, Assessore, mi sembra corretto ciò che è emerso, non tanto per il sopralluogo della V Commissione, perché siamo già stati una volta a fare dei sopralluoghi non ufficialmente e conosco bene la struttura, quanto per la gestione generale, che è diventata troppo rigida rispetto a come era gestita la struttura un po' di tempo fa. Questa rigidezza sta creando una serie di problemi e li sta creando anche per il "Caffè Alzheimer".

Per quanto riguarda le assunzioni, è vero che c'è soltanto una persona tempo a determinato, ma è altrettanto vero che si continuano a fare richieste di assunzioni esterne e non si tocca la graduatoria; anche lì credo sia una questione di rigidezza. Secondo me c'è un intoppo per il quale si preferisce non attingere da quella graduatoria. Questo non è corretto, perché se si fa una regola e la si rispetta, la si rispetta indipendentemente dalle persone che sono all'interno della graduatoria, sennò diventa tutto arbitrario, idem per il "Caffè Alzheimer". Si possono avere delle criticità, si possono avere punti di vista diversi, però rispetto ai volontari e alle persone che vogliono dare una mano, un aiuto a dei cari che stanno male, creare delle rigidità apposta mi sembra una cosa perlomeno inopportuna. Si può tranquillamente parlare e trovare una soluzione. Nello scambio di comunicazioni si voleva mettere la cosa sulla questione estremamente tecnica e chiaramente non si poteva far pesare su un'associazione di volontariato. Da un certo punto di vista, da come l'ho letta io, sembra un aggravio fatto apposta per far rinunciare a ciò che si sta facendo (sembra, non ho detto che lo sia).

Al di là della Commissione, io credo che lei a questo punto giustamente non si sottragga, perché è vero, noi siamo coloro che diamo più soldi, quindi sarebbe proprio il caso di gestirla fino in fondo. Siccome l'altra volta mi aveva detto di preferire che facciano loro e invece adesso lei si assume questo "badò" [traduzione letterale dal patois: "onere"], io, come lei, sarò aggiornato su ciò che accadrà. Spero che finalmente queste cose si risolvano in un tempo ragionevole.