Oggetto del Consiglio n. 226 del 13 maggio 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 226/81 - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA.
Andrione (UV) - Vorrei innanzitutto chiedere al Consiglio l'inversione dei punti 2 e 3 dell'ordine del giorno e poi ripartire dal punto 22 fino al 32 per permettermi di partire al più presto possibile per Roma.
Venerdì scorso si è riunito il Consiglio dei Ministri per l'esame del disegno di legge concernente il riparto fiscale della Valle d'Aosta.
L'esame è stato abbastanza prolungato e si è concluso con un rinvio al prossimo Consiglio (si spera sia venerdì ma la data non è ancora definitiva) per quello che dovrebbe essere l'esame definitivo e l'approvazione. Nell'esame fatto in seno al Consiglio dei Ministri, me presente, sono sorte delle difficoltà che cercherò di riassumere.
Una prima difficoltà è stata quella di vedere se vi era o meno, uno scoordinamento (la parola usata è stata questa) tra la situazione di riparto fiscale della Regione autonoma Valle d'Aosta e le altre Regioni, sia a Statuto ordinario che a Statuto speciale. A questa obiezione, in un certo senso, è stato facile rispondere, in quanto si è potuto provare per scienza comune di tutti i Ministri che la situazione particolare della Valle d'Aosta, dove non esiste Provincia e di conseguenza tutte le funzioni di prefetture sono demandate direttamente alla Regione, al di là del nominalismo di chiamarla Regione, assomiglia molto di più alla situazione delle Province autonome di Trento e Bolzano, che non alle Regioni tipo Friuli, Sardegna, o Sicilia e che di fatto, le Province autonome di Bolzano e di Trento hanno già ricevuto, e questo da diversi anni, un riparto fiscale che è esattamente la copia di quello che è in discussione al Consiglio dei Ministri. Non solo il fatto di avere ritardato di diversi anni, costituisce e costituirà anche in futuro un notevole impoverimento della Regione Valle d'Aosta che d'altra parte, è l'unica Regione che paga anche la scuola con degli oneri finanziari che i Consiglieri conoscono molto bene.
Caduta questa obiezione da parte del Ministro delle Finanze, è stato mantenuto il desiderio di approfondire nel corso di questa settimana - ed è per questo che chiedo di partire - altri aspetti tecnici. Ho fatto una specifica riserva in materia, sostenendo che queste questioni, per quanto fondate dal punto di vista teorico, non sono pertinenti poiché il riparto fiscale della Valle d'Aosta è una legge che deve essere emanata dal Parlamento, in forza dell'art. 12 dello Statuto e che deve prevedere una quota sulle imposte reali, effettivamente pagate in Valle d'Aosta, dalle persone fisiche, dalle persone giuridiche ivi comprese quelle che hanno la sede sociale o le principali attività in Valle d'Aosta; di conseguenza è irrilevante stabilire quale era la percentuale del prodotto nazionale lordo che veniva alla Valle d'Aosta con il riparto del 17 dicembre 1971 e fare un confronto fra quella percentuale e la percentuale dell'attuale riparto fiscale; percentuale che tra l'altro, di fatto, sarà sempre aggiustata per difetto o per eccesso a seconda di quello che è il movimento commerciale, specialmente quello riferentesi al traforo del Monte Bianco, poiché i conti non possono essere fatti sull'anno in corso, ma devono per forza essere fatti al consuntivo degli anni terminati e in questo caso bisogna risalire al '79. Oltre a questo si è richiesto un altro tipo di indagine che è il rapporto fra imposte percepite e ristorno di queste imposte alla Regione Valle d'Aosta, anche questo stabilito fra il 1971 e il 1980. Interessandoci di sabato e di domenica per raccogliere tutti questi dati, è stato possibile consegnare quanto richiesto al Direttore Generale, del Ministero delle Finanze; martedì mattina e domani mattina ci dovrebbe essere già un primo incontro alla sede del Ministero delle Finanze.
Questa è la cronistoria; bisogna aggiungere, come considerazione di carattere politico, che il marasma che esiste nell'economia italiana si ripercuote pesantemente sui Ministeri economici in genere che hanno delle forti reticenze, a qualsiasi tipo di spesa, in un clima che ha visto dei tagli alle spese di tutti i Ministeri e, di conseguenza, - e lo dico senza nessuna irritazione - è un dato di fatto, i Ministeri presenti hanno sempre la "bocca amara" nel constatare che ci sono delle Regioni che richiedono dei soldi in proprio, quando il loro proprio bilancio ha dovuto subire dei tagli.
Ultima considerazione: questo marasma si autoalimenta poiché le casse dello Stato sono vuote e ogni volta ci si trova di fronte ad un problema specifico si ha come unica risorsa possibile per risolverlo quella di stampare cartamoneta, anche se poi, dall'altro lato, ci si lamenta e si piange che l'inflazione supera il 22 e probabilmente il 25%.
Questa è la situazione nella quale purtroppo, siamo costretti a discutere il nostro riparto fiscale.
Chiedo scusa, un'ultima considerazione: è una cosa particolarmente irritante per noi, il riconoscere che i tempi romani sono molto differenti da quelli valdostani. Roma è eterna perché è lenta, dicevano una volta, non hanno mai nessuna fretta. Per loro, un rinvio di una settimana, 15 giorni è cosa come bere un bicchiere d'acqua fresca, mentre per noi, evidentemente, le questioni sono differenti, anche per il fatto che la situazione politica - l'ho detto tante volte e lo ripeto ancora una volta - non è tale da garantire che questo sistema abbia una durata talmente lunga per la conclusione della vita parlamentare di questo disegno di legge.
Anche questo, anche se in maniera sommessa e con scarso gradimento da parte dei Ministri presenti, mi sono permesso di dirlo.
Presidente - Chiede ora la parola sulle comunicazioni del Presidente della Giunta, il Consigliere Mafrica. Ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Siamo d'accordo con l'inversione dei punti dell'ordine del giorno e deploriamo che ancora una volta non ci siano notizie positive in merito al riparto.
Abbiamo la sensazione che questo Governo stia tirando le cose per le lunghe, quando si tratta invece di riconoscere alla Valle d'Aosta dei diritti acquisiti. Non ci stupisce però il comportamento del Governo - non soltanto nei confronti della nostra Regione, ma un po' verso tutte le Regioni - per la sua tendenza all'accentramento, al taglio delle risorse per i Comuni, per le Regioni, per tutti gli enti locali.
Chiediamo soltanto come possano continuare ad appoggiare un Governo di questo tipo i parlamentari della Valle d'Aosta che vedono trattare in questo modo la nostra Regione.
Siamo, per la verità, anche un pochino esterrefatti che quasi regolarmente, ad ogni Consiglio, di fronte a nostre richieste su notizie sul riparto fiscale, ci si trovi nella condizione di sentirsi dire "il Consiglio dei Ministri che ci sarà domani affronterà il problema".
Sta diventando una vicenda un po' incredibile e tanto più è incredibile il fatto che vengano richiesti dati tecnici quando era pensabile che almeno questi aspetti fossero stati fino in fondo chiariti nei tempi precedenti.
Tanto più che già sei mesi fa si diceva che tutto era a posto, che il riparto era ottenuto, era siglato e che era questione di qualche settimana soltanto. Abbiamo un po' la sensazione, non vorremmo sbagliarci, che si sia qualcuno che prende in giro il Consiglio regionale; non sappiamo se sia la Giunta regionale che manifesta un ottimismo non giustificato nei fatti, o se sia il Governo che lascia intendere ai rappresentanti della Valle d'Aosta che la situazione sia più facile di quanto lo è realmente, perché a mio avviso, trattare come dati tecnici le cose riferite dal Presidente della Giunta, mi sembra un distorcere i fatti. Parlare di percentuale di incidenza delle entrate della Valle d'Aosta rispetto al prodotto nazionale, non è fare un raffronto tecnico.
Parlare di percentuale tra imposte incassate in Valle e ristorno alla Valle stessa, significa mettere in discussione dei principi di ridistribuzione di queste cose, non soltanto andare a verificare se sono 123 miliardi, oppure 125, si mette in discussione qualcosa di più. Quindi io mi auguro che in questa settimana le cose vadano definitivamente in porto, o che per lo meno si sappia in modo chiaro se è "sì" o se è "no", perché ognuno, dalla Giunta regionale alle forze politiche valdostane, alle forze politiche nazionali, possa assumersi le proprie responsabilità.
Presidente - Altri chiedono la parola sulle comunicazioni del Presidente della Giunta? Nessuno chiede la parola?
La parola al Presidente della Giunta. Ne ha la facoltà.
Andrione (UV) - Solo per chiarire due aspetti. Il primo aspetto è che il disegno di legge del Consiglio regionale, con la riserva di fare decorrere dal 1° gennaio 1980, è quello, non è mutato e il Consiglio dei Ministri ha discusso e potrà discutere soltanto su quel progetto di legge, senza problemi di cambiamento.
Il secondo aspetto, che proprio il Consigliere Mafrica - ricordando i tagli che vengono esercitati, e sovente in maniera addirittura incostituzionale specie nei confronti delle Regioni a Statuto speciale, nei Bilanci delle Regioni - ha evidenziato dei Comuni, io direi addirittura è venuto fuori che sovente ci si serve dei Comuni e dei parlamentari per fare una piccola guerra alle Regioni o viceversa, questo secondo i punti, dimostra che la richiesta era puramente tecnica, in quanto, lo ripeto, solo con il fatto della scuola, che siamo gli unici a pagare, tutte le percentuali in questione, diventano poi delle percentuali che dovrebbero essere raffrontata a delle spese che non sono uguali.
Questo è quanto ho cercato di spiegare e di insistere.
Il Ministro Pandolfi, lo ha detto molto bene anche lui in Consiglio dei Ministri ed ha sostenuto che il Consiglio doveva approvare immediatamente il disegno di legge.
C'è stato invece un certo generale consenso a questo ... (incomprensibile). Ultima cosa, mi permetto di insistere, non ho detto che venerdì prossimo c'è Consiglio dei Ministri.
Con la prudenza che bisogna avere in queste cose, ho detto: "se ci sarà Consiglio dei Ministri", perché il mercoledì non si sa quello che avverrà il venerdì, e posso confermare al Consigliere Mafrica che il telegramma di convocazione per il Consiglio dei Ministri, venerdì 8 maggio, è arrivato alla Presidenza della Giunta, alle ore 5 di giovedì 7 maggio. Questo per dire come funzionano certe cose.
