Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2536 del 11 gennaio 2017 - Resoconto

OGGETTO N. 2536/XIV - Interpellanza: "Divergenze fra quanto pattuito per le spese legali della Saint-Vincent Resort Casino e gli oneri effettivamente sostenuti".

Rosset (Presidente) - Punto n. 11 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione chiede la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Questa interpellanza prende spunto da quanto scritto all'interno dell'allegato all'ultimo bilancio della Casino de la Vallée relativamente ad una somma pagata a degli avvocati, in cui veniva riportato un contenzioso, quindi ho chiesto nota rispetto al contenzioso, a come era nato e a come si era svolta la cosa. La cosa è partita nel novembre 2013, quando l'allora Amministratore unico Frigerio dismette i mandati, comunica agli avvocati che fino a quel momento avevano seguito le diverse cause fatte dalla Casino de la Vallé e anche dalla Gestione straordinaria: "avete fatto un buon lavoro, ma non siamo più interessati alla vostra collaborazione", e a saldo e stralcio di questa collaborazione offre 8 mila euro. A questo punto nasce un contenzioso fatto di diversi passaggi piuttosto lunghi e articolati, in un certo momento si arriva addirittura alla presentazione da parte dell'avvocato che ha ricevuto il benservito anche di un'istanza di citazione, e poi successivamente un provvedimento esecutivo, un decreto ingiuntivo che chiedeva una somma piuttosto rilevante di 212.500 euro, che la Casino in quel momento poi paga. Questo va avanti ancora, ci sono diversi passaggi, alla fine si chiude un contenzioso, anche per evitare ulteriori spese, per una somma che è all'incirca di 568 mila euro, che si aggiungono ai 215 mila che ho già enunciato. Tutto questo avviene chiaramente, almeno dalle carte che vedo io, all'insaputa dell'Assessore di riferimento fino al 18 gennaio 2016, perché in quella data riceve una comunicazione l'Assessore nella quale l'avvocato Sommo ha comunicato alla proprietà: "guardate, stiamo per firmare un accordo, se ci volete dire qualcosa...". L'Assessore ha risposto: "va beh, è una cosa che dovete vedervi voi, non voglio entrare nella situazione, quindi fate come volete". Questo io lo trovo discutibile, ma è una mia opinione personale. Comunque alla fine viene indennizzato questo avvocato per la somma che ho detto, pagata in diverse tranche. A questo punto la domanda che io faccio in questa interpellanza è molto semplice: com'è stato possibile che da 8 mila euro si sia passati di fatto a più di 700 mila e rotti euro. Tra l'altro, c'è una parte nell'accordo che prevede che, qualora vengano recuperati dei soldi dalle cause che ci sono, si dia ancora una parte ulteriore di altri 130 mila euro in aggiunta a quelli che ho già detto, all'avvocato che ha seguito la faccenda. Mi chiedo quindi come sia possibile sbagliarsi di così tanto: da 8 mila euro all'incirca a 1 milione di euro, perché poi c'è l'IVA e il CPA, c'è tutta quanta una serie di altre spese ed oneri accessori.

C'è un ragionamento da fare ulteriore a quello che ho fatto di presentazione: dal 2013 in avanti poi abbiamo pagato degli altri avvocati, abbiamo dismesso i mandati con quelli di prima, ma le cause sono continuate e abbiamo pagato altri avvocati. Non ho quantificato quanto perché non ho chiesto, ma mi sembrava già abbastanza quello che avevamo perso fino a questo punto, ma di sicuro le cause sono andate avanti e quindi ci sarebbero da aggiungere anche gli onorari di queste persone. Chiedo pertanto di sapere se è possibile chiedere i danni, ammesso che ci siano, perché lei può notare, Assessore, che pare abbastanza strano passare da una cifra così piccola ad una così grande. Se non è possibile, a questo punto mi chiedo in base a quali ragionamenti si possono continuare a scegliere determinati amministratori e questi possono prendere decisioni di questo tipo, anche informando la proprietà, che dice: "fai come vuoi", ma comunque sia alla fine ci portano a questi risultati. Questo è solo un esempio, altri ne porterò, perché ce ne sono diversi di quello che accade come scelte sia di questo tipo che di altri tipi in forniture piuttosto che in servizi fatti dalla società in maniera assolutamente arbitraria e comunque poco economicamente vantaggiosa per la società stessa, quindi a questo punto vorrei capire a chi dovremo chiedere conto di ciò che accade.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Perron, ne ha facoltà.

Perron (UV) - Collega, su questo avevo già risposto ad una precedente interrogazione, quindi avevo già ricostruito. Provo per sommi capi a riepilogare con una puntualizzazione, perché lei ha detto una cosa che non corrisponde a verità. L'avvocato Villani ha assistito il Casinò in una pluralità di contenziosi intentati dalla società del gruppo Lefebvre, quindi, come lei sa - ne abbiamo parlato più di una volta -, questo continuo proliferare di azioni giudiziarie avviate dalla società Lefebvre, tra l'altro per contenziosi di valore molto elevato, quindi con conseguenti parcelle, avevano nel corso degli anni fatto aumentare molto i costi per le difese affidate all'avvocato Villani. Questo è il motivo per cui la società ha chiesto di poter riesaminare le parcelle. Sul fatto che lei cita mi permetto di contestare, nel senso che vorrei ricostruire la questione degli 8 mila euro: voglio pensare che lei l'abbia fatto in buona fede o perché non conosceva esattamente i fatti. L'iniziale proposta di transazione novativa, che era stata inviata all'avvocato Villani di 8 mila euro è il frutto di valutazioni sviluppate sulla base di importi indicati in avvisi di parcella già emessi dal legale per lavori effettuati, di cui si era discusso nel momento in cui si era ragionato con la revoca del mandato e si riferisce in modo preciso, collega Cognetta, soltanto a quanto richiesto dall'avvocato Villani nelle due proforma n. 439/2013 e n. 440/2013, che complessivamente ammontavano a 15 mila euro. Non si è passati quindi da un'offerta di transazione di 8 mila euro che compensava la globalità delle parcelle: 8 mila euro sono stati offerti a compensazione di una transazione, il cui valore era 15 mila euro. Questo per precisione, perché non si è passati da 8 mila a 1 milione. In ogni caso, a fronte dell'andamento delle azioni esecutive poi intraprese, l'importo non può essere assunto a parametro di nulla, se non di questi due dati. Successivamente a gennaio il professionista notifica al Casinò - lei ha fatto l'accesso agli atti, quindi credo di averle ricostruito il dossier - un primo ricorso per ingiunzione che provvisoriamente diventa esecutivo per 226 mila euro, la società si oppone al decreto ingiuntivo, chiede la sospensione, peraltro avvalendosi del patrocinio di un altro legale (avvocato Olivetti), il Tribunale di Torino - e siamo a febbraio 2015 - respinge la richiesta di sospensione della provvisoria esecutorietà motivando anche nel merito. La società quindi a seguito di questa ordinanza del Tribunale, per evitare l'azione esecutiva, paga l'importo dovuto. A novembre 2015, l'avvocato notifica alla Casinò un secondo ricorso per ingiunzione di 560 mila euro. L'avvocato quindi poi ha emesso altre parcelle - do i dati per una ricostruzione totale - per ottenere il pagamento di compensi - qui siamo in via extragiudiziale - per 130 mila euro. Questa è una parte importante. La società ha contestato di dovere queste somme pretese dall'avvocato, sia in via giudiziale che in via extragiudiziale, sulla base di accordi fra le parti sulla quantificazione del compenso professionale. Il Tribunale sposa la tesi dell'avvocato, quindi dà torto alla società che in teoria deve pagare.

Tutto questo per dirle che, in considerazione dell'andamento di tutte queste cause in opposizione ai decreti ingiuntivi che lasciava presagire, collega, un esito non favorevole alla società, a fronte di un rischio legato al contenzioso in parte minacciato dall'avvocato Villani per circa 910 mila euro - il totale porta a questo - a cui vanno aggiunti gli oneri di legge, l'IVA, quindi si sarebbero aggiunte ulteriori spese, ulteriori interessi moratori direi pesanti su un importo di questo genere, la società ha ritenuto vantaggioso procedere a transare questo contenzioso per una cifra di 460 mila euro, oltre alla CPA e all'IVA. Voglio solo aggiungere che sono tuttora in corso tentativi di recupero delle spese legali della società del cosiddetto "gruppo Lefebvre" tramite lo studio l'avvocato Olivetti. Come abbiamo detto, quando parliamo del bilancio di Gestione straordinaria, si tratta di operazioni assolutamente difficoltose perché, sono società aventi sedi in paradisi fiscali e il recupero delle cifre dovute diventa quasi impossibile, ma si sta lavorando. Dalla ricostruzione del contenzioso tra Casinò e l'avvocato quindi non risultano da parte dell'ex Amministratore unico comportamenti in danno alla società, in considerazione del fatto che le pretese economiche riconosciute al professionista per effetto della transazione conclusa tra le parti sono il frutto di un contenzioso promosso dal legale che scaturisce da una diversa interpretazione sui contenuti e sulla validità degli accordi precedentemente intercorsi tra la società e il professionista. Aggiungo che non è stata disposta nessuna manleva a favore dell'ex Amministratore unico, come risulta dal verbale di assemblea ordinaria totalitaria del 22 luglio, nel quale è avvenuto l'avvicendamento al vertice aziendale.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Assessore, ho qui la lettera: "trasmissione notativa a seguito della dismissione di tutti i mandati affidati", indirizzata dall'Amministratore agli avvocati che ha citato: "A seguito dell'incontro di lunedì 16 dicembre 2013, stante la necessità di definire i rapporti economici per l'attività da voi svolta sino alla dismissione dei mandati, comunicata con nota del 25 novembre 2013 - quella che io cito inizialmente -, vi confermiamo che siamo disponibili al pagamento a saldo e stralcio di ogni vostra pretesa economica relativa a tutti i contenziosi di cui voi vi siete occupati, nessuno escluso, della somma onnicomprensiva e forfettaria di euro 8 mila a saldo dell'intera attività - io magari non sono un esperto, però vuol dire che ti do 8 mila euro per tutto quello che hai fatto, punto, non per le due note da 15 mila, non per una parte: ti do 8 mila euro per tutto quello che hai fatto - l'interruzione degli incarichi fa decadere, a nostro avviso, ogni altro accordo stipulato in precedenza e connesso agli stessi, ovvero collegato all'esito futuro e incerto delle cause". Vede, Assessore, è chiarissimo: ti do 8 mila euro e bon. L'avvocato a questo punto chiaramente fa causa e ovviamente vince. Vogliamo dire che forse questa nota mandata è stata intempestiva, è stata poco approfondita? Voi come la giudicate? Lei come la giudica? E soprattutto, se questo non dà luogo a nessun tipo di contenzioso, e quindi non c'è la manleva, allora non c'è neanche il danno? Uno fa una mossa così...va bene?

Quando lei è stato informato, immagino che abbia ricevuto tutta la documentazione, perché se non ha ricevuto tutta la documentazione, è chiaro che certe decisioni poi non possono essere prese, come proprietà sto dicendo. Io, di fronte a lettere del genere, avrei quanto meno chiesto spiegazioni: "scusate, possibile che siamo andati in una direzione così sbagliata?". Assessore, anche il fatto di non guardare le cose è un danno, non è soltanto il farle o non farle; anche il fatto di girarsi dall'altra parte o di non approfondirle è un danno. Soprattutto quando parliamo di cifre di questa natura in una situazione economica del Casinò che già era compromessa, non è che lo è diventata dopo. A conti fatti 600 mila euro circa del buco che ha avuto l'anno scorso il Casinò arrivano da qua, perché è stato fatto nel 2016, quindi dei 19 milioni non so più quanti sono diventati ormai di buco, quasi 700 mila stanno qua dentro su una cosa di questo tipo. Voi pensateci un momento.

Assessore, io resto quasi senza parole. per dire: "va beh, chi se ne frega tanto in mezzo a tutto il resto va tutto bene...", però non va bene, ci va controllo da parte della proprietà, sennò sembra quasi che qualcuno gestisca soldi che non sono i suoi e allora chi se ne frega, va tutto bene...sembra, non ho detto che sia così. Io quindi non voglio entrare nel merito di tutte quante poi le questioni andata e ritorno che ci sono, su cui ci sarebbe da dire perché ci sono diversi passaggi un po' così rispetto a tutto quello che è accaduto, però non ci si mette a fare questi discorsi senza approfondire in maniera adeguata.