Oggetto del Consiglio n. 2530 del 11 gennaio 2017 - Resoconto
OGGETTO N. 2530/XIV - Interrogazione: "Spese sostenute dall'Amministrazione regionale per la gestione dell'aeroporto C. Gex nell'anno 2016 e previsione dei transiti per il 2017".
Rosset (Presidente) - Punto n. 5 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola l'Assessore Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Nel corso del 2016 per l'aeroporto regionale sono stati impegnati sui capitoli di competenza dell'Assessorato 1.968.483 euro, di cui 1,961 milioni per il corrispettivo di gestione e relativi oneri IVA, poi c'è la gestione dei residui. Inoltre, agli importi suddetti va aggiunta una quota annua di circa 118 mila euro per le spese di riscaldamento, energia elettrica, acqua, manutenzioni varie: ascensori e smaltimento rifiuti, che sono imputate ai capitoli di competenza dell'Assessorato delle finanze. Si raggiunge un totale così di 2,1 milioni, in cui non sono compresi i costi legati alle attività di elisoccorso e quelle per il personale dei vigili del fuoco: il servizio antincendio è stato espletato anche nel 2016, prevedendo solo tre unità.
"Il numero di passeggeri transitati dallo scalo aeroportuale di Aosta nell'anno appena trascorso, riconducibile ai voli commerciali provenienti da fuori regione": dai dati forniti per via breve dal gestore aeroportuale risulta per il 2016 un totale di 1129 passeggeri con origine o destinazione diversa dallo scalo regionale; di questi 91 passeggeri sono riconducibili ad attività commerciale, prevalentemente di aerotaxi. Vi sono inoltre, nell'ambito dei voli locali 566 passeggeri riconducibili all'attività commerciale: categoria trasporto turistico passeggeri con origine e destinazione nello scalo con aereo ed elicottero.
"Il numero di passeggeri transitati dello scalo aeroportuale di Aosta nell'anno appena trascorso riferito ai voli locali (volo a vela, lancio con il paracadute, eccetera). Dai dati forniti per le vie brevi dal gestore aeroportuale risulta per il 2016 un totale di 2160 passeggeri riferiti ai voli locali. Togliendo da tale valore la quota riconducibile all'attività commerciale, restano 1594 passeggeri, dei quali 1526 per il volo a vela.
"Sulla base dei dati relativi all'ultimo anno, quali siano le previsioni per l'anno 2017...": ovviamente per il 2017 queste previsioni non ci sono, perché stiamo lavorando per la risoluzione della convenzione così com'è stata deliberata e com'è stata confermata dal giudizio del TAR, per cui su questo argomento più che delle previsioni per il 2017 stiamo lavorando per dei nuovi scenari. Gli uffici si stanno confrontando con i legali, con ENAC in modo tale da risolvere, far cessare la convenzione e dall'altra parte non creare dei problemi e assicurare la continuità dello scalo, in modo che tutte le attività fondamentali - dalla Protezione civile, come le altre - possano continuare.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Questo dell'aeroporto è un tema che riprendo spesso, perché si dimentica che questo aeroporto pur non avendo degli aerei costa moltissimo alla collettività. Quella di trasformare l'aeroporto di Aosta da un aeroporto piccolo ad uno scalo commerciale è stata un'idea folle, scollegata dalla realtà regionale: un'avventura che non poteva che finire male e rappresentare uno scandaloso sperpero di denaro pubblico. Abbiamo un aeroporto a 85 chilometri, internazionale e altri due grandi aeroporti vicini: un esempio tipico di una gestione irresponsabile dell'autonomia e una scelta che ci è costata e che ci costerà ancora molto denaro, denaro sperperato e vediamo ancora oggi i risultati, che, tra l'altro, immaginavo sono gli stessi da anni, sono penosi, 1000 passeggeri circa per un costo enorme. Lei oggi ci ha riferito soltanto 2,1 milioni di euro per quanto riguarda le spese dirette, ma, come ha sottolineato lei, c'è anche quello che riguarda la sicurezza che non ha voluto dirmi, ma che se vuole le dico quanto costa ogni anno, perché in passato mi aveva riferito anche i costi per quanto riguarda l'aspetto della prevenzione incendi e i vigili del fuoco. I dati forniti oggi sono quelli che immaginavo pur non essendo un veggente: sono sempre gli stessi e confermano il disastro di questa scelta.
Dal 2004, quando si è deciso di realizzare questo grande aeroporto per far arrivare orde di passeggeri che non sono arrivati, abbiamo speso una cifra enorme: soltanto per la gestione affidata alla società, dal 2004 ad oggi abbiamo speso poco meno di 25 milioni per la gestione, con i risultati che vediamo. A questi bisogna aggiungere i costi per la sicurezza antincendio che sfiorano negli anni considerati 15 milioni. Bisogna poi aggiungere il presidio di polizia, che non sappiamo quanto costa, ma che comunque pagano i contribuenti, eccetera, soltanto per la gestione. Vi è poi la parte investimenti: quelli relativi all'allungamento della pista, tutta la parte illuminazione, gli appalti per la parte tecnologica per il volo degli aeroplani di grandi dimensioni, i charter, le opere di viabilità per l'aeroporto collegate a questa struttura. Pensiamo poi anche, ad esempio, a quelli per la sicurezza: si è acquistata, ad esempio, un'autobotte che è costata quasi 800 mila euro, che non viene praticamente utilizzata, obbligatoria per l'aeroporto commerciale. Una cifra enorme che insieme al terminal dell'aerostazione, che non è ancora finito, che già sappiamo che non potremo utilizzare, ci è costato e ci costerà molto. Mi fermo qui, ma potrei continuare. Credo e temo che alla fine quest'avventura, questa idea folle e megalomane del grande aeroporto commerciale di Aosta verrà a costare ai contribuenti più o meno 100 milioni di euro e forse più se non fermiamo l'emorragia.
Voglio finire con una battuta. Qualche tempo fa per fare lo spiritoso, l'Assessore, considerati i costi dei passeggeri del tratto ferroviario Aosta/Pré-Saint-Didier proponeva l'acquisto di una Fiat Panda per ogni passeggero. Visti i numeri dei passeggeri del suo aeroporto, considerati i costi per quanto riguarda i passeggeri dello scalo di Aosta, possiamo acquistare una Jaguar o una Maserati e, se non fermiamo al più presto l'emorragia di denaro pubblico, ci scappa pure una Rolls Royce.
