Oggetto del Consiglio n. 2504 del 29 novembre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2504/XIV - Reiezione di risoluzione: "Sospensione della quotazione in Borsa della società CVA S.p.A.".
Presidente - Punto n. 2.05 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il Consigliere Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Riprendiamo l'argomento appena affrontato qualche ora fa: la questione relativa alla sentenza della Corte costituzionale, una sentenza che è stato il risultato di un ricorso presentato dalla Regione Veneto e che ha prodotto degli effetti sulla legge Madia, come dicevamo in precedenza. Vado al nocciolo della questione. Questa sentenza cambia la situazione rispetto a molti aspetti: da una parte, in riferimento alla quotazione di CVA e, dall'altra, rispetto alla questione, che abbiamo affrontato anche nell'ultimo Consiglio regionale, relativa all'obbligo da parte dei Comuni di dismettere le loro partecipazioni all'interno di società, in particolare per quanto riguarda le società idroelettriche che - sappiamo - in Valle d'Aosta hanno un ruolo importante anche di chiamiamolo autofinanziamento da parte dei Comuni, alcuni dei quali hanno dei benefici notevoli da questa entrata dovuta alla loro partecipazione in società idroelettriche.
Come dicevamo, la situazione da venerdì è comunque cambiata, poiché questa sentenza che riguarda una questione relativa alla procedura attivata dal Governo relativa a questa legge, comunque crea una situazione che, nella peggiore delle ipotesi, comunque ci permette di avere più tempo per guardare le cose. In effetti, un elemento di questa risoluzione riguarda la sospensione della quotazione in Borsa della società CVA. Ricordo che appena il 7 novembre il Presidente della CVA ci diceva che la quotazione in Borsa è dovuta ad una presa d'atto della Madia, nulla di più. Non erano stati fatti dei ragionamenti particolari, ma si trattava semplicemente di una presa d'atto della Madia. Oggi la situazione è cambiata in parte e possiamo permetterci di fare dei ragionamenti diversi: se, quando e come quotare in Borsa questa società regionale. Di per sé, in termini generali personalmente non sono contrario ad una quotazione in Borsa, ma bisogna capire se è conveniente, se si possono trovare soluzioni diverse anche all'interno della quotazione: la creazione di una public company, oppure un azionariato diffuso. Anche in termini generali è una questione che va affrontata con i tempi dovuti, che, tra l'altro, riguarda direttamente la proprietà, quindi noi come Regione più che il Presidente di CVA. Pertanto, al di là della questione, su cui si può essere d'accordo o contrari, oggi non c'è più questo vincolo preciso, perlomeno la situazione da venerdì è cambiata ed è cambiata ancor di più per quel che riguarda le questioni riguardanti l'obbligo di dismissione da parte dei piccoli Comuni delle partecipazioni alle società idroelettriche. Abbiamo affrontato la questione, l'avevo vista piuttosto scettico e rassegnato nell'approvare la risoluzione l'altro giorno: votiamo questa risoluzione, ma rendetevi conto che gli spazi sono limitatissimi e che le possibilità sono poche. È vero, lo era forse venerdì, eravamo tutti consapevoli delle difficoltà di affrontare questa questione, ma da dopo la sentenza di venerdì scorso il quadro è cambiato e abbiamo tutte le possibilità per decidere, ad iniziare dalla Stato-Regioni nella quale il provvedimento dovrà passare e nella quale si potrà giocare in modo più incisivo la partita per permettere ai Comuni valdostani di continuare a beneficiare di questa entrata. Se la rassegnazione era giustificata nell'ultimo Consiglio, oggi la situazione è cambiata e ci può permettere di fare delle azioni più concrete per stoppare, per impedire anche in futuro che azioni di questo genere da parte del Governo vengano portate avanti.
La seconda impegnativa per il Governo regionale, che in realtà è più un invito, perché sappiamo che il Consiglio regionale non può impegnare i Parlamentari, ma invitarli sì ad attivarsi in ogni sede di loro competenza per illustrare le conseguenze che questo provoca per i piccoli Comuni, non soltanto valdostani, ma è una cosa che riguarda tutto l'arco alpino, è una caratteristica delle Alpi: in Valle d'Aosta ha un particolare effetto e in certi contesti anche di più. Io conosco la situazione della Valle del Gran San Bernardo, evidentemente in quella Valle tre, quattro Comuni si sono attivati, hanno attivato insieme anche un percorso e gli effetti di una dismissione sarebbero gravi. Al di là di questo, è un'associazione generalizzata sulle Alpi che va messa in valore, cercando di impedire gli effetti negativi che questa potrebbe produrre. Se nell'altro Consiglio le possibilità erano poche, dopo la sentenza di venerdì scorso sono aumentate, pertanto va cercato il modo più incisivo perché ci sono buone possibilità, abbiamo gli strumenti per poter intervenire e riuscire a non avere quegli effetti negativi che altrimenti avremmo.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Nogara, ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - Io voglio intervenire su questa risoluzione perché per vari anni mi sono interessato di idroelettrico, di CVA, delle problematiche legate a questa società. Volevo però su questa risoluzione dire che, secondo me, ci sono due temi distinti tra loro: uno non c'entra con l'altro secondo me, e ha ragione per il primo tema - soprattutto quello della CVA - il Consigliere Bertin, dove si dice che abbiamo più tempo per capire o per decidere cosa fare. Proprio per questo che nell'impegnativa che avete messo di sospendere la quotazione in Borsa della società CVA, io con tutto quanto in questi anni ho studiato, ho visto non mi sento e penso che non ci sia nessuno in quest'aula che si senta in grado di dire se è meglio quotare CVA in Borsa o meno. Questa - è chiaro - deve essere una decisione che dovrà essere presa con calma, perché io del fatto di quotare CVA in Borsa lo sento da molti anni: è dall'inizio degli anni Duemila che si parla di quotare CVA in Borsa, potrebbe essere la soluzione migliore. Questa, secondo me, è una problematica che non certo qua in Consiglio si deve discutere, ma dovranno essere i tecnici che lo stanno facendo in questo periodo e ci daranno poi le loro considerazioni.
La seconda parte, invece, di questa risoluzione riguarda le società idroelettriche di cui i Comuni hanno delle partecipazioni. Mi sembra che già nell'altro Consiglio ci sia stata questa risoluzione di impegno, un impegno che è stato votato da tutti. Quando è uscita la legge Madia, noi ci siamo fatti rilasciare un parere da un professionista su questo, un memo su quanto può succedere. È chiaro che la sentenza della Corte costituzionale ha tirato fuori il problema del "previo parere" o della "previa intesa", che sono due cose completamente diverse. Ricordiamo che la differenza sostanziale risiede nel fatto che il parere è collettivo, mentre l'intesa richiede l'unanimità e offre quindi un potere di veto ad ogni singola Amministrazione, che può essere lo Stato o la Regione. In sostanza la Corte interverrà sui decreti delegati già emanati solo se verranno impugnati e limitatamente ai punti in cui esso è lesivo delle competenze regionali. Da qui la possibilità di utilizzare lo strumento dei decreti correttivi, previa convocazione della Conferenza Stato-Regioni, per realizzare la prescritta intesa. Qui è importantissimo, perché è determinante su certe cose, dove non siamo d'accordo...per esempio, nel Consiglio tutti abbiamo votato perché non si era d'accordo su una cosa del genere, quando c'è una mancata intesa si può votare contro. Io qui ho trovato un po' di confusione in questa vostra risoluzione, però - come vi ho detto - ci sono due cose che non c'entrano nulla l'una con l'altra. Queste sono le considerazioni del nostro gruppo.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Soltanto alcune precisazioni in seguito alle considerazioni fatte dal collega Nogara. È stata fatta un'unica risoluzione per non farne due, anche perché partivano tutte dallo stesso presupposto. Poi evidentemente i percorsi sono diversi, quelli di CVA e quelli che riguardano le centraline idroelettriche. La differenza rispetto all'ultimo Consiglio è sostanziale: nell'altro Consiglio avevamo invitato i Parlamentari, anche perché soltanto loro in quel momento potevano avere un ruolo da giocare, difficile, rispetto a questa problematica, oggi invece è cambiato il quadro e il Governo regionale ha maggiori possibilità: nella Conferenza Stato-Regioni può far valere il suo peso che, precedentemente a questa sentenza, non era possibile fare. Per questo l'impegnativa è legata al Governo e ai Parlamentari: deve essere un'azione comune. Oggi certamente rispetto all'ultimo Consiglio la situazione è cambiata da questo punto di vista perché vi è la possibilità di impugnarla e vi è la possibilità comunque, visto che il Governo dovrà attivarsi in qualche modo per risolvere questa questione, di far valere come Governo regionale le ragioni della nostra Regione. L'invito è sostanzialmente lo stesso fatto l'altra volta ai Parlamentari, ma la situazione è cambiata rispetto all'altro giorno.
Per quello che riguarda la quotazione di CVA - come dicevo in premessa -, di per sé personalmente non sono né contrario, né favorevole, ma se prima era un'applicazione della legge, oggi abbiamo i tempi per valutare attentamente, anche come proprietà, come, quando e con quale modalità farlo. Pertanto una sospensione se prima era un atto dovuto, un'applicazione della legge, e tutti sono d'accordo nel seguire la legge: io per primo credo che la legalità sia un principio che debba essere seguito, in questo caso non vi sono margini per poter pensare se farlo o non farlo, questa è una valutazione che verrà fatta con più tempo e che, non avendo più quest'obbligo, perlomeno la situazione è cambiata rispetto ai giorni precedenti a questa sentenza. Di certo sottolinea un limite procedurale, che avrà anche delle conseguenze nel merito di questi atti.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Abbiamo deciso di inserire i due temi perché hanno le stesse premesse e soprattutto c'è una modifica a monte sostanziale: lo diceva molto bene il collega Bertin. Quello che, dal punto di vista politico, però è importante, non essendo dei tecnici, è la bozza che ad oggi non è ancora stata approvata della finanziaria, perché se le carte sono state modificate a seguito della sentenza, grazie soprattutto alla Regione Veneto, l'articolo 19 al comma 1 - e non è un discorso di essere d'accordo o contrari -: "la Regione è autorizzata ad adottare ogni atto necessario per la quotazione in mercati regolamentati della società controllata Compagnia valdostana delle acque". Con le modifiche di venerdì le eventuali impugnazioni delle norme attuative dovranno tenere conto delle concrete lesioni delle competenze regionali, alla luce delle soluzioni correttive che il Governo, nell'esercizio della sua discrezionalità, riterrà di apprestare in ossequio al principio di leale collaborazione. In questo momento, a seguito della sentenza, indubbiamente abbiamo sicuramente un peso diverso e soprattutto delle possibilità diverse.
La nostra proposta quindi va nella direzione di non iniziare un percorso se non lo abbiamo prima valutato, qui non siamo più obbligati. Se non siamo obbligati, non iniziamo quel percorso, sospendiamo e richiediamo ulteriori approfondimenti, ma, dato che abbiamo un ruolo di indirizzo, a maggior ragione...poi ascolteremo attentamente la replica del Presidente della Regione, ma, al di là della replica, siamo obbligati oppure no? Se non siamo più obbligati, a questo punto il dato politico è diverso, perché fino a tre giorni fa sembrava, dai tecnici in commissione consiliare, che l'obbligo fosse certo; ci pare dagli approfondimenti che abbiamo fatto in questi due giorni e mezzo con i legali del Consiglio, sentendo anche altre Regioni su questi temi, che non ci sia l'obbligo. È qui la differenza rispetto a pochi giorni fa. Su questo comunque ascolteremo attentamente la replica del Governo regionale, ma sul merito politico, non dal punto di vista tecnico, che a questo punto è secondario, non è più la sostanza della nostra risoluzione che abbiamo presentato.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Solo per aggiungere una breve riflessione a quello che hanno detto i colleghi prima. Io non ho gli elementi per dire se è un'operazione da fare immediatamente, con il tempo o quant'altro; a me personalmente piacerebbe approfondire un po' meglio la questione. Dico questo perché se una volta approfondito, la strada è questa, io vedrei molto bene che un passaggio come questo sia oggetto di una legge ad hoc. Dico questo perché penso che anche dalla documentazione che ci è stata fornita da CVA, in cui si fanno quelle indagini di mercato e quant'altro...poi io nel mio piccolo ho provato a farmi consigliare da qualcuno che si occupa di questo, e lo dirò in sede di bilancio se viene mantenuto questo comma 1 dell'articolo 19, per cui non voglio addentrarmi nella discussione ad oggi...mi pare che ci siano anche lì dei lati oscuri, che andrebbero chiariti o specificati meglio nel comma 1 dell'articolo 19. Se però la strada è questa - e io non dico non debba esserlo - a mio parere, in questo momento la sentenza della Corte costituzionale non ci mette tutta quella fretta: cade il presupposto alla base del comma 1, che prescriveva che dovevamo adeguarci al n. 175.
Io pertanto non vedrei nulla di così drammatico se si prendesse un po' più di tempo, si potesse approfondire perché, al di là di tutto, è stata una decisione che ci ha colti impreparati; noi non l'abbiamo seguito di certo, sappiamo e ci è stato detto in commissione che questo iter non è così improvvisato, si sta già lavorando. Ciò non toglie, a mio modesto parere, che sospendere questo come presupposto andrebbe a rafforzare il criterio che neanche i Comuni sono obbligati a fare, perché nella sentenza è molto chiara la cosa: la sentenza dice che tutti i decreti attuativi dicono che sono sospese le procedure in attesa...caso mai, se vuole, le leggo il passaggio. Non è solo la parte relativa al personale che è stata impugnata dalla Regione Veneto, ma è stato impugnato in toto, o almeno una gran parte dell'articolo 18, dal n. 1 al n. 7, quello che..."il ricorrente argomenta l'illegittimità costituzionale poiché imporrebbe al Governo l'individuazione di criteri e forme societarie più adeguate per società che gestiscono servizi strumentali e funzioni pubbliche". Censura nella sentenza che "violerebbe il principio di leale collaborazione nella parte in cui prevede, al comma 4, che i decreti legislativi attuativi, nonostante l'incidenza sulle norme dichiarate in materia di competenza regionale, siano adottati previo parere della Conferenza unificata. Le censure sono chiaramente proposte in quanto sono state identificate di competenza regionale...", cita il passaggio legato agli Enti locali, e nell'elaborato della sentenza dice che "questa Corte più volte si è pronunciata sul tema di società a partecipazione pubblica, dichiarando l'illegittimità costituzionale della disposizione statale che, imponendo a tutte le Amministrazioni, quindi anche a quelle regionali, di sciogliere e autorizzare le proprie società pubbliche strumentali, sottraevano alle medesime le scelte in ordine alle modalità organizzative".
Questa sentenza è precedente ancora, la n. 222/2013. Idem la parte riferita al discorso della lettera l): "di definire una serie di regole puntuali sulla partecipazione azionaria degli Enti locali", per cui cita anche gli Enti locali. Questo è il dispositivo della sentenza. Sto leggendo alcuni passaggi perché sono 30 pagine. Proprio per questo motivo, io vi inviterei ad accettare questo passaggio. Non ci metteremo di traverso in una tale discussione ad una legge ad hoc, però in questo momento a noi pare fondamentale, una volta per tutte, contribuire a quello che è stato l'orientamento della Corte costituzionale, che una volta tanto dà ragione alle Regioni, pertanto non vanifichiamo questo, togliamo questo presupposto del comma 1 ed eventualmente ci si muove con una legge ad hoc che preveda il discorso della quotazione in Borsa. Questo andrebbe sicuramente a valorizzare tutto l'aspetto legato agli Enti locali, perché su questo si apre una grossa partita. Poi sono valutazioni politiche, di cui in questo momento mi preoccupo particolarmente dal punto di vista personale, sapendolo quello che significa per il sistema degli Enti locali il discorso delle centraline.
Io penso che una riflessione di questo genere non pregiudichi il percorso che viene fatto; sappiamo che la tempistica non è così urgente, però mettere una boccia ferma su una sentenza che una volta tanto va nell'interesse delle Regioni, a tutelare il discorso dell'intesa o della Conferenza Stato-Regioni, a me pare un messaggio importante, tenuto conto che, come diceva il mio collega, meno male che questo ricorso è stato fatto, perché sennò veramente andremmo ad una deregulation in cui lo Stato ci impone ogni tipo di scelta.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Nogara per dichiarazione di voto.
Nogara (UVP) - Volevo fare solo una precisazione. Nel mio intervento io ho voluto parlare di CVA per come si vuole affrontare questa problematica. Parlando di CVA, come vi ho detto, è intorno al 2000 che si parla già della sua quotazione in Borsa. Io non vorrei collegare questa cosa di CVA con l'articolo 19 della finanziaria. Sono due cose diverse, io volevo parlare di CVA, non per eliminare l'articolo 19 comma 1. Poi ognuno la vede come vuole, io volevo parlare tecnicamente di CVA. Io penso che non ci siano grosse problematiche in questo momento visto che è dai primi anni Duemila che si parla della quotazione in Borsa; penso che se noi lo chiediamo, in breve tempo si possano avere tutte le giustificazioni per quotarla o meno. Questo è quanto.
Il fatto poi di eliminare il comma 1, perché CVA non viene quotata, quello è un altro discorso che si può valutare in altro modo, ma io volevo chiarire che adesso stavo parlando di CVA come società partecipata senza collegarla alla legge finanziaria.
Presidente - Non ci sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Gli aspetti che sono stati presentati in occasione di questa risoluzione affrontano tre tematiche. La prima è la sentenza, che ad oggi è esecutiva, però laddove siano già state emanate, come nel caso del decreto n. 175 sulle partecipazioni pubbliche, le norme devono intendersi ad oggi come pienamente vigenti. Oggi è vigente questa norma, poi che ci sia la possibilità di intervenire con ricorsi sui decreti attuativi...è una possibilità. Ad oggi però è pienamente vigente, quindi non è che questo oggi non vale, oggi vale.
Detto questo, il problema collegato che si pone è la valutazione sulla quotazione in Borsa della CVA. È un'operazione che noi abbiamo inserito come punto di riferimento anche nella finanziaria perché, nel momento in cui si va in quella direzione, ci sono dei passaggi dove c'è la possibilità che la società dia all'azionista di riferimento una disponibilità finanziaria rapportata alla situazione della società stessa. Il che significa che, nella procedura che va avanti, c'è un passaggio in cui c'è questa disponibilità finanziaria, che può andare fino a 100 milioni nel primo anno in cui si attiva questo meccanismo mentre successivamente saranno le proposte ad andare nella logica di definire in che modo, in che termini, sarà fatta l'operazione della quotazione in Borsa, che alcuni hanno già anticipato potrebbe essere A o B, è tutto aperto quello. Il primo punto, invece, è che questo ritorno all'azionista di questo finanziamento è quello che dà la copertura - come ha detto anche il collega Gerandin - ad una serie di investimenti previsti nella finanziaria che andremo a discutere fra pochi giorni.
Il terzo punto che voglio sottolineare è che, indipendentemente dal fatto che quando è uscita la Madia ci sia stata un'accelerazione tenendo conto che c'era anche questo, le premesse per arrivare alla quotazione in Borsa c'erano già, c'erano stati gli studi, c'era tutta una serie di valutazioni fatte con società specializzate per capire qual era il problema. È chiaro che, nel momento in cui c'è stata la Madia, c'è stata un'accelerazione, per cui, tenendo conto di quest'accelerazione, noi ci siamo permessi di inserire il comma 1 nella legge finanziaria, che prevede la possibilità di attivare la quotazione in Borsa di CVA. Questi sono i presupposti. Quindi, tenendo conto che su questo punto noi siamo convinti che ci siano le disponibilità e le possibilità per la società stessa di fare un avanzamento importante nella sua collocazione nelle società a livello nazionale e internazionale, quell'impegno - come dicevano anche i colleghi - non può essere accettato. Per l'altro, invece, voglio dire che è ridondante, come diceva il collega nell'esposizione, laddove riportiamo a galla la risoluzione già approvata, con la differenza che qui invitiamo i Parlamentari valdostani...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
..."impegna il Governo a sospendere la quotazione...", non sulla seconda parte. Scusate, l'italiano è difficile ma non impossibile da capire: se dice una cosa nella prima riga, nella seconda ne dice un'altra: "invita i Parlamentari valdostani", c'è scritto questo, abbiate pazienza! C'è un "impegna" e c'è un "invita", impegna per una certa cosa e invita gli altri. C'è scritto: "invita i Parlamentari valdostani", che è esattamente quello che era l'altra volta. Io ho capito l'intervento del collega, secondo il quale questa volta anche il Governo può usare una sua influenza nel momento in cui alla Conferenza dei Presidenti venisse ripresentata la proposta di decreti - come succederà, perché alcuni verranno portati - per l'intesa, anziché solo per il parere. In quel momento, se non c'è il fatto di essere presenti e di sottolineare quell'aspetto - che veniva ricordato - delle partecipazioni di tutti i Comuni, che noi abbiamo condiviso...io avevo detto che era difficile, perché era obiettivamente difficile rimandare se non c'era questa sentenza, ma di questa sentenza nessuno ne aveva parlato prima, quindi ho detto quella che era la difficoltà. Oggi c'è questa possibilità, sicuramente noi ci facciamo carico di andare in questa direzione e posso garantire ai colleghi che non siamo soli perché su questo è stato fatto un lavoro a livello soprattutto delle comunità di montagna, dei BIM, per attivare un meccanismo che crei una premessa per cui si faccia una modifica almeno per quello che riguarda le partecipazioni dei Comuni. Noi quindi ci asterremo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Fabbri, ne ha facoltà.
Fabbri (UVP) - Semplicemente per ricordare quello che avevo già detto all'inizio della discussione nelle comunicazioni del Presidente: qui si apre questa possibilità, che non è assolutamente da lasciar decadere, come del resto il Presidente ha detto in questo momento.
Io sottolineerei anche un altro aspetto positivo nel perseguire quest'obiettivo, perché era stato detto nelle settimane scorse quando non c'era ancora la sentenza della Corte costituzionale, che correvamo anche il rischio di concentrare tutta la capacità di produzione di corrente idroelettrica nelle mani di pochi attori. Così facendo, eliminiamo questo rischio se i Comuni giustamente sceglieranno di mantenere la loro partecipazione. Un rischio in meno, quindi ancora un invito in più a lavorare in questa direzione.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - C'è un aspetto più tecnico nella risoluzione: che il primo impegno riguarda la sospensione, il secondo impegna il Governo e invita i Parlamentari a fare la stessa cosa. È graficamente messo uno sopra l'altro, forse potevamo metterli graficamente uno dopo l'altro, ma l'impegno è lo stesso e la ragione è dovuta al fatto che la sentenza, come sottolineava anche lei, dà un ruolo anche al Governo regionale che la scorsa settimana non c'era. Per questo c'è questa impegnativa rispetto al Governo regionale che potrà avere un suo ruolo nella Conferenza Stato-Regioni. E proprio su questo ruolo che deve avere il Governo regionale mi sembra francamente un'occasione persa quella di dare un segnale politico chiaro rispetto a questa questione. La sentenza della Corte costituzionale comunque solleva delle questioni di rapporto Stato-Regioni, ma una volta tanto non è sfavorevole alle Regioni e bisogna sostenerla sotto questo punto di vista. È l'occasione anche da un punto di vista strettamente politico per segnare una propria opinione. Tra l'altro, dobbiamo aspettare che la Regione Veneto faccia ricorso, non vorrei anche dover aspettare che la stessa Regione poi tuteli con i ricorsi successivi la nostra autonomia. È l'occasione per far valere anche la nostra opinione e tutelare la nostra autonomia.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Solo un passaggio su questo dossier. Ho ascoltato attentamente il Presidente, che di solito è molto preciso, e ad oggi potremmo essere d'accordo con la sua presa di posizione, ma, a seguito della sentenza, si apre comunque un dibattito politico importante: i rapporti tra Regioni e Stato. Voglio fare solo un ragionamento a voce alta. Ci sembra di aver capito che la scelta è già fatta. In commissione ALPE, il collega del Gruppo Misto e Cognetta abbiamo chiesto diverse volte, poi abbiamo dovuto sollecitare i nostri uffici per avere del materiale per capire qual è l'impostazione del gruppo CVA, perché nessuno di tutti i colleghi di maggioranza e opposizione era a conoscenza di cosa il gruppo ha già messo in cantiere. Se il metodo diventa sostanza, siamo alle solite, la sintesi che faceva prima il collega Bertin: stesso film. Noi oggi abbiamo presentato questa iniziativa perché fra due settimane saremo qui a discutere sull'articolo 19, comma 1, stesso identico film, se adesso c'è una sentenza che va in una direzione comunque diversa e ad oggi possiamo essere d'accordo su quel passaggio che faceva lei, siamo ancora magari "obbligati", ma non è possibile che ci sia anche su questo calata dall'alto comunque un'operazione già blindata, nel senso che "la scelta è già fatta, fatevene una ragione"...ed è questo lo spirito della nostra iniziativa. Questo era un po' il ragionamento che avevamo fatto e abbiamo fatto in questi giorni in commissione, che volevamo avere tutta una serie di informazioni, di documenti per arrivare a dire cosa è stato fatto e cosa non è stato fatto. Comunque, abbiamo capito perfettamente che ad oggi, martedì 29, la scelta è già stata fatta, verificheremo con i colleghi in commissione nel momento in cui si andrà a discutere l'articolo 19, comma 1, però il film è identico, collega Perron, del comma 2. Non avessimo congelato e fermato la commissione sul comma 2, non saremmo qui a discutere dei 48 milioni. Non avessimo portato oggi la discussione sul comma 1, non saremmo qui a discutere. Il film è sempre lo stesso, colleghi. Qualcuno ha già scelto, possiamo prenderci qualche mese per approfondire fino in fondo se c'è lo spazio di muoverci in maniera diversa per mille ragioni? Sembra di no, ma verificheremo e approfondiremo nel momento in cui si deciderà di affrontare la finanziaria.
Presidente - Possiamo procedere con la votazione. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 31
Votanti : 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 24 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fontana, Fosson, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Rosset, Testolin, Marco Viérin)
La risoluzione non viene approvata.
OGGETTO N. 2505 - Approvazione di risoluzione: "Situazione dell'accesso per l'anno 2015 alla riserva nazionale DAR".
Rosset (Presidente) - Punto n. 2.06 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Questa nostra iniziativa è un po' il seguito di quella risoluzione che avevamo approvato lo scorso Consiglio regionale, in cui si impegnava il Governo regionale di richiedere un incontro urgente al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali al fine di illustrare la questione e condividere le azioni da intraprendere con assoluta tempestività per riuscire a garantire a tutti gli agricoltori valdostani l'accesso per l'anno 2005 alla Riserva nazionale DAR di cui gli stessi vantano diritto, approvata con risoluzione lo scorso Consiglio regionale. Tra l'altro, quella risoluzione che avevate proposto voi come maggioranza, che era stata chiaramente condivisa. Vorremmo su questo avere delle rassicurazioni da parte sua, Assessore, più che noi deve rassicurare gli agricoltori perché su questo c'è tanta preoccupazione perché da una parte non si riesce a capire bene quante di queste risorse sono già state erogate ai pochi fortunati - io dico - e quante ne rimangono ancora in disponibilità per quanto riguarda l'annualità 2015. Soprattutto la preoccupazione nasce dal fatto che, da voci e da iniziative che nascono proprio sul territorio di fronte a questa immobilità, o comunque a questa preoccupazione, nascono comitati spontanei in cui vengono manifestate concrete preoccupazioni sul fatto che se non vengono riassegnati questi titoli entro fine dicembre 2016, il rischio parrebbe sia quello di perdere addirittura la titolarità di queste risorse, che ritornerebbero indietro per il discorso di Bruxelles.
Il nostro impegno chiaramente è di riferire in commissione, ma noi chiederemmo proprio, Assessore, che lei tranquillizzasse tutti questi agricoltori dicendo che il termine del 2016 non è così perentorio, che c'è la possibilità e l'interesse da parte sua, dell'Esecutivo, o di chi se ne occupa in questo momento, di risolvere questo problema, e soprattutto vorremmo da parte sua un impegno personale a risolvere questa questione. Noi di trasferte romane di dirigenti senza cavare un ragno dal buco sinceramente siamo stufi di sentirne parlare, ritengo che questa sia una problematica che si risolve politicamente, per cui probabilmente se lei, invece di rimanere a gestire quelle quattro risorse che le sono state assegnate, magari va a Roma e prova a bussare alle porte più opportune, come fanno da altre parti, dove dicono che piantano le tende davanti ai Ministeri, magari risolviamo qualcosa. Noi pensiamo che in questo momento delle promesse, delle rassicurazioni gli agricoltori - o comunque chi lei rappresenta in questo momento - non sappiano più veramente cosa farci.
Le anticipo...non dia come giustificazione il fatto che vi siete mossi con le due delibere di Giunta che avete approvato ultimamente sulla trasmissione dati; queste saranno utili eventualmente per risolvere il discorso relativo alla certificazione dei dati zootecnici per la banca dati regionale relativi ai requisiti di pascolamento e per quello che riguarda le misure di superficie del PSR, ma non risolvono questa concreta preoccupazione, per cui quello che le chiediamo, Assessore, è che lei tranquillizzi che nessuno perderà niente e che queste risorse non avranno un limite di scadenza.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Il collega ha già illustrato bene l'iniziativa che abbiamo presentato, io penso non ci siano problemi fra pochi giorni a fare un incontro come III Commissione su questo tema. In questo momento i nostri agricoltori hanno bisogno di certezze, per cui se fra due settimane affronteremo l'altro tema dell'ex verde agricolo e sicuramente cercheremo insieme di trovare delle soluzioni rapide a delle criticità, in questo momento comunque sul discorso DAR indubbiamente le aziende sono preoccupatissime e gradirebbero avere delle risposte serie, puntuali e soprattutto lo stato dell'arte: cosa fa la politica su questo tema, come si muove, cosa ha fatto, cosa sta facendo e soprattutto cosa deve fare per mettere in campo delle garanzie. Non mi dilungo perché vorremmo ascoltare la posizione del Governo, dell'Assessore. Come diceva bene il collega, al di là di riferire con urgenza alla commissione, indubbiamente ci interessa conoscere lo stato dell'arte.
Presidente - Non ci sono altre richieste di intervento, dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola l'Assessore Testolin, ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Per rispondere positivamente all'invito di andare in commissione, perché evidentemente il tema è complesso, ci sono tutta una serie di iniziative che abbiamo messo in campo, quindi verremo volentieri in commissione per presentare il rendiconto delle iniziative e lo stato dell'arte per quanto è a nostra disposizione. Lo faremo quindi molto volentieri, abbiamo già programmato - credo - un intervento per la prossima seduta di commissione.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - La ringrazio, Assessore, della disponibilità. Nella presentazione è stato detto qualcos'altro: vogliamo sapere politicamente qual è in questo momento la posizione di questi agricoltori. Quando riferirà in commissione, bisognerà farlo sapere in giro, ma noi vogliamo che venga detto pubblicamente in questo contesto qual è la situazione per quello che riguarda queste misure. Le chiediamo questo. Torno sui comitati spontanei che stanno nascendo in questo momento per autotutelarsi, che nominano dei legali per autotutelarsi, e che non vogliono più sentir parlare della politica e hanno ragione: se la politica non dà delle risposte, hanno ragione! Lei dica se in questo momento, così com'è stato scritto, c'è il rischio che queste misure vengano perse. Questo vogliono sentirsi dire gli agricoltori, non che verrà a riferire in commissione. Su questo io l'ho già ringraziata della sua disponibilità, ma dica cosa succede per quello che riguarda questo discorso legato al DAR.
Presidente - Scusi collega, ma l'impegno è di andare in commissione a riferire. Non ci sono altre richieste di intervento, possiamo mettere in votazione. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 29
Votanti : 29
Favorevoli: 29
La risoluzione è approvata.
A questo punto, avendo ancora tre risoluzioni, i Capigruppo sono d'accordo di proseguire i lavori sino al termine? Proseguiamo quindi con il punto n. 2.07.
