Oggetto del Consiglio n. 188 del 29 aprile 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 188/81 - PROBLEMI CONCERNENTI L'APPLICAZIONE DELLE NORME DEL REGOLAMENTO SULLA FUNZIONE ISPETTIVA E POLITICA.
Presidente - Colleghi Consiglieri, prima di passare alla trattazione dell'oggetto n. 189 vorrei far presente al Consiglio, riguardo a quanto è stato detto circa il tono e l'ammissibilità delle interrogazioni, delle interpellanze e delle mozioni, che la Presidenza e la Segreteria della Presidenza hanno preso in considerazione questo aspetto e che la Presidenza non ha ritenuto, per due provvedimenti che erano iscritti all'ordine del giorno, di sollevare delle obiezioni. Sarebbe stata la prima volta nella storia di questo Consiglio che una interrogazione, interpellanza o mozione non veniva accettata per l'applicazione dell'articolo 112 che dice, al 2° comma: "Il Presidente ha facoltà di negare l'accettazione e la discussione di interrogazioni, interpellanze e mozioni che siano formulate con frasi ingiuriose o sconvenienti, o che riguardino materia estranea alla competenza del Consiglio".
Non si è ritenuto di vedere nell'interpellanza del Consigliere Viberti se non dell'accentuata ironia, e no frasi né ingiuriose né sconvenienti. Anche per quanto riguarda l'altro argomento, che è l'oggetto n. 5 - mi dispiace che non ci sia il Consigliere Pedrini - la Presidenza è stata piuttosto perplessa, in quanto l'interrogazione - se i Consiglieri hanno avuto la possibilità di leggerla - si riferisce ad un articolo apparso su "Il Monitore" a pagina 10, intitolato "Edificio scolastico in rovina". In base alla lettura di questo articolo l'interrogante si rivolge all'Assessore alla Pubblica Istruzione per sapere se è al corrente della cosa e quali provvedimenti intende prendere, implicitamente affermando che l'Assessore per poter rispondere a questa interrogazione deve leggere "Il Monitore" e sapere dal "Monitore" di quale Comune e di quale scuola si tratti, perché l'interrogante non lo precisa.
Ecco, queste due iniziative dei colleghi Consiglieri hanno fatto discutere prima del loro inserimento all'ordine del giorno. Siccome il problema è stato ripreso, io vorrei assicurare ai colleghi Consiglieri che l'Ufficio di Presidenza tiene conto della dialettica e anche dello scontro politico che ci può essere; raccomanda nello stesso tempo ai colleghi Consiglieri che formulano interrogazioni, interpellanze e mozioni di fare in modo che queste siano il più possibile esatte. L'interrogazione chiede una risposta su un argomento ben preciso, e non si può pretendere che un Assessore o chiunque in sede di Consiglio regionale sia chiamato ad esprimersi su un articolo apparso sul "Monitore" della tal data e alla tale pagina, così come i colleghi Consiglieri che dovessero intervenire domani in una discussione generale.
In secondo luogo, per quanto riguarda il tono, che ci sia pure anche quella sottile ironia o quella non tanto sottile e un po' pesante ironia che a volte si dente in Consiglio regionale, ma che, anche per quanto riguarda questo aspetto delle interrogazioni, delle interpellanze e delle mozioni, il centro dell'attenzione sia portato invece sulla responsabilità politica che deve essere l'oggetto. Cioè la responsabilità politica eventualmente del dibattito e della risposta, così come della interrogazione, e non tanto, direi, il contorno, che può essere più oggetto eventualmente di polemica esterna al Consiglio regionale o sulle pubblicazioni.
Vorrei concludere dicendo che c'est le ton qui fait la chanson, e siccome vogliamo che il canto e il dibattito siano su un tono il più possibile elevato, bisogna che i Consiglieri contribuiscano a mantenerlo elevato anche nel formulare interrogazioni interpellanze e mozioni.
Chiedo scusa; ho fatto questa precisazione proprio perché su questi due argomenti in sedi di Presidenza si era discusso se era possibile accettarli e inoltrarli o chiedere agli interroganti di volerli modificare.
