Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2447 del 8 novembre 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2447/XIV - Interpellanza: "Azioni intraprese per verificare il divieto di immissione in commercio ed impiego dei prodotti fitosanitari contenenti glifosate".

Rosset (Presidente) - Punto n. 22 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Per mozione d'ordine, solo una comunicazione al Presidente Rosset: stiamo ricevendo tantissime segnalazioni che la connessione internet ha dei grossi problemi, salta sia a livello di sito web che di canale 15. Volevamo quindi sottoporre la problematica all'Ufficio di Presidenza. Sono numerosissime proprio le segnalazioni che ci arrivano.

Presidente - La ringrazio della segnalazione. Vediamo di provvedere immediatamente, per quanto possibile. Ha chiesto la parola la collega Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Questa nostra interpellanza parte da una serie di fatti che si sono susseguiti da maggio del 2016. Partiamo intanto dalla considerazione che credo tutti noi condividiamo: che in materia agricola e sanitaria sia assolutamente importante tutelare sia l'ambiente che gli animali, sia l'uomo. Entrando nel merito della nostra iniziativa, abbiamo posto una serie di domande al Governo regionale - non so se sarà l'Assessore Viérin, che vedo prenotato...ma anche l'Assessore all'agricoltura può essere credo concerné - riguardo all'uso di uno degli erbicidi più diffusi in campo agricolo: il glifosato. Noi crediamo che questo sia un momento importante per il dibattito di questo argomento poiché questo erbicida sappiamo che è uno dei prodotti più à la une in campo agricolo. Una multinazionale molto potente ha detenuto il brevetto di produzione fino al 2001 e generalmente viene associato alle colture come la soia, che è stata poi modificata geneticamente per resistere a dosi copiose di questo erbicida. Sappiamo anche essere utilizzato come diserbante abitualmente nel mondo dell'agricoltura, ma non solo. Sappiamo anche che in Valle d'Aosta il suo uso è più che diffuso, soprattutto negli anni è stato utilizzato proprio dal mondo agricolo e veniva ritenuto non dannoso per la salute dell'uomo e per la natura in generale.

Il dibattito a livello europeo è stato - direi - un po' altalenante, nel senso che a giugno del 2016 doveva essere presa una decisione che poi è stata rinviata: il Parlamento europeo ha preso del tempo e ha prorogato fino a dicembre del prossimo anno una decisione ultima sull'utilizzo di questo erbicida poiché 28 Paesi europei non avevano comunicato quali erano le loro decisioni, quindi la Commissione europea ha deciso di rinviare l'argomento. Dobbiamo dire che invece in Italia sia a giugno 2016 e poi con un provvedimento di agosto il Ministro all'agricoltura Maurizio Martina ha preso una decisione, ha portato avanti quanto aveva dichiarato: che l'obiettivo dell'Italia, qualunque fosse la scelta dell'Europa, sarebbe stato quello di arrivare al glifosato zero. Annunciò questo nel mese di giugno, dobbiamo dire che in pochi mesi ha concretizzato questa sua dichiarazione attraverso un provvedimento, un decreto della Direzione generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti e della nutrizione del Ministero. Ci sono due decreti del 9 e 16 agosto 2016, che, attraverso due articoli, con decorrenza 22 agosto 2016, revocano l'utilizzo, l'impiego di prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva glifosate in alcune aree specifiche (ad esempio: parchi giochi, cortili, aree verdi, eccetera), di revocarle immediatamente nell'impiego di pre-raccolta e, attraverso l'articolo 2, di dare qualche mese di tempo per concludere sia la vendita che l'utilizzo di questa sostanza da parte sia dei commercianti che da parte degli utilizzatori finali. In particolare, dal 22 agosto si danno come scadenze tre mesi di possibilità ancora di vendita da parte degli esercizi commerciali e sei mesi per l'impiego da parte degli utilizzatori finali di questa sostanza, quindi risulta essere novembre 2016 la data ultima per poterlo vendere e febbraio 2016 la data ultima per poterlo utilizzare.

Ho detto precedentemente che questo utilizzo è stato fatto in modo abbastanza generalizzato non solo dal mondo agricolo, ma veniva utilizzato anche come diserbante lungo le strade; noi abbiamo trovato un documento: il comunicato n. 13 del 23 agosto 2016 che l'Assessorato dell'agricoltura e risorse naturali ha diffuso, rilanciando quanto decretato attraverso il decreto di revoca del Ministero della salute e dell'agricoltura, fornendo anche tutto l'elenco ministeriale dei prodotti fitosanitari revocati contenenti la sostanza attiva del glifosato, dov'è specificato abbastanza bene che l'utilizzo delle scorte è consentito per sei mesi a decorrere dal 22 agosto 2016, quindi sappiamo che la scadenza ultima sarà febbraio 2016. Ora, proprio per questa motivazione che riteniamo anche esserci stato un intervento abbastanza repentino...colleghiamo comunque dei fatti che sono avvenuti invece nei mesi di maggio e di luglio in Valle d'Aosta, che non sono stati confermati, ma che credo sia importante portarli come oggetto di dibattito, poiché ci sono state delle sospette morti di animali e proprio facendo delle analisi presso i laboratori per i bovini che svolgono questa funzione, non si è né confermato, né smentito che tali morti potessero essere in qualche modo collegate agli erbicidi.

Noi quindi vorremmo capire in breve quali sono stati i provvedimenti che voi ci potrete illustrare, soprattutto quelli di raccordo con gli Enti locali, con i vari Comuni. Abbiamo detto che l'utilizzo di questo erbicida veniva fatto abitualmente anche lungo le strade come diserbante, quindi chiediamo anche che ci venga detto quali sono state le azioni affinché i Comuni siano sensibilizzati al rispetto di tali revoche. Se vi sono stati, se sono confermati questi casi di avvelenamento sospetti, se avete appurato la causa delle morti, e quali sono gli intendimenti del Governo regionale in merito alla questione per tutelare sia l'ambiente che gli animali e l'uomo visto che è ancora possibile fino al mese di febbraio 2016 il suo utilizzo.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Laurent Viérin, ne ha facoltà.

Viérin L. (UVP) - Questo è un dossier che coinvolge diversi Assessorati, al di là dell'Assessorato della salute, sanità e politiche sociali, anche l'Assessorato evidentemente dell'agricoltura, ma anche l'Assessorato dell'ambiente, quindi il lavoro che citerò, assieme all'Azienda USL, è un lavoro che è stato condiviso e che in gran parte è stato già tracciato dalla collega nella sua ricostruzione.

Veniamo subito alle domande, quindi ai fatti e alle risposte che l'Amministrazione intende comunicare. "Quali siano stati i provvedimenti e le misure in materia di prevenzione e protezione, oltre che di informazione, messi in atto": le date ricordate sono corrette, il decreto è quello del 9 agosto 2016, modificato il 16 agosto 2016, è un decreto del Ministero della salute. Dal 22 agosto quindi è stato vietato l'impiego di qualsiasi prodotto erbicida a base di glifosato in aree frequentate dalla popolazione e da gruppi vulnerabili. C'è quindi una parte che parte dal 16 agosto, invece le questioni che lei ha citato sono antecedenti. A scopo semplificativo ma non esaustivo è stato in parte citato, le aree dov'è vietato l'impiego sono sicuramente i parchi e i giardini pubblici, i campi e impianti sportivi, aree turistiche, ricreative, cortili verdi, plessi scolastici: tutto ciò che è a contatto con la popolazione in generale. Dal 22 agosto quindi sono stati anche revocati dal commercio e dall'impiego in quelle zone i prodotti fitosanitari a base di glifosate, che contengono i componenti che vanno nella direzione di essere pericolosi e nocivi. La commercializzazione delle scorte di prodotti revocati giacenti presso i rivenditori è consentita per uso agricolo fino al 21 novembre 2016, previa loro rietichettatura con nuove etichette. L'utilizzo delle scorte da parte degli utilizzatori finali è consentito per sei mesi, come la collega giustamente ricordava, quindi da febbraio i prodotti revocati diventeranno rifiuti e dovranno essere smaltiti ai sensi della normativa vigente. Ecco perché dicevo che questo dossier è congiunto, perché c'è stata un'importante sinergia come in altri casi per gestire questa parte. Dopo l'uscita dei due decreti l'Assessorato della sanità ha provveduto in agosto ad inviare ai titolari degli esercizi di vendita dei prodotti fitosanitari due circolari recanti l'elenco dei prodotti revocati e le modifiche delle condizioni d'impiego dei prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva glifosate. Mentre la Struttura Produzione vegetale, sistemi di qualità e servizi fitosanitari dell'Assessorato dell'agricoltura e risorse naturali ha effettuato un'attività generalizzata di informazione rivolta a tutti gli agricoltori attraverso l'emissione di due avvisi fitosanitari rivolti: il primo ai frutticoltori e orticoltori; il secondo - citato dalla collega - ai viticoltori. Non sono state adottate altre particolari misure per un semplice motivo: perché il piano regionale integrato dei controlli della sicurezza alimentare prevede già al suo interno i controlli in materia di fitosanitari da effettuarsi ogni anno a livello di commercializzazione e utilizzazione e ricerca di residui sugli alimenti, quindi è stata fatta collimare in pratica.

Non è stato necessario fare un'ulteriore azione, ma si è fatta rientrare in quella che doveva essere fatta e si è abbinata. In tale ambito la struttura competente per la parte dell'Assessorato relativa all'azienda effettua - tanto per citare dei dati - annualmente, al fine di verificare eventuali inquinamenti delle acque potabili, perché poi è quello uno dei rischi maggiori, 337 campioni di acque su falda e di sorgente per la ricerca di questi residui fitosanitari. Questa è un'attività che fa parte dei piani di prevenzione e i controlli effettuati negli ultimi dieci anni non hanno mai rilevato non conformità.

La seconda domanda è: "quali sono le azioni previste...", la questione con gli Enti locali. La parte relativa all'Assessorato dell'agricoltura e risorse naturali ha inviato al CELVA, al fine di dare ampia e capillare diffusione presso i Comuni della Valle d'Aosta, una nota apposita nella quale si sono specificate le aree dove l'utilizzo di questo prodotto risultava vietato, cosicché i Sindaci si sono fatti in pratica portavoce di questo.

I casi di avvelenamento. Come diceva la collega, ci sono stati nei periodi antecedenti a questo decreto, quindi maggio principalmente, dei casi di bovini che...e io qui voglio sottolineare l'importante lavoro dell'Istituto zooprofilattico, che è un ente funzionale all'Assessorato della sanità che svolge un lavoro molto delicato, un lavoro di precisione. Durante gli ultimi fatti - poi meno male si è rivelato un allarme che è rientrato -, sulle vicende di ecoterrorismo è stato l'Istituto zooprofilattico che è riuscito, attraverso il lavoro prezioso che fa, a risalire alle componenti presenti. C'erano stati due casi a Saint-Christophe e a Emarèse - credo che la collega si riferisse a questi casi qui -, sono gli unici casi che si sono verificati per fortuna, e ci sono state tutte le prese in carico e le dovizie del caso che i protocolli ben delineati e precisi che l'Istituto zooprofilattico, l'azienda e gli Assessorati competenti hanno gestito. Questo vuol dire che è ancora necessario un grande lavoro. Dico questo perché, per esempio, in uno dei due casi era shock anafilattico, che poteva essere riconducibile a questo come ad altri casi, quindi non si volevano creare altre situazioni.

"Quali sono gli intendimenti..." e vengo all'ultima parte. Tra le azioni di prevenzione dei rischi dell'ambiente, degli animali e sicuramente alla popolazione dovuti all'impiego di qualsiasi fitofarmaco, al di là di quello che oggi viene alla ribalta delle cronache come spesso avviene, perché è uno degli elementi, ma la nostra politica, soprattutto come Assessorato ma nell'Amministrazione in generale è, e sarà, quella di evitare sempre più il ricorso ad agenti chimici nelle produzioni in agricoltura per andare verso una Valle d'Aosta green, una Valle d'Aosta che utilizzi elementi biodinamici, che utilizzi nuove tecniche, che utilizzi quello che tutto il mondo sta oggi sperimentando e che, purtroppo, in Valle d'Aosta abbiamo ancora grandi difficoltà spesso a far percepire. In questo senso l'impegno di questo Assessorato sarà nelle prossime settimane, nei prossimi mesi di alta attenzione affinché tutta l'Amministrazione possa essere attenta... Nella nostra parte di area Prevenzione ci siamo anche confrontati con la parte tecnica e abbiamo oggi necessità di creare una cultura all'interno della comunità in generale, e più in particolar modo nel settore di competenza, affinché ci sia, al di là di quello che è vietato o lecito, una presa di coscienza che in una popolazione di montagna e che in una comunità come la Valle d'Aosta si utilizzi un brand che va fino al turismo: un brand di Valle d'Aosta green che sia utilizzo di energia da fonti rinnovabili, che sia utilizzo di un marchio di qualità dei nostri prodotti, che eviti il ricorso dov'è possibile alla chimica, che eviti quindi i problemi alla salute e all'inquinamento ambientale del nostro territorio che noi abbiamo l'onere e la responsabilità di tutelare e affinché ci sia un insieme di azioni che possano essere ricondotte in un progetto globale. Ciò che si è iniziato a fare quindi è la stesura di un documento che verrà approvato nelle prossime settimane, che sono le linee di indirizzo per la riduzione e l'eliminazione dei prodotti fitosanitari e dei rischi sia nei luoghi che sono indicati, ma in generale nell'ambiente valdostano. Tale documento è stato già elaborato prima dell'autunno da un gruppo di lavoro che coinvolge l'ARPA, il CELVA, l'azienda, gli Assessorati citati, l'Institut agricole, che è un altro partner di competenza dell'Assessorato dell'agricoltura che in questo campo svolge un grande lavoro, in sinergia anche con l'Assessorato dell'edilizia residenziale, difesa del suolo e opere pubbliche, affinché ci siano proprio nella pratica quotidiana azioni che possano essere concrete nell'ottica di ciò che i colleghi hanno sollecitato nell'iniziativa.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Grazie Assessori, abbiamo capito che il lavoro è iniziato. Ci vede completamente in linea per quanto riguarda il futuro, su una Valle d'Aosta green e sul fatto di far prendere coscienza direi non solo agli amministratori degli Enti locali, ma chiaramente a tutti i cittadini valdostani che una regione di montagna come la Valle d'Aosta deve andare in quella direzione, su questo ci troverà sempre al lavoro con lei.

Il problema, a parte tutta la ricostruzione che abbiamo fatto insieme, e va bene, rimane quello che...comunque lei ci ha detto: "c'erano stati dei casi allarmanti che poi sono rientrati". Io non concordo proprio con questa sua visione, poiché credo che ci siano anche dei documenti in cui viene detto: "gli esami di laboratorio non hanno tuttavia potuto confermare, confutare il sospetto avvelenamento da erbicida, in particolare da glifosate emerso durante le indagini. Il laboratorio di riferimento dell'USL della Valle d'Aosta non ha eseguito le ricerche richieste (glifosate e dei suoi metaboliti) dai veterinari intervenuti, causa motivi tecnici non emersi all'accettazione dei campioni".

Credo che questo sia grave, Assessore; questo, a mio avviso, è un aspetto molto grave e direi delicato che dovete immediatamente da domani mattina prendere in considerazione. Tale problematica è stata sollevata agli enti interessati e si spera che sarà tema di discussione. Io mi auguro veramente che sia già stato ieri tema di discussione e che lo sia a maggior ragione domani, perché questo che io ho letto, che non è un documento che ho trovato così per caso, è un documento che invece segnala una grossa criticità, a mio avviso, poiché dice che gli esami di laboratorio richiesti non sono stati fatti, il perché lo chiediamo noi a lei, Assessore.

L'altra risposta. Sappiamo che qualche Sindaco illuminato ha detto che, finché ci saranno scorte, verranno utilizzate, a costo di buttarle nei ruscelli perché non verranno smaltite secondo i canoni chiesti dai vari documenti e dalle varie leggi. Noi chiediamo, Assessore, che venga fatta immediatamente un'altra comunicazione e che su questo l'Amministrazione regionale intervenga in modo massiccio e impedisca che da oggi in avanti vengano utilizzati ancora, soprattutto perché siamo nei mesi in cui la natura è a riposo, questi erbicidi. Se ci sono ancora delle scorte nei comuni, che vengano smaltite come viene richiesto.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Roscio, ne ha facoltà.

Roscio (ALPE) - Intervengo molto brevemente perché ha già esposto bene la collega Certan, volevo solo fare due richieste: la prima è che dalla risposta dell'Assessore è emerso che le morti dei bovini non sono collegabili a questo prodotto e che sono state fatte delle analisi dai laboratori competenti, pertanto noi vorremmo che ci desse una copia di queste analisi che comprovino che i laboratori sono in grado di cercare il glifosato e che questo glifosato non è stato trovato nei referti. Questo per noi sarebbe importante, perché scongiurerebbe ogni cosa.

Siccome il glifosato, come ha ricordato la collega, è stato fino a poco tempo fa un erbicida tra i più diffusi e anzi controversi, tant'è vero che, al di là dei ritardi della Commissione europea, l'Italia ha preso una decisione ben precisa; siccome da febbraio l'utilizzo diverrà improprio, anzi non sarà più consentito; siccome andiamo verso un periodo dove l'utilizzo di erbicidi non è così necessario, quindi la logica conseguenza è che noi da febbraio avremo una certa quantità di erbicidi non più utilizzabili, che saranno classificati come rifiuto, e questo pone un problema dello smaltimento, allora, per evitare le scene che ha già ipotizzato la collega, che non sono così improbabili, la nostra seconda richiesta, non secondaria, a voi come Governo e come tre Assessorati coinvolti è di vigilare in maniera puntuale, ma anche di intervenire puntualmente affinché si evitino smaltimenti impropri che vanno a danneggiare non solo l'ambiente, non solo i bovini, ma costituiscono un rischio per la popolazione.

Presidente - Completate le interpellanze, direi a questo punto di fare una Conferenza dei Capigruppo in maniera da poter chiarire il prosieguo dei lavori, quindi propongo una sospensione. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Per chiedere dopo la Conferenza dei Capigruppo una riunione dei gruppi di opposizione.

Presidente - Va bene.

La seduta è sospesa dalle ore 16:41 alle ore 17:04.

Rosset (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori.