Oggetto del Consiglio n. 2440 del 8 novembre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2440/XIV - Interpellanza: "Assegnazione del finanziamento per i libri scolastici in lingua francese per l'anno scolastico 2017-2018".
Farcoz (Président) - Point n° 15 de l'ordre du jour. Pour l'illustration, la parole à la Conseillère Certan.
Certan (ALPE) - Questa nostra interpellanza chiede, attraverso due domande, dei dati e delle cifre abbastanza puntuali. In realtà, la proponiamo anche per aprire e forse provare a condividere alcune riflessioni anche di tipo filosofico e anche culturale riguardo ai libri di testo. Credo che chiunque si sia occupato di scuola sappia l'importanza che rivestono i libri di testo nelle scuole, un'importanza rilevante: ogni libro apre la mente e costruisce dei ponti con chi ci circonda, ma i libri didattici, i libri delle scuole hanno un ruolo che va ben al di là e hanno anche una funzione diversa. Tutti conosciamo la legge regionale n. 40/1973, che sancisce l'assegnazione gratuita dei libri di testo agli alunni di tutte le scuole pubbliche obbligatorie, quindi crediamo che da lì in Valle d'Aosta si sia sempre data una grande importanza a questo. Pensiamo anche che sia un momento particolare per quanto riguarda soprattutto l'evoluzione che i libri cartacei hanno avuto, che hanno e che avranno in questo momento.
In particolare, abbiamo chiesto due cose: "quali sono i finanziamenti effettivi dei libri di testo...". Assessore, abbiamo letto le delibere di aprile e sappiamo che, anche se un pochettino in ritardo, sono arrivati in modo ormai - credo - definitivo anche i finanziamenti alle istituzioni per poter pagare; sono arrivati tutti in questo mese, abbiamo monitorato e sappiamo che oramai sono in via di completamento anche i pagamenti.
Poniamo quindi questa interpellanza proprio come un'occasione per provare a fare qualche riflessione che va al di là della cifra, che credo sia sul milione di euro, importantissima, che credo sia fondamentale per le istituzioni e anche per l'istruzione di ogni allievo e per le famiglie, che però, a mio avviso, deve in questo momento tenere in debita considerazione anche altri aspetti. Io gliene pongo alcuni, in particolare riguardo al punto n. 2: glieli pongo sui libri di testo in lingua francese. Credo che ci siano alcune riflessioni attorno a questi libri, perché, oltre alla qualità linguistica, che naturalmente deve essere il primo dei requisiti che un libro deve avere, la qualità linguistica e chiaramente la correttezza dei contenuti, ritengo che debbano nascere anche da un contesto culturale che abbia un'aderenza con la lingua, con l'origine della lingua. Un libro didattico è un libro che fa emergere aspetti culturali che poi vengono in qualche modo anche assimilati o vengono presi come modello di confronto dagli educandi. Credo che la qualità del libro vada misurata sotto diversi aspetti. Spesso in questi anni questa riflessione sulla qualità dei libri di testo, a mio avviso, non è sempre stata così approfondita da parte sia delle istituzioni - faccio anche una riflessione più larga - ma anche da parte dell'Amministrazione regionale. Sarebbe interessante aprire davvero un dibattito su questo, anche perché noi riteniamo comunque fondamentale, nonostante il momento che stiamo vivendo, un momento che sicuramente va verso il multimediale, che va verso l'informatizzazione...credo che però il valore che hanno i libri di testo, quelli tradizionali, sia incontestabile. Chiedere alle scuole, soprattutto quelle scuole basse (primaria e secondaria di primo grado), di fare lezione solo attraverso libri digitali è come chiedere ad un cuoco di cucinare in modo virtuale, senza ingredienti e senza poter sperimentare gusti, sapori e profumi. Credo che nella scuola ci debba essere equilibrio fra i due. Anche in virtù di quanto è stato scritto nelle delibere, che posso capire perché le abbiamo lette in modo approfondito e sono chiaramente aderenti anche al momento che stiamo vivendo, credo che però debba essere aperta una riflessione un po' più ampia.
Ascolto la risposta alle nostre domande, poi eventualmente anche qualche sua riflessione riguardo a questo che le ho posto come elemento in più.
Dalle ore 11:48 riassume la presidenza il Presidente Rosset.
Rosset (Presidente) - Per la risposta, ha chiesto la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.
Rini (UV) - Grazie collega. Colgo il suo suggerimento, quindi prima risponderò puntualmente alle sue domande, poi facciamo qualche riflessione insieme. Ai fini del calcolo del finanziamento per l'acquisto dei libri di testo, alle istituzioni scolastiche primarie e secondarie dipendenti direttamente dalla Regione, nonché le paritarie, i criteri di spesa, così come stabilito annualmente dalla deliberazione di Giunta che lei ha anche richiamato, è data dalla cosiddetta "quota alunno", che include proprio l'acquisto dei libri di testo per tutte le singole materie. Non è quindi possibile risalire al dato preciso dei testi materia per materia, quindi all'interno di questa quota, all'interno di questa cifra ci sono naturalmente anche i testi di lingua francese. Per questa motivazione - dicevo - non è possibile suddividere i finanziamenti erogati e quindi specificare nel dettaglio la spesa. Negli anni scolastici 2014-2015, 2015-2016 e 2016-2017 la spesa per il finanziamento in questione, escluse quelle che sono definite le seconde forniture gratuite per trasferimenti in corso d'anno, sono le seguenti - le do il dato complessivo, poi magari le faccio avere la tabella divisa primaria e secondaria -: 2014-2015, finanziamento complessivo pari a 1.250.238; anno scolastico 2015-2016, 1.116.797; anno scolastico 2016-2017, 846.743. Questa diminuzione va di pari passo proprio al fatto che, come le dicevo prima, parliamo di quota alunno. Sappiamo bene come la popolazione scolastica sia in calo anche a livello numerico.
Per quanto riguarda il suo secondo quesito, l'utilizzo del parametro di questa cosiddetta "quota alunno", che include l'acquisto dei libri di testo in lingua francese, verrà - credo di poterlo dire con tutta tranquillità - riproposto e riutilizzato anche per l'anno scolastico 2017-2018. Le decisioni puntuali in merito verranno prese nei primi mesi dell'anno 2017, prima dell'adozione della delibera di Giunta regionale relativa proprio all'approvazione della quota alunno per il medesimo anno.
Per quanto riguarda, invece, i suggerimenti che lei ha fatto nella sua esposizione, credo che tutta quella che è la discussione che gravita intorno all'importanza del mantenimento del libro di testo cartaceo, che peraltro io personalmente condivido, si deve però confrontare con l'importanza anche dell'ingresso di tutti quelli che sono gli strumenti multimediali. Ne abbiamo parlato a lungo, in maniera approfondita anche durante l'approvazione della legge "Buona scuola": da una parte, per riuscire anche ad accattivare meglio l'attenzione dei ragazzi, perché sa meglio di me come i ragazzi oggi siano attratti da questa nuova forma di comunicazione, senza tralasciare tutta la parte cartacea ma riuscire ad arrivare a loro con degli strumenti che siano anche più diretti, più efficaci, direttamente modificabili e, credo, aspetto non secondario - penso soprattutto ai bimbi più piccoli - anche alleggerire la mole dei testi proprio a livello di peso fisico da trasportare in aula.
Sul secondo aspetto che lei ha richiamato sulla qualità io le dico sinceramente che non ho gli strumenti - e non è neanche il mio compito - per entrare nel merito della qualità della scelta degli insegnanti. Credo quindi che proprio anche per rispetto del principio, che peraltro lei ha anche ricordato correttamente, dell'autonomia scolastica, io su questo le dico sinceramente non è il mio...e credo che andrei davvero a spaziare in un ambito che non mi compete, facendo probabilmente dei danni non avendo né le competenze tecniche e didattiche o pedagogiche per fare un certo tipo di valutazioni, né ovviamente le competenze nel ruolo che ricopro.
Presidente - Per la replica, chiede la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Grazie Assessore per la replica e anche per l'umiltà con la quale nell'ultimo passaggio ha giustamente ricordato che non è tra i suoi ruoli. Io credo che questo vada chiaramente sempre ricordato, soprattutto quando si parla di un ambito così delicato.
Lei ha parlato di autonomia, lei sa benissimo che si ha talmente rispetto della libertà di insegnamento dell'insegnante, non dell'autonomia scolastica, poi veramente si sono scelti dei criteri nell'istituzione per evitare che ci siano dei fatti nel mese di settembre anche un po' spiacevoli...ma la libertà di insegnamento è talmente importante che teoricamente un'insegnante nel mese di settembre, se cambia classe, potrebbe cambiare anche i libri di testo scelti l'anno precedente. Credo quindi che questa sia la grande importanza che ha la libertà di insegnamento, che chiaramente non deve essere esagerazione o non deve diventare spreco.
Lei ha toccato degli aspetti sui quali mi vede anche d'accordo, però spesso agli strumenti multimediali si assegna un ruolo che, a mio avviso, è esagerato e non è così fondamentale come quello invece della modalità dell'insegnamento attraverso i libri cartacei. Questo quindi è un primo aspetto che io pongo in un'eventuale discussione che potrà essere aperta da lei nelle istituzioni. Capisco che debbano essere gli insegnanti a fare queste valutazioni, insieme a dei pedagogisti o anche a dei dirigenti, ma credo che possa essere aperto anche da lei.
L'altro aspetto che ho già in qualche modo in premessa posto e sul quale vorrei ritornare è: nelle delibere giustamente lei cita...laddove c'è la possibilità di riutilizzo dei libri, è giusto, soprattutto nelle secondarie, farlo. Le parlavo prima della qualità dell'insegnamento, che deve essere garantita la qualità della lingua, che deve essere garantita la qualità del contesto, l'aderenza al contesto culturale, ma deve esserci anche un'aderenza al contesto evolutivo del bambino, del ragazzo o dell'educando, perché 10 anni fa c'erano dei libri di testo che, a mio avviso, oggi non sono più così attuali e così aderenti, se non 10, 15 anni fa. Sappiamo che il ciclo generazionale si è molto ristretto, non è più di 30 anni come una volta, ma credo che si sia quasi dimezzato, quindi anche sul riciclo dei libri, a mio avviso, è necessario fare un'adeguata riflessione.
L'altro aspetto che viene toccato anche nelle delibere e che le chiederei di approfondire è quello riguardante le séquence. Credo che le séquence nella scuola primaria siano state un momento importante di laboratorio didattico in Valle d'Aosta. Oggi lei dice che c'è ancora la possibilità di acquisirle come libri di testo, il problema è che non ci sono più séquence disponibili o non sono più presenti tutte. Credo che quelle fossero comunque dei cahier d'activité estremamente interessanti: erano forse un inizio di riflessione linguistica anche nella nostra regione, che potrebbe oggi anche avere un'evoluzione diversa in virtù anche della "Buona scuola", o come vogliamo definire la legge che abbiamo approvato. A mio avviso, però quello delle séquence è un discorso che va ripreso, poiché, anche se è costoso - mi rendo conto -, dovrebbe essere di nuovo elemento di riflessione da parte del suo Assessorato.
Questi erano un paio di elementi, ricordo anche che, purtroppo, in alcuni gradi di istruzione ci sono dei libri, ad esempio, di lingua francese, che sono scritti in lingua italiana. Quando parlo di qualità linguistica del contesto culturale e della qualità dei libri, mi riferisco anche a questo.
