Oggetto del Consiglio n. 2439 del 8 novembre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2439/XIV - Interpellanza: "Predisposizione di un progetto di legge in materia di tutela delle acque".
Farcoz (Président) - Point n° 14 de l'ordre du jour. Pour l'illustration, la parole au Conseiller Cognetta.
Cognetta (M5S) - Con questa interpellanza faccio una fotografia di qual è la situazione attuale rispetto alla questione delle acque sfruttate ad uso idroelettrico della nostra regione. Abbiamo visto sui giornali e anche discusso diverse volte in commissione che è una situazione abbastanza complicata, per non dire altro. Attualmente ci sono più di 300 impianti nella nostra piccola regione; dal 2013 ad oggi sono state richieste 74 nuove concessioni di impianti e dal 2013 ad oggi sono state fatte una serie di verifiche da parte degli uffici competenti per controllare il deflusso minimo vitale. Ci sono due valori che vengono verificati rispetto ad un impianto idroelettrico: uno è il deflusso minimo vitale, cioè quanto resta nel torrente dopo l'opera di presa; l'altro invece è quanto produce l'impianto. Sulla produzione dell'impianto il calcolo viene fatto da remoto, perché basta guardare quant'è la quantità di energia prodotta e si fa un calcolo a ritroso per capire quant'è l'acqua che è stata utilizzata, e soprattutto se risponde ai limiti imposti dalla concessione oppure no. Sul deflusso minimo vitale invece si va sul luogo giustamente e si verifica quant'è l'acqua che rimane nel torrente.
Alla luce dei dati che mi sono stati consegnati dagli uffici, si scopre che ci sono diverse aziende che non rispettano il deflusso minimo vitale, sono divise per quantità di acqua che non lasciano: 10 sono intorno al 50 percento, 6 superano il 50, arrivano fino al 75 percento, 9 addirittura lasciano un deflusso minimo vitale compreso tra lo zero e il 15 percento, in sostanza prendono tutta l'acqua che c'è nel torrente. Sono state ovviamente elevate delle contravvenzioni e delle sanzioni a queste società, però nella maggior parte dei casi, direi nella stragrande maggioranza (63 su 66), il contenzioso non arriva alla fine, quindi non c'è il pagamento della multa perché si apre un contenzioso che non finisce, perché non abbiamo gli strumenti amministrativi necessari per porre termine ai contenziosi che nascono. Di conseguenza, su 66 sanzioni comminate dall'Amministrazione solo 3 sono state pagate, tutte le altre restano in attesa di definire i contenziosi che vanno avanti e si allungano sempre più. Dovremmo quindi recuperare una cifra in questo momento che va intorno ai 670 mila euro, ma ovviamente non ci riusciamo.
Come porre rimedio a tutto questo? Una soluzione sarebbe quella di fare una legge che tuteli le nostre acque in maniera precisa e corretta, che tuteli e superi il Testo unico del 1933, al quale si rifanno le sanzioni. È ovvio che se si guarda quel testo - ed è quello sul quale si basano le sanzioni -, non è aggiornato e non è certamente possibile gestire in maniera concreta e corretta ciò che avviene attualmente. In diverse Regioni d'Italia questa legge esiste già, così come esiste l'obbligo, per esempio, di mettere sulle opere di presa dei misuratori che valutino quanta acqua viene presa e quanta no, misuratori che sono collegati in tempo reale con gli uffici che poi fanno i controlli, cosa che in Valle d'Aosta non si sta ancora facendo o, se si sta facendo, si sta facendo in parte. Soprattutto manca una legge complessiva quadro, che gestisca in maniera definitiva quella che è una risorsa enorme. Un'altra cosa che viene evidenziata spesso è il fatto che a fronte di una sanzione, è estremamente più vantaggioso pagare la sanzione rispetto a ciò che viene invece turbinato e incassato dalle aziende, e questa direi che è la cosa peggiore, nel senso che la sanzione è talmente bassa che conviene non rispettare quanto prescritto nel momento in cui viene data la concessione.
Assessore, le chiedo a che punto è questa situazione, che, secondo me, ormai ha fatto il suo tempo e dovrebbe essere in qualche modo sanata e se è intenzione degli uffici predisporre un testo che poi chiaramente verrà discusso, verrà valutato, verrà emendato, fare un qualcosa che finalmente ci dia una risposta. Fermo restando il fatto che so benissimo che non tutto il demanio idrico è competenza della Regione: in parte lo è e in parte è ancora statale, però questo non vuol dire che non si debba fare un passo avanti finalmente nel dare una regolata a quello che sembra attualmente un Far West, di cui abbiamo avuto notizia anche in questi giorni in commissione.
Président - Pour la réponse, la parole à l'Assesseur Baccega.
Baccega (SA) - Come il cacio sui maccheroni, si dice. Com'è noto al Consiglio, si è avviato nel 2016 il processo che ci porterà all'individuazione del nuovo piano di tutela delle acque ed è un percorso che ha permesso di acquisire tutta una serie di suggerimenti e di indicazioni utili, che trovano un'adeguata collocazione in una norma piuttosto che nel piano di tutela delle acque. L'intenzione del Governo regionale quindi è di proporre un disegno di legge che regolamenti in modo organico la gestione e la tutela delle risorse idriche. Non credo che sia esatto però attribuire l'origine dei contenziosi sulle sanzioni, che sono ovviamente tempestivamente comminate a coloro che non hanno rispettato quanto stabilito dai disciplinari di concessione di derivazione, ad una mancanza della norma regionale; perché la norma c'è, ma piuttosto nell'aver limitato le azioni comunque molto redditizie, quindi una normativa che disciplini con maggiore chiarezza e dettaglio anche le sanzioni non potrà che contribuire a rendere maggiormente trasparente l'intero settore. La recente norma di attuazione in materia di demanio idrico, una volta approvata dal Consiglio dei ministri (il Consiglio regionale ha espresso parere favorevole sul decreto legislativo il 14 luglio 2016) consentirà di regolamentare in modo più completo e autonomo la materia, pur nei limiti imposti dalle direttive europee. Da tempo stiamo lavorando con gli uffici al testo della norma, compresi gli aspetti sanzionatori, e le attente valutazioni (perché ovviamente la materia è complessa e delicata) che si stanno facendo su questa norma ci porteranno a breve a presentare un testo che riguarderà i limiti di derivazione e le sanzioni da sottoporre al Consiglio regionale, alle commissioni competenti e avviando tutto il percorso di coinvolgimento su un provvedimento che avrà un'importante sostanza.
Président - Pour la réplique, la parole au Conseiller Cognetta.
Cognetta (M5S) - Spero, Assessore, che succeda in questa legislatura, vediamo di riuscirci. Tra le varie sanzioni che attualmente è possibile comminare c'è, per esempio, il fatto che, dopo due sanzioni di un certo tipo, si toglie la concessione, cosa che qui non è mai accaduta. Mentre invece sappiamo benissimo, perché abbiamo visto in commissione giusto la scorsa settimana, che ci sono società che hanno turbinato per anni ben oltre quanto concesso e a cui non è accaduto nulla. Vede, Assessore, io sono d'accordo che gli uffici stanno lavorando, che tutto questo verrà discusso qui e che sicuramente troveremo poi un metodo migliore per definire e gestire al meglio le nostre acque, però penso che siamo estremamente fuori tempo massimo, quindi le solleciterei una presentazione urgente di questo provvedimento, una discussione approfondita. Soprattutto solleciterei anche gli uffici della Regione nel suo insieme a definire i contenziosi in atto perché avere dei verbali di contravvenzione lasciati all'Ufficio contenziosi, e lì vengono sepolti, non è il modo migliore per gestire la questione. Ripeto: ci sono momenti in cui si potrebbero tranquillamente togliere le concessioni, e questo non viene fatto perché non si applicano anche le leggi che già ci sono, benché abbiano dei limiti, ma esistono, con casi conclamati di aziende che sicuramente hanno ecceduto ben oltre il necessario quella che doveva essere la loro concessione. Io spero quindi quanto prima di leggere questa legge, poi farò tutte le valutazioni del caso ed eventualmente arriveremo a risolvere anche questo problema. Speriamo.
